Forum sulla Questione Maschile
In rilievo => Osservatorio sul Femminismo => Topic aperto da: Angelo - Marzo 10, 2016, 00:29:55 am
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http://www.ilmattino.it/spettacoli/musica/carmen_consoli-1596992.html
Carmen Consoli: «Non voglio la parità ma la supremazia delle donne. Le napoletane? Sono rock»
In camerino al trucco, sparsi sulla consolle, non ci sono piumini e cipria ma un piatto abbondante di julienne di verdure e frutta con al centro un pinzimonio. Mancano pochi minuti all'uscita sul palco e si ricarica con "il buono della nostra terra", assicurando però di non aver ceduto al vegan. Carmen Consoli è una metrica costante, poesia in ogni discorso, anche quando parla del giornalismo italiano, "castrato, che si affida agli slogan". E che andrebbe "aiutato". Può dirlo con cognizione, lei che molto deve proprio ad un giornalista, Michele Santoro, che la lanciò coinvolgendola in un tributo a Mia Martini.
A Napoli è come se fosse nella sua Catania. "Anche in Sicilia - racconta - subiamo la supremazia culturale partenopea, sono cresciuta con il mito della musica napoletana, con Murolo e Carosone". E poi ci sono i neomelodici , che le ricordano alcuni quartieri di Catania, "via Plebiscito a cui sono affezionata. Quando ci vado - rivela -mi piace chiudere gli occhi, fantasticare e canticchiare anche i neomelodici". Pubblico commosso al Teatro Augusteo, dove la "cantantessa", come ama definirsi, si è esibita ieri sera, raggiunta da fan provenienti da ogni parte di Italia. Non ha rimpianti, nessuna nostalgia "se non per le persone care scomparse" e guarda al futuro credendo anche nelle nuove forme di affermazione degli emergenti: "Ammiro - dice - chi esce dai talent. Se esci da lì sei il più bravo e il più forte. E sai affrontare il pubblico".
La paura non sembra appartenerle e con la nuova band quasi interamente al femminile, "al punto che gli unici tre uomini invocano le quote azzurre", è una presa di potere delle donne. Oggi il "femminellismo" ha un'accezione deviante. Gli "-ismi" sono un'esasperazione dei concetti. Se femminismo - aggiunge - "vuol dire combattere per la parità dei diritti tra i sessi, allora non sono femminista. Io voglio la supremazia delle donne, sostengo che le donne debbano avere più diritti degli uomini". E rintraccia nelle napoletane una forma di matriarcato radicato: "Sono rock", sostiene e racconta: "Mia nonna Carla era del Vomero ma cresciuta a Treviso. Ebbene lei comandava. Per rock si intende ciò che destabilizza: mia nonna destabilizzava perché era una donna che gestiva lo stipendio di mio nonno. Il maschio porta l'assegno ma la donna decide come spenderlo. Stessa cosa mia nonna siciliana, donna Carmela. Comandava tutto. Le nostre nonne del Sud erano più moderne di noi: perché erano in controtendenza. Prima c'erano i femminicidi al contrario: donne importanti citate in giudizio per aver percosso il proprio uomo. Le donne di un tempo avevano un controllo della società matriarcale".
Nonostante l'attesa per un bis finale con "Quello che sento", la "cantantessa" ha salutato quindi il pubblico partenopeo "ingordo" delle sue canzoni con "Confusa e felice". Molti i cambi di scena, i giochi di luce, natura e racconti nel nuovo tour. L'artista, dopo i successi del live estivo nei grandi festival rock della penisola, sorprende ancora e torna nell'atmosfera emotivamente coinvolgente del teatro con una formazione arricchita di strumenti e musicisti.
Il teatro è una scelta artistica ricorrente nella carriera di Carmen, una scelta a lei cara perché la più adatta a ricreare uno scambio quasi confidenziale con il pubblico, una dimensione intima che induce al racconto: le sue canzoni sono infatti storie in musica, ricche di personaggi e situazioni narrative, come testimoniato anche nel recente album "L'abitudine di tornare".
E al racconto e ad una scena familiare e fantastica insieme sono ispirate le scenografie che si alterneranno durante lo spettacolo: pedane concave come libri su cui gli strumenti acustici suonano come sospesi nell'aria; specchi che riflettono la platea inglobandola nella scena; tantissime piante, tracce di una natura che irrompe nella quotidianità.
Con la voce e la chitarra di Carmen, sul palco gli amici e musicisti storici come Massimo Roccaforte alla chitarra, Roberto Procaccini tastierista (e produttore) della scena romana, Fiamma Cardani alla batteria e Luciana Luccini al basso - che l'hanno già accompagnata nei due tour de "L'abitudine di tornare" - e anche Adriano Murania, eccellente polistrumentista e primo violino del Teatro Bellini di Catania, Valentina Ferraiuolo, tamburellista del progetto le Malmaritate, prodotto dalla Narciso, e Claudia Della Gatta, violoncellista avvezza alle incursioni teatrali. Il disegno e la scena sono di Paolo Fossataro. Dopo una "data zero" a Foligno il 16 gennaio 2016 (Auditorium San Domenico), il tour “Carmen in Teatro” è partito da Roma il 20 gennaio (Auditorium della Conciliazione) e attraversa tutta l’Italia per i prossimi mesi.
Il tour "Carmen Consoli in Teatro" è prodotto da Francesco Barbaro per OTR Live e organizzato a Napoli da Promo Music di Germano Paone e Antonio Palmieri.
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E' bene ricordare la "supremazia" alla "Carmen Consoli" ... :shifty:
http://it.ancensored.com/nude-appearance/Miscellaneous/Carmen-Consoli/
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Questa tizia è un chiaro esempio di... (definizione da tecnici) un feedback positivo.
Le donne sono un sistemi dotati di feedback positivo: una volta messi in funzione, sono instabili e continuano ad auto-incrementarsi fino a giungere al collasso.
Perchè un sistema possa funzionare, il feedback deve essere negativo, ovvero il sistema stesso deve essere capace di autoregolazione: un termostato, ad esempio, rileva l'aumento di una temperatura e agisce in modo contrario (spegne la caldaia), in modo che la temperatura non salga all'infinito :D
Ma vai a parlare di autoregolazione a gente del genere :doh:
Tra l'altro, a proposito di nonne: mia nonna mi raccontava che ai suoi tempi a tutte le ragazze veniva insegnata a scuola una materia stranissima, che si chiamava "economia domestica", dove si insegnava ad amministrare le finanze casalinghe, a cucinare senza sprechi e ad attaccare bottoni e rammendare. Come al solito, le femminucce dicono solo la parte di verità che a loro fa più comodo :P
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Però una cosa giusta e in controtendenza alla grande narrazione femminista la Consoli l'ha detta, perché succedeva (e in parte succede ancora) anche in Sardegna: l'ultima parola su tutto, nonché incontestabile anche dal pater familias, ce l'aveva (ha) la moglie, in primis su come spendere il denaro di casa. Altro che secoli di maltrattamenti! Un tempo, se solo l'uomo osava alzare le mani sulla propria donna, arrivavano fratelli e familiari di lei a punirlo, come raccontano le cronache di allora (e carta canta).
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ora, noi possiamo discutere se sia sensato che le donne vogliano comandare o meno
ma in effetti è ridicolo che facciano le vittime quando comandano da sempre!
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Il maschio porta l'assegno ma la donna decide come spenderlo.
Già una che dice "il maschio" e "la donna" mi ispira tanti calci in culo; ma a parte questo, trovo veramente esagerato affermare che "le donne comandano da sempre".*
A casa mia non era affatto così.
Peraltro, se mia madre si fosse permessa di alzare le mani contro mio padre, si sarebbe ritrovata stesa dopo un paio di secondi (e in questo io sono uguale a mio padre...).
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* Per esempio: nei paesi musulmani comandano le donne ?
In Albania comandano le donne ?
Io dico di no.
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Anche questa frase,
La paura non sembra appartenerle e con la nuova band quasi interamente al femminile, "al punto che gli unici tre uomini invocano le quote azzurre", è una presa di potere delle donne.
cosa starebbe a significare ?
Cosa vuol dire "la paura non sembra appartenerle" ?
Ma in che senso ?
Cosa va cianciando questa mentecatta ?
Per quanto riguarda tutto il resto, certe parole non fanno che confermare una volta di più, che quelli tra i due sessi sono prevalentemente rapporti di potere.
Altro che "rapporti d'amore".
Ma quale amore e amore...
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In un certo senso dobbiamo essere riconoscenti a Carmen Consoli: ha svelato i veri desideri e sentimenti delle donne. Che sono niente
affatto paritari ma suprematisti. Sia dunque lodata Carmen Consoli.
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Per concludere.
"Non voglio la parità ma la supremazia delle donne"
Bene, perfetto.
Domanda: qualcuno di voi ha mai sentito una musulmana fare simili sparate nel proprio paese ?
Io no, mai.
Il motivo è facilmente intuibile: in certi luoghi le appartenenti al "sesso superiore" devono stare molto più attente a ciò che dicono e fanno.
Qui, invece, son pienamente consapevoli del fatto che non gli accadrà nulla.
Anzi, molti "maschietti" troveranno pure divertenti ed eccitanti simili affermazioni.
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In un certo senso dobbiamo essere riconoscenti a Carmen Consoli: ha svelato i veri desideri e sentimenti delle donne. Che sono niente
affatto paritari ma suprematisti. Sia dunque lodata Carmen Consoli.
http://antifeminist.altervista.org/risorse/mito_femminismo_buono.htm
Il pensiero, se così si può definire, della Stanton, è ben illustrato nelle lettere raccolte nel suo diario personale. Questa è datata 27 Dicembre 1890:
"Ho appena scritto ad una corrispondente: "Tu dici, 'Perchè siamo nate donne?' Ti sto inviando assieme a questo messaggio un foglio contenente un mio articolo nel quale mostro la superiorità della donna come un fattore della civilizzazione. Il nostro problema non è la nostra femminilità, ma gli ostacoli artificiali di costume sotto false condizioni. Noi siamo, come sesso, infinitamente superiori agli uomini, e se fossimo libere e sviluppate, sane nel corpo e nella mente, come dovremmo essere in condizioni naturali, la nostra maternità sarebbe la nostra gloria. Questa funzione da alle donne una tale saggezza e un tale potere che nessun maschio potrà mai possedere. Quando le donne potranno sostenersi da sole, avere accesso a tutte le professioni e i commerci, con una casa propria sopra la testa e un conto in banca, allora possederanno il proprio corpo e saranno dittatrici nella vita sociale"."
Questa poi è fortissima.
Basingstoke, 31 Gennaio, 1891
"Dopo aver letto per sei mesi sul matriarcato, sono sbalordita di aver scoperto di quanto siamo più indebitati alla donna che all'uomo non solo per l'intelligenza e la moralità della razza, ma per molti dei più grandi passi avanti nel progresso materiale. Due cose sono subito chiare - che la donna non è sempre stata la schiava dell'uomo, e nè che è sempre stata fisicamente inferiore a lui. Nei primi periodi selvaggi lui si prendeva cura solo di sè stesso, mentre lei si prendeva cura di sè stessa e dei figli. Nessuno storico fino a trent'anni fa aveva mai notato per quanto a lungo le donne regnarono supreme, e il grande sviluppo fisico e di forza che possedevano in libertà. La maternità era la fonte e il centro di tutti i primi passi verso la civilizzazione. Per via della varietà di cose che era costretta a fare, la donna necessariamente raffinò varie abilità; per cui era fisicamente più sviluppata dell'uomo al suo fianco; e, costretta a provvedere per gli altri, i suoi sentimenti morali vennero svegliati molto prima di quelli dell'uomo."
Capito ? Un tempo la femmina umana era... "fisicamente più sviluppata del maschio umano". :doh:
Insomma, come ti descrivo il mondo alla rovescia, a causa dei miei insopprimibili complessi di inferiorità.
Altro particolare da evidenziare.
'Perchè siamo nate donne?'
Non si nasce donne ma femmine (come non si nasce uomini ma maschi); donne lo si diventa, se lo si diventa.
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Quando le donne potranno sostenersi da sole, avere accesso a tutte le professioni e i commerci, con una casa propria sopra la testa e un conto in banca, allora possederanno il proprio corpo e saranno dittatrici nella vita sociale
Quello fatto dalla Stanton è quasi il ritratto della società contemporanea :cry: .
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Seriamente: quando sento parlare di "donne che fanno paura" mi incazzo proprio.
Mi incazzo perché è una cosa talmente ridicola, talmente stupida, che non meriterebbe neppure di essere commentata, proprio perché è di una idiozia stratosferica.
Ma a quanto pare certe puttanate son diventate ormai la norma.
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Mah io la supremazia alle donne giela darei pure, solo una cosa mi scoccia, che possano prendere la patente di guida.
Un paese civile dovrebbe vietare alle donne di guidare. Questo è il mio più grosso cruccio.
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Seriamente: quando sento parlare di "donne che fanno paura" mi incazzo proprio.
Mi incazzo perché è una cosa talmente ridicola, talmente stupida, che non meriterebbe neppure di essere commentata, proprio perché è di una idiozia stratosferica.
Ma a quanto pare certe puttanate son diventate ormai la norma.
Il problema sai qual è Frank? Che oggigiorno da noi (a dispetto delle continue vaginate vittimistiche e misandriche che propinano quotidianamente i media), la cosiddetta "violenza maschile sulle donne" ( :rolleyes:) è talmente bassa e rarefatta che non esiste neanche più il vecchio e riequilibratore ceffone quando qualche squilibrata come questa Consoli lo merita. Ecco che poi questo genere di femminucce si sente, oramai, totalmente libero di poter fare e dire quello che vuole, tanto sanno che rimarranno impunite e sanno che potranno sempre rincarare la dose senza subire nessun tipo di conseguenza ( compresa legale, morale e sociale).
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Il problema sai qual è Frank? Che oggigiorno da noi (a dispetto delle continue vaginate vittimistiche e misandriche che propinano quotidianamente i media), la cosiddetta "violenza maschile sulle donne" ( :rolleyes:) è talmente bassa e rarefatta che non esiste neanche più il vecchio e riequilibratore ceffone quando qualche squilibrata come questa Consoli lo merita. Ecco che poi questo genere di femminucce si sente, oramai, totalmente libero di poter fare e dire quello che vuole, tanto sanno che rimarranno impunite e sanno che potranno sempre rincarare la dose senza subire nessun tipo di conseguenza ( compresa legale, morale e sociale).
Forse più del ceffone che la renderebbe martire senza merito è più interessante vederla come si muove in questo video...
L'ambiente diverso la rende diversa nei propositi di supremazia femminile :shifty: :shifty: :shifty:
* (c'è da tener presente che la stessa Consoli recentemente era andata in Ucraina e ----> http://uteroinaffittoucraina.blogspot.it/2016/02/carmen-consoli-e-il-figlio-carlo-ho.html
Carmen Consoli e il figlio Carlo: ‘Ho scelto la fecondazione assistita, mi ha convinto mio padre’
Carmen Consoli, cantautrice siciliana Chi è il padre del figlio di Carmen Consoli? La cantantessa non conosce l’uomo di persona, perché il piccolo Carlo Giuseppe, nato nel luglio del 2013, è stato concepito con la fecondazione assistita. In un’intervista Consoli spiega il perché di questa scelta, precisando comunque di aver scelto un uomo disponibile a farsi conoscere se e quando Carlo Giuseppe lo vorrà. Mettere al mondo un figlio da sola è stata una decisione presa dopo aver visto quella analoga fatta da Gianna Nannini e suggeritale dal padre che, anticonformista, libero e convinto della ‘enorme superiorità’ delle donne, l’ha convinta a fare un figlio anche senza un compagno.
Carmen Consoli parla del figlio Carlo Giuseppe in un’intervista a Grazia, nella quale spiega il perché della scelta di ricorrere alla fecondazione assistita, parla del suo rapporto con il figlio e non esclude un possibile amore. La gravidanza della Consoli, avvenuta nel 2013, è stata pianificata all’estero, un’esperienza molto forte ma molto bella: la cantantessa spiega di non conoscere personalmente il padre del bimbo (‘Lo immagino come una specie di vichingo, grande e grosso, perché Carlo è così. Secondo me è buono e intelligente, certe cose le sento’) ma che a convincerla a scegliere quell’uomo è stata l’opzione che Carlo, se lo vorrà, potrà contattarlo.
Il percorso non è stato facile, perché se Carmen Consoli– che dopo gli attentati di Parigi ha annullato il tour europeo – ha avuto un papà fantastico (che, scomparso nel 2009, le ha suggerito di avere un figlio da sola, perché voleva un piccolo Consoli ma nessun estraneo in casa) e avrebbe voluto che anche suo figlio Carlo lo avesse, poi però, spiega ancora a Grazia, ha capito che l’importante era l’amore di una famiglia, amore in cui suo figlio cresce.
Un figlio che le ha riempito di senso la vita, ‘È come una lente che magnifica tutto’, le bellissime parole della cantante.
E la cantantessa non esclude prima o poi di trovare l’amore: al momento non è ancora arrivato l’uomo giusto, ma la nostra ci crede: ancora non è riuscita a costruire un rapporto solido con qualcuno, ma magari – conclude – a cinquantacinque anni si sposerà. Per adesso si limita a fare quello che è uno dei mestieri più belli del mondo, quello della mamma del piccolo Carlo Giuseppe.
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ma magari – conclude – a cinquantacinque anni si sposerà.
Non è l'unica. Le donne si sposano solo quando sono da 'rottamare' per le relazioni mordi e fuggi: inguardabili e in menopausa.
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Quello fatto dalla Stanton è quasi il ritratto della società contemporanea :cry: .
Già due mi hanno detto che una volta le donne non si separavano perché non avevano mezzi di sostentamento mentre, aggiungo io, le donne abbandonate dai mariti erano poche. Da meditare.
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........... Mettere al mondo un figlio da sola è stata una decisione presa dopo aver visto quella analoga fatta da Gianna Nannini e suggeritale dal padre che, anticonformista, libero e convinto della ‘enorme superiorità’ delle donne, l’ha convinta a fare un figlio anche senza un compagno.
Bhè ovvio: femmine del genere crescono squilibrate anche per colpa dei soggetti squilibrati da cui sono state allevate.
......E la cantantessa non esclude prima o poi di trovare l’amore: al momento non è ancora arrivato l’uomo giusto, ma la nostra ci crede: ancora non è riuscita a costruire un rapporto solido con qualcuno, ma magari – conclude – a cinquantacinque anni si sposerà. Per adesso si limita a fare quello che è uno dei mestieri più belli del mondo, quello della mamma del piccolo Carlo Giuseppe.
Bhè certo, penserà al matrimonio quando avrà trovato il coglione "giusto", cioè quello che abbia un cospicuo conto in banca da cui la superiore femminuccia indipendente potrà attingere. :lol: :doh::sick:
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Il problema sai qual è Frank? Che oggigiorno da noi (a dispetto delle continue vaginate vittimistiche e misandriche che propinano quotidianamente i media), la cosiddetta "violenza maschile sulle donne" ( :rolleyes:) è talmente bassa e rarefatta che non esiste neanche più il vecchio e riequilibratore ceffone quando qualche squilibrata come questa Consoli lo merita. Ecco che poi questo genere di femminucce si sente, oramai, totalmente libero di poter fare e dire quello che vuole, tanto sanno che rimarranno impunite e sanno che potranno sempre rincarare la dose senza subire nessun tipo di conseguenza ( compresa legale, morale e sociale).
Sì, Alberto, lo so benissimo.
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Ora son proprio curioso di vedere come cresceranno i loro figlioli, secondo quali regole da rispettare e quale amore :wacko: . In fondo Carlo Giuseppe è un maschio, ma voglio vedere se la madre considererà inferiore anche lui.
Un tempo mi potevo dire fan di Carmen Consoli, per fortuna con gli ultimi suoi album mi era già "scesa", cioè già non credevo che avesse più qualcosa di valido da dire, pardon, cantare. Ora capisco che ho avuto ragione a mollarla.
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Dopo Carmen Consoli, un'altra cantante si lasca andare al suprematismo femminista
Noemi: "agli uomini dico: non abbiate paura di noi donne perche' noi siamo piu' brave in tutto"
http://video.corriere.it/27esima-ora-compie-cinque-anni-riparte-una-nuova-sfida-raccontare-sesso-l-amore/0452f012-e68d-11e5-877d-6f0788106330
(fine del video)
:sick: :sick:
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Una sciacquetta uscita dai talent, voglio vedere quanto durerà nel business della musica la campionessa di supremazia femminile :lol: .
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Dopo Carmen Consoli, un'altra cantante si lasca andare al suprematismo femminista
Noemi: "agli uomini dico: non abbiate paura di noi donne perche' noi siamo piu' brave in tutto"
http://video.corriere.it/27esima-ora-compie-cinque-anni-riparte-una-nuova-sfida-raccontare-sesso-l-amore/0452f012-e68d-11e5-877d-6f0788106330
(fine del video)
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Anche questa storiella secondo cui gli uomini avrebbero "paura delle donne", ha proprio rotto gli zebedei.
Personalmente ho paura di perdere il lavoro, di diventare povero, di potermi ammalare di cancro e quindi di dover soffrire come un cane; ma, di certo, l'ultima mia "paura" sono le donne. :doh:
Il fatto assurdo è che queste cretine complessate, seguitano a ripetere questa puttanata, come un mantra.
Per quanto mi riguarda, ogni giorno che passa le trovo meno attraenti, meno eccitanti.
Come direbbe un mio amico, "sono delle ammosciacazzi".
Ah, riguardo alla "superiorità femminile" (?), il defunto Moebius avrebbe avuto qualcosa da ridire... :cool2:
http://www.lucidamente.com/1802-quel-maledetto-crucco-di-moebius/
@
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=780616
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Ah, riguardo alla "superiorità femminile" (?), il defunto Moebius avrebbe avuto qualcosa da ridire... :cool2:
http://www.lucidamente.com/1802-quel-maledetto-crucco-di-moebius/
«La loro morale è soprattutto morale di sentimento; la morale che deriva dal ragionamento è loro inaccessibile e la riflessione non fa che renderle peggiori. A questa unilateralità s’aggiunge una ristrettezza di visuale. Giustizia, senza riguardo alla persona, è per esse un concetto vuoto di senso. Esse, nel fondo, non hanno il senso del giusto. Ne consegue la violenza degli affetti, la incapacità al dominio di se stessi. La gelosia e la vanità, insoddisfatta o ferita, suscitano tempeste che non concedono campo a nessuna riflessione d’ordine morale. Se la donna non fosse fisicamente debole, essa sarebbe un essere altamente pericoloso».
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Notevole.
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« Se la donna non fosse fisicamente debole, essa sarebbe un essere altamente pericoloso».
Bravissimo fazer, poi quest'ultima frase e' azzeccatissima, da persona che conosce bene le donne.
Volevo riprendere il significato della frase "gli uomini hanno paura delle donne", frase detta dalle donne quando vedono che molti uomini tendono ad allontanarsi.
Nessun uomo ha paura delle donne, se vi sono alcuni uomini che tendono a schivare le donne e' proprio perché conoscono un certo tipo di donne, preferiscono allontanarsi perché il loro istinto percepisce che non conviene tenere rapporto.
Le donne pensano che devono comunque essere accettate dagli uomini, non gli passa mai per l'anticamera del cervello che gli uomini desiderano donne vere, non donne che il femminismo eccessivo ha sfigurato.
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Le donne pensano che devono comunque essere accettate dagli uomini, non gli passa mai per l'anticamera del cervello che gli uomini desiderano donne vere, non donne che il femminismo eccessivo ha sfigurato.
Anche qui sono completamente d'accordo :D Toglierei "eccessivo": il femminismo è sempre dannoso. :lol:
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Bravissimo fazer, poi quest'ultima frase e' azzeccatissima, da persona che conosce bene le donne.
Volevo riprendere il significato della frase "gli uomini hanno paura delle donne", frase detta dalle donne quando vedono che molti uomini tendono ad allontanarsi.
Nessun uomo ha paura delle donne, se vi sono alcuni uomini che tendono a schivare le donne e' proprio perché conoscono un certo tipo di donne, preferiscono allontanarsi perché il loro istinto percepisce che non conviene tenere rapporto.
Le donne pensano che devono comunque essere accettate dagli uomini, non gli passa mai per l'anticamera del cervello che gli uomini desiderano donne vere, non donne che il femminismo eccessivo ha sfigurato.
doppler effect, Fazer ha riportato una frase del defunto psichiatra tedesco, Paulus Julius Moebius (Lipsia, 1853-1907).
Questo è il link che avevo segnalato poc'anzi.
http://www.lucidamente.com/1802-quel-maledetto-crucco-di-moebius/
http://www.lucidamente.com/wordpress/wp-content/uploads/2010/11/MOEBIUS-donna.jpg
“L’inferiorità mentale della donna”: un libro “scorretto”, pubblicato nel 1998 da Castelvecchi, ormai fuori catalogo e “raro”
Esiste una mentalità rozza e volgare, fondata su pregiudizi contro le donne: il termine che sintetizza tale atteggiamento precostituito è molto noto ed è misoginia. Assolutamente contraria a questa, ma ugualmente del tutto fondata su prevenzioni nella stessa misura acritiche, vi è altresì un’altra posizione ideologica – probabilmente influenzata dal sentimentalismo ottocentesco di marca romantica e oggigiorno molto di moda, anzi un must che accomuna tutte le posizioni politiche -, secondo la quale tutto ciò che è inerente al mondo femminile e alle sue rivendicazioni è bello, buono, vero e giusto. Il termine – meno noto del primo – e che definisce o potrebbe definire tale pregiudizio è filoginia.
Contro di essa – e sulle differenze fisiche e spirituali tra i due sessi – ha scritto molte controverse pagine Paulus Julius Moebius (Lipsia, 1853-1907), psichiatra tedesco, direttore del Policlinico neurologico della città natìa.
MOEBIUS donnaLa casa editrice Castelvecchi, encomiabile per aver stampato nel corso degli anni molteplici testi “scomodi” e “trasgressivi”, nel 1998 ha dato alle stampe uno “scandaloso” scritto di Moebius, L’inferiorità mentale della donna (Über den physiologische Schwachsinn des Weibes, 1900). Abbiamo notato che esso è da tempo scomparso non solo dal catalogo della casa editrice romana, ma che è introvabile anche nei remainder e nelle vendite on line. Seguendo lo spirito critico di LucidaMente, ci è venuto il sospetto che la scelta di far “sparire” il libro sia stata provocata da motivi legati al politically correct, cui abbiamo dedicato il presente numero della rivista. Come mai oggi circolano nelle librerie italiane porcherie di ogni tipo, che si ammucchiano costituendo scandalose, mortifere cataste, mentre un volumetto non privo di pregi, se non altro stilistici, si è dileguato?
Abbiamo perciò sentito l’attuale direttore editoriale della Castelvecchi, Cristiano Armati, che, nel corso di una cordiale conversazione telefonica, ci ha rassicurato: L’inferiorità mentale della donna è uscito dal catalogo della casa editrice per aver concluso il proprio “ciclo”, senza che vi siano state scelte, censure o motivazioni particolari, né in seguito a particolari pressioni di lettori o associazioni “filogine” o femministe. «Magari» ci ha detto Armati «oggigiorno un libro fosse capace di suscitare reazioni forti, anche sdegnate o scandalizzate!». Conoscendo bene pure noi l’atmosfera di “quietismo” che aleggia sull’editoria e sui libri pubblicati in Italia, l’assoluta mancanza di polemiche, stroncature, recensioni forti, pur di mantenere in quieto vivere, non inimicarsi alcuno, tirare a campare, condividiamo pienamente la considerazione di Armati.
MOEBIUS DONNA (2)Resta, d’altro canto, la “sparizione” del libro di Moebius. Del resto, l’edizione italiana della Castelvecchi era stata fatta precedere da una insolita introduzione di Filippo Scòzzari. Perché “insolita”? Perché l’artista bolognese – peraltro in genere molto iconoclasta e trasgressivo – prende duramente le distanze dal saggio di Moebius, denigrandolo (!) con affermazioni del tipo: «Mi appresto a sparare su un tedesco scemo che era anche un medico scemo e uno scrittore scemo. Ora fortunatamente è morto da moltissimi anni, quindi è scemissimo, e non lo ricorda un cane». Peccato che lo “scrittore scemo” sia stato un bravo saggista e ancora oggi sia ricordato per aver scoperto sindromi, malattie e sintomi che portano il suo nome. È certamente singolare che un prefatore parli male del libro che sta introducendo (se a uno non piace un libro, evita di fare il prefatore dello stesso), anzi insulti in modo volgare e preconcetto l’autore. E questo la dice già lunga sui vincoli del “politicamente corretto” su cui abbiamo discettato in questo numero della rivista.
Per recuperare qualcosa del libro di Moebius, abbiamo pertanto scelto di selezionarne alcuni brani tratti dall’edizione Castelvecchi, brani che riportiamo di seguito e che oggi appariranno “provocatori” o “maschilisti”. Il lettore (e/o la lettrice), ovviamente, li valuti come meglio desidera, considerando però che ormai siamo, come i cani di Pavlov, condizionati a reazioni obbligate dall’ideologia dominante del politically correct. E che non tutte le donne sono uguali… Forse le stesse donne farebbero bene a prendere coscienza di certi atteggiamenti di alcune e che qualche critica a volute, masochistiche màrtiri di uomini violenti, a conformiste, bigotte, vittimiste, rampanti senza scrupoli ed escort varie farebbe bene a tutte e tutti. Il compito del giornalista e del letterato consiste, comunque, nell’informare, documentare, far conoscere, senza censure aprioristiche. Ecco alcuni brani dal libro di Moebius:
Manifesto per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne
Manifesto per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne
«Gli innovatori politici e religiosi non si accorgono che l’umanità è tutt’una cosa con la Natura e che le leggi umane, dovunque ripetentisi, necessariamente derivano dalla natura stessa degli uomini. Essi credono sul serio che basti avere un giusto obbiettivo e buona volontà perché il mondo muti faccia; non vedono l’uomo reale, il quale nelle circostanze più importanti della vita segue i suoi istinti, ma si tengono d’innanzi agli occhi una figurina di cera, la cui forma possa esser cambiata a volontà e si illudono di trionfare sulla Natura con le loro leggi. Così i femministi pensano di trasformare la donna per mezzo delle leggi e dell’educazione. Ora, è semplicemente puerile il credere che l’essenza della donna, quale si ritrova in ogni tempo e presso tutti i popoli, sia un dato del capriccio».
«Concessione di diritti eguali in un senso ragionevole, non può significare altro che a nessuno venga fatta ingiustizia e che vi sia giusto compenso per ogni prestazione. Si propugni invece l’uguaglianza, sul principio che tutti gli uomini siano uguali, come volevano i rivoluzionari di vecchio stampo: sarà predicata una stoltezza, poiché gli uomini non sono uguali e tanto meno sono uguali i due sessi. Infatti cotesta sciocca idea dell’uguaglianza non ha nulla a vedere col “movimento del proletariato femminile”; si tratta soltanto della soppressione delle miserie, frutto delle nostre infelici condizioni sociali, si tratta di giustizia verso le donne e le fanciulle che sono costrette a guadagnarsi il pane».
«Ciò che generalmente è ritenuto vero e buono, per le donne è in realtà vero e buono. Esse sono rigide e conservatrici e odiano le novità, eccettuato, s’intende, il caso, in cui il nuovo arrechi loro un vantaggio personale. Si dà così l’apparente contraddizione che le donne, strenue a difendere le vecchie usanze, corrano dietro, tuttavia, ad ogni nuova moda; sono conservatrici, ma accolgono per buona ogni assurdità per poco che questa venga abilmente suggerita».
«La loro morale è soprattutto morale di sentimento; la morale che deriva dal ragionamento è loro inaccessibile e la riflessione non fa che renderle peggiori. A questa unilateralità s’aggiunge una ristrettezza di visuale. Giustizia, senza riguardo alla persona, è per esse un concetto vuoto di senso. Esse, nel fondo, non hanno il senso del giusto. Ne consegue la violenza degli affetti, la incapacità al dominio di se stessi. La gelosia e la vanità, insoddisfatta o ferita, suscitano tempeste che non concedono campo a nessuna riflessione d’ordine morale. Se la donna non fosse fisicamente debole, essa sarebbe un essere altamente pericoloso».
«La lingua è l’arma delle donne, poiché la loro debolezza mentale le obbliga a rinunziare alla prova dei fatti, per cui non resta loro che la piena delle parole. La litigiosità e la smania delle chiacchiere non a torto furono in ogni tempo ritenute specifiche del carattere femminino».
«Parimenti è loro caratteristica un’avarizia fuori di luogo. Molto affine a questa caratteristica è l’abitudine a far gran caso di minime questioni. Piccole bagattelle del momento fanno loro dimenticare passato e avvenire, le questioni più serie e le minuzie vengono trattate con lo stesso impegno e spesso ciò che veramente è importante viene trascurato per amor di un nonnulla. Né giovano le dure esperienze, e le dimostrazioni più persuasive provocano bensì teorici assentimenti, ma non mutano lo stato delle cose: “Alla fin fine io son fatta così”».
«Se la donna giudica il comportamento e la condotta di un’altra donna, spesso essa sarà molto perspicace e potrà spingere il suo sguardo molto più a fondo che non la maggior parte degli uomini. Ma la cosa è ben diversa quando si tratta di giudicar se stesse».
«Un certo grado di libertà è assolutamente condizione di vita per l’uomo, sia questi un cacciatore, che deve, libero, scorrazzare pei monti, sia invece un filosofo che deve liberamente muoversi nei regni del pensiero; ma la donna non ricerca affatto la libertà, anzi la sua felicità consiste appunto nel sentirsi legata».
«Quando imparano a conoscere l’amore, come ben presto si dilegua tanto clamore! Resta unico padrone del campo l’amore e le passate aspirazioni non risvegliano ormai altro che allegre risa. Quando, poi, per soprammercato, arrivano i bambini, vengono dimenticate del tutto le infantili aberrazioni dello spirito».
«Nella vita reale la cosa è chiara, ma quando scrivono, gli uomini perdono il buon senso».
L’immagine: l’immagine di copertina dell’edizione Castelvecchi de L’inferiorità mentale della donna di Paul Julius Moebius.
Franco Nardelli
(Lucidamente, anno VI, n. 61, gennaio 2011)
Personalmente condivido anche queste parole di Moebius.
«Parimenti è loro caratteristica un’avarizia fuori di luogo. Molto affine a questa caratteristica è l’abitudine a far gran caso di minime questioni. Piccole bagattelle del momento fanno loro dimenticare passato e avvenire, le questioni più serie e le minuzie vengono trattate con lo stesso impegno e spesso ciò che veramente è importante viene trascurato per amor di un nonnulla. Né giovano le dure esperienze, e le dimostrazioni più persuasive provocano bensì teorici assentimenti, ma non mutano lo stato delle cose: “Alla fin fine io son fatta così”».
Questa, invece, la trovo discutibile,
Se la donna non fosse fisicamente debole, essa sarebbe un essere altamente pericoloso».
perché se la femmina non fosse fisicamente debole, sarebbe un maschio, per cui ragionerebbe e si comporterebbe in maniera differente.
Tuttavia, nel complesso, condivido molto (non tutto) del pensiero di Moebius.
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Anche questa storiella secondo cui gli uomini avrebbero "paura delle donne", ha proprio rotto gli zebedei.
Personalmente ho paura di perdere il lavoro, di diventare povero, di potermi ammalare di cancro e quindi di dover soffrire come un cane; ma, di certo, l'ultima mia "paura" sono le donne. :doh:
Il fatto assurdo è che queste cretine complessate, seguitano a ripetere questa puttanata, come un mantra.
Per quanto mi riguarda, ogni giorno che passa le trovo meno attraenti, meno eccitanti.
Come direbbe un mio amico, "sono delle ammosciacazzi".
Ah, riguardo alla "superiorità femminile" (?), il defunto Moebius avrebbe avuto qualcosa da ridire... :cool2:
http://www.lucidamente.com/1802-quel-maledetto-crucco-di-moebius/
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http://questionemaschile.forumfree.it/?t=780616
Grande Frank ad avere citato il libro del grande moebius, che tra l'altro è stato anche un grande scienziato e ha fatto ottime scoperte. Prima di castelvecchi, che ricordo è una casa editrice politicamente allineata, Einaudi in passato pubblicò il libro dello studioso tedesco.
Un altro autore, un americano di nome DICK MASTERSON, autore di un libro Men Are Better Than Women - gli uomini sono migliori delle donne, scritto nel 2008 e bannato, era tempo fa anche in pdf, poi eliminato, ha fatto molto scalpore con i suoi commenti che non sono mai stati confutati, ma bensì odiati e non accettati. E' stato anche minacciato a lungo.
Il suo sito: http://www.menarebetterthanwomen.com/
Qui espone i dieci motivi che secondo lui gli uomini sono migliori delle donne:
https://encyclopediadramatica.se/Dick_Masterson
Se qualcuno volesse tradurli in italiano ben venga.
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E' chiaro che la consoli, facendo poi parte del mondo artistico della dissoluzione di tutti valori, poi essendo anche allineatissimo con i precetti del sistema, è ovviamente anche il supportatore del femminismo più bieco. E lei, come quadi tutti/e dell'ambiente ne sono i fautori-promotori.
Comunque alla base ci sono forti complessi di inferiorità tali da rasentare una psicologia traballante di fondo. Gente del genere, poi anche di basse conoscenze non riuscirebbe neppure a confutare neanche un Salvatore Marino. Vedasi anche il suo intervento su canale 5 dalla femminista de filippi.
Mi piacerebbe che invitassero Dick Master, l'autore del libro citato per metterle in difficoltà. :)