Forum sulla Questione Maschile

Dialoghi => Dialoghi sulla Questione Maschile => Topic aperto da: Harmonica - Novembre 21, 2009, 23:27:42 pm

Titolo: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Harmonica - Novembre 21, 2009, 23:27:42 pm
http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/primopiano/2009/11/21/visualizza_new.html_1619522612.html
E' un giuramento militare che resterà nella storia quello che si è svolto oggi in piazza del Plebiscito a Napoli. Qui, davanti ad autorità militari, civili e religiose hanno giurato fedeltà alla Repubblica italiana gli allievi del 222° corso della Scuola militare Nunziatella. E per la prima volta a farlo sono state anche le donne. A sfilare, tra gli allievi del primo anno di corso, anche sette giovani ragazze. A loro, scelte tra circa 250 ragazze che avevano presentato domanda di ammissione al concorso, l'onore di essere le prime giovani ammesse nella prestigiosa scuola militare partenopea dopo ben 222 anni. Con lo sguardo fiero, sistemate in prima fila, hanno gridato 'lo giuro' insieme ai loro compagni.

Capelli legati, hanno indossato l'uniforme storica della Nunziatella e imbracciato il moschetto risalente al 1891, proprio come i loro compagni. E dalle tribune, dove erano sistemate le famiglie, al loro passaggio, durante la parata conclusiva della cerimonia, qualche genitore non ha saputo trattenersi e ha gridato: 'Brave'. Qualcuno, per la verità, alla cerimonia ha riservato anche qualche fischio. Non per la presenza delle donne, hanno subito spiegato gli ex allievi della Nunziatella, ma per la decisione, presa dai vertici della scuola militare di interrompere le tradizioni, soprattutto quelle goliardiche, proprio in virtù della presenza del gentil sesso. "Siamo a favore dell'ingresso delle ragazze - hanno detto - ma allo stesso tempo vogliamo che le tradizioni non vengano eliminate perché rappresentano esperienze che legano allievi di diverse generazioni". Ad augurare un buon anno scolastico alle allieve e agli allievi, il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, generale di Corpo d'Armata Giuseppe Valotto, il comandante delle Scuole dell'Esercito Generale di Corpo d'Armata Giuseppe Maggi, il comandante dell'Accademia militare di Modena Generale di Corpo d'Armata Roberto Bernardini, il comandante della Nunziatella colonnello Filippo Troise, il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, il prefetto Alessandro Pansa ed altre autorità militari, civili e religiose.

"Sono lieto - ha detto il generale Valotto - di aver partecipato a questa cerimonia che vede per la prima volta, in 222 anni, la presenza delle allieve alle quali auguro un sereno anno scolastico pregno di successi e di esperienze". Un augurio che si è aggiunto a quello del comandante della Nunziatella, colonnello Troise, ex allievo del corso '80-'83, che ha sottolineato come "oggi per la prima volta si aprono le porte di una scuola militare alle donne che già sono presenti nell'esercito dal 2004". "La Nunziatella - ha proseguito Troise - è una scuola di grande tradizione e sono lieto nel vedere che queste ragazze siano così determinate forse anche più dei loro compagni". Ad eccezione del pernottamento all'interno della scuola, che sarà diviso tra donne e uomini, miste sono, invece, le classi, ma anche la pratica delle attività sportive e militari.

Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: fabriziopiludu - Novembre 22, 2009, 13:22:47 pm
CHE SCHIFO!!!!!
Che retorica nauseante!
Essere "determinate, anche più dei loro compagni" è considerato un pregio!?
Sono discorsi da Jagoda, Beria, Ezov!!!!

Notate bene!!!: Una Scuola Militare, aperta alle ragazze;
"les midinettes", invece, rimangono, ermeticamente, femminili!
Non si possono - secondo loro - sporcare con presenza maschile!!!
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Ethans - Novembre 22, 2009, 19:49:04 pm
Le donne nell'esercito... forse nessuno si rende conto di quanto sia pericoloso far intraprendere alle donne una carriera militare. Penso che questa sia una cosa irresponsabile e una follia relativamente alla sicurezza di una nazione.
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: milo - Novembre 22, 2009, 20:46:32 pm
Citazione
quel che si deve fare è che l'addestramento e le relative prove da superare  non siano agevolate rispetto a quello maschile

Concordo, lì si parrà la loro nobilitate.
Milo, anche poeta. :ohmy:

Scusate se faccio l'Indice e recupero un po' di memoria storica.
Per il momento ricordo solo questo:

GERUSALEMME - Un insolito miscuglio di attestati militari e libri sulle donne distingue il piccolo studio quadrato di Martin van Creveld, 56 anni, olandese di nascita ed israeliano per scelta da oltre trent'anni. Docente di Storia militare all'Università di Gerusalemme ed esperto di strategia di fama internazionale, van Creveld dalla sua casa di Mevasseret Zion, guida una solitaria battaglia contro il suo nemico giurato: le donne. E´uno dei pochi temi che in queste settimane riesce a distogliere Israele assediata dal terrorismo dei kamikaze palestinesi. Con alle spalle i diplomi ricevuti a Quantico, in Virginia, dalla Scuola del Corpo dei Marines e sulla scrivania una bandiera del Sol Levante dipinta a mano, van Creveld svela i motivi della sua crociata contro le donne, illustrando il contenuto del prossimo libro (uscirà in francese) dal titolo chiaro e provocatorio: Il Sesso Privilegiato.

Professore come si sente ad essere definito il nemico pubblico del sesso femminile?

«Sono il più grande maschilista di Israele. Le mie tesi danno fastidio, perché sfidano tabù radicati in tutto l'Occidente. Hanno provato ad accusarmi di molestie sessuali, a spiarmi con microfoni durante le mie lezioni. Ma non hanno trovato niente, solo le mie idee».

Perché un esperto di strategia militare come lei ha dichiarato guerra alle donne?

«Sono uno studioso di Storia militare dall'inizio degli anni Settanta. E´una materia che ha poco a che fare con le donne: Clausewitz nelle 863 pagine della sua "bibbia" non le menziona mai. Dieci anni fa iniziai a interrogarmi su questo. Mi chiesi come era possibile discutere della guerra senza tener presente metà dell´umanità».

Che rapporto c'è fra le donne e la guerra?

«Le donne non hanno mai avuto un ruolo nelle guerre: dopo secoli di assenza dagli eserciti, negli ultimi decenni le italiane o le americane hanno cominciato ad arruolarsi. Solo quando si passa dalla guerra convenzionale alla guerriglia, sia nel caso della Seconda Guerra Mondiale che delle kamikaze palestinesi, il loro numero cresce sensibilmente. Per la guerra le donne non esistono. Nessuno nella tradizione militare si è mai posto tali domande, io l'ho fatto. Ho iniziato a studiare, fare ricerche, ho scritto Uomini e Donne in Guerra. La risposta all'assenza delle donne dalla guerra mi è venuta dallo studio del rapporto fra sessi, di cui parlerà il mio libro, "Il sesso privilegiato"».

Perché considera le donne il sesso privilegiato?

«Le donne sono più deboli nel fisico e nella capacità di competere e, al contrario di quanto afferma la propaganda femminista, l'intero meccanismo della nostra società è un tentativo di compensarle per la loro debolezza: se dovessero cimentarsi con gli uomini infatti soccomberebbero e l'umanità avrebbe fine». ….

Teoria a parte, può fare degli esempi concreti di privilegi femminili nella società?

«Gli esempi sono infiniti. Tanto per cominciare, dalle donne si esige meno che dagli uomini. Lo stesso comportamento che porta alla punizione per un bimbo diventa abbraccio di consolazione per una bambina. Il matrimonio è una forma di protezione per le donne, perché geneticamente una lei può avere solo un numero limitato di figli, mentre lui può avere molti figli da più donne. Sul lavoro la musica non cambia: dall'inizio della Storia, l'uomo ha lavorato più duramente e intensamente delle donne, per il motivo che se si richiedono ad una donna i ritmi di un uomo, va incontro ad un collasso. Poiché le donne non lavorano quanto gli uomini, l'intera società può essere letta come un sistema di trasferimento di risorse dagli uomini alle donne. Il novanta per cento di quanto accumulato dagli uomini viene speso dalle donne, basta guardarsi in casa per averne la prova. Altro esempio, la beneficenza: se guardiamo la Storia di Paesi come l'Italia e la Francia, ci accorgiamo che è sempre stato più facile per le donne anziché per gli uomini ricevere della beneficenza. Specialmente se chiedono le elemosina con i figli. Lo stesso è vero per lo Stato Sociale dei nostri tempi:  gli uomini pagano le tasse, le donne ricevono i benefici. Per natura le donne sono il sesso debole, dunque l'intera storia dell'umanità è un tentativo di compensarle. Le donne hanno sempre ricevuto più aiuti economici degli uomini, perché altrimenti sarebbero morte di fame e l'umanità sarebbe scomparsa. Le donne sono trattate con favore anche dalla giustizia: per un reato simile, l'uomo riceve una pena maggiore della donna; ad ogni stadio del processo giudiziario, gli uomini sono penalizzati. Il numero delle donne in prigione è inferiore a quello degli uomini, non perché commettono meno reati, ma perché ricevono pene più lievi».

Torniamo al rapporto con la guerra. Perché Clausewitz ignorò le donne?

«Clausewitz riteneva la guerra un'arte razionale e dunque non c'è spazio per le donne, che sono emotive ed intuitive».

Ma madri, figlie e mogli pagano comunque un prezzo alto quando si entra in guerra...

«Una singola donna che aspetta a casa il marito, o che bada ai suoi figli è più importante in guerra di mille segretarie in uniforme. Le donne sono molto importanti nelle guerre, ma non combatteranno mai come gli uomini».

Se fosse una donna non si sentirebbe umiliato dalle sue teorie?

«Sì, ma non sono una donna, dunque la questione non mi tocca. In guerra gli uomini muoiono per far vivere le donne. A volte mi piacerebbe avvenisse il contrario. Se fossero andate in Afganistan, sarebbero morte tutte. L'unico Paese nella Storia che ha imposto la coscrizione per le donne è Israele, ma neanche qui combattono, creano solo grane».

A questo punto non resta che chiederle perché le donne vivono più a lungo...

«I medici dicono che è a causa degli estrogeni, ma fino a due secoli fa gli uomini vivevano di più. Non sono gli estrogeni, ma la civilizzazione ad aver modificato l'equilibrio. Il cambiamento è iniziato con la rivoluzione industriale, quando gli uomini hanno cominciato a fare i lavori pesanti all'aperto. E´stato un fenomeno progressivo. In Europa, l'ultimo Paese dove la vita delle donne ha superato quella degli uomini è stato l'Irlanda, nel 1850. In Paesi come India ed Egitto, il sorpasso è avvenuto negli ultimi 50 anni.  Oggi restano dieci Paesi dove gli uomini vivono ancora di più e si tratta di posti molto poveri, come il Bangladesh».

Il fatto che le donne siano il sesso privilegiato è una cosa buona?

«Sono un uomo, dunque credo sia una cosa buona, se fosse al contrario mi sentirei colpevole, mi vergognerei davvero molto».

L'intervista è finita, il professore più maschilista d'Israele non fa a tempo ad alzarsi, che arriva la sua seconda moglie a dargli manforte: ha una rivista della mutua in mano: «Vedete, mettono in copertina la salute della donna, non certo i problemi della prostata...».

http://www.uomini3000.it/401.htm


E il libro segnalato da Ventiluglio:

Le donne e la guerra - Ieri, oggi e domani
(tit. orig.: Men, Women and War)

di Martin Van Creveld

Listino: € 20,00
Editore: Editrice Goriziana
Collana: Le Guerre
Data uscita: 01/05/2007
Pagine: 340


Nel corso della storia, le donne sono rimaste lontano dalla linea del fronte. Con poche eccezioni, il ruolo della donna in guerra è sempre stato solo di ausilio per l’uomo cui era affidato il compito di combattere. Ora, all’inizio di un nuovo secolo, le cose stanno cambiando.
Per la prima volta nella storia le donne hanno ottenuto un posto a fianco dell’uomo sul campo di battaglia. Negli Stati Uniti e in buona parte dell’Europa, le donne rappresentano circa il 12 per cento delle forze armate. A differenza dalle loro madri, le donne oggi possono prestare servizio militare in marina, sui caccia-bombardieri, e possono manovrare i pezzi d’artiglieria. In tutti i paesi sviluppati, stanno progressivamente occupando posizioni a livello di reggimento che un tempo erano riservate esclusivamente agli uomini. È in corso una rivoluzione celebrata dalle femministe di ogni nazione.
L’autore, però, osserva che l’afflusso delle donne nelle forze armate può essere un interessante esperimento sociale, ma dal punto di vista militare costituisce un problema. Data la diversa costituzione fisica, le donne al fronte non possono offrire le stesse prestazioni dei maschi, e, soprattutto, sono più soggette a farsi male. Le donne che entrano a far parte dei reggimenti avanzati, hanno condizioni di accesso più facili, hanno compiti più leggeri e sono soggette ad una disciplina meno rigida. Se poi si aggiungono tutte le cause legali per molestia sessuale e per sessismo, si crea un quadro di circostanze che ha avvilito il morale delle unità miste ai minimi storici. Se dunque le donne entrano numerose nelle forze armate, ancor più numerosi sono gli uomini che ne escono.
Martin van Creveld, con questo libro provocatorio e controverso, afferma che se la parità dei sessi è un valore desiderabile nella vita civile, il compito di fare la guerra deve esser lasciato agli uomini. Nelle forze armate i ruoli vengono attribuiti al genere maschile o femminile per ragioni ben precise, e la correttezza politica della parità non solo mette a rischio la sicurezza nazionale, ma rappresenta un pericolo anche per i soldati che sono chiamati a difenderci.

http://questionemaschile.forumfree.net/?t=26654160&st=0#entry228105138
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: milo - Novembre 22, 2009, 20:50:00 pm
E due discussioni (me ne ricordavo un'altra, boh?!):

http://questionemaschile.forumfree.net/?t=15054166
http://questionemaschile.forumfree.net/?t=1589381
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Harmonica - Novembre 23, 2009, 01:10:45 am
Questo e' un bel post.
http://www.uomini3000.it/88.htm
DONNE MILITARI?       

Una grande conquista femminista…

 

di Lorenzo R.

 

 

Sono nettamente contrario alle donne-militari, ma la questione è articolata e complessa e occorre fare chiarezza.

 E’ vero che, in percentuale, le donne soldato coprono ruoli “di comando" (“ufficiali”) in misura maggiore degli uomini, ma esistono donne nella “truppa” (soldati semplici), eccome. Sia nell’Esercito Italiano che in tutti gli eserciti aperti al “gentil” sesso.

 Il fatto è che le donne sono esentate dal “combattimento” (che non sia esercitato per l’esclusiva “difesa personale”), cioè da quello sgradevole aspetto della vita militare che costituisce peraltro il suo fine ultimo (e per certi aspetti la sua “nobiltà”, perché chi combatte “rischia ciò che il nemico rischia”).

Nessun esercito al mondo (nemmeno quello USA e tantomeno quello israeliano) permette alle donne di coprire ruoli di combattimento.

 Quello USA nel ‘97 (sotto Clinton), ha permesso - molto ipocritamente - l' “accesso” (non lo stazionamento) delle donne alla cosiddetta prima linea... ma NON in ruoli di combattimento! (situazione in sé assurda - che viene infatti sistematicamente evitata).

 In tutti gli altri eserciti del mondo, le donne soldato devono restare fuori dalla linea di combattimento e di rischio (con criteri variabili e complessi da esercito ad esercito).

 Non ci sarebbe nulla di male in ciò (l’idea infatti di avere una donna al mio fianco in battaglia, o una dall’altra parte da dover/poter uccidere, come uomo mi ripugna - ed avrebbe aspetti deleteri anche per altri motivi pratici): in pratica, malgrado le dichiarazioni bellicose ed “emancipate”, le aggressive divise mimetiche ed il posto di prima fila riservato loro nelle parate militari, queste donne soldato sono per lo più delle mere burocrate (furiere, vivandiere, ecc.) delle Forze Armate.

 Teniamo infatti presente che, negli eserciti moderni, per avere un soldato “vero” che spara e combatte ne servono altri nove (almeno) che lo nutrano, lo vestano, lo informano, lo armano, ecc. (dicesi “logistica”).

 Non ci sarebbe nulla di male in sé, ancora, a parte il fatto che prestare la propria opera in un’organizzazione il cui scopo ultimo resta pur sempre “killing the people and destroying the things” senza rischiare - se non in bassissime percentuali - la propria pelle, è il contrario di qualunque etica “guerresca”.

 Cosa che fa inoltre a pugni con la pretesa Femminista per cui “donna è pace” e con la trita (e falsa) affermazione “tutte le guerre sono contro le donne - tutte le donne sono contro la guerra”.

Considerato poi che, in una guerra moderna, si calcola che il numero di morti civili è da 10 a 20 volte superiore a quello dei morti militari (ribaltamento completo di quel che era un tempo), fare il “soldato” nelle retrovie vuol dire stare nel posto più sicuro e confortevole che si possa immaginare in una guerra (il luogo ideale del “vigliacco imboscato”).

 Non ci sarebbe nulla di male, infine, se le gerarchie fossero nettamente separate e fosse impossibile (perché intrinsecamente “immorale”) che una donna dia ordini a un uomo.

 Siamo invece all’assurdo che un’ufficialetta, diventata tale sulla base di nozioni puramente teoriche, grazie a uno standard fisico di accesso più basso di quello maschile, il cui posto le è garantito da rigide “quote” femminili... ordini a un subordinato uomo di fare qualcosa per cui quello possa rischiare la vita!

 E’ tutto assurdamente immorale e scandaloso.

 Di una gravità di cui sembra che pochi si rendano pienamente conto...

 

L. R. – Febbraio 2004
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Ethans - Novembre 23, 2009, 01:22:00 am
L'avevo letto anch'io su Uomini 3000... riflessioni completamente condivisibili... soprattutto il finale (ultime 7 righe)... chi non è d'accordo è un ipocrita... o un folle...
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Ethans - Novembre 23, 2009, 03:15:26 am
CHE SCHIFO!!!!!
Che retorica nauseante!
Essere "determinate, anche più dei loro compagni" è considerato un pregio!?
Sono discorsi da Jagoda, Beria, Ezov!!!!

Notate bene!!!: Una Scuola Militare, aperta alle ragazze;
"les midinettes", invece, rimangono, ermeticamente, femminili!
Non si possono - secondo loro - sporcare con presenza maschile!!!

Veramente, mi viene il vomito...
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Ethans - Dicembre 08, 2009, 17:18:01 pm
L'altra sera parlavo con un mio conoscente che è maresciallo dell'esercito, gli ho chiesto cosa ne pensava dell'entrata delle donne nella vita militare, mi ha risposto che è un fatto positivo in quanto i militari maschi hanno iniziato ad avere più cura della propria immagine, del proprio look.

Mi sono cascati i maroni.
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: ilmarmocchio - Dicembre 08, 2009, 17:22:52 pm
Il soldato femminile ha la stessa valenza dell'atleta femminile : zero
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Red- - Dicembre 09, 2009, 01:13:07 am
Poco tempo fa una soldatessa ha postato su questo forum. Io, oltre a quello che già avevo scritto, volevo aggiungere che un esercito, tranne smentite, nasce per combattere. Per combattere ci vuole forza almeno pari (comunque competitiva) rispetto all'esercito avversario.
Avrei voluto che mi dicesse, costei, se ritiene le donne forti come gli uomini.
Inoltre io ho fatto, a suo tempo, il classico anno di militare. Una compagnia "operativa", manovre a fuoco (colpi veri su sagome) scavalcamenti di montagne, pattuglie, ho spento incendi, sono stato di pattuglia in un paesotto siciliano col più alto tasso di latitanti in Italia, campi estivi e invernali, etc, etc. Una volta un commilitone si fratturò il dito indice per evitare i campi invernali. Fece tre giorni di infermeria e poi in marcia col dito steccato. NOn sono un marcantonio ma ho un fisico robusto ed integro (tocco ferro :P).
Diverse volte sono stato in difficoltà e una volta sono svenuto sul finire di un attacco simulato a W rovesciata ad una postazione "nemica".
In una vera azione spesso non è il fuoco nemico che ti uccide, ma è la fatica e gli incidenti/imprudenze conseguenti.

L'esercito nasce per far la guerra, cosa può fare una donna in una vera guerra? Giusto le parate, e poi può far vedere che lei arriva dappertutto, perchè "è uguale". Una manovra politica, evidentemente; che di concreto e di specifico ha ben poco e che serve solo come immagine.
Non credo affatto che i vertici militari, così come i politici, ritengano una donna combattente efficace quanto un uomo.
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Warlordmaniac - Dicembre 10, 2009, 19:08:37 pm
Poco tempo fa una soldatessa ha postato su questo forum.
Se quella è veramente una soldatessa, allora io sono quello a sinistra sul mio avatar.
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: fabriziopiludu - Dicembre 19, 2009, 16:47:21 pm
Qualche soldatessa mutilata c'è già adesso.
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: fabriziopiludu - Dicembre 20, 2009, 09:54:22 am
Affermare la totale mancanza di soldatesse mutilate avrebbe potuto causare assurde accuse da parte delle femministe, come: "Siete male informati!".
Ho voluto prevenire.
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: fabriziopiludu - Dicembre 22, 2009, 09:38:11 am
Non voglio ritornare a formare una galleria fotografica di soldatesse, ma mi sembra doveroso mettere questa fotografia, emblematica.
Ma come si può sorridere di soddisfazione, davanti a fiamme e fumo nero!?
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: fabriziopiludu - Dicembre 22, 2009, 11:31:39 am
Con foto del genere hanno la faccia di encomiare le soldatesse!?
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: joani - Febbraio 05, 2011, 16:04:49 pm

Grazie per lo spazio datomi,  desidero solo esprimere una mia opinione in merito alla attuale situazione e in particolare sul ruolo delle donne nella forza armata.
Le donne nelle forze armate non sono sempre sinonimo di bravura e merito come la grancassa della propaganda mediatica vorrebbe (supportata da molti - troppi  uomini anche in uniforme,  dimentichi che ora le donne sono tra loro , e si sentono  ancora in obbligo di atteggiamenti nei loro confronti di stampo ottoncentesco).
Se veramente si volessero raccogliere,  molte sono le lagnanze che si levano dal mondo militare,  innumerevoli  sono le testimonianze che quasi in sordina corrono e che descrivono come l’ingresso delle donne in promisquita nei reparti abbia snaturaro  l’essenza della disciplina militare e il militare stesso inserendovi dei tarli  che lo stanno degradando dall’interno. Le donne si sono portate dietro oltre ai loro meriti anche tutti i loro numerosi difetti che in ambito militare sono particolarmente caustici. La donna vive il militare non x servire il paese in nome di alti ideali  ma solo in funzione agonistica verso la componente  maschile (andatevi a sentire tutte le loro dichiarazioni) , e quando non ce la fanno (spesso) allora ecco ricorrere a tutto il loro + tipico repertorio (smancerie ruffianerie, lecchinaggi  provocazioni ) che altrettanto spesso funzionano a dovere , perche sanno che tra tanti uomini c’e’ sempre quello vulnerabile a "certe cose": e allora ecco il peso dello zaino scaricato sul collega  per prendere fiato,  cosi come le casse delle munizioni, il trasporto di armi pesanti,  ripetizioni extra su materie che non “vogliono entrare”  in cambio di favori “speciali” e via cosi.
E alla fine circa quelle che pure ce la fanno il parere concorde e ci si trovi di fronte a soggetti esaltati e instabili con un livore di fondo rivolto + contro la componente maschile che contro il nemico. Il commento finale di tanti uomini che erano entrati nel mondo militare per vivere la disciplina e un stile di vita sanamente rude , alla fine si sono ritrovati come tra i corridoi di un qualsiasi “liceo”;  una buffonata una pagliacciata un vero schifo cosi si esprimono  …e se ne vanno, lasciando al loro posto quella “genia”  di maschi molto + adatti caratterialmente alle nuove “colleghe” di lavoro , una  specie di selezione indotta dalle cose a vantaggio delle donne che lentamente e inesorabilmente provvede ad allontanare e dissuadere tutti i candidati (maschi) credibili e utili,  abbassando di conseguenza  la media dello “standard” generale. Non e questione di esagerare o generalizzare ma di capire che sono fenomeni in atto adesso e che lo stato maggiore farebbe bene a rifletterci a fondo.
E a quanti gia pensano che questo sia dovuto alla paura (quando mai?!) di risultare inferiori a una donna si risponde che il discrimine vero non e’ il punteggio sullo studio del manuale di un sistema d’arma o di una procedura operativa ma la credibilita’ “a pelle” che il soggetto ha di usare veramente quell’arma e di attuare veramente quelle procedure, guardatevi  una moderna soldatessa  credete che lo sguardo truce riesca a nascondere tutto il resto, la guerra e guerra (arte di uccidere e distruggere anche con le sole mani ) non una qualsiasi disciplina sportiva 
Si le donne in casi eccezzionali  hanno servito in guerra (fronte russo) ma sempre in reparti omogenei (sole donne) con compiti ausiliari,  mai in promisquita con i maschi. La  naturale predispozizione maschile a fare squadra – gruppo – team , la solidarieta’ pura (cameratismo) che ne deriva e il lascito + importante e “fragile” che l’intera storia del mestiere delle armi dalla notte dei tempi ci ha lasciato (a noi uomini) e quando si dice “cameratismo” non si intende l’attuale situazione: camerate o tende separate   bagni mai troppo lontani,  turni leggeri,  equipaggiamento  o mansioni  “ritagliate su misura” ma quello spirito di corpo che hanno reso possibili vivere  e vincere le  guerre in  trincea , nella giungla,  la guerra subacquea , e tutte le circostanze di sopravvivenza e di combattimento + dure che ogni  (vero) conflitto riserva. Il  cameratismo non si insegna  e dentro ogni soldato (maschio) e si estrinseca e palesa solo tra maschi in situazioni limite, una donna in mezzo,  per il solo fatto di esserlo, rappresenta un corto circuito che lo spegne nella sua accezione vera,  e lo farebbe sfociare prima, …..molto prima nel volgare sesso.   
Consiglio di basare ogni decisione in merito a quanto stiamo dicendo su tante buone letture circa le storie dei nostri militari del passato e non sulle aride cifre e sui dati , perche mentre le prime sono un distillato di esperienza pronto all’uso la seconda e solo esercizio si statistica matematica buono x gli impiegati e non i soldati. 
Ecco allora che quando (stato maggiore) cederete anche voi alle pressioni esterne che vorrebbero introdurre il doppio standard (maschi e femmine) (in ossequio al “politicamente corretto”) molto presto l’aliquota femminile salira alla soglia del 50% Allora (statene certi)  in un baleno schizzera al 100% perche tutti i maschi (leggi uomini) non si arruoleranno + perche non riconosceranno + l’ambiente militare che cercavano.
Non cedete quindi alla logica del doppio standard  o della parita’ in modo indiscriminato seguendo logiche + politiche che militari e ditelo anche all’attuale ministro della difesa che su queste cose sembra + disinvoltamente progressista dei progressisti stessi (guardate cosa ha fatto obama  con gli omosessuali nelle forze armate)
A chi di competenza,  fermatevi!  alla situazione attuale,  e gia troppo! , prima che sia troppo tardi, e considerate che se alla fine andra’ tutto “a puttane”  non si  potra “resettare” il tutto come se niente fosse,  perche nel frattempo al vostro posto magari siedera una donna.


Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: COSMOS1 - Febbraio 06, 2011, 12:19:10 pm
A chi di competenza,  fermatevi!  alla situazione attuale,  e gia troppo! , prima che sia troppo tardi, e considerate che se alla fine andra’ tutto “a puttane”  non si  potra “resettare” il tutto come se niente fosse,  perche nel frattempo al vostro posto magari siedera una donna.


Nel mito della caverna di Platone, colui che ha visto l'origine delle ombre proiettate sul fondo della caverna e torna a dirlo ai prigionieri là sotto, viene perseguitato per questo

Non c'è nulla che l'umanità faccia con più convinzione che correre verso il disastro  :cry:
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: fabriziopiludu - Febbraio 20, 2011, 21:56:41 pm
"Ti senti fica, con un mitra in mano!!!?"
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: CioccolatoSin - Febbraio 20, 2011, 22:28:11 pm

Martin van Creveld, 56 anni, olandese di nascita ed israeliano per scelta da oltre trent'anni. Docente di Storia militare all'Università di Gerusalemme ed esperto di strategia di fama internazionale

Ma madri, figlie e mogli pagano comunque un prezzo alto quando si entra in guerra...

«Una singola donna che aspetta a casa il marito, o che bada ai suoi figli è più importante in guerra di mille segretarie in uniforme. Le donne sono molto importanti nelle guerre, ma non combatteranno mai come gli uomini».

Se fosse una donna non si sentirebbe umiliato dalle sue teorie?

«Sì, ma non sono una donna, dunque la questione non mi tocca. In guerra gli uomini muoiono per far vivere le donne. A volte mi piacerebbe avvenisse il contrario. Se fossero andate in Afganistan, sarebbero morte tutte. L'unico Paese nella Storia che ha imposto la coscrizione per le donne è Israele, ma neanche qui combattono, creano solo grane».


Adoro costui.
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: joani - Febbraio 25, 2011, 00:23:54 am
"Ti senti fica, con un mitra in mano!!!?"
LA GUERRA E AFFARE DI UOMINI E TALE DEVE RIMANERE SECONDO ME LE FEMMINE IMBRACCIANO IL MITRA NON X SUPERIORI IDEALI MA PER POTER ENTRARE IN UN "GIOCO" NEL QUALE GLI VIENE DATA LA POSSIBILITA DI UCCIDERE IL "NEMICO" (CHE TANTO X CAPIRCI SIAMO NOI MASCHI NEL SENSO DI GENERE) INFATTI SANNO CHE SE MAI SUCCEDESSE  NEL 99% DEI CASI IL BERSAGLIO SARA UN MASCHIO, E SOLO QUESTO IL LORO + RECONDITO E INCONFESSABILE PROPOSITO FINTANTOCHE IN QUESTA "ATTIVITA" SIAMO ANCORA NOI (UOMINI) IN MAGGIORANZA E A COMANDARE NON SAREBBE SBAGLIATO FAR CIRCOLARE IN OGNI AMBITO MILITARE (ALCAEDA COMPRESA) UNA NUOVA REGOLA (DELLE TANTE NON SCRITTE) CHE CODIFICANO LA GUERRA E IL COMBATTIMENTO (SIN DALLA NOTTE DEI TEMPI), E CIOE' "PRIVILEGIARE" LE DONNE IN ARMI, QUESTA VOLTA COME OBIETTIVO PERO' , DA DISCERNERE, RICONOSCERE, ISOLARE, ED ELIMINARE x PRIME, NON SOLO IN QUANTO NEMICO IN ARMI, MA IN QUANTO UN INTRUSO STRUTTURALMENTE ESTRANEO E INCOMPATIBILE CON L'ATTIVITA IN ESSERE, NON PREOCCUPATEVI LA COSA NON E CINICA COME SEMBRA IN FONDO PARLIAMO DI GUERRA E IN GUERRA NON CI SI LAMENTA SE SI RISCHIA LA PELLE.
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: fabriziopiludu - Febbraio 26, 2011, 00:59:59 am
Stai gridando!!?
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Red- - Febbraio 26, 2011, 14:17:02 pm
A volte un urlo ci sta bene.
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Stealth - Febbraio 26, 2011, 14:53:30 pm
Io manderei a combattere... gli uteri artificiali! :P
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: fabriziopiludu - Febbraio 26, 2011, 15:45:11 pm
LA GUERRA E AFFARE DI UOMINI E TALE DEVE RIMANERE SECONDO ME LE FEMMINE IMBRACCIANO IL MITRA NON X SUPERIORI IDEALI MA PER POTER ENTRARE IN UN "GIOCO" NEL QUALE GLI VIENE DATA LA POSSIBILITA DI UCCIDERE IL "NEMICO" (CHE TANTO X CAPIRCI SIAMO NOI MASCHI NEL SENSO DI GENERE) INFATTI SANNO CHE SE MAI SUCCEDESSE  NEL 99% DEI CASI IL BERSAGLIO SARA UN MASCHIO, E SOLO QUESTO IL LORO + RECONDITO E INCONFESSABILE PROPOSITO.



L'ho sempre detto io!!!! "La donna entra nell'Esercito solo per il piacere di fare del male all'uomo, e mandare le foto a casa con la scritta: "Ciao, mamma, guarda come mi diverto!!!"".

E l'O.N.U. permette che le donne sfoghino i propri sanguinari istinti bestiali
- e ha insistito coi Governi Statali per la chiusura delle "Case di Tolleranza"!!! L'O.N.U. è criminale antiuomo.

Non è fare del vittismo, essere fissati: è la realtà dei fatti!!!
Gli utenti del Forum "rifondazione Forumista hanno difficoltà a capirlo!
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: fabriziopiludu - Febbraio 26, 2011, 17:20:33 pm
In tutte le guerre, si fa un gran parlare - che scabbia!!!! - di donne stuprate, mentre su quanto subiscano gli uomini non viene detta una parola!!!
Sembrano dischi in vinile con la puntina che legge sempre la stessa spira: "la violenza dell'uomo sulla donna" - tac! "la violenza dell'uomo sulla donna" - tac! "la violenza dell'uomo sulla donna"....

Ricordate la frase di quella aspirante soldatessa: "Abbiamo due braccia per sparare, e un corpo per difenderci...", denota una forte prurigine maniacale!!!
E' un'animale: è lì, e non aspetta altro di essere mandata in missione... per dire, poi,...di essersi difesa!!!????
Loro sono da curare con potenti farmaci, non gli uomini che vogliono andare con la prostituta!!!!!
L'On. Mussolini confonde la patologia con la fisiologia!!!!!
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: fabriziopiludu - Febbraio 26, 2011, 17:57:03 pm
In quella serie di guerre civili chiamata "Rivoluzione Messicana", hanno combattuto pure le donne.
L'anno scorso, a México City, Parata Militare delle soldierwomen celebrante... le eroiche combattenti de la Revoluçion.... :sick: :sick: :sick: :mad: :mad: :ma

Durante la Revoluçion, erano vestite in codesto modo...
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: fabriziopiludu - Febbraio 27, 2011, 22:50:17 pm
E' la soldatessa che è un MAIALE!!!!
Ascolta solo i propri istinti!!!!!!!!!!
Ogni uomo - per lei - va bene per sfogarsi!!!!!! I MInistri della Difesa non si vergognano!!!!!!!!!!!!??????????????''
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: joani - Marzo 01, 2011, 00:31:21 am
Ricordate la frase di quella aspirante soldatessa: "Abbiamo due braccia per sparare, e un corpo per difenderci...", denota una forte prurigine maniacale!!!
E noi uomini (almeno alcuni/molti di noi) sono ancora prigionieri di dicktat comportamentali del tipo:
PRIMA LE DONNE E I BAMBINI, OPPURE IL PRECIPITARSI IN OGNI OCCASIONE A DIFENDERLE E TUTTE LE VARIANTI SUL TEMA CHE CI POSSONO ESSERE
DONNE, FIDANZATE, IN OGNI OCCASIONE C'E SEMPRE L'ISTINTO VERGOGNOSO PRONTO A SPESARLE,  TRASPORTARLE  CAPIRLE, ASSECONDARLE, GIUSTIFICARLE , ECC. ECC. PENSO CHE DOVREMMO DAVVERO COMINCIARE DA QUI CON IL LASCIARCI ALLE SPALLE UNA VOLTA X TUTTE QUESTI COMPORTAMENTI, E SE QUALCUNO ESITA PENSI SOLO AL "TITANIC" DOVE IL CORAGGIO SOVRUMANO DEGLI UOMINI DI SACRIFICARSI X LE PROPRIE DONNE E I BAMBINI HA OTTENUTO IN CAMBIO IL VIGLIACCO DISPREZZO DELLE STESSE DONNE PRONTISSIME A "SACRIFICARE" GLI UOMINI E SALVARE SE STESSE NELLE POCHE SCIALUPPE DISPONIBILI.
D'ORA INNANZI "PRIMA I BAMBINI SOLAMENTE" E + IN GENERALE VEDIAMO "CHIUDERE"X SEMPRE CON IL ROMANTICISMO E TUTTO IL SUO INSOPPORTABILE REPERTORIO OVUNQUE DALLE CANZONI AL GALATEO X CHI ANCORA CI CREDE
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: fabriziopiludu - Marzo 01, 2011, 11:55:01 am
Un noto Settimanale Italiano ha esaltato le soldatesse Italiane che armate con fucile col cannocchiale ai raggi infrarossi - per vedere anche di notte - fan il tiro a segno sugli uomini Talibani!!!!!!

Avete notato!!? Si incazzano se i bracconieri usano il fucile col cannocchiale per sparare ai camosci!!!!
E si esalta la donna che usi un fucile ancora più sofisticato per sparare agli uomini!!!!?

E' per questo che chiedano la ferma per ulteriori 2 anni: si divertono un mondo!!!!!!!!!
Divertente, nè, fare il tiro a segno sugli uomini!!! Cosa meriterebbero 'ste qua!!!!!!!??
Ma si pensa a quante viTTIME MASCHILI ABBIANO FATTO A TESTA!!!!!!!!??????????
E Elena di Pescia diceva: "Ma noi donne vi diamo anche piacere!!!"
Ma che ad affogarsi nel fiume Pescia!!!
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: joani - Marzo 20, 2011, 17:12:27 pm
Oggi l’attivita del militare richiede una applicazione fisica e mentale non + grande di quella di un normale impiegato, non servono + guerrieri, in spirito e corpo, che anzi vengono regolarmente stigmatizzati ed epurati dal sistema militare, io credo che questo sia un grosso errore di principio che pagheremo caro come societa e come componente maschile nella societa’
E questo il motivo x il quale ci troviamo (anche in questo settore) in spiacevole compagnia delle femmine, PRIMA quando l’esercizio militare era ancora concentrato sul “soggetto soldato” con la sua forza fisica e caratteriale, le femmine giravano al largo limitandosi a sabotare culturalmente questo ambito dall’esterno ( ricordate? obiezione di coscienza,  disarmo,  fate l’amore non la guerra, ecc ecc). Adesso x merito/colpa della tecnologia (maschile) si puo dire che un po tutto sia diventato realmente facile, non solo in ambito militare, pensiamoci un attimo: un moderno camion,  un carro armato un treno oppure un aereo non sono + quelli di un tempo come lo sfasato immaginario collettivo crede ancora , esempio: un  treno di oggi non e ‘ una locomotiva di ieri ( QUANTE  donne hanno condotto locomotive a vapore??) un veicolo pesante attuale e totalmente servoassistito (QUANTE donne avete visto usare intensamente trattori o camion di 30/40 anni fa)
Nella 2 guerra mondiale x cambiare marcia nei T34 russi si usava la mazza!!?? nei moderni aerei da combattimento poi “l’equipaggiamento” superfluo e diventato proprio il pilota (vedetevi tutta la vasta discussione avvenuta negli stati uniti sulla necessita o meno di includere un pilota nella prossima generazione di aerei da combattimento, le armi stesse sono diventate veramente facili da usare, pesano poco e anche quelle tendono a fare “possibilmente” tutto da sole ( vedetevi le previsioni sul soldato futuro) In sostanza abbiamo una situazione nella quale rispetto a un tempo e rimasta solo una paradossale cornice di espressioni e atteggiamenti marziali del tutto inutili quando il “lavoro sporco” lo fa la tecnologia, nella maggior parte dei casi e sufficiente schiacciare un bottone,  quanto coraggio credete che serva? Non a caso infatti adesso (solo adesso) sono arrivare anche loro (le femmine) dimostrando la intriseca vilta’ del loro genere.
E tutta una lercia questione mediatico culturale,  l’informazione stessa ha gia capitolato da tempo rispetto al “verbo” femminista e ovviamente anche questo argomento viene interpretato e “sparato” sui media secondo i dettami che vorrebbero le femmine soppiantare l’uomo anche sul fronte di battaglia, storicamente fucina di coraggio e valore, come se le battaglie si combattessero ancora all’arma bianca, una colossale mistificazione che la beota societa si beve x intero
Io credo  invece che nel settore della guerra ( giusto appellativo maschile ) e non difesa (appellativo femminile vigliaccoide) sia necessario x la sicurezza del paese, tornare a dotarsi di “materiale” umano tarato sulle guerre del passato il motivo e stato illustrato e studiato molto seriamente da studiosi del settore i quali hanno opportunamente fatto notare come nel caso di una guerra aperta tra stati o macroregioni continentali se si considera da un lato l’impatto in termini di materie prime costruzione,  tempo, e denaro che la sofisticazione dei mezzi attuali opera sul sistema industriale e il grado di “usura” che la guerra stessa fa sullo strumento militare, nessun sistema-paese e in grado di  produrre e rifornirsi di moderni mezzi bellici con la stessa velocita con la quale essi vengono “bruciati” in battaglia,  per fare un esempio si comincerebbe baldanzosamente con gli EF2000 eurofighter ma nel volgere di pochi mesi se la guerra continua finiremmo x produrre e usare in massa i vecchi g91, lo stesso vale un po in tutti i settori,  tutta la macchina bellica si riassesta via via su “standard” “all’indietro” x i quali e meglio un sistema d’arma comunque, che il nulla o il pochissimo Ecco perche non dobbiamo assolutamente transigere dall’avere almeno un nocciolo delle forze armate dotate di una componente umana volontaria che dia garanzie  di poter e voler combattere all’antica come stato e condizione di base sulla quale aggiungere poi tutto il resto.
Ecco la proposta: bisogna, (controcorrente rispetto all’andazzo generale) riattivare situazioni e ambienti militati realmente duri, e crudi : bisogna alzare di + l’asticella dei requisiti e delle prestazioni necessarie, bisogna che la FORZA FISICA non disgiunta dalla formazione, torni a essere discriminate e selettiva su tutto, circolano gia’ proposte (all’estero) che in questo senso vorrebbero istituire aree “franche” in senso sia fisico che legislativo nelle quali molte garanzie e diritti individuali siano apposta sospesi, e non applicati,  aree nelle quali lasciare alla “selezione naturale” sul campo il tirocinio e la preparazione del personale dove anche i rischi connessi siano accettati come parte del tutto.
Un modo grazie al quale raccogliere nella societa tutta quella “genia” di maschi (e c’e’ ne sono) che hanno dentro il fuoco sacro del guerriero e che in questa societa’ effeminata non sanno + come sfogare (pensate alle tifoserie negli stadi x esempio ) 
Le femmine “naturalmente” ci proveranno (mito del soldato jane) ma non sara’ necessario ricorrere alle norme x escluderle, bastera’ l’ambiente a dissuaderle, niente camerate o bagni separati e standard UNICI su tutto, le tutele e le coperture giuridiche poi sul loro stato di femmine si fermerebbero ai cancelli della base, state tranquilli che si perderanno tutte x strada. Io ricordo sempre a me stesso cosa scrisse una donna che segui il marito nella legione straniera partecipando indirettamente alle battaglie in indocina “la guerra (vera) E’ e SARA’ maschile,  ogni donna che volesse arrivare a tanto finirebbe alla fine x sacrificare se stessa e x smarrire il proprio essere.
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: fabriziopiludu - Aprile 29, 2011, 18:19:24 pm
http://dover.idf.il//IDF/English/News/Up_Close/2011/03/0901.htm (http://dover.idf.il//IDF/English/News/Up_Close/2011/03/0901.htm)

http://dover.idf.il/IDF/English/News/today/10/03/0304.htm (http://dover.idf.il/IDF/English/News/today/10/03/0304.htm)
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: misterxy - Aprile 29, 2011, 18:45:59 pm
http://www.cmrlink.org/womenincombat.asp

http://www.cmrlink.org/
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: poisonmind - Aprile 29, 2011, 20:51:43 pm
Pace non trovo, et non ò da far guerra;
 e temo, et spero; et ardo, et son un ghiaccio;
 et volo sopra ’l cielo, et giaccio in terra;
 et nulla stringo, et tutto ’l mondo abbraccio.
 
Tal m’à in pregion, che non m’apre né serra,
 né per suo mi riten né scioglie il laccio;
 et non m’ancide Amore, et non mi sferra,
 né mi vuol vivo, né mi trae d’impaccio.
 
Veggio senza occhi, et non ò lingua et grido;
 et bramo di perir, et cheggio aita;
 et ò in odio me stesso, et amo altrui.
 
Pascomi di dolor, piangendo rido;
 egualmente mi spiace morte et vita:
 in questo stato son, donna, per voi.

 :crybaby: :crybaby: :crybaby:

F. Petrarca
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: jorek - Aprile 29, 2011, 21:04:39 pm
Pace non trovo, et non ò da far guerra;
 e temo, et spero; et ardo, et son un ghiaccio;
 et volo sopra ’l cielo, et giaccio in terra;
 et nulla stringo, et tutto ’l mondo abbraccio.
 
Tal m’à in pregion, che non m’apre né serra,
 né per suo mi riten né scioglie il laccio;
 et non m’ancide Amore, et non mi sferra,
 né mi vuol vivo, né mi trae d’impaccio.
 
Veggio senza occhi, et non ò lingua et grido;
 et bramo di perir, et cheggio aita;
 et ò in odio me stesso, et amo altrui.
 
Pascomi di dolor, piangendo rido;
 egualmente mi spiace morte et vita:
 in questo stato son, donna, per voi.

 :crybaby: :crybaby: :crybaby:

F. Petrarca


in verità uno dei nostri nemici principali è il poeta aretino  :D :w00t: :hmm: :disgust:
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Guit - Aprile 29, 2011, 21:48:34 pm
...
Pascomi di dolor, piangendo rido;
 egualmente mi spiace morte et vita:
 in questo stato son, donna, per voi.
...

E' la seconda volta che lo cito in pochi giorni, ma più passa il tempo più la sua frase mi risuona in testa potente di virile liberazione (ste cose alla Guido Notari oggi suonano decisamente buffe).

Comunque. All'arte si risponde con l'arte:

<<Anch'io ho sofferto, ho sofferto come un cane: per quasi tre quarti d'ora>> Adolfo Celi

Non è confrontabile in sé con la poesia del Petrarca, ma inserita in un film capolavoro come quello, detta con quell'ironia seria e composta, perfettamente coerente col personaggio rappresentato.

Idillio. Musica per le mie orecchie

Mio sganciamento emotivo. Mia libertà.

Non le permetterò di rovinarmi l'umore e l'autostima per un tempo superiore ai 45 minuti. Mi riprendo le mie emozioni. Torno a volermi bene, mi guardo, mi osservo, mi chiedo se merito tutto ciò.

E mi rispondo di no. Deciso e forte.


Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Guit - Aprile 29, 2011, 21:50:20 pm
Scusate il breve OT.
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: fabriziopiludu - Luglio 12, 2011, 23:46:09 pm
Pamela Sabato

http://www.italiafghanistan.org/Opinioni.aspx?IDContenuto=1820 (http://www.italiafghanistan.org/Opinioni.aspx?IDContenuto=1820)

(http://www.cybernaua.it/fotonews/maxi/bignw002581201012101122.jpg)
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: fabriziopiludu - Luglio 20, 2011, 00:51:35 am
(http://www.playle.com/KDL/32150.jpg)

(http://www.movieposterbid.com/auctions/sale_194/sale_194_096.jpg)

tavolata quasi tutta vulva.
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Nemo90 - Agosto 05, 2011, 11:50:56 am
In seguito all'omicidio di Melania Rea e alla scoperta del segreto di Pulcinella che succedono cose sporche (per usare un eufemismo) in quella caserma, lo Stato Maggiore della Difesa ha ordinato ad un generale di corpo d'armata e a due colonnelli di condurre un'inchiesta su quattro argomenti:
1) Verificare la validità delle procedure di addestramento.
2) L'opportunità di concentrare in un unico sito l'addestramento del personale femminile.
3) Il controllo delle gerarchie sulle attività militari.
4) L'efficacia della catena di comando.

Il generale intervistato conclude con le solite ovvietà di rito, cioè che il problema non esiste le donne sono bravissime e cip e ciop, ma se hanno disposto un'inchiesta, è chiaro che il problema c'è ed è vasto. Nelle trascrizioni della magistratura, i caporali ammettono che era normale per loro congiacere con molteplici reclute consenzienti di ogni scaglione addestrativo.

Secondo me, l'Esercito vuole insabbiare tutto, affondare la barca con tutti i topi prima che scappino: speriamo non si finisca come in occasione della marcia su Pisa ai tempi della Folgore, in cui un generale andò a sgridare i soldati salvo poi dichiarare che, fosse stato giovane come ai bei tempi, ci sarebbe venuto pure lui, alla spedizione punitiva contro i rossi. La cosa finì a tarallucci e vino con il generale portato a braccia dalla truppa. Sentire un generale che dice: "Fossi stato giovane e aitante come ai bei tempi, e fosse stato il mio obice forte, sano e drizzabile, una fellatio me la sarei fatta fare pure io" sarebbe troppo.

Insomma, siamo la solita Italia.

(Articolo de La repubblica)
http://www.zeroviolenzadonne.it/rassegna/pdfs/ad270dcb7e68a37b5f399914981bc07f.pdf
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: fabriziopiludu - Agosto 06, 2011, 03:27:37 am
Le Caserme con le donne sono sempre state ricettacoli maleodoranti,
e focolai di di germi!

E' inutile "Striscia la Notizia" faccia orecchio da mercante!!!!
Dimostra solo di voler occultare!!!!!
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Nemo90 - Agosto 28, 2011, 01:28:51 am
Ecco che lo scandalo si allarga e s'infittisce. E guardate che stiamo parlando solo di quei casi che sfuggono alle maglie dell'omertà militare, se il mio intuito e la mia (limitata) esperienza di fatti militari (nonnismo etc.) non m'ingannano, questi sono solo sintomi minori di un Sistema ben radicato e decisamente diffuso.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/23/ufficiale-poco-gentiluomo-molesta-le-cadette-ma-non-subisce-punizioni-militari/153045/
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: JAROD72 - Settembre 09, 2011, 22:20:57 pm
L'altra sera parlavo con un mio conoscente che è maresciallo dell'esercito, gli ho chiesto cosa ne pensava dell'entrata delle donne nella vita militare, mi ha risposto che è un fatto positivo in quanto i militari maschi hanno iniziato ad avere più cura della propria immagine, del proprio look.

Mi sono cascati i maroni.


Molti uomini credono veramente in quello che dicono. Sono in buona fede.
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: JAROD72 - Settembre 09, 2011, 22:29:45 pm
Stasera a quarto grado stanno parlando del caso Parolisi come c'era da aspettarsi. La palombelli nota giornalai femminista è ospite anche in questa nuova serie, e a più riprese ancora come le ultime volte attacca Parolisi. Sin dall'inizio lo ha attaccato per motivi in realtà non solo di poca simpatia, ma anche di femminismo tra l'altro mal celato.

Si è attaccata al fatto che lui il giorno della scomparsa avesse i pantaloncini corti!!! Mamma mia che modo pettegolo di ragionare.
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: JAROD72 - Settembre 19, 2011, 12:50:57 pm
Omicidio Melania Rea: due impronte di donna nello chalet di Ripe di Civitella

Pubblicato: lunedì 19 settembre 2011 da Daniele Particelli


http://www.crimeblog.it/post/7607/omicidio-melania-rea-due-impronte-di-donna-nello-chalet-di-ripe-di-civitella




 
La difesa di Salvatore Parolisi, il militare arrestato con l’accusa di aver ucciso la moglie moglie Carmela Melania Rea, ha un asso nella manica, un dettaglio mai emerso che potrebbe attribuire l’omicidio della donna ad altre persone.
 
Si tratta di due impronte di donna impresse nel sangue trovate sul ballatoio di legno dello chalet di Ripe di Civitella, a pochi passi dal luogo in cui fu ritrovato il corpo di Melania. Ne parla Il Centro:
 

I due indizi sono blindati dalla procura che, per ora, glissa sulla loro importanza. Si trovano a Roma, in mano ai Ris, che stanno per inviare a Teramo la soluzione del mistero. Sono orme di un piede che misura 37 centimetri, massimo 38. Quindi molto più piccole del 43 del marito sott’accusa. Ma non sono impronte complete nel senso che chi le ha lasciate sul luogo del delitto camminava in modo accorto: quasi in punta di piedi. Ma si è tradito. Anzi si è tradita.


Questo particolare, insieme ai cinque capelli femminili trovati sul corpo e al DNA trovato sotto le unghie di Melania, potrebbe allontanare i sospetti da Parolisi.
 
Lo conferma il legale Valter Biscotti, che difende Parolisi insieme al collega Nicodemo Gentile:
 

Ci stiamo battendo affinché venga imboccata la vera pista. Se le impronte, i capelli e il dna sono femminili, e non appartegono alla vittima, vuol dire che c’è ancora molto da indagare per scoprire il vero assassino di Melania Rea.
 
Sulla questione è intervenuto anche il docente di genetica Emiliano Giardina, consulente della difesa di Parolisi:
 

Le indagini del Ris ci permetteranno di stabilire quando le due impronte sono state lasciate e, soprattutto, chi non le ha lasciate, cioè Parolisi. Sono sicuramente impronte non compatibili con l’indagato.
 
Le indagini proseguono.
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: JAROD72 - Aprile 20, 2012, 22:43:34 pm
Anche stasera sempre su quarto gradi si stanno dileggiando contro gli uomini col pretesto della commemorazione di melania uccisa lo scorso anno.

Un grande cartello recava una scritta contro la violenza delle donne, e la palombelli ha detto che molte donne vivono in un disagio e non riescono ad uscirne perché sono oppresse dai mariti. Un' altra giornalaia che credo scriva sul messaggero, non ne sono sicuro, ma è una nota femminista ha fatto discorsi affini alla femminista palllombelli.

La strumentalizzazione non ha fine.
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: in vino veritas - Aprile 21, 2012, 15:16:57 pm
Che pagliacciata le donne nelle forze armate! :doh:
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: JAROD72 - Maggio 04, 2012, 22:37:31 pm
Stasera la trasmissione della disinformazione QUARTO GRADO, ha dedicato l'intera puntata al femminicidio. Hanno citato i soliti dati, anche meluzzi alla fine ha ceduto adeguandosi alla linea del femminicidio. Un pagiaccio il meluzzi come tutti gli altri. Meluzzi da me fino a poco tempo fa era difeso perché lo credevo serio, invece è come gli altri. D'altra parte uno che partecipa in trasmissioni del genere, dopo che il predentatore lo ha reguardito più volte cosa può essere.
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Peter Bark - Maggio 04, 2012, 22:54:18 pm
Femminicidio?
non usate questo termine per favore,è leviso verso me e verso tutti gli uomini che non non sono coinvolti nel progetto di sterminio del genere femminile.
oppure se lo riconoscete abbiate abbastanza coraggio di parlare pure di maschicidi,ammettendo chè é un complotto ordito dalle donne per sterminare il nostro genere.
il femminicidio non porta alcun vantaggio a noi uomini,il maschicidio tramato alle nostre spalle consente a queste schifose di sputarci continuamente veleno addosso stando comodamente sedute nelle case che noi coglioni gli abbiamo costruito e che continuiamo a costruirgli.Nelle capanne dovrebbero tornare.
questa Palombelli,e decerebrate simili,andrebbero denunciate per continua diffamazione verso me e verso tutti voi uomini.
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: JAROD72 - Maggio 04, 2012, 23:22:52 pm
Femminicidio?
non usate questo termine per favore,è leviso verso me e verso tutti gli uomini che non non sono coinvolti nel progetto di sterminio del genere femminile.
oppure se lo riconoscete abbiate abbastanza coraggio di parlare pure di maschicidi,ammettendo chè é un complotto ordito dalle donne per sterminare il nostro genere.
il femminicidio non porta alcun vantaggio a noi uomini,il maschicidio tramato alle nostre spalle consente a queste schifose di sputarci continuamente veleno addosso stando comodamente sedute nelle case che noi coglioni gli abbiamo costruito e che continuiamo a costruirgli.Nelle capanne dovrebbero tornare.
questa Palombelli,e decerebrate simili,andrebbero denunciate per continua diffamazione verso me e verso tutti voi uomini.


Esatto ma il problema che inizialmente la trasmissione aveva un taglio diverso. Niente saccenti da studio, trattava solamente due temi a serata e neppure malaccio. Poi dopo il caso scazzi lentamente ha cominciato a cambiare e a divenire sempre più femminsita fino a raggiungere il culmine dei nostri giorni.  L'indice d'ascolto dopo il caso scazzi e di yara è diminuato e ultimamente non ha più raggiunto i livelli dei due casi mediatici.

Con parolisi poi, la palombelli è completamente impazzita ed è stato un crescendo di trattamento di femminicidio senza fine. Hanno chiamato poi giusi fasano giornalaia del corriere della sera, che ha detto che le donne di mafia sono più coraggiose degli uomini e discorsi insomma di superiorità. Poi l'avvocatessa divorzista che è anche parlamentare ma non è la bongiorno. Insomma un odio senza fine.
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Peter Bark - Maggio 04, 2012, 23:32:31 pm
ma io questa femminista di Palombelli è da parecchio che la vedo buttar letame contro gli uomini,in varie trasmissioni.Non solo da quando c'é Quarto Grado.
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Alberto86 - Maggio 05, 2012, 05:17:13 am
Che pagliacciata le donne nelle forze armate! :doh:

Per non parlare di quella nei corpi di polizia e di vigilanza  :rolleyes:



Guardate qui l'ANSA che foto ci piazza sulla notizia del 151esimo anniversario dell'esercito

(http://i47.tinypic.com/311rl2q.jpg)

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/05/04/-Festa-151-anni-Esercito-Napolitano_6814676.html



Un'altro ennesimo sputo a tutte le morti maschili nonchè un insulto al lavoro ed ai sacrifici maschili.
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: JAROD72 - Giugno 01, 2012, 23:33:12 pm
Stasera ancora su quarto grado parlano male ovviamente degli uomini. Ospite c'è la scrittrice sveva casati modignani, nota femminista dell'odio che si è distinta per la sua foga contro misseri, in quanto uomo, assolvendo le due streghe.

Che schifo la tv di oggi, la mentalità femminista si è diffusa capillarmente in ogni singolo aspetto di qualunque programma, senza lasciare spazio a chi non la pensa così. Io parlo di questa trasmissione perché è l'unica che ancora guardo, anche se nel frattempo faccio altre cose.
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: fabriziopiludu - Giugno 08, 2012, 04:16:29 am



 
Per non parlare di quella nei corpi di polizia e di vigilanza  :rolleyes:

 e nello Sport,abbiamo detto
 
(http://cent.ans.free.fr/pj1903/pj67708111903.jpg)


 
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: JAROD72 - Giugno 15, 2012, 22:31:22 pm
Stasera che è l'ultima puntata d'estate di quarto grado è stata invitata daniela poggi, ha detto di battersi da diversi anni per le donne contro la violenza domestica. Lei come in genere usano diverse femministe ha affiancato nella violenza anche i bambini. E' una tattica in genere per coprirsi le spalle e non puntare solo in una unica direzione.

Adesso si occupa anche di una linea di telefono rosa, tanto per cambiere.


Lei non crede che la moglie del dinamitardo di brindisi avesse riconosciuto il marito. Ha detto che poteva anche saperlo come anche no. Che grande risposta illuminante.


La puntata è l'ennesima dedicata alle donne contro la violenza femminile.
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: JAROD72 - Novembre 09, 2012, 21:58:03 pm
Tanto per cambiare stasera sempre su quarto grado, la puntata è dedicata alle donne vittime dee soprusi maschili.

Nella puntata di stasera parlano della giovane 16 enne federica mangiapelo, la ragazza trovata morta ad anguillara.  Lo studio è colpevolista verso il ragazzo, accusato come sempre di essere violento tanto che i genitori di lei lo avevano segnalato, ma lei ne era profondamente innamorata.

Nello studio la femminaia palombelli ha puntato il dito contro il ragazzo, così come la saccente cinzia tani, che però dopo averlo colpevolizzato ha detto che secondo lei la ragazza è morta accidentalmente.

La tani ha offerto dei parametri standar che di solito un innamorato non fa con la sua ragazza, come se lei fosse nella sua testa. I suoi parametri devono valere per la pluralità. Insomma in studio nessuno a parte il meluzzi ha fornito un a teoria alternativa. Per meluzzi potrebbe esserci di mezzo una setta satanica perché lui parla di croci ritrovate e la ragazza potrebbe essere morta per soffocamento autoerotico.

In studio tutti increduli.

Vedrò di postare i video quado saranno disponibili.
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: fabriziopiludu - Marzo 25, 2013, 01:42:17 am



 
:sick: 
http://www.riviera24.it/articoli/2012/01/23/125716/caso-borea-un-grazie-a-tre-donne-arianna-rovetto-maria-paola-marrali-e-maria-grazia-leopard-


 
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: JAROD72 - Marzo 25, 2013, 18:40:43 pm
http://www.video.mediaset.it/video/quarto_grado/full/379957/puntata-del-22-marzo.html



Puntata del 22 marzo

Il caso SArah Scazzi, l'omicidio di Chiara Poggi, la scomparsa di Emanuela Orlandi e l'appello per Chico Forti.

Qunado gode il cronista sottile nel dare le notizie.
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Mercimonio - Marzo 25, 2013, 20:20:36 pm
ma se gli uomini sono realmente cosi' pericolosi perche' cazzo le donne non se ne stanno lontane e non prendono precauzioni draconiane ?

siamo al ridicolo, come se si discutesse all'infinito sul perche' i ladri si ostinano a continuare a di rubare.

se davvero ci sono tutte ste violenze, la soluzione logica che le donne non vadano in giro da sole, specie di notte poi, che non si ubriachino in discoteca, che non si vestano da mignotte, etc etc

e invece solo brave a incolpare gli uomini (tutti !).
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Vicus - Marzo 25, 2013, 23:28:32 pm
Vadano pure a fare le soldatesse, così saranno troppo occupate per inguaiare altri uomini.
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Mercimonio - Marzo 26, 2013, 08:50:27 am
non saprei.
con le leggi attuali basta molto poco per una soldatessa per denunciare qualcuno per molestie o anche solo violenza verbale.

Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: fabriziopiludu - Marzo 26, 2013, 11:30:30 am



 In "Un Medico in famiglia" lodano la BRUTALITA' delle donne Capitano delle Guardie di Finanza.


 
Titolo: Re: Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: joani - Novembre 22, 2015, 17:01:11 pm
[Anch'io ho fatto il militare a suo tempo e su questo mi sono fatto una mia personale opinione
il combattimento con la vita come posta in gioco e da sempre prerogativa maschile credo che la cosa sia scritta a livello biologico nel maschio (che sia tale) Ogni uomo produce la sua quota di violenza potenziale che poi sfoga nello sport nel lavoro e ..... in guerra e sempre stato cosi e la cosa e ampiamente dimostrata anche in natura tra gli animali, attenzione.... questo comportamento (al di la dei giudizi morali) e proprio del maschio nel senso di genere
ogni intromissione come quella delle femmine (che ne sono prive) nelle forze combattenti e 
una specie di corto circuito a danno della coesione e del cameratismo che si sviluppa nella sua forma + nobile solo tra maschi ogni femmina per il solo fatto di esserlo distrugge questo delicatissimo valore aggiunto in quanto portatrice sana di "figa" rappresenta il + deleterio e distruttivo "diversivo" o distrazione capace di rammollire intere caserme, che non a caso sono diventate come dei campus universitari con tutti gli annessi e connessi che conosciamo
un maschio proprio per questi atavici motivi e titubante a impegnarsi in combattimento con una donna perché siamo ancora prigionieri  di tabu che di fatto ci legano le mani e nel frattempo come si comportano loro (le donne) hanno capito questo e grazie alla classe politica e militare fatta di autentici fessi e + in generale al politicamente corretto progressista (leggi femminista) si arruolano in massa consapevoli che una volta entrate il "fortino" crollerà,  quanti uomini (veri) militari convinti
si farebbero comandare da una femmina (io mi congederei subito) la verità e che loro (le donne)
si arruolano per fare la loro guerra personale che è contro i maschi non per servire la patria e menate varie.
e se poi c'e' da sparare quale soddisfazione maggiore sapere che nel 100% dei casi si sparera' e si ammazzerà un maschio.   
   
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Frank - Novembre 22, 2015, 17:41:28 pm
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=15054166&st=30
Citazione
ventiluglio
view post Inviato il: 12/3/2007, 18:08    


Citazione
CITAZIONE (Mustela_Erminea @ 11/3/2007, 20:54)
Se nelle forze armate USA, che sono le forze più operative del mondo, si è risposto no a tutte quelle domande arruolando centinaia di migliaia di donne e spedendone decine di migliaia al fronte, è evidente che non lo si è fatto per fare un piacere a qualche femminista idiota.
Forse sotto c'è qualche ragione più concreta ed obiettiva.

Le cose non stanno proprio così.

Negli USA (come in UK) le soldatesse sono esplicitamente escluse dai ruoli cosiddetti di "close combat" (cioè in pratica di "combattimento").
C'è stato e c'é in atto un tentativo di eliminare questi vincoli con escamotage (ridisegnando ad esempio l'architettura delle brigate di combattimento ed aggregandovi - in situazioni di basso rischio operativo - plotoni "logistici"), ma al momento tali vincoli sono ben rispettati.
Nessuna, dico nessuna di quelle soldatesse (meno del 2% del totale) morte in Iraq è morta in azioni di combattimento.

http://www.cmrlink.org/womenincombat.asp
http://www.cmrlink.org/

Ma l'esclusione femminile, anche ipotizzando una eguale prestanza ed efficienza bellica di una donna (tutta da verificare dal momento che le "soldato Jane" sono delle favole che risultano improbabili anche se raccontate dai migliori registi di Hollywood), è motivata da almeno altri due aspetti:
- la presenza di donne in situazioni di rischio distrae e disarticola i cosiddetti "male bond" (legami maschili) che sono alla base della compattezza e saldezza morale dei reparti sottoposti allo stress di combattimento. L'istinto cavalleresco maschile (che essendo un istinto e ben poco razionalizzabile) porta inevitabilmente il soldato maschio a sacrificarsi per la soldatessa femmina, anche a detrimento del risultato operativo complessivo che si vorrebbe raggiungere.
- la possibilità che delle soldatesse cadano nelle mani di un nemico VERAMENTE cattivo e spietato, getterebbe nel panico la pubblica opinione, con risultati devastanti. Si pensi alla cagnara mediatica originatasi in Occidente ai tempi della cattura della maestrina dell'Illinois, Jessica Lynch, finita per sbaglio fuori strada, in mano al nemico: Per liberarla sono state impegnate forze, soldi ed energie assolutamente spropositate.
Un "esercito di Jessica Lynch" rappresenterebbe una sicura rovina per qualunque nazione.

E' altresì vero che eserciti solo maschili sono sempre esistiti, hanno funzionato e funzionano benissimo per quello che devon fare.
Eserciti solo femminili non sono mai esistiti, sono semplicemente improponibili perché non funzionerebbero.
E' così difficile capire che questa asimmetria ha dei validi fondamenti antropologici e che - tecnologia o meno - è folle non tenerne in debito conto?
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Frank - Novembre 22, 2015, 17:49:12 pm
http://www.cmrlink.org/content/home/37709/marines_set_sound_priorities_survivability_and_lethality_in_battle

Citazione
Marines Set Sound Priorities: “Survivability and Lethality” in Battle
October 13, 2015
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CMR Analyzes USMC Women in Combat Research Data: Part II

After four years of comprehensive Marine Corps research, results clearly show that the case for women in direct ground combat still has not been made.  In fact, tests have produced highly credible, reality-based, empirical data that discredits theories about gender equality in the combat arms.

This is the unmistakable message conveyed in a significant memorandum signed by Brig. Gen. George W. Smith, Jr., Director of the Marine Corps Force Innovation Office at Quantico, VA, which the Center for Military Readiness has analyzed here:

Interim CMR Special Report – Part II, Section A

U.S. Marine Corps Research Finding: Where Is the Case for Co-Ed Ground Combat?

General Smith’s 14-page August 18, 2015, memorandum to the Commandant of the Marine Corps, released with 19 additional pages, included consequential facts and empirical data resulting from Ground Combat Element Integrated Task Force (GCEITF) operations at Marine bases on the west coast.  For nine months, the task force conducted professionally-monitored field exercises designed to analyze direct ground combat units such as the infantry, armor, artillery, and Special Operations Forces. 

Researchers from the University of Pittsburgh worked with GCEITF officials to scientifically measure the individual physical capabilities and unit performance of hundreds of male and female volunteers divided into units.  Some teams remained all-male, while others were integrated with female volunteers who qualified by meeting the same physical requirements as the men.


In a presentation to the Defense Advisory Committee on Women in the Services (DACOWITS) on September 18, 2014, Marine Col. Anne Weinberg, Deputy Director of the Marine Corps Innovation Office, noted that the “purpose-built” task force was designed to test a simple Research Study Hypothesis that would be tested via operational evaluations: “[A]n integrated unit under gender-neutral standards will perform equally as well as a gender-restricted unit."

To qualify for participation, both men and women had to meet the same minimum standards for men in physical fitness (PFT) and combat fitness tests (CFT).  Far from being “average,” the female task force volunteers were exceptionally strong and well-prepared to succeed.

Despite positive expectations, task force data and findings failed to prove the hypothesis.

Quoting briefing slides accompanying the Smith memo, “All-male task force teams outperformed their mixed-gender counterparts in 69 percent (93 of 134) ground combat tasks. . . .[Physical differences were more pronounced in] “specialties that carried the assault load plus the additional weight of crew-served weapons and ammunition.”

In addition, women suffered injuries at rates double those of men, and enlisted women who successfully completed training at the Infantry Training Battalion suffered six times more injuries than men.

As stated in the Smith memo and findings, factors such as “speed and tempo, lethality, readiness, survivability, and cohesion [are] critical components to fighting and winning in direct ground combat.”  In this environment, “speed is a weapon.”

Survivability and lethality -- two factors that the Marines identified as most important for successful accomplishment of ground combat missions -- define the very purpose of the Marine Corps.  It matters, therefore, that “[G]ender-integrated teams, squads, or crews demonstrated, with few exceptions, degraded performance in the time to complete tasks, move under load, and achieve timely effects on target as compared to all-male teams, squads, or crews.”

These results are not anomalous: Numerous research projects conducted by United States researchers and by the British Ministry of Defence have produced similar findings that reflect physical realities, not theories.

As reported in this CMR Policy Analysis, British gender-integration research pointed to “a reduced lethality rate [among women], in that combat marksmanship degrades as a result of fatigue when the combat load increases in proportion to body weight and strength.”  The Israeli Defense Force (IDF) also decided recently to keep their armored units all-male.

In addition, U.S. Army Medical Command documents, which CMR obtained via FOIA, revealed injury rates among women averaging twice those of men.  These are physical realities that cannot be ignored or mitigated, even with extra training and conditioning.

Mabus vs. the Marines

For Navy Secretary Ray Mabus, facts cease to be facts if they are not politically correct.

In a September 14 speech, Secretary Mabus announced that he would disregard the best professional advice of the U.S. Marine Corps on a serious matter affecting all servicemen and women.  (See CMR: Memo to Secretary Mabus: Marine Lives Matter.)

Mabus faulted the Marines for “presupposing” results, and other critics accused them of resistance to cultural change.  The truth is that Marine leaders are showing resistance to high risks and loss of many lives when flawed social policies are imposed on the military.

Without any empirical evidence, Mabus claimed that assigning women to direct ground combat units that attack the enemy would not reduce the fighting units’ effectiveness.  “In fact, said Mabus, “I think they will be a stronger force because a more diverse force is a stronger force.”  If this were true, the Naval Academy would put women on the football team.  Navy doesn’t do that because they want to Beat Army.

The racial argument often used by women-in-combat advocates falls apart upon closer examination.  The 1992 Presidential Commission on the Assignment of Women in the Armed Forces found that Title VII of the 1964 Civil Rights Act does not apply to the military.  The armed forces took the lead in addressing irrational prejudice, many years before the law took effect in the civilian world.

The 1948 Executive Order of President Harry Truman was issued primarily for reasons of military necessity, not equal opportunity.  Racial minorities often excel in military environments, where lives depend on physical readiness for combat.  Defense Department reports also have consistently shown that women are promoted at rates equal to or faster than men.

Nevertheless, in 2011 the Pentagon-endorsed 2011 Military Leadership Diversity Commission (MLDC) recommended that women be made eligible for direct ground combat assignments to promote careers, not military effectiveness.  The MLDC philosophy advocates for group rights and conscious discrimination in pursuit of “gender diversity metrics,” another name for quotas.  Former Joint Chiefs Chairman Adm. Mike Mullen called this philosophy “diversity as a strategic imperative.”

This mindset explains why, in 2009, then-Army Chief of Staff General George Casey, Jr. expressed concern that the Fort Hood rampage of Major Nidal Hasan might set back the Army’s efforts to achieve ethnic/religious diversity.  “A diverse Army,” said Casey, “gives us strength.  And as horrific as this tragedy was, if our diversity becomes a casualty, I think that’s worse.”

We live in a dangerous world, but potential adversaries such as Russia, North Korea, ISIS, or Iran have no interest in “gender diversity.”  Dominance and winning in battle are their primary goals.  Pentagon officials who assign higher priority to “gender diversity” are endangering national security as well as letting down the troops.

Since the Marines did not give Secretary Mabus the results he wanted, he wrote a Washington Post op-ed faulting the USMC task force findings for evaluating “averages,” as if the women involved were less prepared than the men.  The op-ed insulted task force participants and betrayed a fundamental misunderstanding of statistical analyses.

Contrary to Secretary Mabus’ insinuations, female task force participants were above-average in strength and preparation going in, and they received full support from the men who volunteered to participate.  In this context “average” represents a data point derived from the performances of multiple persons.

It would not make sense to make policy based on the best individual performance out of 400, or the weakest.  Secretary Mabus, apparently, doesn’t understand this.

Who Will Decide?

It is not known what then-Commandant General Joseph Dunford, who is now the Chairman of the Joint Chiefs of Staff, recommended to the Secretary of the Navy and Defense Secretary Ashton Carter.  News reports have suggested that General Dunford privately requested exceptions for some ground combat units, and supported his recommendations with solid research data.

During a September 30 news conference, Secretary Carter promised to carefully consider the “quality” and “fact-based analysis behind the recommendations” that military service leaders will submit to him and to Joint Chiefs Chairman Dunford by the end of October.  If Carter is sincere in this intent, he will respect requests for exceptions to policies due to go into effect in January 2016.

There is no justification for Secretary Carter to disregard the best professional advice of the U.S. Marine Corps, especially since none of the research done since 2012 has made the case for ordering women into the combat arms.  General Smith recognized what is at stake in his memorandum:

“Those who choose to turn a blind eye to . . . immutable realities do so at the expense of our Corps’ warfighting capability and, in turn, the security of our nation.”

* * * * * *

 The Center for Military Readiness, founded in 1993, is an independent public policy organization that reports on and analyzes military/social issues.  Additional information on this topic is available elsewhere on this website:

    CMR Policy Analysis: Co-Ed Combat Tests Hazardous to Women’s Health

    CMR Policy Analysis: New British Report Shreds Case for Women in Ground Close Combat (GCC)

    CMR: Israeli Defense Force Decides: Armored Tanks Will Stay All-Male

    Interim CMR Special Report, Sept. 2014,U.S. Marine Corps Research Findings: Where Is the Case for Co-Ed Ground Combat?  -- Executive Summary
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Frank - Novembre 22, 2015, 17:59:17 pm
http://www.cmrlink.org/content/home/37708/memo_to_secretary_mabus_marines_lives_matter

Citazione
Memo to Secretary Mabus: Marines Lives Matter
September 23, 2015
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The following op-ed by CMR President Elaine Donnelly was published in the Washington Times Commentary section under the title Marines Lives Matter (Sept. 15, 2015)

Navy Secretary Ray Mabus has announced his intent to disregard the best professional advice of the Marine Corps.  Not on a minor issue, like buying helicopters.  This is about “gender diversity” mandates that could cost lives in land combat missions involving national security.

In 2012, the Marines initiated scientific research on the physical and operational consequences of assigning women to combat arms units such as infantry, armor, artillery, and Special Operations Forces.  At the point of the bayonet, these units attack the enemy with deliberate offensive action.

Hundreds of male and female Marines volunteered for nine months of tests with the Ground Combat Element Integrated Task Force.  During field exercises simulating ground combat, University of Pittsburgh experts used body-monitoring and other scientific methods to gather empirical data reflecting actual experience, not theory.

A recently-released summary reported that all-male task force teams outperformed their mixed-gender counterparts in 69 percent (93 of 134) ground combat tasks.  For Secretary Mabus, however, facts stop being facts when they aren’t politically correct.

Mabus, apparently, doesn’t care whether physical differences were more pronounced in “specialties that carried the assault load plus the additional weight of crew-served weapons and ammunition.” Individual combat arms soldiers often carry burdens exceeding 100 pounds on their backs.

None of this matters to “gender diversity” advocates whose priorities differ from the task force’s primary consideration: “combat effectiveness of Marine ground combat units.” As the report states, factors such as “speed and tempo, lethality, readiness, survivability, and cohesion [are] critical components to fighting and winning in direct ground combat.”

In this environment, “speed is a weapon.”  It matters, therefore, that “All-male infantry crew-served weapons teams engaged targets quicker and registered more hits on target as compared to gender-integrated [counterparts.]”

These findings reinforce a report that the British Ministry of Defence produced last December.  British gender-integration research pointed to “a reduced lethality rate [among women], in that combat marksmanship degrades as a result of fatigue when the combat load increases in proportion to body weight and strength."

Because men have ten times more androgenic hormones, which determine muscle size and power, not a single study has shown that training can overcome significant load-carriage and endurance gaps between men and women.  Lives and missions depend on these factors.

The Marines’ second research consideration was the health and welfare of each individual.  Debilitating injuries detract from career success as well as combat effectiveness.  It matters, therefore, that during the task force assessment, women’s musculoskeletal injury rates were more than double those of men (40.5% and 18.8%, respectively).

These findings mirror Army Medical Command data obtained under the Freedom of Information Act.  In tests with artillery and armor units in 2013 and basic combat training since 2010, women’s injury rates averaged twice those of men.

The task force summary reports that in earlier tests at the Marine Corps’ Infantry Training Battalion for enlisted personnel, females were injured at more than six-times the rate of their male counterparts.  Do we really need to increase the number of female disabled veterans?

Only two women out of two dozen completed task force infantry exercises.  Comparable attrition during a war, plus predictable medical conditions and pregnancy, would leave fighting units short-handed, dangerously exposed to hostile fire, and less capable of taking the fight to the enemy.

Secretary Mabus can’t handle these truths.  Failing to recognize irony in his insult, Mabus criticized male Marines for “presupposing” the outcome of the study.  Perhaps the Secretary did not get the memo from Marine Lance Corporal Chris Augello.

According to Marine Corps Times, Cpl. Augello started out believing that women should get a shot at the infantry if they could meet existing standards.  Months later, Augello submitted to officials a 13-page memo explaining why he changed his mind.

In his light armored vehicle platoon, Augello reported, discipline broke down, noncommissioned officers hesitated to hurt junior women’s feelings with corrections, and male/female emotional entanglements were distracting.  Others reported resentment of perceived unequal treatment, which broke down unit cohesion.

While rescuing a 200 pound “casualty” out of a vehicle turret, Augello injured his back compensating for smaller-framed, less-capable women.  A four-woman team struggled but failed to move the heavy dummy. When Augello was paired with a short male Marine smaller than some women, the man’s inherent muscle strength made a significant difference.

Cpl. Augelo concluded that the “female variable in this social experiment has wrought a fundamental change [that is] sadly for the worse, not the better.”

Two female soldiers who passed Ranger School deserve respect, but their success does not cancel voluminous Marine research from boot camp to the elite infantry officer course.  Critics demand analysis of individual capabilities, but Marine Training and Education Command (TECOM) already conducted “proxy tests” during 2013.  Twenty-eight percent of women, compared to 1 percent of men, could not lift a 95-pound artillery round and carry it 50 meters in 2 minutes.

Would Secretary Mabus order Navy SEALs to conduct HALO (high-altitude, low-opening) missions with parachutes known to fail 28% of the time?  If not, Mabus and other policy makers should stop putting defense of a political position ahead of defense of our country.

* * * * * *

The Center for Military Readiness, founded in 1993, is an independent public policy organization that reports on and analyzes military/social issues.  Please consider making a generous contribution to CMR by clicking on the easy-to-use, secure website, linked here.  Readers also can help by sharing this article and “liking” the CMR Facebook page. 
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Alberto1986 - Novembre 22, 2015, 18:02:10 pm
In questi giorni sui tg stanno continuamente scorrendo immagini di tutte le principali polizie europee. Ogni tanto inquadrano gruppi di poliziotti che pattugliano le principali piazze europee e tra questi gruppi ogni tanto ne salta fuori qualcuno composto anche da qualche nanerottola di 1 metro e 50 (o poco più) vestita in tenuta da forze speciali, in atteggiamento da action-man e con tanto di coda di cavallo che fuoriesce dal basco. Sinceramente non so davvero che diamine di sicurezza dovrebbero garantire queste scimmiotta-uomini e non so come diavolo possa esistere gente che non prova un senso del ridicolo nel solo guardarle.  :sick:
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Frank - Novembre 22, 2015, 18:13:09 pm
Alberto86
Citazione
Sinceramente non so davvero che diamine di sicurezza dovrebbero garantire queste scimmiotta-uomini e non so come diavolo possa esistere gente che non prova un senso del ridicolo nel solo guardarle.

Me lo chiedo anch'io.
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Massimo - Novembre 22, 2015, 18:52:39 pm
Qualcuno ha da postare un rapporto sulla situazione esistente nell'esercito israeliano dove il servizio militare obbligatorio per le
donne esiste da decenni? Sarebbe interessante, dal momento che la leva femminile israeliana è quella meno recente di tutte.
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Frank - Novembre 22, 2015, 20:17:11 pm
Questo l'ho trovato su U3000.

Citazione
Uomini e donne in Israele devono prestare servizio per lo stesso numero di anni? In teoria, quasi: gli uomini per tre anni, le donne per due. In pratica, però, gli uomini israeliani prestano servizio per una media di tredici anni prima di raggiungere i 54 anni, età in cui non possono più essere richiamati; le donne prestano invece servizio per meno di due anni. Perché? Innanzitutto perché solamente il 50 per cento delle donne è richiamato (contro il 90 per cento degli uomini). In secondo luogo, una madre israeliana non può essere costretta a prestare servizio per oltre due anni; i padri israeliani, invece, sì. In terzo luogo, anche in tempo di pace l'uomo israeliano - che sia padre o no - è tenuto a prestare servizio due mesi all'anno (dopo il periodo minimo di tre anni) fino all'età di 54 anni. Una madre non viene richiamata, e le donne senza figli devono soltanto tenersi a disposizione. Quarto, in tempo di guerra soltanto gli uomini prestano servizio finché è necessario.

Pure questo.

http://www.uomini3000.it/401.htm
Citazione
Martin van Creveld    

vancreveld.jpg

 

GERUSALEMME - Un insolito miscuglio di attestati militari e libri sulle donne distingue il piccolo studio quadrato di Martin van Creveld, 56 anni, olandese di nascita ed israeliano per scelta da oltre trent'anni. Docente di Storia militare all'Università di Gerusalemme ed esperto di strategia di fama internazionale, van Creveld dalla sua casa di Mevasseret Zion, guida una solitaria battaglia contro il suo nemico giurato: le donne. E´uno dei pochi temi che in queste settimane riesce a distogliere Israele assediata dal terrorismo dei kamikaze palestinesi. Con alle spalle i diplomi ricevuti a Quantico, in Virginia, dalla Scuola del Corpo dei Marines e sulla scrivania una bandiera del Sol Levante dipinta a mano, van Creveld svela i motivi della sua crociata contro le donne, illustrando il contenuto del prossimo libro (uscirà in francese) dal titolo chiaro e provocatorio: Il Sesso Privilegiato.

Professore come si sente ad essere definito il nemico pubblico del sesso femminile?

«Sono il più grande maschilista di Israele. Le mie tesi danno fastidio, perché sfidano tabù radicati in tutto l'Occidente. Hanno provato ad accusarmi di molestie sessuali, a spiarmi con microfoni durante le mie lezioni. Ma non hanno trovato niente, solo le mie idee».

Perché un esperto di strategia militare come lei ha dichiarato guerra alle donne?

«Sono uno studioso di Storia militare dall'inizio degli anni Settanta. E´una materia che ha poco a che fare con le donne: Clausewitz nelle 863 pagine della sua "bibbia" non le menziona mai. Dieci anni fa iniziai a interrogarmi su questo. Mi chiesi come era possibile discutere della guerra senza tener presente metà dell´umanità».

Che rapporto c'è fra le donne e la guerra?

«Le donne non hanno mai avuto un ruolo nelle guerre: dopo secoli di assenza dagli eserciti, negli ultimi decenni le italiane o le americane hanno cominciato ad arruolarsi. Solo quando si passa dalla guerra convenzionale alla guerriglia, sia nel caso della Seconda Guerra Mondiale che delle kamikaze palestinesi, il loro numero cresce sensibilmente. Per la guerra le donne non esistono. Nessuno nella tradizione militare si è mai posto tali domande, io l'ho fatto. Ho iniziato a studiare, fare ricerche, ho scritto Uomini e Donne in Guerra. La risposta all'assenza delle donne dalla guerra mi è venuta dallo studio del rapporto fra sessi, di cui parlerà il mio libro, "Il sesso privilegiato"».

Perché considera le donne il sesso privilegiato?

«Le donne sono più deboli nel fisico e nella capacità di competere e, al contrario di quanto afferma la propaganda femminista, l'intero meccanismo della nostra società è un tentativo di compensarle per la loro debolezza: se dovessero cimentarsi con gli uomini infatti soccomberebbero e l'umanità avrebbe fine». ….

Teoria a parte, può fare degli esempi concreti di privilegi femminili nella società?

«Gli esempi sono infiniti. Tanto per cominciare, dalle donne si esige meno che dagli uomini. Lo stesso comportamento che porta alla punizione per un bimbo diventa abbraccio di consolazione per una bambina. Il matrimonio è una forma di protezione per le donne, perché geneticamente una lei può avere solo un numero limitato di figli, mentre lui può avere molti figli da più donne. Sul lavoro la musica non cambia: dall'inizio della Storia, l'uomo ha lavorato più duramente e intensamente delle donne, per il motivo che se si richiedono ad una donna i ritmi di un uomo, va incontro ad un collasso. Poiché le donne non lavorano quanto gli uomini, l'intera società può essere letta come un sistema di trasferimento di risorse dagli uomini alle donne. Il novanta per cento di quanto accumulato dagli uomini viene speso dalle donne, basta guardarsi in casa per averne la prova. Altro esempio, la beneficenza: se guardiamo la Storia di Paesi come l'Italia e la Francia, ci accorgiamo che è sempre stato più facile per le donne anziché per gli uomini ricevere della beneficenza. Specialmente se chiedono le elemosina con i figli. Lo stesso è vero per lo Stato Sociale dei nostri tempi:  gli uomini pagano le tasse, le donne ricevono i benefici. Per natura le donne sono il sesso debole, dunque l'intera storia dell'umanità è un tentativo di compensarle. Le donne hanno sempre ricevuto più aiuti economici degli uomini, perché altrimenti sarebbero morte di fame e l'umanità sarebbe scomparsa. Le donne sono trattate con favore anche dalla giustizia: per un reato simile, l'uomo riceve una pena maggiore della donna; ad ogni stadio del processo giudiziario, gli uomini sono penalizzati. Il numero delle donne in prigione è inferiore a quello degli uomini, non perché commettono meno reati, ma perché ricevono pene più lievi».

Torniamo al rapporto con la guerra. Perché Clausewitz ignorò le donne?

«Clausewitz riteneva la guerra un'arte razionale e dunque non c'è spazio per le donne, che sono emotive ed intuitive».


Ma madri, figlie e mogli pagano comunque un prezzo alto quando si entra in guerra...

«Una singola donna che aspetta a casa il marito, o che bada ai suoi figli è più importante in guerra di mille segretarie in uniforme. Le donne sono molto importanti nelle guerre, ma non combatteranno mai come gli uomini».

Se fosse una donna non si sentirebbe umiliato dalle sue teorie?

«Sì, ma non sono una donna, dunque la questione non mi tocca. In guerra gli uomini muoiono per far vivere le donne. A volte mi piacerebbe avvenisse il contrario. Se fossero andate in Afganistan, sarebbero morte tutte. L'unico Paese nella Storia che ha imposto la coscrizione per le donne è Israele, ma neanche qui combattono, creano solo grane».

A questo punto non resta che chiederle perché le donne vivono più a lungo...

«I medici dicono che è a causa degli estrogeni, ma fino a due secoli fa gli uomini vivevano di più. Non sono gli estrogeni, ma la civilizzazione ad aver modificato l'equilibrio. Il cambiamento è iniziato con la rivoluzione industriale, quando gli uomini hanno cominciato a fare i lavori pesanti all'aperto. E´stato un fenomeno progressivo. In Europa, l'ultimo Paese dove la vita delle donne ha superato quella degli uomini è stato l'Irlanda, nel 1850. In Paesi come India ed Egitto, il sorpasso è avvenuto negli ultimi 50 anni.  Oggi restano dieci Paesi dove gli uomini vivono ancora di più e si tratta di posti molto poveri, come il Bangladesh».

Il fatto che le donne siano il sesso privilegiato è una cosa buona?

«Sono un uomo, dunque credo sia una cosa buona, se fosse al contrario mi sentirei colpevole, mi vergognerei davvero molto».

L'intervista è finita, il professore più maschilista d'Israele non fa a tempo ad alzarsi, che arriva la sua seconda moglie a dargli manforte: ha una rivista della mutua in mano: «Vedete, mettono in copertina la salute della donna, non certo i problemi della prostata...».

 

da "La Stampa" del 20/3/2002 Sezione Cultura Pag. 27: "ISRAELIANO, INSEGNA STORIA MILITARE, È IL PIÙ GRANDE MISOGINO DEL MONDO: LE SUE TESI PROVOCATORIE SFIDANO «I TABÙ DELL´OCCIDENTE»" di Maurizio Molinari
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: ReYkY - Novembre 22, 2015, 20:40:49 pm
Maschilista? A me sembra solo realista.


Grazie a Frank per aver postato questi contributi.
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: ilmarmocchio - Novembre 23, 2015, 15:22:34 pm
Questo l'ho trovato su U3000.

Pure questo.

http://www.uomini3000.it/401.htm

scritto di rara efficacia e intelligenza.
grandioso :clapping:
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Hector Hammond - Novembre 24, 2015, 01:03:56 am
Quel professore ha avuto coraggio, in Europa purtroppo non c'è n'è di gente così .
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: TheDarkSider - Dicembre 04, 2015, 12:16:41 pm
La farsa politicamente corretta filofemminista continua:


http://www.corriere.it/esteri/15_dicembre_03/svolta-forze-armate-usa-gennaio-donne-potranno-combattere-prima-linea-03c36490-99e6-11e5-a8aa-552a5791f1fe.shtml
Svolta nelle forze armate Usa,
da gennaio le donne potranno combattere in prima linea

L’annuncio del segretario della Difesa Ash Carter
Fino ad oggi le donne erano escluse dal 10% delle mansioni operative

Dall’inizio del 2016 anche le donne potranno combattere in prima linea al fronte prendere parte alle operazioni speciali Delta Force e Navy Seals. La storica decisione annunciata dal segretario della Difesa americano Ash Carter. Cade quindi l’ultimo tabù delle forze armate Usa.
La decisione
Una decisione che era stata già preannunciata due anni fa dall’allora capo del Pentagono Leon Panetta, e poi rimandata. Da gennaio 2016 diventa invece effettiva, e senza deroghe. «Per avere successo nelle nostra missioni di difesa nazionale - ha spiegato Carter - Non possiamo permetterci di fare a meno di metà delle abilità e del talento della nazione.  :D  :sick: :sick: Dobbiamo avere il massimo da ogni persona che risponda ai nostri standard». Tutte le forze armate avranno 30 giorni di tempo per mettere a punto un piano che prenda atto del cambiamento. Fino ad oggi, come ha spiegato lo stesso Carter, le donne non potevano accedere a 220mila posizioni, il 10% delle mansioni. Una decisione che arriva in risposta alla presa di posizione di alcuni mesi fa del capo di Stato Maggiore Joseph Dunford che aveva chiesto che le donne rimanessero fuori da alcuni ruoli in prima linea nei Marines, citando alcuni studi che sostenevano che le unità miste fossero meno efficienti di quelle composte da soli uomini. «Le forze armate nel futuro devono continuare a beneficiare dei migliori talenti americani» ha aggiunto Carter. Entro il 1 aprile 2016 i nuovi piani dovranno essere operativi.] Dall’inizio del 2016 anche le donne potranno combattere in prima linea al fronte prendere parte alle operazioni speciali Delta Force e Navy Seals. La storica decisione annunciata dal segretario della Difesa americano Ash Carter. Cade quindi l’ultimo tabù delle forze armate Usa.
3 dicembre 2015




PS quanto mi piacerebbe vedere una prima linea tutta rosa in una guerra sul terreno contro l'ISIS...

Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Sardus_Pater - Dicembre 04, 2015, 12:28:39 pm
Auspico la fine del suprematismo "iuessei" :rolleyes: .
Se continuano di questo passo, saranno le donne stesse a chiedere il "riflusso" nei rapporti uomo-donna. E in quel caso, chiamale stupide...
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Volpe argentata - Dicembre 04, 2015, 12:53:04 pm
Qualche "fenmminista" o maschio pentito ha già detto che siccome le donne hanno più cervello degli uomini ma meno "forza fisica" in generale a morire in guerra devono essere mandati ancora questi ultimi?
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Sardus_Pater - Dicembre 04, 2015, 14:12:21 pm
Spero per loro di no. Si "scoprirebbero" troppo, così dicendo. Anche l'idiozia (discutibile "arte" in cui gli zerbini eccellono) ha un suo limite, o così almeno si spera.
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: freethinker - Dicembre 04, 2015, 16:03:47 pm
Non so se l'avete sentita, era una notizia di oggi: Obama ha detto che le femminucce andranno in prima linea...
ignorando completamente i consigli dei suoi esperti militari, che avevano caldamente sconsigliato l'utilizzo delle donne nei ruoli di combattimento, per i motivi che già sono stati più volte evidenziati in dettaglio (mettono a rischio i loro commilitoni che sanno che di fatto dovranno proteggerle, hanno minore forza fisica e resistenza, rendono in pratica meno combattivo il reparto nel quale servono, eccetera eccetera.
Ma si sa, quando c'è da fare lo zerbino, Obama non si tira indietro :sick:
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Frank - Dicembre 04, 2015, 18:54:11 pm
Una decisione che arriva in risposta alla presa di posizione di alcuni mesi fa del capo di Stato Maggiore Joseph Dunford che aveva chiesto che le donne rimanessero fuori da alcuni ruoli in prima linea nei Marines, citando alcuni studi che sostenevano che le unità miste fossero meno efficienti di quelle composte da soli uomini.

Ed infatti le unità miste sono meno efficienti di quelle esclusivamente maschili.

http://www.cmrlink.org/content/home/37726/obama_administration_ignores_sound_military_advice_on_women_in_direct_ground_combat
Citazione
Obama Administration Ignores Sound Military Advice on Women in Direct Ground Combat
December 4, 2015
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Yesterday, President Barack Obama and Secretary Carter overruled the best professional advice of the U.S. Marine Corps in matters involving life, death, and national security.  Secretary Carter also broke his own promise to base his decision on the quality of scientific research behind the military services’ recommendations.

This Executive Summary of the Interim CMR Special Report – Part II, which CMR released on Tuesday, highlights in Section A empirical data and findings that the Secretary has ignored at great peril.  Section B refutes unworkable “mitigation” proposals that the services are supposed to implement by April Fool’s Day, 2016.

During his briefing Secretary Carter was asked whether the Marines’ research, which supported a request for exceptions, was flawed. Secretary Carter, who looked downcast and uneasy, could not do so.  He is nevertheless forcing the services to implement deeply flawed policies that will cause lives to be lost, missions to fail, and the number of female disabled veterans to increase.

After nine months of scientifically monitored task force field tests, University of Pittsburgh researchers reported that all-male USMC task force units outperformed gender-mixed units in 69 percent (93 of 134) of ground combat tasks.  Physical deficiencies evident in these field tests will undermine “survivability and lethality” in war ˗˗ the two paramount factors that the Marines identified in their report. (quoting the August 18 memorandum signed by Brig. Gen. George W. Smith, Jr., Director of the USMC Force Innovation Office)

Secretary Carter’s unsupported claims that combat effectiveness will not degrade cannot withstand comparison with empirical data that the Marines produced in support of their now-overruled request for exceptions.  His claim that there will be no quotas also stands in direct conflict with the administration’s stated priority: “gender diversity metrics” (quotas) of 25% women in the Navy and other services.


In order to meet these quotas, officials will have to implement the “Dempsey Rule,” named for the January 2013 admission of former Joint Chiefs Chairman Gen. Martin Dempsey that standards too high for women would be questioned.  Gender diversity quotas eventually will lower standards to levels that are equal but lower than before.  This will happen without notice to Congress or accountability for the dangerous results.


Female-friendly training will leave men less prepared for harsh combat realities that will not change.  It will also leave women more likely to suffer disproportionate injuries and resentment they don’t deserve.

Yesterday Secretary Carter confirmed that orders for women to fight ISIS will not be voluntary.  The word “allowed” (into direct ground combat units) therefore, does not apply.  Rates of injury known to be double and even higher in the infantry and other combat arms are the unequal price that women will have to pay.

Young women considering a military career should note that Secretary Carter callously disregarded the Marines’ stated concern that women will be put at a competitive disadvantage relative to their male peers in fighting teams such as the infantry.

According to Defense Department surveys of youth propensity to serve cited in the Interim Report – Part II, recruiting and retention will suffer. The most recent youth surveys must be dismal – Pentagon officials have refused to release them.  We’ve yet to see responses to Marine surveys of the troops, but in an official Army survey 92.5% of Army women said they do not want this.

Members of Congress share the blame for high-handed administration orders that will likely cause federal courts to impose Selective Service obligations on unsuspecting civilian women.

The Center for Military Readiness will survey all presidential candidates to help voters elect a new Commander-in-Chief who will respect the experience and advice of military leaders who have experienced the brutality of ground combat.  CMR also will continue to report on what happens when military women suffer disproportionate injuries preparing to fight ISIS.

By the time the next president takes office, even more compelling facts than those available today will make it necessary to reverse what this Administration has done to the All-Volunteer Force.


Citazione
PS quanto mi piacerebbe vedere una prima linea tutta rosa in una guerra sul terreno contro l'ISIS...

Pure a me.
Peccato che non accadrà mai.
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Frank - Dicembre 04, 2015, 18:57:15 pm
http://www.cmrlink.org/content/home/37725/cmr_releases_new_interim_special_report_part_ii
Citazione
CMR Releases New Interim Special Report – Part II
December 1, 2015
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U.S. Marine Corps Research Findings: Where is the Case for Co-Ed Ground Combat?

The Center for Military Readiness has released a new two-section, 38-page Interim CMR Special Report that analyzes recently-released results of U.S. Marine Corps research done on the subject of Women in Direct Ground Combat.  Data released to date confirm that implementation of plans to order women into direct ground combat units by January 2016 would needlessly harm military women, men in the combat arms, and the All-Volunteer Force on which national security depends.

CMR President Elaine Donnelly has called on Secretary of Defense Ashton Carter to honor his own promise that his decision regarding women in close combat recommendations would rely on “the analytic underpinnings and the data supporting them.”  By that measure, Donnelly said, “Secretary Carter must assign greater weight to Marine Corps empirical evidence than he does to wishful thinking, unsupported speculations, and ‘mitigation myths.’ “

Key findings analyzed in the December 2015 Interim CMR Special Report are highlighted here:

Executive Summary

As the report explains, for nine months in 2015, the USMC Ground Combat Element Integrated Task Force (GCEITF) conducted scientifically-monitored field exercises that simulated wartime requirements for direct ground combat units.  Unlike gender-integrated support units that serve “in harm’s way” in war zones, these are small fighting teams that seek out and attack the enemy with deliberate offensive action.

The full Interim CMR Special Report-Part II cites specific documents that are linked in the endnotes.  Among other things, all-male task force teams outperformed mixed-gender units in 69 percent (92 of 134) ground combat tasks.  Individual and group performance data also showed significantly higher rates of female injuries and early fatigue that affected marksmanship:

 Interim CMR Special Report Part II:

Where Is the Case for Co-Ed Ground Combat?

Donnelly continued, “Due to unchangeable physical disadvantages among women that clearly affect survivability and lethality in battle, officials should discontinue plans to order women into combat arms units such as the Marine and Army infantry, armor, artillery, and Special Operations Forces, including Rangers and Navy SEALs.”

Task Force tests were designed to test a simple Research Study Hypothesis: “[A]n integrated unit under gender-neutral standards will perform equally as well as a gender-restricted unit.”  Despite positive expectations, Task Force data and findings disproved the hypothesis.

For purposes of comparison and clarity, the Interim CMR Special Report includes two sections that explain why this happened, and why it would be wrong and dangerous to treat military women like men in the combat arms:

    Section A, titled Marines Set Priorities:  “Survivability and Lethality” in Battle summarizes specific empirical data showing significant gender-related disparities in physical size, strength, endurance, injury rates, and early onset of fatigue.

    Section B, titled Marine Corps Research & “Mitigation Myths” discredits flawed attempts to downplay the impact of gender-integration on unit cohesion, discipline, recruiting, retention, deployability, and overall readiness, and exposes unworkable proposals to “mitigate” the damage that would be done.

Donnelly concluded, “Comprehensive Marine Corps research tests have produced highly credible, reality-based, scientific data that discredits theories about gender equality in the combat arms.  Much of this information was not available when the Obama Administration announced that women would be assigned to direct ground combat units.

“The armed forces should not be forced to rely upon unsupported theories, convoluted calculations or “best case scenarios” that disregard known high risks.  It is necessary to analyze mitigation ideas that would make life in the combat arms more difficult and more dangerous, with no offsetting benefits in terms of military effectiveness.


“Secretary of Defense Carter and military service secretaries have the solemn responsibility to take this information seriously, and to restore sound priorities in all policies affecting women in the military.  Members of Congress also must shoulder their constitutional responsibility to conduct responsible oversight before irreparable damage is done to the All-Volunteer Force.”

To schedule an interview on this subject, call Elaine Donnelly at 734/464-9430.  More information, including previous CMR Special Reports, are available at www.cmrlink.org.

* * * * * *

The Center for Military Readiness, founded in 1993, is an independent, non-partisan, educational organization that reports on and analyzes military/social issues.  Elaine Donnelly served as a member of the congressionally-established 1992 Presidential Commission on the Assignment of Women in the Armed Forces, which studied all aspects of the women in combat issue for a full year. 
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Duca - Dicembre 04, 2015, 21:18:57 pm
hanno minore forza fisica e resistenza, rendono in pratica meno combattivo il reparto nel quale servono, eccetera eccetera.
La guerra è anche questione di cervello, mica si va a sparacchiare alla cazzo, per cui le donne meglio che lascino perdere...
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Vicus - Dicembre 05, 2015, 00:06:35 am
Non so se l'avete sentita, era una notizia di oggi: Obama ha detto che le femminucce andranno in prima linea...
ignorando completamente i consigli dei suoi esperti militari, che avevano caldamente sconsigliato l'utilizzo delle donne nei ruoli di combattimento, per i motivi che già sono stati più volte evidenziati in dettaglio (mettono a rischio i loro commilitoni che sanno che di fatto dovranno proteggerle, hanno minore forza fisica e resistenza, rendono in pratica meno combattivo il reparto nel quale servono, eccetera eccetera.
Ma si sa, quando c'è da fare lo zerbino, Obama non si tira indietro :sick:
Una delle prime cose che dicono negli eserciti di tutto il mondo è che la forza di un reparto è quella del soldato più debole.
E' inquietante che ci siano donne interessate alla carriera militare, hanno completamente smarrito la loro identità.
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: joani - Dicembre 05, 2015, 13:02:38 pm
Non so se l'avete sentita, era una notizia di oggi: Obama ha detto che le femminucce andranno in prima linea...
ignorando completamente i consigli dei suoi esperti militari, che avevano caldamente sconsigliato l'utilizzo delle donne nei ruoli di combattimento, per i motivi che già sono stati più volte evidenziati in dettaglio (mettono a rischio i loro commilitoni che sanno che di fatto dovranno proteggerle, hanno minore forza fisica e resistenza, rendono in pratica meno combattivo il reparto nel quale servono, eccetera eccetera.
Ma si sa, quando c'è da fare lo zerbino, Obama non si tira indietro :sick:
Era nell'aria che alla fine sarebbe arrivato hanno confidato non sui loro meriti ma solo nella tragica vergognosa (x noi maschi) costatazione che il mondo e ancora troppo pieno di uomini stronzi e ipocriti (anche nelle alte sfere delle forze armate) che in ogni situazione si rapportano all'altro sesso con la "dovuta" galanteria ossequiosa e disarmata che il "gentil sesso esige".
Proprio grazie a questi rinnegati di maschi che le femmine hanno cominciato da molto tempo l'opera di intromissione e inquinamento di questo ambito:
Ricordate molti anni fa le campagne mediatiche contro il bullismo nelle caserme e tutti soprattutto maschi dietro a darsi da fare....  ebbene io ho fatto il militare di leva
e il bullismo o nonnismo come lo chiamate era e ritengo che fosse assolutamente indispensabile necessario e formativo nel plasmare lo spirito di squadra o cameratismo
che fa la vera forza di ogni esercito era anche grazie a questi rituali di iniziazione che un bambinetto tornava un uomo dal militare
Vi immaginate con delle fighe al seguito e domani che vi comanderanno (pesate a questo stronzi di maschi gallonati anche italiani) dove va a finire lo spirito di corpo
pensate che in fondo il militare non e altro che un soggetto predisposto a produrre morte. gia non eravamo messi bene prima con le caserme trasformate in pseudo bordelli per la presenza femminile adesso pure i corpi speciali dovranno trattenersi dalle  goliardica virile e maschia attitudine a fare gruppo come ci viene dato da millenni di storia militare per "rispetto" della figa di turno piazzata li dalle femministe e i loro accoliti politici per creare il corto circuito fatale
Pensate cosa ne sara' dell'addestramento quando verranno "necessariamente" rilassati i requisiti  gli equipaggiamenti attualmente troppo pesanti le dinamiche
che imbarazzo aspettate un soggetto che deve acucciarsi x pisciare o dei software che dovranno essere introdotti per tenere conto delle disponibilità mensili delle femminucce il relazione al loro ciclo mestruale .........ecc ecc
che disgusto
 
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Massimo - Dicembre 05, 2015, 13:50:48 pm
e il bullismo o nonnismo come lo chiamate era e ritengo che fosse assolutamente indispensabile necessario e formativo nel plasmare lo spirito di squadra o cameratismo
Attenzione, però: c'è bullismo e bullismo. Passi che il commilitone più "anziano" costringa il nuovo arrivato a fargli il letto o il cubo
o gli tiri qualche gavettone d'acqua. Ma che il nuovo che già deve faticare ad ambientarsi debba anche subire umiliazioni gratuite
violente o infamanti non ha alcuna "valenza formativa". Cosa deve impare uno da queste fastidiose esperienze? Che se è in una
posizione di potere rispetto ad un altro può abusarne? Non è così che si forma il "carattere"; si crea solo il desiderio di vendetta
e già lo diceva Napoleone Bonaparte: "Cosa si pensa di ottenere da un uomo umiliato? Soltanto la voglia di vendicarsi su altri
quando si ha la possibilità di fare loro quello che è stato fatto prima a te". Esattamente quello che avviene fin troppo spesso.
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Frank - Dicembre 05, 2015, 14:29:04 pm
joani

Citazione
e il bullismo o nonnismo come lo chiamate era e ritengo che fosse assolutamente indispensabile necessario e formativo nel plasmare lo spirito di squadra o cameratismo

Questo è l'unico punto riguardo al quale non sono d'accordo.
Poiché anch'io son stato militare di leva, e siccome ricordo bene le stronzate di certi "anziani", che al di fuori di un contesto militare si sarebbero guardati bene dall'usare un certo linguaggio o dall'assumere certi atteggiamenti, ti dico che "quel nonnismo" non era e non è necessario, proprio perché l'umiliazione dell'altro (come ti ha già fatto notare Massimo) produce solo risentimento, odio e parimenti desiderio di vendetta.
E lo dico a prescindere dalla deleteria presenza femminile.

@@

ps: mi ricordo di due "nonni" romani, ai quali dovetti fare la branda e che mi intimarono di non dire nulla, altrimenti me l'avrebbero fatta pagare.
Be', quando li incontravo fuori dalla caserma, ero solito "puntarli" come un cane da caccia - una volta lo feci anche in un bar, mentre stavano sorseggiando un caffè, ed io mi ero messo di proposito a venti centimetri di distanza da loro - ma col cazzo che si azzardavano a guardarmi in faccia o a dirmi qualcosa...
Non parliamo, poi, di un altro coglione di Reggio Calabria, al quale avrei spezzato volentieri tutte le ossa; e di un altro ancora di Brescia, che all'epoca aveva già 26 anni.
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Frank - Dicembre 05, 2015, 14:39:01 pm
Pensate cosa ne sara' dell'addestramento quando verranno "necessariamente" rilassati i requisiti  gli equipaggiamenti attualmente troppo pesanti

Lo hanno già fatto.
Basta leggere attentamente gli articoli in inglese che ho segnalato poc'anzi.
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: fabriziopiludu - Dicembre 05, 2015, 21:43:29 pm
 
joani

Questo è l'unico punto riguardo al quale non sono d'accordo.
Poiché anch'io son stato militare di leva, e siccome ricordo bene le stronzate di certi "anziani", che al di fuori di un contesto militare si sarebbero guardati bene dall'usare un certo linguaggio o dall'assumere certi atteggiamenti, ti dico che "quel nonnismo" non era e non è necessario, proprio perché l'umiliazione dell'altro (come ti ha già fatto notare Massimo) produce solo risentimento, odio e parimenti desiderio di vendetta.
E lo dico a prescindere dalla deleteria presenza femminile.

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ps: mi ricordo di due "nonni" romani, ai quali dovetti fare la branda e che mi intimarono di non dire nulla, altrimenti me l'avrebbero fatta pagare.
Be', quando li incontravo fuori dalla caserma, ero solito "puntarli" come un cane da caccia - una volta lo feci anche in un bar, mentre stavano sorseggiando un caffè, ed io mi ero messo di proposito a venti centimetri di distanza da loro - ma col cazzo che si azzardavano a guardarmi in faccia o a dirmi qualcosa...
Non parliamo, poi, di un altro coglione di Reggio Calabria, al quale avrei spezzato volentieri tutte le ossa; e di un altro ancora di Brescia, che all'epoca aveva già 26 anni.

 fare il cubo?


 
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Massimo - Dicembre 05, 2015, 22:01:23 pm

 fare il cubo?


 

Il cubo, non il culo. Significa ripiegare coperte e lenzuola della branda militare fino a formare letteralmente un cubo.
Non fare ragionamenti e obiezioni a luci rosse secondo il tuo solito.
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Vicus - Dicembre 06, 2015, 01:17:02 am
Non c'è nessuna prova del ricorso abituale al nonnismo negli eserciti antichi (v.  Giulio Cesare, che addirittura lasciava grande libertà ai soldati). Viene utilizzato oggi per formare truppe robotiche, senza coscienza e con un'aggressività malsana. E quando c'era ancora la leva le vittime erano all'ordine del giorno nelle cronache, segno che lo scopo non era il bene dell'esercito.
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: fabriziopiludu - Dicembre 06, 2015, 10:13:12 am



 Le donne Ufficiali dell'Armata Rossa facevano le orge lesbo con le ragazze minorenni dei C.A.R.. - per esempio, quello di Omsk.

 Difficile fare il cubo, poichè obbligatorio far combaciare la stella con quella sottostante


 
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Frank - Dicembre 06, 2015, 10:31:56 am
E quando c'era ancora la leva le vittime erano all'ordine del giorno nelle cronache, segno che lo scopo non era il bene dell'esercito.

E' vero.
Infatti, all'epoca, molti ragazzi sono morti a causa dei cosiddetti episodi di nonnismo.
http://archiviostorico.corriere.it/1995/marzo/20/Nonnismo_para_suicida_sotto_treno_co_8_9503201436.shtml
http://archiviostorico.corriere.it/1998/aprile/20/Noi_reclute_famose_vittime_del_co_0_980420002.shtml

E in altri paesi era (ed è) pure peggio.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/07/23/il-nonnismo-in-russia-uccide-piu-della.html
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Frank - Dicembre 06, 2015, 10:51:18 am
E' inquietante che ci siano donne interessate alla carriera militare, hanno completamente smarrito la loro identità.

Inquietante e repellente, per quanto mi riguarda.
Perché, dal mio punto di vista, una donna che aspira a "realizzarsi" facendo carriera nell'esercito e desiderando di andare a fare a schioppettate in prima linea (più che altro per "dimostrare" di essere all'altezza dei colleghi uomini... :doh: eh!, gran brutta bestia i complessi di inferiorità), è solo una misera degenerata che non ha capito una beneamata cippa di se stessa e della vita.

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ps: questo è un vecchio articolo, che mi è stato segnalato da un amico.
http://www.ildialogo.org/donna/rivoltafemminile30052005.htm
Citazione
DOCUMENTI
MANIFESTO DI RIVOLTA FEMMINILE (LUGLIO 1970)


di Carla Lonzi

[Da Carla Lonzi, Sputiamo su Hegel. La donna clitoridea e la donna vaginale, Rivolta Femminile, Milano 1974, poi Gammalibri, Milano 1982, pp. 13-22, riprendiamo il manifesto di "Rivolta Femminile" del luglio 1970, uno dei testi fondamentali della riflessione femminista in Italia. Carla Lonzi e’ stata un’acutissima intellettuale femminista, nata a Firenze nel 1931 e deceduta a Milano nel 1982, critica d’arte, fondatrice del gruppo di Rivolta Femminile. Opere di Carla Lonzi: Sputiamo su Hegel, Scritti di Rivolta Femminile, Milano 1974, poi Gammalibri, Milano 1982; Taci, anzi parla. Diario di una femminista, Scritti di Rivolta Femminile, Milano 1978; Scacco ragionato, Scritti di Rivolta Femminile, Milano 1985. Opere su Carla Lonzi: Maria Luisa Boccia, L’io in rivolta. Vissuto e pensiero di Carla Lonzi, La Tartaruga, Milano 1990]

Citazione
La guerra e’ stata da sempre l’attivita’ specifica del maschio e il suo modello di comportamento virile.

Oggi, invece, "è cosa buona e giusta", perché "finalmente le donne sono riuscite ad abbattere l'ultimo baluardo maschilista"... :muro:
Mah... che tristezza.
Mi chiedo quand'è che inizieranno ad usare il cervello, queste povere mentecatte.
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: fabriziopiludu - Dicembre 06, 2015, 11:26:33 am



 Sì, stanno SEMPRE ad insultare con frasi "gli uomini ragionano coi genitali", loro, invece, con cosa ragionano? Loro che hanno "I NEURONI" - TZ! - e le palle - e dove? Nei caricatori del mitra?
 Adesso, combattono in I^ Linea, UFFICIALMENTE.
 Abbiamo visto che, durante la Guerra di Secessione, si travestissero da uomo, per combattere, per IL PIACERE di sbudellare un uomo, lordarsi di sangue maschile. Patriottismo e Dovere sono solo FUFFA, PRETESTI, per godere a piene ovaie a spese degli uomini; inutile nascondersi dietro un dito.
 Ampiamente dimostrato abbiano sempre approfittato di ogni Guerra, che MAI è stata prerogativa maschile, dimostrato da Atena, Dea della Guerra.


 
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Vicus - Dicembre 06, 2015, 11:29:55 am
Inquietante e repellente, per quanto mi riguarda.
Perché, dal mio punto di vista, una donna che aspira a "realizzarsi" facendo carriera nell'esercito e desiderando di andare a fare a schioppettate in prima linea (più che altro per "dimostrare" di essere all'altezza dei colleghi uomini... :doh: eh!, gran brutta bestia i complessi di inferiorità), è solo una misera degenerata che non ha capito una beneamata cippa di se stessa e della vita.
Complessi d'inferiorità (e immaturità) indotti dal pensiero mainstream, per cui chi non fa il soldato, il pugile o il manager non è umano, mentre ciò che ci rende umani è proprio agire in modo conforme alla natura.
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: joani - Dicembre 06, 2015, 11:33:39 am
Attenzione, però: c'è bullismo e bullismo. Passi che il commilitone più "anziano" costringa il nuovo arrivato a fargli il letto o il cubo
o gli tiri qualche gavettone d'acqua. Ma che il nuovo che già deve faticare ad ambientarsi debba anche subire umiliazioni gratuite
violente o infamanti non ha alcuna "valenza formativa". Cosa deve impare uno da queste fastidiose esperienze? Che se è in una
posizione di potere rispetto ad un altro può abusarne? Non è così che si forma il "carattere"; si crea solo il desiderio di vendetta
e già lo diceva Napoleone Bonaparte: "Cosa si pensa di ottenere da un uomo umiliato? Soltanto la voglia di vendicarsi su altri
quando si ha la possibilità di fare loro quello che è stato fatto prima a te". Esattamente quello che avviene fin troppo spesso.
Va bene................ parlando di servizio militare di leva (e in italia poi)  siamo completamente al di fuori del contesto al quale pensavo, il servizio militare nel nostro paese
per l'abusato servizio di leva (se si escludono comsubin col moschin e alcuni reparti di paracadutisti e poco altro) e totalmente "andato" irrecuperabile una parodia una caricatura del militare come dovrebbe essere, la qualità del servizio si e schiacciata sulla media della qualità umana della popolazione maschile tutta e il risultato nel complesso non poteva che essere penoso. (prima di ironizzare femministe pensate allo stesso servizio se fosse fatto sulla leva obbligatoria femminile)
Pure io (che non sono certo superman) ho subito il nonnismo e per mia decisione non l'ho inflitto, tuttavia mi sono chiesto dove sono? cosa mi si chiede o impone di fare?  mettetela come volete uccidere e distruggere direttamente o indirettamente, certo nel complesso di una forza armata per ognuno che combatte realmente ce ne sono 9 nelle retrovie che mandano avanti il carrozzone logistico amministrativo ecc, e se questa era la stragrande maggioranza della prospettiva di impiego nel "regio esercito italiano" tanto valeva equiparare il tutto fin da subito a una sottospecie di lavoro impiegatizio statale dove anche le femmine possono (come gia fanno) dare il loro contributo. ... vedi a sparare nel senso di schiacciare un grilletto sono capaci anche i bambini (bambini soldato in africa) un fucile d'assalto moderno pesa 2/3 kg, figuriamoci usare una consolle di un drone o di una mitragliatrice servo assistita presto chissà manderanno avanti i robot, la guerra diventerà un conflitto tra sistemi industriali. Pero c'e' chi (mica io....qualche arguto analista) che ha fatto notare che in caso di guerra generalizzata e totale (come la 2 g-m) si comincerà baldanzosamente con gli f35 e i robot e si finirà all'arma bianca. Io ci credo a questo (non nella 3 guerra mondiale) ecco perché anche nel 3 millennio ciò che
serve sono ancora i filtri che selezionano e preparano l'uomo a combattere + come un legionario che come un cybermarines.
Il carattere e' la forza principale di un uomo chiamato a simili ruoli e questo (il carattere) lo si acquisisce solo se viene forgiato anche in un ambiente fortissimamente  maschile selettivo e antagonista. Solo quando si dimostra di valere si ottiene la solidarietà e fiducia degli altri specie in battaglia, Io non c'ero ma sono sicuro che era questa la gavetta e il collante delle legioni romane o della fanteria napoleonica.
In ogni caso tanto (per restare in tema) tutto questo deve rimanere ................"cosa nostra"           




 
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Vicus - Dicembre 06, 2015, 11:55:21 am
Io ci credo a questo (non nella 3 guerra mondiale) ecco perché anche nel 3 millennio ciò che
serve sono ancora i filtri che selezionano e preparano l'uomo a combattere + come un legionario che come un cybermarines.
Il carattere e' la forza principale di un uomo chiamato a simili ruoli e questo (il carattere) lo si acquisisce solo se viene forgiato anche in un ambiente fortissimamente  maschile selettivo e antagonista. Solo quando si dimostra di valere si ottiene la solidarietà e fiducia degli altri specie in battaglia, Io non c'ero ma sono sicuro che era questa la gavetta e il collante delle legioni romane o della fanteria napoleonica.
In ogni caso tanto (per restare in tema) tutto questo deve rimanere ................"cosa nostra"           
Bene, ma cosa c'entra questo col nonnismo? Sicuri che vigesse nelle legioni romane e nell'esercito napoleonico?
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Massimo - Dicembre 06, 2015, 13:47:08 pm
Il carattere e' la forza principale di un uomo chiamato a simili ruoli e questo (il carattere) lo si acquisisce solo se viene forgiato anche in un ambiente fortissimamente  maschile selettivo e antagonista. Solo quando si dimostra di valere si ottiene la solidarietà e fiducia degli altri specie in battaglia.
In ogni caso tanto (per restare in tema) tutto questo deve rimanere ................"cosa nostra"           
Il carattere lo si dimostra ponendosi degli obiettivi e raggiungendoli (anche se magari il fisico non ti aiuta), correndo dei rischi,
scavalcando o aggirando gli ostacoli, mettendosi in gioco e rischiando la pelle quando è necessario o quando serve, non menare
le mani alla cazzo o vessando o umiliando chi è più giovane o chi è nuovo. Troppo spesso si è fatta la caricatura della virilità per
causare poi la crisi di rigetto della virilità stessa. Chi ne fa la caricatura secondo me fa più disastri e danni di chi la vuole negare.
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: joani - Dicembre 06, 2015, 17:44:14 pm
Bene, ma cosa c'entra questo col nonnismo? Sicuri che vigesse nelle legioni romane e nell'esercito napoleonico?
Il nonnismo o affini non e' un regolamento che si applica o meno
Si e vero ........ammetto che questo e inutile e controproducente in un ambito come quello del militare odierno  che nella sua generalità e simile per andazzo a una proloco paesana su scala nazionale     
certo se ti fermi alla superficie sono un susseguirsi inacettabile di prevaricazioni e umiliazioni ma quando si parla di corpi speciali o unita di elite allora bisogna valutare questa cosa nella prospettiva di un impiego effettivo in guerra e in questo caso quando devi mettere la tua vita nelle mani di qualcun altro o viceversa  allora capisci che le generalita il curriculum lo stato di servizio le note di merito non contano un cazzo   
lo spirito di squadra (la colla che teneva salde le legioni o le schiere della fanteria napoleonica) e quello che fa la differenza  io non so se ci sono molti modi per ottenerlo ma credimi non si ottiene certo per atto burocratico
o overdose di regole e regolamenti.
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: joani - Dicembre 07, 2015, 00:13:48 am
Il carattere lo si dimostra ponendosi degli obiettivi e raggiungendoli (anche se magari il fisico non ti aiuta), correndo dei rischi,
scavalcando o aggirando gli ostacoli, mettendosi in gioco e rischiando la pelle quando è necessario o quando serve, non menare
le mani alla cazzo o vessando o umiliando chi è più giovane o chi è nuovo. Troppo spesso si è fatta la caricatura della virilità per
causare poi la crisi di rigetto della virilità stessa. Chi ne fa la caricatura secondo me fa più disastri e danni di chi la vuole negare.
Non e la caricatura della virilita e una faccia della virilita che puo legittimamente non piacere e se la valutiamo in astratto e assoluto (del resto anche per me)  ma se ci limitiamo esclusivamente al contesto in discussione cioe quello militare (serio) e innegabile che all'interno di queste micro societa "molto particolari" la reputazione il rispetto e la credibilita (sopratutto in un contesto di disciplina militare ) sono cose che non ti sono dovute per le "buone regole del vivere civile" ma te le devi "conquistate sul campo" magari con qualche salutare scazzotata ricordo di ever visto filmati di marines che facevano a pugni (nudi) tra loro, alla fine mentre ci si aspettava che alla base ci fossero i soliti futili motivi e saltato fuori che quello era il loro modo x "fare conoscenza" una specie di rituale per saggiare le qualita umane e sopratutto caratteriali di qualche nuovo arrivato prima di accettarlo tra loro (e credo con il tacito assenso degli ufficiali) . Visto il lavoro che fanno credo che la cosa sia semplicemente naturale e proprio in prospettiva di un ingresso delle femmine anche nei corpi speciali che mi augurerei che fosse quanto + generalizzata
possibile           
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Massimo - Dicembre 07, 2015, 09:42:47 am
Non e la caricatura della virilita e una faccia della virilita che puo legittimamente non piacere e se la valutiamo in astratto e assoluto (del resto anche per me)  ma se ci limitiamo esclusivamente al contesto in discussione cioe quello militare (serio) e innegabile che all'interno di queste micro societa "molto particolari" la reputazione il rispetto e la credibilita (sopratutto in un contesto di disciplina militare ) sono cose che non ti sono dovute per le "buone regole del vivere civile" ma te le devi "conquistate sul campo" magari con qualche salutare scazzotata ricordo di ever visto filmati di marines che facevano a pugni (nudi) tra loro, alla fine mentre ci si aspettava che alla base ci fossero i soliti futili motivi e saltato fuori che quello era il loro modo x "fare conoscenza" una specie di rituale per saggiare le qualita umane e sopratutto caratteriali di qualche nuovo arrivato prima di accettarlo tra loro (e credo con il tacito assenso degli ufficiali) . Visto il lavoro che fanno credo che la cosa sia semplicemente naturale e proprio in prospettiva di un ingresso delle femmine anche nei corpi speciali che mi augurerei che fosse quanto + generalizzata
possibile           

Un conto è sfidare il nuovo a fare i pugni con un duello alla pari (e ci può stare e ci sta); un conto è sottoporlo in due, tre o
quattro ad umiliazioni senza scopo e senza senso approffittando sia della superiorità numerica, sia dei "gradi", sia del fatto
che lui non ha (ancora) nè amici nè alleati in quell'ambiente per lui nuovo e ostile. Questa per me è vigliaccheria. E basta.
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Frank - Dicembre 19, 2015, 21:44:53 pm
Ennesimo articolo idiota che evidenzia una volta di più l'assoluta stupidità delle femmine/femministe.

http://magazinedelledonne.it/news/content/2165979-donne-soldato-a-west-point-comanda-diana-holland
Citazione
Le donne soldato non fanno notizia da decenni. Le donne comandante, invece, sì, visto che dal prossimo 5 gennaio all’accademia militare di West Point, la più importante e prestigiosa degli Stati Uniti, comanderà Diana Holland. La svolta rosa è arrivata dopo 213 anni d’indiscusso potere maschile nei ranghi più alti dell'esercito americano. Chissà se i 4200 cadetti di West Point continueranno a dire “Signorsì”.

La nomina è di quelle che fanno la storia, d’altra parte risale a qualche settimana fa l’annuncio del Pentagono di permettere alle donne di ricoprire tutte le posizioni di combattimento e l’auspicio dell’Accademia ad arruolarne di più (attualmente sono il 23%). Insomma, i tempi sono maturi perché nell'apparato militare più potente del mondo le donne abbiano accesso (anche) al potere.


Succederà il 5 gennaio 2016 quando a ricoprire il ruolo di 76esima comandante sarà lei, Diana Holland, diplomata a West Point nel 1990, 15 anni dopo l’apertura dei cancelli al gentil sesso, poi veterana dell'Iraq e dell'Afghanistan, quindi impegnata in Germania, a Fort Bragg in Carolina del Nord, e a Fort Stewart in Georgia. Una che ha tutta l’esperienza e il polso necessari a formare le nuove leve: "L'esperienza di comando di Diana - ha detto Eric Fanning, ministro dell'Esercito pro tempore - porterà una nuova e diversa prospettiva alla squadra di comando di West Point. È assolutamente la persona giusta per una posizione così importante". C’è da augurarsi, sperano in molti, che una donna comandante riesca anche ad arginare le violenze di tipo sessuale, denunciate da oltre il 90% dei cadetti donna.

Dal canto suo, la donna dei record - è stata anche il primo generale donna della divisione di fanteria -, che all’età di sei anni confidava al padre, un marine, il desiderio di arruolarsi, si dice “onorata di essere il prossimo comandate del corpo dei cadetti americano. È un privilegio essere parte della squadra che forma i comandanti del nostro esercito". Un compito che non sarà facile, e non solo militarmente parlando.


Citazione
C’è da augurarsi, sperano in molti, che una donna comandante riesca anche ad arginare le violenze di tipo sessuale, denunciate da oltre il 90% dei cadetti donna.

Basterebbe creare eserciti separati, composti da sole donne e addestrati da sole donne, e "magicamente" scomparirebbero tutte le c.d. violenze sessuali, sia vere che presunte (più presunte che vere; ma va be').
Ma, ovviamente, non accadrà mai.
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: ReYkY - Dicembre 19, 2015, 22:13:35 pm
Invece è già accaduto di vedere reparti femminili comandati da donne, era il Servizio Ausiliario Femminile della Repubblica Sociale Italiana.  :D
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Vicus - Dicembre 19, 2015, 22:29:03 pm
La prima cosa che mi viene in mente a leggere queste notizie, è che ogni aspetto della società deve essere femminilizzato, non c'è più un ambito che sia veramente maschile.
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: fabriziopiludu - Dicembre 19, 2015, 23:02:19 pm


 
Invece è già accaduto di vedere reparti femminili comandati da donne, era il Servizio Ausiliario Femminile della Repubblica Sociale Italiana.  :D

 Il "Leonessa", il cui "C"ompito erano Azioni Antipartigiane.
 Ha agito nella Zona del Passo "100 Croci"
 Quante donne hanno affermato di essersi sentite tradite dall'Armistizio di Cassibile?


 
 
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Frank - Dicembre 19, 2015, 23:31:13 pm
Invece è già accaduto di vedere reparti femminili comandati da donne, era il Servizio Ausiliario Femminile della Repubblica Sociale Italiana.  :D

Sì, ma ci siam capiti.  :cool2:
Le donne, da sole, non creano nulla, tantomeno degli eserciti.
E men che meno degli eserciti in grado di guerreggiare contro gli uomini.
Casomai, quello che gli riesce molto bene, è parassitare l'esistente (maschile).
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Duca - Dicembre 20, 2015, 14:35:45 pm

 Il "Leonessa", il cui "C"ompito erano Azioni Antipartigiane.
 Ha agito nella Zona del Passo "100 Croci"
 
Non mi risulta, nella RSI i reparti di ausiliarie non erano combattenti.
Il Leonessa era un raggruppamento corazzato.
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: joani - Gennaio 07, 2016, 00:16:22 am

 
 Il "Leonessa", il cui "C"ompito erano Azioni Antipartigiane.
 Ha agito nella Zona del Passo "100 Croci"
 Quante donne hanno affermato di essersi sentite tradite dall'Armistizio di Cassibile?

Resto dell'avviso che le femmine in guerra non ci devono proprio andare sia per i rischi che la loro mediocrità produce sia per il collasso psicologico comportamentale che
si viene a creare nel corpo sociale quando dopo un eventuale conflitto la società cerca di "ricomporsi" nelle sue strutture di base (famiglie)
con quale spirito pensate che maschi e femmine dovrebbero tornare a stare insieme con che ruoli, dopo, che in guerra nella più totale promiscuità si sono scannati a
vicenda scavando un abisso di odio incolmabile tra i generi prima che con i "nemici"
Bisogna stare attenti nel rompere disinvoltamente certi schemi che tanti secoli hanno occorso a configurare
Titolo: Re:Soldatesse e ipocrisia maschile
Inserito da: Vicus - Gennaio 07, 2016, 00:56:03 am
si viene a creare nel corpo sociale quando dopo un eventuale conflitto la società cerca di "ricomporsi" nelle sue strutture di base (famiglie)
con quale spirito pensate che maschi e femmine dovrebbero tornare a stare insieme con che ruoli, dopo, che in guerra nella più totale promiscuità si sono scannati a
vicenda scavando un abisso di odio incolmabile tra i generi prima che con i "nemici"
Bisogna stare attenti nel rompere disinvoltamente certi schemi che tanti secoli hanno occorso a configurare
:drinks: :clapping: