Dialoghi > Media: notizie, links, articoli, siti, video, libri e manifesti

"Uomini maschilisti o playboy più a rischio depressione"

(1/4) > >>

Damocle:
Fonte: http://www.lastampa.it/2016/12/16/scienza/benessere/i-maschi-che-fanno-i-playboy-rischiano-la-depressione-PN5AyoZZcCeaumw3LCO1KK/pagina.html


--- Citazione ---I maschi che fanno i playboy rischiano la depressione

Studio australiano: il desiderio di potere, perfezione e supremazia li espone anche alla dipendenza dalla droga

VALENTINA ARCOVIO

Consideratela pure giustizia divina o banalmente come «effetto collaterale» di un atteggiamento sbagliato, ma gli uomini che si comportano come playboy e quelli che sono maschilisti, hanno più probabilità di sviluppare problemi di salute mentale. A scoprirlo è stato un gruppo di ricercatori dell’Indiana University di Bloomington (Usa), in uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Counseling Psychology. Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno condotto una revisione sistematica di 18 ricerche, che hanno coinvolto un totale di 19.453 persone.
 
INDIVIDUATI 11 INDICATORI DI UN ATTEGGIAMENTO MASCHILISTA L’attenzione degli studiosi si è concentrata sul possibile legame tra lo stato di salute mentale e la conformità a uno schema di 11 regole che vengono considerate generalmente come corrispondenti alle aspettative di una società tipicamente maschilista: voglia di vincere, necessità di controllo emotivo, tendenza ad assumere rischi, violenza, dominanza, promiscuità sessuale (ovvero essere un playboy), fiducia in sé, tendenza a dare priorità al lavoro, desiderio di esercitare potere sulle donne, disprezzo per l’omosessualità e perseguimento di uno status. Ebbene, dai risultati è emerso che gli uomini che nel complesso sono conformi a queste aspettative tendono ad avere una peggiore salute mentale.
 
UOMINI MASCHILISTI PIU’ A RISCHIO DEPRESSIONE E DIPENDENZE 
In particolare, gli uomini che più hanno risposto alle caratteristiche del maschilista e del playboy sono risultati avere maggiori probabilità di soffrire di depressione o di fare abuso di sostanze stupefacenti. I principali indicatori di una cattiva salute mentale sono risultati essere: un atteggiamento da playboy, il desiderio di essere autosufficienti e il desiderio di esercitare potere sulle donne. L’unico fattore che non ha influenzato negativamente la salute mentale è la tendenza a dare priorità al proprio lavoro. Alla luce di questi risultati, secondo i ricercatori, il sessismo non è quindi solo e semplicemente un’ingiustizia sociale. «Ma può avere anche un effetto negativo sulla salute mentale di chi abbraccia questi atteggiamenti», dice Joel Wong, autore principale dello studio. 
 
A peggiorare ancora di più la situazione è anche la tendenza di questi uomini a ostentare un atteggiamento di forza e a nascondere quelli invece di debolezza. Questo significa, non solo che sono più a rischio di sviluppare problemi di salute mentale, ma che hanno più difficoltà a chiedere l’aiuto necessario per risolverli.
--- Termina citazione ---

Questo il link allo studio: http://www.apa.org/pubs/journals/releases/cou-cou0000176.pdf

---

Qualcosa di vero può esserci, nel senso, avere eccessive pretese rispetto a quanto si riesce a realizzare espone alla frustrazione.

Però è pretestuoso e sconcertante associare l'essere playboy all'essere maschilisti... mi sembra una forma di male bashing.

Damocle:
C'è da osservare però che la giornalista de La Stampa ha travisato abbastanza il significato della ricerca (ho letto solo ora parte dell'originale)  :doh:

Infatti il testo originale non parla di playboy o maschilisti, ma di "norme mascoline", ovvero quelle credenze su cosa rende un individuo virile o no, vero uomo o no, macho o no... "è virile chi ha molte donne", "è un vero uomo chi disprezza l'omosessualità" ecc...

E su questo posso essere in parte d'accordo su questo articolo scientifico, ma non posso che affermare che questa giornalista ha travisato completamente il significato della ricerca, se parla di "playboy" e "maschilisti".

Tra l'altro il disprezzo verso l'omosessualità non è tanto dovuto al "maschilismo" ma alla morale cattolica. Nell'antica Grecia nessuno guardava male due amici che si scambiavano abbracci, effusioni (pur non arrivando al sesso), persino tra i virilissimi guerrieri spartani questo era considerato accettabile.

La legione sacra, un corpo d'elite della città di Tebe, città che sconfisse sul campo l'invincibile Sparta, era formata da coppie di omosessuali.

Insomma ciò che è considerato "mascolino" può essere influenzato persino dalla religione.

Frank:

--- Citazione ---INDIVIDUATI 11 INDICATORI DI UN ATTEGGIAMENTO MASCHILISTA L’attenzione degli studiosi si è concentrata sul possibile legame tra lo stato di salute mentale e la conformità a uno schema di 11 regole che vengono considerate generalmente come corrispondenti alle aspettative di una società tipicamente maschilista: voglia di vincere, necessità di controllo emotivo, tendenza ad assumere rischi, violenza, dominanza, promiscuità sessuale (ovvero essere un playboy), fiducia in sé, tendenza a dare priorità al lavoro, desiderio di esercitare potere sulle donne, disprezzo per l’omosessualità e perseguimento di uno status. Ebbene, dai risultati è emerso che gli uomini che nel complesso sono conformi a queste aspettative tendono ad avere una peggiore salute mentale.
--- Termina citazione ---

Solo in questa epoca è possibile ascoltare e leggere sciocchezze del genere.

Dunque, essere sessualmente promiscui equivarrebbe ad essere dei "playboy" ?
Ma che vuol dire ? Cosa significa una scemenza del genere ?
Quindi pure io son stato un "playboy" a causa del mio passato promiscuo ?

Ed inoltre, il fatto di desiderare sessualmente più donne, sarebbe un segno di "maschilismo" e di "desiderio di potere" ?
Ma questi(e) dementi ce li pagano pure per sostenere puttanate del genere?

Dico: ma è possibile che tutto l'agire maschile debba essere sempre visto e descritto in maniera negativa ?
Ma l'ipotesi che un uomo desideri ciò per puro piacere, e non per chissà quali altri motivi "maschilisti",  :doh: la si prende in considerazione oppure no ?
Ovviamente no.



--- Citazione ---fiducia in sé
--- Termina citazione ---

Ah, perché un uomo non dovrebbe forse avere fiducia in sé ?
E come fa ad andare avanti nella vita, se non ha un minimo di fiducia in se stesso ?
E, soprattutto, da quando in qua le donne rispettano gli uomini insicuri, timidi e indecisi ? *

Mah...


@@

* Per inciso: non sto sminuendo o "colpevolizzando" quegli uomini che hanno problemi di insicurezza e di timidezza; no, affatto.
Sto solo evidenziando che un uomo, a differenza di una donna, non è rispettato - dalle stesse donne - se è insicuro e indeciso.
Anzi, dalle suddette viene soventemente preso per il culo.
Mentre al contrario gli uomini si dimostrano molto più comprensivi verso il cosiddetto "gentil sesso". (?)

Frank:

--- Citazione da: Damocle - Dicembre 17, 2016, 18:59:38 pm ---Tra l'altro il disprezzo verso l'omosessualità non è tanto dovuto al "maschilismo" ma alla morale cattolica.

--- Termina citazione ---

Non è un discorso che riguarda solo i cattolici: anzi.
http://www.ilgiornale.it/news/politica/carcere-e-pena-morte-cos-lislam-diventato-primo-inferno-dei-1271245.html

--- Citazione ---Così l'islam è diventato il primo inferno dei gay

L'omofobia è una malattia senza confini. Ma nel mondo musulmano è ancor più esplicita
Fiamma Nirenstein - Mar, 14/06/2016 - 13:32
commenta

È un gioco stupido e dannoso quello per cui i vari commenti sulla carneficina di Orlando si dividono fra chi dà tutta a responsabilità alla matrice islamica dell'attentato, e chi invece a quella omofobica.

Un certo Islam è omofobico, punto. Peggio ancora, quando si attribuisce la strage al facile commercio delle armi negli Usa: gli attentatori della strage di Parigi non avevano comprato oltreoceano i loro mitra né i terroristi palestinesi a Tel Aviv. E risulta scoraggiante che Obama, che pure è stato giusto nel sostegno nazionale alla comunità gay tanto colpita, non sia riuscito a trascinare la sua oratoria oltre la parola «terrorismo» (già difficile per lui) e «crimine d'odio», hate crime, fino a sillabare finalmente la parola «musulmano» o «Islam».

La strage di Omar Mateen, di cui repugna ricordare solo il nome perché era quello che lui e l'Isis volevano, è sia islamica che omofobica. Punto. Non c'è contraddizione. Certo, esistono moltissimi islamici che non sono omofobici, e, come dicevamo, molti omofobi che non sono islamici. I primi oggi devono essere abbracciati, incoraggiati, e soprattutto deve esser richiesto loro di agire presso i loro fratelli per comunicare il loro Islam, e non quello dell'odio antigay. I secondi, anche se non hanno sparato, non si devono sentire al di sopra degli eventi di questo momento terribile per tanti essere umani con diritti pari ai nostri. Forse, anzi, è un momento opportuno per capire le loro famiglie, i loro compagni violati da una crudeltà che ogni giorno, sia pure in modo meno terribile, si avventa contro persone che dovrebbero essere protetti dal principio di eguaglianza sottoscritto dalle democrazie

Sulla mappa degli attacchi contro i gay nel nostro Paese, le botte e i delitti sono all'ordine del giorno. Il peso della tradizione giudaico-cristiana è forte, può passare dalla nostalgia per la famiglia patriarcale alla violenza. Succede continuamente, specie quando l'identificazione della comunità gay viene insieme a quella dei danni della «modernità». Angelo Pezzana ricordava ieri in un suo editoriale su Informazione Corretta come l'istigazione a uccidere i gay sia molto più diffusa di quello che si pensi, tanto da esprimersi a volte quasi inconsciamente.

Con l'Islam l'attacco è invece del tutto esplicito, e non soltanto nel caso dell'Isis che butta gli omosessuali dai tetti e manda in giro le fotografie dei delitti per testimoniare la sua fedeltà alla sharia: ci sono parecchi paesi dominati dalla sharia che hanno nei loro ordinamenti giuridici la pena di morte per gli omosessuali, e la praticano. Le immagini degli impiccati appesi alle gru in Iran sono note a tutti, e sono migliaia. I paesi islamici in cui si applica la pena di morte ai gay, cioè si compara la loro sessualità all'adulterio punito con la lapidazione sono: Afghanistan, Brunei, Iran, Mauritania, Nigeria, Arabia Saudita, Sudan, Emirati Arabi, Yemen, e Turkmenistan (solo i maschi). In molti altri Paesi a maggioranza musulmana l'omosessualità è illegale, punita con carcere e frustate e talora da squadroni della morte. La vita degli omosessuali è impossibile in quasi tutti questi Paesi e la fuga frequente, dall'Autonomia Palestinese per esempio è molto comune scappare in Israele. Le «sure» del Corano e i hadith sono espliciti e puntivi sull'omosessualità, e spiegano che «se ogni donna ha un demone, allora un bel giovane ne ha 17», e paragonano i «figli di Loth» ai criminali passibili di terribili punizioni. La Turchia, il Libano e un'altra ventina di Paesi a maggioranza islamica più propensi ad accettare la modernità (fra questi l'Albania, l'Azerbaigian, la Bosnia, e vari Paesi africani come il Ciad o il Burkina Faso) non considerano l'omosessualità un crimine, e discutono leggi di parificazione.

Dunque ci sono vari fronti: il primo è il mostro che impugna le armi e la mannaia; il secondo è durissimo comunque, e ancora sa di carcere e frustate; il nostro è il fronte ideologico contro l'irresistibile avanzare della società democratica. Certo, le strategie di guerra sono ben diverse, e l'Islamismo richiede la più aspra.
--- Termina citazione ---

Vicus:

--- Citazione da: Damocle - Dicembre 17, 2016, 18:59:38 pm ---C'è da osservare però che la giornalista de La Stampa ha travisato abbastanza il significato della ricerca (ho letto solo ora parte dell'originale)  :doh:

Infatti il testo originale non parla di playboy o maschilisti, ma di "norme mascoline", ovvero quelle credenze su cosa rende un individuo virile o no, vero uomo o no, macho o no... "è virile chi ha molte donne", "è un vero uomo chi disprezza l'omosessualità" ecc...

E su questo posso essere in parte d'accordo su questo articolo scientifico, ma non posso che affermare che questa giornalista ha travisato completamente il significato della ricerca, se parla di "playboy" e "maschilisti".

Tra l'altro il disprezzo verso l'omosessualità non è tanto dovuto al "maschilismo" ma alla morale cattolica. Nell'antica Grecia nessuno guardava male due amici che si scambiavano abbracci, effusioni (pur non arrivando al sesso), persino tra i virilissimi guerrieri spartani questo era considerato accettabile.

La legione sacra, un corpo d'elite della città di Tebe, città che sconfisse sul campo l'invincibile Sparta, era formata da coppie di omosessuali.

Insomma ciò che è considerato "mascolino" può essere influenzato persino dalla religione.

--- Termina citazione ---
Dimentichiamo che in grecia prendevano moglie e i greci ci sono ancora, gli italiani si estingueranno nel giro di 1-2 generazioni. E in Italia non si parlerà più di Atene e Sparta, ma di Mecca e Medina.

Navigazione

[0] Indice dei post

[#] Pagina successiva

Vai alla versione completa