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Off Topic => Off Topic => Topic aperto da: freethinker - Novembre 04, 2016, 11:55:23 am

Titolo: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: freethinker - Novembre 04, 2016, 11:55:23 am
E' la "misericordia" 2.0! :D
Vicus, come ti vengono certe battute :D
Vorrei fare un piccolo inciso su evoluzionismo e creazionismo.
Il creazionismo sarà anche qualcosa di indimostrabile scientificamente, ma mi sembra che sia altrettanto indimostrabile scientificamente la pretesa origine casuale della vita dal famoso "brodo primordiale", visto che pur con i "mattoni" basilari a disposizione, nessuno è ancora riuscito a ricrearla in laboratorio :D
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Fazer - Novembre 04, 2016, 12:37:22 pm
Il creazionismo sarà anche qualcosa di indimostrabile scientificamente, ma mi sembra che sia altrettanto indimostrabile scientificamente la pretesa origine casuale della vita dal famoso "brodo primordiale", visto che pur con i "mattoni" basilari a disposizione, nessuno è ancora riuscito a ricrearla in laboratorio :D

Sarà per questo che in tantissimi siamo persi in gurgite vasto.
Ci sembra assurda la prima teoria e statisticamente impossibile la seconda... :cry:
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Vicus - Novembre 04, 2016, 13:19:52 pm
Non si può forse dimostrare scientificamente che l'uomo è stato creato da Dio ma per quel che ne so, può dirsi dimostrato che è un essere 'progettato' (intelligent design) e che non può essere nato dal caso (complessità irriducibile).

La teoria di Darwin ha ricadute sociali e politiche che vanno ben al di là del creazionismo: svaluta l'intelletto umano (e direi specialmente quello maschile razionale) a favore del caso o di un 'istinto' (femminile?) della natura e dell'evoluzione.
Ogni cultura, anche la più anomica, si basa su una filosofia di fondo. Questa è una società femminilizzata che svaluta l'uomo, portatore di civiltà, in nome di "Gaia". Come ho detto spesso, non si può migliorare la condizione maschile senza modificare i paradigmi sociali.
Il Darwinismo inoltre legittima sfruttamento e diseguaglianza sociale con la narrativa della sopravvivenza del più adatto (dimenticando la giustizia). Già nell'800 Kipling (e molti altri) incoraggiava la 'selezione' antisociale e razzista dell'umanità in nome della natura 'rossa nel dente e nell'artiglio', in libri come Recessional.
Ancora oggi questa ideologia letale viene alimentata nel folclore popolare con film come "Master & Commander" e nei concreti propositi delle elite di impedire la sopravvivenza dei 'meno adatti' (a chi e a che cosa?)

Sul Times del 5 gennaio '95, sir Worsthorne scriveva: «il solo futuro per questo stato, e per l'intero mondo occidentale, é di mettere mano a una dura potatura dei servizi sociali, non esclusi quelli intesi a migliorare le condizioni materiali della classe inferiore, :ohmy:
(Sicché) chi argomenta che una politica veramente "moderna" per i prossimi decenni non dovrà indietreggiare dal tagliare con l'accetta lo stato assistenziale, deve anche - se onesto - avvertire che questa politica "moderna" taglierà con l'accetta anche le nostre libertà democratiche.»
Ciò renderà necessario un regime «con lo stomaco autoritario di camminare con scarpe ferrate» sulla parte meno favorita della popolazione.
Il grado di "stretta della cinghia richiesto", continuava Worsthorne, «sarà incomparabilmente maggiore di quello che fu richiesto negli anni '30.» E la «classe politica e amministrativa d'oggi» non ha «l'autorità» che aveva al tempo di Montagu Norman [governatore della Banca d'Inghilterra negli anni '30]. Occorre dunque «una classe di governanti diversa da quella disponibile oggi. Per la prima volta da 50 anni o più, dovremo cominciare a pensare a come educare, addestrare e motivare una classe superiore di guardiani . Anche se quella società veramente moderna ed élitaria non piacerà a tutti.»
Il lettore di mente aperta può confrontare quanto sopra col folclore popolare, specificamente i "guardiani" di Matrix e i "guardiani dela Repubblica" (Jedi) di Star Wars, interpretati (Episodi 1-3) da Ewan McGregor, specializzato in ruoli di teppista, e Alec Guinness, il "pompiere piromane" di Fahrenheit 451.
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Frank - Novembre 04, 2016, 18:40:45 pm
Vicus, come ti vengono certe battute :D
Vorrei fare un piccolo inciso su evoluzionismo e creazionismo.
Il creazionismo sarà anche qualcosa di indimostrabile scientificamente, ma mi sembra che sia altrettanto indimostrabile scientificamente la pretesa origine casuale della vita dal famoso "brodo primordiale", visto che pur con i "mattoni" basilari a disposizione, nessuno è ancora riuscito a ricrearla in laboratorio :D

Io non sono uno scienziato (come nessuno di voi, del resto), e l'evoluzionismo sarà pure discutibile, ma per un non credente come me il c.d. creazionismo è veramente una favola per bambini.

Senza offesa, eh, ma ci tengo a precisarlo perché noto che in questo forum molti hanno il vizio di ironizzare ogni volta che si fa il minimo riferimento alla scienza e agli scienziati.

Peraltro, ci si potrebbe pure chiedere: ma chi è il creatore di Dio?
Qualcuno di voi ha una risposta?
Ovviamente no.

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ps: questa è una vecchia discussione aperta su uomini3000.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=1037078

E questo è un post di uno dei vecchi utenti di uomini3000, che ho riesumato dalla sopracitata discussione.
Citazione
Che cosa faceva Dio prima di creare l'universo? Per quale motivo lo creò in quel particolare momento, piuttosto che in un altro? Ma, soprattutto, perché creò l'universo? Se era "contento" di esistere in eterno senza un universo, che cosa lo costrinse a "decidersi" a crearne uno?
La Bibbia lascia parecchio spazio al dibattito su questi argomenti. E il dibattito c'è stato di sicuro. In effetti, gran parte della dottrina cristiana relativa alla creazione venne sviluppata molto tempo dopo la stesura della Genesi e fu influenzata dal pensiero greco tanto quanto da quello giudaico. Due questioni sono particolarmente interessanti dal punto di vista scientifico. La prima riguarda la relazione di Dio con il tempo; la seconda la sua relazione con la materia.
Le principali religioni occidentali proclamano che Dio è eterno, ma la parola "eterno" può avere due significati alquanto diversi. Da una parte può significare che Dio è esistito per un periodo infinito di tempo nel passato e che continuerà a esistere per un periodo infinito di tempo nel futuro; dall'altra che Dio è completamente fuori dal tempo.
Sant'Agostino optò per la seconda interpretazione quando affermò che Dio creò il mondo "con il tempo e non nel tempo". Considerando il tempo come universo fisico, piuttosto che come qualcosa in cui ha luogo la creazione dell'universo, e ponendo Dio completamente al di fuori di esso, Agostino evitò elegantemente il problema di cosa facesse Dio prima della creazione.
Questo vantaggio, comunque, è conseguito a un certo prezzo. Tutti possono riconoscere la forza dell'argomento che "qualcosa deve avere dato inizio a tutto questo". Nel diciassettesimo secolo era di moda considerare l'universo come una macchina gigantesca che era stata azionata da Dio.
Persino oggi molti sono attratti dall'idea di Dio come Primo Motore o la Causa Prima in una catena causale cosmica. Ma cosa significa, per un Dio posto fuori del tempo, causare qualcosa? In conseguenza
di questa difficoltà, quanti credono in un Dio atemporale preferiscono enfatizzare il suo ruolo nel mantenere e sostenere la creazione in tutti i momenti della sua esistenza. Non viene fatta alcuna distinzione tra creazione e conservazione: agli occhi del Dio atemporale entrambe rappresentano la medesima azione.

Il rapporto di Dio con la materia è stato allo stesso modo oggetto di difficoltà dottrinali. Alcuni miti sulla
creazione, come ad esempio la versione babilonese, dipingono un'immagine del cosmo come qualcosa che emerge dal caos primordiale. (Letteralmente "cosmo" significa "ordine" e "bellezza"; quest'ultimo aspetto soppravvive nella moderna parola "cosmetico".)
Secondo questo punto di vista la materia è anteriore a un atto soprannaturale creativo, ed è ordinata da esso. Una concezione simile fu abbracciata nella Grecia classica. Il Demiurgo di Platone era limitato perché doveva lavorare con la materia già esistente. Questo atteggiamento fu adottato anche dai cristiani gnostici, che consideravano la materia corrotta, e quindi un prodotto del diavolo più che di Dio.
In realtà l'uso generico della parola "Dio" in queste discussioni può disorientare, considerata la ricca varietà di schemi teologici proposti nel corso della storia. La credenza in un essere divino che dà origine all'universo e poi "si mette seduto comodamente" a osservare gli eventi che si svolgono, senza prendervi direttamente parte, è nota come deismo. In esse la natura di Dio è espressa nell'immagine del perfetto orologiaio, una sorta di ingegnere cosmico, che progetta e costruisce un meccanismo elaborato e immenso, e poi lo mette in moto. In antitesi con il deismo c'è il teismo, la credenza in un Dio che è il creatore dell'universo, ma che rimane pure coinvolto direttamente nella gestione quotidiana del mondo, soprattutto negli affari degli esseri umani, con cui
Dio mantiene un rapporto personale continuo e un ruolo di guida. Tanto nel deismo quanto nel teismo
viene tracciata una netta distinzione tra Dio e il mondo, fra il creatore e la creatura. Dio è considerato come un essere completamente altro dall'universo fisico e oltre esso, benché ne sia ancora responsabile. Nel sistema noto come panteismo, non viene fatta una tale distinzione tra Dio e
l'universo fisico. Pertanto Dio è identificato con la natura stessa: ogni cosa è parte di Dio e Dio è in ogni cosa. C'è anche il panenteismo, che somiglia al panteismo in quanto l'universo è parte di Dio, ma
non tutto. Una metafora è quella dell'universo come corpo di Dio.
Infine, parecchi scienziati hanno proposto un Dio che si sviluppa all'interno dell'universo, diventando alla fine così potente da rassomigliare al Demiurgo di Platone.

Alla fine della fiera, però, resta il fatto che nessuno sa, né mai potrà sapere, se Dio esiste oppure no.
Tra l'altro basta chiedere:"Qual è la causa di Dio?" e subito cominciano le difficoltà...
Risponde il credente:"Dio non ha bisogno di causa, poiché Egli è un essere necessario, causa di se stesso".
Perfetto.
Ma se si ammette che qualcosa - e cioè Dio - possa esistere senza causa, viene meno la necessità del concetto di Dio. Infatti, anche l'universo stesso potrebbe esistere senza una causa esterna a sé. Supporre che l'universo sia causa di se stesso richiede una sospensione dell'incredulità non maggiore che dichiarare che Dio è causa di se stesso.
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Massimo - Novembre 04, 2016, 19:10:19 pm
Salmo 90:2,3 recita: "Prima che i monti stessi nascessero o che tu generassi come con dolori di parto la terra e il paese produttivo, sì,
da tempo indefinito fino a tempo indefinito tu sei Dio". In pratica Dio, in quanto TALE, non ha avuto un inizio. Per chi si accontenta.........
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: ilmarmocchio - Novembre 04, 2016, 20:12:31 pm
L'evoluzionismo non pretende di spiegare come è nato il mondo, ma  come evolve
Il creazionismo pensa di riuscirci, ma nom può dimostrarlo.
Darwin col darwinismo sociale non c'entra nulla
Nessun scienziato di peso, specie in ambito biologico, mette in dubbio l' evoluzione.
L' evoluzione dei viventi e degli ambienti è un concetto già noto agli antichi ed è sotto gli occhi di tutti .
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: ilmarmocchio - Novembre 04, 2016, 21:02:05 pm
Non si può forse dimostrare scientificamente che l'uomo è stato creato da Dio ma per quel che ne so, può dirsi dimostrato che è un essere 'progettato' (intelligent design) e che non può essere nato dal caso (complessità irriducibile).

La teoria di Darwin ha ricadute sociali e politiche che vanno ben al di là del creazionismo: svaluta l'intelletto umano (e direi specialmente quello maschile razionale) a favore del caso o di un 'istinto' (femminile?) della natura e dell'evoluzione.
Ogni cultura, anche la più anomica, si basa su una filosofia di fondo. Questa è una società femminilizzata che svaluta l'uomo, portatore di civiltà, in nome di "Gaia". Come ho detto spesso, non si può migliorare la condizione maschile senza modificare i paradigmi sociali.
Il Darwinismo inoltre legittima sfruttamento e diseguaglianza sociale con la narrativa della sopravvivenza del più adatto (dimenticando la giustizia). Già nell'800 Kipling (e molti altri) incoraggiava la 'selezione' antisociale e razzista dell'umanità in nome della natura 'rossa nel dente e nell'artiglio', in libri come Recessional.
Ancora oggi questa ideologia letale viene alimentata nel folclore popolare con film come "Master & Commander" e nei concreti propositi delle elite di impedire la sopravvivenza dei 'meno adatti' (a chi e a che cosa?)

Sul Times del 5 gennaio '95, sir Worsthorne scriveva: «il solo futuro per questo stato, e per l'intero mondo occidentale, é di mettere mano a una dura potatura dei servizi sociali, non esclusi quelli intesi a migliorare le condizioni materiali della classe inferiore, :ohmy:
(Sicché) chi argomenta che una politica veramente "moderna" per i prossimi decenni non dovrà indietreggiare dal tagliare con l'accetta lo stato assistenziale, deve anche - se onesto - avvertire che questa politica "moderna" taglierà con l'accetta anche le nostre libertà democratiche.»
Ciò renderà necessario un regime «con lo stomaco autoritario di camminare con scarpe ferrate» sulla parte meno favorita della popolazione.
Il grado di "stretta della cinghia richiesto", continuava Worsthorne, «sarà incomparabilmente maggiore di quello che fu richiesto negli anni '30.» E la «classe politica e amministrativa d'oggi» non ha «l'autorità» che aveva al tempo di Montagu Norman [governatore della Banca d'Inghilterra negli anni '30]. Occorre dunque «una classe di governanti diversa da quella disponibile oggi. Per la prima volta da 50 anni o più, dovremo cominciare a pensare a come educare, addestrare e motivare una classe superiore di guardiani . Anche se quella società veramente moderna ed élitaria non piacerà a tutti.»
Il lettore di mente aperta può confrontare quanto sopra col folclore popolare, specificamente i "guardiani" di Matrix e i "guardiani dela Repubblica" (Jedi) di Star Wars, interpretati (Episodi 1-3) da Ewan McGregor, specializzato in ruoli di teppista, e Alec Guinness, il "pompiere piromane" di Fahrenheit 451.

Darwin col femminismo non c' entra nulla. Anzi, l' evoluzione riconosce come suo motore il maschio. E comunque è l unica teoria che spieghi i fatti che osserviamo, non certo le religioni che sono contraddette ogni giorno dalla realtà
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Vicus - Novembre 05, 2016, 00:04:11 am
Il femminismo non ha legami diretti col darwinismo, ma c'è quest'idea in comune dell'evoluzione biologica (se vogliamo un "istinto della natura") a discapito dello spirito umano.
Credo che le teorie pseudoscientifiche razziste e antisociali manifestatesi a partire da Darwin siano ben coerenti con la sua teoria, come la sua volgarizzazione ideologica a partire da Kipling.
McLuhan pure disse che da Darwin in poi la scienza è divenuta apertamente antisociale.
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: ReYkY - Novembre 05, 2016, 02:08:11 am
Come ha fermato l'eutanasia dei tedeschi malati, handicappati ed infermi che il regime nazista intendeva attuare (compatibilmente con la
sua ideologia, del resto) la Chiesa avrebbe potuto fermare la Shoah, se avesse voluto. E sarebbe bastata la semplice minaccia della sua
scomunica. Una buona metà della popolazione tedesca era cattolica. Hitler non poteva permettersi un fronte interno di contestazione se
si accingeva alla conquista dell'Europa. Tantomeno un colpo di mano contro il Vaticano, il Papa o i suoi cardinali, stile Federico II, visto che era impegnato fino al collo a combattere su più fronti, contro l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti. Ragion per cui, opporsi ad Hitler e alla sua demoniaca ideologia sarebbe non solo stato un rischio calcolato ma pure moralmente doveroso. Hitler avrebbe potuto nel peggiore
dei casi ammazzare il Papa e i suoi cardinali, non distruggere la Chiesa. Che anzi avrebbe così acquistato un prestigio morale immenso.

Sai almeno cos'è la 'shoah'? Sai quanto è durata? Sai il clima generale dell'epoca?
Sai che quasi nessuno era UFFICIALMENTE a conoscenza delle C.D. "camere a gas"? Sai la differenza tra un campo di concentramento e di sterminio? Sai che UFFICIALMENTE neanche Mussolini sapeva della C.D. soluzione finale? Ammesso che.... (auto censura per non violare la nuova "Mancino").
Sai che anche gli "alleati" avevano campi di concentramento sparsi per il mondo che, di fatto, diventavano campi di sterminio (come nelle zone africane inglesi) per le epidemie che scoppiavano?


Non voglio fare l'apologia del nazismo, ma vedere sempre una cosa come il "male assoluto" ed il presente come "il migliore dei mondi possibili" mi dà fastidio. Perché è un falso.
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: ReYkY - Novembre 05, 2016, 02:10:19 am
Riguardo il thread esistono libri chiari e limpidi: il nuovo testamento.

Bisogna capire: chi lo sta violando? La chiesa o la 'base'?
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: freethinker - Novembre 05, 2016, 09:03:08 am
Io non sono uno scienziato (come nessuno di voi, del resto), e l'evoluzionismo sarà pure discutibile, ma per un non credente come me il c.d. creazionismo è veramente una favola per bambini.

Senza offesa, eh, ma ci tengo a precisarlo perché noto che in questo forum molti hanno il vizio di ironizzare ogni volta che si fa il minimo riferimento alla scienza e agli scienziati.

Peraltro, ci si potrebbe pure chiedere: ma chi è il creatore di Dio?
Qualcuno di voi ha una risposta?
Ovviamente no.
 

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ps: questa è una vecchia discussione aperta su uomini3000.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=1037078

E questo è un post di uno dei vecchi utenti di uomini3000, che ho riesumato dalla sopracitata discussione.

Non volevo assolutamente essere offensivo, anzi trovo sempre queste discussioni estremamente istruttive e stimolanti (chissà se lo sono altrettanto quelle che si trovano su Donna Moderna, lo dico perchè me ne è capitato in mano un numero recentemente).
Solo mi riferivo al fatto che nella teoria dell'evoluzione si sono aperte molte crepe: ad esempio, mancano gli "anelli di congiunzione" tra le tantissime specie di viventi presenti sulla terra, la teoria non è verificabile, nè falsificabile (condizioni previste espressamente per una teoria scientifica), poi ci sono i tempi (l'età della terra non è poi così certa come si pensava,eccetera.
Personalmente credo che venga così difesa strenuamente per vari motivi: va contro la religione e questo la cosa più interessante sotto l'aspetto ideologico (mai dimenticare Galileo).

Riguardo alla tua domanda su Dio, potrei chiederti: che c'era prima del cosiddetto (e omnicomprensivo) "Big bang"?
Come vedi domande possiamo porcene parecchie. :hmm:
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: ilmarmocchio - Novembre 05, 2016, 09:52:01 am
Il femminismo non ha legami diretti col darwinismo, ma c'è quest'idea in comune dell'evoluzione biologica (se vogliamo un "istinto della natura") a discapito dello spirito umano.
Credo che le teorie pseudoscientifiche razziste e antisociali manifestatesi a partire da Darwin siano ben coerenti con la sua teoria, come la sua volgarizzazione ideologica a partire da Kipling.
McLuhan pure disse che da Darwin in poi la scienza è divenuta apertamente antisociale.

ne abbiamo già parlato , ma tu mi riciti Mc Luhan : per parlare di Darwin bisogna leggere leggere Darwin.
Il razzismo può derivare anche dalla bibbia, visto che si parla di popolo eletto, e le numerose guerre in medio oriente lo testimoniano.
Anzi, i fatti ci dicono che quelle zone sono tra le più bellicose del pianeta.
L' evoluzione e la selezione sono nei fatti , da che esiste il mondo.
Darwin lo ha solo descritto per primo in maniera coerente.
Ma se si legge l'evoluzione delle specie non c'è nessun argomento razzista
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: ilmarmocchio - Novembre 05, 2016, 09:57:51 am
Non volevo assolutamente essere offensivo, anzi trovo sempre queste discussioni estremamente istruttive e stimolanti (chissà se lo sono altrettanto quelle che si trovano su Donna Moderna, lo dico perchè me ne è capitato in mano un numero recentemente).
Solo mi riferivo al fatto che nella teoria dell'evoluzione si sono aperte molte crepe: ad esempio, mancano gli "anelli di congiunzione" tra le tantissime specie di viventi presenti sulla terra, la teoria non è verificabile, nè falsificabile (condizioni previste espressamente per una teoria scientifica), poi ci sono i tempi (l'età della terra non è poi così certa come si pensava,eccetera.
Personalmente credo che venga così difesa strenuamente per vari motivi: va contro la religione e questo la cosa più interessante sotto l'aspetto ideologico (mai dimenticare Galileo).

Riguardo alla tua domanda su Dio, potrei chiederti: che c'era prima del cosiddetto (e omnicomprensivo) "Big bang"?
Come vedi domande possiamo porcene parecchie. :hmm:

la teoria dell' evoluzione spiega molti fatti che osserviamo, ecco perchè funziona.
Non si sono aperte crepe o altro.
C'è solo l'oltranzismo di scienziati che vogliono far dire a Darwin quello che non ha detto : l'evoluzione non ha mai voluto spiegare come è nato il mondo.
L' evoluzione spiega come evolve, e che ci sia selezione, lo si vede tutti i giornio a tutti i livelli.
Ecco perchè ha attecchito facilmente nella mentalità comune : perchè chiunque la verifica quotidianamente.
L' evoluzione non ammette l' idea di progresso, ma di cambiamento.
Non c'è nessuno scopo morale nel cambiamento : c'è semplicemente  l' interazione tra le parti e l'essere più adatto non vuol dire essere migliore
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: freethinker - Novembre 05, 2016, 10:37:36 am
la teoria dell' evoluzione spiega molti fatti che osserviamo, ecco perchè funziona.
Non si sono aperte crepe o altro.
C'è solo l'oltranzismo di scienziati che vogliono far dire a Darwin quello che non ha detto : l'evoluzione non ha mai voluto spiegare come è nato il mondo.
L' evoluzione spiega come evolve, e che ci sia selezione, lo si vede tutti i giornio a tutti i livelli.
Ecco perchè ha attecchito facilmente nella mentalità comune : perchè chiunque la verifica quotidianamente.
L' evoluzione non ammette l' idea di progresso, ma di cambiamento.
Non c'è nessuno scopo morale nel cambiamento : c'è semplicemente  l' interazione tra le parti e l'essere più adatto non vuol dire essere migliore

Dai un'occhiata qui:
http://www.darwins-theory-of-evolution.com/
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: ilmarmocchio - Novembre 05, 2016, 11:31:19 am
Dai un'occhiata qui:
http://www.darwins-theory-of-evolution.com/

Niente di nuovo, e , francamente, niente di meno assurdo.
la teoria cui si rifà Denton è quella del progetto intelligente.
Purtroppo, mancano rispettivamente :
1- il progettista
2- l'intelligenza del progetto e il perchè.
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Vicus - Novembre 05, 2016, 14:07:38 pm
ne abbiamo già parlato , ma tu mi riciti Mc Luhan : per parlare di Darwin bisogna leggere leggere Darwin.
Già che abbiamo ricitato Darwin... ma se non vi piace quest'idea, ne ho altre.

L' evoluzionismo è divenuto un'anomalia nella scienza. Nella prefazione a un'edizione centennale dell'Origine delle Specie, W.H. Thompson ebbe a scrivere: "Questa situazione, dove uomini si riuniscono alla difesa di una dottrina che non sono capaci a definire scientificamente e ancor meno a dimostrare con rigore scientifico, tentando di mantenere il suo credito col pubblico attraverso la soppressione della critica e l'eliminazione delle difficoltà, è anormale e indesiderabile nella scienza". Come è nata questa situazione? Accadde tempo addietro, cent'anni prima, quando il vecchio geologo Charles Lyell e il giovane biologo Thomas H. Huxley (il futuro "bull-dog" di Darwin) ingaggiarono Darwin a sviluppare una teoria materialista sulla storia della vita e gli assicurarono un gran successo editoriale (la prima edizione dell'Origine si esaurì in un giorno!), benché poco convinti loro stessi della teoria che l'oscuro naturalista di Down intendeva proporre. C. Bibby, biografo di Huxley, racconta la formazione a Londra, nel 1864, di un "Club X" (di cui Darwin non faceva parte) che si riuniva prima dei meeting della Royal Society, per discutere "la politica della società colta, progetti di nuovi musei e giornali, la guerra periodica alla religione e ai classici e il posto della scienza nella società contemporanea" (W. Irvine: Apes, Angels and Victorians, 1956). Il Club X doveva fare ogni sforzo per assicurare che tutti i posti accademici fossero occupati da uomini delle loro idee e che ogni affiliato "portasse la bandiera dell'evoluzione in qualunque posizione si fosse assicurata" (M. Bowden, The Rise of the Evolution Fraud, 1982). Bibby elenca una ventina di posizioni di riguardo che Huxley procurò ai suoi nell'università di nuova formazione.

Oggi la teoria dell'evoluzione è a rischio di dissoluzione, più che per l'inadeguatezza delle sue risposte, per la arrogante presunzione dei suoi moderni fautori. L'autorevole settimanale scientifico inglese New Scientist ha annunciato in copertina (ottobre 98): "Evolution is dead' (l'evoluzione è morta).
In alcuni libri vi sono fervide difese, o entusiaste asserzioni, del "trionfo" del darwinismo. Il titolo del saggio di Dawkins, "Salita al Monte Improbabile", allude all'idea tipicamente evoluzionista della vita che, spinta dal caso e dalla necessità, si sarebbe organizzata dal caos originario in forme sempre più complesse e sofisticate, dunque statisticamente più "improbabili", contraddicendo al secondo principio della termodinamica.
In natura ogni sistema complesso tende al caos (entropia), non a una maggiore complessità, per questo vi sono sistemi che impediscono le mutazioni degli organismi.
Niente di nuovo, e , francamente, niente di meno assurdo.
la teoria cui si rifà Denton è quella del progetto intelligente.
Purtroppo, mancano rispettivamente :
1- il progettista
2- l'intelligenza del progetto e il perchè.
1 - Basta la due; neanche il 'signor caso' è un progettista dimostrato
2 - Il perché non serve a dimostrare l'intelligenza del progetto
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: freethinker - Novembre 05, 2016, 15:26:42 pm
In effetti quello che ha detto Vicus sull'entropia e sulla complessità è proprio ciò a cui mi rifacevo col link che ho inserito.

In sintesi, non solo la teoria dell'evoluzione contraddice il secondo principio della termodinamica, ma con i moderni, e sempre più accurati strumenti di indagine scientifica diventa sempre più evidente che organismi (o sistemi) che si credevano "elementari" (in basso nella scala evolutiva), mostrano al contrario un grado di complessità molto alto.

Poi si può credere o no al disegno intelligente o, per dirla con Einstein, che Dio giochi o no a dadi.   
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Rita - Novembre 05, 2016, 16:32:16 pm

L' evoluzione non ammette l' idea di progresso, ma di cambiamento.
Non c'è nessuno scopo morale nel cambiamento : c'è semplicemente  l' interazione tra le parti e l'essere più adatto non vuol dire essere migliore

Tra l'altro a me pare che sia stata proprio la Chiesa, con Teilhard de Chardin, prima contestato ma poi rivalutato, a vestire l'evoluzionismo con l'idea del progresso verso l'essere migliore e perfetto con la freccia dell'evoluzione e l'idea che, appunto, l'evoluzione sia governata da Dio.
http://www.instoria.it/home/pierre_teilhard_chardin.htm

Io penso che la Chiesa si interessi alla scienza e ai legami fra scienza e teologia, mi ricordo che ad una recente conferenza tenuta da un astronomo sulla ricerca astronomica e sulla possibilità di scoperta di vita nello spazio, avevo sentito che erano venuti all'Osservatorio anche alcuni rappresentanti della Chiesa che si sono dimostrati molto interessati ai progressi in questo campo. La ragione mi pare evidente: la Chiesa non puo' permettersi di restare impreparata di fronte ad eventuali nuove scoperte scientifiche e si prepara per adeguare (se volete usate anche un altro termine) la teologia.
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: ilmarmocchio - Novembre 05, 2016, 18:40:21 pm
Già che abbiamo ricitato Darwin... ma se non vi piace quest'idea, ne ho altre.

L' evoluzionismo è divenuto un'anomalia nella scienza. Nella prefazione a un'edizione centennale dell'Origine delle Specie, W.H. Thompson ebbe a scrivere: "Questa situazione, dove uomini si riuniscono alla difesa di una dottrina che non sono capaci a definire scientificamente e ancor meno a dimostrare con rigore scientifico, tentando di mantenere il suo credito col pubblico attraverso la soppressione della critica e l'eliminazione delle difficoltà, è anormale e indesiderabile nella scienza". Come è nata questa situazione? Accadde tempo addietro, cent'anni prima, quando il vecchio geologo Charles Lyell e il giovane biologo Thomas H. Huxley (il futuro "bull-dog" di Darwin) ingaggiarono Darwin a sviluppare una teoria materialista sulla storia della vita e gli assicurarono un gran successo editoriale (la prima edizione dell'Origine si esaurì in un giorno!), benché poco convinti loro stessi della teoria che l'oscuro naturalista di Down intendeva proporre. C. Bibby, biografo di Huxley, racconta la formazione a Londra, nel 1864, di un "Club X" (di cui Darwin non faceva parte) che si riuniva prima dei meeting della Royal Society, per discutere "la politica della società colta, progetti di nuovi musei e giornali, la guerra periodica alla religione e ai classici e il posto della scienza nella società contemporanea" (W. Irvine: Apes, Angels and Victorians, 1956). Il Club X doveva fare ogni sforzo per assicurare che tutti i posti accademici fossero occupati da uomini delle loro idee e che ogni affiliato "portasse la bandiera dell'evoluzione in qualunque posizione si fosse assicurata" (M. Bowden, The Rise of the Evolution Fraud, 1982). Bibby elenca una ventina di posizioni di riguardo che Huxley procurò ai suoi nell'università di nuova formazione.

Oggi la teoria dell'evoluzione è a rischio di dissoluzione, più che per l'inadeguatezza delle sue risposte, per la arrogante presunzione dei suoi moderni fautori. L'autorevole settimanale scientifico inglese New Scientist ha annunciato in copertina (ottobre 98): "Evolution is dead' (l'evoluzione è morta).
In alcuni libri vi sono fervide difese, o entusiaste asserzioni, del "trionfo" del darwinismo. Il titolo del saggio di Dawkins, "Salita al Monte Improbabile", allude all'idea tipicamente evoluzionista della vita che, spinta dal caso e dalla necessità, si sarebbe organizzata dal caos originario in forme sempre più complesse e sofisticate, dunque statisticamente più "improbabili", contraddicendo al secondo principio della termodinamica.
In natura ogni sistema complesso tende al caos (entropia), non a una maggiore complessità, per questo vi sono sistemi che impediscono le mutazioni degli organismi.1 - Basta la due; neanche il 'signor caso' è un progettista dimostrato
2 - Il perché non serve a dimostrare l'intelligenza del progetto

L' esistenza stessa dei viventi sembrerebbe contraddire il 2 principio della termodinamica :
il fatto stesso di un bambino che cresce e quindi va contro l'entropia, va contro quel principio.
Quindi, i bambini non esistono ?
i viventi non esistono ?
La contraddizione dei viventi con il 2 principio è solo temporanea, tant'è che il vivente consuma energia e comunque poi degenera, invecchia e muore.
Non c'è nessuna contraddizione e basta leggere le prime pagine de " il caso e la necessita " per capirlo facilmente.
L' invarianza è solo apparentemente paradossale rispetto al 2 principio
Inoltre, non diamo notizie errate : il consenso della comunità scientifica sull' evoluzionismo è pressochè totale.
Uno può anche non digerire l'evoluzionismo, ma nel mondo scientifico è saldamente al suo posto, nonostante i vari tentativi di inserire l'animismo in un contesto scientifico, di cui appunto il progetto intelligente, già da   Teilhard de Chardin, è l'esempio forse più famoso.
Inoltre non c'è traccia nè del progettista, nè del perchè di un progetto che è ancora più assurdo di quello evolutivo.
Ma queste 2 assenze non devono essere spiegate dagli evozionisti, ma dagli evoluzioni " intelligenti "
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: ilmarmocchio - Novembre 05, 2016, 18:41:13 pm
Tra l'altro a me pare che sia stata proprio la Chiesa, con Teilhard de Chardin, prima contestato ma poi rivalutato, a vestire l'evoluzionismo con l'idea del progresso verso l'essere migliore e perfetto con la freccia dell'evoluzione e l'idea che, appunto, l'evoluzione sia governata da Dio.
http://www.instoria.it/home/pierre_teilhard_chardin.htm

Io penso che la Chiesa si interessi alla scienza e ai legami fra scienza e teologia, mi ricordo che ad una recente conferenza tenuta da un astronomo sulla ricerca astronomica e sulla possibilità di scoperta di vita nello spazio, avevo sentito che erano venuti all'Osservatorio anche alcuni rappresentanti della Chiesa che si sono dimostrati molto interessati ai progressi in questo campo. La ragione mi pare evidente: la Chiesa non puo' permettersi di restare impreparata di fronte ad eventuali nuove scoperte scientifiche e si prepara per adeguare (se volete usate anche un altro termine) la teologia.

esatto, ma si arriva solo a confondere ancora di più le acque
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: ilmarmocchio - Novembre 05, 2016, 18:51:25 pm
In effetti quello che ha detto Vicus sull'entropia e sulla complessità è proprio ciò a cui mi rifacevo col link che ho inserito.

In sintesi, non solo la teoria dell'evoluzione contraddice il secondo principio della termodinamica, ma con i moderni, e sempre più accurati strumenti di indagine scientifica diventa sempre più evidente che organismi (o sistemi) che si credevano "elementari" (in basso nella scala evolutiva), mostrano al contrario un grado di complessità molto alto.

Poi si può credere o no al disegno intelligente o, per dirla con Einstein, che Dio giochi o no a dadi.

l' evoluzione non contraddice il 2 principio, come ho spiegato sopra
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Vicus - Novembre 05, 2016, 20:07:27 pm
Tra l'altro a me pare che sia stata proprio la Chiesa, con Teilhard de Chardin, prima contestato ma poi rivalutato, a vestire l'evoluzionismo con l'idea del progresso verso l'essere migliore e perfetto con la freccia dell'evoluzione e l'idea che, appunto, l'evoluzione sia governata da Dio.
http://www.instoria.it/home/pierre_teilhard_chardin.htm

Io penso che la Chiesa si interessi alla scienza e ai legami fra scienza e teologia, mi ricordo che ad una recente conferenza tenuta da un astronomo sulla ricerca astronomica e sulla possibilità di scoperta di vita nello spazio, avevo sentito che erano venuti all'Osservatorio anche alcuni rappresentanti della Chiesa che si sono dimostrati molto interessati ai progressi in questo campo. La ragione mi pare evidente: la Chiesa non puo' permettersi di restare impreparata di fronte ad eventuali nuove scoperte scientifiche e si prepara per adeguare (se volete usate anche un altro termine) la teologia.
Devo purtroppo smentire Rita, De Chardin non è stato riabilitato (se non nei discorsi di qualche modernista senza valore giuridico).
Il massone De Chardin era dichiaratamente panteista, la sua non era una teoria scientifica ma teologica e per quest'ultima è stato condannato essendo il panteismo (la "stoffa dell'universo"/"l'energia radiale"=l'intelligenza di Gaia) incompatibile col cristianesimo.
Diceva inoltre (ed è facile capire che con la scienza non ci azzecca niente) che l'umanità si sarebbe salvata non per meriti individuali, ma per evoluzione (Punto Omega) in un uomo simile al "Cristo Cosmico"  :hmm: Qui nega chiaramente l'esistenza dell'anima individuale (e la salvezza per fede e opere) in favore di un istinto panteista della natura che tende a far diventare come Cristo la specie umana.
Ringrazio Rita per il suo intervento, ma per corretta informazione è opportuno chiarire che non si può presentare questo come "scienza" cui la Chiesa "impreparata" (che si occupa di fede) si dovrebbe "adeguare".
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Vicus - Novembre 05, 2016, 20:09:09 pm
L' esistenza stessa dei viventi sembrerebbe contraddire il 2 principio della termodinamica :
il fatto stesso di un bambino che cresce e quindi va contro l'entropia, va contro quel principio.
Quindi, i bambini non esistono ?
i viventi non esistono ?
La contraddizione dei viventi con il 2 principio è solo temporanea, tant'è che il vivente consuma energia e comunque poi degenera, invecchia e muore.
Non c'è nessuna contraddizione e basta leggere le prime pagine de " il caso e la necessita " per capirlo facilmente.
L' invarianza è solo apparentemente paradossale rispetto al 2 principio
Inoltre, non diamo notizie errate : il consenso della comunità scientifica sull' evoluzionismo è pressochè totale.
Uno può anche non digerire l'evoluzionismo, ma nel mondo scientifico è saldamente al suo posto, nonostante i vari tentativi di inserire l'animismo in un contesto scientifico, di cui appunto il progetto intelligente, già da   Teilhard de Chardin, è l'esempio forse più famoso.
Inoltre non c'è traccia nè del progettista, nè del perchè di un progetto che è ancora più assurdo di quello evolutivo.
Ma queste 2 assenze non devono essere spiegate dagli evozionisti, ma dagli evoluzioni " intelligenti "
Parliamo non dell'organismo in sé, ma delle mutazioni che non possono essere "evolutive" anzi una minima variazione rende l'organismo inadatto alla vita (complessità irriducibile).
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Rita - Novembre 05, 2016, 21:21:45 pm
Devo purtroppo smentire Rita, De Chardin non è stato riabilitato (se non nei discorsi di qualche modernista senza valore giuridico).

ho detto rivalutato infatti, non riabilitato ufficialmente. Benedetto XVI in un'omelia ammise che quella rdi Teilhard de Chardin (riportata da te sotto) era una "grande visione"


Citazione
Diceva inoltre (ed è facile capire che con la scienza non ci azzecca niente) che l'umanità si sarebbe salvata non per meriti individuali, ma per evoluzione (Punto Omega) in un uomo simile al "Cristo Cosmico"  :hmm:
Citazione
Ringrazio Rita per il suo intervento, ma per corretta informazione è opportuno chiarire che non si può presentare questo come "scienza" cui la Chiesa "impreparata" (che si occupa di fede) si dovrebbe "adeguare".

infatti, forse non sono stata sufficientemente chiara, non ho detto che quella di Teilhard de Chardin è "scienza" ma che è stato lui a vestire l'evoluzionismo con l'idea del progresso e non Darwin
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: ilmarmocchio - Novembre 05, 2016, 22:08:25 pm
Parliamo non dell'organismo in sé, ma dele mutazioni che non possono essere "evolutive" anzi una minima variazione rende l'organismo inadatto alla vita (complessità irriducibile).

Vicus, le mutazioni possono essere positive o negative. In questo è l'evoluzione.
Adattamento all'ambiente
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: ilmarmocchio - Novembre 05, 2016, 22:10:16 pm
ho detto rivalutato infatti, non riabilitato ufficialmente. Benedetto XVI in un'omelia ammise che quella rdi Teilhard de Chardin (riportata da te sotto) era una "grande visione"


infatti, forse non sono stata sufficientemente chiara, non ho detto che quella di Teilhard de Chardin è "scienza" ma che è stato lui a vestire l'evoluzionismo con l'idea del progresso e non Darwin

Darwin non parla e di progresso e non ne parla l'evoluzionismo corretto.
C'è adattamento, non progresso.
I topi si adattano all'ambiente , ma non si può definirlo un progresso
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Vicus - Novembre 05, 2016, 23:54:14 pm
ho detto rivalutato infatti, non riabilitato ufficialmente. Benedetto XVI in un'omelia ammise che quella rdi Teilhard de Chardin (riportata da te sotto) era una "grande visione"
Purtroppo al giorno d'oggi i Papi dicono spesso cose che creano confusione riguardo alla dottrina cristiana (se a dire cose simili è un Papa l'effetto non può essere che questo).

Una cosa De Chardin la indovinò: l'evoluzione umana si è spostata dalla 'biosfera' alla 'tecnosfera', il che significa che la tecnologia può considerarsi una seconda Natura (per i greci la Natura era un artefatto: physis).
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: freethinker - Novembre 06, 2016, 08:44:15 am
L' esistenza stessa dei viventi sembrerebbe contraddire il 2 principio della termodinamica :
il fatto stesso di un bambino che cresce e quindi va contro l'entropia, va contro quel principio.
Quindi, i bambini non esistono ?
i viventi non esistono ?
La contraddizione dei viventi con il 2 principio è solo temporanea, tant'è che il vivente consuma energia e comunque poi degenera, invecchia e muore.
Non c'è nessuna contraddizione e basta leggere le prime pagine de " il caso e la necessita " per capirlo facilmente.
L' invarianza è solo apparentemente paradossale rispetto al 2 principio
Inoltre, non diamo notizie errate : il consenso della comunità scientifica sull' evoluzionismo è pressochè totale.
Uno può anche non digerire l'evoluzionismo, ma nel mondo scientifico è saldamente al suo posto, nonostante i vari tentativi di inserire l'animismo in un contesto scientifico, di cui appunto il progetto intelligente, già da   Teilhard de Chardin, è l'esempio forse più famoso.
Inoltre non c'è traccia nè del progettista, nè del perchè di un progetto che è ancora più assurdo di quello evolutivo.
Ma queste 2 assenze non devono essere spiegate dagli evozionisti, ma dagli evoluzioni " intelligenti "

Qualsiasi essere vivente che cresce (un bambino ma anche un albero) aumenta l'entropia in quanto consuma energia per svilupparsi, di qui non si scappa: l'entropia dell'universo tende ad un massimo. Ma un bambino nasce già come organismo completo, cresce e basta. Anche ad un albero nasce completo e si sviluppa.

Ma se partiamo da organismi semplici e diciamo che "si sono evoluti" dando origine ad organismi più complessi, che a loro volta hanno originato altri organismi ancora più complessi e così via, che è quello che sostiene l'evoluzionismo, qui la contraddizione con il secondo principio c'è tutta.

Che l'evoluzionismo abbia ancora tanto fascino per molti, non lo metto in dubbio, ma viene difeso strenuamente più per ragioni ideologiche che per il suo "peso" scientifico.

Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Red- - Novembre 06, 2016, 14:45:37 pm
Sull'entropia, scusate, ma siete certi che le cose stanno come dite? A quanto mi ricordo l'entropia è una regola per cui l'universo tende all'quilibrio energetico,il che non è esattamente una tendenza al caos.
Scusate l'OT, mi taccio.
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Red- - Novembre 06, 2016, 14:55:27 pm

Ma se partiamo da organismi semplici e diciamo che "si sono evoluti" dando origine ad organismi più complessi, che a loro volta hanno originato altri organismi ancora più complessi e così via, che è quello che sostiene l'evoluzionismo, qui la contraddizione con il secondo principio c'è tutta.
Scusa, ma l'evoluzionismo sostiene una cosa molto semplice: le specie, nel corso delle generazioni (quindi secoli e più) tendono ad adattarsi all'ambiente. Non tutte ci riescono ed infatti molte sono scomparse.
Si adattano non per un'intelligenza nascosta che risiede da qualche parte, ma si adattano per via di uno stratagemma molto semplice: gli errori genetici. La giraffa non ha allungato il collo perchè così ha deciso un'intelligenza nascosta da qualche parte, ma solo perchè un giorno, per errore, è nata una giraffa col collo più lungo. Poichè poteva nutrirsi meglio, è diventata più forte delle altre giraffe e questo l'ha favorita nella riproduzione. Così si è riprodotta varie volte e avendo il corredo genetico del collo più lungo, i suoi figli e figlie avevano anche loro il collo più lungo. E poichè anche loro potevano nutrirsi meglio e di più,  erano anche loro favorite nella competizione per la riproduzione, quindi si sono diffuse sempre più, eccetera.
Così me la ricordo ..
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Frank - Novembre 06, 2016, 14:59:46 pm
Riguardo alla tua domanda su Dio, potrei chiederti: che c'era prima del cosiddetto (e omnicomprensivo) "Big bang"?
Come vedi domande possiamo porcene parecchie. :hmm:

Naturalmente, ed infatti io (al pari di qualsiasi altro mortale) non ho alcuna risposta al riguardo, proprio perché come dice una mia conoscenza, "quella umana è una mente finita e non infinita".
Percio ci son cose che non posso (possiamo) comprendere, tantomeno spiegare.
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Sebastiano - Novembre 06, 2016, 17:27:56 pm
Scusa, ma l'evoluzionismo sostiene una cosa molto semplice: le specie, nel corso delle generazioni (quindi secoli e più) tendono ad adattarsi all'ambiente. Non tutte ci riescono ed infatti molte sono scomparse.
Si adattano non per un'intelligenza nascosta che risiede da qualche parte, ma si adattano per via di uno stratagemma molto semplice: gli errori genetici. La giraffa non ha allungato il collo perchè così ha deciso un'intelligenza nascosta da qualche parte, ma solo perchè un giorno, per errore, è nata una giraffa col collo più lungo. Poichè poteva nutrirsi meglio, è diventata più forte delle altre giraffe e questo l'ha favorita nella riproduzione. Così si è riprodotta varie volte e avendo il corredo genetico del collo più lungo, i suoi figli e figlie avevano anche loro il collo più lungo. E poichè anche loro potevano nutrirsi meglio e di più,  erano anche loro favorite nella competizione per la riproduzione, quindi si sono diffuse sempre più, eccetera.
Così me la ricordo ..
Ricordi bene, l'evoluzione non ha scopo finalistico. Altrimenti cadiamo nel lamarckismo: la giraffa, se l'evoluzione fosse finalizzata a un obiettivo, avrebbe allungato il collo apposta per mangiare meglio. E invece si tratta di pure casualità... idem è casualità quando si parla del "più adatto". Proprio Lamarck stesso usava l'esempio della giraffa: in un primo momento, secondo Lamarck, sarebbero esistite solo giraffe con il collo corto; queste ultime, per lo sforzo fatto per arrivare ai rami più alti, sarebbero riuscite a sviluppare collo e zampe anteriori e quindi ad avere organi adatti alle circostanze.

La storia poi ha detto che Darwin aveva ragione e Lamarck torto.
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Vicus - Novembre 06, 2016, 18:01:14 pm
Potete mostrare un gran numero di resti fossili di giraffe con un collo "un po' più lungo", con minime variazioni graduali fino alla specie ordierna? E le giraffe attuali, come mai hanno lo stesso aspetto da molte migliaia di anni? Non dovrebbero mutare anche loro?
E dei meccanismi di autopreservazione (stabilizzazione) del DNA recentemente scoperti, che si dice?
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Sebastiano - Novembre 06, 2016, 20:51:03 pm
Potete mostrare un gran numero di resti fossili di giraffe con un collo "un po' più lungo", con minime variazioni graduali fino alla specie ordierna? E le giraffe attuali, come mai hanno lo stesso aspetto da molte migliaia di anni? Non dovrebbero mutare anche loro?
E dei meccanismi di autopreservazione (stabilizzazione) del DNA recentemente scoperti, che si dice?
Vicus, il DNA è fatto in modo da evitare che il grosso delle mutazioni abbiano effetto... è tutta casualità
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: ilmarmocchio - Novembre 06, 2016, 22:10:10 pm
Qualsiasi essere vivente che cresce (un bambino ma anche un albero) aumenta l'entropia in quanto consuma energia per svilupparsi, di qui non si scappa: l'entropia dell'universo tende ad un massimo. Ma un bambino nasce già come organismo completo, cresce e basta. Anche ad un albero nasce completo e si sviluppa.

Ma se partiamo da organismi semplici e diciamo che "si sono evoluti" dando origine ad organismi più complessi, che a loro volta hanno originato altri organismi ancora più complessi e così via, che è quello che sostiene l'evoluzionismo, qui la contraddizione con il secondo principio c'è tutta.

Che l'evoluzionismo abbia ancora tanto fascino per molti, non lo metto in dubbio, ma viene difeso strenuamente più per ragioni ideologiche che per il suo "peso" scientifico.

un bambino, e i viventi in generale, consumano energia per mantenere l'ordine, e comunque il tutto è solo temporaneo.
iInoltre, l'evoluzione non viene difesa per un suo fascino, ma proprio per il suo  peso scientifico.
Può non piacere, ma è così:
Oggi come oggi, il paradigma della scienza biologica è l' evoluzionismo.
E' un dato di fatto
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: freethinker - Novembre 07, 2016, 07:24:31 am
Potete mostrare un gran numero di resti fossili di giraffe con un collo "un po' più lungo", con minime variazioni graduali fino alla specie ordierna? E le giraffe attuali, come mai hanno lo stesso aspetto da molte migliaia di anni? Non dovrebbero mutare anche loro?
E dei meccanismi di autopreservazione (stabilizzazione) del DNA recentemente scoperti, che si dice?

Vicus, sulle giraffe hai detto esattamente quello che penso, sottoscrivo.
Ma è suggestivo pensare alle giraffe 1.0 che si estinguono per non aver potuto mangiare le foglie in alto.
Verrebbe da chiedersi se gli altri animali della savana, all'epoca, morissero tutti di fame...
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: ilmarmocchio - Novembre 07, 2016, 09:22:10 am
Vicus, sulle giraffe hai detto esattamente quello che penso, sottoscrivo.
Ma è suggestivo pensare alle giraffe 1.0 che si estinguono per non aver potuto mangiare le foglie in alto.
Verrebbe da chiedersi se gli altri animali della savana, all'epoca, morissero tutti di fame...

l'evoluzione non lavora in anni , ma in migliaia di anni.
Le ossa non è che sono lì a farsi vedere per essere trovate.
Però, visto che fate dell' ironia , che mi dite degli angeli 2.0 o 3.0 , ecc ?
Se è per fare ogni volta le medesime obiezioni,  tanto varrebbe leggere direttamente Darwin o Monod , dove queste obiezioni sono trattate ampiamente.
" Il caso e la necessita " di Jaques Monod , è un libretto e si legge sostanzialmente bene.
presenta tutte le varianti dell' evoluzionismo, dall'animismo al progetto intelligente.
Perchè se no, la discussione è sterile , proponendo sempre le medesime obiezioni che sono confutate da tempo
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Vicus - Novembre 07, 2016, 11:08:05 am
Molti hanno scritto che il darwinismo è una religione - che come tale non ammette ironie :lol: Ma sono osservazioni senza malizia.
Resta il fatto che un'evoluzione graduale dovrebbe essere evidente e costante - con abbodanza di fossili e anche di variazioni "casuali" nelle specie - ma così non è. Le specie appaiono già complete in natura e non cambiano nel tempo, alla prova dei fatti il darwinismo è una storia di "anelli mancati".
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Sebastiano - Novembre 07, 2016, 12:42:00 pm
Molti hanno scritto che il darwinismo è una religione - che come tale non ammette ironie :lol: Ma sono osservazioni senza malizia.
Resta il fatto che un'evoluzione graduale dovrebbe essere evidente e costante - con abbodanza di fossili e anche di variazioni "casuali" nelle specie - ma così non è. Le specie appaiono già complete in natura e non cambiano nel tempo, alla prova dei fatti il darwinismo è una storia di "anelli mancati".
No. Assolutamente no. Forse devi informarti meglio in tal senso.
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Vicus - Novembre 07, 2016, 13:37:57 pm
Mi sfuggirà qualcosa, ma dove sono le giraffe dal collo corto?
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Sebastiano - Novembre 07, 2016, 16:01:27 pm
Mi sfuggirà qualcosa, ma dove sono le giraffe dal collo corto?
Oggi non ce ne sono
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: freethinker - Novembre 07, 2016, 18:20:35 pm
l'evoluzione non lavora in anni , ma in migliaia di anni.
Le ossa non è che sono lì a farsi vedere per essere trovate.
Però, visto che fate dell' ironia , che mi dite degli angeli 2.0 o 3.0 , ecc ?
Se è per fare ogni volta le medesime obiezioni,  tanto varrebbe leggere direttamente Darwin o Monod , dove queste obiezioni sono trattate ampiamente.
" Il caso e la necessita " di Jaques Monod , è un libretto e si legge sostanzialmente bene.
presenta tutte le varianti dell' evoluzionismo, dall'animismo al progetto intelligente.
Perchè se no, la discussione è sterile , proponendo sempre le medesime obiezioni che sono confutate da tempo

Leggerò senz'altro Monod, che non conosco, e mi riprometto di acquistare anche un libro che dovrebbe uscire a breve, dedicato alla confutazione della teoria dell'evoluzione; non mi chiedere il titolo e l'autore perchè ne ho ho sentito accennare di sfuggita qualche sera fa in una rubrica culturale di rai3, sarò più preciso appena possibile.

In ogni caso non intendevo essere offensivo o avviare una discussione sterile; il fatto è che se si legge Darwin, ci si accorge che lui ha messo un po' troppa carne al fuoco  :hmm: 
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Frank - Novembre 07, 2016, 19:06:37 pm
http://www.lescienze.it/news/2015/07/18/news/evoluzione_confutazione_obiezioni_creazioniste_creazionismo-2694916/

Citazione

18 luglio 2015
Quindici risposte al nonsenso creazionista
Gli oppositori della teoria dell'evoluzione vogliono dare spazio al creazionismo smantellando la vera scienza. Ma le loro argomentazioni non hanno nulla di valido, e con un po' di pazienza è possibile smontarle una per unadi John Rennie


Quando, 143 anni fa, Charles Darwin introdusse la teoria dell'evoluzione attraverso la selezione naturale, gli scienziati dell'epoca discussero ferocemente su di essa, ma le prove che si andavano accumulando da campi come la paleontologia, la genetica, la zoologia, la biologia molecolare, portarono gradualmente a stabilire la verità dell'evoluzione al di là di ogni ragionevole dubbio. Oggi quella battaglia è stata vinta ovunque, tranne che nell'immaginario collettivo.

E' imbarazzante, ma nel XXI secolo, nella nazione scientificamente più avanzata del mondo i creazionisti possono ancora convincere politici, giudici e cittadini comuni che l'evoluzione è una fantasia fallace e non dimostrata, battendosi perché idee creazioniste come quella del “disegno intelligente” siano insegnate nelle aule di scienze come alternative all'evoluzione. Proprio mentre scrivo, il Board of Education dell'Ohio sta discutendo ancora una volta se introdurre un simile cambiamento. Alcuni anti-evoluzionisti, come Philip E. Johnson, un professore di diritto dell'Università della California a Berkeley e autore di Darwin on Trial, ammettono di voler usare la teoria del disegno intelligente come un “cuneo” per riaprire la discussione su Dio nelle aule di scienze.

Assediati, gli insegnanti - e non solo loro - possono trovarsi sempre più spesso a difendere l'evoluzione e confutare il creazionismo. Gli argomenti che usano i creazionisti sono in genere speciosi e fondati su fraintendimenti (o addirittura bugie) sull'evoluzione, ma il numero e la diversità delle obiezioni possono mettere in difficoltà anche persone ben informate.

Per aiutare a rispondere, ecco una lista che confuta alcuni dei più comuni argomenti “scientifici”  contro l'evoluzione. Può anche aiutare i lettori a trovare
ulteriori fonti di informazionie e spiega perché la scienza creazionista non ha posto nelle aule.

Quindici risposte al nonsenso creazionista
La famosa caricatura di Charles Darwin ritratto come una scimmia pubblicata nel 1871 sulla rivista "The Hornet". (© GraphicaArtis/Corbis)
1. L'evoluzione è solo una teoria. Non è un fatto o una legge scientifica.
Molte persone hanno imparato alle elementari che una teoria cade nel bel mezzo di una gerarchia di certezze: è al di sopra sopra di una mera ipotesi, ma al di sotto di una legge. Gli scienziati, però, non usano i termini in questo modo. Secondo la National Academy of Sciences (NAS), una teoria scientifica è “una spiegazione ben motivata di alcuni aspetti del mondo naturale che può incorporare fatti, leggi, inferenze e ipotesi testate”. Per quanto convalidata, nessuna teoria diventa una legge, che è una generalizzazione descrittiva della natura. Così, quando gli scienziati parlano di teoria dell'evoluzione - o di teoria atomica o di teoria della relatività - non stanno esprimendo delle riserve sulla sua verità.

Oltre che di teoria dell'evoluzione, cioè dell'idea di una discendenza modificata, si può anche parlare del fatto evoluzione. La NAS definisce un fatto come “un'osservazione che è stata più volte confermata ed è accettata come 'vera' a tutti gli effetti pratici”. I reperti fossili e molte altre prove testimoniano che gli organismi si sono evoluti nel tempo. Anche se nessuno ha osservato queste trasformazioni, la prova indiretta è chiara, univoca e convincente.

Tutte le scienze si basano spesso su prove indirette. I fisici, per esempio, non possono vedere direttamente le particelle subatomiche e ne verificano l'esistenza guardando le tracce rivelatrici che lasciano nelle camere a nebbia. L'assenza di osservazioni dirette non rende le conclusioni dei fisici meno certe.

2. La selezione naturale si basa su un ragionamento circolare: i più forti sono quelli che sopravvivono, e quelli che sopravvivono sono considerati più adatti.
"La sopravvivenza del più adatto" è un modo colloquiale per descrivere la selezione naturale, ma una descrizione più tecnica parla di percentuali differenziate di sopravvivenza e riproduzione. Invece di etichettare le specie come più o meno adatte, insomma, si può descrivere in che modo è più probabile lasciare molti figli in determinate circostanze. Mettete su un isola ricca di semi una coppia di fringuelli dal becco piccolo, che impiegano poco tempo ad allevare i pulcini, e una copia di fringuelli dal becco grosso, che li alleva più a lungo. Nel giro di poche generazioni i fringuelli “più veloci” possono controllare più risorse alimentari. Anche se quelli dai becchi grandi schiacciano più facilmente i semi, il vantaggio è annullato dall'allevamento più lento. In uno studio pionieristico sui fringuelli delle isole Galapagos, Peter R. Grant della Princeton University ha osservato questo tipo di cambiamenti nelle popolazioni naturali.

La chiave è che il fitness adattativo può essere definito senza fare riferimento alla sopravvivenza: i becchi grandi sono più adatti a frantumare semi, indipendentemente dal fatto che in determinate circostanze quel tratto abbia un valore di sopravvivenza.

3. L'evoluzione non è scientifica, perché non è verificabile o falsificabile. Fa affermazioni su eventi che non sono stati osservati e che non possono essere ricreati.
Questo rifiuto complessivo dell'evoluzione ignora importanti distinzioni che dividono il campo in almeno due grandi settori: la microevoluzione e la macroevoluzione. La microevoluzione guarda i cambiamenti all'interno delle specie nel corso del tempo, le modifiche che potrebbero preludere alla speciazione, l'origine di nuove specie. La  macroevoluzione studia come cambiano i gruppi tassonomici al di sopra del livello della specie. I suoi dati provengono spesso dai confronti fra reperti fossili e DNA per ricostruire come possono essere correlati fra loro i vari organismi.

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Un fringuello delle Galapagos (© Rich Reid/National Geographic Creative/Corbis)
Oggi anche la maggior parte dei creazionisti riconosce che la microevoluzione è stata confermata da test di laboratorio (come negli studi su cellule, piante e moscerini della frutta) e sul campo (come negli studi di Grant sull'evoluzione delle forme del becco tra i fringuelli delle Galápagos). Nel corso del tempo la selezione naturale e altri meccanismi - come i cambiamenti cromosomici, la simbiosi e l'ibridazione - possono indurre profondi cambiamenti nelle popolazioni.

La natura storica degli studi macroevolutivi comporta l'uso di inferenze a partire da fossili e DNA, e non l'osservazione diretta. Eppure, nelle scienze storiche (che includono l'astronomia, la geologia e l'archeologia, oltre alla biologia evolutiva), è ancora possibile testare le ipotesi per verificare se si accordano con le prove fisiche e se conducono a previsioni verificabili sulle scoperte future. Per esempio, l'evoluzione implica che tra i primi antenati conosciuti degli esseri umani (circa cinque milioni di anni fa) e la comparsa degli esseri umani anatomicamente moderni (circa 100.000 anni fa), dovrebbe esserci una serie di ominidi con caratteristiche sempre meno simili a quelle delle grandi scimmie e sempre più moderne, che è proprio ciò che mostra la documentazione fossile. Inoltre non si dovrebbero  trovare – e non si trovano – fossili di umani moderni incastonati negli strati del periodo Giurassico (144 milioni di anni fa). La biologia evoluzionistica fa abitualmente previsioni molto più raffinate e precise di queste, e i ricercatori le controllano in continuazione.

L'evoluzione potrebbe essere confutata anche in altri modi. Se potessimo documentare la generazione spontanea di una sola complessa forma di vita dalla materia inanimata, allora almeno alcune delle creature che vediamo nei reperti fossili potrebbero aver avuto origine in questo modo. Se apparissero degli alieni superintelligenti che si attribuissero il merito di aver creato la vita sulla terra (o anche di alcune particolari specie), la spiegazione puramente evolutiva sarebbe messa in dubbio. Ma nessuno ha ancora prodotto una simile prova.

Va notato che l'idea di falsificabilità come caratteristica definitoria della scienza è stata formulata dal filosofo Karl Popper negli anni trenta del secolo scorso. Elaborazioni più recenti del suo pensiero hanno addolcito l'interpretazione più rigida del suo principio proprio perché eliminerebbe troppi settori di ricerca chiaramente scientifica.

4. Sempre più spesso, gli scienziati dubitano della verità dell'evoluzione.
Non c'è alcuna prova che l'evoluzione stia perdendo sostenitori. Prendete qualsiasi numero di una rivista di biologia sottoposta a revisione fra pari, e troverete articoli che sostengono e ampliano gli studi evolutivi o che abbracciano l'evoluzione come concetto fondamentale.

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Fossile di Archaeopteryx. (© Louie Psihoyos/CORBIS)
Al contrario, non esistono pubblicazioni scientifiche che contestino l'evoluzione. A metà degli anni novanta, George W. Gilchrist della University of Washington consultò migliaia di riviste del settore cercando articoli sul disegno intelligente o sulla scienza della creazione.Tra centinaia di migliaia di articoli scientifici, non ne trovò nessuno. Negli ultimi due anni, le indagini effettuate in modo indipendente da Barbara Forrest della Southeastern Louisiana University e da Lawrence M. Krauss della Case Western Reserve University sono state anch'esse senza risultato.

I creazionisti replicano che una comunità scientifica dalla mentalità chiusa rifiuta la loro testimonianza. Eppure, secondo gli editori di “Nature”, “Science” e altre importanti riviste, sono ben pochi i manoscritti antievoluzionistici che sono stati sottoposti alle loro redazioni. Alcuni autori antievoluzionisti hanno pubblicato articoli su riviste serie. Quegli articoli, tuttavia, raramente attaccano direttamente l'evoluzione o avanzano argomenti creazionisti; nella migliore delle ipotesi, identificano alcuni problemi evolutivi come irrisolti e difficili (cosa che nessuno contesta). In breve, i creazionisti non stanno dando alla comunità scientifica alcuna buona ragione per essere presi sul serio.

5. I disaccordi tra i biologi evoluzionisti mostrano la scarsa solidità scientifica dell'evoluzione.
I biologi evoluzionisti discutono appassionatamente su diversi argomenti: come avviene la speciazione, i tassi del cambiamento evolutivo, i rapporti ancestrali fra uccelli e dinosauri, se i Neanderthal fossero una specie ben distinta dagli esseri umani moderni, e molto altro ancora. Queste dispute sono simili a quelle che si verificano in tutte le altre branche della scienza. Tuttavia, in biologia l'accettazione dell'evoluzione come un dato di fatto e come principio guida è universale.

Purtroppo, creazionisti disonesti hanno mostrato di astrarre dal contesto i discorsi degli scienziati per esagerare e distorcere le divergenze. Chiunque abbia familiarità con le opere del paleontologo Stephen Jay Gould sa che, oltre a essere  coautore del modello degli equilibri punteggiati, Gould è stato uno dei difensori più eloquenti e puntuali dell'evoluzione. (L'ipotesi degli equilibri punteggiati spiega la distribuzione temporale della documentazione fossile, suggerendo che la maggior parte dei cambiamenti evolutivi si verifica nell'arco di periodi geologicamente brevi, che possono comunque corrispondere a centinaia di generazioni). Eppure ai creazionisti piace estrarre frasi dalla ponderosa opera di Gould per far sembrare che avesse dei dubbi sull'evoluzione, e presentano gli equilibri punteggiati come se permettessero la materializzazione di nuove specie durante la notte o la nascita degli uccelli da uova di rettile.

Di fronte a una citazione di un'autorità scientifica che sembra mettere in discussione l'evoluzione, insistete per vedere la dichiarazione nel suo contesto. Quasi sempre, l'attacco all'evoluzione si rivelerà illusorio.

6. Se gli esseri umani discendono dalle scimmie, perché ci sono ancora le scimmie?
Questo argomento sorprendentemente comune riflette diversi livelli di ignoranza sull'evoluzione. Il primo errore è che l'evoluzione non insegna che l'uomo discende dalla scimmia; afferma che entrambi hanno un antenato comune.

L'errore più profondo è che questa obiezione equivale a chiedere: “Se i bambini discendevano dagli adulti, perché ci sono ancora adulti?” Le nuove specie si evolvono per suddivisione da quelle già esistenti, quando popolazioni di organismi restano isolate dal ramo principale della loro famiglia e acquisiscono differenze sufficienti a rimanere distinte per sempre. Le specie parentali possono poi sopravvivere indefinitamente, o estinguersi.

7. L'evoluzione non può spiegare come è apparsa la vita sulla Terra.
L'origine della vita rimane un mistero, ma i biochimici hanno imparato molto su come si possono essere formati acidi nucleici, amminoacidi e altri elementi primigeni alla base della vita e come si sono organizzati in unità auto-replicanti e autosufficienti, gettando le basi della biochimica cellulare. Le analisi astrochimiche suggeriscono che un bel po' di questi composti potrebbe aver avuto origine nello spazio per poi cadere sulla Terra con le comete, uno scenario che può risolvere il problema di come questi componenti abbiano fatto la loro comparsa nelle condizioni che prevalevano quando il nostro pianeta era giovane.

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Il vibrione del colera è dotato di un lungo flagello di notevole complessità strutturale. (© Scientifica/RMF/Visuals Unlimited/Corbis)
A volte i creazionisti cercano di invalidare tutta l'evoluzione additando l'incapacità della scienza attuale di spiegare l'origine della vita. Ma anche se si scoprisse che la vita sulla Terra non ha avuto un'origine di tipo evoluzionistico (per esempio, se gli alieni avessero introdotto le prime cellule miliardi di anni fa), l'evoluzione da allora in poi sarebbe comunque  robustamente confermata da innumerevoli studi microevolutivi e macroevolutivi.

8. Matematicamente, è inconcepibile che una cosa complessa come una proteina, per non parlare di una cellula vivente o di un essere umano, possa sorgere per caso.
Il caso ha un ruolo nell'evoluzione (per esempio, nelle mutazioni casuali che possono dare origine a nuovi tratti), ma l'evoluzione non dipende dal caso nel creare organismi, proteine o altre entità. Al contrario: la selezione naturale, il principale meccanismo noto dell'evoluzione, sfrutta il cambiamento non casuale conservando le caratteristiche "desiderabili" (adattative) e eliminare quelle “indesiderabili” (non adattative). Finché le forze di selezione rimangono costanti, la selezione naturale può spingere l'evoluzione in una direzione e produrre strutture sofisticate in tempi sorprendentemente brevi.

Come analogia, si consideri la sequenza di 13 lettere "TOBEORNOTTOBE." Un ipotetico milione di scimmie che sfornano ciascuna una frase al secondo, potrebbe impiegare fino a 78.800 anni per trovarla tra le 2613 sequenze di quella lunghezza. Ma negli anni ottanta Richard Hardison del Glendale College ha scritto un software per generato frasi a caso, che però preservava le posizioni delle singole lettere che si trovavano nella posizione corretta (selezionando di fatto frasi sempre più simili a quella di Amleto). In media, il programma di ricreava la frase con sole 336 iterazioni, in meno di 90 secondi. Cosa ancora più sorprendente, si potrebbe ricostruire tutta la tragedia di Shakespeare in soli quattro giorni e mezzo.

9. La seconda legge della termodinamica afferma che nel corso del tempo i sistemi devono diventare più disordinati. Le cellule viventi, pertanto, non potevano evolvere da sostanze chimiche inanimate, e la vita pluricellulare non poteva evolvere dai protozoi.
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L'albero della vita, come fu disegnato nel 1866 dal biologo E. H. Haeckel, attivo propugnatore della teoria darwiniana (© Michael Nicholson/Corbis)
Questo argomento deriva da un fraintendimento della seconda legge della termodinamica. Se fosse valida in questi termini, sarebbero impossibili anche i cristalli di minerali e i fiocchi di neve, perché anch'essi sono strutture complesse che si formano spontaneamente da parti disordinate.

La seconda legge in realtà afferma che l'entropia totale di un sistema chiuso (un sistema in cui non entra né esce alcuna energia o materia) non può diminuire. L'entropia è un concetto fisico che spesso è informalmente descritto come disordine, ma differisce notevolmente dall'uso comune della parola.

Cosa più importante, la seconda legge consente che in alcune parti di un sistema l'entropia diminuisca purché in altre parti si abbia un aumento di compensazione. Così, il nostro pianeta nel suo insieme può diventare più complesso perché il Sole riversa calore e luce su di esso, e la maggior entropia associata alla fusione nucleare nel Sole riequilibra la bilancia. Gli organismi semplici possono alimentare la loro ascesa verso la complessità grazie al consumo di altre forme di vita e di materiali  non viventi.

10. Le mutazioni sono essenziali per la teoria dell'evoluzione, ma le mutazioni possono solo eliminare i tratti. Non possono produrre nuove funzionalità.
Al contrario, la biologia ha catalogato molti tratti prodotti da mutazioni puntiformi (variazioni nelle posizioni precise nel DNA di un organismo), per esempio la resistenza batterica agli antibiotici.

Le mutazioni che insorgono nella famiglia dei geni homeobox (Hox) che regolano lo sviluppo negli animali possono anche avere effetti complessi. I geni Hox stabiliscono dove dovrebbero crescere gambe, ali, antenne e gli altri segmenti del  corpo. Nei moscerini della frutta, per esempio, la mutazione chiamata Antennapedia fa spuntare le zampe dove dovrebbero crescere le antenne. Questi arti anormali non sono funzionali, ma la loro esistenza dimostra che gli errori genetici sono in grado di produrre strutture complesse, che la selezione naturale può poi vagliare per possibili usi.

Inoltre, la biologia molecolare ha scoperto meccanismi di cambiamento genetico che vanno al di là delle mutazioni puntiformi, e che espandono i modi in cui possono apparire nuovi tratti. I moduli funzionali all'interno di geni possono essere rimescolati tra loro in modi nuovi. Interi geni possono essere accidentalmente duplicati nel DNA di un organismo, e questi duplicati sono liberi di mutare in geni per nuove funzionalità complesse. Il confronto tra il DNA di una vasta gamma di organismi indica che questo è il modo in cui, nel corso di  milioni di anni si sono evolute le globine, una famiglia di proteine del sangue.

11. La selezione naturale potrebbe spiegare la microevoluzione, ma non può spiegare l'origine di nuove specie e gli ordini superiori della vita.
I biologi evoluzionisti hanno scritto molto su come la selezione naturale potrebbe produrre nuove specie. Per esempio, nel modello della cosiddetta speciazione allopatrica, sviluppato da Ernst Mayr della Harvard University, se una popolazione di organismi è stata isolata dal resto della sua specie da delimitazioni geografiche, potrebbe essere sottoposta a  pressioni selettive diverse. I cambiamenti potrebbero accumularsi nella popolazione isolata. Se questi cambiamenti diventano così significativi che il gruppo separato non può più incrociarsi con il ceppo originario, o quanto meno non lo fa più di routine, allora il gruppo separato sarebbe riproduttivamente isolato e sulla sua strada per diventare una nuova specie.

La selezione naturale è il meccanismo evolutivo più studiato, ma i biologi sono aperti anche ad altre possibilità. Continuano infatti a valutare la possibilità che meccanismi genetici inusuali abbiano causato la speciazione o prodotto funzioni complesse negli organismi. Lynn Margulis e altri hanno sostenuto in modo convincente che alcuni organelli cellulari, come i mitocondri che generano energia, si siano evoluti attraverso la fusione simbiotica di antichi organismi. Così, la scienza accoglie con favore la possibilità di una evoluzione derivante da forze che sfuggono alla selezione naturale. Ma quelle forze devono essere naturali; non possono essere attribuite all'azione di misteriose intelligenze creative, la cui esistenza, in termini scientifici, è indimostrata.

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Il Museo del Creazionismo a San Diego (© Brian Cahn/ZUMA Press/Corbis)
12. Nessuno ha mai visto evolvere una nuova specie.
La speciazione è probabilmente un fenomeno abbastanza raro e in molti casi potrebbe richiedere secoli. Inoltre, riconoscere una nuova specie durante una sua fase di formazione può essere difficile, perché i biologi a volte non sono d'accordo sul modo migliore per definire una specie. La definizione più diffusa, il concetto di specie biologica di Mayr, riconosce una specie come una comunità distinta di popolazioni riproduttivamente isolate, insiemi di organismi che normalmente non si riproducono o o che non possono riprodursi al di fuori della loro comunità. In pratica, questo standard può essere difficile da applicare agli organismi isolati dalla distanza o da barriere geografiche o alle piante (e, naturalmente, i fossili non si riproducono). I biologi quindi di solito usano i tratti fisici e comportamentali degli organismi come indizi per la loro appartenenza a una specie.

Tuttavia, la letteratura scientifica contiene segnalazioni di eventi di speciazione relativi a piante, insetti e vermi. Nella maggior parte di questi esperimenti, i ricercatori hanno sottoposto gli organismi a vari tipi di selezione - per differenze anatomiche, comportamenti di accoppiamento, preferenze di habitat e altri tratti - e scoperto di aver creato popolazioni di organismi che non si incrociano con gli estranei. Per esempio, William R. Rice dell'Università del New Mexico e George W. Sale dell'Università della California a Davis hanno dimostrato che, scegliendo in un gruppo di moscerini della frutta quelli che hanno una preferenza per determinati ambienti e allevandoli separatamente dagli altri per oltre 35 generazioni, la linea di moscerini che si ottiene si rifiuta di incrociarsi con quelli provenienti da un ambiente molto diverso.

13. Gli evoluzionisti non possono indicare alcun fossile di transizione, ossia di creature che sono, per esempio, metà rettile e metà uccello.
In realtà, i paleontologi conoscono tanti esempi specifici di fossili di forma intermedia tra i vari gruppi tassonomici. Uno dei più famosi fossili di tutti i tempi è l'Archaeopteryx, che combina le piume e le strutture scheletriche proprie di uccelli con caratteristiche dei dinosauri. E' stata trovata anche una moltitudine di altre specie fossili piumati, alcune più aviarie altre meno. E una sequenza di fossili ripercorre l'evoluzione dei cavalli moderni dal piccolo Eohippus. Le balene avevano antenati a quattro zampe che camminavano sulla terraferma, e le creature conosciute come Ambulocetus e Rodhocetus hanno contribuito a ricostruire questa transizione. Le conchiglie fossili tracciano l'evoluzione di diversi molluschi attraverso milioni di anni. E forse più di 20 ominidi (non tutti nostri antenati) colmano il divario tra l'australopiteca Lucy e gli esseri umani moderni.

I creazionisti, però, respingono questi studi fossili. Sostengono che l'Archaeopteryx non è un anello mancante tra rettili e uccelli, ma solo un uccello estinto con caratteristiche da rettile. Gli evoluzionisti vorrebbero creare uno strano mostro chimerico che non può essere classificato come appartenente ad alcun gruppo conosciuto. Ma anche se un creazionista accettasse un fossile di transizione tra due specie, poi insisterebbe per vedere altri fossili intermedi tra questo e gli altri due. Simili richieste frustranti possono continuare all'infinito e gravare in modo eccessivo sulle serie di reperti fossili, che sono sempre incomplete.

Tuttavia, gli evoluzionisti possono citare a loro sostegno ulteriori prove tratte dalla biologia molecolare. Tutti gli organismi condividono la maggior parte degli stessi geni ma, come predice l'evoluzione, le strutture di questi geni e dei loro prodotti divergono tra le specie in linea con le loro relazioni evolutive. I genetisti parlano di "orologio molecolare" che registra il passaggio del tempo. Questi dati molecolari mostrano anche come vari organismi sono di transizione nel quadro dell'evoluzione.

14. Gli esseri viventi hanno caratteristiche incredibilmente articolate – a livello sia anatomico sia cellulare e molecolare - che non potrebbero funzionare se fossero meno complesse o sofisticate. L'unica conclusione prudente è che siano i prodotti di un disegno intelligente, non dell'evoluzione.
Questo "argomento del disegno" è la spina dorsale della maggior parte degli attacchi recenti all'evoluzione, ma è anche uno dei più antichi. Nel 1802 il teologo William Paley scrisse che se si trova un orologio da tasca in un campo, la conclusione più ragionevole è che qualcuno lo ha lasciato cadere, non che le forze naturali lo abbiano creato lì. Per analogia - sosteneva Paley - le strutture complesse delle cose viventi devono essere l'opera di un intervento divino diretto. Darwin scrisse L'origine delle specie come risposta a Paley, spiegando come le forze naturali della selezione, agendo sulle caratteristiche ereditate, possano gradualmente modellare l'evoluzione di strutture organiche molto articolate.

Generazioni di creazionisti hanno cercato di contrastare Darwin citando l'esempio degli occhi come una struttura che non avrebbe potuto evolversi. La capacità dell'occhio di fornire una visione dipende dalla perfetta organizzazione delle sue parti, dicono questi critici. La selezione naturale non potrebbe quindi favorire le forme di transizione necessarie nel corso dell'evoluzione dell'occhio: a che serve un mezzo occhio? Anticipando queste critiche, Darwin suggerì che anche occhi "incompleti" possono conferire dei benefici (per esempio, aiutare le creature a orientarsi verso la luce) e quindi sopravvivono per un ulteriore affinamento evolutivo. La biologia ha dato ragione a Darwin: i ricercatori hanno identificato occhi primitivi e organi sensibili alla luce in tutto il regno animale e hanno anche rintracciato la storia evolutiva degli occhi grazie alla genetica comparativa. (Oggi sembra che in varie famiglie di organismi gli occhi si siano evoluti in modo indipendente.)

Gli odierni sostenitori del disegno intelligente sono più sofisticati dei loro predecessori, ma i loro argomenti e gli obiettivi non sono fondamentalmente diversi. Criticano l'evoluzione cercando di dimostrare che non poteva spiegare la vita come noi la conosciamo e poi insistono sul fatto che l'unica alternativa praticabile è che la vita sia stata progettata da un'intelligenza non identificata.

15. Recenti scoperte dimostrano che anche a livello microscopico, la vita ha una qualità di complessità che non avrebbe potuto realizzarsi attraverso l'evoluzione.
"Complessità irriducibile" è il grido di battaglia di Michael J. Behe della Lehigh University, autore di La scatola nera di Darwin. La sfida biochimica all'evoluzione. Come esempio della famiglia di complessità irriducibili, Behe sceglie la trappola per topi, una macchina che non potrebbe funzionare se mancasse uno dei suoi pezzi e le cui parti non hanno alcun valore se non come parti del tutto. Ciò che vale per la trappola per topi, dice, è ancora più vero per il flagello batterico, un organello cellulare a frusta usato per la propulsione che funziona come un motore fuoribordo. Le proteine che costituiscono un flagello sono stranamente disposte come i componenti del motore, un giunto universale e ad altre strutture simili a quelle che potrebbe indicare un ingegnere umano. La probabilità che questa intricata configurazione sorga attraverso una modificazione evolutiva - sostiene Behe -  è praticamente nulla e rivela il disegno intelligente. E fa osservazioni analoghe per il meccanismo di coagulazione del sangue e altri sistemi molecolari.

Ma i biologi evoluzionisti hanno risposte per queste obiezioni. Innanzitutto, esistono flagelli con forme più semplici di quella citata da Behe, quindi non è necessario che siano presenti  tutti i componenti perché un flagello possa funzionare. I sofisticati componenti di questo flagello hanno tutti precedenti altrove in natura, come è stato descritto da Kenneth R. Miller della Brown University e da altri. Infatti, l'intero complesso del flagello è estremamente simile a un organello che Yersinia pestis, il batterio peste bubbonica, usa per iniettare tossine nelle cellule.

Il punto chiave è che le strutture che compongono il flagello, che secondo Behe non hanno alcun valore a prescindere dal loro ruolo nella propulsione, possono avere molteplici funzioni che possono aver favorito la loro evoluzione. L'evoluzione finale del flagello potrebbe allora aver coinvolto solo una nuova ricombinazione di quelle sofisticate parti, che inizialmente si erano evolute per altri scopi. Allo stesso modo, secondo gli studi di Russell F. Doolittle dell'Università della California a San Diego, il sistema di coagulazione del sangue sembra coinvolgere il cambiamento e l'elaborazione di proteine che originariamente erano usate nella digestione. Così, alcune delle complessità che Behe considera la prova di un disegno intelligente, alla fine non sono irriducibili.

Una complessità di tipo diverso, la "complessità specificata", è la pietra angolare degli argomenti avanzati da William A. Dembski della Baylor University nei suoi libri The Design Inference e No Free Lunch. Essenzialmente il suo argomento è che gli esseri viventi sono complessi in un modo che processi casuali non orientati non potrebbero mai produrre. L'unica conclusione logica, afferma Dembski, riecheggiando gli argomenti di Paley di 200 anni fa, è che qualche intelligenza sovrumana abbia creato e plasmato la vita.

L'argomento di Dembski contiene diverse lacune. E' sbagliato insinuare che l'ambito delle possibili spiegazioni sia ristretto solo ai processi casuali o al disegno intelligente. I ricercatori che studiano i sistemi non lineari e gli automi cellulari al Santa Fe Institute e altrove hanno dimostrato che semplici processi non orientati possono produrre modelli straordinariamente complessi. Una parte della complessità osservata negli organismi può pertanto emergere attraverso fenomeni naturali che comprendiamo ancora a malapena. Ma questo è molto diverso dal dire che la complessità non sarebbe sorta naturalmente.

"Scienza della creazione" è una contraddizione in termini. Un elemento centrale della scienza moderna è il naturalismo metodologico, che cerca di spiegare l'universo puramente in termini di meccanismi naturali osservati o verificabili. Così, la fisica descrive il nucleo atomico con concetti specifici che disciplinano la materia e l'energia, e mette alla prova sperimentalmente quelle descrizioni. I fisici introducono nuove particelle, come il quark, per rimpolpare le loro teorie solo quando i dati mostrano che le descrizioni precedenti non possono spiegare adeguatamente i fenomeni osservati. Le nuove particelle, inoltre, non hanno proprietà arbitrarie: le loro definizioni sono strettamente limitate, in quanto le nuove particelle devono rientrare nell'ambito del quadro esistente della fisica.

Al contrario, i teorici del disegno intelligente invocano entità oscure che, molto comodamente, hanno qualsivoglia capacità necessaria per risolvere il mistero che si ha di fronte, senza alcun vincolo. Invece di ampliare l'indagine scientifica, risposte di questo tipo la eliminano. (Come si fa a confutare l'esistenza di intelligenze onnipotenti?)

Il disegno intelligente offre poche risposte. Per esempio, quando e come una simile intelligenza progettatrice intervenne nella storia della vita? Creando il primo DNA? La prima cellula? Il primo essere umano? Sono state progettate tutte le specie, o solo poche specie iniziali? I sostenitori della teoria del disegno intelligente spesso rifiutano di essere messi alle corde su questi punti. Non fanno nemmeno tentativi reali di conciliare le loro disparate idee sul disegno intelligente. Procedono in un argomento per esclusione: sminuiscono, cioè, le spiegazioni evolutive come inverosimili o incomplete e quindi ne concludono che le uniche alternative che rimangono si basano sul progetto intelligente.

Da un punto di vista logico, è un procedimento fuorviante: anche se una spiegazione naturalistica è viziata, non significa che lo siano tutte. Inoltre, ciò non rende più ragionevole  la  teoria del disegno intelligente. Chi ascolta è essenzialmente lasciato a riempire gli spazi vuoti da sé, e qualcuno senza dubbio lo fa sostituendo le proprie credenze religiose alle idee scientifiche.

Di volta in volta, la scienza ha dimostrato che il naturalismo metodologico può far arretrare l'ignoranza e trovare risposte sempre più dettagliate e informative su misteri che un tempo sembravano impenetrabili: la natura della luce, le cause delle malattie, come funziona il cervello. L'evoluzione sta facendo la stessa cosa con l'enigma del modo in cui il mondo vivente ha preso forma. Il creazionismo, di qualsiasi forma, non aggiunge nulla di intellettualmente valido a questo sforzo.


(La versione originale di questo articolo è apparsa il 17 giugno 2002 su scientificamerican.com.  Riproduzione autorizzata, tutti i diritti riservati)
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: ilmarmocchio - Novembre 07, 2016, 20:45:33 pm
Mi sfuggirà qualcosa, ma dove sono le giraffe dal collo corto?

non è detto che si possano reperire tutti i restii  anche perchè l'evoluzione, come detto, lavora su tempi lunghi.
Gli atomi non li vediamo e neanche l'elettricità :  forse non esistono ?
comunque , l'evoluzione è una teoria sostenuta da fatti, non è una religione.
tra l'altro, sarebbe una pessima religione perchè ci toglie dal trono del creato.
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: ilmarmocchio - Novembre 07, 2016, 20:49:25 pm
Leggerò senz'altro Monod, che non conosco, e mi riprometto di acquistare anche un libro che dovrebbe uscire a breve, dedicato alla confutazione della teoria dell'evoluzione; non mi chiedere il titolo e l'autore perchè ne ho ho sentito accennare di sfuggita qualche sera fa in una rubrica culturale di rai3, sarò più preciso appena possibile.

In ogni caso non intendevo essere offensivo o avviare una discussione sterile; il fatto è che se si legge Darwin, ci si accorge che lui ha messo un po' troppa carne al fuoco  :hmm:

nessun atteggiamento offensivo.
E' vero, Darwin mise molta carne al fuoco tenendo conto che ancora non si parlava di geni.
Proprio per questo,  risulta ancora più grande.
Da rimarcare il fatto che Darwin non ebbe mai l'atteggiamento assolutista e fanatico di certi evoluzionisti moderni che vogliono far dire all'evoluzione ciò che l'evoluzione non vuole e non può dire
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Vicus - Novembre 07, 2016, 22:33:46 pm
Come nota personale, lessi il primo libro antidarwinista quand'ero ancora ateo; il libro pure era scritto da un ateo, Fred Hoyle professore a Cambridge, non parlava di creazionismo o cose simili e mi convinse per l'intrinseca validità ed evidenza delle argomentazioni.
Titolo: Re:Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Sardus_Pater - Novembre 07, 2016, 23:10:12 pm
Il darwinismo, lo dico da profano imbevuto di cultura scientifica generale, non è esente da pecche (lo ripeto, lo desumo da quel poco di approfondito che ho letto), ma lo trovo decisamente più credibile del disegno intelligente.
Poi, perché il "motore immobile" avrebbe creato il mondo? Per compiacersi di sé stesso? Per dare un senso alla propria esistenza? Per qualche altro motivo più o meno "meschino"?
Titolo: Re:Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Vicus - Novembre 07, 2016, 23:37:32 pm
Qui andiamo sul teologico, non siamo più nell'ambito scientifico:
Il cristianesimo accetta (S. Tommaso d'Aquino) l'idea aristotelica di Dio che basta a Se stesso.
Ritiene però che un Essere intelligente possa creare per amore.
Titolo: Re: Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Vicus - Novembre 08, 2016, 01:45:25 am
Io penso che la Chiesa si interessi alla scienza e ai legami fra scienza e teologia, mi ricordo che ad una recente conferenza tenuta da un astronomo sulla ricerca astronomica e sulla possibilità di scoperta di vita nello spazio, avevo sentito che erano venuti all'Osservatorio anche alcuni rappresentanti della Chiesa che si sono dimostrati molto interessati ai progressi in questo campo. La ragione mi pare evidente: la Chiesa non puo' permettersi di restare impreparata di fronte ad eventuali nuove scoperte scientifiche e si prepara per adeguare (se volete usate anche un altro termine) la teologia.
Ho riletto il post di Rita e quanto sopra non si riferiva a De Chardin, quindi concordo: il "Libro della Natura" proviene da Dio ed è un modo per conoscerLo, quindi il cristiano ha piena libertà* di indagare la creazione e di trarne conclusioni teologiche.

Ossia non ha alcuna limitazione nell'indagine scientifica.
Titolo: Re:Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 08, 2016, 07:40:15 am
L'anello mancato ce lo abbiamo al governo Vicus
Titolo: Re:Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Vicus - Novembre 08, 2016, 08:52:26 am
No, quello l'anello ce l'ha al naso (per menarlo).
Titolo: Re:Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Salar de Uyuni - Novembre 08, 2016, 09:05:23 am
 :D
Titolo: Re:Darwinismo: anello mancato?
Inserito da: Damocle - Novembre 08, 2016, 12:05:29 pm
Qualche mese fa c'era stata una discussione simile: http://www.questionemaschile.org/forum/index.php?topic=13666.15