Mah, so che dire "voglio trascorrere l'intera mia vita con lei" suona un po' infantile e adolescenziale, un desiderio fiabesco irrealizzabile, ma voglio continuare a sognare. In fondo, stiamo assieme da 3 anni, di cui 2 ufficialmente. I miei genitori stanno assieme da 26 anni e sono ancora felici. Forse erano altri tempi, vero, ma io credo che siamo fatti l'uno per l'altra. Combaciamo.
Si dice sempre (e io credo che a volte sia anche vero) che le donne furbe si trovano un maritone ricco sotto il quale possano "sistemarsi", ma non sono io quel marito ricco.
Non so cosa possa volere la mia ragazza da me, per cosa mi possa sfruttare: soldi, non ne ho; una vita mondana non gliela posso offrire; contatti nella "società bene" non ne possiedo (anzi è il contrario); non sono un bell'attorone bestiale né un porno-attore (cioè, so farci e anche bene, ma niente di "acrobatico"... non ci sono fruste o completini in lattice dalle mie parti, ahimè). L'unica cosa che posso darle è il mio amore, la mia comprensione e la mia presenza.
Non credo nell'amore materialistico, edonistico, ristretto alla congiunzione carnale che i media vogliono propagandare. Per me l'amore è innanzitutto essere in sintonia, completarsi a vicenda; il sesso è un modo per cementare questo essere sulla stessa lunghezza d'onda (e per godere, perché no).
Magari è un'idea Ottocentesca, romantica, irrealistica, ma a me piace illudermi così.
Non vorrei fare il guastafeste e il cinico, ma anche Elisabetta Gregoraci stava bene con il
giovanotto disoccupato che viveva di lavoretti e occupazioni saltuarie. Fino al giorno in cui
incontrò Flavio Briatore.