Forum sulla Questione Maschile

In rilievo => Osservatorio sul Femminismo => Topic aperto da: skorpion72 - Maggio 06, 2012, 09:26:55 am

Titolo: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: skorpion72 - Maggio 06, 2012, 09:26:55 am
Avete fatto caso che, sempre più spesso le due parole sono accostate e stanno diventando sempre di più una cosa sola? La cosa puzza parecchio, e, se io fossi una donna, starei moooooolto attenta a queste quì, io ho il sospetto che non poche di loro sfruttano le tematiche femminili per far passare il messaggio "Donne, gli uomini sono tutti stronzi e non cambieranno mai, venite con noi che starete meglio".


Presidio di donne, femministe, lesbiche contro i Cie (http://www.ondarossa.info/eventi/presidio-di-donne-femministe-lesbiche-contro-i-cie)

Cronaca di un’assemblea di donne, femministe, lesbiche e non solo (http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article1584)

Femminismo e Lesbismo (http://freeforumzone.leonardo.it/lofi/Femminismo-e-Lesbismo/A27184.html) (Forum della Prima comunità lesbica italiana online)

Solidarietà a tutte le compagne femministe e lesbiche che animano la sede di via dei Volsci 22 (http://www.comunistiuniti.it/?p=1019) (dal sito www.comunistiuniti.it)

Fasci maschilisti devastano Casa della Femminista e della Lesbica (http://www.feminazileaks.info/daily/fasci-maschilisti-devastano-casa-della-femminista-e-della-lesbica/)

Martedì Autogestito da Femministe e Lesbiche: chiamata ai microfoni! (http://www.womenews.net/spip3/spip.php?breve2286) (dal sito www.womenews.it)

Sabato 21, a Roma, donne, femministe, lesbiche e trans si riprendono la notte (http://www.zeroviolenzadonne.it/index.php?option=com_content&view=article&type=news&id=5046) (dal sito http://www.zeroviolenzadonne.it)


Assemblea nazionale di donne femministe e lesbiche a Bologna! (http://retedelledonnedibologna.blogspot.it/2009/10/assemblea-nazionale-di-donne-femministe.html) Il Blog/Archivio della rete di donne e lesbiche che tra il 2006 e il 2009 ha creato un movimento trasversale e visibile, indipendente e femminista a Bologna. Una mailing list ancora attiva e transitata da più di 400 compagn* e tutta l'eredità che il movimento ha lasciato a livello di pratiche e contenuti, il sapere della contaminazione, l'azione comune, l'intersezionalità delle lotte.

LESBOFEMMINISMO ’70-’80 (http://daf82.wordpress.com/dagli-anni-70-agli-anni-80/lesbofemminismo-70-80/)

Racconti di fantascienza di femministe lesbiche (http://blog.libero.it/andrea983/2700446.html)

Lesbiche e femministe insieme al Roma Pride 2007 (http://www.fuoricampo.net/lesbpride.html)

MARTEDI' AUTOGESTITO DA FEMMINISTE E LESBICHE (http://lab.dyne.org/martedi_autogestito_ror)

Lesbica femminista (http://www.listalesbica.it/content/index.php?module=pagemaster&PAGE_user_op=view_page&PAGE_id=171)
In questa pagina si leggono delle cose "interessanti" tipo
"Mi definisco una lesbica femminista; per quanto mi riguarda il binomio è inscindibile."
....
"Non credo che lesbiche siano di per sé migliori, ma la mia esperienza mi dice che la necessità di una continua messa in discussione di sé in relazione ad un mondo che non ci prevede, comporta un approccio alla realtà che deve sin dall’inizio fare a meno di schemi così consolidati da essere ritenuti “naturali”."
Notate come subito dopo aver adempiuto al dovere formale di dire "Non credo che lesbiche siano di per sé migliori" (i tempi ancora non sono maturi) viene subito messo il "ma", in modo da almeno instillare subdolamente il dubbio in chi legge, se non la certezza totale
....
"Sarebbe importante, ad esempio, che quando si parla di violenza sulle donne si riflettesse sulla possibilità di intervenire sul concetto di maschile e femminile" Questa è proprio interessante
....
"Giustamente afferma Dominijanni che se la meta del movimento lgt fosse solo la conquista della laicità sarebbe ben poca cosa." Anche questa è molto interessante
....
"La sfida è quella di partire dalla vulnerabilità dei corpi quella vulnerabilità che le minoranze sessuali o razziali, religiose, le donne, conoscono bene ma che dopo l’11 settembre accomuna un po’ tutti, per mettere in discussione le nostre griglie di lettura della realtà senza temere il rischio o l’ansia che può derivare dal fatto che l’umano può assumere forme diverse da quelle che tradizionalmente conosciamo." Ci avviciniamo sempre di più all'obiettivo!
....
"Credo sia questo l’apporto che come movimento possiamo dare: è possibile costruire delle pratiche di trasformazione a partire da qui? Io credo proprio di sì." Quì consiglio alle donne di stare veramente attente!

Questa è solo una piccola raccolta che ho fatto in pochi minuti, quindi immaginate un po' quante volte questo accostamento è stato fatto. Per finire questo è il link al blog del "Collettivo femministe e lesbiche" (me cojoni!) che ha occupato un locale nel quartiere San Lorenzo a Roma, e che, non si capisce per quale motivo, non riescono a far sgomberare, le famiglie che occupano una casa per vivere vengono buttate in mezzo alla strada ed un gruppo di fancazziste fanatiche invece viene lasciato al suo posto.
Questo è il link http://22resiste.noblogs.org/ (http://22resiste.noblogs.org/)
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: in vino veritas - Maggio 06, 2012, 10:23:57 am
"Da ora in poi decidiamo solo noi!".
Ma il femminismo non vuole la parità tra i sessi?! :hmm:
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: ilmarmocchio - Maggio 06, 2012, 11:11:20 am
sono convinto che un buon numero di femministe ha problemi sessuali.
Lo so, non è politicamente corretto, ma è così
non fungono :sick:
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: krool - Maggio 06, 2012, 11:54:23 am
"Da ora in poi decidiamo solo noi!".
Ma il femminismo non vuole la parità tra i sessi?! :hmm:
Infatti hanno creato una forte base ideologica per giustificare affermazioni di questo tipo.
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: Jason - Maggio 06, 2012, 12:26:15 pm
Non è assolutamente vero che lesbismo/femminismo sia un binomio inscindibile. Il fatto che molte lesbiche siano anche femministe non significa che che i due concetti si equivalgono, in quanto non vale il contrario, infatti la maggior parte delle femministe è etero. Il lesbofemminismo è una corrente, come tante, della vasta galassia femminista.

Detto ciò, l' orientamento sessuale di una persona, è un qualcosa che attiene alla libertà individuale di ognuno, che va rispettata. E poi se esiste la QM non è certo per colpa delle lesbiche.
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: Brutale - Maggio 06, 2012, 12:32:02 pm
fin dagli albori il femminismo è stato creato da movimenti lesbici, poi lo hanno camuffato e plasmato per coprire e interessare un maggiore numero di donne, che non fossero solo omosessuali, per due motivi: evitare che il movimento rimanesse circoscritto ad una "particolare" categoria di donne e creare un rapporto di maggiore complicità tra donne etero e omosessuali....

ma il femminismo E' un movimento lesbico, non etero... mano a mano che riceveranno più consensi comincieranno a togliersi la maschiera svelando quelle che sono le loro vere intenzioni

e se c'è una cosa che le femministe odiano, è vedere un uomo e una donna stare insieme felici
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: ilmarmocchio - Maggio 06, 2012, 12:47:52 pm
Non è assolutamente vero che lesbismo/femminismo sia un binomio inscindibile. Il fatto che molte lesbiche siano anche femministe non significa che che i due concetti si equivalgono, in quanto non vale il contrario, infatti la maggior parte delle femministe è etero. Il lesbofemminismo è una corrente, come tante, della vasta galassia femminista.

Detto ciò, l' orientamento sessuale di una persona, è un qualcosa che attiene alla libertà individuale di ognuno, che va rispettata. E poi se esiste la QM non è certo per colpa delle lesbiche.

bisogna anche vedere quante lesbiche sono femministe.
mi sa non poche
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: Stealth - Maggio 06, 2012, 13:14:40 pm
Avete fatto caso che, sempre più spesso le due parole sono accostate e stanno diventando sempre di più una cosa sola? La cosa puzza parecchio, e, se io fossi una donna, starei moooooolto attenta a queste quì, io ho il sospetto che non poche di loro sfruttano le tematiche femminili per far passare il messaggio "Donne, gli uomini sono tutti stronzi e non cambieranno mai, venite con noi che starete meglio".

Se devono farsela con noi per spillarci soldi e romperci la minchia è meglio che se la facciano tra loro, effettivamente.
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: COSMOS1 - Maggio 06, 2012, 13:47:32 pm
le relazioni tra femminismo e lesbismo a mio parere vanno prese seriamente e analizzate con calma

1 il femminismo nasce applicando la dialettica hegeliana servo/padrone alle dinamiche di genere. Se ne deduce che il conflitto m/f dovrebbe in qualche modo essere risolto dalla violenza "levatrice" della storia (parola di Hegel) dando alla luce un nuovo soggetto  :cry:
2 mi sembra evidente che la prima fase (la lotta di classe/genere) l'hanno già intrapresa da mo', tutti noi m ne subiamo le conseguenze ogni giorno
3 la fase successiva non la vedo e mi sembra che ben poch@ la vedano. Qual'è il soggetto nuovo che dovrebbe nascere dallo scontro m/f? il queen? il transgender? l'omosex? il bisex?  :cry: tante ipotesi autosqualificantesi, basta guardare la faccia del 99% delle donne per capire che nessuna di loro ritiene che quelle possano essere soluzioni al conflitto mm/ff
4 le femministe quindi si trovano in mezzo al guado: indietro non possono tornare (ve le vedete voi a rimettersi le gonne lunghe e a fare bucato e cucito?) avanti non hanno nulla, solo buio fitto  :D
5 la condizione delle femministe è difficile da sostenere a lungo: S.Tommaso dice che un uomo (=essere umano, m/f) non può vivere a lungo senza piacere e senza speranza.
6 il lesbismo mi pare quindi un tentativo di sopravvivere nella "terra di mezzo": lo scotto da pagare per aver dichiarato una guerra senza sapere esattamente dove avrebbe portato. Non va a mio modo di vedere sottovalutato: le terribili violenze che si registrano nelle coppie lesbiche sono un sintomo di questa situazione esistenziale difficile. Se noi fossimo così bravi da saper offrire loro una via d'uscita (i romani dicevano: ponti d'oro al nemico che fugge) ne approfitterebbero subito. Il dramma è che neppure noi vediamo vie d'uscita  :blink:
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: skorpion72 - Maggio 06, 2012, 14:09:22 pm
Ecco un altro po' di questa zozzeria ripugnante

(http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2007/11_Novembre/24/CORTE/08.JPG)

(http://download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_reproma/2009/01/29/1233248785818_00e3d70f.jpg)

(http://farm3.static.flickr.com/2731/4179274391_6c632bce02.jpg)

(http://www.distantisaluti.com/wp-content/uploads/2009/02/palestina-lesbiche.jpg)

(http://farm3.staticflickr.com/2485/4179296821_8968b68508_z.jpg)

(http://ladyfesttorino.noblogs.org/gallery/693/98334-8marzo.jpg)

(http://3.bp.blogspot.com/_4Tu177bkYZw/SdUKLUHKW6I/AAAAAAAANlA/ZKU2KH0dKlE/s400/femministe+e+lesbiche.jpg)

Not a valid youtube URL
(http://vengoprima.noblogs.org/files/2011/11/siamo-scocciate-x-blog.jpg)

(http://vengoprima.noblogs.org/gallery/54/152361-x%20blog%201.jpg)

(http://vengoprima.noblogs.org/gallery/54/152362-x%20blog%202.jpg)

(http://2.bp.blogspot.com/_cbzfzeFp4PA/SwypWpsN07I/AAAAAAAABWQ/cv6wmfJyGbs/s400/femministe+e+lesbiche+roma.jpg)

(http://lameladieva.noblogs.org/files/2012/03/sicuropoli-217x300.jpg)

(http://farm3.staticflickr.com/2591/4179297699_47a199cb81.jpg)

(http://farm3.staticflickr.com/2783/4180036242_70d58813a5.jpg)
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: Stealth - Maggio 06, 2012, 14:24:17 pm
Antifasciste che reclamano politiche repressive contro gli uomini. La coerenza è la loro arma di battaglia!
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: TheDarkSider - Maggio 06, 2012, 14:28:05 pm
Antifasciste che reclamano politiche repressive contro gli uomini. La coerenza è la loro arma di battaglia!
Per non parlare dell'appoggio alla lotta delle donne palestinesi, donne che allevano
figli-kamikaze oppure diventano loro stesse kamikaze in nome di Allah: chissà come sarebbero trattate bene delle donne lesbiche in una palestina dominata dall'Islam  :doh: :doh:
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: Stealth - Maggio 06, 2012, 14:29:36 pm
le relazioni tra femminismo e lesbismo a mio parere vanno prese seriamente e analizzate con calma

1 il femminismo nasce applicando la dialettica hegeliana servo/padrone alle dinamiche di genere. Se ne deduce che il conflitto m/f dovrebbe in qualche modo essere risolto dalla violenza "levatrice" della storia (parola di Hegel) dando alla luce un nuovo soggetto  :cry:

Scusa Cosmos, ma anche le rivolte dei contadini nel medioevo e della plebe e degli schiavi nell'antica Roma nascevano applicando la dialettca hegeliana? Forse Hegel non ha fatto altro che riscontrare quanto già avviene da tempo nella storia sociale.
In ogni caso io non insozzerei l'hegelismo, che considero cosa molto più nobile, col femminismo. Il primo è cosa troppo elevata per poterci metterci il secondo.
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: COSMOS1 - Maggio 06, 2012, 14:50:22 pm
Scusa Cosmos, ma anche le rivolte dei contadini nel medioevo e della plebe e degli schiavi nell'antica Roma nascevano applicando la dialettca hegeliana? Forse Hegel non ha fatto altro che riscontrare quanto già avviene da tempo nella storia sociale.
In ogni caso io non insozzerei l'hegelismo, che considero cosa molto più nobile, col femminismo. Il primo è cosa troppo elevata per poterci metterci il secondo.

tu non vedi alcuna differenza tra il comunismo e la rivolta di Spartaco? :hmm:
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: Cato - Maggio 06, 2012, 16:26:00 pm
«È osservazione comune che, mentre i gay sono percepiti come pacifici uomini femminilizzati, le lesbiche sono percepite come aggressive rompiscatole.  Ciò è dovuto al testosterone non controllato dalla razionalità maschile.  L’omosessualità è stata parzialmente rimossa dall’elenco ufficiale dei disturbi mentali, ma si tratta di una misura controversa, forse dettata da opportunità politica.

Come gli uomini, le lesbiche desiderano le donne e vanno a caccia di donne.

Alcune lesbiche pertanto vedono gli uomini normali come avversari e nemici e li attaccano denigrandoli e calunniandoli.

Queste lesbiche pretendono di “difendere” le donne dagli uomini per soddisfare il proprio istinto sessuale deviato.
Molte organizzazioni di “donne” sono in realtà controllate da lesbiche femministe, che costruiscono il mito della violenza maschile con vocaboli subdoli quali “violenza di genere” e “femminicidio” per convincere le donne influenzabili o con problemi familiari o desiderose di mantenimenti a distruggere le loro famiglie.  Quelle famiglie normali che le lesbiche non possono avere per via della loro condizione.

Lo dice Erin Pizzey, la fondatrice di questi centri: sono caduti nel lebso-femminismo:
«Le donne del nostro centro organizzarono un incontro per aprire nuovi centri.  Rimanemmo stupefatte quando a questo incontro arrivarono le lesbiche e le femministe radicali. Iniziarono a votare per loro stesse. Dopo un dibattito acceso, io e le donne picchiate ce ne andammo. Quello che avevo più temuto accadde.  In pochi mesi, le femministe distorsero il tema della violenza domestica»
 
Lo dice l’Osservatorio CCW il cui recente documento “Family Justice Review Committee Policy and Position Statements: Women’s Shelters” così descrive quanto accade oggi in centri chiamati “anti-violenza per donne” dalle femministe:
«Alcuni centri indirizzano le donne verso avvocate lesbiche o femministe radicali o note per essere non etiche ed odiatrici di uomini. Spesso questa specie di avvocate ricorrono ad ogni sporco trucco per aiutare le donne a distruggere i loro matrimoni ed il legame dei bambini con i loro padri.»

Con il lesbismo femminista, la tutela dell’omosessualità si scontra con un valore più grande da tutelare a tutti i costi: il benessere dei bambini.  Sulla base di testimonianze di donne e bambini il CCW ha così descritto quanto accade ai bambini finiti in mano alle lesbo-femministe:
“Alcuni bambini piangono perchè vogliono vedere i loro papà, ma contatti significativi con i papà vengono loro proibiti. Ai bambini vengono mostrati filmati contenenti scene con uomini che picchiano le donne e subiscono un lavaggio del cervello volto a far loro credere che solo i padri siano violenti”.»

(L'analisi proviene dagli esperti del Centro Ascolto Femministe Maltrattanti,
http://www.cafm.me/cafm-exit-strategy/perche)
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: Brutale - Maggio 06, 2012, 17:43:50 pm
Citazione
«È osservazione comune che, mentre i gay sono percepiti come pacifici uomini femminilizzati, le lesbiche sono percepite come aggressive rompiscatole.  Ciò è dovuto al testosterone non controllato dalla razionalità maschile.  L’omosessualità è stata parzialmente rimossa dall’elenco ufficiale dei disturbi mentali, ma si tratta di una misura controversa, forse dettata da opportunità politica.

Come gli uomini, le lesbiche desiderano le donne e vanno a caccia di donne.

Alcune lesbiche pertanto vedono gli uomini normali come avversari e nemici e li attaccano denigrandoli e calunniandoli.

Queste lesbiche pretendono di “difendere” le donne dagli uomini per soddisfare il proprio istinto sessuale deviato.
Molte organizzazioni di “donne” sono in realtà controllate da lesbiche femministe, che costruiscono il mito della violenza maschile con vocaboli subdoli quali “violenza di genere” e “femminicidio” per convincere le donne influenzabili o con problemi familiari o desiderose di mantenimenti a distruggere le loro famiglie.  Quelle famiglie normali che le lesbiche non possono avere per via della loro condizione.


Lo dice Erin Pizzey, la fondatrice di questi centri: sono caduti nel lebso-femminismo:
«Le donne del nostro centro organizzarono un incontro per aprire nuovi centri.  Rimanemmo stupefatte quando a questo incontro arrivarono le lesbiche e le femministe radicali. Iniziarono a votare per loro stesse. Dopo un dibattito acceso, io e le donne picchiate ce ne andammo. Quello che avevo più temuto accadde.  In pochi mesi, le femministe distorsero il tema della violenza domestica»
 
Lo dice l’Osservatorio CCW il cui recente documento “Family Justice Review Committee Policy and Position Statements: Women’s Shelters” così descrive quanto accade oggi in centri chiamati “anti-violenza per donne” dalle femministe:
«Alcuni centri indirizzano le donne verso avvocate lesbiche o femministe radicali o note per essere non etiche ed odiatrici di uomini. Spesso questa specie di avvocate ricorrono ad ogni sporco trucco per aiutare le donne a distruggere i loro matrimoni ed il legame dei bambini con i loro padri.»

Con il lesbismo femminista, la tutela dell’omosessualità si scontra con un valore più grande da tutelare a tutti i costi: il benessere dei bambini.  Sulla base di testimonianze di donne e bambini il CCW ha così descritto quanto accade ai bambini finiti in mano alle lesbo-femministe:
“Alcuni bambini piangono perchè vogliono vedere i loro papà, ma contatti significativi con i papà vengono loro proibiti. Ai bambini vengono mostrati filmati contenenti scene con uomini che picchiano le donne e subiscono un lavaggio del cervello volto a far loro credere che solo i padri siano violenti”.»

(L'analisi proviene dagli esperti del Centro Ascolto Femministe Maltrattanti,
http://www.cafm.me/cafm-exit-strategy/perche)

constatare che esiste ancora qualcuno capace di cogliere e divulgare alcuni aspetti così sottili e compromettenti, riguardante una tematica tanto delicata, mi ridà un po' di ottimismo

io proporrei di metter questo articolo tra le discussioni in evidenza e farne un monito su cosa si celi davvero dietro il femminismo
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: ilmarmocchio - Maggio 06, 2012, 18:37:16 pm
Molto interessante e importante lo scritto postato da cato che, concordo con Brutale, va evidenziato.
a scanso di eqiovoci, mai così frequenti, specifico che quando affermo che le lesbiche e i gay sono legati al femminismo, io NON parlo del singolo individuo, o della condizione in senso teorico, ma dei rispettivi movimenti organizzati, i quali sono chiaramente antimaschili
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: skorpion72 - Maggio 06, 2012, 20:15:02 pm
Molte organizzazioni di “donne” sono in realtà controllate da lesbiche femministe, che costruiscono il mito della violenza maschile con vocaboli subdoli quali “violenza di genere” e “femminicidio” per convincere le donne influenzabili o con problemi familiari o desiderose di mantenimenti a distruggere le loro famiglie.  Quelle famiglie normali che le lesbiche non possono avere per via della loro condizione.
Sono p-i-e-n-a-m-e-n-t-e d'accordo
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: Alberto86 - Maggio 07, 2012, 04:50:30 am
Ecco un altro po' di questa zozzeria ripugnante

(http://www.corriere.it/Fotogallery/Tagliate/2007/11_Novembre/24/CORTE/08.JPG)

(http://download.kataweb.it/mediaweb/image/brand_reproma/2009/01/29/1233248785818_00e3d70f.jpg)

(http://farm3.static.flickr.com/2731/4179274391_6c632bce02.jpg)

(http://www.distantisaluti.com/wp-content/uploads/2009/02/palestina-lesbiche.jpg)

(http://farm3.staticflickr.com/2485/4179296821_8968b68508_z.jpg)

(http://ladyfesttorino.noblogs.org/gallery/693/98334-8marzo.jpg)

(http://3.bp.blogspot.com/_4Tu177bkYZw/SdUKLUHKW6I/AAAAAAAANlA/ZKU2KH0dKlE/s400/femministe+e+lesbiche.jpg)

Not a valid youtube URL
(http://vengoprima.noblogs.org/files/2011/11/siamo-scocciate-x-blog.jpg)

(http://vengoprima.noblogs.org/gallery/54/152361-x%20blog%201.jpg)

(http://vengoprima.noblogs.org/gallery/54/152362-x%20blog%202.jpg)

(http://2.bp.blogspot.com/_cbzfzeFp4PA/SwypWpsN07I/AAAAAAAABWQ/cv6wmfJyGbs/s400/femministe+e+lesbiche+roma.jpg)

(http://lameladieva.noblogs.org/files/2012/03/sicuropoli-217x300.jpg)

(http://farm3.staticflickr.com/2591/4179297699_47a199cb81.jpg)

(http://farm3.staticflickr.com/2783/4180036242_70d58813a5.jpg)


Riporto qualcuna di queste ripugnanti misandriche qui  http://www.metromaschile.it/forum/misandria/frasi-scritte-ed-esternazioni-di-odio-puramente-misandrico/
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: Emanuele - Maggio 07, 2012, 18:19:23 pm
La lettura di tutti gli interessanti interventi precedenti mi ha suscitato due riflessioni:

1)   Le donne tendono (e sempre più) a denunciare anche normali episodi della quotidianità come forme di aggressione e violenza, noi al contrario siamo ben più inclini alla conciliazione e –specie nei confronti delle donne- ad imputare oggettivi attacchi e offese e ridicolizzazioni a banali malumori, stati di comprensibile sofferenza o similari.
Ergo, non dovremmo promuovere anche noi una quotidiana denuncia sociale e legale di tutti gli episodi che ci vedono oggetto di offesa e persecuzione SENZA timore di apparire fragili o deboli o effemminati?

2)   Mi sembra che il femminismo abbia sapientemente veicolato nel tempo anche la presenza di omosessuali rafforzando peraltro un diffuso parallelo tra la loro “ideologia” e un concetto di rispetto ed equità in senso ampio.
Premesso che per me -purché si lascino fuori dai giochi di qualsiasi tipo i bambini- ognuno è libero di fare quello che gli pare, non dovremmo effettivamente cominciare anche tutti quelli che ci poniamo la QM ad eliminare barriere che ci fanno strumentalmente accusare di essere vacui maschilisti, sostanzialmente insicuri, cultori di razze pure e idiozie del genere?
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: krool - Maggio 07, 2012, 19:36:04 pm
Scusate, cosa avete messo sulla 3, 5 e 8 del cruciviolenza?
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: COSMOS1 - Maggio 08, 2012, 00:12:00 am
La lettura di tutti gli interessanti interventi precedenti mi ha suscitato due riflessioni:

1)   Le donne tendono (e sempre più) a denunciare anche normali episodi della quotidianità come forme di aggressione e violenza, noi al contrario siamo ben più inclini alla conciliazione e –specie nei confronti delle donne- ad imputare oggettivi attacchi e offese e ridicolizzazioni a banali malumori, stati di comprensibile sofferenza o similari.
Ergo, non dovremmo promuovere anche noi una quotidiana denuncia sociale e legale di tutti gli episodi che ci vedono oggetto di offesa e persecuzione SENZA timore di apparire fragili o deboli o effemminati?

2)   Mi sembra che il femminismo abbia sapientemente veicolato nel tempo anche la presenza di omosessuali rafforzando peraltro un diffuso parallelo tra la loro “ideologia” e un concetto di rispetto ed equità in senso ampio.
Premesso che per me -purché si lascino fuori dai giochi di qualsiasi tipo i bambini- ognuno è libero di fare quello che gli pare, non dovremmo effettivamente cominciare anche tutti quelli che ci poniamo la QM ad eliminare barriere che ci fanno strumentalmente accusare di essere vacui maschilisti, sostanzialmente insicuri, cultori di razze pure e idiozie del genere?



1 si senza timori. Cercando di mettere tra parentesi/dimenticare di avere a che fare con delle donne. Ogni volta vhe una dd ti pesta i piedi reagisci come se fosse una ameba, reprimi qualsiasi tentazione romatica
2 non ho capito di che barriere parli
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: skorpion72 - Maggio 09, 2012, 21:06:59 pm
Vi segnalo quest'altro post a questo indirizzo http://freeforumzone.leonardo.it/lofi/femminista-lesbica-guerriera-poetessa-/D1405380.html (http://freeforumzone.leonardo.it/lofi/femminista-lesbica-guerriera-poetessa-/D1405380.html)

Citazione
COSI COMINCIO' IL SUO DISCORSO AUDRE LURDE KE SEGNALO LE DIFFERENZE PRINCIPLAI DELLE DONNE IN QUANTO DONNE FEMMINISTE E DONNE LESBICHE OPPURE SOLO UNA DELLE DUE COSE MA PURSEMPRE DONNE.
IO CONDIVIDO LA SUA OPINIONE MA DIRO' ANKE KE IL FEMMINISMO CI RESE LIBERE E CI TOLSE LA ETTICHETTA DELLA COSIDETTA "SECONDA META' DEL CIELO" KE TUTTE BEN SAPPIAMO COME FU SFRUTTATA E TRATTATA, ALLORA ECCO CHE AFFERMO KE SONO PRIMA DI TUTTO FEMMINISTA E POI LESBICA MA POTREI NEL MIO CASO ANKE INVERTIRE LE PAROLE VISTO KE PER ME ESSESRE FEMMINISTA SIGNIFICA RENDERSI CONTO DELLA PROPRIA IMPORTANZA E NN PERMETTERE AGLI UOMINI DI NEGARCELA SOLO PERCHE' AUDRE LURDE NN STA + GRIDANDO E QUELLE DONNE CORRAGIOSE NN SI RIUNISCONO + COME UNA VOLTA FORSE PERCHEè I MEDIA E I VARI ANTIDOLORIFICI CI HANNO OFUSCATO LA VISTA E SEMBRA KE IGNORIAMO LE INGIUSTIZIE KE NN CESSANO DI ESISTERE..(BASTI PENSARE ALLE DONNE IN CERTI STATI MUSILMANI)
ECCO ALLORA KE VEDREMO LA FOLLA DISTRUGGERE UN CINEMA PERCHE' OSO FAR VEDERE UN FILM LESBICO....MA VA BENE VADO FUORI DISCORSO ..SCUSATE..
ARGOMENTO INVECE E' LESBISMO COME EVOLUZIONE DEL FEMMINISMO ALMENO IO LA VEDO COSI'...SONO CONVINTA SENZA TOGLIER NULLA ALLE DONNE ETTERO CHE SIAMO STATE PROPRIO NOI LESBICHE A REMARE CONTRO IL VENTO, A OSARE A GRIDARE TUTTO CIO' KE PER TENERCI A BADA CI VIETAVANO SOLO PENSARE....

SICURAMENTE LOTTA PER LA UGUAGLIANZA DIRITTO DI ESSERE FU PORTATA AVANTI DALLE DONNE INTEGRALISTE SEPARISTE NERRE BINACHE ETTERO E LESBICHE...MA IO ESPRIMO LA MIA UMILE OPINIONE E DICO COME 1+1 FA 2 COSI SONO STATTE LE LESBICHE A COINVOLGERE LE DONNE NELLA GRANDE "GUERRA"(ANKE SE E' BRUTTO CHIAMARLA COSI!) KE POI CI HA RESE LIBERE E IL FEMMINISMO FU LA CULLA DEL LESBISMO PERCHE' E' LA INTELLIGENZA CHE PORTA ALLA AUTOCOMPRESNIONE E ALLO SUPERAMENTO DEL TERRORE IN MOMENTO IN CUI CI SI SENTE DIVERSI PER I FALSI MORALISMI DI QUALCUNO CHE DA SEMPRE HA VOLUTO SOLO SCHIAVIZZARCI.


SCUSATE ERRORI ORTOGRAFICI MA OGGI SONO PRESA CON LE BOMBE E PARLO ESCLUSIVAMENTE CROATO MA VI MANDO A TUTTE KISSES AND HUGS
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: skorpion72 - Maggio 09, 2012, 21:24:49 pm
Un altro post che evidenzia quanto faccia schifo e quanto sia razzista il femminismo.

Ho evidenziato i punti che ritengo più importanti. Sarebbe interessante sapere da queste quà che cos'è il "nazionalismo lesbico".

Donne, se volete un consiglio guardatevi bene da queste quì, guardatevi davanti e didietro, ché quì la cosa puzza in maniera pesante!

Citazione
Vorrei focalizzare l’attenzione sul dibattito, acceso e appassionato, che si è sviluppato – essenzialmente tra donne – nella fase preparatoria della giornata del 24, discussione prevalentemente concentrata sulla scelta delle organizzatrici (e condivisa da molte delle donne presenti a Roma nelle due assemblee preparatorie nazionali e di molte che hanno partecipato alla discussione altrove) di caratterizzare l’iniziativa come una manifestazione di sole donne.

Ritengo che il confronto e le diversità siano elementi preziosi in ogni processo e progetto politico. Nondimeno vorrei rilevare come, a mio parere, questa discussione si sia svolta su delle false premesse che, se da una parte non sono state in grado di cogliere le reali motivazioni dell’opzione “separatista”, dall’altra hanno rivelato una non conoscenza delle molteplici e distinte espressioni storiche del separatismo, del dibattito che le ha accompagnate e delle inedite e “fluttuanti” configurazioni assunte da questa pratica politica nel contesto odierno, soprattutto in quelle che – con termine ambiguo, ma oramai corrente -, vengono definite “giovani generazioni” femministe.

Nonostante il singolare usato nel titolo che ho dato a questo mio intervento, sarebbe opportuno parlare di “separatismi”, così come oramai si è da qualche anno consolidato l’uso di parlare di “femminismi”, non senza importanti conseguenze teoriche. I
nnumerevoli e diversificate sono le forme che la pratica separatista ha assunto nel corso della storia dei femminismi e soprattutto le riflessioni che ha generato.
Basti pensare al movimento suffragista che, pur essendo nella maggioranza “misto”, già percepiva distintamente il rischio costituito dalla presenza degli uomini, della loro tendenza (non “naturale”, ma che attiene a rapporti di potere asimmetrici) al leaderismo, l’attentato continuo all’autonomia delle donne, la maggiore difficoltà per queste ultime di prendere, in un ambito politico misto, parola e decisioni, di dimostrare (a se stesse e alle/agli altre/i) la propria capacità di assumersi – e di sapersi assumere – quelle responsabilità generalmente ritenute appannaggio esclusivo degli uomini.
Da qui la necessità di ritagliarsi “spazi”, o anche soltanto “momenti”, tra “sole donne”.


Ciò nonostante, in un certo immaginario – soprattutto maschile, ma non solo – il separatismo è legato indissolubilmente al movimento femminista e lesbico degli anni 70, con l’immagine minacciosa di una guerra totale dei sessi, ciò che denota anche lo shock, non ancora superato, costituito dall’entrata in scena di un forte ed autonomo movimento delle donne.
“Atto fondatore” del femminismo degli anni 70, come è stato definito da Françoise Picq nella sua bella ricostruzione delle vicende del movimento femminista francese degli anni 70, il separatismo è, anche in quel periodo, lontano dall’essere una pratica totalmente condivisa e, soprattutto lontano dall’essere accettato “pacificamente” dagli uomini, anche da quelli che all’epoca, si chiamavano “compagni”.

In Italia, ad esempio, esistono in quegli anni, gruppi “misti” e che tali resteranno, donne che praticano la cosiddetta “doppia militanza”, cioè la contemporanea attività politica in gruppi della sinistra e dell’estrema sinistra e in gruppi di donne, gruppi che inizialmente sono aperti agli uomini (come ad esempio il Demau e Il cerchio spezzato) e che solo in seguito adotteranno la pratica separatista.
Questa era, inizialmente, segno distintivo solo dei primissimi gruppi di autocoscienza (essenzialmente i gruppi di Rivolta Femminile) e del movimento lesbico, prima di diventare pratica condivisa dalla maggioranza del movimento delle donne.
Ma soprattutto il separatismo è una pratica multiforme: diverse erano le motivazioni e le modalità del “separarsi” che esistevano anche tra chi aveva fatto questa scelta, tra le militanti femministe e le militanti lesbiche.

Delle differenze (importanti) sussistevano anche all’interno di queste due (principali) “configurazioni”, come ha mostrato, ad esempio, Nerina Milletti per il movimento lesbico, in un interessante saggio che ripercorre le due pratiche – per certi versi contraddittorie – del separatismo e della visibilità.

Il separatismo, quella necessità di “darsi la libertà di non essere referenziali al potere” (Daniela Pellegrini in una significativa intervista raccolta da Nicoletta Poidimani), pratica di “sottrazione”, piuttosto che di “esclusione” (ancora Milletti), poteva avere delle ragioni di ordine tattico o contingente, delle ragioni di tipo teorico o politico.
Poteva andare da riunioni precluse agli uomini, senza che questo significasse una pratica separatista nella quotidianità, a forme di “nazionalismo” lesbico, contestate in un oramai celebre articolo di Ti-Grace Atkinson.
Poteva basarsi su un discorso di tipo “essenzialista”, o fatto proprio da gruppi decisamente anti-essenzialisti, si pensi soltanto ai gruppi separatisti che avevano come punto teorico di riferimento, l’analisi “materialista” sviluppata da Christine Delphy in L’ennemi principal, uno dei testi chiave di quegli anni.

I gruppi potevano essere costituiti solo da donne (eterosessuali e lesbiche), o viceversa includere alcuni uomini (i gay). Potevano essere gruppi di sole lesbiche o, come ad esempio negli Usa, di sole donne nere (eterosessuali e lesbiche), o di sole lesbiche nere. C’è stata anche l’esperienza di chi, e penso al Combahee River Collective, – collettivo di donne e lesbiche nere, pioniere del Black Feminism – ha rifiutato, senza per questo desolidarizzarsi dal resto del movimento femminista, il separatismo, in nome della comune esperienza del razzismo con gli uomini neri.

In questo scenario piuttosto variegato, l’unico elemento che sembra realmente omogeneo è la reazione di rifiuto, anche violenta, che la pratica del separatismo ha suscitato negli uomini.
Se la “secessione delle donne” – come ha sottolineato in un saggio sul “separatismo come metafora” Liliane Kandel – , rianimava i fantasmi arcaici della guerra tra i sessi, il vero “scandalo” del separatismo risiedeva nel suo carattere metaforico o simbolico, nella sua capacità di veicolare – con immediatezza e “violenza”– un certo numero di messaggi.
La scelta separatista denunciava il carattere “non misto” della nostra società (l’esclusione delle donne da luoghi, attività, istituzioni; esclusione che, quando non sancita dal diritto, lo era nei fatti), nominava l’esclusione e l’oppressione di tutte le donne in quanto gruppo e delle singole donne in quanto individuo, annunciava la presa di coscienza e la rivolta nascente, designava infine “l’identità dell’oppressore”, non più soltanto un “sistema” (capitalista o patriarcale), ma un gruppo sociale definito (e insisto sul gruppo sociale): quello degli uomini.

Sarebbe bastato, forse, gettare uno sguardo verso questo passato, verso questa storia così complessa e istruttiva, eppure inspiegabilmente dimenticata o mai appresa, per evitare alcune delle semplificazioni che hanno contraddistinto il dibattito sul separatismo (nella forma della rigida contrapposizione separatismo si/separatismo no) prima e durante la grande manifestazione del 24 a Roma “contro la violenza maschile sulle donne”.

Tornando brevemente sulla discussione pre-manifestazione, la scelta di un corteo di sole donne - che tra l’altro ho condiviso -, viene contestata da alcune donne (e solo in seguito, e marginalmente, da uomini) in quanto giudicata “discriminatoria” soprattutto verso coloro che, pur se “biologicamente” di sesso maschile, subiscono e/o combattono la violenza in prima persona, come i gay, i trans FtM o gli uomini impegnati in una critica della “mascolinità”.
Questa decisione viene inoltre percepita come un’imposizione dall’alto di una pratica non più condivisa e le donne che la sostengono vengono tacciate di “veterofemminismo” (creando, tra l’altro una fittizia contrapposizione tra "giovani" e "vecchie") e di farsi portatrici con questa scelta di un discorso di tipo identitario, essenzialista e finanche “razzista”.
Visto come un pericoloso arretramento culturale che individua nell’appartenenza “biologica a un genere la legittimità di partecipazione e mobilitazione”, sordo ad “anni di contaminazioni queer e critica trans”, lo spettro del “separatismo” (parola invero mai nominata nel documento di convocazione della manifestazione), comincia ad aggirarsi nel dibattito.

Nei discorsi privati e pubblici, così come nelle mailing list, nei siti e nei blog di singole donne, gruppi e associazioni coinvolti nell’organizzazione, la discussione cresce in maniera esponenziale man mano che la data della manifestazione si avvicina. Il 18 novembre l’inserto domenicale di Liberazione, Queer, dedicato alla manifestazione del 24, pubblica due articoli che dovrebbero illustrare le due posizioni separatismo sì/separatismo no verso le quali si è rapidamente polarizzata – e, forse, cristallizzata – la discussione. Se l’irrigidimento di questa contrapposizione ha rischiato di indurre, come è stato da più parti sottolineato, un rischioso allontanamento da quello che era l’obiettivo primario della manifestazione, esso ha anche prodotto una semplificazione drastica e riduttiva delle ragioni e dei problemi in campo.

Mi sono chiesta – e mi chiedo – perché è intorno alla scelta di “un” corteo separato che si è acceso il dibattito, un dibattito che ha posto in maniera forte il problema dell’essenzialismo e/o del “razzismo”, veicolato dai nostri discorsi e dalle nostre pratiche. _ Mi sono chiesta perché, se altre questioni si possono – strategicamente – "mettere nel cassetto" come sottolineava Gaia Maqi Giuliani nel suo articolo in Liberazione, senza (quasi) suscitare discussioni, questo non è possibile con il separatismo, nonostante in molte ne abbiano spiegato la contingenza.
Mi è sembrato, del resto, troppo “facile” e mistificante mettere sul conto dell’opzione in favore di una manifestazione separata, in una certa circostanza, un certo giorno e su un certo tema, i guasti prodotti da un essenzialismo che, in Italia, ha nutrito una lunga egemonia del "pensiero della differenza sessuale" e che ancora pervade pratiche e discorsi di diversi femminismi, talvolta in maniera “inconsapevole”, come ha sottolineato Lidia Cirillo nel suo Meglio Orfane.

Troppo facile, e forse consolatorio, mettere sul conto del “separatismo” le difficoltà storiche proprie a molt* di interrogarsi sul nodo cruciale sessismo e razzismo, tema che ha assunto con troppo ritardo - e solo "grazie" alla campagna ignobile montata da politici e media dopo l’omicidio di Giovanna Reggiani - una posizione centrale nel dibattito pubblico, senza peraltro, e mi sembra sintomatico, suscitare una necessaria riflessione sul razzismo "interno" alle stesse teorie e pratiche femministe (e qui mi permetto di rinviare al mio contributo a Donne di mondo, recente numero della rivista Zapruder sui femminismi transnazionali).
Mi sono chiesta ancora se le critiche mosse alla scelta separatista oltre a denotare una non conoscenza delle configurazioni assunte nel passato dal separatismo, manifestassero anche ignoranza di quelle attuali.

In una ricerca sulle giovani generazioni femministe in Francia, ad esempio, Liane Henneron, ha mostrato come – sullo sfondo del peculiare, e talvolta conflittuale, rapporto di rottura/continuità che lega le “giovani” militanti al femminismo degli anni 70 – , non esista una modalità univoca nelle forme adottate dalle militanti per relazionarsi con gli “altr*”.
Se privilegiare situazioni “miste” sembra maggioritario (e talvolta con una volontà, non sempre esplicita, di “smarcarsi”, attraverso il rifiuto del separatismo, da una certa immagine del femminismo), non mancano situazioni in cui la strategia politica del separatismo è rivendicato e rimodulato in forme inedite.
Basti pensare al gruppo parigino delle Furieuses Fallopes, che nel 2005 organizzarono una grande manifestazione separatista notturna contro la violenza sessista, manifestazione che suscitò, sia detto per inciso, una qualche ostilità da parte di alcune “vecchie” e l’entusiasmo contagioso delle più “giovani”.

La strategia politica separatista è reinventata a partire dalle “contaminazioni queer” e dall’opposizione a ogni tentazione naturalista: il separatismo delle Furieuses Fallopes è una militanza “tra donne”, ovvero tra tutte e tutti quelle/i che sono identificate/i, si sentono, si dichiarano, si “vivono” come donne.
Del resto la maggioranza delle singole donne, dei gruppi, della associazioni che hanno condiviso la scelta separatista della manifestazione romana, praticano una felice e fruttuosa commistione tra momenti “separati” e “non separati”, militando magari in gruppi di sole donne ma partecipando attivamente ad altri progetti politici “misti” (lotte contro la deriva securitaria, il precariato, l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia, contro il razzismo e per i diritti e la libertà dei/delle migranti).

Oltre a motivazioni tattiche o strategiche (l’evitare strumentalizzazioni da parte di forze politiche ed istituzionali, ad esempio), penso che quante hanno sostenuto la scelta di una manifestazione di sole donne, condividessero la necessità – in questa precisa congiuntura – che fossero i nostri “corpi” (dove “corpo” non è né genere, né “sesso”), a dire basta alla violenza e alla sua strumentalizzazione in chiave razzista e securitaria, a dire ancora una volta “non in nostro nome” come scandiva lo slogan della rete femminista transnazionale Nextgenderation contro la guerra in Irak, ricordato nel suo intervento su queste pagine da Cristina Papa.

Il – sacrosanto – allontanamento delle “donne” ministre da parte delle manifestanti, oltre ad aver dimostrato (se ce ne fosse stato bisogno) quanto la scelta “separatista” fosse lontana da ogni nostalgia “biologica”, ha scatenato sulla stampa un nuovo attacco in nome della (presunta) violenza delle partecipanti al corteo, che si è in alcuni casi tradotta nell’equazione separatiste uguale violente.

Con questo intervento spero di aver contribuito, oltre a chiarire qualche equivoco di merito, a indicare di che cosa e di chi c’è (forse) da aver paura.
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: Volpe argentata - Maggio 11, 2012, 07:42:47 am
Interessante la lettura di quegli striscioni, magicamente, quando si parla di violenza e ci si riferisce al nostro sesso scompare la parola "MASCHIETTO", le donne finalmente ci chiamano col nostro nome, UOMINI, peccato che sia solo nell'accezione negativa, e si capisce perfettamente il perche', infatti l'espressione "la violenza dei maschietti contro le donne" sarebbe "riduttiva" e non raggiungerebbe lo scopo prefissato dalle femministe italiane, questa la tragica realta'.
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: renato.dg - Maggio 12, 2012, 10:05:50 am
per me il elsbismo è un fenomeno decisamente marginale ammesso che esista.Sono sicuro che il transessualismo ftm esiste chiaramente ma se si vedono due donne che limonano davanti a tutti o dicono loro stesse che sono lesbiche o nessun uomo se ne accorge.per cui il lesbismo c'è perchè lo dicono le donne di essere lesbiche altrimenti nessuno se nè sarebbe accorto.Cmq sia quelle poche lesbiche che esistono , di solito hanno un aspetto e portamento mascolino, sono tendenzialmente riservate e l'attrazione per le donne non la mettono in mostra eil femminismo le interessa meno di una eterosessuale.Per cui penso che la grande maggioranza  delle femministe siano eterosesssuali anche perchè il numero di femministe militanti o radicali è almeno il 20% della popolazione femminile cioè un numero enorme.
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: ugualitarioh - Maggio 12, 2012, 20:03:52 pm
Lesbofemministe sì che esistono ma, secondo me, anche la lesbica più femminista e radicale non potrà mai essere tanto misandrica quanto una eterofemminista militante, proprio perché tende in generale al separatismo dal genere maschile! Non potrà mai essere veramente nemica della QM quanto una etero, ma neppure amica, semplicemente indifferente totale! Le vere misandriche sono le eterofemministe, malvage e pericolosissime, quelle che intendono sfruttare e annientare psicologicamente l'uomo soprattutto come compagno e marito, nel rapporto di coppia dunque, che le lesbiche vivono serenamente tra donne, senza alcun minimo desiderio o intenzione di sottomissione o umiliazione dell'uomo, con cui non si realizzano affettivamente e sentimentalmente! Tra l'altro non sono poche le eterofemministe omofobiche e lesbofobiche, che vedono negli omosessuali maschi una sorta di forte misoginia (poiché la figura femminile, in ambito erotico e sentimentale, viene completamente a mancare: e ciò per le lesbiche non è certo un problema, anzi, spesso tra uomini gay e donne lesbiche si sviluppa un'amicizia unica, pura, autentica, scevra di ogni eventuale coinvolgimento erotico o sentimentale), mentre nelle femmine omosessuali disprezzano spesso la sessualità, la vedono persino più sporca di quella tra due o più gay, in quanto stimola molto le fantasie sessuali di tanti uomini etero, che dunque appaiono ai loro occhi di femmine misandriche come perversi maniaci di donne!
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: Animus - Maggio 12, 2012, 21:25:19 pm
Lesbofemministe sì che esistono ma, secondo me, anche la lesbica più femminista e radicale non potrà mai essere tanto misandrica quanto una eterofemminista militante, proprio perché tende in generale al separatismo dal genere maschile! Non potrà mai essere veramente nemica della QM quanto una etero, ma neppure amica, semplicemente indifferente totale! Le vere misandriche sono le eterofemministe, malvage e pericolosissime, quelle che intendono sfruttare e annientare psicologicamente l'uomo soprattutto come compagno e marito, nel rapporto di coppia dunque, che le lesbiche vivono serenamente tra donne, senza alcun minimo desiderio o intenzione di sottomissione o umiliazione dell'uomo, con cui non si realizzano affettivamente e sentimentalmente! Tra l'altro non sono poche le eterofemministe omofobiche e lesbofobiche, che vedono negli omosessuali maschi una sorta di forte misoginia (poiché la figura femminile, in ambito erotico e sentimentale, viene completamente a mancare: e ciò per le lesbiche non è certo un problema, anzi, spesso tra uomini gay e donne lesbiche si sviluppa un'amicizia unica, pura, autentica, scevra di ogni eventuale coinvolgimento erotico o sentimentale), mentre nelle femmine omosessuali disprezzano spesso la sessualità, la vedono persino più sporca di quella tra due o più gay, in quanto stimola molto le fantasie sessuali di tanti uomini etero, che dunque appaiono ai loro occhi di femmine misandriche come perversi maniaci di donne!

Stronzate....
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: COSMOS1 - Maggio 13, 2012, 19:12:02 pm
Stronzate....

vabbè Ciro vuol dire che non è d'accordo ma non ha il tempo x argomentare  :D
Titolo: Re: Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: skorpion72 - Maggio 30, 2012, 21:01:30 pm
Pisa, 31 Maggio: Il corpo lesbico. Ripartiamo dalla Storia! (http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2012/05/30/pisa-31-maggio-il-corpo-lesbico-ripartiamo-dalla-storia/)

Citazione
ArciLesbica Pisa e Omofonie.it presentano:

Il corpo lesbico?

Giovedì 31 Maggio, presso la Casa della Donna di Pisa, via Galli Tassi 8.

ore 15.30 - Ripartiamo dalla Storia

laboratorio su una scelta di testi storici del lesbo-femminismo e del pensiero lesbico

Conduce Francesca Talozzi- Omofonie.it

Nella prima parte della giornata di studio abbiamo analizzato la rappresentazione del corpo della donna lesbica nella narrazione delle fictions, nel web e nella comunicazione pubblicitaria. Il confronto con la nostra esperienza individuale ha rivelato l’esistenza di numerose narrazioni collaterali, minoritarie e non previste che frantumano lo stereotipo mediatico in molteplici soggettività lesbiche.

A conclusione delle riflessioni emerse ci confronteremo tutt* insieme nella giornata di giovedì 31 Maggio con alcuni materiali di archivio e con saggi ed estratti appartenenti al pensiero lesbico, in un appuntamento che vuole essere il primo sguardo sulla complessità della soggettività lesbica e sulla sua irriducibilità ad un’unica immagine.

L’iniziativa fa parte del Ciclo Che genere di Corpi ed è realizzata con il contributo del Comune di Pisa.

Ecco come il comune di Pisa spreca i soldi
Titolo: Re:Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: skorpion72 - Agosto 25, 2012, 14:51:56 pm
Sulla home del sito di fas c'è in bella vista un link ad un blog di "femministe e lesbiche" (questi due termini avete notato che vanno sempre più d'accordo?  :hmm:)

MFLA = Martedì Autogestito da Femministe e Lesbiche (il che non torna, ma vabbeh)
http://mfla.noblogs.org/

Ho dato un'occhiata solo alla prima schermata, non sono andato oltre per problemi di stomaco.

Per esempio nel loro palinsesto sono state fatte puntate del tipo
"3 trasmissioni del ciclo: Stelle di Polvere – Stereotipi di genere nei media" (e mi posso immaginare il contenuto  :doh:)
Archivi Lesbici – Archives Lesbiennes: Mosca, Parigi e Roma (chissà che archivio interessante  :doh:)
Parigi: la stagione di lotte femministe e lesbiche (povera Parigi!)
Adrienne Rich, una lesbica pensante: scritti, parole, saggi e poesia ("una lesbica pensante" quindi stanno dicendo che normalmente sono imbecilli?)
Da una sponda all’altra: vite che contano
25 Nov giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne (Barcellona, Terni, Bologna, L’Aquila, Trieste, Udine, Taranto, Roma) (immancabile, figurati se delle lesbiche si lasciavano scappare gli attacchi al mondo maschile)

E poi...

"Per lo spazio agenda Atti e misfatti (dalle 18 alle 19.30) abbiamo fatto 62 interviste a compagne femministe e lesbiche su iniziative da loro organizzate"
Inoltre, sono andate in onda:
....
- 16 puntate di Spirito di patata, la trasmissione di femminismo pop (dalle 17.15 alle 18, ogni 15 giorni)
....
- 13 puntate di Quando eravamo pelose – Storie di donne senza peli sulla (ogni 15 giorni dalle 22 alle 23)
- 16 trasmissioni fatte dalle compagne del Coordinamento Lesbiche romane, la storica trasmissione E’ una calamità di cui ci rendiamo perfettamente conto (in onda ogni 3 settimane dalle 21.15 alle 22) (forse per "calamità" si riferiscono al fatto che le donne non sono tutte come loro e la stragrande maggioranza è attratta dagli uomini?)
- 8 puntate de Il terzo orgasmo, trasmissione di cultura lesbica (in onda ogni 3 settimane dalle 21.15 alle 22) (me la posso immaginare com'è la "cultura lesbica")  :doh:
....
- 18 puntate de La Virgola di Elisabetta, riflessioni di una femminista (che ha trasmesso fino al 6 marzo 2012) (e sai che riflessioni avrà fato..."gli uomini sono tutti stronzi"...."le donne sono superiori"...."le donne sono tutte vittime"....e via dicendo)  :doh:

Poi si parla anche di un "Coordinamento Lesbiche Romane" (Coordinamento per fare che? Per rimorchiare?)

Si parla anche del "collettivo lesbico femministe Ba-ham"

Ma la parte più interessante è quella che dice "Ascolta le informazioni su come vanno in vacanza le lesbiche" (dev'essere davvero interessante!)
Titolo: Re:Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: vero mummio - Agosto 25, 2012, 14:58:44 pm
E' abbastanza normale e scontato che il femminismo tenda ad abbinarsi ideologicamente con l'omosessualità femminile.
E' una sorta di autarchia-sessuale, il concetto di fondo, vista come necessaria per avere un pieno potere femminile.
Titolo: Re:Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: vnd - Agosto 25, 2012, 15:07:24 pm
E' abbastanza normale e scontato che il femminismo tenda ad abbinarsi ideologicamente con l'omosessualità femminile.
E' una sorta di autarchia-sessuale, il concetto di fondo, vista come necessaria per avere un pieno potere femminile.

E come intenderebbero riprodursi?
Come le amazzoni, per clonazione o sono delle ignoranti senza senso?
Titolo: Re:Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: vero mummio - Agosto 25, 2012, 15:18:13 pm
Più passa il tempo più ci sono film americani che narrano le peripezie di una coppia di lesbiche che adotta un figlio o in cui una delle due si fa inseminare in vari modi.
Titolo: Re:Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: vnd - Agosto 25, 2012, 15:51:29 pm
Più passa il tempo più ci sono film americani che narrano le peripezie di una coppia di lesbiche che adotta un figlio o in cui una delle due si fa inseminare in vari modi.

C'è di che esserne fieri....
 :sick2:
Titolo: Re:Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: ilmarmocchio - Agosto 25, 2012, 16:41:03 pm
C'è di che esserne fieri....
 :sick2:

più che altro ci fa capire da chi vengono tutte queste storie
Titolo: Re:Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: vnd - Agosto 25, 2012, 16:43:53 pm
http://
Più passa il tempo più ci sono film americani che narrano le peripezie di una coppia di lesbiche che adotta un figlio o in cui una delle due si fa inseminare in vari modi.

La versione moderna delle amazzoni, comunque.

Ci avevano già messo in guardia i greci.
Una civiltà debole e inetta.
Non può sopravvivere.
Serve sempre qualcuno che possa aprire i barattoli.

Titolo: Re:Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: vero mummio - Agosto 25, 2012, 16:48:40 pm
La versione moderna delle amazzoni, comunque.
Volendo proprio esagerare, paragonandole alle amazzoni... un remake poco ispirato e mediocre delle stesse.
Titolo: Re:Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: skorpion72 - Ottobre 24, 2012, 16:17:02 pm
http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2012/10/24/28-ottobre-roma-assemblea-di-donne-femministe-e-lesbiche/

Citazione
28 ottobre, Roma, assemblea di donne, femministe e lesbiche

Riceviamo a condividiamo l’invito a partecipare a Roma ad una assemblea per costruire una manifestazione in occasione del 25 novembre.

Abbiamo deciso di dare diffusione alla notizia perché crediamo nel rispetto delle differenze tra femminismi ma di fatto ci troviamo impossibilitat* a partecipare a questi eventi in quanto il Collettivo di Femminismo a Sud è un soggetto politico misto non separatista.

<<<<<—–>>>>>

All’assemblea delle donne all’Aquila, fatta sul finire del sit-in fuori dal tribunale dove era in corso il processo a Francesco Tuccia, il militare accusato di stupro e tentato omicidio di una giovane donna, erano presenti donne, femministe e lesbiche provenienti da varie parti d’Italia.
Si è parlato della necessità di mobilitarsi in modo unitario per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

28 OTTOBRE A ROMA
ASSEMBLEA NAZIONALE DI DONNE FEMMINISTE E LESBICHE per organizzare insieme una MANIFESTAZIONE DI DONNE IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE

UNIAMO I NOSTRI DIVERSI MODI DI DIRE NO ALLA VIOLENZA DEGLI UOMINI INSIEME SIAMO PIU’ FORTI
SOLIDARIETA’ TRA DONNE, FEMMINISTE E LESBICHE

Ore 10.30 Casa Internazionale delle Donne _Via della Lungara 19_ Roma

Le donne femministe e lesbiche presenti a L’Aquila il 18 ottobre 2012
Titolo: Re:Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: skorpion72 - Dicembre 26, 2012, 12:25:29 pm
Un altra serie di spot per invogliare le donne a "convertirsi" presi dal blog di un collettivo che occupa abusivamente uno stabile (e non si capisce perché le famiglie vengano sbattute per strada e queste invece sono sempre lì a rompere i coglioni)

(http://22resiste.noblogs.org/files/2012/12/lab22foto2.jpg)

(http://22resiste.noblogs.org/files/2012/11/5nov_Lesbiana-al-22.jpg)

(http://22resiste.noblogs.org/files/2012/06/locandinafrontedelporto2.jpg)

(http://22resiste.noblogs.org/files/2012/06/image.jpeg)

(http://22resiste.noblogs.org/files/2010/09/cropped-22-resiste.jpg)
Titolo: Re:Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: skorpion72 - Dicembre 26, 2012, 12:29:56 pm
Quì possiamo invece leggere (o meglio "potete" perché io sono non sufficientemente forte di stomaco) un post intitolato

Una giornata di co-spirazione lesbica, frocia, trans e femminista nella crisi

http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2012/12/20/una-giornata-di-co-spirazione-lesbica-frocia-trans-e-femminista-nella-crisi/
Titolo: Re:Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: fabriziopiludu - Marzo 12, 2013, 14:31:59 pm



  :dry:

 
Titolo: Re:Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: Vicus - Marzo 12, 2013, 18:25:54 pm
La dialettica hegeliana spiega perfettamente l'ideologia femminista:
il 'maschio patriarcale': tesi
la femminista: antitesi
la lesbica: sintesi
Citazione
Se noi fossimo così bravi da saper offrire loro una via d'uscita (i romani dicevano: ponti d'oro al nemico che fugge) ne approfitterebbero subito. Il dramma è che neppure noi vediamo vie d'uscita
Non considero ingenuo pensare che la via d'uscita (l'unica possibile) da proporre non sia troppo lontana dalla donna di casa che bada ai pargoli e ricama. Un'ingegneria sociale utopica quale è il femminismo non permette compromessi senza danni.
La via più sicura è quella di recuperare in modo intelligente una sapienza sociale vecchia di secoli, di cui non è saggio disfarsi per esperimenti dal dubbio esito.
D'altra parte la storia anche recente è piena di 'riflussi' sorprendenti: San Tommaso diceva che per tutto il tempo in cui ogni realtà sociale è in cammino verso una nuova forma soggiace alla forma contraria, di cui inverte poi rapidamente le caratteristiche.
Titolo: Re:Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: vnd - Marzo 12, 2013, 18:55:08 pm
Stando a Freud una possibile causa dell'omosessualità consiste nell'aver vissuto un'infanzia in una famiglia nella quale i ruoli maschile e femminile erano invertiti.
Si badi, non dice che tutti i ragazzini che vivono in questo contesto diventeranno froci, ma che hanno più possibilità di diventarlo.
Va precisato che per Freud, piaccia o non piaccia, l'omosessualità è una malattia.
Un'idea davvero politicamente scorretta e, oggi, inaccettabile.
Tuttavia, con l'ipnosi, alcuni casi di omosessualità sono regrediti.

Non voglio insultare gli omosessuali, con questo, ma ribadire che, stando a Freud, alcuni gay potrebbero essere convinti di essere omosessuali mentre non lo sono affatto.

La natura ha previsto che alle famiglie nelle quali i ruoli maschile e femminile fossero invertiti, sarebbe succeduta una generazione potenzialmente sterile.
(Almeno finché durerà il buonsenso di non consentire l'adozione a coppie omosessuali).

Quindi.... forse non è vero che tutte le femministe sono lesbiche. Tuttavia è innegabile che il lesbismo è stata l'ossatura del femminismo.
Ancora oggi molte femministe esprimono disprezzo per l'uomo.
Tolte le plagiate e le stupide de "la volpe e l'uva", resta comuinque una fetta di femministe che sta con un uomo soltanto per procreare ma che non ama né l'uomo, né il pene, né la sessualità etero.
Non possiamo definirle propriamente delle donne.

Resta ancora una cosa da dire....
Di fronte ad immagini pornografiche che ritraggono uomini omosessuali, uomini e donne etero hanno una reazione di disgusto e imbarazzo che spesso non c'è in seguito all'osservazione di una scena lesbo.
Questo può dipendere dai millenni durante quali è stata adottata la poligamia maschile.
Essere lesbica (o, comunque, bisessuale) è molto più normale (ed accettato) che essere un omosessuale maschio.

Tuttavia... come ho già detto, devo ancora conoscerla una lesbica simpatica.
I gay invece, a differenza delle checche svergognate, non sono così insopportabili come uno penserebbe.

Chissà perché le lesbiche sono sempre così stronze?

Ricapitolando, lesbiche o no, le femminista sono destinate ad estinguersi.
Se sono lesbiche, non possono procreare.
Se, come femministe, sottomettono l'uomo, in casa,  i loro figli avranno  buone probabilità di non poter procreare.

Problema risolto.


Titolo: Re:Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: fabriziopiludu - Marzo 13, 2013, 04:00:35 am



 Le Amazzoni erano lesbiche.
 Vedi Xena che sta con un'altra Amazzone.
 La misandria la spinge a cercar dove vi sia da menar le mani!


 
Titolo: Re:Lo stretto binomio femministe-lesbiche
Inserito da: fabriziopiludu - Marzo 14, 2013, 11:42:58 am



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