Forum sulla Questione Maschile

Dialoghi => Dialoghi sulla Questione Maschile => Topic aperto da: Red- - Maggio 10, 2013, 22:41:44 pm

Titolo: La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Red- - Maggio 10, 2013, 22:41:44 pm
La teoria Queer, in poche parole, è quella che dice che non esitono i sessi, ma esistono solo le persone. Se ad esempio un uomo fa sesso con una donna, secondo tale toria non è che lo faccia perchè è uomo, ma lo fa perchè tutti intorno a lui, nel corso della sua esistenza, gli hanno detto che deve fare sesso con una donna.

Liberamente tratto da wikipedia:

La teoria queer è una teoria critica sul sesso e sul genere emersa all'inizio degli anni novanta.
A coniare la formula "teoria queer" fu Teresa de Lauretis, nell'ambito di una conferenza tenutasi all'Università della California, Santa Cruz, nel Febbraio 1990.

Tale teoria nacque in seno agli studi gay e lesbici, agli studi di genere e alla teoria femminista. Sulla scia delle tesi di Michel Foucault, Jacques Derrida e Julia Kristeva, la teoria queer mette in discussione la naturalità dell'identità di genere, dell'identità sessuale e degli atti sessuali di ciascun individuo, affermando invece che esse sono interamente o in parte costruite socialmente, e che quindi gli individui non possono essere realmente descritti usando termini generali come "eterosessuale" o "donna". La teoria queer sfida pertanto la pratica comune di dividere in compartimenti separati la descrizione di una persona perché "entri" in una o più particolari categorie definite.
Laddove gli studi gay e lesbici analizzano in particolare il modo in cui un comportamento viene definito "naturale" o "innaturale" rispetto al comportamento eterosessuale, la teoria queer si sforza di comprendere qualsiasi attività o identità sessuale che ricada entro le categorie di normativo e deviante.


Cioè costoro sono dei relativisti puri. Non esiste alcuna verità vera, a questo mondo, ma tutto è vacillante e tutto può essere modificato a piacimento.
Se uno nasce uomo può diventare anche donna, gatto o topo. Dipende da cosa gli si dice. Un uomo che si crede topo, quindi, secondo tale logica, ha tutti i diritti di essere chiamato "topo" e creduto tale, ed avere stessa dignità di chiunque altro.

Critiche:
I critici della teoria queer sostengono che un vasto e crescente corpus di prove fisiologiche, genetiche, antropologiche e sociologiche mostra come, scientificamente parlando, l'orientamento e la classificazione sessuale sono più che semplici costrutti sociali[19]. Secondo questo punto di vista, varie caratteristiche biologiche (alcune delle quali genetiche ed ereditarie) giocano un ruolo importante nel plasmare il comportamento sessuale (parte del più ampio dibattito "natura vs. cultura"). Certi scienziati affermano[senza fonte] che le richieste decostruzioniste sulla scienza (non solo su questo argomento) siano pseudoscienza. Tali critiche, tuttavia, non considerano il fatto che gran parte dei testi nei quali la teoria è stata sviluppata né integrano al proprio interno fonti d'indirizzo scientifico né avanzano alcun desiderio di vero e proprio antagonismo nei confronti della scienza, escludendo casi particolari e quantitativamente limitati.

In altre parole, non pretendono di avere basi scientifiche, quello che sembra importare a codesti personaggi è solo che il termine passi, ovvero che sia accettato nell'uso comune, o perlomeno sia in qualche modo tollerato.

Al di là di ogni altra considerazione sulla logicità e sulla scientificità di tale teoria, è un dato di fatto che oggi i movimenti femministi basano molte delle loro rivendicazioni su tale concetto, quello cioè della sostanziale "uguaglianza" tra UU e DD.

...Se noi dovessimo far breccia nel loro ...castello di sabbia, usando lo stessa loro teoria, come ci dovremmo muovere?

...seconda domanda (ma forse sarebbe la prima) ...è possibile combattere efficacemente le neofemministe e le loro argomentazioni muovendosi sul terreno della teoria queer?
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Animus - Maggio 10, 2013, 23:30:56 pm
...seconda domanda (ma forse sarebbe la prima) ...è possibile combattere efficacemente le neofemministe e le loro argomentazioni muovendosi sul terreno della teoria queer?

Secondo me no, e cmq, sarebbe sbagliato per principio.
Ricordo sermpre uno dei concetti chiave di "Logica della scoperta scientifica" (il capolavoro epistemologico di Popper) dove dice, sostanzialmente,  che una teoria è come una rete, se pesca qualcosa, pesca quello per cui è stata progettata (larghezza delle masglie, forma, profondità,etc).

E' ovvio che la teoria queer, è stata progettata per un certo scopo, quello di negare la differenza sessuale.
E tanto basta, identificare il fine (i pesci che vuole prendere).

Non bisogna chiedersi se sia giusta o sbagliata, voi cristiani state sempre a porvi 'sto caxxxo di problema, il problema della verità, come se fosse una cosa così importante...
Quardate al fine, la verità gliela attribuite voi!

Aristotele, che non era cristiano, era greco, diceva che "l'argomentazione che vince sull'altra, quella è ciò che chiamiamo verità".

Non vince perchè è vera!
Qui sta l'inversione cristiana, dove la verità è per dono divino e antecedente agli uomini che devono solo cercare di raggiungerla, ma non dipende da loro (è vera indipendentemente da loro), per il pensiero antico pre-cristiano (credo che valga come generalizzazione) sono gli uomini, le loro argomentazioni, il loro genio, la loro "retorica" che se vince su quella dell'avversario, allora diventa vera!

La verità è un'etichetta che si mette sul vincitore di uno scontro dialettico.
Questa è la grande differenza tra le due ottiche.

Tutto questo per dire, quindi, che la confutazione, non va fatta all'interno di quella teoria (che nasce viziata per ottenere il suo scopo), ma opponendogliene, con forza,  un'altra.
Se vince, la teoria queer è automaticamente screditata.

E' sempre una questione ... di forza insomma. ;)
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Lucia - Maggio 11, 2013, 00:10:05 am
La teoria Queer, in poche parole, è quella che dice che non esitono i sessi, ma esistono solo le persone. Se ad esempio un uomo fa sesso con una donna, secondo tale teoria non è che lo faccia perchè è uomo, ma lo fa perchè tutti intorno a lui, nel corso della sua esistenza, gli hanno detto che deve fare sesso con una donna.

Oddio, questa è abberrante, poi ci sono molti ambiti della vita dove non è importante il sesso che hai, ma nella sessualità non lo so, io credo nell'esistenza dei istinti.
Secondo me l'identita di genere è un istinto, in qualche forma dovrebbe uscire fuori anche se non è particolarmente incoraggiato dalla società, ma poi forse puo anche essere negato, o distorsionato. Se mi immagino per lungo tempo di essere estraterrestre commincio comportarmi cosi, se mi immagino di essere uomo probabilmente alcuni atteggiamenti riuscirò immitare bene. Ma è piu una questione di identità e follia.
Conosco una lesbica che si tteggia come um uomo, ti guarda come se fosse uomo, è inquietante.

Penso che l'identità di genere è un importante sostegno per la nostra individuazione, realizazione personale, forse ancora piu importante dell'intelligenza stessa, in chi è inibito crescerà in modo distorto, e alla fine si sentira come il brutto anatrocolo, il cigno costretto a essere una papera.

Poi ripeto ci sono molte cose che sono classificate come femminili o maschili senza un fondamento serio.

Bisognerebbe fare senza pregiudizzi di nessun tipo delle osservazioni sui bambini, senza imporrli nulla ma secondo me (e anche secondo altri genitori) l'identità del genere cioe la mascolinità o la femminilità prima o poi si manifesta chiaramente in qualche forma prima o dopo.


Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Vicus - Maggio 11, 2013, 02:27:19 am
Va bene, allora facciamo così: mettiamo un uomo e una donna su un'isola deserta e vediamo quello che succede :doh:
Ci hanno fatto anche un film, mi pare...
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: vnd - Maggio 11, 2013, 07:08:35 am
Va bene, allora facciamo così: mettiamo un uomo e una donna su un'isola deserta e vediamo quello che succede :doh:
Ci hanno fatto anche un film, mi pare...

Più che film, mi ricordo quegli stupidi reality di gente famosa su un isola dove si vedeva chiaramente che le donne, senza uomini, sarebbero morte di fame, sete e, non sapendo accendere fuochi,  di infezioni.

E quelle che non sarebbero morte per cause naturali si sarebbero ammazzate per l'odio che nasceva tra loro. Tra l'altro, per i motivi più stupidi.

Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Mercimonio - Maggio 11, 2013, 08:56:41 am
La verità è un'etichetta che si mette sul vincitore di uno scontro dialettico.
Questa è la grande differenza tra le due ottiche.

mah ! e' ovvio che sei di estrazione umanistica e questo e' anche il tuo grosso limite.

io che sono di estrazione tecnica vedo invece il mondo in chiave piu' tecnologica e matematica, dove le verita' sono sempre molte ma alla fine conta cio' che nell'atto pratico funziona e si puo' misurare e simulare, beninteso che per ogni verita' ci sono state decine o centinaia di interessantissime e plausibili teorie prima che quella funzionante venisse messa in pratica e accettata a livello accademico e industriale.

non capisco perche' ti accanisci sempre contro i cattolici.
semplicemente hanno i loro dogmi come li hanno gli atei e tutte le altre religioni, fedi, e sette.

anche filosofi come Severino hanno messo in serio dubbio molte delle credenze cattoliche, ma lo si accetta e non se ne fa un dramma come credi tu.

in tutte le culture la storia la scrivono i vincitori e si scrivono da soli pure le loro verita', e' normale e sara' sempre cosi' anzi non potrebbe essere altrimenti.
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Rita - Maggio 11, 2013, 14:38:17 pm

Cioè costoro sono dei relativisti puri. Non esiste alcuna verità vera, a questo mondo, ma tutto è vacillante e tutto può essere modificato a piacimento.
Se uno nasce uomo può diventare anche donna, gatto o topo. Dipende da cosa gli si dice. Un uomo che si crede topo, quindi, secondo tale logica, ha tutti i diritti di essere chiamato "topo" e creduto tale, ed avere stessa dignità di chiunque altro.

Critiche:
I critici della teoria queer sostengono che un vasto e crescente corpus di prove fisiologiche, genetiche, antropologiche e sociologiche mostra come, scientificamente parlando, l'orientamento e la classificazione sessuale sono più che semplici costrutti sociali[19]. Secondo questo punto di vista, varie caratteristiche biologiche (alcune delle quali genetiche ed ereditarie) giocano un ruolo importante nel plasmare il comportamento sessuale (parte del più ampio dibattito "natura vs. cultura"). Certi scienziati affermano[senza fonte] che le richieste decostruzioniste sulla scienza (non solo su questo argomento) siano pseudoscienza. Tali critiche, tuttavia, non considerano il fatto che gran parte dei testi nei quali la teoria è stata sviluppata né integrano al proprio interno fonti d'indirizzo scientifico né avanzano alcun desiderio di vero e proprio antagonismo nei confronti della scienza, escludendo casi particolari e quantitativamente limitati.

In altre parole, non pretendono di avere basi scientifiche, quello che sembra importare a codesti personaggi è solo che il termine passi, ovvero che sia accettato nell'uso comune, o perlomeno sia in qualche modo tollerato.

Al di là di ogni altra considerazione sulla logicità e sulla scientificità di tale teoria, è un dato di fatto che oggi i movimenti femministi basano molte delle loro rivendicazioni su tale concetto, quello cioè della sostanziale "uguaglianza" tra UU e DD.

...Se noi dovessimo far breccia nel loro ...castello di sabbia, usando lo stessa loro teoria, come ci dovremmo muovere?

...seconda domanda (ma forse sarebbe la prima) ...è possibile combattere efficacemente le neofemministe e le loro argomentazioni muovendosi sul terreno della teoria queer?

dunque, se non esiste alcuna identità specifica ma è soltanto un costrutto culturale di condizionamento, come fanno a stabilire che l'uomo che vuole diventare donna (o viceversa) non sia condizionato culturalmente dalla teoria queer? Come fa la teoria queer a porsi al "di fuori" delle culture condizionanti?
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Animus - Maggio 11, 2013, 14:44:42 pm
dunque, se non esiste alcuna identità specifica ma è soltanto un costrutto culturale di condizionamento, come fanno a stabilire che l'uomo che vuole diventare donna (o viceversa) non sia condizionato culturalmente dalla teoria queer? Come fa la teoria queer a porsi al "di fuori" delle culture condizionanti?

Obiezione moooolto intelligente. :D
(Chi sa far uso della sintesi invece che dell'analisi, c'ha una o due marce in più, c'è un caxxo da fare...)

E che conferma che più che la condizione di teoria vera/falsa, è più importante il fine della teoria stessa.
Chapeau!, Rita.
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Mercimonio - Maggio 11, 2013, 14:56:06 pm
io non so chi tu sia ma ragioni in modo pittoresco, mi occupo proprio di analisi tecnica applicata e sostenere che la sintesi e' piu' importante e bla bla bla e' roba da far rizzare i capelli.
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: zagaro - Maggio 11, 2013, 18:57:17 pm
La teoria Queer, in poche parole, è quella che dice che non esitono i sessi, ma esistono solo le persone. Se ad esempio un uomo fa sesso con una donna, secondo tale toria non è che lo faccia perchè è uomo, ma lo fa perchè tutti intorno a lui, nel corso della sua esistenza, gli hanno detto che deve fare sesso con una donna.

Liberamente tratto da wikipedia:

La teoria queer è una teoria critica sul sesso e sul genere emersa all'inizio degli anni novanta.
A coniare la formula "teoria queer" fu Teresa de Lauretis, nell'ambito di una conferenza tenutasi all'Università della California, Santa Cruz, nel Febbraio 1990.

Tale teoria nacque in seno agli studi gay e lesbici, agli studi di genere e alla teoria femminista. Sulla scia delle tesi di Michel Foucault, Jacques Derrida e Julia Kristeva, la teoria queer mette in discussione la naturalità dell'identità di genere, dell'identità sessuale e degli atti sessuali di ciascun individuo, affermando invece che esse sono interamente o in parte costruite socialmente, e che quindi gli individui non possono essere realmente descritti usando termini generali come "eterosessuale" o "donna". La teoria queer sfida pertanto la pratica comune di dividere in compartimenti separati la descrizione di una persona perché "entri" in una o più particolari categorie definite.
Laddove gli studi gay e lesbici analizzano in particolare il modo in cui un comportamento viene definito "naturale" o "innaturale" rispetto al comportamento eterosessuale, la teoria queer si sforza di comprendere qualsiasi attività o identità sessuale che ricada entro le categorie di normativo e deviante.


Cioè costoro sono dei relativisti puri. Non esiste alcuna verità vera, a questo mondo, ma tutto è vacillante e tutto può essere modificato a piacimento.
Se uno nasce uomo può diventare anche donna, gatto o topo. Dipende da cosa gli si dice. Un uomo che si crede topo, quindi, secondo tale logica, ha tutti i diritti di essere chiamato "topo" e creduto tale, ed avere stessa dignità di chiunque altro.

Critiche:
I critici della teoria queer sostengono che un vasto e crescente corpus di prove fisiologiche, genetiche, antropologiche e sociologiche mostra come, scientificamente parlando, l'orientamento e la classificazione sessuale sono più che semplici costrutti sociali[19]. Secondo questo punto di vista, varie caratteristiche biologiche (alcune delle quali genetiche ed ereditarie) giocano un ruolo importante nel plasmare il comportamento sessuale (parte del più ampio dibattito "natura vs. cultura"). Certi scienziati affermano[senza fonte] che le richieste decostruzioniste sulla scienza (non solo su questo argomento) siano pseudoscienza. Tali critiche, tuttavia, non considerano il fatto che gran parte dei testi nei quali la teoria è stata sviluppata né integrano al proprio interno fonti d'indirizzo scientifico né avanzano alcun desiderio di vero e proprio antagonismo nei confronti della scienza, escludendo casi particolari e quantitativamente limitati.

In altre parole, non pretendono di avere basi scientifiche, quello che sembra importare a codesti personaggi è solo che il termine passi, ovvero che sia accettato nell'uso comune, o perlomeno sia in qualche modo tollerato.

Al di là di ogni altra considerazione sulla logicità e sulla scientificità di tale teoria, è un dato di fatto che oggi i movimenti femministi basano molte delle loro rivendicazioni su tale concetto, quello cioè della sostanziale "uguaglianza" tra UU e DD.

...Se noi dovessimo far breccia nel loro ...castello di sabbia, usando lo stessa loro teoria, come ci dovremmo muovere?

...seconda domanda (ma forse sarebbe la prima) ...è possibile combattere efficacemente le neofemministe e le loro argomentazioni muovendosi sul terreno della teoria queer?

si vede che non hanno studiato sociobiologia.

in un ambiente socialmente ristretto, in abbondanza di risorse, potrebbe funzionare.

ma  se si allargano gli orizzonti, e in situazione di scarsità di risorse credo che la cosa non funzionerebbe, potrebbe cominciare a scattare la teoria di soprvvivenza dei geni (tipica della sociobiologia)
mi ricodo che una vlta fecero degli esperenti di sociologia con i topi, i topi sono  animali con un elevato ordine  sociale, tanto da poter dire che" quanto ne hai visto uno è come se ne  avessi visti otto".
tsi  ero  il rapporto spazio animale
fin quandolo spazio rispettava  il rapporto con lo spazio minimale, la società dei topi funzionava.
quando si alterò il rapporto spazio-animale  oltre lasoglia minima,la società dei topi si smembrò, i topi si aggredivano fra di loro, fino ad osservare forme simili al gangsterismo(!).
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: kautostar - Maggio 11, 2013, 19:29:47 pm
DOMANDA
Secondo voi questo tizio, alla nascita era maschio o femmina?

(http://3.bp.blogspot.com/-czK94Oy7Elk/TxfE2XsiSnI/AAAAAAAAHr8/LBJRZqAw3gA/s1600/buckslides2.jpg)
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: kautostar - Maggio 11, 2013, 19:39:19 pm
E questa bella fanciulla?secondo voi è nata femmina o maschio?
(http://www.baileyjay-ts.com/files/2012/11/bailey-jay-pink-teddy.jpg)
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Lucia - Maggio 11, 2013, 20:12:49 pm
infatti a questi travestiti o quelli che vogliono sembrare di altro sesso ho visto una hipertrofia delle caratteristiche sessuali dell'altro sesso che nella gente commune nata già maschio o femmina non sempre c'è.


Inoltre la machina della verità segnala bugia se in quelli casi di disturbo dichiari di avere il sesso con il qualle sei nato. Non so cosa sia l'identità, penso che è difficile da capirlo.
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: kautostar - Maggio 11, 2013, 21:00:28 pm
Inoltre la machina della verità segnala bugia se in quelli casi di disturbo dichiari di avere il sesso con il qualle sei nato. Non so cosa sia l'identità, penso che è difficile da capirlo.
No, l'identità sessuale esiste eccome, solo che non è determinata(perlomeno non totalmente) dalla genetica, altrimenti la disforia di genere (maschi "biologici" con identità femminile, e femmine "biologiche" con identità maschile) non si spiegherebbe!
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Red- - Maggio 11, 2013, 21:07:21 pm
DOMANDA
Secondo voi questo tizio, alla nascita era maschio o femmina?
La prima (o primo) era una femmina, e lo si vede dallo sguardo; la seconda era un maschio, e lo si vede dall'atteggiamento, dallo sguardo e dal viso.
Il primo, quando bacerà una donna, continuerà a passarle le endorfine; la seconda continuerà a passargli un pò di testosterone (...poco).

Il primo alla fine di un rapporto continuerà a volere le coccole; la seconda, dopo un rapporto, continuerà a vivere la fase di refrattarietà; il tutto sarà solo più sfumato.

Al primo, di fronte ad un pericolo, verrà ancora l'istinto di lanciare un grido acuto; la seconda tenderà ancora a prendere a sprangate l'ostacolo.

Etc, etc.

-_-


Beninteso, però: ognuno è libero di vivere la propria vita come ritiene meglio e per me nessuno ha il diritto di contestarlo, finchè non fa danni al prossimo. Il discorso poi sarebbe lungo, e la sintesi qua sopra non rende piena giustizia al mio pensiero a proposito. Ma l'ho affrontato varie volte e non ne ho più voglia.
E' che le neofemminste mi fanno danni, e per questo le combatto.


...Ma tornando al cuore del topic, la teoria queer è quasi sicuramente una baggianata, ma se la massa è convinta che sia giusta, come si può fare per comunicare ugualmente le istanze maschili?
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: kautostar - Maggio 11, 2013, 21:14:24 pm
La prima era una femmina, e lo si vede dallo sguardo; la seconda era un maschio, e lo si vede dall'atteggiamento, dallo sguardo e dal viso.
Il primo, quando bacerà una donna, continuerà a passarle le endorfine; la seconda continuerà a passargli un pò di testosterone (...poco).

Il primo alla fine di un rapporto continuerà a volere le coccole; la seconda, dopo un rapporto, continuerà a vivere la fase di refrattarietà; il tutto sarà solo più sfumato.



 ;)
Vabbè tu hai indovinato tutto, perché era abbastanza scontato che su una discussione del genere, pubblicassi una foto di un transessuale e una trans. Però se la fanciulla con pacco nascosto, la incontrassi per strada, in discoteca, al ristorante, o in qualsiasi contesto normale, scommetto che la scambieresti per una donna a tutti gli effetti(e magari ci proveresti pure!)
Così anche il macho muscoloso con la vagina, se lo incontrassi in palestra completamente vestito, non ti accorgeresti mai che tra le gambe ha la sorpresa!
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: kautostar - Maggio 11, 2013, 21:19:38 pm
Beninteso, però: ognuno è libero di vivere la propria vita come ritiene meglio e per me nessuno ha il diritto di contestarlo, finchè non fa danni al prossimo. Il discorso poi sarebbe lungo, l'ho affrontato varie volte e non ne ho più voglia.
E' che le neofemminste mi fanno danni, e per questo le combatto.

Ok.
Anche io credo che la teoria Queer sia una grossa esagerazione, fondamentalmente falsa, però anche il determinismo biologico è smentito dalla realtà. Le persone con disforia di genere sono rarissime ( 1 su 30 mila), non sappiamo se le cause siano culturali, naturali, o epigenetiche(cioè una mutazione dello sviluppo del cervello, indotta da alterazioni ormonali nel corso della gravidanza, o nell'infanzia) però indubbiamente esistono!
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Cassiodoro - Maggio 11, 2013, 21:31:38 pm
Citazione da: kautostar l
Però se la fanciulla con pacco nascosto, la incontrassi per strada, in discoteca, al ristorante, o in qualsiasi contesto normale, scommetto che la scambieresti per una donna a tutti gli effetti(e magari ci proveresti pure!)
Così anche il macho muscoloso con la vagina, se lo incontrassi in palestra completamente vestito, non ti accorgeresti mai che tra le gambe ha la sorpresa!
Io non sono così profondo come Red, ma un travestito lo riconosci dal "pomo di Adamo", nella prima foto manca, nella seconda è nascosto (volontariamente) dai capelli.
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: kautostar - Maggio 11, 2013, 21:40:24 pm
Io non sono così profondo come Red, ma un travestito lo riconosci dal "pomo di Adamo", nella prima foto manca, nella seconda è nascosto (volontariamente) dai capelli.
Il pomo d'adamo si può togliere, il mento si può rimodellare, la fronte troppo prominente si può rimpicciolire....insomma oggi la chirurgia plastica può cambiare  i connotati di una persona, e la trans della foto chissà quanti interventi chirurgici si sarà fatta per diventare così!
Infatti è anche per questo che alcune trans si prostituiscono, perché per trasformare il corpo maschile in un corpo femminile quasi perfetto e irriconoscibile, bisogna spendere un botto di soldi in chirurgia plastica!
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: kautostar - Maggio 11, 2013, 21:48:32 pm

...Ma tornando al cuore del topic, la teoria queer è quasi sicuramente una baggianata, ma se la massa è convinta che sia giusta, come si può fare per comunicare ugualmente le istanze maschili?

Sono d'accordo che è una baggianata, ma mi sembra che il 99% dell'umanità vive la sua vita fregandosene altamente di queste minchiate, e i transessuali sono pochissimi, e non lo sono certo per scelta, ma probabilmente per alterazioni dello sviluppo cerebrale. Hanno un cervello femminile in un corpo maschile, o viceversa un cervello maschile in un corpo femminile.Ma probabilmente ci sono nati, la teoria Queer effettivamente  non c'entra!

Mentre i "normali"(i maschi con corpo maschile e le femmine con corpo femminile) se fregano altamente di queste teorie. Non credo che un uomo normale possa mai decidere di cambiare sesso, perché ha letto qualcuna di queste strampalate teorie!
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Rita - Maggio 11, 2013, 22:35:15 pm
Ok.
Anche io credo che la teoria Queer sia una grossa esagerazione, fondamentalmente falsa, però anche il determinismo biologico è smentito dalla realtà. Le persone con disforia di genere sono rarissime ( 1 su 30 mila), non sappiamo se le cause siano culturali, naturali, o epigenetiche(cioè una mutazione dello sviluppo del cervello, indotta da alterazioni ormonali nel corso della gravidanza, o nell'infanzia) però indubbiamente esistono!

sono d'accordo che esistono. Però continua a non essermi chiaro come la teoria queer, da una parte disconosca decostruendo (cito da un libro che si occupa della questione) "Ma, più in generale, il suo intento è quello di decostruire le pretese di validitè delle dicotomie di sesso (maschio-femmina), genere (uomo-donna) e sessualità (eterosessualità-omosessualità) sulle quali ancora continua a fondarsi il 'discorso' sull'identità sessuale, tanto in ambito accademico quanto nell'opinione pubblica" e dall'altra riconosca il disagio di chi si trova dalla parte sbagliata di quella dicotomia.

http://www.ibs.it/code/9788846724168/monceri-flavia/oltre-identita-sessuale.html

No, dico, ma non è una contraddizione macroscopica?  :unsure:

Quel che volevo dire però è, essendo una teoria culturale al pari della teoria di differenza di genere che accusa di aver condizionato per millenni gli uomini e le donne a comportarsi da uomini e donne, è ovvio che, nella denegata ipotesi facesse davvero presa sulla massa, sarebbe in grado di condizionare anche chi non ha una disforia conclamata. I permessi di cambiamento di sesso verrebbero dati con più facilità, per esempio, e questi casi aumenterebbero. Ovvio che nella prima fase (in realtà gà lo si dice adesso) si ipotizzerebbe che sono sempre esistiti ma sono stati soffocati dall'altra teoria che li ha condizionati.

Grazie Animus, e scusa se con questo post ho rovinato l'intento sintetico  :cool:ma non riesco ad essere sintetica per più di un post, in fondo sempre femmina sono e devo puntualizzare  :D
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: kautostar - Maggio 11, 2013, 22:36:44 pm
Io non sono così profondo come Red, ma un travestito lo riconosci dal "pomo di Adamo", nella prima foto manca, nella seconda è nascosto (volontariamente) dai capelli.

Questa è un'altra foto della stessa trans, e a quanto pare non ce l'ha il pomo d'adamo!
(http://1.bp.blogspot.com/-0DCNEz7I9Qs/USkE2epVSfI/AAAAAAAAASc/CRI9kSxPXXo/s1600/Bailey-Jay1.jpg)

Secondo me una così, è praticamente irriconoscibile da una donna di nascita(anzi è molto più femminile lei di tante pseudo donne mascoline tipo Maria de Filippi, Emma Bonino e simili), finché uno non se la porta a letto, non ci crede  che possa avere una sorpresina tra le gambe!
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: kautostar - Maggio 11, 2013, 22:45:54 pm
sono d'accordo che esistono. Però continua a non essermi chiaro come la teoria queer, da una parte disconosca decostruendo (cito da un libro che si occupa della questione) "Ma, più in generale, il suo intento è quello di decostruire le pretese di validitè delle dicotomie di sesso (maschio-femmina), genere (uomo-donna) e sessualità (eterosessualità-omosessualità) sulle quali ancora continua a fondarsi il 'discorso' sull'identità sessuale, tanto in ambito accademico quanto nell'opinione pubblica" e dall'altra riconosca il disagio di chi si trova dalla parte sbagliata di quella dicotomia.

http://www.ibs.it/code/9788846724168/monceri-flavia/oltre-identita-sessuale.html

No, dico, ma non è una contraddizione macroscopica?  :unsure:

Quel che volevo dire però è, essendo una teoria culturale al pari della teoria di differenza di genere che accusa di aver condizionato per millenni gli uomini e le donne a comportarsi da uomini e donne, è ovvio che, nella denegata ipotesi facesse davvero presa sulla massa, sarebbe in grado di condizionare anche chi non ha una disforia conclamata. I permessi di cambiamento di sesso verrebbero dati con più facilità, per esempio, e questi casi aumenterebbero. Ovvio che nella prima fase (in realtà gà lo si dice adesso) si ipotizzerebbe che sono sempre esistiti ma sono stati soffocati dall'altra teoria che li ha condizionati.

Grazie Animus, e scusa se con questo post ho rovinato l'intento sintetico  :cool:ma non riesco ad essere sintetica per più di un post, in fondo sempre femmina sono e devo puntualizzare  :D

Hai ragione, ho sbagliato io a confondere la teoria Queer con il "fenomeno" dei transgender. Effettivamente leggendo meglio si tratta di 2 cose completamente diverse, e anzi il fatto che una persona con disforia di genere voglia prendere le sembianze fisiche e il ruolo sociale del genere a cui si sente di appartenere a livello mentale, smentisce totalmente la teoria Queer che non si limita a mettere in dubbio il determinismo biologico, ma vorrebbe anche cancellare totalmente le differenze socio-culturali, tra i generi.
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Animus - Maggio 11, 2013, 22:52:04 pm
razie Animus, e scusa se con questo post ho rovinato l'intento sintetico  :cool:ma non riesco ad essere sintetica per più di un post, in fondo sempre femmina sono e devo puntualizzare  :D

Ma io per sintesi non intendo "brevità", ma il metodo logico (di ragionare, di arrivare ad una conclusione) opposto all'analisi: http://it.wikipedia.org/wiki/Analisi_e_sintesi

Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: kautostar - Maggio 11, 2013, 23:08:19 pm

Quel che volevo dire però è, essendo una teoria culturale al pari della teoria di differenza di genere che accusa di aver condizionato per millenni gli uomini e le donne a comportarsi da uomini e donne, è ovvio che, nella denegata ipotesi facesse davvero presa sulla massa, sarebbe in grado di condizionare anche chi non ha una disforia conclamata.

Mah, credo che sia piuttosto improbabile, io personalmente non cambierei sesso nemmeno se mi pagassero 100miliardi di euro. Forse sui bambini potrebbe avere un qualche effetto(se una coppia lesbica iniziasse a trattare un maschietto come se fosse una femminuccia, potrebbero scombussolargli l'identità), ma anche in quel caso non saprei, tante trans raccontano che i genitori da bambini li hanno sempre trattati da maschi, ma loro si sentivano ugualmente femmine, quindi forse è proprio una mutazione  cerebrale innata, e non dipende molto dall'educazione
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: vnd - Maggio 12, 2013, 07:22:37 am
Non riesco a prendere seriamente l'argomento.
Se ho capito bene si sviluppa una teoria che parla di generi e non di sesso, perché considera le varie tonalità di grigio....

Però queste tonalità sono eccezioni.

Esistono.  Indubbio ma sono una minoranza.
Le minoranze, in democrazia si tutelano ma non si pretende di limitare le libertà di chi non vi appartiene per benegiciare le minoranze.



Perché non si sviluppa una teoria sui diabetici, o sui cardiopatici... O... su gli amanti del bricolage?
I cercatori d'oro?...

Insomma... c'è un qualcosa di assurdo in tutto questo.
Alla radice.


Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: zagaro - Maggio 12, 2013, 07:42:19 am
Non riesco a prendere seriamente l'argomento.
Se ho capito bene si sviluppa una teoria che parla di generi e non di sesso, perché considera le varie tonalità di grigio....

Però queste tonalità sono eccezioni.

Esistono.  Indubbio ma sono una minoranza.
Le minoranze, in democrazia si tutelano ma non si pretende di limitare le libertà di chi non vi appartiene per benegiciare le minoranze.



Perché non si sviluppa una teoria sui diabetici, o sui cardiopatici... O... su gli amanti del bricolage?
I cercatori d'oro?...

Insomma... c'è un qualcosa di assurdo in tutto questo.
Alla radice.
la teoria queer si basa che  non esiste  una natura ma  un apprendimento.

quindi maschio e femmina sono modelli sociali stratificati nella storia

e da ciò sarai maschio o femmina da come verrai socializzato, e non  da come  è costituito il tuo corpo.

quindi al limite se cambiassimo modello di socializzazione potremmo arrivare ad avere un solo genere  o infiniti, indipendentemente dalla morfologia del corpo
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Lucia - Maggio 12, 2013, 07:45:19 am
Mah, credo che sia piuttosto improbabile, io personalmente non cambierei sesso nemmeno se mi pagassero 100miliardi di euro. Forse sui bambini potrebbe avere un qualche effetto(se una coppia lesbica iniziasse a trattare un maschietto come se fosse una femminuccia, potrebbero scombussolargli l'identità), ma anche in quel caso non saprei, tante trans raccontano che i genitori da bambini li hanno sempre trattati da maschi, ma loro si sentivano ugualmente femmine, quindi forse è proprio una mutazione  cerebrale innata, e non dipende molto dall'educazione

secondo me non si scombussola cosi facilmente l'identità,
Non lo so
io quanti bambini ho visto
anche se lui da piccolo si vestiva con gonna e si metteva il rosetto, o gioccava con le bambole sono diventati maschi di tutto il rispetto, lei anche se preferiva le macchine alle bambole oggi non fa altro che ruccarsi e farsi corteggiare.
Però già Freud ha detto che lo sviluppo sessuale del bambino non è lineare,
solo che nessuno se lo ricorda.
Poi in preadolescenza dice lui c'è un chiaro rifiuto del rapporto con l'altro sesso, che la psianalisi dice che è un modo di rittirarsi del bruco nel bozzolo, mentre questi di oggi lo interpretano come omosessualità, lesbismo da incoraggiare perché è di moda.

Vabbè tu hai indovinato tutto, perché era abbastanza scontato che su una discussione del genere, pubblicassi una foto di un transessuale e una trans. Però se la fanciulla con pacco nascosto, la incontrassi per strada, in discoteca, al ristorante, o in qualsiasi contesto normale, scommetto che la scambieresti per una donna a tutti gli effetti(e magari ci proveresti pure!)
Così anche il macho muscoloso con la vagina, se lo incontrassi in palestra completamente vestito, non ti accorgeresti mai che tra le gambe ha la sorpresa!

non mi era chiaro che quella cosa non si puo cambiare. Ma è forse l'essenziale della differenza sessuale solo che ci sembrerebbe troppo banale.

Non credo che ci siano occhi di uomo e occhi di donna. Una ragazza puo senza problemi di genere sommigliare con il suo padre, un ragazzo puo sommigliare con la sua madre e sono felici e contenti.

Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: vnd - Maggio 12, 2013, 07:57:12 am
la teoria queer si basa che  non esiste  una natura ma  un apprendimento.

quindi maschio e femmina sono modelli sociali stratificati nella storia

e da ciò sarai maschio o femmina da come verrai socializzato, e non  da come  è costituito il tuo corpo.

quindi al limite se cambiassimo modello di socializzazione potremmo arrivare ad avere un solo genere  o infiniti, indipendentemente dalla morfologia del corpo



Ciao Lucia.


Ne consegue che si tratta di una teoria sbagliata in partenza.

Tra i comportamenti umani ve ne sono di indotti e e di innati.

Nessuno spiega ad un neonato come piangere o come cercare un capezzolo da succhiare.

Nessuno instilla il desiderio di scopare.

Sono cose che abbiamo dentro.

Poi ci sono agenti esterni ma questi influenzano i dettagli. Non l'essenziale.
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Mercimonio - Maggio 12, 2013, 08:59:58 am
infatti a questi travestiti o quelli che vogliono sembrare di altro sesso ho visto una hipertrofia delle caratteristiche sessuali dell'altro sesso che nella gente commune nata già maschio o femmina non sempre c'è.


Inoltre la machina della verità segnala bugia se in quelli casi di disturbo dichiari di avere il sesso con il qualle sei nato. Non so cosa sia l'identità, penso che è difficile da capirlo.

questi trans europei sono orrendi, solo in asia se ne vedono di convincenti che potrebbero passare per donne al 100% ma comunque pure li' la voce non e' mai femminile e li sgami facilmente dalle mani e soprattutto dai piedi.
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: ilmarmocchio - Maggio 12, 2013, 09:13:36 am
la teoria gender non puo' che essere una cazzata, visti i presupposti e i risultati
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: TheDarkSider - Maggio 12, 2013, 09:19:42 am
questi trans europei sono orrendi, solo in asia se ne vedono di convincenti che potrebbero passare per donne al 100% ma comunque pure li' la voce non e' mai femminile e li sgami facilmente dalle mani e soprattutto dai piedi.

questi sono concorrenti del concorso Miss Tiffany International, riservato ai transessuali:
(http://upload.bestmallthai.com/img_upload/Up_ac3089521edb51db4e1898a9595c41f4Q43GDU.jpg)

A livello visivo, sono molto convincenti :w00t:
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: vnd - Maggio 12, 2013, 09:21:12 am
Oh... ragà.... che ne dite di cambiare argomento e di tornare IT?
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: zagaro - Maggio 12, 2013, 09:35:55 am
Oh... ragà.... che ne dite di cambiare argomento e di tornare IT?

l'uomo è un essere socio-biologico

cioè il suo comportamento è generato sia da istinto (trasmissione genetica) e sia per apprendimento (trasmissione culturale).

solo che nessuno sa dove è il confine fra i due
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Lucia - Maggio 12, 2013, 09:38:34 am
anche re Artur è un maschio convincente, sembra mio padre o mio cugino, anche se sono io.  :D E che siamo fatti dagli stessi pezzi, non c'è una razza maschile e una femminile, tutti portiamo in noi i geni materni e paterni, ma le differenze sono altrove.

Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: zagaro - Maggio 12, 2013, 09:41:49 am
anche re Artur è un maschio convincente, sembra mio padre o mio cugino, anche se sono io.  :D E che siamo fatti dagli stessi pezzi, non c'è una razza maschile e una femminile, tutti portiamo in noi i geni materni e paterni, ma le differenze sono altrove.

uno degli errori è proprio questo.

che mentre accettiamo che morfologicamente maschio e femmina siano diversi pechè lo vediamo!

non ci siamo mai fatti la domanda se anche  i circuiti logici- mentaii siano diversi anche se possono arrivare a risultati simili
e questa è la teoria che si sta affacciando ultimante  nelle branche di studio a base di etologia


finora abbiamo considerato la creazione del pensiero avvenisse in modo uniforme sia  nel maschio e sia  nella  femmina, .........ma  è possibile anche se poi arrivano agii stessi risultati che il percorso della formazione del pensiero non sia identico?

un  limite a questi studi  è la mentalità cattolica che per  lunghi periodi associò la  mente all'anima, quindi ogni anomalia della mente era a rigore una anomalia dell'anima.
studiare  l mente era un argomento che  i cattolici rifiutavano a priori per questo i pioneri dello studio della mente sono di cultura ebraica,
mentre  oggi i maggiori genetisti sono orientali per via della  loro immagine di formazione del karma e non della violazione dell'immagine di Dio
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: vnd - Maggio 12, 2013, 09:51:11 am
l'uomo è un essere socio-biologico

cioè il suo comportamento è generato sia da istinto (trasmissione genetica) e sia per apprendimento (trasmissione culturale).

solo che nessuno sa dove è il confine fra i due

I casi di non disgiunzione dei cromosomi sessuali (XXY, XXXY) sono casi particolari.

Il desiderio si essere di sesso diverso, nasce per motivi disparati (assenza della figura paterna, ingerenza o sopraffazione materna), ma soltanto in alcuni soggetti può diventare un'ossessione.
La maggior parte dei trans è gente psicologicamente instabile.
La stragrande maggioranza di trans, non è omosessuale ma soltanto un po' sfigata, desidera talmente tanto la donna ma non è ha. Il desiderio è così forte da voler essere donna.
Una sorta di feticismo del sesso ambito.
La maggior parte dei transessuali è gente che non sa dire di no a se stessa.
Tra i trans si registra una maggior incidenza di suicidi.

Dietro quei volti semi angelici della fotografia postata da thedarksider si nascondono personalità instabili. Sono bombe in pacco regali.
Gente che vive in balia dei propri capricci, come le femministe, i tossicodipendenti, i giocatori d'azzardo e i bimbominkia.



Io la considero una malattia.
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: vnd - Maggio 12, 2013, 10:07:13 am
l'uomo è un essere socio-biologico

cioè il suo comportamento è generato sia da istinto (trasmissione genetica) e sia per apprendimento (trasmissione culturale).

solo che nessuno sa dove è il confine fra i due

Nel libro di kingsley Browne (http://www.amazon.com/Co-ed-Combat-Evidence-Shouldnt-ebook/dp/B000W94H5I/ref=la_B001HMMA9O_1_1?ie=UTF8&qid=1368345631&sr=1-1), nei primissimi capitoli, sono trattate le differenze biologiche tra i sessi.
Browne racconta di casi come quello di una ragazzo che, alla nascita, ha subito la mutilazione dei genitali. I genitori lo hanno cresciuto come una bambina. Poi questo ha voluto tornare ad essere uomo. Infine si è suicidato.


Nessuno sa qual'è il confine tra i due ma... l'ipotesi più probabile è anche quella giusta.


 
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: vnd - Maggio 12, 2013, 10:10:16 am
I casi di non disgiunzione dei cromosomi sessuali (XXY, XXXY) sono casi particolari.

Il desiderio si essere di sesso diverso, nasce per motivi disparati (assenza della figura paterna, ingerenza o sopraffazione materna), ma soltanto in alcuni soggetti può diventare un'ossessione.
La maggior parte dei trans è gente psicologicamente instabile.
La stragrande maggioranza di trans, non è omosessuale ma soltanto un po' sfigata, desidera talmente tanto la donna ma non è ha. Il desiderio è così forte da voler essere donna.
Una sorta di feticismo del sesso ambito.
La maggior parte dei transessuali è gente che non sa dire di no a se stessa.
Tra i trans si registra una maggior incidenza di suicidi.

Dietro quei volti semi angelici della fotografia postata da thedarksider si nascondono personalità instabili. Sono bombe in pacco regalo.
Gente che vive in balia dei propri capricci, come le femministe, i tossicodipendenti, i giocatori d'azzardo e i bimbominkia.



Io la considero una malattia.

Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: zagaro - Maggio 12, 2013, 11:11:58 am
uno degli errori è proprio questo.

che mentre accettiamo che morfologicamente maschio e femmina siano diversi pechè lo vediamo!

non ci siamo mai fatti la domanda se anche  i circuiti logici- mentaii siano diversi anche se possono arrivare a risultati simili
e questa è la teoria che si sta affacciando ultimante  nelle branche di studio a base di etologia


finora abbiamo considerato la creazione del pensiero avvenisse in modo uniforme sia  nel maschio e sia  nella  femmina, .........ma  è possibile anche se poi arrivano agii stessi risultati che il percorso della formazione del pensiero non sia identico?

un  limite a questi studi  è la mentalità cattolica che per  lunghi periodi associò la  mente all'anima, quindi ogni anomalia della mente era a rigore una anomalia dell'anima.
studiare  l mente era un argomento che  i cattolici rifiutavano a priori per questo i pioneri dello studio della mente sono di cultura ebraica,
mentre  oggi i maggiori genetisti sono orientali per via della  loro immagine di formazione del karma e non della violazione dell'immagine di Dio

utilizzando una metafora come i computer Intel  con cpu a base CISC e  i computer Apple con cpu a a base RISC,

entrambi sono computer che eseguono applicazioni  informatiche dai risultati finali essenzialmente  uguali, ma  la loro elaborazione interna è molto diversa
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Animus - Maggio 12, 2013, 13:02:11 pm
Tutti ottimi analisti, complimenti! :lol:
Possibile che l'unica riesca a fare una brillante conclusione "sintetica" sia solo Rita? :hmm:
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: zagaro - Maggio 12, 2013, 13:11:32 pm
Tutti ottimi analisti, complimenti! :lol:
Possibile che l'unica riesca a fare una brillante conclusione "sintetica" sia solo Rita? :hmm:
ma Tu sei una Divinità irraggiungibile,
io sono un semplice maschio sub-umano!
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Animus - Maggio 12, 2013, 13:19:12 pm
ma Tu sei una Divinità irraggiungibile,
io sono un semplice maschio sub-umano!

Sì, ho capito, ma Rita non è una divinità ... è umana!!

Forza su, elevatevi lazzaro(ni)...alzati e cammina!
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: kautostar - Maggio 12, 2013, 14:25:10 pm
Io la considero una malattia.

Infatti la psichiatria la considera un vero e proprio disturbo mentale. Poi bisogna anche distinguere tra quelli che hanno un VERA e AUTENTICA identità femminile(e in genere questi quando si trasformano in donne, stanno meglio)  e invece chi vuole cambiare sesso per altri problemi psichiatrici e disturbi della personalità più gravi. E questi ultimi possono anche farsi centinaia di interventi chirurgici, ma non troveranno mai pace!

Visto che la vera identità femminile è una cosa rarissima(riguarda al massimo 2 uomini su 100 mila) è probabile che la maggior parte delle trans che vediamo in giro, non abbiano un'identità femminile, ma siano persone affette da problemi assai più gravi!
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Animus - Maggio 12, 2013, 14:27:11 pm
«La maniera di dimostrare è doppia: L’una si fa per mezzo dell’analisi o risoluzione e l’altra per mezzo della sintesi o composizione.

L’analisi mostra la vera via, per mezzo della quale una cosa è stata metodicamente scoperta, e fa vedere come gli effetti dipendono dalle cause.

La sintesi, al contrario, per una via affatto diversa, dimostra chiaramente tutto quello che è contenuto nelle su conclusioni … ma non dà , come l’altra, un’intera soddisfazione agli spiriti di quelli che desiderano d’imparare, perché non insegna il metodo con quale la cosa è stata trovata.

Per conto mio, ho seguito solamente la via analitica nelle mie meditazioni, perché essa mi sembra la più ... acconcia per insegnare»

René Descartes, Méditations métaphysiques

Esistono dunque due vie maestre, quella analitica e quella (a mio parere superiore) sintetica.

Solo che, i figli di ... Cartesio, sono monchi della seconda.
(un eccellente esempio di metodo interamente sintetico, "per composizione" è  L'Etica di Spinoza)

E cosa vuoi, io prediligo la prima (l'analisi) perché essa è la più "acconcia" per insegnare. :doh:

La sintesi?
La sintesi non insegna il metodo con il quale una deduzione è stata trovata.


Cmq, aggiungo una seconda deduzione sintetica:

La Teoria Queer, riflessioni (sintetiche)

1. Se non esiste alcuna identità sessuale specifica ma è soltanto un costrutto di condizionamento culturale, come fa teoria queer a porsi al di fuori del "condizionamento culturale", ovvero, che essa stessa non è a sua volta funzionale a ciò che sta "predicando"?
(Rita)

2. La teoria Queer nasce quando la tecnica e la medicina, attraverso gli ormoni sono in grado di modificare, sia la sessualizzazione del corpo, sia, potere della sintesi chimica,  la mente.
In altri termini, è l'ideologia (la sovrastruttura culturale) dei nuovi mezzi e delle nuove pratiche materiali che sono in grado di manipolare i corpi.
(Animus)


3.??






Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Lucia - Maggio 12, 2013, 14:37:18 pm
Infatti la psichiatria la considera un vero e proprio disturbo mentale. Poi bisogna anche distinguere tra quelli che hanno un VERA e AUTENTICA identità femminile(e in genere questi quando si trasformano in donne, stanno meglio)  e invece chi vuole cambiare sesso per altri problemi psichiatrici e disturbi della personalità più gravi. E questi ultimi possono anche farsi centinaia di interventi chirurgici, ma non troveranno mai pace!

Visto che la vera identità femminile è una cosa rarissima(riguarda al massimo 2 uomini su 100 mila) è probabile che la maggior parte delle trans che vediamo in giro, non abbiano un'identità femminile, ma siano persone affette da problemi assai più gravi!

io penso comunque che ci sia anhce un contagio culturale (moda)
Come dicevo sopra da Freud lo sviluppo sessuale non è lineare, i ragazzi di 10-11 anni non vogliono piu gioccare con le bambine, oggi si penserebbe che sono inclini alla omosessualità perché è di moda invece è un periood che passa e che è neccessario propro per rafforzare l'identità maschile.
A 13 anni avevo anch'io desideri di essere assessuata. Per fortuna i miei genitori sapevano che "gli passa!" e non mi hanno portato a psicologo o a operarmi come alcuni genitori oggi potrebbero fare.
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Lucia - Maggio 12, 2013, 15:21:54 pm
Nel passato che genere avevano gli castrati o gli eunuchi
non ci siamo mai fatti la domanda se anche  i circuiti logici- mentaii siano diversi anche se possono arrivare a risultati simili
e questa è la teoria che si sta affacciando ultimante  nelle branche di studio a base di etologia


finora abbiamo considerato la creazione del pensiero avvenisse in modo uniforme sia  nel maschio e sia  nella  femmina, .........ma  è possibile anche se poi arrivano agii stessi risultati che il percorso della formazione del pensiero non sia identico?

Potrebbe non essere uguale in nessuno di noi, essere diverso da un individuo all'altro, comunque tutto cio che conosciamo filtriamo attraverso la nostra esperienza, attraverso il nostro vissuto.
SE fosse una differenza assolutta tra il modo di pensare femminile e maschile non potremmo comprendere cio che dice l'altro.
Ma perfino nel desiderio amoroso, il fatto che, leggendo un romanzo o una autobiografia maschile riesco immedessimarmi nelle sofferenze di lui per lei , significa che anche il desiderio  è uguale.

La teoria dice che parte sulla scia di M.Foucault, Kristeva e Derrida, e mi piacerebbe capire il collegamento perché non mi è chiaro. Io Foucault lo conosco, wera quello che diceva che la verità è solo un metodo di esclusione e che collegare la verita con la sessualità è sempre un abuso di potere (poi si fa, appunto, ha effetto). Di Julia Kristeva lo so che ha scritto sulle donne e tra altre ha scritto un libro insieme con la mia prof parigina sulla CRudeltà al femminile, non mi sembra una che nega l'esistenza dei sessi o che considera migliore un sesso all'altro..
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Angelo - Maggio 12, 2013, 15:38:03 pm
3 .

Più divisi sono più sono facili da dominare.

L'ultimo regalo della Fornero: sdoganata la pedofilia
 di Riccardo Cascioli11-05-2013
 La nuova Bussola Quotidiana
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-lultimo-regalo-della-fornerosdoganata-la-pedofilia-6443.htm

 Scuole e luoghi di lavoro ridotti a campi di rieducazione in chiave omosessuale, e sdoganamento della pedofilia (o almeno della efebofilia, ovvero i rapporti di un adulto con un adolescente). E’ questo lo scenario che ci si prospetta per il prossimo futuro, in quanto l’allora ministro del Lavoro (con deleghe per le Pari opportunità) Elsa Fornero ha aderito sei mesi fa a un progetto sperimentale del Consiglio d’Europa per la lotta alle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.

 E ora l’Unar (ovvero l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, istituito all’interno del Dipartimento per le Pari Opportunità) ha pubblicato le linee guida per l’applicazione dei princìpi contenuti nella Raccomandazione CM/REC (2010) 5 del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, volta a combattere la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale o l’identità di genere: “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013-2015)”, si chiama.

 L’intero documento del nostro governo è improntato al più radicale estremismo gay, mentre è nella Raccomandazione del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa che si trova l’invito agli Stati membri ad abrogare “qualsiasi legislazione discriminatoria ai sensi della quale sia considerato reato penale il rapporto sessuale tra adulti consenzienti dello stesso sesso, ivi comprese le disposizioni che stabiliscono una distinzione tra l’età del consenso per gli atti sessuali tra persone dello stesso sesso e tra eterosessuali” ( art. 18 ). Considerato che in Italia l’età del consenso per i rapporti sessuali è di 14 anni, si vorrebbe che un cinquantenne possa tranquillamente avere rapporti omosessuali con un 14enne senza incorrere in reati. Ma potrebbe andare anche peggio, perché i Radicali stanno da tempo proponendo di eliminare qualsiasi limite di età di consenso.

 Pur tralasciando questo aspetto, che non viene direttamente ripreso nella Strategia Nazionale (ma è implicito), il documento dell’Unar è inquietante perché impone l’obbligo di considerare l’omosessualità equivalente all’eterosessualità in tutto e per tutto. E soprattutto non è ammesso alcun dubbio o riserva.

 Ma vediamo gli aspetti più inquietanti di questa strategia nazionale:

 Tutto ciò che non è approvazione di ogni diritto richiesto dalla comunità LGBT (Lesbiche, gay, bisessuali e trans) è omofobia, rientra in quei “pensieri dell’odio” che la legge punisce severamente . In pratica è obbligatorio pensare che sia sacrosanto il matrimonio tra persone dello stesso sesso, perché come radice dell’omofobia viene indicato l’eterosessismo, vale a dire pensare che solo il rapporto eterosessuale sia naturale. Non a caso si fa riferimento a personalità politiche ed ecclesiastiche, che violerebbero spesso e volentieri questo punto: “incitamenti all’odio e alla discriminazione permangono nelle dichiarazioni provenienti dalle autorità pubbliche e da alcuni rappresentanti delle istituzioni politiche ed ecclesiastiche, veicolate costantemente dai media italiani”. Sotto questa luce si capisce meglio il “caso Biancofiore”, dapprima nominata sottosegretario alle Pari opportunità e poi spostata perché le organizzazioni gay l’hanno bollata come omofoba: appoggiava in tutto le battaglie del mondo gay, disposta pure a partecipare ai Gay Pride, l’unica cosa che non concedeva era il matrimonio, ed è stata “espulsa” dalle Pari Opportunità.
 Né può passare inosservato quel riferimento esplicito alle personalità ecclesiastiche che starebbero incitando all’odio: siccome non risulta che ci siano vescovi che vanno in giro invitando i fedeli a emarginare gli omosessuali o a picchiarli, possiamo facilmente immaginare cosa potrà accadere a chi – sul tema omosessualità – si limiterà anche solo a leggere il Catechismo della Chiesa.

 La scuola sarà il principale teatro delle operazioni: cambiamento dei programmi scolastici e indottrinamento forzato sull’argomento per promuovere lo stile di vita LGBT sono i cardini di questa iniziativa. Ecco, ad esempio, alcuni degli obiettivi e delle misure fissati dall’Unar per le scuole: ampliare le conoscenze e le competenze di tutti gli attori della comunità scolastica sulle tematiche LGBT; favorire l’empowerment delle persone LGBT nelle scuole, sia tra gli insegnanti che tra gli alunni; contribuire alla conoscenza delle nuove realtà familiari, superare il pregiudizio legato all’orientamento affettivo dei genitori per evitare discriminazioni nei confronti dei figli di genitori omosessuali; realizzazione di percorsi innovativi di formazione e di aggiornamento per dirigenti, docenti e alunni sulle materie antidiscriminatorie, con un particolare focus sul tema LGBT e sui temi del bullismo omofobico e transfobico; integrazione delle materie antidiscriminatorie nei curricula scolastici (ad es. nei percorsi di Cittadinanza e Costituzione) con un particolare focus sui temi LGBT; riconoscimento presso il Ministero dell’Istruzione delle associazioni LGBT; ulteriori corsi di approfondimento che daranno crediti formativi. Inutile dire che è previsto che siano direttamente le associazioni LGBT a gestire corsi di istruzione sul tema.

 Per quanto riguarda il lavoro il discorso è analogo, con l’aggiunta di corsie preferenziali per l’assunzione e la formazione di personale LGBT (dopo le quote rosa anche quelle arcobaleno) e formazione a tutti i lavoratori sul tema per cancellare ogni residuo di resistenza. Corsi di formazione e iniziative varie saranno finanziate con i fondi strutturali europei, vale a dire con i soldi, in massima parte, della Commissione Europea, cioè le nostre tasse. C’è poi l’introduzione forzata di una (quasi) nuova figura professionale, ovvero chi si occupa del diversity management, gestire e valorizzare le diversità.
 Ovviamente le diversità in questione sono quelle dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, ma le indicazioni sul diversity management lasciano sconcertati. Ecco alcune indicazioni: creazione di network LGBT all’interno delle aziende e istituzione a livello di alta dirigenza del ruolo di mentore LGBT; estensione di benefit specifici per le persone LGBT, anche in relazione alle famiglie omogenitoriali; certificazione delle aziende gay friendly.
 Questo indottrinamento è previsto specificamente anche per giornalisti, tutori dell’ordine pubblico, personale carcerario.

 E’ inoltre prevista una inquietante cabina di regia, definita “Sistema integrato di governance”, composto da Unar, organizzazioni di gay e lesbiche, diversi ministeri, Ordine dei Giornalisti, sindacati e così via. La governance peraltro è già una realtà, visto che il 20 novembre 2012 si è costituito il Gruppo Nazionale di Lavoro LGBT.

 Il ministro Fornero dunque, avrà pure sbagliato i conti sugli esodati, ma sicuramente ha portato avanti con decisione – e senza fare pubblicità - l’agenda della lobby gay, che se non viene fermata ci porta rapidamente all’approvazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso e alla legalizzazione della pedofilia. Non a caso diciamo “se non viene fermata”: la Raccomandazione del Consiglio d’Europa che è alla base della Strategia Nazionale è infatti un protocollo cui si aderisce su base volontaria; non c’è alcun obbligo né morale né politico di recepirlo, tanto è vero che l’Italia è fra i pochissimi paesi che lo hanno fatto. E quindi è possibile per il nuovo governo ritirarsi dal progetto in qualsiasi momento.

 La cosa non sarà però facile, per due motivi: il Dipartimento delle Pari Opportunità è dominato da militanti pro-LGBT, e il nuovo ministro delle Pari Opportunità Josefa Idem ha già sposato la visione più radicale. Basta leggere la lunga intervista rilasciata ieri a “Repubblica” per capire che l’intenzione non è solo di procedere nella direzione del matrimonio gay, ma di farlo anche rapidamente. E il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha tutta l’aria di non voler contrastare questa ondata: ha rimosso Michaela Biancofiore da sottosegretario alle Pari Opportunità con il pretesto di un’intervista rilasciata in violazione di un ordine dato di sobrietà e rinuncia al protagonismo; nessuna conseguenza invece per l’intervista – ben più dirompente – del ministro Idem.

 Ci sarà in questo governo qualche ministro capace di opporsi a questa deriva, nella convinzione che questa opera di distruzione della famiglia finirà di distruggere la nostra società?
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Angelo - Maggio 12, 2013, 15:41:20 pm
3.1

Trasformazione della coppia classica per creare una società futura di sole donne o comunque di soli soggetti deboli. Riduzione all'unico prima del robot. Il soggetto da abbattere è proprio l'uomo, perché, è il soggetto capace di contrastare tale deriva.

Per puro caso, adesso (in realtà da qualche mese) sul sito dell'amichetta di qualcuno c'è una donna robot invece della classica operaia...  :shifty:
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: vnd - Maggio 12, 2013, 16:24:02 pm
io penso comunque che ci sia anhce un contagio culturale (moda)
Come dicevo sopra da Freud lo sviluppo sessuale non è lineare, i ragazzi di 10-11 anni non vogliono piu gioccare con le bambine, oggi si penserebbe che sono inclini alla omosessualità perché è di moda invece è un periood che passa e che è neccessario propro per rafforzare l'identità maschile.
A 13 anni avevo anch'io desideri di essere assessuata. Per fortuna i miei genitori sapevano che "gli passa!" e non mi hanno portato a psicologo o a operarmi come alcuni genitori oggi potrebbero fare.

Veramente la repulsione per le bambine comincierebbe intorno ai sei anni.
Solo che i bambini di oggi vivono per lo più in cattività e sono "costretti" dagli adulti a convivere e "forzati" a giocare insieme.
Il che, per i maschietti, è un vero disastro.
Passeranno un'infanzia di merda a farsi sgridare dagli adulti ai quali sono affidati.
Se un bambino, correndo, urta una bambina può farle molto male.
Per lo più, questi adulti sono femmine. Per lo più si tratta di femmine che temono la vivacità maschile. Poiché tempono di non riuscire a controllarla.

Generazione infelice.
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Mercimonio - Maggio 12, 2013, 16:38:58 pm
questi sono concorrenti del concorso Miss Tiffany International, riservato ai transessuali:

A livello visivo, sono molto convincenti :w00t:

appunto ! i piu' convincenti che ho visto in vita mia infatti erano a Bangkok e Pattaya, li ho sgamati solo appena hanno iniziato a parlare comunque in casi rarissimi ci sono alcuni che hanno voce quasi femminile, ma magari sono castrati o per motivi genetici hanno carenze ormonali fin da giovani, bohh .. tutti gli altri hanno una voce ibrida tipica dei ladyboys.

Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: kautostar - Maggio 12, 2013, 16:41:50 pm
3 .

Più divisi sono più sono facili da dominare.
Da che mondo è mondo, il potere costituito ha sempre promosso la famiglia con prole  numerosa, e temuto gli scapoli(che non avendo moglie e figli, sono visti come mine vaganti, senza nulla da perdere e quindi molto più liberi, e più propensi a fare attentati e rivoluzioni), quindi secondo me la tua teoria non sta in piedi!
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Animus - Maggio 12, 2013, 16:42:49 pm
Abraxas, questo tua avatar somiglia terribilmente a Scienziato Apocrifo (un ex, mitico, utente del forum).

Mi fa impressione. :w00t:

Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Lucia - Maggio 12, 2013, 17:03:26 pm
Abraxas, questo tua avatar somiglia terribilmente a Scienziato Apocrifo (un ex, mitico, utente del forum).

Mi fa impressione. :w00t:

 :lol: se il mio avatar ti ricorda un utente maschile del forum siamo proprio nel posto giusto per parlare di differenze tra i sessi.  :lol:
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Lucia - Maggio 12, 2013, 21:09:20 pm
L'ho cambiato   :rolleyes:

(era il foto di re Artu con il mio volto realizzato con qualche gioco in internet)
a me piaceva come maschio (piu del foto originale come donna )

infatti mi faceva pensare piu al fatto che tra uomo e donna non c'è infinito cosi grande come credi,

ma comunque le differenze tra i sessi sono piu interessanti delle sommiglianze.
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: ilmarmocchio - Maggio 12, 2013, 21:47:27 pm
3.1

Trasformazione della coppia classica per creare una società futura di sole donne o comunque di soli soggetti deboli. Riduzione all'unico prima del robot. Il soggetto da abbattere è proprio l'uomo, perché, è il soggetto capace di contrastare tale deriva.

Per puro caso, adesso (in realtà da qualche mese) sul sito dell'amichetta di qualcuno c'è una donna robot invece della classica operaia...  :shifty:

quoto, il progetto e' fin troppo evidente. eppure , la maggioranza non se ne avvede.
la storia e' una maestra senza alunni
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Animus - Maggio 12, 2013, 23:00:14 pm
3.1

Trasformazione della coppia classica per creare una società futura di sole donne o comunque di soli soggetti deboli. Riduzione all'unico prima del robot. Il soggetto da abbattere è proprio l'uomo, perché, è il soggetto capace di contrastare tale deriva.

Per puro caso, adesso (in realtà da qualche mese) sul sito dell'amichetta di qualcuno c'è una donna robot invece della classica operaia...  :shifty:

Ecco, capisci che questo è mooolto più importante delle analisi dei ns...analisti. :doh:
"E' vera, è falsa, si vede sempre che è dell'altro sesso, non riusciranno mai a..., 1 su 30.000 e bla bla"
Cioè...ma chi cazzo se ne frega!

Se non si colgono i rapporti (sintetici), "come influisce su ciò a cui teniamo/perchè nasce in un periodo e non in un altro/con che fine/ quali scopi si propone/chi l'appoggia/etc etc,  che cosa si sta "analizzando"? :doh:

Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: kautostar - Maggio 12, 2013, 23:10:32 pm
Ecco, capisci che questo è mooolto più importante delle analisi dei ns...analisti. :doh:
"E' vera, è falsa, si vede sempre che è dell'altro sesso, non riusciranno mai a..., 1 su 30.000 e bla bla"
Cioè...ma chi cazzo se ne frega!

Se non si colgono i rapporti (sintetici), "come influisce su ciò a cui teniamo/perchè nasce in un periodo e non in un altro/con che fine/ quali scopi si propone/chi l'appoggia/etc etc,  che cosa si sta "analizzando"? :doh:
ma anche la sintesi deve essere dimostrata, o perlomeno dovrebbe poggiare su solide basi razionali, per valere qualcosa, mentre quella di Sandokan mi sembra il solito delirio cattolico-bigotto, dei matrimoni gay che distruggeranno il mondo!
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Animus - Maggio 12, 2013, 23:23:25 pm
ma anche la sintesi deve essere dimostrata, o perlomeno dovrebbe poggiare su solide basi razionali, per valere qualcosa, mentre quella di Sandokan mi sembra il solito delirio cattolico-bigotto, dei matrimoni gay che distruggeranno il mondo!

MAh, la sintesi in termini stettamente logici, quindi nel dominio delle scienze matematiche, è una deduzione.
Quindi sì, sostanzialmente è vero quello che dici te.

Ma appena si esce dalla matematica, una deduzione è ...una deduzione.
Può essere giusta, può essere sbagliata.

E' l'intuito/intelligenza/conoscenza di chi effettua la deduzione (dai fatti noti generali, il contesto intorno al fatto in esame/ che relazioni esistono tra altri  "fatti" e questo, più di "ciò che è dentro il fatto stesso" che riguarda l'analisi) che vale di più.

Il vantaqggio della sintesi/deduzione/composizione è che porta a conclusioni che sono precluse al metodo analitico.

Lo svantaggio, è che si rischia di prendere una cantonata. :D



Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Alberto86 - Maggio 12, 2013, 23:35:20 pm
.... mentre quella di Sandokan mi sembra il solito delirio cattolico-bigotto, dei matrimoni gay che distruggeranno il mondo!


I "matrimoni" gay (se cosi si possono chiamare) forse forse ancora no, ma certamente la possibilità di adozione per gli omosessuali ( comprese quindi le lesbiche) sono un grave attentato alla società e prima di tutto all'incolumità psico-fisica dei bambini. 
Io personalmente credo che uno Stato in fini dei conti debba garantire certi diritti base a tutti e che quindi una sorta di "matrimonio" ai gay (anche se chiamarlo cosi denota ignoranza e/o malafede) sia oggigiorno giustificabile e tollerabile (basta che poi gli omosessuali come categoria/lobby, non pretendano come le femministe di valere di più degli altri a livello legislativo)
Ma in nessun modo tollererei mai l'adozione dei bambini ad omosessuali per nessun motivo al mondo. Ed anzi vedere quanti politicanti chiedono oggi anche questo, mi evidenzia maggiormente quanta malattia mentale non curata ci sia in giro.
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: kautostar - Maggio 12, 2013, 23:56:54 pm

I "matrimoni" gay (se cosi si possono chiamare) forse forse ancora no, ma certamente la possibilità di adozione per gli omosessuali ( comprese quindi le lesbiche) sono un grave attentato alla società e prima di tutto all'incolumità psico-fisica dei bambini. 
Io personalmente credo che uno Stato in fini dei conti debba garantire certi diritti base a tutti e che quindi una sorta di "matrimonio" ai gay (anche se chiamarlo cosi denota ignoranza e/o malafede) sia oggigiorno giustificabile e tollerabile (basta che poi gli omosessuali come categoria/lobby, non pretendano come le femministe di valere di più degli altri a livello legislativo)
Ma in nessun modo tollererei mai l'adozione dei bambini ad omosessuali per nessun motivo al mondo. Ed anzi vedere quanti politicanti chiedono oggi anche questo, mi evidenzia maggiormente quanta malattia mentale non curata ci sia in giro.
Sulle adozioni sono  anch'io molto critico, e tendenzialmente contrario(non del tutto contrario, perché poi bisognerebbe distinguere caso per caso: non tutte le coppie etero sono in grado di   diventare buoni genitori, e forse non tutte le coppie gay sarebbero automaticamente genitori pessimi) ma bisogna anche riconoscere che le lesbiche non hanno bisogno del permesso dello stato per fare figli.
Di fatto in Italia esistono già decine(forse addirittura centinaia) di coppie lesbiche che hanno preso il seme da donatori anonimi(o da uomini che hanno rinunciato volontariamente alla paternità) e crescono i figli senza padri.  Quindi ammesso e non concesso che questi bambini cresceranno "svantaggiati" e con più disturbi psicologici rispetto agli altri bambini, il problema già esiste, non dipende direttamente dalle unioni legalizzate, o dalla possibilità di adottare!
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Alberto86 - Maggio 13, 2013, 00:18:50 am
........
Di fatto in Italia esistono già decine(forse addirittura centinaia) di coppie lesbiche che hanno preso il seme da donatori anonimi(o da uomini che hanno rinunciato volontariamente alla paternità) e crescono i figli senza padri.  Quindi ammesso e non concesso che questi bambini cresceranno "svantaggiati" e con più disturbi psicologici rispetto agli altri bambini, il problema già esiste, non dipende direttamente dalle unioni legalizzate, o dalla possibilità di adottare!



Vero questo è un grave problema che esiste e che nessuno evidenzia nè evidenzierà mai per ovvi motivi.
Cosi come reputo un grave problema l'esistenza di uomini che ancora oggi donano sperma sia pur per soldi o come sorta di favore.
Detto questo che il problema con le lesbiche esiste già, non significa certo che questo vada legalizzato ed addirittura incentivato.
Le nuove generazioni di bambini (e quindi futuri adulti) sono sempre più in difficoltà e piene di problemi: vogliamo relegare tutto questo al solo consumismo e benessere economico? O forse c'è qualcosa di diverso che non và in questa società sempre più femminista, femminilizzata e malata? 
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: kautostar - Maggio 13, 2013, 00:35:06 am
Detto questo che il problema con le lesbiche esiste già, non significa certo che questo vada legalizzato ed addirittura incentivato.
Le nuove generazioni di bambini (e quindi futuri adulti) sono sempre più in difficoltà e piene di problemi: vogliamo relegare tutto questo al solo consumismo e benessere economico? O forse c'è qualcosa di diverso che non và in questa società sempre più femminista, femminilizzata e malata?
Certamente il fatto che il problema già esiste, non significa che debba essere legalizzato(è come la droga, tanti ne fanno uso lo stesso, ma forse legalizzarla sarebbe anche peggio), però intendevo dire che alcuni bigotti quando si parla di questi temi, tendono a mischiare tutto in un unico calderone.
Unioni gay, pedofilia, adozioni e inseminazioni artificiali,  discriminazioni maschili, negazione del ruolo paterno  ecc.. sono tutti problemi distinti tra loro. Possono avere delle connessioni, ma permettere un'unione civile per gli omosessuali, o combattere il bullismo e l'odio sociale contro i gay, non implica automaticamente di legalizzare la pedofilia, sdoganare le adozioni ecc..ecc..
Vanno fatte le dovute distinzioni!
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Mercimonio - Maggio 13, 2013, 06:28:03 am
MAh, la sintesi in termini stettamente logici, quindi nel dominio delle scienze matematiche, è una deduzione.
Quindi sì, sostanzialmente è vero quello che dici te.

Ma appena si esce dalla matematica, una deduzione è ...una deduzione.
Può essere giusta, può essere sbagliata.

E' l'intuito/intelligenza/conoscenza di chi effettua la deduzione (dai fatti noti generali, il contesto intorno al fatto in esame/ che relazioni esistono tra altri  "fatti" e questo, più di "ciò che è dentro il fatto stesso" che riguarda l'analisi) che vale di più.

Il vantaqggio della sintesi/deduzione/composizione è che porta a conclusioni che sono precluse al metodo analitico.

Lo svantaggio, è che si rischia di prendere una cantonata. :D

e tu di cantonate penso te ne intendi vista anche la tua tracotanza e arroganza.

quello che stai cercando di descrivere non e' altro che analisi tecnica "multi disciplinare" che e' poi la norma in molti ambiti
scientifici e non.

ci sono insiemi di dati di ogni tipo, magari random, magari del tutto sballati, sta alla analisi tecnica razionalizzarli per poi
analizzarsi e infine dargli un "senso".

parlando di femminismo si parla di fenomeni sociali di massa, quindi enorme mole di persone coinvolte, di ogni ceto sociale, eta',
provenienza ... si puo' come fai tu farne un calderone filosofico fine a se' stesso, buttare il tutto in religione/ideologia/politica, oppure vederlo anche in chiave statistica : l'attuale cagatone che i media stanno discutendo sul femminicio per esempio viene sostenuto solo dalle loro cifre, mentre andrebbe demolito facilmente proprio per le cifre (troppo basse) che loro stessi forniscono.

idem si puo' fare con il numero di divorzi e aborti e tutto il resto, la verita' dov'e' se non nelle cifre nude e crude sempre che poi l'istat ne fornisca di veritiere ?

se io dico che ci sono 300 aborti al giorno e' troppo o troppo poco ? se tu vai in TV in un dibattito che argomenti tiri fuori, la verita' dei numeri o fai come Cacciari che si inizia un monologo sul bene e sul male e sulla razza umana destinata all'auto estinzione ?

noi dovremmo essere anti femministi anche e in primis perche' persino i numeri forniti da chi il femminismo lo foraggia ci danno ampiamente ragione !

e non ci sono molte deduzioni o colpi di genio da fare in merito, ne' su questi numeri ne' sulle origini storiche del femminsmo, da che albero vengano i suoi frutti, da quale radice prenda linfa l'albero, chi di preciso abbia interessi a una societa' del genere etc etc
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: TheDarkSider - Maggio 13, 2013, 12:41:54 pm
Nel passato che genere avevano gli castrati o gli eunuchi
Potrebbe non essere uguale in nessuno di noi, essere diverso da un individuo all'altro, comunque tutto cio che conosciamo filtriamo attraverso la nostra esperienza, attraverso il nostro vissuto.
SE fosse una differenza assolutta tra il modo di pensare femminile e maschile non potremmo comprendere cio che dice l'altro.
Ma perfino nel desiderio amoroso, il fatto che, leggendo un romanzo o una autobiografia maschile riesco immedessimarmi nelle sofferenze di lui per lei , significa che anche il desiderio  è uguale.
Però scommetto che non riesci a capire quel lato del desiderio maschile fatto di pura carnalità che certo, non è l'UNICO lato, ma è un lato che esiste ed esiste solo nell'uomo.

Parlo di quel lato per cui un uomo desidera una donna solo per il suo corpo, o addirittura solo per parti specifiche del suo corpo: i seni, il sedere, c'è addirittura chi è attratto dai piedi.

La dimostrazione che questo lato del desidero è esclusivo dell'uomo ce la dà il mondo omosessuale, dove solo gli omessuali maschi vanno nelle darkroom, che sono spazi con poca luce all'interno di certi locali dove i frequentatori praticano atti omosessuali ( fellatio e altro ) senza neanche vedersi in faccia.

Non mi risulta che le lesbiche frequentino le darkroom, o si mettano a fare sesso orale a un corpo senza faccia.
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Alberto86 - Maggio 13, 2013, 13:27:25 pm
......... ma permettere un'unione civile per gli omosessuali, o combattere il bullismo e l'odio sociale contro i gay, non implica automaticamente di legalizzare la pedofilia, sdoganare le adozioni ecc..ecc..
Vanno fatte le dovute distinzioni!



Ma sicuramente!!! Le connessioni le fanno solo le lobby, siano esse lobby femministe che si spacciano per portavoce di tutte le donne, siano esse lobby omosessuali che si spacciano per portavoce di tutti i gay.
Comunque c'è da dire che in questa società malata mancherebbero anche gli eventuali contrappesi: perchè se si legalizzano le unioni omosessuali bisogna anche pensare a delle misure che non permettano l'incentivo della propaganda omosessuale tra i minori. Una legge simile l'hanno fatta passare in Russia, anche se la disinformazione occidentale l'ha trasformata in "legge anti-gay". 
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Lucia - Maggio 13, 2013, 13:52:21 pm
Però scommetto che non riesci a capire quel lato del desiderio maschile fatto di pura carnalità che certo, non è l'UNICO lato, ma è un lato che esiste ed esiste solo nell'uomo.

Parlo di quel lato per cui un uomo desidera una donna solo per il suo corpo, o addirittura solo per parti specifiche del suo corpo: i seni, il sedere, c'è addirittura chi è attratto dai piedi.

Non so, perché il desiderio non è matematica , ma penso che le donne si eccitano proprio di quel desiderio maschile di cui parli per loro stesse. Sara narcisismo, egoismo ma io lo vedo complementare al desiderio maschile ed è neccessario che sia cosi, questo non significa che il desiderio per l'altro è minore. L'uomo si ecita con cio che vede infatti durante il sesso. Se una donna avesse bisogno di vedere il sedere del maschio per ecitarsi non lo so in che posizione dovrebbero fare ma penso non sarebbe possibile. L'immagine mentale secondo me è piu o meno la stessa per tutti due solo che lui con cio che vede lei con cio che sente e come si sente vista durante l'atto sessuale. Poi il piacere del corpo dell'altro c'è anche se non con la stessa disperazione sessuale.

Citazione
La dimostrazione che questo lato del desidero è esclusivo dell'uomo ce la dà il mondo omosessuale, dove solo gli omessuali maschi vanno nelle darkroom, che sono spazi con poca luce all'interno di certi locali dove i frequentatori praticano atti omosessuali ( fellatio e altro ) senza neanche vedersi in faccia.

Non mi risulta che le lesbiche frequentino le darkroom, o si mettano a fare sesso orale a un corpo senza faccia.

penso che comunque la prostituzione è costruita sul desiderio sessuale maschile che appunto ha bisogno di vedere, non so come sono i dark room e come funziona il desiderio omosessuale o lesbico. Forse lo dice chi lo sa, comunque non mi sembra che le donne non facciano sesso in buio
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Mercimonio - Maggio 13, 2013, 14:08:46 pm
Però scommetto che non riesci a capire quel lato del desiderio maschile fatto di pura carnalità che certo, non è l'UNICO lato, ma è un lato che esiste ed esiste solo nell'uomo.

Parlo di quel lato per cui un uomo desidera una donna solo per il suo corpo, o addirittura solo per parti specifiche del suo corpo: i seni, il sedere, c'è addirittura chi è attratto dai piedi.

La dimostrazione che questo lato del desidero è esclusivo dell'uomo ce la dà il mondo omosessuale, dove solo gli omessuali maschi vanno nelle darkroom, che sono spazi con poca luce all'interno di certi locali dove i frequentatori praticano atti omosessuali ( fellatio e altro ) senza neanche vedersi in faccia.

Non mi risulta che le lesbiche frequentino le darkroom, o si mettano a fare sesso orale a un corpo senza faccia.

appunto, mai sentito di darkrooms per lesbos e anzi per le lesbo che ho conosciuto io sono rapporti piu' platonici e amorosi che non sessuali tout court.

tra l'altro sono pure molto choosy e schizzinose tra di loro, forse piu' che le donne etero con gli uomini !

Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Stendardo - Maggio 13, 2013, 23:38:40 pm
La teoria Queer, in poche parole, è quella che dice che non esitono i sessi, ma esistono solo le persone. Se ad esempio un uomo fa sesso con una donna, secondo tale toria non è che lo faccia perchè è uomo, ma lo fa perchè tutti intorno a lui, nel corso della sua esistenza, gli hanno detto che deve fare sesso con una donna.

Liberamente tratto da wikipedia:

La teoria queer è una teoria critica sul sesso e sul genere emersa all'inizio degli anni novanta.
A coniare la formula "teoria queer" fu Teresa de Lauretis, nell'ambito di una conferenza tenutasi all'Università della California, Santa Cruz, nel Febbraio 1990.

Tale teoria nacque in seno agli studi gay e lesbici, agli studi di genere e alla teoria femminista. Sulla scia delle tesi di Michel Foucault, Jacques Derrida e Julia Kristeva, la teoria queer mette in discussione la naturalità dell'identità di genere, dell'identità sessuale e degli atti sessuali di ciascun individuo, affermando invece che esse sono interamente o in parte costruite socialmente, e che quindi gli individui non possono essere realmente descritti usando termini generali come "eterosessuale" o "donna". La teoria queer sfida pertanto la pratica comune di dividere in compartimenti separati la descrizione di una persona perché "entri" in una o più particolari categorie definite.
Laddove gli studi gay e lesbici analizzano in particolare il modo in cui un comportamento viene definito "naturale" o "innaturale" rispetto al comportamento eterosessuale, la teoria queer si sforza di comprendere qualsiasi attività o identità sessuale che ricada entro le categorie di normativo e deviante.


Cioè costoro sono dei relativisti puri. Non esiste alcuna verità vera, a questo mondo, ma tutto è vacillante e tutto può essere modificato a piacimento.
Se uno nasce uomo può diventare anche donna, gatto o topo. Dipende da cosa gli si dice. Un uomo che si crede topo, quindi, secondo tale logica, ha tutti i diritti di essere chiamato "topo" e creduto tale, ed avere stessa dignità di chiunque altro.

Critiche:
I critici della teoria queer sostengono che un vasto e crescente corpus di prove fisiologiche, genetiche, antropologiche e sociologiche mostra come, scientificamente parlando, l'orientamento e la classificazione sessuale sono più che semplici costrutti sociali[19]. Secondo questo punto di vista, varie caratteristiche biologiche (alcune delle quali genetiche ed ereditarie) giocano un ruolo importante nel plasmare il comportamento sessuale (parte del più ampio dibattito "natura vs. cultura"). Certi scienziati affermano[senza fonte] che le richieste decostruzioniste sulla scienza (non solo su questo argomento) siano pseudoscienza. Tali critiche, tuttavia, non considerano il fatto che gran parte dei testi nei quali la teoria è stata sviluppata né integrano al proprio interno fonti d'indirizzo scientifico né avanzano alcun desiderio di vero e proprio antagonismo nei confronti della scienza, escludendo casi particolari e quantitativamente limitati.

In altre parole, non pretendono di avere basi scientifiche, quello che sembra importare a codesti personaggi è solo che il termine passi, ovvero che sia accettato nell'uso comune, o perlomeno sia in qualche modo tollerato.

Al di là di ogni altra considerazione sulla logicità e sulla scientificità di tale teoria, è un dato di fatto che oggi i movimenti femministi basano molte delle loro rivendicazioni su tale concetto, quello cioè della sostanziale "uguaglianza" tra UU e DD.

...Se noi dovessimo far breccia nel loro ...castello di sabbia, usando lo stessa loro teoria, come ci dovremmo muovere?

...seconda domanda (ma forse sarebbe la prima) ...è possibile combattere efficacemente le neofemministe e le loro argomentazioni muovendosi sul terreno della teoria queer?

Si discute ancora oggi su cosa significhi esattamente il termine "queer" . In lingua inglese , esso significa letteralmente "insolito" , ma viene utilizzato anche in italiano per indicare le persone che non sono eterosessuali . Nello slang britannico il termine ha un'accezione dispregiativa intesa come "diverso" o "svitato" o "strano" in relazione alla sua sessualità . Pertanto fino a poco tempo fa questo termine ha sempre avuto un'accezione negativa per indicare i comportamenti di persone che mostrano comportamenti sessuali devianti come l'omosessualità , la bisessualità e la transessualità .
Poi sul finire del XX secolo le esponenti del femminismo hanno deciso , di punto in bianco , che il termine "queer" dovesse indicare "altro" .
Pertanto esse hanno deciso a tavolino e giocando con i vocaboli , che con il termine "queer"  si dovesse indicare una "identità fluida" che non fosse più quella maschile o quella femminile in relazione sia al sesso biologico sia alle devianze sessuali .
Pertanto "l'identità queer" è in sostanza la relativizzazione di tutto ciò che è maschile e femminile , ovvero è la negazione dell'identità di genere .
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Lucia - Maggio 15, 2013, 14:46:10 pm
Ecco, capisci che questo è mooolto più importante delle analisi dei ns...analisti. :doh:
"E' vera, è falsa, si vede sempre che è dell'altro sesso, non riusciranno mai a..., 1 su 30.000 e bla bla"
Cioè...ma chi cazzo se ne frega!

mah io trovo piu interessante il prl se esiste istinto e che rapporto ha co l'idnetita e il divenire.

Poi quelle ragazze belle sono uomini anche loro come voi. Se non fosse in uomo (in alcuni) il desiderio di diventare donna questa non sarebbe possibile.
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Rita - Settembre 05, 2013, 15:56:47 pm
la teoria queer spiegata ai deficenti (compresa l'autrice)


http://www.culturagay.it/saggio/90


............

Chiunque non si pensi come Dio (indefinibile, illimitato, onnicomprensivo, transitante da una definizione all'altra nel desiderio di non avere definizioni) sta, purtroppo, nell'armadio di chi dichiara di voler distruggere gli armadi. Non basta ripetere ad oltranza, come Lutero, "Non sum" ("Non sono", ed anche "Non esisto") per sparire come uomo, donna, gay, lesbica, ecc. agli occhi propri o degli altri. Il perfetto "queer" dovrebbe stare sospeso in un mondo iperuranio in cui (ironia della sorte, quando si continua a scambiare le parole con le cose!) proprio in nome dell'inclusività totale di ciò che sceglie di essere di volta in volta, non può entrare in relazione con nessuno. Se non posso definirmi, e quindi non sono distinguibile da nessun altro, giacché l'altro parimenti non è definibile, con chi entro in rapporto?

E, contestualmente, vi pare che stiamo parlando di "esperienze reali", di qualcosa che potete riconoscere (e quindi, un'altra volta, definire!) nella vostra vita?



...........

In conclusione, contesto il fatto che assumere un'identità sia per forza prescrittivo in termini negativi: se putacaso io esercito la professione di dentista, ed al "queer" fa male un dente cariato, forse sarà molto trasgressivo e rivoluzionario dichiarare che, il giorno in cui lui/lei mi si presenta, io sono una callista e non posso farci niente, ma è molto probabile che il queer si incazzi giustamente di brutto e cerchi un/una dentista meno rivoluzionario/a e più professionale…



Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Rita - Settembre 19, 2014, 14:32:25 pm
http://progettoruah.wordpress.com/2012/08/08/report-teologia-queer/

giusto per riflettere sul tema del topic, sulle relazioni fra morali e scopi delle varie morali.
Anche perché non ci si capisce molto.
Secondo Animus partiamo dal cristianesimo per arrivare al femminismo, all'ismo e al queer come ultimo parto di questo sviluppo di morale.
Secondo alcuni (con cui sto discutendo non in questo forum) il queer è utile alla QM perché libererebbe anche l'uomo (in estrema sintesi il meccanismo dovrebbe essere, eliminazione delle identificazioni sessuali quindi eliminazione del debito maschile) o in altrettanta estrema sintesi, eliminazione dell'attività maschile, che già in parte si sta verificando con il ritrarsi dei soggetti maschili (non ci sono più gli uomini di una volta).

Io ci sto riflettendo, perché Animus mi sembra suggerire la non-scelta, non scelgo di stare né da una parte né dall'altra e nemmeno di utilizzare elementi di una parte e dell'altra, ma smaschero e basta (è così Animus? se ho tradotto male esplicati senza incaxxarti please  :lol:), altri mi dicono che si sta da una parte o dall'altra e che il concetto "natura" se esiste emerge comunque quindi tanto vale andare fino in fondo e non stare a preoccuparcene. Se ce ne sono emergeranno naturalmente, sennò avremo la conferma definitiva della modificabilità degli istinti.

Io sto leggiucchiando. Animus in questo topic ha tagliato la testa al toro con l'osservazione della "teoria creata per... " che personalmente mi sento di condividere.

E intanto cerco .. e trovo. (vedi link sopra)

Innanzitutto, per far capire cos’è la “teologia” ha indicato due affermazioni contrastanti incluse nella 1 lettera di Giovanni: “Dio nessuno l’ha mai visto” (1 Gv 1,18) e “ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita” (1 Gv 1,1). La teologia parla di qualcosa che non conosce, comunica qualcosa che non è oggettivo, eppure deriva dall’esperienza, forte e tattile. Pertanto chi può parlare autorevolmente di Dio? Nella storia di Israele c’erano due figure che parlavano di Dio: chi stava al centro e comunicava la dottrina (ossia il sacerdote), e chi stava ai margini e sfidava la dottrina partendo dalla sua esperienza (ossia il profeta), quindi un’autorità al centro e una alla periferia.
 Negli anni ’70 si sono delineate la teologia della liberazione e quella femminista che parlavano di Dio non perché al centro, ma appunto perché ai margini, partendo dalla loro esperienza come voce profetica. Tuttavia per essere “teologie” a tutti gli effetti, per rimanere all’interno del cristianesimo e non essere solo delle “teorie”, queste dovevano avere una legittimazione nei confronti della tradizione. La teologia femminista ha rintracciato gli elementi di continuità con la tradizione primitiva del cristianesimo, col modo che Gesù aveva di trattare le donne, così come la teologia della liberazione si fondava sulla missione di Gesù che parlava ai poveri. La teologia queer è uno di questi movimenti, che non è una teologia sull’omosessualità, né una teologia sulla sessualità, ma appunto una teologia che parte dall’esperienza queer e rilegge la tradizione attraverso questa lente esperienziale per dire qualcosa su Dio.

Passando al termine “queer”, questo compare nell’inglese del 17°-18° secolo per indicare qualcosa di “strano”, di “deviato”, ma è solo nel 19° secolo che acquista l’accezione di “devianza sessuale”. Ad oggi, nei Paesi anglosassoni, è un termine offensivo, un insulto, che indica tutto ciò che non è eterosessuale, e quindi un termine “ombrello” che include gay, lesbiche, bisex, transessuali, transgender… Utilizzare l’espressione “teologia queer”, quindi, è anche un’operazione politica (in italiano sarebbe come parlare di “teologia frocia” o “teologia finocchia” – giusto per rendere l’idea dispregiativa!).

Come la teologia della liberazione si appoggiava al marxismo, e la teologia femminista alla teoria femminista, così la teologia queer fa riferimento alla teoria queer, che si può riassumere in tre punti:
 1 – il soggetto gay è fallimentare dal punto di vista politico e culturale, perché tende a normalizzare ciò che “normale” non è, togliendo forza all’esperienza (per esempio imitando la famiglia tradizionale)
 2 – l’eterosessualità non è solo una forma di sessualità, ma è anche una struttura mentale. L’eterosessismo è un modo di strutturare la società dentro schemi costrittivi (come per es. il matrimonio): limita i generi esistenti a due, cancella chi non ha un sesso ben definito o chi non si identifica con uno dei due, causa l’attribuzione di qualità a un sesso o all’altro additando come “diverso” un maschio con qualità “tipiche” femminili o viceversa. Tutto ciò è simbolico di una struttura di potere occidentale, del dominio del maschio sulla femmina, dell’attivo sul passivo, del normale sull’anormale.
 3 – il concetto di natura e di naturale è oppressivo, ed è utilizzato da chi ha il potere per controllare (un concetto coloniale, di chi comanda contro chi è conquistato).

La teologia queer, quindi, non si occupa di legittimare il soggetto gay come per esempio fa la teologia gay, non si occupa di normalizzare la sessualità non-normale; è quindi oltre la fase dell’inclusione di chi è diverso facendolo sentire non-diverso (che viene intesa come una “normalizzazione”), ma cerca di parlare dell’esperienza queer in modo positivo. Anche qui tre punti riassuntivi:
 1 – critica la connessione storica fra cristianesimo e norma sessuale (utilizzata per tenere in ordine la sessualità delle persone)
 2 – fa emergere la positività dell’esperienza queer per portare un contributo positivo (per esempio la finalità non procreativa ma di amore della sessualità, la sessualità non come riduzione ad altro, ma come valore a sé, come benedizione divina che aumenta la responsabilità relazionale)
3 – ritrova elementi queer nelle fonti cristiane (cosiddetto “queering”), nel Gesù storico, nelle prime comunità (per es. il rapporto fra Gesù e il discepolo che lui amava, Cristo come sposo della Chiesa che però era costituita anche da maschi, i rapporti tra persone celibi dello stesso sesso (monachesimo), le comunità cristiane come famiglie non-famiglie, diverse dal modello di famiglia patriarcale.
Quindi la teologia queer non cerca di scardinare i testi biblici che sarebbero il fondamento contro l’omosessualità (perché questo è già stato fatto validamente da altri) e non cercano di far includere i gay nelle chiese, perché se ci si ferma qui si blocca l’elemento vitale, si normalizza qualcosa che non deve essere normalizzato.

Nel dialogo che è seguito a questa introduzione di Gianluigi, è stato sottolineato come il modello della coppia, del matrimonio, non deve essere vissuto solo come un’imitazione da parte del mondo gay, ma che può anche essere un valore assoluto, vissuto pienamente e non come “normalizzazione”, ma tutto dipende da come lo si vive, e dalla libertà che si ha nel poter scegliere un modello piuttosto che un altro. Gianluigi ha portato l’esempio della recente approvazione del “matrimonio” fra coppie di omosessuali da parte del sinodo della Chiesa Episcopale (anglicana), e l’indicazione-obbligo da parte del vescovo di New York per tutti i pastori omosessuali di dover sposare entro 9 mesi i loro compagni. Questo da un lato li “normalizza” rispetto ai colleghi eterosessuali (che hanno circa lo stesso obbligo), ma d’altra parte indica una spinta verso l’imitazione di un modello che potrebbe non corrispondere alla realtà vissuta da ormai molti anni. Il pastore Marchetti ha ricordato, per esempio, che nella chiesa valdese oggi non esiste l’obbligo del matrimonio (per esempio, ci sono pastori che “convivono” pur officiando il matrimonio di chi lo desidera (ricordiamo che il matrimonio non viene riconosciuto come sacramento come nella chiesa cattolica).

D’altra parte questa libertà è un “ritorno al passato”, perché l’attuale modello di famiglia deriva dal 1700-1800, non prima. Nel Vangelo non c’è alcun cenno alla tanto indicata Sacra Famiglia, e l’unico cenno è un figlio che disobbedisce al padre. Nel Medioevo, per esempio, la Divina Commedia è dedicata a una donna che non è la moglie di Dante. Gesù stesso critica profondamente la famiglia patriarcale, e fa dei discepoli la sua famiglia, una famiglia un po’ atipica.

È sorta poi la questione: c’è un limite al desiderio? Ovvero, quali forme di “sessualità deviata” non hanno licenza di esistere (vedi pedofilia, zoofilia…)? Il limite probabilmente è il possesso, il controllo, la violenza sull’altro. D’altra parte, però, il desiderio stesso è funzionale al limite, e spesso gli estremi derivano da paletti troppo stretti, mentre in un campo più aperto e non limitato il desiderio ha libertà di muoversi senza incanalarsi in comportamenti pericolosi. Allo stesso modo, anche la fedeltà potrebbe essere intesa come un libero “possesso” dell’uno verso l’altro.

Infine è stato chiesto perché è stato scelto proprio questa definizione “teologia queer” visto che il termine “queer” è dispregiativo, e non è stato utilizzato qualcosa di più ‘soft’ come “teologia onnicomprensiva” o “teologia non esclusiva” o “teologia neutralizzante”. È stato detto che probabilmente questa definizione è stata scelta apposta per non essere politically correct e per “spiattellare” in faccia la diversità (come per dire: noi siamo i primi che ci prendiamo in giro, e il vostro insulto quindi non ci scalfisce più). Inoltre, per capire meglio la proposta ci si potrebbe concentrare sul doppio significato di termini quali “onnicomprensività”, “inclusione” e “neutralizzazione”. Per la teologia queer si tratta di termini ambigui. Da una parte essi possono indicare la direzione del desiderio dei teologi queer: che cosa si può volere se non una situazione nella quale ogni differenza venga rispettata e amata per quello che è? In questa situazione ideale ognuno sarebbe incluso e nessuno si preoccuperebbe perché qualcuno è diverso, essendolo tutti a loro modo. La diversità verrebbe abolita come problema. Tuttavia, questa e` una situazione che noi non viviamo affatto, che è di là da venire, è di natura escatologica. Nel nostro contesto reale, il rischio (anzi, la prassi!) è che termini di tipo inclusivo vengano adottati dalla maggioranza che si considera “normale” per inglobare dentro di sé (nella propria normalità) le differenze che di volta in volta le si presentano. Per questo motivo un punto essenziale della teologia queer è quello di rivendicare la propria differenza, l’essere soggetti portatori di una differenza non assimilabile. Solo così è possibile far capire ai “normali” che la normalità è un pericolo per loro stessi, per le loro possibilità di vita.

Il messaggio chiave, si può concludere, è comunque la centralità dell’amore: la teologia queer è una perorazione della differenza, è una teologia per cui tutti i pezzi d’amore vero hanno pari dignità
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Rita - Settembre 19, 2014, 14:37:16 pm
"
Citazione
Tutto ciò è simbolico di una struttura di potere occidentale, del dominio del maschio sulla femmina, dell’attivo sul passivo, del normale sull’anormale
.

questo sarebbe una prova a favore di Animus  della sua teoria della rete.

provo a tradurrre: l'eterosessualità sarebbe il simbolo di potere di dominio di M su F e di ATTIVO su PASSIVO.

Mi sfugge quindi come azzerando la dualità (M e F o qualsiasi altra dicotomia) si possa sperare di equilibrare l'attivo col passivo.

Non so se mi sono capita.
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: zagaro - Settembre 19, 2014, 21:31:57 pm
http://progettoruah.wordpress.com/2012/08/08/report-teologia-queer/

giusto per riflettere sul tema del topic, sulle relazioni fra morali e scopi delle varie morali.
Anche perché non ci si capisce molto.

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Il messaggio chiave, si può concludere, è comunque la centralità dell’amore: la teologia queer è una perorazione della differenza, è una teologia per cui tutti i pezzi d’amore vero hanno pari dignità

la morale di per se è la ricerca del buono e del giusto.
il problema semmai è stabilire cos'è buono  e cos'è giusto.
stabilitolo, tutto ciò che porta a quello che è stato stabilito come buono e giusto diviene morale

mentre le religioni trovano il giusto ed il buono nell'interpretazione di un libro,

l'Uomo moderno che si libera delle religioni trova il buono ed il giusto nel rispetto delle regole che si autodefinisce, sintetizzando il tutto in quella massima lattina: pacta sunt servanda. "I patti si rispettano" che  poi è la base del diritto internazionale.
ma in questa nuova società che ha tolto il pantheon degli dei, adesso quali sono le fonti normtive che  devono produrre quelle regole che poi dovranno essere rispettate?

 esempio: unodei grandi successi della costituzione americana è sempre stato il fatto che lo stato non deve dirti la ricetta della felicità ma deve lasciarti libero di cercarla, per questo negli usa la chiesa cattolica non ha mai avuto un particolare successo perchè la sua ricetta di felicità è preconfezionata
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Eric Lauder - Settembre 19, 2014, 22:46:45 pm
La teoria Queer, in poche parole, è quella che dice che non esitono i sessi, ma esistono solo le persone. Se ad esempio un uomo fa sesso con una donna, secondo tale toria non è che lo faccia perchè è uomo, ma lo fa perchè tutti intorno a lui, nel corso della sua esistenza, gli hanno detto che deve fare sesso con una donna.

Liberamente tratto da wikipedia:
O
La teoria queer è una teoria critica sul sesso e sul genere emersa all'inizio degli anni novanta.
A coniare la formula "teoria queer" fu Teresa de Lauretis, nell'ambito di una conferenza tenutasi all'Università della California, Santa Cruz, nel Febbraio 1990.

Tale teoria nacque in seno agli studi gay e lesbici, agli studi di genere e alla teoria femminista. Sulla scia delle tesi di Michel Foucault, Jacques Derrida e Julia Kristeva, la teoria queer mette in discussione la naturalità dell'identità di genere, dell'identità sessuale e degli atti sessuali di ciascun individuo, affermando invece che esse sono interamente o in parte costruite socialmente, e che quindi gli individui non possono essere realmente descritti usando termini generali come "eterosessuale" o "donna". La teoria queer sfida pertanto la pratica comune di dividere in compartimenti separati la descrizione di una persona perché "entri" in una o più particolari categorie definite.
Laddove gli studi gay e lesbici analizzano in particolare il modo in cui un comportamento viene definito "naturale" o "innaturale" rispetto al comportamento eterosessuale, la teoria queer si sforza di comprendere qualsiasi attività o identità sessuale che ricada entro le categorie di normativo e deviante.


Cioè costoro sono dei relativisti puri. Non esiste alcuna verità vera, a questo mondo, ma tutto è vacillante e tutto può essere modificato a piacimento.
Se uno nasce uomo può diventare anche donna, gatto o topo. Dipende da cosa gli si dice. Un uomo che si crede topo, quindi, secondo tale logica, ha tutti i diritti di essere chiamato "topo" e creduto tale, ed avere stessa dignità di chiunque altro.

Critiche:
I critici della teoria queer sostengono che un vasto e crescente corpus di prove fisiologiche, genetiche, antropologiche e sociologiche mostra come, scientificamente parlando, l'orientamento e la classificazione sessuale sono più che semplici costrutti sociali[19]. Secondo questo punto di vista, varie caratteristiche biologiche (alcune delle quali genetiche ed ereditarie) giocano un ruolo importante nel plasmare il comportamento sessuale (parte del più ampio dibattito "natura vs. cultura"). Certi scienziati affermano[senza fonte] che le richieste decostruzioniste sulla scienza (non solo su questo argomento) siano pseudoscienza. Tali critiche, tuttavia, non considerano il fatto che gran parte dei testi nei quali la teoria è stata sviluppata né integrano al proprio interno fonti d'indirizzo scientifico né avanzano alcun desiderio di vero e proprio antagonismo nei confronti della scienza, escludendo casi particolari e quantitativamente limitati.

In altre parole, non pretendono di avere basi scientifiche, quello che sembra importare a codesti personaggi è solo che il termine passi, ovvero che sia accettato nell'uso comune, o perlomeno sia in qualche modo tollerato.

Al di là di ogni altra considerazione sulla logicità e sulla scientificità di tale teoria, è un dato di fatto che oggi i movimenti femministi basano molte delle loro rivendicazioni su tale concetto, quello cioè della sostanziale "uguaglianza" tra UU e DD.

...Se noi dovessimo far breccia nel loro ...castello di sabbia, usando lo stessa loro teoria, come ci dovremmo muovere?

...seconda domanda (ma forse sarebbe la prima) ...è possibile combattere efficacemente le neofemministe e le loro argomentazioni muovendosi sul terreno della teoria queer?

LA TEORIA QUEER FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI, ED E' SMONTABILE CON POCHE PAROLE:

SE L'ETEROSESSUALITA' FOSSE SOLO UN COSTRUTTO SOCIALE, NEL PASSATO NON SAREBBERO MAI ESISTITI GLI OMOSESSUALI, PERCHE' IN QUELLE SOCIETA' OMOFOBICHE ERANO FORTEMENTE OSTEGGIATI[/u]

In altre parole: nel 1930 tutti si aspettavano l'eterosessualità, e allora, se l'eterosessualità è solo un costrutto sociale, COME DIAVOLO POTEVANO ESSERCI OMOSESSUALI NEL 1930???


Ragazzi, questa non è mia, è di una DONNA LESBICA, ma INTELLETTUALMENTE ONESTA E PER NULLA MISANDRICA.
Più attendibile di così, come fonte........
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Eric Lauder - Settembre 19, 2014, 23:04:55 pm
appunto, mai sentito di darkrooms per lesbos e anzi per le lesbo che ho conosciuto io sono rapporti piu' platonici e amorosi che non sessuali tout court.

tra l'altro sono pure molto choosy e schizzinose tra di loro, forse piu' che le donne etero con gli uomini !

Si chiama "Lesbian Bed Death"
IN PAROLE POVERE essendo DUE DONNE sono entrambe poco vogliose (essendo donne), e mediamente lo fanno circa 3-4 volte AL MESE.
Più o meno un quarto di una coppia etero annoiata, dove comunque il maggior desiderio sessuale dell'uomo porta la donna a maggiori rapporti sessuali.
Prova ne è anche il fatto che sembra che quelli che hanno più rapporti sessuali sono le coppie gay: circa 1,6 volte una coppia etero. Ovvio, sono due uomini.

Altra prova: le lesbiche hanno orgasmi nel 100% dei rapporti sessuali, le donne etero in media nel 60-70%. Questo perchè la donna probabilmente è biologicamente fatta per non più di 7-8 rapporti sessuali al mese: con un'altra donna raggiunge l'orgasmo sempre perche lo fanno circa la metà del massimo biologicamente programmato. Con un uomo invece la donna lo fa circa il doppio del suo massimo biologicamente programmato, quindi non ce la fa ad orgasmare sempre (anche se, nel complesso, mensilmente una donna etero ha più orgasmi di una lesbica: circa 1,5 volte).
E, guarda caso, anche gli omosessuali maschi viaggiano sul 100%.
Poi, certo, dipende da persona a persona, questa è una media.

Le nostre antenate femmine svilupparono l'estro permanente, uniche tra tutti i mammiferi.
Ma, pur essendo le più vogliose femmine del regno animale, la mutazione non è completa: il loro desiderio non è ancora paragonabile a quello del maschio.

Alla luce di ciò, si comprende perfettamente il significato dell'harem e della poliginia, e l'assurdità della poliandria (che infatti è sempre stata rarissima rispetto alla poliginia).
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Rita - Settembre 22, 2014, 12:26:22 pm
SE L'ETEROSESSUALITA' FOSSE SOLO UN COSTRUTTO SOCIALE, NEL PASSATO NON SAREBBERO MAI ESISTITI GLI OMOSESSUALI, PERCHE' IN QUELLE SOCIETA' OMOFOBICHE ERANO FORTEMENTE OSTEGGIATI[/u]

In altre parole: nel 1930 tutti si aspettavano l'eterosessualità, e allora, se l'eterosessualità è solo un costrutto sociale, COME DIAVOLO POTEVANO ESSERCI OMOSESSUALI NEL 1930???


secondo me di tutte le cose che possono smontare la teoria queer, questa è l'unica a sua volta smontabile.

Perché la teoria queer è contro anche la definizione di omosessualità. E' contro la definizione di qualsiasi categorizzazione o "normativa", per così dire, laddove la "norma" significa semplicemente individuare il comportamento più frequente. Contro l'identità insomma che potrebbe essere prescrittiva di comportamenti, (anche l'identità gay, non è un caso che l'articolo l'ho trovato proprio su un sito di culturagay). Perché i gay vogliono comunque che venga loro riconosciuta un'identità, così come c'è un'identità femminile e un'identità maschile. Il problema è che se si nasce Maschio e Femmina non è ancora chiaro se si nasce gay, essendo questo un semplice orientamento sessuale, una preferenza per così dire, che esula dalle identità M e F biologiche (insomma in poche parole tra il funzionamento del cervello o del corpo o degli ormoni di un omosessuale maschio e di un eterosessuale maschio non c'è molta diversità, così come per la femmina)

L'omosessualità in natura esiste o no?

Su questo si dibatte da molto tempo no.

Di solito gli omosessuali per corroborare la naturalità dell'omosessualità ti sbattono la fotografia del leone che s'ingroppa un altro leone non tenendo conto che il leone magari lo fa per espressione di dominazione più che di sessualità. Difatti non sono così sicura che il leone che è sotto goda così tanto  :lol:

Oppure tirano fuori la storia che Alessandro Magno era gay, mentre in realtà semplicemente adoperava ANCHE comportamenti omosessuali come accadeva nell'antichità.

In altre parole esiste ed è sempre esistito il "comportamento omosessuale".

Difatti se non erro, anche in natura gli etologi sono concordi nell'osservare aumento dei comportamenti omosessuali in particolari situazioni ambientali (poche femmine o pochi maschi per esempio). Il che starebbe a significare che l'ambiente determina l'omosessualità. Che potrebbe anche essere una strategia naturale per il controllo della popolazione di una determina specie. Allora perché mai l'ambiente culturale non potrebbe anche aumentare o diminuire i "comportamenti omosessuali" più o meno ripetuti nel tempo agendo sulla facilità o meno di reperire individui delll'altro sesso? Agendo anche sulla difficoltà dell'approccio per esempio si rendono maggiormente indisponibili le femmine, potendo andare ad aumentare il bacino dei comportamenti omosessuali.
Dall'altra parte i finale potrebbe (e sottolineo potrebbe) essere uguale, seguendo il feed-back originatosi con l'indisponibilità (o la maggior difficoltà) femminile che fa ritrarre i maschi che a loro volta può far aumentare il comportamento omosessuale femminile e così via.
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Eric Lauder - Settembre 22, 2014, 14:20:01 pm
Allora perché mai l'ambiente culturale non potrebbe anche aumentare o diminuire i "comportamenti omosessuali" più o meno ripetuti nel tempo agendo sulla facilità o meno di reperire individui delll'altro sesso? Agendo anche sulla difficoltà dell'approccio per esempio si rendono maggiormente indisponibili le femmine, potendo andare ad aumentare il bacino dei comportamenti omosessuali.
Dall'altra parte i finale potrebbe (e sottolineo potrebbe) essere uguale, seguendo il feed-back originatosi con l'indisponibilità (o la maggior difficoltà) femminile che fa ritrarre i maschi che a loro volta può far aumentare il comportamento omosessuale femminile e così via.

Hai appena involontariamente descritto quello che ritengo essere il fine recondito dell'applicazione pratica della teoria queer negli asili: la creazione di una generazione di maschi femminilizzati, che siano contemporaneamente sia meno attraenti sia più facilmente controllabili.
L'applicazione, in alcuni casi, mira addirittura a ribaltare gli stereotipi di genere, non a demolirli: ad esempio quando trattengono i maschi sulla porta, facendo uscire in cortile prima le femmine, NON C'E' NULLA DI UNGENDERED, MA E' L'ESATTO OPPOSTO. C'è un filmato in rete, che lo mostra chiaramente, anche se adesso non lo trovo.

E' ovvio che la disponibilità dell'altro sesso influisca sull'omosessualità, ma solo entro certi limiti.

La teoria più accreditata, e più scientifica, comunque, è l'EPIGENETICA
http://www.the-scientist.com/?articles.view/articleNo/33773/title/Can-Epigenetics-Explain-Homosexuality-/
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23397798

Questa non è di una femminista lesbica che odia gli uomini e le donne eterosessuali.
E' di uno scienziato serio, William Rice, ed è recente: 2012.
E' un vero modello scientifico, non una teoria astratta.

Indovina un po' chi mi ha dato questi link?  :D  :shifty:
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Vicus - Settembre 22, 2014, 14:29:20 pm
Citazione
Indovina un po' chi mi ha dato questi link?
Come dubitarne?
La base dell'omosessualità non è genetica (comoda spiegazione per sdoganarla: è la natura, "l'evoluzione"), né tanto psicanalitica (mancata differenziazione dal genitore di sesso opposto).
E' più presente in una società specializzata e meccanizzata, dove il sesso è vissuto come una manipolazione di parti del corpo.
In società più integrali, da quelle tribali agli hippy, è completamente assente.
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Eric Lauder - Settembre 22, 2014, 15:37:59 pm
Come dubitarne?
La base dell'omosessualità non è genetica (comoda spiegazione per sdoganarla: è la natura, "l'evoluzione"), né tanto psicanalitica (mancata differenziazione dal genitore di sesso opposto).
E' più presente in una società specializzata e meccanizzata, dove il sesso è vissuto come una manipolazione di parti del corpo.
In società più integrali, da quelle tribali agli hippy, è completamente assente.

Guarda che, moralmente e funzionalmente, tra l'EPIGENETICA e la GENETICA, non c'è grossa differenza: secondo la teoria genetica l'omosessualità risiede in un gene -ma non hanno trovato questo gene. Secondo l'epigenetica l'omosessualità risiede nella sensibilità al testosterone: tradotto in parole povere uomini molto virili hanno una maggiore probabilità di avere figlie lesbiche, e madri molto femminili hanno una maggiore probabilità di avere figli gay. Il contrario non funziona. La cosa interessante (e sconcertante) è che secondo questo studio scientifico, la classica coppia "ideale" con lui macho e lei burrosa, è quella che ha la maggiore possibilità di avere sia figlie lesbiche che figli gay :-)  al contrario se lui è poco virile e lei leggermente mascolina, difficilmente avranno dei figli omosessuali. Praticamente, vista così, il femminismo sta involontariamente eliminando l'omosessualità :-)
E' solo uno studio, penso abbia grossi limiti. Ma almeno è scientifico. Mica filosofeggiamenti alla Rosenberg.
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: zagaro - Settembre 23, 2014, 09:35:16 am
Come dubitarne?
La base dell'omosessualità non è genetica (comoda spiegazione per sdoganarla: è la natura, "l'evoluzione"), né tanto psicanalitica (mancata differenziazione dal genitore di sesso opposto).
E' più presente in una società specializzata e meccanizzata, dove il sesso è vissuto come una manipolazione di parti del corpo.
In società più integrali, da quelle tribali agli hippy, è completamente assente.

hai presente la sociobiologia? è una materia che studia l'agire umano come derivazione della lotta dei geni.
studiando un pò di questa materia ho assistito ad una conferenza ove l'argomento era: perchè i sessi sono soltanto due?
perchè nel mondo naturale esiste anche la procreazione per gemmazione o l'ermafroditismo dei molluschi. cosa che il relatore considerava una sorta di vicolo cieco della natura, insomma delle prove andate  a male. il relatore spiegava la presenza di due soli sessi come la scelta  più efficiente de geni in relazione alla procreazione. un apparato diretto al rimescolamento dei geni ovvero addetto al distribuzione di materiale genetico(il maschio) ed un apparato specializzato nella cure della prole ovvero a concepimento avvenuto (la donna)
in questa teoria l'omosessualità è una forma di controllo delle nascite assunta dalla Natura.
 
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Vicus - Settembre 23, 2014, 10:32:25 am
La comunità scientifica è sempre più screditata, con affermazioni come quella che i pesticidi sono innocui, fino alla negazione della PAS.
La domanda è: chi finanzia queste ricerche?
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: tyrtix - Settembre 24, 2014, 02:29:21 am
Dire che "un gene" è responsabile del comportamento omosessuale o meno di un individuo è un costrutto abbastanza grezzo da risultare quasi stupido.
La motivazione è semplice: i geni, da soli, non decidono quasi nulla. Danno, piuttosto, il via alle "scelte", e alcune di queste possono avvenire anche per condizioni ambientali, cosa che si riscontra spesso nel regno animale, come ad esempio per gli alligatori, le quali uova generano TUTTI individui di un sesso o dell'altro, solo sulla base della temperatura a cui le uova arrivano.
Per l'uomo, studi affermano chiaramente che l'omosessualità NON E' un comportamento univoco e chiaro, ma anzi varia come grado da individuo ad individuo, e suggeriscono che, ancora una volta, come per gli individui autistici, sia un problema di dosaggio di ormoni durante la gestazione, che PUO' portare a questa situazione, appunto, con vari gradi.

Il fatto quindi appare essere non un singolo gene che determina quello che in natura è una aberrazione (i comportamenti omosessuali in natura non sono fissi: non esistono individui omosessuali, esiste la pratica omosessuale declinata per varie necessità), ma più che altro una serie di errori che spostano il grado di omosessualità da un livello ad un altro.
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Vicus - Settembre 24, 2014, 03:30:08 am
Se sono i geni, gli ormoni ecc., perché l'omosessualità è sconosciuta in parecchie culture? Perché nella sottocultura hippy era completamente assente? Sarà il clima, la dieta? :lol:
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: tyrtix - Settembre 24, 2014, 12:12:49 pm
Proprio perché è un fenomeno dovuto non ad una unica condizione fisiologica, di fatto è molto probabile che in alcune culture sia assente, inoltre a livello sociologico alcune subculture, come quella hippy,  sono ovviamente lontane da certi concetti e sfavoriscono l'avvicinarsi di omosessuali a quelle subculture (contenute a loro volta all'interno di più ampie società).
Semplicemente i principi di quelle sottoculture tengono a distanza gli omosex.

Comunque, un video interessante:

Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Eric Lauder - Settembre 24, 2014, 12:30:52 pm
Se sono i geni, gli ormoni ecc., perché l'omosessualità è sconosciuta in parecchie culture? Perché nella sottocultura hippy era completamente assente? Sarà il clima, la dieta? :lol:

Ti risponderà con una dotta citazione dal film"Yuppies".
Willy (Ezio Greggio) ha appena approcciato Corinne Clèry.
Corinne: "vuoi scopare? Io si"
Willy: "CEEEERTO! SIGNORA, SE TUTTE FOSSERO COME LEI, COME MINIMO NON ESISTEREBBERO PIU' I GAY!" :P ;) :w00t:
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Vicus - Settembre 24, 2014, 13:12:39 pm
Ti risponderà con una dotta citazione dal film"Yuppies".
Willy (Ezio Greggio) ha appena approcciato Corinne Clèry.
Corinne: "vuoi scopare? Io si"
Willy: "CEEEERTO! SIGNORA, SE TUTTE FOSSERO COME LEI, COME MINIMO NON ESISTEREBBERO PIU' I GAY!" :P ;) :w00t:
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Eric Lauder - Settembre 24, 2014, 13:55:43 pm

Adesso non lo trovo.
Alberto Sordi e Carlo Verdone, "In viaggio con papà"
Alberto ferma due gnocche e gli chiede una sigaretta.
Loro gliela danno (la sigaretta) e sorridono.
Cristiano (Verdone): "ah papa! Come te lo devo di' che ognuna de queste sono cinque minuti in meno di vita!"
Albertone: "A CRISTIA'! MA VAFFANCULO! SARANNO CINQUE MINUTI IN MENO DI VITA, MA FORSE SCOPO!!!"
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Vicus - Settembre 24, 2014, 14:03:29 pm
Adesso non lo trovo.
Alberto Sordi e Carlo Verdone, "In viaggio con papà"
Alberto ferma due gnocche e gli chiede una sigaretta.
Loro gliela danno (la sigaretta) e sorridono.
Cristiano (Verdone): "ah papa! Come te lo devo di' che ognuna de queste sono cinque minuti in meno di vita!"
Albertone: "A CRISTIA'! MA VAFFANCULO! SARANNO CINQUE MINUTI IN MENO DI VITA, MA FORSE SCOPO!!!"
Dipende con chi scopi...

(http://www.estrenosdecine.net/especiales/sexo-en-nueva-york/images/reparto/willie-garson.jpg)
Titolo: Re:La Teoria Queer: riflessioni
Inserito da: Eric Lauder - Settembre 24, 2014, 14:27:53 pm
Dipende con chi scopi...

(http://www.estrenosdecine.net/especiales/sexo-en-nueva-york/images/reparto/willie-garson.jpg)

Beh, quelle nel film erano due gnoccone tedesche sulla quarantina....perfette sia per il padre cinquantenne che come "nave scuola" per il figlio ventenne e un po' sessuofobo.....
Comunque guarda che è normale utilizzare la parola "gay" in un topic sulla teoria Queer.....