Forum sulla Questione Maschile
In rilievo => Osservatorio sul Femminismo => Topic aperto da: Animus - Maggio 22, 2012, 00:51:33 am
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Io non sento nessuna pietà per uno che uccide i figli, per me è solo un bastardo che non avrebbe dovuto nascere (ecco, l'aborto qui sarebbe servito).
Scusate, ma quello che vale per le donne in questo caso deve valere anche per gli "uomini".
La Terragni come al solito ha dato prova di capirci ben poco, dato che l'unico caso di empatia verso il maschile l'ha fatto sul caso sbagliato.
Ripeto, le donne e gli uomini devono mettersi in quella testa bacata che i loro figli non sono una loro proprietà.
Sono loro solo perché non sono degli altri. (ma non gli appartengono)
Spero capiate la differenza.
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Animus@: Ripeto, le donne e gli uomini devono mettersi in quella testa bacata che i loro figli non sono una loro proprietà.
Sono loro solo perché non sono degli altri. (ma non gli appartengono)
Spero capiate la differenza.
Parole sacrosante, l' errore di molti è quello di voler decidere e condizionare la vita dei propri figli ad oltranza.
Un' altra cosa da metterci in testa sarebbe quella di smettere di vergognarci se il nostro tenore di vita si abbassa a causa della crisi in atto, capire che gli spechi e le prospettive passate non potranno più esserci. Purtroppo ancora vedo gente in difficoltà economica che continuano a contrarre debiti per auto, moto, vacanze per "mantenere" un immagine di se ormai senza più una base, ancora uomini spinti e condizionati da chi gli sta accanto a fare passi troppo lunghi e insostenibili. Dobbiamo cambiare il nostro modo di essere, senza sentirci in colpa di nulla, tagliare ciò che non può esserci più lasciando perdere se qualcuno ti dice il contrario. Le persone andrebbero aiutate anche in questo senso .... smettendo di deridere e mancare di rispetto a chi si trova in difficoltà, in questo molte donne sono ancora decisamente indietro con il loro modo di valutare il proprio uomo solo da quello che ha e quello che potrebbe avere.
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Io non sento nessuna pietà per uno che uccide i figli, per me è solo un bastardo che non avrebbe dovuto nascere (ecco, l'aborto qui sarebbe servito).
Scusate, ma quello che vale per le donne in questo caso deve valere anche per gli "uomini".
La Terragni come al solito ha dato prova di capirci ben poco, dato che l'unico caso di empatia verso il maschile l'ha fatto sul caso sbagliato.
Ripeto, le donne e gli uomini devono mettersi in quella testa bacata che i loro figli non sono una loro proprietà.
Sono loro solo perché non sono degli altri. (ma non gli appartengono)
Spero capiate la differenza.
concordo.
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Io non sento nessuna pietà per uno che uccide i figli, per me è solo un bastardo che non avrebbe dovuto nascere (ecco, l'aborto qui sarebbe servito).
Scusate, ma quello che vale per le donne in questo caso deve valere anche per gli "uomini".
Quoto al 100%!
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Più che della responsabilità "maschile" io parlerei della responsabilità UMANA.
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Bravo Cosmos.
Infatti pensavo proprio al "di loro" non come possessività, ma come al principio di responsabilità [1]
Il problema sapete qual'è, che nella lingua, perché questa rispecchia una determinata concezione del mondo, questa differenza non esiste.
Non esiste la possibilità di concepire "il mio" che significa certamente che "non è tuo", di altri, ed in teoria dovrebbe significare solo questo, ma nel frattempo dovrebbe escluderne la possibilità di "proprietà", nel senso, visto che è mio, ne faccio ciò che voglio.
Non esiste. :cry:
Quando si cerca di spiegare concetti che non esistono al mondo si ha sempre l'impressione, o la paura, di non essere capiti.
Quindi lo ripeto con altre parole.
Esistono certamente le dicotomie (separazioni binarie), "io"/"altri", ad es.
Ora, devo usare una parola, o insieme di parole, per dire che "qualcosa" è in relazione con me, e solo con me (e dunque non lo è con gli altri).
Quest'insieme di parole è, guarda caso..."è il mio".
Ma come abbiamo appena detto, con queste parole di dovrebbe designare solo il fatto di esprimere una relazione tra me e l'altro (non lo chiamo oggetto intenzionalmente) e l'esclusione dell'altro, con ogni altro soggetto.
Punto.
Quel "è mio", non dovrebbe significare "ne posso fare quello che voglio perché è mio!".
Poi certamente ci deve essere un termine per specificare qualcosa sul quale posso farne quello che voglio (tipo buttarlo dalla finestra, distruggerlo), ma non deve essere uguale a quello che indica semplicemente che ha relazione con me e non altri.
Quindi, dal mio punto di vista, se dico, "è la mia donna", non sto dicendo che ne ho la proprietà, e quindi ne posso fare quello che voglio tipo gonfiarla di botte, ma sto dicendo in particolare che non è la donna di nessun altro.
Chiaro?
Poi esiste anche un altro caso, un'altra accezione dove "è mio" può significare "una differenza di relazione che l'altro ha con me e che non ha nessun altro di quella stessa categoria con me!", nel caso con "è la mia donna" vorrebbe dire che quella è l'unica donna (tra le donne) che è in relazione con me.
Nel primo caso pongo l'enfasi su di me, nell'altro....sull'altro.
Cmq, per concludere, sperando di aver illustrato tra l'altro anche la povertà della "lingua di Dante", e che i concetti possibili (ai quali sono associati inevitabilmente le visioni del mondo) superano di gran lunga le costrizioni grammaticali linguistiche (che infatti derivano da una determinata morale/concezione del mondo), arriviamo al significato di quella relazione che deve essere associata a "l'altro è in relazione con me".
Beh, è proprio ...responsabilità.
"E' mio figlio", significa, "io sono in relazione con lui (e non sono gli altri ad esserlo)", e questa relazione non è "il possesso" (così se mi fa girare le palle lo posso mettere pure il lavatrice), ma la responsabilità: "sono io che sono responsabile verso (non su) di lui".
Fiuu..che fatica.
:D
1-http://it.wikipedia.org/wiki/Il_principio_responsabilit%C3%A0.
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Ah, dimenticavo.
E' chiaro che questa è effettivamente una morale maschile, dato che, le femministe in particolare, e le donne in generale, non riescono a concepire il figlio se non come una proprietà.
Sulla base di questo principio di proprietà, in effetti si è fondata la storia dell'umanità con tutte le sovrastrutture che vi sono state costruite.
Certo, anche l'uomo ha sempre ritenuto "tutto il resto" una proprietà, è quello che dice la morale patriarcale (giudaica) , era suo solo perché poteva distruggerlo, ma non ci dimentichiamo che esiste un principio psicologico di "identificazione col carnefice" (o aggressore)[1], di fare ciò che si è subito, di trattare gli altri come si è stati trattati, e se si viene trattati come una proprietà, tratteremo tutti gli altri e tutto il resto .... come una proprietà.
Quindi è vero che il patriarcato, ma non ci dimentichiamo che il patriarcato succede al matriarcato (psichico), dove era consuetudine immolare il primogenito...maschio.
(da cui il cristianesimo....)
Quindi, da questo punto di vista, il patriarcato (nel quale ancora viviamo) è il degno figlio crudele del matriarcato primitivo.
Animus
1 - Il meccanismo è già presente e attivo durante l'infanzia: Il bambino introietta alcuni dei caratteri dell'oggetto ansiogeno, assimilando così un'esperienza angosciante appena provata per trasformarsi da minacciato in minacciante. La Freud ritiene, inoltre, che tale meccanismo di difesa contribuisca in modo determinante alla formazione del Super-Io.
http://it.wikipedia.org/wiki/Identificazione_con_l%27aggressore
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eppure dobbiamo domandarci se vale la pena sobbarcarci questo ulteriore peso
non lo so, forse è un momento di scoramento
io sono convinto che la strada più dura è la più giusta, ma a volte mi cascano le braccia
fasst è una FAS (che fantasia) dimostra di avere molti meno neuroni della figa siciliana (essì che neppure quest'ultima ne ha troppi :hmm:)
scrive così riguardo a questo:
La soluzione è culturale ed economica e sta a monte dell’organizzazione della società, del welfare, del ripartire le responsabilità alle vite umane togliendo agli uomini l’impiccio del sentirsi inutili se non si è produttivi e se non si può portare il pane in casa e togliendo alle donne l’impiccio dei lavori di cura a favore di tutta la famiglia inclusi i doveri riproduttivi cui richiamerebbero i reazionari antiabortisti.
:doh:
come si fa a banalizzare così? qualcuno scrisse una volta che "il suicidio è l'unico argomento serio"
abbiamo a che fare con un uomo il cui padre si è suicidato un anno fa: vogliamo domandarci se la figura del padre abbia qualche peso nell'equilibrio psicologico dei figli?
è disoccupato: forse anche perchè un uomo, bianco, di 41 anni, italiano, non rientra in nessuna categoria protetta, prima di lui assumono chiunque
la moglie è infermiera: possibile che non sia mai stata sfiorata dall'ipotesi che il marito avesse bisogno di un sostegno psicologico? o forse a lei pesava, forse si vergognava di quel marito fallito quando nel suo lavoro era a contatto tutti i giorni con professori e primari
e adesso lei è sicuramente quella che soffre di più: non solo perchè ha perso i figli, ma soprattutto perchè l'ultima domanda qui sopra le ronzerà nella testa finchè vive
lui ha perso la testa, va bene, non è scusabile: ma questo è stato lui il primo a capirlo, lui per primo, prima che potesse pensarci qualcun altro, ha pensato a punirsi
e fasst riduce tutto ad un problema socio-economico-culturale?
io sono angosciato dal dolore di questa vicenda
mi rendo conto che siamo stati troppo teneri con il femminismo imperante, abbiamo lasciato troppo spazio alle pari opportunità, non abbiamo valorizzato e difeso abbastanza l'identità e l'orgoglio (ma anche la responsabilità) di essere maschi
bisogna aver pensato qualche volta al suicidio per rendersi conto dell'abisso della vita, come dice Quasimodo: ti volti e scopri che stai camminando sul vuoto
fasst (sarebbe più piacevole chiamarti per nome) per favore: siamo uomini non animali: renditi conto, c'è un abisso di dolore, abbi perlomeno compassione!
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Cosmos, come ho già scritto, io non concordo, la vedo diversamente.
L'errore sarebbe proprio fare della retorica (tipica dei MS per capirci) su un caso come questo.
Non tutti gli uomini meritano commiserazione, cioè questo è un assassino, ha ucciso due innocenti, le figlie, e certo si è ucciso.
Lo sai che il figlicidio è tra gli omicidi, quello meno punito dal codice penale?
Ed è ilo meno punito perchè ...."è mio".
E come ho spiegato, quel mio significa proprio lo posso distruggere.
Se invece uccido uno che non è mio, lì mi puniscono severamente.
Ma voglio dire, vogliamo cambiare mentalità, essere veramente uomini3000, uomini del terzo millennio, o dobbiamo continuare a pensare ancora come nell'anno mille prima di Cristo, il pater familias con diritto di morte sui figli? :sick:
A che vada affanculo.
Per me non è un suicida (ma un omicida),e nessuna commiserazione per chi si è macchiato del reato peggiore (no il meno peggio). :sleep:
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Cosmos, come ho già scritto, io non concordo, la vedo diversamente.
L'errore sarebbe proprio fare della retorica (tipica dei MS per capirci) su un caso come questo.
Non tutti gli uomini meritano commiserazione, cioè questo è un assassino, ha ucciso due innocenti, le figlie, e certo si è ucciso.
Lo sai che il figlicidio è tra gli omicidi, quello meno punito dal codice penale?
Ed è ilo meno punito perchè ...."è mio".
E come ho spiegato, quel mio significa proprio lo posso distruggere.
Se invece uccido uno che non è mio, lì mi puniscono severamente.
Ma voglio dire, vogliamo cambiare mentalità, essere veramente uomini3000, uomini del terzo millennio, o dobbiamo continuare a pensare ancora come nell'anno mille prima di Cristo, il pater familias con diritto di morte sui figli? :sick:
A che vada affanculo.
Per me non è un suicida (ma un omicida),e nessuna commiserazione per chi si è macchiato del reato peggiore (no il meno peggio). :sleep:
questo è un bel post. un omicidio, anzi un figlicidio ( che è punito veramente troppo poco ) NON può essere riscattato dal successivo suicidio. la vita degli altri, COMPRESA quella dei figli NON ci appartiene.
Si vede anche qui la totale inadeguatezza della giustizia :
se uno ha meno di x € al mese , intervengono i servizi sociali, aanche se, a prezzo di grandi sacrifici, cerca di di tirarli su e vuol loro bene.
Invece, il figlicidio non ha neanche il nome e viene punito blandamente.
Non sono a favore dei nomi, l'uccisione di un essere umano è un OMICIDIO, ma insomma, ormai ci sarà anche il babysittercidio,
o che so , il suocericidio...
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al riguardo, un bell'articolo :cry: delle nostre amiche, pieno di considerazione per il povero mascolo bersagliato dalla sorte.
Il tutto, condito dall'imparzialissima ISTAT, quella delle interviste telefoniche ( suo marito le ha detto che i suoi pantaloni a vita bassa color verde pisello non le stanno bene ? Viuleenzaaaa ), diretto dall' ancor più molto imparzialissima assai dr. Sabbatini.
se non ora , quando ?
http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2012/05/22/divorzi-suicidi-e-disoccupazione-paternalismi-statistici-ed-ecclesiastici/
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al riguardo, un bell'articolo :cry: delle nostre amiche, pieno di considerazione per il povero mascolo bersagliato dalla sorte.
Il tutto, condito dall'imparzialissima ISTAT, quella delle interviste telefoniche ( suo marito le ha detto che i suoi pantaloni a vita bassa color verde pisello non le stanno bene ? Viuleenzaaaa ), diretto dall' ancor più molto imparzialissima assai dr. Sabbatini.
se non ora , quando ?
http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2012/05/22/divorzi-suicidi-e-disoccupazione-paternalismi-statistici-ed-ecclesiastici/
epperò, doc, dobbiamo essere oggettivi: c'è paucineuronica e paucineuronica
c'è la FAS sconnessa e la FAS connessa
l'intervento di fasst che ho riportato sopra denota davvero una mancanza di ragionamento pericolosa (poi Ciro sembra che non abbia capito cosa intendevo dire io e ho l'impressione che sia un po' partito per la tangente, ma non importa)
questo di fikasicula è diverso: non arriva al 6, è ancora ampiamente da bocciare, ma ci sono indizi che i neuroni sono in conflitto, il chè significa che stanno tentando di connettersi
se le donne sono disoccupate, ovvero non hanno un lavoro retribuito, trovano un senso in famiglia e se gli uomini vivono la stessa situazione il peso della questione ricade tutto su di loro
questo mi sembra un dato di fatto ed è un indice della situazione di vantaggio delle donne. Poi io posso portare dei casi diametralmente opposti, probabilmente tra il Veneto e la Sicilia ci sono ancora troppe differenze
caso 1: lei è stata operata per un'ernia cervicale ed è rimasta tetraplegica: lui lavora e si occupa della famiglia al 100%, encomiabile
caso 2: coppia siciliana, fuggita in Veneto per scappare dalla mafia, un figlio minorato, la moglie depressa (la capisco: passare da una condizione economica alto-borghese ad una proletaria, è deprimente), lui 85enne si occupa di tutto, dalla spesa a scarrozzare la moglie in carrozzina (può camminare benissimo, ma è depressa!)
caso 3: un figlio di 45 anni disabile grave, spastico, 85kg. Il padre magro e secco, la madre ha problemi sanitari di cui non sono informato. Il padre si occupa di tutto, ha sempre le camice a maniche lunghe per non far vedere gli ematomi dovuti agli sforzi che fa per sollevare il figlio.
però in genere è vero: la disoccupazione pesa di più ad un uomo
poi la figa siciliana va in cortocircuito: chi ci deve pensare? lo Stato-mamma :sad2:
di fatto la siciliana non ha ancora fatto il passaggio dall'antichità al medioevo: nella Roma antica il mondo era diviso in liberi e schiavi, lo schiavo attende che il padrone provveda. Nel medioevo non ci sono più schiavi, anche i servi della gleba devono mettere in moto la loro libertà se vogliono mangiare. Purtroppo la disoccupazione è così penosa perchè siamo rimasti ad un modello schiavista, il proletario (=colui che come unica ricchezza ha i figli e il proprio tempo-lavoro in vendita) disoccupato è un aborto sociale. Noi dovremmo chiedere la redistribuzione delle ricchezze, l'abolizione dei latifondi, ogni persona dovrebbe avere una quantità sufficiente di risorse per badare a sè stessa senza attendere la pappa dalla mamma-stato.
Poi la fighetta tira fuori una polemica con la CEI, per la quale il divorzio breve è un male.
L’altra notizia ... riguarda una dichiarazione del Cardinale Bagnasco che ... sostiene che il divorzio breve sia una brutta cosa.
Anche qui siamo al cortocircuito logico:
1 dal punto di vista immediato, Bagnasco ha torto perchè si occupa di cose che non conosce appieno: una volta che c'è un danno è meglio che sia rapido
2 in una prospettiva più ampia Bagnasco ha torto perchè parte dalla considerazione che il divorzio è un male, ma non si domanda per chi è un male. Il male maggiore è per coloro che ritenevano di essersi sposati finchè morte non vi separi e si trovano sul marciapiede. Il problema è che le regole devono essere stabilite prima di iniziare a giocare, per cui nel momento del matrimonio gli sposi dovrebbero scegliere se sposarsi con un matrimonio dissolubile o indissolubile (Covenant Marriage). Ma i vescovi hanno paura a chiedere ai cattolici questo impegno perchè "in chiesa non si sposerebbe più nessuno" (non scherzo: è la ragione ufficiale per le quali del Covenant Marriage in Italia è proibito parlare)
3 tuttavia è chiaro che pur avendo ragione nella critica la figa anonima ha torto nella sostanza: tante tragedie di padri separati sono nate proprio dal non essersi preparati al divorzio, dall'essere stati colti di sorpresa. Facciamo una cosa: preparate (voi donne, voi femministe, voi FAS) un documento nel quale spiegate ad un uomo tutto ciò che gli può succedere dopo il matrimonio e durante il divorzio, fateglielo leggere prima della cerimonia, e poi VIGILATE che le regole scritte prima vengano rispettate dopo!
ma nell'insieme non dobbiamo fare di tutte le erbe un fascio: onore al merito a chi si sforza di pensare. Prima o poi ci riuscirà :wub:
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io riconosco che si sta verificando una positiva differenziazione nel campo femminista che vede finalmente la comparsa di opzioni più ragionevoli. però, quando sento citare l'Istat, con le sue statistiche edulcorate, mi viene il mal di fegato
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poi Ciro sembra che non abbia capito cosa intendevo dire io e ho l'impressione che sia un po' partito per la tangente, ma non importa
Cosmos, ho capito benissimo, sei te che non hai capito che io in quell'ordine di idee, non ci voglio entrare, non mi voglio "insozzare".
Tu lo stai cmq ed in qualche modo giustificando, ed è quello che non voglio in nessun modo fare, perchè per me "il sacrificio del figlio", in qualunque modo avvenga, non deve trovare nessuna giustificazione, nessuna retorica....solo unanime biasimo e condanna.
E' più chiaro così?
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@Ciro: no, non hai capito, ma non importa
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abbiamo a che fare con un uomo il cui padre si è suicidato un anno fa: vogliamo domandarci se la figura del padre abbia qualche peso nell'equilibrio psicologico dei figli?
Cosimo, il padre può avere influenza sul figlio che ha 14 anni non 41 anni.
E poi il padre si è suicidato senza ammazzare pure lui. Perché lui non ha seguito il suo esempio?
Tutto ciò che dici è giusto finché si tratta dei tanti mali che affliggono la vita degli uomini di oggi, ma non giustifica minimamente l'atto esecrabile compiuto da costui.
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Cosimo, il padre può avere influenza sul figlio che ha 14 anni non 41 anni.
E poi il padre si è suicidato senza ammazzare pure lui. Perché lui non ha seguito il suo esempio?
Tutto ciò che dici è giusto finché si tratta dei tanti mali che affliggono la vita degli uomini di oggi, ma non giustifica minimamente l'atto esecrabile compiuto da costui.
io conosco almeno tre famiglie nelle quali il padre si è suicidato: ti assicuro che soprattutto per i figli maschi è un trauma difficile da superare (chissà perchè le figlie femmine ne risentono di meno. In uno di questi la moglie è stata la causa nota del suicidio - tradiva pubblicamente il marito portandosi l'amante a casa quando lui era al lavoro - e come unico commento ha detto: questa non doveva farmela)
Il suicidio e la disoccupazione non giustificano l'errore ma lo spiegano
tuttavia per dire che una azione è errata è necessario un metro di misura: perchè è sbagliato uccidere i figli?
se i figli hanno un qualche diritto all'esistenza, lo hanno si a 4 anni, sia a 16 mesi, sia a -9 mesi. Chissà perchè:
1 se la madre uccide il figlio prima che nasca ha diritto anche all'assistenza statale
2 se la madre li uccide dopo la nascita è depressa e viene curata
ho l'impressione che il metro di misura sia molto elastico :hmm:
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io conosco almeno tre famiglie nelle quali il padre si è suicidato: ti assicuro che soprattutto per i figli maschi è un trauma difficile da superare
Sarà, ma perché uccidere anche i figli? Se uno vuole suicidarsi che si suicidi pure ma lasci stare gli altri.
(chissà perchè le figlie femmine ne risentono di meno. In uno di questi la moglie è stata la causa nota del suicidio - tradiva pubblicamente il marito portandosi l'amante a casa quando lui era al lavoro - e come unico commento ha detto: questa non doveva farmela)
Bah, qui si tratta di coglionaggine allo stato puro! In tal caso altro che suicidio, io avrei fatto a pezzi mia moglie e poi dopo... lapidatemi pure!
E se fossi stato uno dei figli avrei fatto a pezzi mia madre con le mie mani!
Il suicidio e la disoccupazione non giustificano l'errore ma lo spiegano
tuttavia per dire che una azione è errata è necessario un metro di misura: perchè è sbagliato uccidere i figli?
se i figli hanno un qualche diritto all'esistenza, lo hanno si a 4 anni, sia a 16 mesi, sia a -9 mesi. Chissà perchè:
1 se la madre uccide il figlio prima che nasca ha diritto anche all'assistenza statale
2 se la madre li uccide dopo la nascita è depressa e viene curata
ho l'impressione che il metro di misura sia molto elastico :hmm:
Ma questo è un altro discorso. Come ha detto Animus, ciò che vale per l'uno deve valere anche per l'altro.
Chiunque fa del male ai bambini deve essere severamente punito, uomo o donna, padre o madre che sia.
Ma di certo non solidarizzo con uno che ha ucciso i figli e poi si è suicidato.
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Lo sai che il figlicidio è tra gli omicidi, quello meno punito dal codice penale?
Si tratta di qualcosa di ancestrale che va assolutamente combattuto.
Ecco, questi sono gli "istinti", se così vogliamo chiamarli, che vanno combattuti.
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io conosco almeno tre famiglie nelle quali il padre si è suicidato: ti assicuro che soprattutto per i figli maschi è un trauma difficile da superare
Ma poi scusa, Cosmos, ma questi figli quanti anni avevano quando il padre si è suicidato?
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Si tratta di qualcosa di ancestrale che va assolutamente combattuto.
Ecco, questi sono gli "istinti", se così vogliamo chiamarli, che vanno combattuti.
uccidere i propri figli sarebbe un istinto? ecco perchè non ci capiamo :hmm:
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uccidere i propri figli sarebbe un istinto? ecco perchè non ci capiamo :hmm:
Già, non ci capiamo! Io mi riferisco al concetto (oggi latente) dei figli come proprietà...
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Già, non ci capiamo! Io mi riferisco al concetto (oggi latente) dei figli come proprietà...
ma vedi che se cè un concetto non cè un istinto?..l'istinto sarebbe di proteggerli i figli. quello che viene naturale è proteggere i figli, se l'istinto fosse uccidere i figli noi non saremmo qui.
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ma vedi che se cè un concetto non cè un istinto?..l'istinto sarebbe di proteggerli i figli. quello che viene naturale è proteggere i figli, se l'istinto fosse uccidere i figli noi non saremmo qui.
Proteggerli perché propri...
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Proteggerli perché propri...
se è istinto non cè un perchè. se cè un perchè è ragione.
istinto:
"impulso naturale che spinge gli esseri viventi a compiere determinati atti utili alla conservazione dell'esistenza".
ora, a meno che tuo figlio non ti stia puntando una pistola,ucciderlo non è istinto.
http://www.dizionario-italiano.it/definizione-lemma.php?definizione=istinto&lemma=I0BAC800
esiste poi una distorsione dell'istinto, la cosidetta "sicurezza" che è illusoria e si puo controllare/reprimere e a volte si deve. ad esempio la paranoia mentale (che è appunto una paranoia mentale e non istinto) tipo: "quello forse vuole rapinarmi e forse mi vuole fare del male, nel dubbio lo ammazzo". è un calcolo e non è piu istinto.
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uccidere i propri figli sarebbe un istinto? ecco perchè non ci capiamo :hmm:
è l'istinto di proprietà ciò di cui parla Giuseppe
la proprietà è tale appunto perchè ne fai quello che vuoi, percepire i figli propri come proprietà è a rischio
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è l'istinto di proprietà ciò di cui parla Giuseppe
la proprietà è tale appunto perchè ne fai quello che vuoi, percepire i figli propri come proprietà è a rischio
ovviamente sul concetto sono d'accordo. ma perdona l'insistenza, l' istinto di proprieta non esiste. la parola istinto è sotto attacco (principalmente da parte femminista) e a mio modestissimo avviso, è una parola da difendere.
cito un brano di qmdt:
"Diventeranno dolci, certo, e non avranno bisogno di sentirsi forti. Non conquisteranno nuove terre e nuovi spazi, perché i loro padri hanno già distrutto abbastanza. Non dovranno difendere nessuno perché non vi è bisogno di maschi che proteggano laddove non vi siano maschi che minacciano.
Impareranno a piangere e a confessarsi. Si riconosceranno deboli ed imperfetti, certi di trovare comprensione e non scherno. Ammetteranno finalmente la loro fragilità negata e ne avranno in cambio umana comprensione. Riconosceranno di avere paura e troveranno aiuto, non derisione. Apprenderanno dagli altri quale sia il vero valore dei loro sentimenti e non si giudicheranno più da soli. Impareranno a distinguere tra le pulsioni buone e quelle cattive, le donne gliele indicheranno. Non saranno educati nel falso mito del coraggio, si dedicheranno a quelle attività che verranno loro suggerite e chiederanno prima di intraprendere iniziative. Non si vanteranno dei loro successi perché sarà finita l’era dello sciovinismo maschilista.
Diventeranno padri se e quando sarà loro richiesto e saranno padri attivi e presenti, non come ora. Non lo diventeranno a loro arbitrio sotto il mantello del cosiddetto “diritto alla paternità”. Non sarà loro permesso disconoscere i figli ma non imporranno alle donne lo stesso divieto con il provocatorio pretesto della parità. Spingeranno le carrozzine senza sospetti. Non imporranno la loro volontà, accoglieranno quella altrui. Impareranno a giudicare la storia e se stessi secondo un nuovo criterio e non saranno gelosi del mondo migliore che sarà stato costruito contro la loro volontà, con generosità ne riconosceranno quella superiorità che la storia avrà dimostrato. Si faranno carico del loro passato, saranno sinceri e non troveranno scuse per le loro responsabilità. Condanneranno tutto ciò che fu compiuto di male, le donne diran loro che cosa. Non le accuseranno di colpe che non possono avere e non useranno la propria individuale innocenza per coprire la colpevolezza della loro appartenenza, ma al tempo stesso non diranno “Siamo colpevoli di essere nati maschi”, insinuando che colpevoli siano proprio le innocenti, o, inaudito, per suggerire che, alla nascita, un’originaria condizione di indegnità morale li attendesse per tenerli incatenati senza rimedio alla loro ereditata, insolvibile colpa. Non chiederanno allora, oltraggiando se stessi, perché siano nati, conosceranno la risposta.
Controlleranno i dettagli del loro linguaggio, dei loro gesti e vigileranno sui loro sentimenti. In ciò saranno sorretti dalle donne che li aiuteranno a correggere i loro sogni con i quali potrebbero vagheggiare i privilegi perduti. Controlleranno scrupolosamente il loro comportamento adeguandolo alle legittime richieste delle donne ma non pretenderanno, reciprocamente, di giudicarne il comportamento. Useranno un vocabolario corretto del quale non indagheranno l’origine perché sapranno che non sarà stato modificato a loro danno, sapranno che non sarà stato loro imposto e volentieri si rivolgeranno alle donne per sapere come parlare perché uomini nuovi hanno bisogno di una lingua nuova. Di una neolingua. Non useranno parole dal doppio senso offensivo quali “virilità” e “maschilità”, non ne penseranno i concetti. Sapranno che le difficoltà di adeguarsi alle nuove abitudini deriveranno dal passato, dal fatto che la mentalità cattiva è dura da abbandonare. Non chiameranno “nostre esigenze” quelle che sono aspettative di illegittimi privilegi e non rivendicheranno “diritti” perché sapranno che ciò comporterebbe doveri per l’Altra. Non useranno locuzioni sospette quali “la nostra dignità“, “il rispetto per noi stessi”, “la nostra libertà”, “le nostre aspettative”, “ le nostre pulsioni”, “i nostri bisogni” insinuando in tal modo che non siano rispettati e valorizzati. Non pronunceranno la parola “istinto”. Non penseranno che le donne possano offenderli o far loro del male, perché sarà scomparsa la misoginia."
secondo te perchè, non prounceranno la parola "istinto"?
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se è istinto non cè un perchè. se cè un perchè è ragione.
istinto:
"impulso naturale che spinge gli esseri viventi a compiere determinati atti utili alla conservazione dell'esistenza".
ora, a meno che tuo figlio non ti stia puntando una pistola,ucciderlo non è istinto.
http://www.dizionario-italiano.it/definizione-lemma.php?definizione=istinto&lemma=I0BAC800
esiste poi una distorsione dell'istinto, la cosidetta "sicurezza" che è illusoria e si puo controllare/reprimere e a volte si deve. ad esempio la paranoia mentale (che è appunto una paranoia mentale e non istinto) tipo: "quello forse vuole rapinarmi e forse mi vuole fare del male, nel dubbio lo ammazzo". è un calcolo e non è piu istinto.
Beta, non credere che il rapporto che i genitori con i propri figli sia un idillio.
I genitori considerano i figli come propri e vogliono da loro soddisfazioni, desiderano plasmarli come loro vorrebbero.
E se si sentono disperati, come oggi spesso sentiamo, li uccidono per poi magari eliminarsi loro stessi.
Inutile che ci ricami sopra per negare questo fatto. I genitori tendono ISTINTIVAMENTE a considerare i loro figli come PROPRI e la società tende ancora oggi ad avallare questa spinta ancestrale.
Altrimenti come si spiegano certi fatti di cronaca? Non mi sembra che ci sia in atto nessuna "propaganda mediatica" o roba del genere che promuova il "figlicidio", come lo ha definito Animus.
Se poi tu non vuoi vedercele queste cose liberissmo di negarle. Ma a mio avviso sei fuori strada.
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è l'istinto di proprietà ciò di cui parla Giuseppe
la proprietà è tale appunto perchè ne fai quello che vuoi, percepire i figli propri come proprietà è a rischio
Credo che l'istinto sia qualcosa di più complesso di ciò di cui parla Beta.
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A ridaje, stare lì a in cagliarsi sulle parole, significa questo, no significa quell'altro :cry: :doh:
Non c'ha senso, caxxxo, sono discussioni steeerili. (oltre che banali)
Toh, volete portare avanti una discussione interessante?
Leggetevi questo e commentatelo.
Il termine “figlicidio” indica l’uccisione del proprio figlio da parte della madre o del padre.
Il Codice penale italiano non riconosce al figlicidio un’entità giuridica autonoma, come fa per il reato di infanticidio nell’art. 578, ma lo identifica nel reato di omicidio.
In questo ambito verrà dato particolare rilievo all’uccisione del proprio figlio da parte della madre, che risulta essere più frequente rispetto al figlicidio compiuto dal padre.
http://psichiatria-forense.elsevier.it/cont/sfoglia-alcune-pagine/12/visualizza-capitolo-esemplificativo.asp?chp=35&sct=1650
ASPETTI ANTROPOLOGICI
L’uccisione del proprio figlio, che nella nostra cultura suscita una condanna sociale, morale e giuridica, può presentare per alcune culture non solo una condizione tollerata, non socialmente e giuridicamente condannata, ma anche una condizione incoraggiata dai valori culturali, molto differenti tra loro a seconda dei contesti, e da particolari legislazioni.
Già nell’antica Roma il pater familias aveva il diritto di vita e di morte sui propri figli e su questi esercitava lo ius vitae ac necis in totale acritica autonomia.
Le guerre, fin dall’antichità, ci hanno dato numerosi esempi di uccisioni di bambini, a volte attuate con modalità sistematica e finalizzata all’eliminazione preventiva di future ribellioni. Lo stesso Erode avrebbe ordinato la “strage degli innocenti” per eliminare un possibile futuro rivale.
In alcuni Paesi (per esempio Cina e India) l’uccisione dei figli è stata favorita da particolari legislazioni che hanno avuto come razionale il controllo della crescita demografica.
Nei secoli passati, negli ambienti rurali l’uccisione dei figli era socialmente tollerata allorquando il figlio costituiva “una bocca da sfamare non utile al lavoro nei campi”; lo stesso accade ancora oggi in specifici contesti socioculturali.
Gli esempi potrebbero continuare numerosi, con motivazioni differenti, e spaziare geograficamente in diverse tribù dell’America meridionale, dell’Africa, dell’Australia, a testimoniare che l’infanticidio e il figlicidio possono trovare in alcune culture dei giorni nostri, come nei tempi passati, un’accettazione sociale.
http://psichiatria-forense.elsevier.it/cont/sfoglia-alcune-pagine/12/visualizza-capitolo-esemplificativo.asp?chp=35&sct=1671
COMPORTAMENTO VIOLENTO DELLA MADRE MALTRATTANTE
COMPORTAMENTO OMISSIVO DELLE MADRI NEGLIGENTI
COMPORTAMENTO VENDICATIVO
UCCISIONE DEL FIGLIO NON DESIDERATO
UCCISIONE DEL FIGLIO CAPRO ESPIATORIO
RIPETIZIONE DELLA VIOLENZA PLURIGENERAZIONALE
UCCISIONE DEL FIGLIO IN UN CONTESTO DEPRESSIVO
UCCISIONE ALTRUISTICA DEL FIGLIO
UCCISIONE COMPASSIONEVOLE DEL FIGLIO
UCCISIONE DEL FIGLIO ATTRAVERSO LE CURE DANNOSE
http://psichiatria-forense.elsevier.it/cont/sfoglia-alcune-pagine/12/visualizza-capitolo-esemplificativo.asp?chp=35&sct=1672
UCCISIONE DEL FIGLIO CAPRO ESPIATORIO
Alcune madri uccidono il proprio figlio perché lo considerano responsabile del loro fallimento esistenziale. Il figlio diviene responsabile del negativo cambiamento del proprio corpo (definito “sformato dalla gravidanza”), della carriera mancata, delle relazioni sociali trascurate, dei comportamenti edonistici sostituiti dai doveri di accudimento materno, della sessualità coartata per soddisfare i bisogni del bambino ecc. Ne deriva che nell’ambito di una distorta valutazione della propria esistenza, queste madri concretizzano sul figlio la pluralità di cause che hanno determinato un presunto fallimento, ovvero una drammatica insoddisfazione della propria vita. È da segnalare che spesso tale distorta valutazione della realtà è grossolanamente contaminata da elementi depressivi, che portano a generalizzare alcuni reali aspetti negativi della vita individuale, e/o da elementi a impronta paranoidea, che contribuiscono alla trasformazione del bambino in un vero e proprio elemento persecutorio.
Caso clinico
P.U., 22 anni, madre di un bambino di 5 mesi. Nella famiglia di origine P.U. ha vissuto in un clima di protezione e accudimento senza il minimo confronto con le responsabilità, anche piccole, della vita quotidiana. Divenuta madre, verbalizza molto presto le difficoltà nel ricoprire il ruolo materno. Tuttavia, oltre le fisiologiche difficoltà verbalizzava sempre più la convinzione che il bambino la faceva sentire «una fallita, non solo come madre, ma in tutta la vita […], e solo lui è responsabile di tutto questo». P.U. tenta di uccidere il bambino gettandolo in una pentola di acqua bollente. Solo l’intervento dei carabinieri, chiamati dalla stessa P.U., salva il piccolo, che riporta gravi ustioni.
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Beta, non credere che il rapporto che i genitori con i propri figli sia un idillio.
I genitori considerano i figli come propri e vogliono da loro soddisfazioni, desiderano plasmarli come loro vorrebbero.
E se si sentono disperati, come oggi spesso sentiamo, li uccidono per poi magari eliminarsi loro stessi.
Inutile che ci ricami sopra per negare questo fatto. I genitori tendono ISTINTIVAMENTE a considerare i loro figli come PROPRI e la società tende ancora oggi ad avallare questa spinta ancestrale.
Altrimenti come si spiegano certi fatti di cronaca? Non mi sembra che ci sia in atto nessuna "propaganda mediatica" o roba del genere che promuova il "figlicidio", come lo ha definito Animus.
Se poi tu non vuoi vedercele queste cose liberissmo di negarle. Ma a mio avviso sei fuori strada.
Boh Giubi, lo chiami istinto il plasmare i figli a piacimento?
Non so ,a volte molti genitori mi sembrano come gli ammaestratori di cani, tra l'altro si chiama allevamento dei figli come per gli animali.
Non son nemmeno sicuro che i figlicidi riguardino un istinto di proprietà ma una volontà di onnipotenza
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Animus
Io non sento nessuna pietà per uno che uccide i figli, per me è solo un bastardo che non avrebbe dovuto nascere (ecco, l'aborto qui sarebbe servito).
vnd
Io penso che uccidere un figlio sia una cosa da fuori di testa. Sia che questo omicidio avvenga quando il bambino non è ancora nato, sia che avvenga dopo, fuori o dentro un cassonetto.
(Tolto il 2% di donne che abortisce per stupro o malattie loro o del figlio,) si abortisce per stupidità e si uccidono i figli e ci si suicida per follia.
Io penso che molta di questa follia potrebbe essere evitata se ci fosse maggiore giustizia.
La Terragni, sul suo blog fascistoide, sta pubblicando uno dei suoi inutili articoli nel quale paventa l'apertura di centri di ascolto, privati, maschili.
A chi potrebbe sembrare intelligente un'iniziativa come questa in tempi di crisi, dove invece sarebbe necessario razionalizzare e risparmiare sulle risorse?
Allora ha ragione Grillo: pagare le tasse è dannoso perché rende complici degli sprechi.
Io i centri antiviolenza privati li chiuderei tutti senza se e senza ma. Sicuramente leverei loro ogni finanziamento.
Di contro, renderei unisex il 1522, che adesso si occupa soltanto di vittime donne, sembra, soltanto se vittime di violenza maschile.
Il disagio maschile ha nomi e cognomi.
Un centro di ascolto equivarrebbe a mettere una toppa nuova su un vestito logoro.
La violenza sulle donne è punita dalla legge.
La violenza sugli uomini è prevista dalla legge.
I problemi maschili, pertanto si risolvono rimuovendo gli intoppi e gli squilibri legislativi o rinnovando le prassi.
Ad es.:
1. Rinnovando il diritto di famiglia. Concependo il matrimonio come atto puramente anagrafico tra due soggetti di pari dignità. Rimuovendo il concetto di coniuge economicamente debole e cancellando dal vocabolario parole assurde come alimenti al coniuge o mantenimento del tenore di vita in costanza di matrimonio.
2. cominciando ad applicare la legge sull'affido congiunto. I figli restano nella casa coniugale e i genitori separati vi si alternano.
3. prevedendo i pagamenti entro sessanta giorni dalla fatturazione.
Tali interventi ridurrebbero i casi di follia domestica e suicidi per ragioni economiche di almeno il 70%.
Scusate se è poco.
Scusate, ma quello che vale per le donne in questo caso deve valere anche per gli "uomini".
La Terragni come al solito ha dato prova di capirci ben poco, dato che l'unico caso di empatia verso il maschile l'ha fatto sul caso sbagliato.
Ripeto, le donne e gli uomini devono mettersi in quella testa bacata che i loro figli non sono una loro proprietà.
Sono loro solo perché non sono degli altri. (ma non gli appartengono)
Spero capiate la differenza.
[/quote]
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Boh Giubi, lo chiami istinto il plasmare i figli a piacimento?
Non so ,a volte molti genitori mi sembrano come gli ammaestratori di cani, tra l'altro si chiama allevamento dei figli come per gli animali.
E' ovvio che un comportamento nasce da una certa visione delle cose che va ben aldilà dell'istinto. Ma dietro questa visione, questo modo di fare e di vedere credo ci sia sempre un certo istinto.
Non son nemmeno sicuro che i figlicidi riguardino un istinto di proprietà ma una volontà di onnipotenza
E da dove credi che nasca la proprietà privata se non da una volontà di (omni)potenza?
Certo non è da prenderla in maniera esasperata la cosa, ma si tratta sempre di una volontà di affermazione dell'Io.
Che poi può esprimersi in piccole cose quotidiane oppure sfociare in fenomeni estremi come la storia e la cronaca ci insegna.
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Beta, non credere che il rapporto che i genitori con i propri figli sia un idillio.
I genitori considerano i figli come propri e vogliono da loro soddisfazioni, desiderano plasmarli come loro vorrebbero.
E se si sentono disperati, come oggi spesso sentiamo, li uccidono per poi magari eliminarsi loro stessi.
Inutile che ci ricami sopra per negare questo fatto. I genitori tendono ISTINTIVAMENTE a considerare i loro figli come PROPRI e la società tende ancora oggi ad avallare questa spinta ancestrale.Altrimenti come si spiegano certi fatti di cronaca? Non mi sembra che ci sia in atto nessuna "propaganda mediatica" o roba del genere che promuova il "figlicidio", come lo ha definito Animus.
Se poi tu non vuoi vedercele queste cose liberissmo di negarle. Ma a mio avviso sei fuori strada.
non girare la frittata,il fatto io non lo nego proprio, ergo se ci ricamo non è per negarlo.
ricamare è quello che fai tu nel momento in cui attribuisi all'istinto cose che con l'istinto non centrano un tubo.
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Sei sicuro Giubi che la proprietà privata nasca come volontà di onnipotenza?
Penso sia nata più come istinto di sicurezza
Diventa volontà di onnipotenza quando lo estendi a esseri viventi, quando annulli la loro volontà
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Ho due figli piccoli pure io.....ne avevo un'altra ma a 17 mesi è morta "in culla",
è successo il 6/6/2006,(non credo ancora nella superstizione)
le "forze dell'ordine" ci hanno trattato da assassini ( una nuova Cogne porta pure turisti..) indagandoci per omicidio,interrogandoci per ore separatamente cercando di metterci l'uno contro l'altro
poi il fratellino (Vale di 3 anni allora) poteva averla uccisa...????
Morta nel sonno, autopsia nessuna malformazione nè precedente dalle famiglie...stava bene il giorno prima...VABBE'
Casa sequestrata 3 mesi, cazzi nostri dove andare e dopo tutto a posto!
Nulla ..arresto cardiorespiratorio......ma ...??
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..Cazzi nostri, nessun aiuto psicologico ( potevamo essere assassini) speso un mutuo per vivere fuori casa.....poi???NULLA............Mi ricorda molto le accuse di stupro, il poveraccio si fa 3 mesi, sputtanato, poi no!! la tipa s'era inventata tutto.....intanto lui è sputtanato tutta la vita e diventerà barbone, la troia di turno riceverà soldi e pure gratificazioni
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Si tratta sempre di una volontà di affermazione dell'Io.
Fa parte della natura Giubi, non vedo che cosa ci sia di male, anzi ci vedo anche il lato malvagio ma tant'è... alcune volte bisognerebbe andare "al di là del bene e del male" per inquadrare meglio determinati assunti.
Alcune volte eh?
P.s: non mi dirai che anche tu fai parte di quella nutrita schiera di amanti delle favole che crede di risolvere il problema (problema?) della "proprietà privata" con la "collettivizzazione dei mezzi di produzione" vero?
:P
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ma vedi che se cè un concetto non cè un istinto?..l'istinto sarebbe di proteggerli i figli. quello che viene naturale è proteggere i figli, se l'istinto fosse uccidere i figli noi non saremmo qui.
infatti. E ovviamente li si protegge perchè sono i propri.
tale istinto è funzionale alla prosecuzione della specie.
Tant'è che se ognuno protegge i propri figli, la specie va avanti.
Il concetto di cambiamento o abolizione degli istinti è tipico di tutti gli autoritarismi : comunismo, nazifascismo e femminismo.
cambiare gli istinti, cambiare l'uomo, nel femminismo cambiare il maschio.
Associata a quedsta lotta agli istinti basilari, c'è l'assurda credenza in un evoluzionismo teleonomico, ossia finalizzato a uno scopo preciso : nel caso del femminismo tale fine è una umanità migliore , per es, senza aggressività maschile.
Una sciocchezza colossale : intanto, perchè le donne che hanno raggiunto il potere , sono aggressive come gli uomini.
Sono solo più insicure e quindi ancora più pericolose.
Inoltre, l'aggressività, come tutti gli istinti basilari, è necessaria.
Più che testi di psicologia, consiglio un racconto di fantascienza :
la macchiana del tempo " di H.G. Wells .
Si capirà bene perchè è necessaria l'aggressività.
Chi vuole far evolvere il maschio, lo vuole castrare per prenderne il posto.
niente altro
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Beh no marmocchio, esempi di civiltà con uomini castrati ci sono, come i moso.
Ma sono poche e sottosviluppate e devono vivere in isolamento totale, sennò vengono fagocitate.
Non so se proteggere i propri figli sia un istinto perchè ci sono esempi contrari, ma comunque è stato il sistema migliore
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Ho due figli piccoli pure io.....ne avevo un'altra ma a 17 mesi è morta "in culla",
è successo il 6/6/2006,(non credo ancora nella superstizione)
le "forze dell'ordine" ci hanno trattato da assassini ( una nuova Cogne porta pure turisti..) indagandoci per omicidio,interrogandoci per ore separatamente cercando di metterci l'uno contro l'altro
poi il fratellino (Vale di 3 anni allora) poteva averla uccisa...????
Morta nel sonno, autopsia nessuna malformazione nè precedente dalle famiglie...stava bene il giorno prima...VABBE'
Casa sequestrata 3 mesi, cazzi nostri dove andare e dopo tutto a posto!
Nulla ..arresto cardiorespiratorio......ma ...??
questo dimostra che la giustizia è fin troppo zelante quando c'è anche il minimo sospetto di violenza domestica: il che dovrebbe far concludere che le statistiche sulla violenza sono esagerate e non sottostimate, come le FAS vorrebbero farci credere
d'altra parte Steffenoni con Presunti Colpevoli ha fatto un grande lavoro, peccato che sia rimasto lettera morta: gli italiani hanno altro a cui pensare, sono tutti al rigor montis :sick:
Beh no marmocchio, esempi di civiltà con uomini castrati ci sono, come i moso
ne sei tanto sicuro? sulla base delle cazzate scritte da qualche vaginocentrica disconnessa? se davvero tra i moso le donne stanno tanto bene, perchè le FAS non vanno tutte laggiù? ma dai! :doh: Lanza del Vasto tra i moso c'era stato di persona e non era così rincitrullito come le femministe contemporanee. È un altro modo di vivere, un'altra civiltà, più uomini condividevano la moglie e la casa perchè stavano via per mesi, e durante la loro assenza la donna aveva pur bisogni di qualcuno che la difendesse. Comunque era una vita dura, al limite della sopportazione, soprattutto per le donne legate alla casa. Per gli uomini i mesi di distanza erano una boccata d'aria fresca, tornavano a casa con un po' di soldi ma soprattutto con la nostalgia della vacanza!
se c'è una società maschilista, nella quale alla donna veniva scaricato tutto ma proprio tutto il peso della vita famigliare, è la società dei/delle moso
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Beh cosimo son donne, figurati se lo fanno, aspettano che lo fanno altri
Pure le moso hanno detto che la strada che gli hanno costruito in cina è utile, ma mica hanno l'hanno fatta
che sia scaricato tutto il peso non so, sembra che un bel peso si scarichi sui fratelli delle donne
E poi calma :D mica li ho mitizzati ma l'istinto di difendere i figli perchè propri non so se sia il solo naturale, ma solo il naturale migliore
il debole è naturale quanto il forte ma il forte è migliore e il debole sparisce
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infatti. E ovviamente li si protegge perchè sono i propri.
tale istinto è funzionale alla prosecuzione della specie.
Tant'è che se ognuno protegge i propri figli, la specie va avanti.
Il concetto di cambiamento o abolizione degli istinti è tipico di tutti gli autoritarismi : comunismo, nazifascismo e femminismo.
cambiare gli istinti, cambiare l'uomo, nel femminismo cambiare il maschio.
Associata a quedsta lotta agli istinti basilari, c'è l'assurda credenza in un evoluzionismo teleonomico, ossia finalizzato a uno scopo preciso : nel caso del femminismo tale fine è una umanità migliore , per es, senza aggressività maschile.
Una sciocchezza colossale : intanto, perchè le donne che hanno raggiunto il potere , sono aggressive come gli uomini.
Sono solo più insicure e quindi ancora più pericolose.
Inoltre, l'aggressività, come tutti gli istinti basilari, è necessaria.
Più che testi di psicologia, consiglio un racconto di fantascienza :
la macchiana del tempo " di H.G. Wells .
Si capirà bene perchè è necessaria l'aggressività.
Chi vuole far evolvere il maschio, lo vuole castrare per prenderne il posto.
niente altro
aleluya, alleluya :D
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Il debole è naturale quanto il forte ma il forte è migliore e il debole sparisce
Appunto...
:ok:
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Beh no marmocchio, esempi di civiltà con uomini castrati ci sono, come i moso.
Ma sono poche e sottosviluppate e devono vivere in isolamento totale, sennò vengono fagocitate.
Non so se proteggere i propri figli sia un istinto perchè ci sono esempi contrari, ma comunque è stato il sistema migliore
civiltà sottosviluppatre mi pare un ossimoro, e comunque tali civiltà rimangono a uno stato primitivo, il che non mi pare il massimo.
Difendere i figli è la prima cosa che fanno i genitori.
I rari casi in cui li uccidono, sono patologici.
un genitore normale non uccide il figlio
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non girare la frittata,il fatto io non lo nego proprio, ergo se ci ricamo non è per negarlo.
ricamare è quello che fai tu nel momento in cui attribuisi all'istinto cose che con l'istinto non centrano un tubo.
Boh, vedila pure come vuoi, che te devo di'? ^_^
Dal canto mio non ho fatto altro che dire che l'istinto è una spinta primaria da cui nascono diverse spinte comportamentali.
L'attaccamento istintivo verso i propri cuccioli porta a vederli come qualcosa di proprio da proteggere e... da eliminare all'occorrenza.
Che piaccia non piaccia penso proprio sia così. La società deve incanalare l'istinto di attaccamento verso i figli nella direzione giusta e cercare il più possibile di evitare quella errata.
Sei sicuro Giubi che la proprietà privata nasca come volontà di onnipotenza?
Penso sia nata più come istinto di sicurezza
Diventa volontà di onnipotenza quando lo estendi a esseri viventi, quando annulli la loro volontà
L'istinto di sicurezza non fa parte della volontà di potenza, ovvero della voglia dell'Io di difendersi e affermarsi? :hmm:
Alla fine si gira sempre sulla stessa cosa. Ma forse l'espressione "volontà di potenza" può generare equivoci.
Fa parte della natura Giubi, non vedo che cosa ci sia di male
E chi ha detto che nella voglia di affermazione dell'Io ci sia qualcosa di male? :hmm:
non mi dirai che anche tu fai parte di quella nutrita schiera di amanti delle favole che crede di risolvere il problema (problema?) della "proprietà privata" con la "collettivizzazione dei mezzi di produzione" vero?
No, faccio parte di quella schiera, non so se nutrita o meno, che vuol risolvere il "problema" della proprietà privata... rispettando la proprietà privata come legittimo diritto dell'uomo. :D
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E chi ha detto che nella voglia di affermazione dell'Io ci sia qualcosa di male? :hmm:
Meno male...
No, faccio parte di quella schiera, non so se nutrita o meno, che vuol risolvere il "problema" della proprietà privata... rispettando la proprietà privata come legittimo diritto dell'uomo. :D
:drinks:
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Meno male...
:drinks:
Cioé, dipende dal modo con cui un Io vuole affermarsi. Se lo fa calpestando gli altri allora c'è molto di male, ma se lo fa rispettando gli altri non fa niente di male.
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Cioé, dipende dal modo con cui un Io vuole affermarsi. Se lo fa calpestando gli altri allora c'è molto di male, ma se lo fa rispettando gli altri non fa niente di male.
Come da disposizioni del signor War Pigs:
Diventa volontà di onnipotenza quando lo estendi a esseri viventi, quando annulli la loro volontà.
:D
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Come da disposizioni del signor War Pigs:
:D
:D
mi sa che io e Giubi dicevamo la stessa cosa con due lingue diverse
oppure volontà di onnipotenza è un termine equivoco
Marmocchio i moso non li ho messi come esempio positivo, ma solo come esempio.
se metto vendola come esempio non lo metto come esempio positivo di uomo :lol:
Però esiste è naturale.
E comunque sono una civiltà i moso sennò pure gli antichi romani non li dovremmo catalogare come civiltà perchè adesso sembrano sottosviluppati
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Come da disposizioni del signor War Pigs:
:D
Si però io più che "esseri viventi" mi limiterei agli esseri umani.
Esseri viventi dà al tutto una connotazione un po' troppo francescana per i miei gusti. :dry:
:D
mi sa che io e Giubi dicevamo la stessa cosa con due lingue diverse
oppure volontà di onnipotenza è un termine equivoco
A differenza di quanto afferma qualcuno il linguaggio è una cosa essenziale per la comunicazione e la trasmissione, oltre che per la costruzione stessa, della conoscenza.
Wittgenstein e Cassirer non erano dei fessi... :)
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..Cazzi nostri, nessun aiuto psicologico ( potevamo essere assassini) speso un mutuo per vivere fuori casa.....poi???NULLA............Mi ricorda molto le accuse di stupro, il poveraccio si fa 3 mesi, sputtanato, poi no!! la tipa s'era inventata tutto.....intanto lui è sputtanato tutta la vita e diventerà barbone, la troia di turno riceverà soldi e pure gratificazioni
Incredibile.
La tua storia è molto significativa.
Assurda. Un'autopsia si risolve in 48 ore, non vedo perché sequestrare una casa e costringere gente per bene ad indebitarsi.
Aggiungendo disgrazia alla disgrazia.
Condoglianze per la piccola.
Deve essere dura...