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Varie, volontà e rappresentazione

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--- Citazione da: Guit - Agosto 24, 2011, 16:00:53 pm ---In effetti verso le droghe c'è grande entusiamo.
--- Termina citazione ---

Non solo.

Guit:

--- Citazione da: Giubizza - Agosto 24, 2011, 16:02:33 pm ---Non solo.

--- Termina citazione ---

Secondo me nulla può sostituire l'entusiasmo del sesso, solo la droga, che si è tanto affermata proprio perché ne è un surrogato.

C'è chi la considera l'elemento in grado di colmare la voragine affettiva.



Guit:

--- Citazione da: Giubizza --- Ma cosa vuol dire che una cosa è "utile"? E cosa che è "inutile"? hmm
--- Termina citazione ---

Niente. Appunto. Cioè non niente, ma quello che si dice. Fumare è utile o inutile?

Guit:

--- Citazione da: Rita - Agosto 23, 2011, 18:59:38 pm --- :P no, come ho già detto, non ho "materiale", al limite le sensazioni dovute a qualche esternazione sfuggita strada facendo a donne comuni con cui ho discorso o di cui ho origliato  :rolleyes: le conversazioni. Non so se sono in grado di articolare correttamente il punto di vista, tanto da aprirne un topic, ma appena ho un po' di tempo ce provo..

--- Termina citazione ---

Se posso dare un contributo, per non fare confusione, sarebbe bene chiarire se si parla della donna o della femmina; del ruolo attribuitole dalla società di genere vernacolare oppure del mammifero.
Il femminismo ha reso inutile il ruolo, la donna, non il mammifero, la femmina. Per questo forse è femminismo e non donnismo, perché non è a favore della donna ma della femmina; esso può destrutturare la culturalità dei sessi e fare leva sull'insostituibilità biologica nella riproduzione per:

- Affiancare/sostituire il ruolo culturale dell'uomo (parità tra i sessi)
- Posizionare la femmina su un piano di superiorità in quanto non sostituibile nella riproduzione, grazie alle tecniche genetiche e di fecondazione artificiale che promettono di disfarsi del mammifero maschio ben prima che della femmina.

Il femminismo rende la donna e l'uomo inutili, cioè, intercambiambili e non più necessari, slegando i ruoli sociali dai sessi, ma grazie al sodalizio donna-tecnica, lascia alla macchina il compito di rendere inutile il maschio mammifero e indispensabile la femmina.

In sostanza il femminismo lavora su due fronti, uno in buona fede e condivisibile e l'altro occulto, dissimulato e "diabolico". Se col tempo liberato femminile è giusto e auspicabile che la donna entri nella dimensione pubblica come protagonista (culturalità) esso devìa la storiografia sulla colpevolizzazione maschile, che non sarebbe necessaria per il fine culturale, in modo tale che l'umano non possa sviluppare un pensiero critico-umanistico sulla riproduzione - pensiero che dovrebbe svilupparsi nella dialettica uomo-donna ma che non può farlo in quanto la parola maschile viene letta come maschilista - e spingendolo , l'umano, verso la tecnocrazia.

Attribuire questa devianza agli uomini o alle donne, fare il gioco delle colpe, è completamente privo di senso, perché né gli uni né le altre hanno capito cosa stesse avvenendo (e continuano purtroppo a non capirlo).

Uomini e donne potrebbero creare una nuova alleanza per contrastare la propria estinzione, e riprendere il sentiero critico-umanistico da dove l'hanno lasciato, abbandonando quello dell'accusa. Allora e solo allora il progresso tornerebbe a dirsi umano; in alternativa non c'è alcuna speranza: siamo finiti. Tutti.



Guit:
<<... Risultato di questa evoluzione è il generalizzarsi della vittimizzazione delle donne e della colpevolizzazione degli uomini ... la donna va pian piano assumendo lo stesso statuto del bambino: vittima e impotente ... Si ritorna agli stereotipi di una volta - ai tempi del vecchio patriarcato -, quando le donne, eterne minorenni, ricorrevano, per farsi proteggere, agli uomini della famiglia. Oggi come oggi non vi sono più uomini che le proteggono. Il "viriarcato" si è sostituito al patriarcato. Tutti gli uomini sono sospetti, e la loro violenza si esercita ovunque. La donna-bambino deve rimettersi alla giustizia, come il bambino che invoca la protezione ai genitori ...>>

Elisabeth Badinter - La strada degli errori.

E' la macchina-stato che sostituisce la funzione maschile. Proteggendo la donna dalle insidie; fornendole il seme per la riproduzione; garantendole gli assegni per la sussistenza.

A quanto pare l'indipendenza femminile non esiste, è un'illusione, esiste solo il disfacimento dell'uomo, e l'apertura alla macchina come suo sostituto.

L'idea di indipendenza non può quindi che basarsi sulla speranza da parte della donna di poter controllare l'apparato, ma come può chi è dipendente sperare di controllare colui da cui dipende? Ciò è possibile solo quando la dipendenza è reciproca, ma in tal caso da un lato si può controllare accettando dall'altro di essere a propria volta controllati. La condizione pre-tecnocratica è quella in cui esiste una interdipendenza donna-apparato. Tuttavia, ciò di cui ha bisogno la donna serve per continuare a esistere. Ciò di cui ha bisogno l'apparato serve non solo per continuare a esistere ma anche e soprattutto per evolversi. Due entità interdipendenti dove solo la seconda è in movimento verso il futuro. Quando l'apparato si sarà evoluto al punto da non avere più bisogno della donna per esistere ed evolversi, cesserà l'interdipendenza per passare all'era tecnocraticsa compiuta dove l'umano (la donna) sarà totalmente succube, o inutile. E noi uomini sappiamo già cosa succede a chi è inutile: è l'insegnamento del femminismo storico, quello di una pseudo-cultura appiattita sulla legge di natura, che opera selezione tra ciò che serve e ciò che non serve.

L'evoluzione verso la tecnocrazia è di questo universo e di questo mondo, la materia, gli elementi di cui sono costituite le macchine sono gli stessi che forgiano galassie e esseri biologici. L'essere biologico è una macchina. Il mondo tecnocratico è disumano ma a tutti gli effetti naturale. La naturale conseguenza dell'uscita dell'animale uomo dalle caverne, deprivata del pensiero, del linguaggio e della poesia.

Definitivamente naturale e disumano. Il femminismo s'è presto trasformato in una elefantessa con sopra il carico della nostra fine; in un pensiero sedicente costituito di non-pensiero.

P.S.: va riconosciuto che le femministe, onestamente, non hanno mai dichiarato di cercare l'indipendenza assoluta, ma solo l'indipendenza dall'uomo, cioè proprio quello che "voleva" la tecnocrazia. La donna del femminismo ha tenuto quindi un profilo basso e umile, non puntando al dominio sul Creato? Oppure s'è ingenuamente illusa che senza il sesso maschile avrebbe ottenuto il dominio sul Creato?

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