Forum sulla Questione Maschile
Dialoghi => Natura maschile e natura femminile => Topic aperto da: giuspal - Dicembre 28, 2016, 15:01:54 pm
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http://www.notizieprovita.it/filosofia-e-morale/uomo-che-tradisce-la-gente-chiede-a-google-come-mai/
Ogni anno, a dicembre, viene pubblicata la lista delle domande più googlate dal popolo del web. Quest’anno si è aggiudicata una delle prime posizioni la domanda: «Perché un uomo sposato tradisce?».
Sembra incredibile che le persone possano interrogare un motore di ricerca su una questione così soggettiva, che può trovare risposta solamente nella storia di vita, nelle ferite, nei valori, nelle situazioni di ogni singola persona. Alla faccia di quegli scienziati (e ci sono!) che sono alla ricerca del “gene del tradimento”.
Nel contempo, tuttavia, questo quesito rivela un dato interessante: uomo e donna hanno una naturale propensione verso la stabilità, hanno bisogno di certezze in campo sentimentale ed emotivo, quindi il tradimento – al di là dell’euforia dei primi momenti – non lascia tranquilli né i traditori, né ovviamente i traditi.
L’intento di questo articolo non è certamente quello di rispondere al quesito di milioni di persone che hanno interrogato Google, quanto quello di proporre alcune riflessioni.
Per prima cosa, sfatiamo un luogo comune: a tradire di più, in Italia, è tanto l’uomo quanto la donna. A dirlo sono i dati statistici ma – in questo caso come in quello dell’enorme montatura mediatica sul femminicidio – probabilmente l’interesse che si vuole perseguire a livelli “alti” è quello di sminuire l’immagine collettiva dell’uomo, dipinto come un bruto, e di attaccare lateralmente l’istituto familiare.
Chiarito questo, un’altra precisazione: un uomo, se è tale realmente, non tradisce. E questo proprio perché “ha gli attributi” e la maturità per non cedere agli istinti animali. Il problema si pone invece quanto si ha a che fare con “mezze calzette”, o con persone affette dalla sindrome di Peter Pan o, ancora, con chi non ha alcun valore etico e morale di riferimento. E qui i discorsi che si potrebbero fare sono molteplici, in una complessa tessitura composta da eventi storici, correnti ideologiche più o meno recenti (dal femminismo, al gender, passando per il laicismo e molto altro)…
Infine, un’ultima riflessione sulla monogamia. Stare per tutta la vita con una persona è faticoso, inutile negarlo: nel tempo si cambia, si cominciano a perdere gli stimoli, non ci si diverte più, si smette di parlare, gli eventuali figli possono arrivare ad assorbire tutte le energie… e l’elenco potrebbe proseguire. Tutto vero, certamente, ma la cosa che deve prevalere è la fedeltà a quell’intuizione iniziale che ci ha fatto vedere nel partner la persona che ci avrebbe aiutato a diventare migliori, a camminare, a non adagiarci sui nostri difetti e sul comodo edonismo. Non è facile, soprattutto nei momenti in cui pare prevalere il «Ma chi me l’ha fatto fare?» e il coniuge sdraiato accanto a noi incarna l’essere meno desiderabile della terra. Ed è importante che anche questi momenti di fatica vengano condivisi nella coppia, per aiutarsi a ritrovare quella certezza iniziale e, perché no, anche un po’ di entusiasmo.
Nel concludere, un amaro inciso: questa domanda probabilmente nel 2017 sarà considerata superata dato che vi è un ddl a firma PD che vorrebbe annullare dal Codice Civile la fedeltà matrimoniale, chissà mai che il matrimonio si distingua troppo dalle unioni civili. Continuiamo la navigazione a gonfie vele verso una società liquida, senza legami e vincoli… e che fa acqua da tutte le parti. La speranza è quella che il buon senso ci aiuti a prendere coscienza circa la necessità di tappare qualche buco, prima di affondare!
Alba Mustela
Quoto e sottoscrivo anche le virgole. Come se l'avessi scritto io stesso. :clapping:
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Da un documentario Youtube (girato dalla TV nazionale francese) apprendo che in Francia ci sono un milione e mezzo di famiglie numerose (parliamo di 6-12 figli).
Se si generano dodici figli non è certo perché il coniuge "non interessa più" :lol:
Non so se questo video susciterà reazioni di dileggio o livore, ma la mia impressione è che queste famiglie siano ben più felici della media: l'uomo è rispettato, non confinato in garage, e i figli vengono su meglio degli sbandati delle solite famiglie "allargate" e "ricomposte" (per non parlare del gender :censored:)
L'uomo è il capofamiglia, non lo zerbino:
Il minimo che si può dire di queste famiglie è che hanno pienamente risolto la Questione Maschile.
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....Chiarito questo, un’altra precisazione: un uomo, se è tale realmente, non tradisce. E questo proprio perché “ha gli attributi” e la maturità per non cedere agli istinti animali. Il problema si pone invece quanto si ha a che fare con “mezze calzette”, o con persone affette dalla sindrome di Peter Pan o, ancora, con chi non ha alcun valore etico e morale di riferimento. E qui i discorsi che si potrebbero fare sono molteplici, in una complessa tessitura composta da eventi storici, correnti ideologiche più o meno recenti (dal femminismo, al gender, passando per il laicismo e molto altro)…
Ah riecco la storia de "l'uomo con gli attributi". Peccato, poteva sembrare quasi un articoletto QMista. Quindi, secondo l'autrice, un uomo che tradisce non è un vero uomo e le colpe di tale scelta sarebbero tutte sue (sindrome di Peter Pan e mancanza di valori). Ne deduco che , come al solito, le colpe delle mogli non esistono o quasi.
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Per prima cosa, sfatiamo un luogo comune: a tradire di più, in Italia, è tanto l’uomo quanto la donna. A dirlo sono i dati statistici ma – in questo caso come in quello dell’enorme montatura mediatica sul femminicidio – probabilmente l’interesse che si vuole perseguire a livelli “alti” è quello di sminuire l’immagine collettiva dell’uomo, dipinto come un bruto, e di attaccare lateralmente l’istituto familiare.
Queste ricerche sono di una banalità impressionante, per un semplice motivo: un uomo, per tradire, (e a meno che non sia frocio) ha assolutamente bisogno di una donna, sposata o meno che sia.
Perciò, alla fine della fiera, si è sempre "uno a uno" e palla al centro.*
Inoltre, resta sempre un fatto, non evidenziato nell'articolo: una donna, finché è relativamente giovane e discretamente attraente, se vuole tradire, fa molto (ma molto) prima di un uomo, anche se quest'ultimo è un bel tipo, è ben posizionato socialmente, etc.
Chiarito questo, un’altra precisazione: un uomo, se è tale realmente, non tradisce. E questo proprio perché “ha gli attributi” e la maturità per non cedere agli istinti animali. Il problema si pone invece quanto si ha a che fare con “mezze calzette”, o con persone affette dalla sindrome di Peter Pan o, ancora, con chi non ha alcun valore etico e morale di riferimento. E qui i discorsi che si potrebbero fare sono molteplici, in una complessa tessitura composta da eventi storici, correnti ideologiche più o meno recenti (dal femminismo, al gender, passando per il laicismo e molto altro)…
Della serie:
"Non ce la faccio proprio a buttar giù un ragionamento obiettivo, sensato e leale, perché da brava donnicciola moderna, non riesco a vedere nemmeno un po' più lontano del mio naso".
Il perché lo ha già spiegato Alberto.
Riguardo alla donna che tradisce, invece, cosa bisognerebbe dire o scrivere ?
Ah già, che "è stata indotta dal marito a farlo, perché la trascurava, non la scopava", etc etc.
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* Sì, conosco l'obiezione:
"Si parla di uomini e donne sposati, perciò è possibile che l'uomo sposato tradisca più della donna sposata, etc etc".
Ok, ma io non ci credo per niente, proprio perché sposato non sono (né sono mai stato) e nel corso dei miei (quasi) 46 anni di vita ho avuto modo di frequentare numerose donne (anche sposate).
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Scusa Alberto ma Io ho l'impressione che quando parla di uomini senza attributi citando la sindrome di Peter Pan e mancanti di valori (proprio perché seguono il femminismo e le teorie gender) stia descrivendo né più né meno la categoria dei maschio pentiti. Da questo punto di vista non ci vedo un attacco agli uomini.
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Ah riecco la storia de "l'uomo con gli attributi". Peccato, poteva sembrare quasi un articoletto QMista. Quindi, secondo l'autrice, un uomo che tradisce non è un vero uomo e le colpe di tale scelta sarebbero tutte sue (sindrome di Peter Pan e mancanza di valori). Ne deduco che , come al solito, le colpe delle mogli non esistono o quasi.
donnette inviperite che si arrogano il diritto di stabilire chi è un VERO UOMO.
Come UOMO non concedo a nessuno ,tantomeno a una donna, il diritto di stabilire il mio valore.
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Queste ricerche sono di una banalità impressionante, per un semplice motivo: un uomo, per tradire, (e a meno che non sia frocio) ha assolutamente bisogno di una donna, sposata o meno che sia.
Perciò, alla fine della fiera, si è sempre "uno a uno" e palla al centro.*
Inoltre, resta sempre un fatto, non evidenziato nell'articolo: una donna, finché è relativamente giovane e discretamente attraente, se vuole tradire, fa molto (ma molto) prima di un uomo, anche se quest'ultimo è un bel tipo, è ben posizionato socialmente, etc.
Della serie:
"Non ce la faccio proprio a buttar giù un ragionamento obiettivo, sensato e leale, perché da brava donnicciola moderna, non riesco a vedere nemmeno un po' più lontano del mio naso".
Il perché lo ha già spiegato Alberto.
Riguardo alla donna che tradisce, invece, cosa bisognerebbe dire o scrivere ?
Ah già, che "è stata indotta dal marito a farlo, perché la trascurava, non la scopava", etc etc.
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* Sì, conosco l'obiezione:
"Si parla di uomini e donne sposati, perciò è possibile che l'uomo sposato tradisca più della donna sposata, etc etc".
Ok, ma io non ci credo per niente, proprio perché sposato non sono (né sono mai stato) e nel corso dei miei (quasi) 46 anni di vita ho avuto modo di frequentare numerose donne (anche sposate).
È cosi'
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Concordo nella sostanza con Alberto e Frank, l'autrice avrebbe dovuto dire che quando l'uomo tradisce è spesso perché viene umiliato dalla moglie, ad esempio mandandolo in bianco per settimane. In effetti i più assidui frequentatori di prostitute (a quanto dicono loro stesse) sono uomini sposati.
Detto questo, soprattutto in una coppia sposata con prole* l'adulterio da chiunque provenga è sempre un gesto irresponsabile e prima o poi sfascia la famiglia.
* Ciò può essere meno vero per i conviventi senza figli, ma si tratta comunque di coppie con legami meno forti e mediamente meno durature.
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Concordo nella sostanza con Alberto e Frank, l'autrice avrebbe dovuto dire che quando l'uomo tradisce è spesso perché viene umiliato dalla moglie, ad esempio mandandolo in bianco per settimane. In effetti i più assidui frequentatori di prostitute (a quanto dicono loro stesse) sono uomini sposati.
Hai centrato il punto. So anch'io di storie simili a questa.
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Queste ricerche sono di una banalità impressionante, per un semplice motivo: un uomo, per tradire, (e a meno che non sia frocio) ha assolutamente bisogno di una donna, sposata o meno che sia.
Perciò, alla fine della fiera, si è sempre "uno a uno" e palla al centro.*
Inoltre, resta sempre un fatto, non evidenziato nell'articolo: una donna, finché è relativamente giovane e discretamente attraente, se vuole tradire, fa molto (ma molto) prima di un uomo, anche se quest'ultimo è un bel tipo, è ben posizionato socialmente, etc.
Della serie:
"Non ce la faccio proprio a buttar giù un ragionamento obiettivo, sensato e leale, perché da brava donnicciola moderna, non riesco a vedere nemmeno un po' più lontano del mio naso".
Il perché lo ha già spiegato Alberto.
Riguardo alla donna che tradisce, invece, cosa bisognerebbe dire o scrivere ?
Ah già, che "è stata indotta dal marito a farlo, perché la trascurava, non la scopava", etc etc.
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* Sì, conosco l'obiezione:
"Si parla di uomini e donne sposati, perciò è possibile che l'uomo sposato tradisca più della donna sposata, etc etc".
Ok, ma io non ci credo per niente, proprio perché sposato non sono (né sono mai stato) e nel corso dei miei (quasi) 46 anni di vita ho avuto modo di frequentare numerose donne (anche sposate).
Non si spiega come fa a essere pari il numero di chi tradisce. Se le femmine hanno meno esigenza di fare sesso devono, giusto o sbagliato che sia, essere più fedeli.
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Non si spiega come fa a essere pari il numero di chi tradisce. Se le femmine hanno meno esigenza di fare sesso devono, giusto o sbagliato che sia, essere più fedeli.
Contrariamente a quanto credono tanti uomini, i motivi che spingono una donna a tradire, soventemente non sono gli stessi per cui un uomo tradisce o può tradire.
Alla donna media, del cazzo in quanto tale, frega ben poco.
Inoltre, il mio riferimento all' "uno a uno", sta semplicemente ad evidenziare che nel momento in cui un uomo sposato (o una donna sposata) tradisce, per forza di cose lo fa con un esponente dell'altro sesso.
Da lì l'ovvia conclusione.
Altrimenti stabilire in maniera esatta chi realmente tradisce di più tra gli sposati, è semplicemente impossibile, anche perché molte persone mentono spudoratamente quando si tratta di queste cose.
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ps: molti uomini, quando tradiscono la moglie, lo fanno con delle prostitute.
Il motivo è semplice: trovare donne "non a pagamento", disponibili a fare solo sesso, non è affatto facile (anzi, è molto difficile).
Se lo fosse di prostitute ce ne sarebbero ben poche in circolazione.
Probabilmente le suddette sarebbero ormai in via di estinzione.
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Concordo nella sostanza con Alberto e Frank, l'autrice avrebbe dovuto dire che quando l'uomo tradisce è spesso perché viene umiliato dalla moglie, ad esempio mandandolo in bianco per settimane. In effetti i più assidui frequentatori di prostitute (a quanto dicono loro stesse) sono uomini sposati.
Detto questo, soprattutto in una coppia sposata con prole* l'adulterio da chiunque provenga è sempre un gesto irresponsabile e prima o poi sfascia la famiglia.
* Ciò può essere meno vero per i conviventi senza figli, ma si tratta comunque di coppie con legami meno forti e mendiamente meno durature.
Post da incorniciare , aggiungo pure che quando le donne solitamente tradiscono col figomandigo di turno, e quasi sempre per sesso . E quasi sempre per sesso lasciano i compagni. Questo dando per scontato pure i famosi discorsi sulla mentalità ed il fatto che viene tutto ciò permesso , grazie alle leggi che già sappiamo .
Mandando in bianco per settimane vengono meno ai doveri coniugali , quindi sono possibile causa di rottura di matrimonio . E non regge nemmeno la scusa delle "precauzioni" o del mal di testa, in quanto una coppia già coi metodi di controllo ferlità naturali può regolarsi ed organizzarsi .
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Chiarito questo, un’altra precisazione: un uomo, se è tale realmente, non tradisce. E questo proprio perché “ha gli attributi” e la maturità per non cedere agli istinti animali. Il problema si pone invece quanto si ha a che fare con “mezze calzette”, o con persone affette dalla sindrome di Peter Pan o, ancora, con chi non ha alcun valore etico e morale di riferimento. E qui i discorsi che si potrebbero fare sono molteplici, in una complessa tessitura composta da eventi storici, correnti ideologiche più o meno recenti (dal femminismo, al gender, passando per il laicismo e molto altro)…
Alba Mustela
Trovo la frase evidenziata in grassetto altamente antimaschile.
Il solito pregiudizio femminista: se a tradire è un uomo è per lussuria, se a tradire è una donna è per mancanza d'amore da parte del partner.
Anche se sono consapevole che chi ha scritto questa frase, sostiene questo concetto da un punto di vista cattolico tradizionalista perché per lei l'istituzione famiglia è sopra tutto, anche della propria felicità. Tuttavia non è così semplice, a volte una separazione è ciò che è meglio anche per eventuali figli.
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Avrebbe dovuto aggiungere che un uomo spesso tradisce per esasperazione, e che anche le donne tradiscono per leggerezza e noia.
Diversi studi imparziali dimostrano che la separazione è sempre dannosa per i figli, e sono preferibili persino dei genitori litigiosi a dei genitori separati.
Oggi si ha una nozione spesso consumista della felicità, l'altro è visto come un semplice oggetto di intrattenimento, appena ci si annoia si cambia canale.
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Diversi studi imparziali dimostrano che la separazione è sempre dannosa per i figli, e sono preferibili persino dei genitori litigiosi a dei genitori separati.
Oddio, i genitori litigiosi il danno lo fanno lo stesso.
Che la separazione sia dannosa per i figli, lo vedo su quelli di mio cugino, le settimane divise in giorni con la madre e giorni col padre, portati qua e là da una casa all'altra come pacchetti. E ne risente anche l'educazione dei piccoli.
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Scusa Alberto ma Io ho l'impressione che quando parla di uomini senza attributi citando la sindrome di Peter Pan e mancanti di valori (proprio perché seguono il femminismo e le teorie gender) stia descrivendo né più né meno la categoria dei maschio pentiti. Da questo punto di vista non ci vedo un attacco agli uomini.
Io, invece, credo di aver inquadrato perfettamente la tipologia di autrice dietro a quest'articolo e suppongo che per lei i "non uomini" siano quelli non ritenuti "perfetti" e cioè quelli che non la venerano come dddonna, non lavorano come schiavi per permetterle una vita agiata, quelli che desiderano altre donne e che magari guardano quale "immorale" film erotico, ecc. Per la signora autrice tutto ciò equivale a non "essere maturi" ed a non "assumersi le proprie responsabilità", oltre ad avere "istinti animali". Gira e rigira la filastrocca è sempre la stessa. Le loro colpe ed i loro fallimenti come donne, mogli e madri non esistono o sono comunque poco degni di nota. Per non parlare del fatto che sono le stesse dispensatrici di morale che al primo problema che si presenta nella vita, non ci pensano due volte a mollare il marito e pretendere casa e mantenimento. E poi parliamoci chiaro: gli uomini che tradiscono mica sono tutti femministi e/o non hanno valori morali. Se un uomo tradisce un motivo ci sarà.
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Io, invece, credo di aver inquadrato perfettamente la tipologia di autrice dietro a quest'articolo e suppongo che per lei i "non uomini" siano quelli non ritenuti "perfetti" e cioè quelli che non la venerano come dddonna, non lavorano come schiavi per permetterle una vita agiata, quelli che desiderano altre donne e che magari guardano quale "immorale" film erotico, ecc. Per la signora autrice tutto ciò equivale a non "essere maturi" ed a non "assumersi le proprie responsabilità", oltre ad avere "istinti animali". Gira e rigira la filastrocca è sempre la stessa. Le loro colpe ed i loro fallimenti come donne, mogli e madri non esistono o sono comunque poco degni di nota. Per non parlare del fatto che sono le stesse dispensatrici di morale che al primo problema che si presenta nella vita, non ci pensano due volte a mollare il marito e pretendere casa e mantenimento. E poi parliamoci chiaro: gli uomini che tradiscono mica sono tutti femministi e/o non hanno valori morali. Se un uomo tradisce un motivo ci sarà.
quoto sostanzialmente quello che scrivi.
A me questi articoli generano ormai una reazione di stanchezza.
Intanto, gli attributi non si definiscono grazie alla fedeltà.
Anzi, per lo più sono dovuti proprio a queglio istinti anomali che l'autrice superficialmente li quida come negativi.
Se non ci fossero gli istinti animali, non ci sarebbe la spinta all' accoppiamento, quindi niente matrimonio e niente rapporti sentimentali:
In pratica, è proprio la carenza di " istinti animali " che distrugge un rapporto umano.
Tant' è che computer anche molto complessi , pur essendo collegati in rete, non dimostrano di voler interagire volontariamente tra loro, mentre gli animali, pur senza tutta la logica che abbiamo noi e i computer, lo fanno.
Consiglierei all' autrice la lettura del ciclo dei robot di Asimov : capirebbe molto di più che non a rimuginare le solite pappine sull' uomo " maturo ".
Inoltre, non raramente la donna, raggiunto il suo scopo primario ( la riproduzione ) rivolge sempre meno attenzioni al rapporto fisico col marito che, come uomo, soffre di questa situazione.
Infatti, il ricorso alla prostituzione è molto praticato proprio da uomini sposati.
Però, al solito, le esigenze maschili passano i secondo piano.
ma c'è di più .
La donna, in genere, ha una tendenza che chiunque può constatare :
desidera l' uomo " lupo ", quando poi lo ha cerca di tramutarlo in uomo " cane ", per tornare , a quel punto a tornare a desiderare l' uomo " lupo".
Tant'è che mentre l' uomo si fa magari una scopata con una priostituta e poi torna a casa, la donna no :
lei si innamora, spesso crede di innamorarsi e, facilitata da una legislazione del tutto favorevole a lei, sfascia la famiglia e il rapporto.
Bisogna inoltre tener conto che la monogamia non è una caratteristica umana assoluta, anzi e , il prolungamento della vita media , con migliori condizioni fisiche, accentua questo problema.
Ciò che in passato era possibilità solo di pochi, oggi è alla portata dei più e infatti il potere , che vuol mantenere i buoi da lavoro, favorisce la donna come deterrente contro l' uomo.
Perchè la società è un branco e chi vuole controllare la società deve controllare i maschi : le femmine non hanno forza propria, come i fatti di Colonia hanno dimostrato e come dimostrano le femministe non lesbiche che invariabilmente scelgono uomini di potere.
Quindi l'articolo è 'ennesima occasione persa : parte bene, ma finisce male
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Vicus : Diversi studi imparziali dimostrano che la separazione è sempre dannosa per i figli, e sono preferibili persino dei genitori litigiosi a dei genitori separati.
La separazione è certamente un evento negativo per i figli, ma non è assolutamente vero che i genitori litigiosi sono più benefici di quelli separati.
Anzi, è il contrario.
I bambini hanno un modo di pensare molto più semplice di quello degli adulti :
Loro hanno 2 genitori, una mamma e un papà e la prima sicurezza è sapere che questi 2 genitori si interessano e si interesseranno a loro.
I litigi frequenti li rendono instabili e paurosi perchè fanno perdere loro la sicurezza.
Natural,mente, i genitori separati devono discutere tra loro e non frapporre ostacoli al rapporto tra i figli e entrambi i genitori.
Non c' entra neanche che i rispettivi genitori abbiano poi altri compagni, ma i ruoli devono essere chiari :
un bambino ha 2, e solo 2 , genitori.
Quindi, tutte le pazzie tipo famiglia allargata, famiglia omosessuale, gender e via degenerando, sono fortemente dannosi per lo sviluppo dei bambin dei giovani.
I bambini vogliono situazione chiare : non esistono l'altra mamma o il secondo papà.
Queste cose esistono solo negli anfratti delle menti disturbate dei sostenitori dell' ipotesi gender.
I padri e le madri non devono distruggersi nel mantenere in vita il cadavere di una unione che è morta ma svolgere il loro cvompito essenziale di genitori con franchezza
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Quando i genitori vivono in case diverse il bambino si pone delle domande (può anche sviluppare sensi di colpa per la loro separazione).
Tutti i figli di separati/divorziati che ho conosciuto, anche non risposati, avevano problemi e insicurezze varie anche molti anni dopo la separazione, una volta raggiunta l'età adulta.
Anche se ci possono essere una miriade di articoli che sostengono il contrario (anche per incentivare le donne a separarsi), contro il fatto non vale l'argomento.
Questa 'letteratura' non tiene conto, tra l'altro, dell'aspetto simbolico della genitorialità: il bambino non vede i genitori come due individui che lo accudiscono e accidentalmente sono anche coinquilini, ma come un'unità, una coppia.
Il fatto che litighino anche molto spesso (anche qui non è la teoria a parlare, ma quanto mi hanno detto gli stessi figli di separati) non ha impedito ai figli di esprimere con chiarezza la loro contrarietà alla separazione (indorata proprio con l'argomento così papà e mamma non litigheranno più).
Il cemento del rapporto di coppia non è 'l'ammore' come ripetono i media da Cosmopolitan alla De Filippi per incentivare le donne a stracciare il patto coniugale, è l'impegno di vita che, come e più del lavoro, va rispettato anche quando non "piace" (avete notato come al di fuori dell'ambito coniugale le donne sanno essere affidabilissime?)
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Quando i genitori vivono in case diverse il bambino si pone delle domande (può anche sviluppare sensi di colpa per la loro separazione).
Tutti i figli di separati/divorziati che ho conosciuto, anche non risposati, avevano problemi e insicurezze varie anche molti anni dopo la separazione, una volta raggiunta l'età adulta.
Anche se ci possono essere una miriade di articoli che sostengono il contrario (anche per incentivare le donne a separarsi), contro il fatto non vale l'argomento.
Questa 'letteratura' non tiene conto, tra l'altro, dell'aspetto simbolico della genitorialità: il bambino non vede i genitori come due individui che lo accudiscono e accidentalmente sono anche coinquilini, ma come un'unità, una coppia.
Il fatto che litighino anche molto spesso (anche qui non è la teoria a parlare, ma quanto mi hanno detto gli stessi figli di separati) non ha impedito ai figli di esprimere con chiarezza la loro contrarietà alla separazione (indorata proprio con l'argomento così papà e mamma non litigheranno più).
Il cemento del rapporto di coppia non è 'l'ammore' come ripetono i media da Cosmopolitan alla De Filippi per incentivare le donne a stracciare il patto coniugale, è l'impegno di vita che, come e più del lavoro, va rispettato anche quando non "piace" (avete notato come al di fuori dell'ambito coniugale le donne sanno essere affidabilissime?)
le mie affermazioni non si basano su alcuna letteratura, in genere tendenziosa in tali argomenti.
Fermo restando che una coppia unita è il casi migliore, nekl caso di una unione finita, la separazione è senz'altro meno dannosa di una conflittualità permanente.
I figli soffrono terribilmente nel vedere un conflittono di cui temono anche le conseguenze.
Una situazione chiarita li rende più stabili.
Ovviamente, i 2 ex coniugi non devono farsi la guerra.
Inoltre, non è detto che la fine di una coppia sia dovuta solo a una donna.
Ci sono uomini che o si autodistruggono o rompono il matrimonio.
Meglio la 2 opzione
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Nelle coppie stabili (escludendo quindi relazioni occasionali, convivenze temporanee ecc.) e specialmente quando ci sono figli cosa dà diritto di decidere che un'unione è finita? Una coppia (stabile, ripeto) deve saper restare unita, basterebbe un minimo di maturità e civiltà.
Inoltre, non è detto che la fine di una coppia sia dovuta solo a una donna.
Ci sono uomini che o si autodistruggono o rompono il matrimonio.
Meglio la 2 opzione
Nella maggioranza dei casi non c'è rischio per l'incolumità personale.
Inoltre, quando ci si separa il più delle volte si va a convivere con un un nuovo partner, con le ovvie conseguenze :
Quindi, tutte le pazzie tipo famiglia allargata, [...] sono fortemente dannosi per lo sviluppo dei bambin dei giovani.
I bambini vogliono situazione chiare : non esistono l'altra mamma o il secondo papà.
A mia sommessa opinione finché non cambierà questa cultura della separazione facile, consumistica, come 'male minore', la QM non sarà risolta.
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Vicus : Nelle coppie stabili (escludendo quindi relazioni occasionali, convivenze temporanee ecc.) e specialmente quando ci sono figli cosa dà diritto di decidere che un'unione è finita? Una coppia (stabile, ripeto) deve saper restare unita, basterebbe un minimo di maturità e civiltà.
C'è poco da decidere : ci sono casi in cui la convivenza è talmente conflittuale da essere impossibile.
Quindi, non rimane altro che prendere atto della realtà dei fatti.
La maturità e civiltà non fanno mettere insieme le persone altrimenti ci si sposerebbe a caso.
Si sceglie una persona tra tante.
A volte la scelta è giusta, altre no.
Stare insieme per farsi la guerra può portare anche a esiti violenti.
Andare a vivere con un altro partner spesso disinnesca il rancore e le rivalse.
L' importante è essere chiari con i figli e continuare ad essere ciò che si è :
i loro genitori.
Ecco perchè il gender e le varie famiglie sono puttanate.
C'è una sola famiglia.
Riguardo la q.m. , il primo passo per risolvera, se tale termine ha un soignificato, è restituire all' uomo la sua dignità e taler dignità non può prescindere dalla pari importanza nel suo ruolo genitoriale.
Poi , se l'unione funziona, tanto meglio.
Ma se non funziona, distruggersi reciprocamente non è la via
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Io, invece, credo di aver inquadrato perfettamente la tipologia di autrice dietro a quest'articolo e suppongo che per lei i "non uomini" siano quelli non ritenuti "perfetti" e cioè quelli che non la venerano come dddonna, non lavorano come schiavi per permetterle una vita agiata, quelli che desiderano altre donne e che magari guardano quale "immorale" film erotico, ecc. Per la signora autrice tutto ciò equivale a non "essere maturi" ed a non "assumersi le proprie responsabilità", oltre ad avere "istinti animali".
http://www.returnofkings.com/64952/the-timeless-female-abuse-of-love
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Ah riecco la storia de "l'uomo con gli attributi". Peccato, poteva sembrare quasi un articoletto QMista. Quindi, secondo l'autrice, un uomo che tradisce non è un vero uomo e le colpe di tale scelta sarebbero tutte sue (sindrome di Peter Pan e mancanza di valori). Ne deduco che , come al solito, le colpe delle mogli non esistono o quasi.
Dove ci responsabilità e dovere, lì ci sono gli uomini, dove non ci sono responsabilità e dovere non ci sono neanche uomini