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Off Topic => Off Topic => Topic aperto da: Stendardo - Giugno 25, 2013, 03:20:59 am

Titolo: Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Giugno 25, 2013, 03:20:59 am
fonte : http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1968

LE DEVASTANTI CONSEGUENZE DELLA PORNOGRAFIA
 
Con la diffusione di internet è diventata facilmente accessibile a chiunque e dovunque come mai era successo prima
 

di Maurizio Ravasio

 Una delle conseguenze più concrete della secolarizzazione è senz'altro la difficoltà per molti di riconoscere un significato vero della propria vita e il conseguente disperato desiderio di placare questa insoddisfazione perenne con tentativi anche parziali ed effimeri. Tra questi vi è l'idolatria violenta della sessualità, la cui diretta conseguenza è la pornografia. (...) Con la diffusione di internet, poi, la pornografia è diventata facilmente accessibile a chiunque e dovunque come mai era successo prima: sia il suo consumo che la sua produzione sono infatti in continua espansione.
Tutto ciò contribuisce a fare dell'industria del porno un business sempre più redditizio che nei soli Stati Uniti muove almeno quattro miliardi di dollari all'anno. Un business che però non è privo di conseguenze. Proprio delle conseguenze sociali della diffusione della pornografia si è occupato recentemente "The Social Costs of Pornography", studio plurale coordinato da diversi istituti di ricerca statunitensi che ha raccolto i lavori di decine di accademici ed esperti di diversi settori: dalla medicina alla psicologia, dalle scienze sociali al diritto, con lo scopo di delineare un quadro a tuttotondo del fenomeno e delle sue conseguenze.
 
DIPENDENZA
La pornografia via internet, si legge nel report dello studio, può ingenerare comportamenti che la letteratura clinica e psicologica non esita a definire dipendenza: «proprio come la dipendenza da alcol, nicotina e altre sostanze. La dipendenza dalla pornografia può diventare persino più patologica» influendo negativamente sulle relazioni sociali dell'utente. La pornografia on line offre infatti un harem senza fine di intrattenimento hard, i suoi consumatori compulsivi finiscono così per iperstimolare il loro sistema emotivo provocando ripercussioni a livello neurologico: «gli uomini che ai loro computer utilizzano assuefatti la pornografia – dice lo psichiatra Norman Doidge – sono sorprendentemente simili ai topi in gabbia [di certi esperimenti scientifici] che premono la leva per ottenere una goccia di dopamina». Il terapista J.C. Manning mette in guardia dal sottovalutare il fenomeno: «coloro che sostengono che la pornografia sia un intrattenimento innocuo, un'espressione sessuale benigna o un aiuto coniugale, evidentemente non si sono mai seduti in uno studio di un terapista con individui, coppie o famiglie che tremano a causa dell'effetto devastante di questo materiale».
 
IL PIANO INCLINATO
A causa dell'onnipresenza della pornografia, avverte "The Social Costs of Pornography", si assiste oggi ad un fenomeno di saturazione culturale per cui la televisione, le riviste e le canzoni pop contengono regolarmente «immagini, situazioni e testi che una generazione fa sarebbero stati etichettati come "soft porn"». La pornografia desensibilizza i suoi spettatori e di conseguenza muta non solo per quantità ma anche per qualità. I porno-utenti sono infatti portati ad utilizzare un immaginario sempre più hard che una volta avrebbero ritenuto sconvolgente: «i resoconti di chi l'ha visto descrive ciò che ora viene considerato "hard-core" in termini che sbalordirebbero l'immaginazione e scioccherebbero la coscienza di chiunque non sia un utilizzatore di pornografia hard-core», afferma il professor James Stoner.
 
IMMAGINE DELLA DONNA
La cultura pornografica contribuisce in maniera fondamentale a veicolare un'immagine degradante delle donne. Diversi studi accademici hanno mostrato che i ragazzi esposti all'intrattenimento sessualizzato dei media hanno una propensione sensibilmente maggiore a «guardare la donna come un oggetto sessuale» invece che come una persona, mentre l'esposizione abitudinaria alla pornografia può predisporre le adolescenti a comportamenti sessualmente rischiosi. Inoltre «le ragazze esposte alla pornografia hanno più probabilità di essere vittime di violenza sessuale. La normalizzazione della promiscuità porta le adolescenti anche ad un rischio maggiore di contrarre malattie sessualmente trasmissibili».
 
FAMIGLIA
Nel bilancio nascosto dell'industria del porno c'è spazio anche per altre vittime: le famiglie. La scoperta che il partner ricorre alla pornografia ha spesso delle ripercussioni nei rapporti interpersonali: costi psichici, oltre che una maggiore probabilità di rottura dell'equilibrio famigliare. In più, come afferma il terapista Manning, la pornografia «è spesso associata ad attività che minano l'esclusività e la fedeltà coniugale e aumentano il rischio di trasmissione di malattie veneree». Al riguardo, uno studio pubblicato su Social Science Quarterly rivela che tra i clienti delle prostitute i porno-utenti sono quattro volte più numerosi di chi non ricorre all'intrattenimento hard. Lo stesso studio mostra che tra coloro che hanno una relazione extraconiugale è tre volte più probabile trovare un uomo che utilizza pornografia on line, rispetto ad uno che non ne fa uso.
 
BAMBINI E ADOLESCENTI
Non c'è nessun dubbio, afferma la ricerca, sul fatto che oggi bambini ed adolescenti siano esposti alla pornografia come mai era successo prima d'ora. Quest'esposizione risulta particolarmente dannosa per i più piccoli perché è un «modo brutale di essere introdotti alla sessualità» ed è il viatico per comportamenti sessualmente aggressivi. La correlazione pornografia/violenza è ricorrente in diversi studi in materia: alcune ricerche sull'argomento, tra cui una italiana, hanno mostrato che gli adolescenti che utilizzano materiale hard hanno più probabilità di «aver tormentato sessualmente un coetaneo o aver forzato qualcuno ad avere un rapporto sessuale» rispetto ai loro pari che non ricorrono alla pornografia e che la quasi totalità dei giovani sex offenders è stata esposta a materiale a luci rosse durante l'infanzia.
 
PORNOGRAFIA E VIOLENZA
La pornografia, sostiene la psichiatra Mary Anne Layden dell'Università della Pennsylvania, ha la capacità «non solo di insegnare attitudini e comportamenti sociali, ma anche di dare il permesso per metterli in pratica». La legittimazione dell'uso della forza per fini sessuali è considerata dagli studiosi l'influenza più insidiosa della pornografia, soprattutto di quella che ricorre ad un immaginario violento. Tra i sex offenders l'83% degli stupratori e il 67% dei molestatori di minori ha dichiarato di fare uso di materiali hard-core, mentre tra i non-offenders la percentuale scende di molto (29%). Gli studi in materia rivelano che più frequentemente gli uomini usano la pornografia e più violento è il materiale utilizzato, più aumenta la spinta a compiere aggressioni sessuali. «Complessivamente – osserva in conclusione la psichiatra – il corpo della ricerca sulla pornografia rivela una quantità di atteggiamenti e comportamenti negativi che sono connessi al suo uso. La pornografia funziona come un maestro, una legittimazione ed un pulsante di accensione per questi comportamenti negativi. Il danno si riscontra in uomini, donne, bambini e in adulti sia sposati che single. Riguarda comportamenti patologici, comportamenti illegali e alcuni comportamenti che sono sia illegali che patologici».
 
 

Fonte: Unione Cristiani Cattolici Razionali, 25/09/2011
 
Pubblicato su BastaBugie n. 215
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: vnd - Giugno 25, 2013, 06:38:00 am


LE DEVASTANTI CONSEGUENZE DELLA PORNOGRAFIA
 

Meglio la pornografia che "l'educazione all'affettività" istituzionale e a spese nostre.
Vero plagio di bambini.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Dottor Zero - Giugno 25, 2013, 09:22:47 am
Fortuna che esiste la pornografia che dà delle valvole di sfogo, altrimenti sarebbero stati cazzi amari!
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Jason - Giugno 25, 2013, 11:53:50 am
Fortuna che esiste la pornografia che dà delle valvole di sfogo, altrimenti sarebbero stati cazzi amari!

E' come dire che che la cocaina è una valvola di sfogo per chi non è felice. Il porno, così come ogni altra forma di esibizionismo sessuale, non fa altro che incrementare la "fame" sessuale negli uomini, agitando gli ormoni, specie per quelli con una vita sessuale non soddisfacente(e sono la maggioranza, non negatelo), e quindi l' impulso a ricorrere al porno, come una sorta di circolo vizioso.  Chi dice che il porno è una valvola di sfogo, confonde le cause con gli effetti.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: TheDarkSider - Giugno 25, 2013, 12:04:36 pm
Fortuna che esiste la pornografia che dà delle valvole di sfogo, altrimenti sarebbero stati cazzi amari!
No alla pornografia, che serve solo ad aggiungere frustrazioni a chi è già frustrato, e sì ai bordelli, meglio se diffusi capillarmente sul territorio e a prezzi popolari.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: vnd - Giugno 25, 2013, 12:11:56 pm
No alla pornografia, che serve solo ad aggiungere frustrazioni a chi è già frustrato, e sì ai bordelli, meglio se diffusi capillarmente sul territorio e a prezzi popolari.

La pornografia contribuisce ad inebriare le masse.
Ma è anche vero che se accompagnata dalla lettura scientifica e dall'esperienza (che aiuta a saper distinguere l'esagerazione dalla realtà) può insegnare qualcosa e infondere sicurezza.

Io non sarei così critico.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stealth - Giugno 25, 2013, 12:44:10 pm
Fortuna che esiste la pornografia che dà delle valvole di sfogo, altrimenti sarebbero stati cazzi amari!

Per questo ci sarebbe anche la fantasia.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: controcorrente - Giugno 25, 2013, 12:55:43 pm
E' come dire che che la cocaina è una valvola di sfogo per chi non è felice. Il porno, così come ogni altra forma di esibizionismo sessuale, non fa altro che incrementare la "fame" sessuale negli uomini, agitando gli ormoni, specie per quelli con una vita sessuale non soddisfacente(e sono la maggioranza, non negatelo), e quindi l' impulso a ricorrere al porno, come una sorta di circolo vizioso.  Chi dice che il porno è una valvola di sfogo, confonde le cause con gli effetti.

Quoto al 100%  :ok:
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Mercimonio - Giugno 25, 2013, 14:27:55 pm
No alla pornografia, che serve solo ad aggiungere frustrazioni a chi è già frustrato, e sì ai bordelli, meglio se diffusi capillarmente sul territorio e a prezzi popolari.

esatto !!

questa e' l'unica soluzione ma non lo ammetteranno mai e ormai il porno e' un business troppo grosso e impossibile da fermare essendoci internet.

Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: kautostar - Giugno 25, 2013, 14:32:50 pm
E' come dire che che la cocaina è una valvola di sfogo per chi non è felice. Il porno, così come ogni altra forma di esibizionismo sessuale, non fa altro che incrementare la "fame" sessuale negli uomini, agitando gli ormoni, specie per quelli con una vita sessuale non soddisfacente(e sono la maggioranza, non negatelo), e quindi l' impulso a ricorrere al porno, come una sorta di circolo vizioso.  Chi dice che il porno è una valvola di sfogo, confonde le cause con gli effetti.
Molto esagerato, secondo me il porno non è neanche lontanamente paragonabile alle droghe(A DIFFERENZA DELLA COCAINA NON CAUSA DANNI FISICI E NEUROLOGICI). Certo in alcune persone poco equilibrate, può causare dipendenze compulsive(però credo che il problema di queste persone non sia il porno, ma problemi psicologici ben più seri. I pornodipendenti sono persone fragili, che tendono a diventare dipendenti da tutto, se non avessero il porno, si butterebbero sulla droga, sull'alcol, sul gioco, su relazioni masochiste ecc...), ma la stragrande maggioranza delle persone riescono a godere del porno, senza sviluppare particolari problemi.
Come tutte le cose, un uso equilibrato può essere una sana valvola di sfogo(senza porno credo che sarebbe più dura gestire i periodi di astinenza senza andare fuori di testa), oltre che un modo per esplorare meglio la propria sessualità, e uno stimolo per nuove fantasie.
Un abuso compulsivo(quando uno arriva a passare intere giornate su siti porno e chat erotiche)invece è ovviamente deleterio. Però alla base degli abusi compulsivi ci sono problemi personali più profondi, che continuerebbero ad esistere anche se non ci fosse il porno
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: fabriziopiludu - Giugno 25, 2013, 15:01:36 pm

 
esatto !!

questa e' l'unica soluzione ma non lo ammetteranno mai e ormai il porno e' un business troppo grosso e impossibile da fermare essendoci internet.
Certe donne han fatto sia Pornografia che Prostituzione, una è Deena Duos.
 
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Jason - Giugno 25, 2013, 15:08:55 pm
Molto esagerato, secondo me il porno non è neanche lontanamente paragonabile alle droghe(A DIFFERENZA DELLA COCAINA NON CAUSA DANNI FISICI E NEUROLOGICI). Certo in alcune persone poco equilibrate, può causare dipendenze compulsive(però credo che il problema di queste persone non sia il porno, ma problemi psicologici ben più seri. I pornodipendenti sono persone fragili, che tendono a diventare dipendenti da tutto, se non avessero il porno, si butterebbero sulla droga, sull'alcol, sul gioco, su relazioni masochiste ecc...), ma la stragrande maggioranza delle persone riescono a godere del porno, senza sviluppare particolari problemi.
Come tutte le cose, un uso equilibrato può essere una sana valvola di sfogo(senza porno credo che sarebbe più dura gestire i periodi di astinenza senza andare fuori di testa), oltre che un modo per esplorare meglio la propria sessualità, e uno stimolo per nuove fantasie.
Un abuso compulsivo(quando uno arriva a passare intere giornate su siti porno e chat erotiche)invece è ovviamente deleterio. Però alla base degli abusi compulsivi ci sono problemi personali più profondi, che continuerebbero ad esistere anche se non ci fosse il porno

Ma io non ho messo sullo stesso piano le droghe con il porno, ho fatto solo un parallelismo per sottolineare l'analogia tra meccanismo di dipendenza attuato dalle droghe e dal porno: la pornografia e la droga danno l'illusione di compensare ciò che manca(sesso, felicità) attraverso un effimero piacere fondato su ciò che non esiste, quindi passato il brevissimo momento di piacere aumenta la frustrazione nel sapere che ciò che desideri(donna, e per di più disinibita) continua a mancare.

E un circolo vizioso da cui si rischia di non uscire più. A guadagnarci dal porno sono le donne, sempre loro. Le donne sono spacciatrici di questa psico-droga, e gli uomini sono gli psico-dipendenti di tale psico-droga. Una donna se desidera essere montata, troverà sempre moltitudini di uomini pronti a soddisfarla, basta riferire di essere disponibile.

Al contrario, un uomo, se non è proprio di aspetto super, ha molta ma molta più difficoltà. Quindi per le donne, il porno non è una sofferenza. Per gli uomini, sì.

Inoltre non è vero che chi guarda il porno è felice. E' solo un illusione. la maggior parte degli uomini(99%) sono insoddisfatti sessualmente, basti vedere come si approcciano con le donne: sembrano maiali che cercano cibo dopo essere stati un mese  nel porcile senza mangiare. Questo continuo esibizionismo sessuale, fa saltare il testosterone alle stelle. Le donne accusano gli uomini di essere porci.  Ma loro non si sono mai chieste il perchè, nè hanno mai fatto autocritica.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: kautostar - Giugno 25, 2013, 15:17:18 pm
Non ho detto che il porno da la felicità, ma solo che se usato con moderazione, non è da demonizzare totalmente. Poi certo, la soddisfazione del sesso reale(fatto con la persona giusta) non è neanche lontanamente paragonabile al porno!
Il porno per come la vedo io è solo uno strumento per stimolare l'autoerotismo e la fantasia(da usare con moderazione), ma ovviamente non può sostituire il sesso vero. Se uno lo usa per sostituire rapporti reali, genera solo tanta frustrazione, su questo sono d'accordo con te
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: kautostar - Giugno 25, 2013, 15:31:28 pm
Al contrario, un uomo, se non è proprio di aspetto super, ha molta ma molta più difficoltà. Quindi per le donne, il porno non è una sofferenza. Per gli uomini, sì.
Verissimo, ma la discrepanza di bisogno sessuale tra uomini e donne, è una questione naturale indipendente dalla pornografia. Le donne possono stare mesi senza sesso, mentre per gli uomini è come il cibo, ne hanno un bisogno quotidiano!
Ma questa discrepanza purtroppo è sempre esistita, e sempre esisterà, e le donne ne approfitteranno sempre. Soluzioni radicali non ne vedo!
Forse  i bordelli low cost potrebbero essere una soluzione,  però forse in tempi moderni non sono più realizzabili.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Jason - Giugno 25, 2013, 15:35:53 pm
Non ho detto che il porno da la felicità, ma solo che se usato con moderazione, non è da demonizzare totalmente. Poi certo, la soddisfazione del sesso reale(fatto con la persona giusta) non è neanche lontanamente paragonabile al porno!
Il porno per come la vedo io è solo uno strumento per stimolare l'autoerotismo e la fantasia(da usare con moderazione), ma ovviamente non può sostituire il sesso vero. Se uno lo usa per sostituire rapporti reali, genera solo tanta frustrazione, su questo sono d'accordo con te

Ma io non demonizzo niente, chi mi conosce sa che non sono un cultore del proibizionismo, però questo non significa che non bisogna mettere in guardia dagli effetti nefasti del porno sugli uomini. Il porno è una manifestazione, tra le tante, di un certo egoismo sessuale femminile. Non è una demonizzazione del sesso, tutt'altro: la concezione di sesso ludico teorizzata da Fabrizio Marchi va in direzione diametralmente opposta alla cultura del porno.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: kautostar - Giugno 25, 2013, 15:47:00 pm
. Il porno è una manifestazione, tra le tante, di un certo egoismo sessuale femminile.
In che senso? potresti spiegare meglio questo punto?
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Dottor Zero - Giugno 25, 2013, 17:58:28 pm
E' come dire che che la cocaina è una valvola di sfogo per chi non è felice. Il porno, così come ogni altra forma di esibizionismo sessuale, non fa altro che incrementare la "fame" sessuale negli uomini

Toglimi una curiosità: non crederai mica che guardare un film hard porti a diventare maniaci sessuali? O peggio, non sarai tra quelli che pensano che trombare una gallina sia meglio che guardare un film hard? No, perché dalle tue parole questo traspare.
Ci sono addirittura coppie che guardano film hard insieme per sviluppare la libido, per aumentare la fantasia erotica, detto da medici sessuologi eh, non me lo sto inventando io.
Inoltre i film hard non incrementano la fame, semmai la placano. Ci sono tanti uomini e donne che purtroppo non possono avere, per vari motivi, una regolare vita sessuale. E allora? Condanni questi poveretti perché stimolano la fantasia con un film porno e si danno piacere da soli? E chi cazzo sei tu, il padreterno? Il paragone con la cocaina non c'entra niente. Il sesso è un bisogno, la cocaina no.
 
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Dottor Zero - Giugno 25, 2013, 18:04:32 pm
però questo non significa che non bisogna mettere in guardia dagli effetti nefasti del porno sugli uomini

Ma quali effetti nefasti d'Egitto?  :blink:
Effetti nefasti verso chi? Verso il prossimo? Non mi sembra, dato che guardi il film hard da solo, solitamente, oppure in coppia. Effetti nefasti verso te stesso? Non mi sembra, dato che ti fai una bella sega, produci endorfine e stai bene. Dove sono gli effetti nefasti?   :blink:
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Lucia - Giugno 25, 2013, 18:35:10 pm
Toglimi una curiosità: non crederai mica che guardare un film hard porti a diventare maniaci sessuali? O peggio, non sarai tra quelli che pensano che trombare una gallina sia meglio che guardare un film hard? No, perché dalle tue parole questo traspare.
Ci sono addirittura coppie che guardano film hard insieme per sviluppare la libido, per aumentare la fantasia erotica, detto da medici sessuologi eh, non me lo sto inventando io.

Anche io e il mio marito li guardiamo ogni tanto, ma a lui piaciono di piu, e non è un maniaco sessuale né dipendente.
A me eccitano piu le statue nude e i dipinti con nudi che ci sono nei musei d'arte.

Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Jason - Giugno 25, 2013, 21:24:56 pm
@Kautaros: Perchè in qualsiasi forma di esibizione sessuale, la donna esibizionista  non è che pensa al piacere innescato nelle uomini verso cui si esibisce, ma solo al proprio. Certamente anche l'attore porno maschio si esibisce, ma non è lui che ha scelto lei, ma è lei che ha scelto lui: come in ogni rapporto sessuale (l' uomo che si "cucca" la donna, è un mito , una fantasia, un' illusione maschile). Il sesso, così come i sentimenti, non vanno esibiti pubblicamente.

@Cython: Non ho detto che il porno fa diventare maniaci sessuali(o meglio lo fa solo in una minoranza di casi) ma che crea dipendenza e aggiunge frustrazione a chi è già frustrato in quanto non arreca nemmeno un briciolo di sesso in più, ma solo l' "odore": è come mettere ad un affamato una bistecca o una pizza davanti agli occhi, permettendogli solo di odorare ma non di mangiare: in un primo momento l'affamato proverebbe un senso di piacere nel gustare l' odore delle pietanza, ma la sua fame non si sarebbe placata nemmeno di un poco in quanto nemmeno un briciolo di ciò che ha odorato gli entrato nell' organismo,e anzi proverebbe anche un senso di frustrazione nel sapere che ciò che ha odorato non ha mangiato e forse mai mangerà.

Il porno ha creato effetti disastrosi negli uomini, perchè li ha ridotti in larve, in esseri contiunuamente con la bava alla bocca in cerca di un pò di sesso, la  maggioranza degli uomini si venderebbe pure il culo e la madre pur di ottenere un pelo di fica.

I poveretti che non hanno una vita sessuale sufficiente(e sono il 99% degli uomini, caro cython) basta che vanno a puttane: ci sono tante escort a basso prezzo. Certo è importante anche la masturbazione: ma questa la puoi fare pensando ad una bella donna che vedi in strada, in ufficio, nel treno, etc, senza per questo  guardare una donna strapagata che si fa tappare ogni buco da falli di 30 cm e anche oltre.

Dopotutto quelle porcate che vedi nei film porno, difficilmente una donna sarebbe disposta a farle con un uomo normale di aspetto e senza essere pagate profumatamente, quindi anche se in un futuro tu dovessi trovare una donna, tu tutte quelle cose che vedi nei film porno e per cui ti masturbi varie volte al giorno con la bava alla bocca, comunque non le faresti.


A proposito,ho sentito su alcuni tg americani(io seguo i tg americani per tenermi informato della merda che succede negli USA) che le attrici porno americane stanno facendo numerose iniziative di sostegno nei confronti dei crocifissori di presunti stupratori nell' america centrale, e chiedono che vengano introdotte tali pene anche negli USA.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Dottor Zero - Giugno 25, 2013, 21:53:33 pm
ma che crea dipendenza e aggiunge frustrazione a chi è già frustrato in quanto non arreca nemmeno un briciolo di sesso in più, ma solo l' "odore": è come mettere ad un affamato una bistecca o una pizza davanti agli occhi, permettendogli solo di odorare ma non di mangiare: in un primo momento l'affamato proverebbe un senso di piacere nel gustare l' odore delle pietanza

MA VA LA'!!!
Uno che si masturba si svuota le palle. Il fine giustifica i mezzi. L'orgasmo, sia ottenuto con la sega che ottenuto con l'atto sessuale, sempre orgasmo è, con tutti i benefici al livello fisico e psicologico che esso comporta. Quindi tu che fai? Se tua moglie te la da una volta l'anno non ti masturbi mai aspettando lei? Ma non farmi ridere, dai!

Il porno ha creato effetti disastrosi negli uomini, perchè li ha ridotti in larve, in esseri contiunuamente con la bava alla bocca in cerca di un pò di sesso

DAJEEEE!!! Ancora con questi effetti disastrosi? Guarda che lo pensi solo tu, perché non è vero!
Anzi, chi guarda i film hard sono persone normalissime ed equilibratissime. Ce ne sono a milioni, incluso io. Eppure non ho la bava alla bocca, come dici tu. La bava alla bocca ce l'hanno le persone frustrate che elemosinano sesso dalla moglie/compagna che la molla col contagocce. Quindi, pochi orgasmi, molta bava. La cosa è inversamente proporzionale. Ricordatelo.

I poveretti che non hanno una vita sessuale sufficiente basta che vanno a puttane: ci sono tante escort a basso prezzo

Va bene, ma se uno non vuole andarci a puttane? Mica è obbligatorio!

Dopotutto quelle porcate che vedi nei film porno, difficilmente una donna sarebbe disposta a farle

GIA', PURTROPPO!!!!  :cry: :cry: :cry:  :D

Tu nella vita precedente dovevi far parte di un qualche tribunale dell'inquisizione. Sbaglio?  :lol:
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: TheDarkSider - Giugno 25, 2013, 22:26:29 pm
@Cython: Non ho detto che il porno fa diventare maniaci sessuali(o meglio lo fa solo in una minoranza di casi) ma che crea dipendenza e aggiunge frustrazione a chi è già frustrato in quanto non arreca nemmeno un briciolo di sesso in più, ma solo l' "odore": è come mettere ad un affamato una bistecca o una pizza davanti agli occhi, permettendogli solo di odorare ma non di mangiare: in un primo momento l'affamato proverebbe un senso di piacere nel gustare l' odore delle pietanza, ma la sua fame non si sarebbe placata nemmeno di un poco in quanto nemmeno un briciolo di ciò che ha odorato gli entrato nell' organismo,e anzi proverebbe anche un senso di frustrazione nel sapere che ciò che ha odorato non ha mangiato e forse mai mangerà.

Il porno ha creato effetti disastrosi negli uomini, perchè li ha ridotti in larve, in esseri contiunuamente con la bava alla bocca in cerca di un pò di sesso, la  maggioranza degli uomini si venderebbe pure il culo e la madre pur di ottenere un pelo di fica.

I poveretti che non hanno una vita sessuale sufficiente(e sono il 99% degli uomini, caro cython) basta che vanno a puttane: ci sono tante escort a basso prezzo. Certo è importante anche la masturbazione: ma questa la puoi fare pensando ad una bella donna che vedi in strada, in ufficio, nel treno, etc, senza per questo  guardare una donna strapagata che si fa tappare ogni buco da falli di 30 cm e anche oltre.

Dopotutto quelle porcate che vedi nei film porno, difficilmente una donna sarebbe disposta a farle con un uomo normale di aspetto e senza essere pagate profumatamente, quindi anche se in un futuro tu dovessi trovare una donna, tu tutte quelle cose che vedi nei film porno e per cui ti masturbi varie volte al giorno con la bava alla bocca, comunque non le faresti.


A proposito,ho sentito su alcuni tg americani(io seguo i tg americani per tenermi informato della merda che succede negli USA) che le attrici porno americane stanno facendo numerose iniziative di sostegno nei confronti dei crocifissori di presunti stupratori nell' america centrale, e chiedono che vengano introdotte tali pene anche negli USA.
Quoto al 100%
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Giugno 26, 2013, 04:36:37 am
Innanzitutto , colui che ricorre alla pornografia è un schiavo dei piaceri della carne , e , poichè sono soprattutto i piaceri della carne che portano ad una degenerazione morale dell'anima e , poichè la spasmodica ricerca del piacere carnale ha molta attrattiva per gli uomini , a causa di esso molti uomini commettono anche gravi peccati ed azioni abominevoli , ne deriva pertanto che la pornografia non fa bene nè al corpo nè tantomeno all'anima dell'uomo .
Il ricorso ossessivo e complusivo alla pornografia provoca notevoli danni alle facoltà mentali ed all'animo dell'uomo che può diventare un vero e proprio vizio che porta l'uomo ad essere succube del corpo femminile . 
San Tommaso d'Aquino , dottore della Chiesa , nella Secunda secundae della Summa theologica ebbe a dire : "Poiché nella lussuria gli istinti del corpo lottano potentemente contro le facoltà dell'anima , quando gli istinti inferiori vincono , le facoltà superiori , cioè la ragione e la volontà , restano molto scompigliate , e quindi ne derivano , come figlie della lussuria , per quanto riguarda l'intelletto , la cecità di mente , la sconsideratezza , la precipitazione e l'incostanza nel giudizio e per quanto riguarda la volontà , l'amore di se stessi , l'odio di Dio , l'amore per la vita presente e l'orrore per quella futura."
Secondo Nostro Signore Gesù Cristo il desiderio impuro affonda le sue radici in un cuore impuro , perché è da lì , infatti , che "escono i propositi malvagi , gli omicidi , gli adulteri , le prostituzioni , i furti , le false testimonianze , le bestemmie...Queste sono le cose che rendono immondo l'uomo."  (MT 15,19) .
Gesù Cristo è certo misericordioso con i pubblicani , le meretrici , la donna adultera , ma al contempo conferma i 10 comandamenti (Non concupire la donna d'altri) e la Legge , colpendo alla radice del peccato che è nel desiderio impuro e nello sguardo impuro : "Avete inteso che fu detto : Non commettere adulterio . Ma io vi dico : chiunque guarda una donna per desiderarla , ha già commesso adulterio nel suo cuore." Poi Gesù Cristo continua , legando il desiderio allo sguardo e quindi anche alla pornografia : "Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo , cavalo e gettalo via da te : conviene che perisca uno dei tuoi membri , piuttosto che tutto il tuo corpo nella Geenna."
San Paolo , che ha evangelizzato fra le perversioni sessuali degli ambienti pagani , si è levato con forza contro tutte le forme di male impuro , esigendo dai neofiti nella fede un cambiamento radicale di vita : "Né immorali , né idolatri , né adulteri , né effeminati , né sodomiti , né ladri , né avari , né ubriaconi , né maldicenti , né rapaci erediteranno il regno di Dio ." (1 Cor 6,9) .
San Paolo coglie tutta la gravità delle varie forme dei piaceri della carne , che egli riassume con il termine di "fornicazione" , a partire da una valutazione sacra del corpo che è "Tempio dello Spirito Santo" !
"Fuggite la fornicazione ! Qualsiasi peccato l'uomo commetta , è fuori del suo corpo ; ma chi si dà alla fornicazione , pecca contro il proprio corpo . O non sapete che il vostro corpo è Tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio , e che non appartenete a voi stessi ? Infatti siete stati comperati a caro prezzo . Glorificate dunque Dio nel vostro corpo !" (1 Cor 6,18) .

Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Dottor Zero - Giugno 26, 2013, 06:24:28 am
Innanzitutto , colui che ricorre alla pornografia è un schiavo dei piaceri della carne

Gran cazzata.
Bene, supposto che qui dentro c'è chi pensa che trombare una gallina sia meglio che vedere un film hard (e vedo che siete in tanti a pensarla così), io chiudo qui i miei interventi su questo topic.
Se avete intenzione di iniziare a ragionare, fatemi un fischio.
Un'ultima cosa: milioni di persone che guardano hard sono splendide persone e non mi risulta che commettano azioni abominevoli, come tu hai scritto. Per contro, spesso e volentieri chi commette azioni abominevoli non ha mai visto un film hard. È l'indole che ti porta a fare certe cose, non certo la vista di un film! Smettetela di scrivere stronzate.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: ilmarmocchio - Giugno 26, 2013, 08:32:58 am
Io sono a metà : da una parte penso che la pornografia è semplicemente un surrogato che non porta a nessun atto violento, escuso chi ci è già portato di suo, e lo farebbe anche senza pornografia.
Un pò come un bicchiere di vino : in generale non causa niente, però c'è l'idiota che diventa aggressivo o fastidioso.
Certo è che alcuni modelli che trasmette sono irreali e, su menti poco esperte, possono generare problemi.
A me però, non va giù un altro fatto :
al dilagare della pornografia,( ma anche della violenza nei films ) non fa riscontro una mentalità sessuale libera e  liberalizzazione della prostituzione : tutt'altro.
Viviamo in una società sessuofobica immersa in un mare di pornografia e di pubblicità ai limiti della pornografia.
Insomma, una continua induzione a delinquere visto poi che anche uno sguardo potrebbe essere molestia.
E infatti, abbiamo le attrici pornografiche che si fanno alleate dei crocifissori .
Un pò come per la droga : le nazioni che ne producono di più, sono quelle che hanno il proibizionismo più duro
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Lucia - Giugno 26, 2013, 09:02:35 am
Citazione
ma che crea dipendenza e aggiunge frustrazione a chi è già frustrato in quanto non arreca nemmeno un briciolo di sesso in più, ma solo l' "odore": è come mettere ad un affamato una bistecca o una pizza davanti agli occhi, permettendogli solo di odorare ma non di mangiare: in un primo momento l'affamato proverebbe un senso di piacere nel gustare l' odore delle pietanza, ma la sua fame non si sarebbe placata nemmeno di un poco in quanto nemmeno un briciolo di ciò che ha odorato gli entrato nell' organismo,e anzi proverebbe anche un senso di frustrazione nel sapere che ciò che ha odorato non ha mangiato e forse mai mangerà.

non so se avete mai avuto l'esperienza di non mangiare niente per qualche giorno.
Io il periodo piu lungo l'ho fatto di 8 giorni senza mangiare (bevevo solo acqua)
ma guardare ricette e cucinare per la mia famiglia
mi abassava moltissimo la sofferenza,
quindi tutt'al contrario di cio che dite voi, c'è un saziamento col virtuale.
Per non dire che la fame sparisce dopo 3 giorni (ma a preoccupazione per cibo rimane) e infatti a soddisfazione crea il nuovo desiderio.

Abbiamo parato ieri col mio marito di questo tema. E lui infatti dice che la pornografia e la quasipornografia dei show televisivi è fatta per abassare il numero di famiglie e di fertilità, appunto perché crea questa soddisfazione virtuale


Citazione
Il porno ha creato effetti disastrosi negli uomini, perchè li ha ridotti in larve, in esseri continuamente con la bava alla bocca in cerca di un pò di sesso, la  maggioranza degli uomini si venderebbe pure il culo e la madre pur di ottenere un pelo di fica.

io invece ho conosciuto abbastanza uomini dignitosi, anche tra quelli che guardano film pornografici.
Poi se si vieta non me ne importa nulla, però bisogna vietare anche l'internet o il telecomando, o i telefonini perché possono creare dipendenza.
Avete in mente quelle immagini con un gruppo di giovani dove tutti parlano al telefonino e non uno con l'altro


Citazione
tu tutte quelle cose che vedi nei film porno e per cui ti masturbi varie volte al giorno con la bava alla bocca, comunque non le faresti.

ma la fantasia è una e la realtà altra, e la pornografia rappresenta le fantasie maschili
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: vnd - Giugno 26, 2013, 11:11:44 am
Certo è che alcuni modelli che trasmette sono irreali e, su menti poco esperte, possono generare problemi.
Non più dei danni di una psicologa inacidita che sale in cattedra per insegnare educazione all'affettività.
Non più della Zanardo in giro, a spese nostre, nelle scuole a fare la sua propaganda misandrica.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Mercimonio - Giugno 26, 2013, 12:04:24 pm
io cerco di guardare pornografia il meno possibile e sto molto meglio di quando invece durante periodi bui mi ammazzavo di seghe.

semplicemente eliminando il porno ti abutui ad avere normali fantasie sessuali come e' giusto che sia e non se ne sente minimamente la mancanza di film o immagini hard, di fatto lo rimuovi dalla tua vita, come se non esistesse.

il problema odierno e' che il porno e' a portata di click e gratuito, per forza diventa un problema sociale, quando ero giovane almeno c'era da pagare e cercare i posti dove recuperarlo, ora anche un bambino puo' vedere porno di ogni tipo sul suo smartphone e a costo zero.

Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: ilmarmocchio - Giugno 26, 2013, 12:22:05 pm
Non più dei danni di una psicologa inacidita che sale in cattedra per insegnare educazione all'affettività.
Non più della Zanardo in giro, a spese nostre, nelle scuole a fare la sua propaganda misandrica.

su questo d'accordissimo : molto meglio la pornografie che le psicologhe nelle scuole
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Giugno 26, 2013, 13:08:18 pm
Ragazzi ma non riuscite a comprendere che è in atto una lotta tra il bene ed il male ?
Per millenni gli uomini hanno vissuto senza pornografia quindi la pornografia non è certo un "bisogno" dell'uomo ma un surrogato artificiale e fallace  , quando la pornografia non esisteva , i rapporti tra uomini e donne erano stabili e le famiglie erano numerose e prolifiche , adesso , invece , domina la pornografia  le famiglie sono distrutte uomini e donne sono in gran parte o single o separati o divorziati con max 1 figlio quando le cose si mettono per il meglio .

Vi riporto questo passo dell'Apocalisse . Chi ha orecchie per intendere , intenda...

Apocalisse 17

1 ED uno de' sette angeli, che aveano le sette coppe, venne, e parlò meco, dicendo: Vieni, io ti mostrerò la condannazione della gran meretrice, che siede sopra molte acque; 2 con la quale hanno fornicato i re della terra; e del vino della cui fornicazione sono stati inebbriati gli abitanti della terra. 3 Ed egli mi trasportò in ispirito in un deserto; ed io vidi una donna, che sedeva sopra una bestia di color di scarlatto, piena di nomi di bestemmia, ed avea sette teste, e dieci corna. 4 E quella donna, ch'era vestita di porpora, e di scarlatto, adorna d'oro, e di pietre preziose, e di perle, avea una coppa d'oro in mano, piena d'abbominazioni, e delle immondizie della sua fornicazione. 5 E in su la sua fronte era scritto un nome: Mistero, Babilonia la grande, la madre delle fornicazioni, e delle abbominazioni della terra. 6 Ed io vidi quella donna ebbra del sangue dei santi, e del sangue de' martiri di Gesù; ed avendola veduta, mi maravigliai di gran maraviglia.
 7 E l'angelo mi disse: Perchè ti maravigli? Io ti dirò il mistero della donna, e della bestia che la porta, la quale ha le sette teste, e le dieci corna. 8 La bestia che tu hai veduta, era, e non è più; e salirà dell'abisso, e poi andrà in perdizione; e gli abitanti della terra, i cui nomi non sono scritti nel libro della vita, fin dalla fondazione del mondo, si maraviglieranno, veggendo la bestia che era, e non è, e pure è. 9 Qui è la mente, che ha sapienza: le sette teste son sette monti, sopra i quali la donna siede. 10 Sono ancora sette re; i cinque son caduti, l'uno è, e l'altro non è ancora venuto; e quando sarà venuto, ha da durar poco. 11 E la bestia che era, e non è più, è anch'essa un ottavo re, ed è de' sette, e se ne va in perdizione. 12 E le dieci corna, che tu hai vedute, son dieci re, i quali non hanno ancora preso il regno; ma prenderanno podestà, come re, in uno stesso tempo con la bestia. 13 Costoro hanno un medesimo consiglio: e daranno la lor potenza, e podestà alla bestia.
 14 Costoro guerreggeranno con l'Agnello, e l'Agnello li vincerà; perciocchè egli è il Signor de' signori, e il Re dei re; e coloro che son con lui son chiamati, ed eletti, e fedeli. 15 Poi mi disse: Le acque che tu hai vedute, dove siede la meretrice, son popoli, e moltitudini, e nazioni, e lingue. 16 E le dieci corna, che tu hai vedute nella bestia, son quelli che odieranno la meretrice, e la renderanno deserta, e nuda; e mangeranno le sue carni, e bruceranno lei col fuoco. 17 Perciocchè Iddio ha messo nel cuor loro di eseguire la sua sentenza, e di prendere un medesimo consiglio, e di dare il lor regno alla bestia; finchè sieno adempiute le parole di Dio. 18 E la donna, che tu hai veduta, è la gran città, che ha il regno sopra i re della terra.

Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Dottor Zero - Giugno 26, 2013, 13:21:24 pm
io cerco di guardare pornografia il meno possibile e sto molto meglio di quando invece durante periodi bui mi ammazzavo di seghe

Ecco vedi? Perché ammazzarsi di seghe?
Sono gli estremi che non vanno bene.
Per me non masturbarsi mai è un estremo, come lo è farsi 10 seghe al giorno.
Ci sono periodi, come questo per esempio, in cui quasi mi dimentico di avere quei video. Però so che sono lì, pronti all'occorrenza. Non è che per questo devo abusarne. Comprendi?

il problema odierno e' che il porno e' a portata di click e gratuito, per forza diventa un problema sociale, quando ero giovane almeno c'era da pagare e cercare i posti dove recuperarlo, ora anche un bambino puo' vedere porno di ogni tipo sul suo smartphone e a costo zero.

Già, tristemente vero.  :disgust:
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Giugno 26, 2013, 13:43:16 pm
So che non ci crederete , ma io personalmente ed il Signore mi è testimone , non vado mai in siti porno o vedo filmati porno , non ne sento assolutamente alcun bisogno , eppure sono anch'io sono uomo , al contempo , già so dentro di me che se , per curiosità , decidessi di visitare i siti porno o di visionare un filmato pornografico , già so che il mio corpo sarebbe scombussolato da eccitamenti sessuali , iniziarei a provare piacere in questo comportamento e continuerei a cibarmi di questi piaceri in maniera esponenziale come in un circolo vizioso .
Vi siete mai chiesti , in maniera razionale , perchè la nostra società capitalista e decadente bombarda letteralmente gli uomini di eccitamenti sessuali in ogni ambito della vita sociale e familiare , anche al di là dei siti porno e dei film porno ?
Oltre che per un motivo economico , non è anche e soprattutto per rendere l'uomo "cieco" (come appunto ebbe a dire San Tommaso d'Aquino) e succube di questa società così edonistica e materialistica suscitando negli uomini gli istinti più bassi e distogliendo al contempo l'uomo da nobili ideali che sono gli unici che possono abbattere questo sistema così perverso ?
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: controcorrente - Giugno 26, 2013, 13:51:29 pm

Vi siete mai chiesti , in maniera razionale , perchè la nostra società capitalista e decadente bombarda letteralmente gli uomini di eccitamenti sessuali in ogni ambito della vita sociale e familiare , anche al di là dei siti porno e dei film porno ?
Oltre che per un motivo economico , non è anche e soprattutto per rendere l'uomo "cieco" (come appunto ebbe a dire San Tommaso d'Aquino) e succube di questa società così edonistica e materialistica suscitando negli uomini gli istinti più bassi e distogliendo al contempo l'uomo da nobili ideali che sono gli unici che possono abbattere questo sistema così perverso ?


10 E LODE!  :clapping: :ok:
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Dottor Zero - Giugno 26, 2013, 14:08:26 pm
So che non ci crederete , ma io personalmente ed il Signore mi è testimone , non vado mai in siti porno o vedo filmati porno

Bravo! Il Signore ti ricompenserà!
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Giugno 26, 2013, 14:25:25 pm
Bravo! Il Signore ti ricompenserà!

Ma guarda che per me non è affatto un sacrificio .
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Alberto86 - Giugno 26, 2013, 14:29:44 pm
Fortuna che esiste la pornografia che dà delle valvole di sfogo, altrimenti sarebbero stati cazzi amari!

Quoto.
Preferirei sapere di più uomini "bisognosi" che possono accedere ad una prostituzione legale, regolamentale, controllata e sicura.
Ma dato che la situazione è quella che è, lasciate agli uomini almeno quello.


......
Ci sono periodi, come questo per esempio, in cui quasi mi dimentico di avere quei video. Però so che sono lì, pronti all'occorrenza. Non è che per questo devo abusarne. Comprendi?
...


Esatto. Per me è proprio questo il punto.
Ognuno dev'essere libero di decidere se, quando e come vederli. LIBERTA'!!!
Nessuno deve imporre nulla, sopratutto le blatte femministe.

Ps: personalmente preferisco nettamente un certo tipo di erotismo al porno tipicamente commerciale di stampo americano.
Ma questo è un mio punto di vista.

Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: raniran - Luglio 09, 2013, 17:28:11 pm
Bravo Standarte
Ci voleva questa Voce
Quoto in pieno
ALe
fonte : http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1968

LE DEVASTANTI CONSEGUENZE DELLA PORNOGRAFIA
 
Con la diffusione di internet è diventata facilmente accessibile a chiunque e dovunque come mai era successo prima
 

di Maurizio Ravasio

 Una delle conseguenze più concrete della secolarizzazione è senz'altro la difficoltà per molti di riconoscere un significato vero della propria vita e il conseguente disperato desiderio di placare questa insoddisfazione perenne con tentativi anche parziali ed effimeri. Tra questi vi è l'idolatria violenta della sessualità, la cui diretta conseguenza è la pornografia. (...) Con la diffusione di internet, poi, la pornografia è diventata facilmente accessibile a chiunque e dovunque come mai era successo prima: sia il suo consumo che la sua produzione sono infatti in continua espansione.
Tutto ciò contribuisce a fare dell'industria del porno un business sempre più redditizio che nei soli Stati Uniti muove almeno quattro miliardi di dollari all'anno. Un business che però non è privo di conseguenze. Proprio delle conseguenze sociali della diffusione della pornografia si è occupato recentemente "The Social Costs of Pornography", studio plurale coordinato da diversi istituti di ricerca statunitensi che ha raccolto i lavori di decine di accademici ed esperti di diversi settori: dalla medicina alla psicologia, dalle scienze sociali al diritto, con lo scopo di delineare un quadro a tuttotondo del fenomeno e delle sue conseguenze.
 
DIPENDENZA
La pornografia via internet, si legge nel report dello studio, può ingenerare comportamenti che la letteratura clinica e psicologica non esita a definire dipendenza: «proprio come la dipendenza da alcol, nicotina e altre sostanze. La dipendenza dalla pornografia può diventare persino più patologica» influendo negativamente sulle relazioni sociali dell'utente. La pornografia on line offre infatti un harem senza fine di intrattenimento hard, i suoi consumatori compulsivi finiscono così per iperstimolare il loro sistema emotivo provocando ripercussioni a livello neurologico: «gli uomini che ai loro computer utilizzano assuefatti la pornografia – dice lo psichiatra Norman Doidge – sono sorprendentemente simili ai topi in gabbia [di certi esperimenti scientifici] che premono la leva per ottenere una goccia di dopamina». Il terapista J.C. Manning mette in guardia dal sottovalutare il fenomeno: «coloro che sostengono che la pornografia sia un intrattenimento innocuo, un'espressione sessuale benigna o un aiuto coniugale, evidentemente non si sono mai seduti in uno studio di un terapista con individui, coppie o famiglie che tremano a causa dell'effetto devastante di questo materiale».
 
IL PIANO INCLINATO
A causa dell'onnipresenza della pornografia, avverte "The Social Costs of Pornography", si assiste oggi ad un fenomeno di saturazione culturale per cui la televisione, le riviste e le canzoni pop contengono regolarmente «immagini, situazioni e testi che una generazione fa sarebbero stati etichettati come "soft porn"». La pornografia desensibilizza i suoi spettatori e di conseguenza muta non solo per quantità ma anche per qualità. I porno-utenti sono infatti portati ad utilizzare un immaginario sempre più hard che una volta avrebbero ritenuto sconvolgente: «i resoconti di chi l'ha visto descrive ciò che ora viene considerato "hard-core" in termini che sbalordirebbero l'immaginazione e scioccherebbero la coscienza di chiunque non sia un utilizzatore di pornografia hard-core», afferma il professor James Stoner.
 
IMMAGINE DELLA DONNA
La cultura pornografica contribuisce in maniera fondamentale a veicolare un'immagine degradante delle donne. Diversi studi accademici hanno mostrato che i ragazzi esposti all'intrattenimento sessualizzato dei media hanno una propensione sensibilmente maggiore a «guardare la donna come un oggetto sessuale» invece che come una persona, mentre l'esposizione abitudinaria alla pornografia può predisporre le adolescenti a comportamenti sessualmente rischiosi. Inoltre «le ragazze esposte alla pornografia hanno più probabilità di essere vittime di violenza sessuale. La normalizzazione della promiscuità porta le adolescenti anche ad un rischio maggiore di contrarre malattie sessualmente trasmissibili».
 
FAMIGLIA
Nel bilancio nascosto dell'industria del porno c'è spazio anche per altre vittime: le famiglie. La scoperta che il partner ricorre alla pornografia ha spesso delle ripercussioni nei rapporti interpersonali: costi psichici, oltre che una maggiore probabilità di rottura dell'equilibrio famigliare. In più, come afferma il terapista Manning, la pornografia «è spesso associata ad attività che minano l'esclusività e la fedeltà coniugale e aumentano il rischio di trasmissione di malattie veneree». Al riguardo, uno studio pubblicato su Social Science Quarterly rivela che tra i clienti delle prostitute i porno-utenti sono quattro volte più numerosi di chi non ricorre all'intrattenimento hard. Lo stesso studio mostra che tra coloro che hanno una relazione extraconiugale è tre volte più probabile trovare un uomo che utilizza pornografia on line, rispetto ad uno che non ne fa uso.
 
BAMBINI E ADOLESCENTI
Non c'è nessun dubbio, afferma la ricerca, sul fatto che oggi bambini ed adolescenti siano esposti alla pornografia come mai era successo prima d'ora. Quest'esposizione risulta particolarmente dannosa per i più piccoli perché è un «modo brutale di essere introdotti alla sessualità» ed è il viatico per comportamenti sessualmente aggressivi. La correlazione pornografia/violenza è ricorrente in diversi studi in materia: alcune ricerche sull'argomento, tra cui una italiana, hanno mostrato che gli adolescenti che utilizzano materiale hard hanno più probabilità di «aver tormentato sessualmente un coetaneo o aver forzato qualcuno ad avere un rapporto sessuale» rispetto ai loro pari che non ricorrono alla pornografia e che la quasi totalità dei giovani sex offenders è stata esposta a materiale a luci rosse durante l'infanzia.
 
PORNOGRAFIA E VIOLENZA
La pornografia, sostiene la psichiatra Mary Anne Layden dell'Università della Pennsylvania, ha la capacità «non solo di insegnare attitudini e comportamenti sociali, ma anche di dare il permesso per metterli in pratica». La legittimazione dell'uso della forza per fini sessuali è considerata dagli studiosi l'influenza più insidiosa della pornografia, soprattutto di quella che ricorre ad un immaginario violento. Tra i sex offenders l'83% degli stupratori e il 67% dei molestatori di minori ha dichiarato di fare uso di materiali hard-core, mentre tra i non-offenders la percentuale scende di molto (29%). Gli studi in materia rivelano che più frequentemente gli uomini usano la pornografia e più violento è il materiale utilizzato, più aumenta la spinta a compiere aggressioni sessuali. «Complessivamente – osserva in conclusione la psichiatra – il corpo della ricerca sulla pornografia rivela una quantità di atteggiamenti e comportamenti negativi che sono connessi al suo uso. La pornografia funziona come un maestro, una legittimazione ed un pulsante di accensione per questi comportamenti negativi. Il danno si riscontra in uomini, donne, bambini e in adulti sia sposati che single. Riguarda comportamenti patologici, comportamenti illegali e alcuni comportamenti che sono sia illegali che patologici».
 
 

Fonte: Unione Cristiani Cattolici Razionali, 25/09/2011
 
Pubblicato su BastaBugie n. 215
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: raniran - Luglio 09, 2013, 17:30:07 pm
Quoto.
Preferirei sapere di più uomini "bisognosi" che possono accedere ad una prostituzione legale, regolamentale, controllata e sicura.
Ma dato che la situazione è quella che è, lasciate agli uomini almeno quello.



Esatto. Per me è proprio questo il punto.
Ognuno dev'essere libero di decidere se, quando e come vederli. LIBERTA'!!!
Nessuno deve imporre nulla, sopratutto le blatte femministe.

Ps: personalmente preferisco nettamente un certo tipo di erotismo al porno tipicamente commerciale di stampo americano.
Ma questo è un mio punto di vista.

Prostituzione legalizzata  e bando alla pornografia in rete
La donna ha propensione a vendere il proprio corpo (sapendo che sarà di sicuro comperata)
 in cambio di soldi e/o favori
Farsi fare foto porno per la rete rende ed è diffuso soprattutto tra le teenagers
vietiamolo facendo voce ai politici e raccogliendo firme
...almeno questo...
ALe
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Jason - Luglio 10, 2013, 00:26:52 am
So che non ci crederete , ma io personalmente ed il Signore mi è testimone , non vado mai in siti porno o vedo filmati porno , non ne sento assolutamente alcun bisogno , eppure sono anch'io sono uomo , al contempo , già so dentro di me che se , per curiosità , decidessi di visitare i siti porno o di visionare un filmato pornografico , già so che il mio corpo sarebbe scombussolato da eccitamenti sessuali , iniziarei a provare piacere in questo comportamento e continuerei a cibarmi di questi piaceri in maniera esponenziale come in un circolo vizioso .
Vi siete mai chiesti , in maniera razionale , perchè la nostra società capitalista e decadente bombarda letteralmente gli uomini di eccitamenti sessuali in ogni ambito della vita sociale e familiare , anche al di là dei siti porno e dei film porno ?
Oltre che per un motivo economico , non è anche e soprattutto per rendere l'uomo "cieco" (come appunto ebbe a dire San Tommaso d'Aquino) e succube di questa società così edonistica e materialistica suscitando negli uomini gli istinti più bassi e distogliendo al contempo l'uomo da nobili ideali che sono gli unici che possono abbattere questo sistema così perverso ?

Quoto. La pornografia è un'invenzione femminista per rendere il sesso maschile più dipendente dal sesso , alias più addomesticabile  . Guardando continuamente quelle cose , infatti , aumenti il desiderio sessuale negli uomini, desiderio che però raramente è adeguatamente bilanciato . Con tutte quello che ne consegue . La pornografia NON è un bene .
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: kautostar - Luglio 10, 2013, 00:44:56 am
Quoto. La pornografia è un'invenzione femminista per rendere il sesso maschile più dipendente dal sesso , alias più addomesticabile  . Guardando continuamente quelle cose , infatti , aumenti il desiderio sessuale negli uomini, desiderio che però raramente è adeguatamente bilanciato . Con tutte quello che ne consegue . La pornografia NON è un bene .
Femminista? a me risulta che tutti i più grandi registi e produttori pornografici sono uomini! tutti femministi?
Non metto in dubbio che l'abuso di pornografia possa essere dannoso per una sana vita sessuale, però dire che è un'invenzione femminista, è una dietrologia assurda!
Tant'è vero che le femministe storiche(e anche molte di quelle  moderne, tipo la Zanardo)sono sempre state nemiche acerrime della pornografia, accusando il cinema porno di essere moralmente responsabile delle peggiori nefandezze contro le donne
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Dottor Zero - Luglio 10, 2013, 09:01:32 am
Non metto in dubbio che l'abuso di pornografia possa essere dannoso per una sana vita sessuale

Ancora?  :blink:  :doh:

Ma non hai capito che molta gente non ha una vita sessuale e non l'avrà mai, perché per un motivo o per l'altro gli è preclusa?
Ma secondo te, se uomini e donne avessero una sana e soddisfacente vita sessuale, ricorrerebbero alla pornografia? La risposta è ovvia.
Sì, come ho già detto, e lo ribadisco, c'è gente che scopa e guarda nel contempo film hard, come ci sono coppie che si fanno persino "aiutare" dalla pornografia, nel senso che la usano per avere nuovi stimoli. Però il 90% degli uomini e delle donne che ricorre alla pornografia lo fa perché la normale vita sessuale è una chimera, un sogno irraggiungibile! Cioè, sia chiaro questo.
Ecco perché in un mio precedente commento ho scritto che vedo di buon occhio l'uso della pornografia come normale sfogo per coloro che non fanno sesso. Non tanto per la donna che ne può anche fare a meno, ma per l'uomo, che se non "erutta" di tanto in tanto va fuori di testa!
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: kautostar - Luglio 10, 2013, 12:26:49 pm
Ancora?  :blink:  :doh:

Ma non hai capito che molta gente non ha una vita sessuale e non l'avrà mai, perché per un motivo o per l'altro gli è preclusa?
Ma secondo te, se uomini e donne avessero una sana e soddisfacente vita sessuale, ricorrerebbero alla pornografia? La risposta è ovvia.
Sì, come ho già detto, e lo ribadisco, c'è gente che scopa e guarda nel contempo film hard, come ci sono coppie che si fanno persino "aiutare" dalla pornografia, nel senso che la usano per avere nuovi stimoli. Però il 90% degli uomini e delle donne che ricorre alla pornografia lo fa perché la normale vita sessuale è una chimera, un sogno irraggiungibile! Cioè, sia chiaro questo.
Ecco perché in un mio precedente commento ho scritto che vedo di buon occhio l'uso della pornografia come normale sfogo per coloro che non fanno sesso. Non tanto per la donna che ne può anche fare a meno, ma per l'uomo, che se non "erutta" di tanto in tanto va fuori di testa!
Ma guarda che anche io credo che la pornografia faccia molto più bene che male, leggi anche gli altri miei commenti!
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Lucia - Luglio 11, 2013, 12:06:17 pm
l'assedio pubblicitario e tutto il marketing orientato per il consumo ossessivo non hanno lo stesso effetto di dipendenza, risveglio dei desideri che diversamente non le avresti avuti, esattamente come la pornografia?  :hmm:
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Alberto86 - Luglio 11, 2013, 19:54:08 pm
Quoto. La pornografia è un'invenzione femminista ....


Addirittura!  :D
Potete dire tutto della pornografia, ma che sia un'invezione femminista ce ne vuole di fantasia!  :D  :P
Il porno è stato sempre odiato dalle femministe e dato che non sono mai riuscite ad infierirgli duri colpi, le femministe negli anni si sono inventate il "porno femminista".
Avete forse dimenticato che in paesi femministi come la Svezia lo Stato elargisce soldi pubblici per incentivare il porno "fatto dalle donne per le donne"??
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 11, 2013, 21:06:25 pm
Fonte : http://www.centrosangiorgio.com/

COME LA PORNOGRAFIA DROGA ED ALTERA IL TUO CERVELLO di Donald L. Hilton Jr.

 L'Autore di questo articolo, uno stimato neurochirurgo della University of Texas, illustra gli effetti devastanti dovuti all'impatto della pornografia sul cervello umano. La sua analisi, sia scientifica che sociale, mostra come questo flagello sia una manifestazione della famosa rivoluzione sessuale degli anni Sessanta. D'altronde, fin dalla sua nascita, questo movimento ha rivendicato il diritto al libero amore e al consumo di sostanze stupefacenti come mezzi di liberazione dell'individuo. E in fondo che cos'è la pornografia se non una potente droga cerebrale? 
 

 

l La storia della falena zingara
 
l Due errori
 
l «Erba adrenalina»
 
l Una droga è una droga
 
l Disturbo della dopamina
 
l Danno del lobo frontale
 
l La dipendenza è dipendenza
 
l Apprendimento frenetico
 
l Sessualità disumanizzata
l Un triplice amo
l Disastro demografico
l La pornografia come un lanciafiamme
l Aiuto per la guarigione
l La battaglia è iniziata

 

 

Mentre alcuni hanno evitato di usare il termine «dipendenza» nel contesto di certe compulsioni naturali come la sessualità incontrollata, l'eccessiva assunzione di cibo o il gioco d'azzardo, prenderemo in considerazione le evidenze scientifiche attuali per quanto riguarda il cervello e la dipendenza da pornografia. In questo articolo si cercherà di rispondere a due domande:

Biologicamente, è il cervello ad essere colpito dalla pornografia e dalle altre dipendenze sessuali?

Se è così, e se tali dipendenze sono molto diffuse, possono anche avere un effetto a livello sociale?

l La storia della falena zingara

 

Iniziamo con un'apparente digressione. Nel 1869, la falena zingara (Lymantria dispar) è stata importata in America con l'intenzione di dare vita all'industria della seta. Raramente si sono viste buone intenzioni andate a finire così male a causa dell'imprevisto appetito della falena per alberi come le querce, gli aceri, gli olmi fino a devastare le foreste per centocinquant'anni. Numerosi tentativi sono stati fatti per distruggere questa peste, ma un importante passo in avanti giunse nel 1960, quando gli scienziati hanno osservato che la falena zingara maschio seguiva la femmina tramite il suo odore per accoppiarsi. Questo profumo è chiamato feromone, ed è estremamente attraente per il maschio. Nel 1971, è stato pubblicato un articolo dalla rivista Nature in cui era descritto come i feromoni sono stati utilizzati per evitare che le tarme si accoppiassero. Gli scienziati hanno prodotto feromone in grandi quantità e ne hanno permeato l'ambiente in cui vivevano le falene. Questo profumo innaturalmente forte ha sopraffatto la naturale capacità delle femmine di attrarre i maschi, e i maschi, confusi, non sono riusciti a trovare le femmine. Un documento supplementare ha descritto come il controllo della popolazione delle falene sia stato raggiunto «impedendo alle falene zingare maschio di trovare le loro compagne». La falena zingara è stato il primo insetto ad essere controllato mediante l'uso di feromoni, i quali operano in due modi. Uno è chiamato «metodo della confusione». Un aereo sparge un numero insignificante, dal punto di vista dell'ambiente, di palline di plastica imbevute di essenza di feromone. Così Anna Salleh, una giornalista scientifica, ha descritto il fenomeno: «Il maschio rimane stordito e non sa in quale direzione cercare la femmina, oppure diventa insensibile ai naturali livelli di feromone prodotti dalla femmina e non ha alcun incentivo ad accoppiarsi con essa». L'altro stratagemma è detto il «metodo della cattura»: vengono preparate trappole di feromone dalle quali le falene non possono sfuggire; a quel punto, la falena maschio va in cerca della femmina, ma trova solo un sostituto fatale.

 

   
Falena zingara Feromone Anna Salleh

 

l Due errori
 

Cosa ha a che fare tutto ciò con la pornografia? Quest'ultimo è un feromone visivo, una potente droga cerebrale da cento miliardi di dollari l'anno, che sta cambiando la sessualità umana «inibendo l'orientamento» (riferito al succitato esempio del feromone) e «interrompendo la comunicazione pre-accoppiamento tra i sessi», soprattutto attraverso internet. Credo che attualmente stiamo combattendo una guerra contro la pornografia perché molte persone continuano a credere a due errori fondamentali:

Errore n° 1: La pornografia non è una droga;

Errore n° 2: La pornografia non da quindi una vera e propria dipendenza.

Come illustrazione dell'errore n° 1 si consideri la seguente dichiarazione di un dirigente di Wall Street i cui principali profitti derivano dal commercio di materiale pornografico: «Non sono uno "tipo strano" o un pervertito, non è il mio caso. Anch'io ho figli e una famiglia. Ma se posso far soldi sfruttando gente che è strana, ehi, i dollari sono dollari! Non sto vendendo droga. è Wall Street» 2. Ora consideriamo entrambe le opinioni errate alla luce della seguente dichiarazione di un dirigente del settore pornografico: «Il fatto è che la "droga, l'alcol e le sigarette" sono tutti agenti fisici o chimici che possono essere ingeriti e posso dare effetti misurabili e dannosi di dipendenza. La semplice visione di qualsiasi tipo di soggetto rientra difficilmente in questa categoria e, di fatto, sminuisce le reali battaglie che i tossicodipendenti sperimentano nei confronti delle droghe, dell'alcol e delle sigarette, tutti elementi che possono essere letali. Nessuno è mai morto nel guardare il porno. Mentre alcuni soggetti compulsivi possono essere "dipendenti" da qualcosa, come guardare il proprio show televisivo preferito, mangiare un gelato o andare in palestra, nessuno pensa che il gelato sia paragonabile al crack o alla cocaina (ricordate questa dichiarazione; N.d.A.) o che ne dovrebbe essere regolamentata la vendita per la protezione [...] delle persone da sé stesse. Invece, queste azioni compulsive sono giustamente considerate dalla società come difetti della personalità dell'individuo». Ora passeremo in rassegna alcune scienze che sono in relazione con la pornografia, e vedremo anche se essa è un esempio di agente fisico, chimico, ecc..., una «droga», e infine prenderemo in considerazione le ultime ricerche sulla ricompensa naturale del cervello per capire se si tratti di una vera dipendenza cerebrale.
 

l «Erba adrenalina»

 

In primo luogo, vorrei condividere un'esperienza della nostra famiglia di qualche anno fa nel corso di un safari in Africa. Durante una corsa lungo il fiume Zambesi, il nostro ranger ci parlò dell'adrenaline grass, un'erba che cresce lungo le rive del fiume. Gli chiesi perché avesse usato la parola «adrenalina», e lui iniziò a guidare lentamente attraverso l'erba. Improvvisamente fermò il veicolo e disse: «Ecco! Lo vedi»? «Vedere cosa?», gli chiesi. Si avvicinò, e da quella posizione cambiò anche l'angolo di esposizione della luce. Poi capii. Un leone stava nascosto tra l'erba a scrutare il fiume, forse in attesa di qualche preda, oppure di bere dell'acqua. Eravamo seduti su di una Land Rover decappottabile senza porte ne finestrini. Appena ho sentito battermi forte il cuore, ho capito perché questa vegetazione viene chiamata «erba adrenalina». La mia corteccia cerebrale ha visto e definito il pericolo, e lo ha registrato nella parte autonoma, o automatica, del mio sistema nervoso. Il cervello, che è un laboratorio farmaceutico molto efficiente, ha prodotto chimicamente l'adrenalina, inducendo il mio cuore a battere e a correre in preparazione della sopravvivenza. Ero pronto a correre, se necessario (non che avessi buone probabilità con il leone). Ci è stato detto che se fossimo rimasti immobili ai nostri posti, il leone avrebbe guardato la Land Rover nel suo insieme non vedendoci come individui. Fortunatamente questo è stato il nostro caso.
 

l Una droga è una droga

 

è interessante notare che l'adrenalina, chiamata anche epinefrina, è un farmaco che i medici usano in chirurgia e in situazioni di emergenza per stimolare il cuore di un paziente quando batte molto lentamente o addirittura si ferma. Quindi, ecco la domanda: l'epinefrina non è una droga se il cervello la produce (facendo battere il cuore all'impazzata), ma è ancora una droga se la stessa epinefrina è somministrata da un medico? Consideriamo la dopamina. Questo prodotto chimico è un cugino stretto dell'adrenalina; entrambe sono neurotrasmettitori eccitatori che dicono al cervello: «Vai»! La dopamina è importante per le parti del nostro cervello che ci permettono di muoverci, e quando le parti del cervello che producono dopamina vengono danneggiate il risultato è il morbo di Parkinson. Per curare il Parkinson i medici prescrivono la dopamina come farmaco, ed essa aiuta il paziente a muoversi nuovamente. Quindi, la dopamina è un farmaco soltanto se il laboratorio farmaceutico la produce, e non se il cervello produce la stessa sostanza chimica per lo stesso scopo? Certamente, entrambi sono farmaci nel vero senso della parola, indipendentemente da dove vengono prodotti. A riguardo del tema trattato, possiamo affermare che ambedue questi farmaci del cervello sono molto importanti per la sessualità umana, sia per la pornografia che per la dipendenza sessuale. La dopamina, oltre al suo ruolo nel movimento, è un neurotrasmettitore integrale, ma è anche una droga cerebrale nel sistema di piacere/ricompensa del nostro cervello.
 

l Disturbo della dopamina

 

Rivediamo alcuni dei più importanti componenti del sistema di ricompensa del cervello. All'esterno vi è la corteccia cerebrale, uno strato di cellule nervose in cui risiede la coscienza, il pensiero volitivo. Nella parte anteriore, sopra gli occhi, vi sono i lobi frontali. Queste aree sono importanti per il giudizio, e se il cervello fosse una macchina, i lobi frontali sarebbero i freni. Questi lobi hanno importanti collegamenti con le vie del piacere, in modo da poterlo controllare. Al centro del cervello vi è il nucleus accumbens. Questa zona a forma di mandorla è la chiave del sistema piacere-ricompensa, e quando viene attivato dalla dopamina e da altri neurotrasmettitori, ci fà valutare e desiderare il piacere della ricompensa. La dopamina è essenziale per gli esseri umani per desiderare e valutare un piacere appropriato per la loro vita. Senza di essa, non saremmo così incentivati a procreare, a mangiare o anche cercare di vincere una partita. è l'uso eccessivo del sistema di ricompensa della dopamina che provoca dipendenza. Quando queste vie vengono usate in modo compulsivo, si verifica una retrocessione che riduce in modo effettivo la quantità di dopamina nelle aree di piacere disponibili per l'uso, e le stesse cellule dopaminergiche iniziano ad atrofizzarsi e a ridursi. Le cellule ricompensa nel nucleus accumbens sono affamate di dopamina e vivono in uno stato di desiderio; allo stesso tempo, si verifica un declassamento dei recettori della dopamina sulle cellule del piacere. Il ripristino del «termostato del piacere» produce una «nuova normalità». In questo stato di cose, la persona deve agire secondo la dipendenza, ossia aumentando la dose di dopamina fino a livelli sufficienti per sentirsi normale. Poiché avviene una desensibilizzazione dei circuiti di ricompensa, stimoli più forti e ancora più forti sono necessari per aumentare le dosi di dopamina. Nel caso di dipendenza da stupefacenti, la persona dipendente deve aumentare la quantità del farmaco per ottenere il medesimo picco. Nella dipendenza da pornografia, immagini sempre più scioccanti sono necessarie per stimolare la persona.

 



 

l Danno del lobo frontale

 

Come una sorta di feedback, anche i lobi frontali possono atrofizzarsi o ridursi. Pensate all'esempio dell'usura delle pastiglie dei freni. Questo declino fisico e funzionale del centro del giudizio del cervello causa nella persona una compromissione della sua capacità di elaborare le mosse per poter uscire dalla dipendenza. Gli scienziati che studiano le dipendenze hanno chiamato questa condizione «ipofrontalità», e hanno notato una certa somiglianza tra il comportamento delle persone dipendenti e il comportamento dei pazienti con danno cerebrale frontale. I neurochirurghi hanno spesso trattato pazienti con danni al lobo frontale. In un incidente automobilistico, ad esempio, il cervello del conducente spesso decelera nel retro della sua fronte all'interno del cranio, danneggiando i lobi frontali. I pazienti con danno del lobo frontale mostrano una quantità di comportamenti che noi chiamiamo «sindrome del lobo frontale». In primo luogo, questi pazienti sono impulsivi, in quanto si impegnano sconsideratamente in attività senza badare alle conseguenze. In secondo luogo, essi sono compulsivi; si fissano o si concentrano nei riguardi di determinati oggetti o comportamenti, e devono averli per forza, non importa a quale prezzo. In terzo luogo, questi soggetti diventano emotivamente labili, e hanno sbalzi d'umore improvvisi e imprevedibili. In quarto luogo, essi dimostrano scarsa capacità di giudizio. In questo modo l'ipofrontalità corticale, o il restringimento dei lobi frontali, causa di questi quattro comportamenti, può derivare da un incidente automobilistico o da una dipendenza. Uno studio sulla dipendenza da cocaina, pubblicato nel 2002, mostra una perdita di volume o restringimento in diverse aree del cervello, in particolare delle aree di controllo frontale. Un studio del 2004 mostra risultati molto simili per la metamfetamina. Ma siamo di fronte a droghe che possono danneggiare il cervello, per cui in realtà questi studi non ci sorprendono. Si consideri, tuttavia, una dipendenza naturale, come l'eccesso di cibo che porta all'obesità.

 



 

Potreste essere molto sorpresi nell'apprendere che uno studio pubblicato nel 2006 ha mostrato il restringimento dei lobi frontali in una condizione di obesità molto simile a quella trovata negli studi sulla cocaina e sulla metamfetamina. E uno studio pubblicato nel 2007 in persone che mostravano una forte dipendenza sessuale ha prodotto risultati quasi identici alla metamfetamina, alla cocaina e agli studi sugli obesi 3. Così abbiamo quattro studi, due sui farmaci e due sulla dipendenza naturale, effettuati in differenti istituti accademici da gruppi di ricerca diversi, e pubblicato in un lasso di tempo di cinque anni in quattro diverse riviste scientifiche. E tutti e quattro gli studi dimostrano che la dipendenza fisica influenza i lobi frontali del cervello.
 

l La dipendenza è dipendenza

 

Abbiamo visto come i sistemi della dopamina non funzionino bene nella dipendenza, e che possono essere danneggiati. Questo danno - come pure i danni a carico del lobo frontale - può essere evidenziato con scansioni del cervello tramite risonanza magnetica funzionale, PET (tomografia ad emissione di positroni) e SPECT (tomografia computerizzata a emissione di fotoni singoli). Recenti studi, compiuti utilizzando scansioni del cervello, non solo hanno dimostrato anormalità nei casi di dipendenza da cocaina, ma anche nei casi di gioco d'azzardo patologico o di eccesso di cibo che porta all'obesità. Quindi, non biasimate la scienza che ci dice che la dipendenza è presente quando c'è un persistente comportamento distruttivo, nonostante le conseguenze avverse. Come indicato nella rivista Science, «per quanto riguarda il cervello, un premio è una ricompensa, indipendentemente dal fatto che provenga dalla chimica o dall'esperienza». Cos'hanno in comune la pornografia e la dipendenza sessuale? Il Dr. Eric Nestler, responsabile della ricerca in neuroscienze al Mount Ceder Sinai di New York, e uno degli scienziati più rispettati a livello mondiale per quanto riguarda le dipendenze, ha pubblicato nel 2005 un articolo sulla rivista Nature Neuroscience intitolato Is There a Common Pathway for Addiction? («C'è un percorso comune per la dipendenza»?). In questo documento, egli afferma che i sistemi di ricompensa della dopamina mediano non soltanto la dipendenza da droghe, ma anche le «dipendenze naturali (ossia il consumo compulsivo di ricompense naturali), come l'eccessiva assunzione patologica di cibo, il gioco d'azzardo patologico e le dipendenze sessuali». La prestigiosa Royal Society di Londra, fondata nel 1660, pubblica la rivista scientifica più longeva al mondo, la Philosophical Transactions of the Royal Society. Un recente numero ha dedicato diciassette articoli incentrati sulla dipendenza. è interessante notare che due degli articoli sono stati espressamente dedicati alle dipendenze naturali: al gioco d'azzardo e all'eccessiva assunzione di cibo.

 

l Apprendimento frenetico

 

I due studiosi Robert Malenka e Julie Kauer, in un articolo di riferimento pubblicato su Nature del 2007 sui meccanismi che regolano i cambiamenti fisici e chimici che avvengono nelle cellule del cervello nelle persone tossicodipendenti, hanno affermato: «La dipendenza rappresenta una forma patologica di apprendimento e di memoria». Oggi, questi cambiamenti nelle cellule cerebrali vengono definiti «potenziamento a lungo termine» e «depressione a lungo termine», e si parla di plasticità del cervello o del soggetto che cambia o si ricollega. Il Dr. Norman Doidge, neurologo presso la Columbia University, nel sul libro The Brain That Changes Itself («Il cervello che modifica sè stesso»), descrive come la pornografia «resetti» i circuiti neurali. Egli ha osservato in uno studio su alcuni uomini che consumano pornografia su internet che i soggetti sembravano «inquietanti» come i topi che spingevano le leve per ricevere la cocaina nelle scatole da sperimentazione di Skinner. Come quei i topi tossicodipendenti, gli uomini erano alla disperata ricerca della prossima dose, cliccando con il mouse proprio come i topi spingevano le leve. La dipendenza da pornografia è un apprendimento frenetico, ed è forse per questo che molti di coloro che hanno lottato con più dipendenze riportano che questa è stata la più difficile da superare. La tossicodipendenza, seppur potente, è più passiva in una sorta di «pensiero di passaggio», mentre la pornografia visiva, specialmente quella su internet, è un processo neurologico molto più attivo. La costante ricerca e valutazione di ogni immagine o videoclip, grazie alla sua potenza e al suo effetto, è un esercizio di apprendimento neuronale limitato soltanto dal cervello progressivamente gratificato. La curiosità è quindi fusa nella compulsione, e la necessità di un flusso più ampio di dopamina può guidare la persona dal softcore all'hardcore, alla pedo-pornografia o peggio. Un articolo pubblicato sul Journal of Family Violence, nel 2009, ha rivelato che l'85% degli uomini arrestati per pornografia infantile ha anche abusato fisicamente di minori.

 

   
Robert Malenka Julie Kauer Norman Doidge


 

 l Sessualità disumanizzata

 

Oltre all'ipofrontalità corticale e al declassamento dei sistemi dopaminergico e mesolimbico, un terzo elemento sembra essere importante per la pornografia e la dipendenza sessuale. L'ossitocina e la vasopressina sono importanti ormoni nel cervello in riferimento alla sessualità. Gli studi dimostrano che l'ossitocina è anche importante nell'aumentare la fiducia negli esseri umani, nel legame emotivo tra partner sessuali, e nel legame con i genitori. Ci sono segni per legare l'oggetto della nostra sessualità. è una buona cosa quando questo legame si verifica all'interno di un rapporto matrimoniale, ma c'è anche un lato oscuro. Quando la gratificazione sessuale si verifica nel contesto dell'uso della pornografia, può portare ad una sorta di «amante virtuale». Il Dr. Victor Cline, nel suo saggio Pornography's Effects on Adult and Child («Gli effetti della pornografia su adulti e bambini»), descrive questo processo con le seguenti parole: «Nella mia esperienza di terapeuta sessuale, ho appurato che qualsiasi persona che si masturba regolarmente con l'ausilio di pornografia rischia di diventare, nel tempo, un tossicodipendente sessuale, condizionando sé stesso ad assumere una devianza sessuale e/o a turbare un rapporto consolidato con il coniuge o con la fidanzata. Un effetto collaterale frequente è che si riduce drasticamente la loro capacità di amare (ad esempio, ne risulta una dissociazione del sesso dall'amicizia, dall'affetto, dalla cura e da altre emozioni sane e caratteristiche che aiutano i rapporti coniugali). Il loro lato sessuale diventa in un certo senso disumanizzato. Molti di loro sviluppano "un ego straniero" (o lato oscuro), il cui nucleo è una lussuria antisociale priva della maggior parte dei valori. Nel frattempo, l'aumento di masturbazione ottenuto mediante il consumo di pornografia diventa più invadente nelle relazioni della vita reale. Il processo di condizionamento masturbatorio è inesorabile e non regredisce spontaneamente. Il decorso di questa malattia può essere lento ed è quasi sempre nascosto alla vista degli altri. Di solito, è una parte segreta della vita dell'uomo, e come un cancro continua a crescere e a diffondersi. Raramente è reversibile, ed è anche molto difficile da trattare e guarire. La negazione da parte del tossicodipendente di sesso maschile e il rifiuto di affrontare il problema sono tipici e prevedibili, e questo quasi sempre porta alla disarmonia di coppia e coniugale, a volte il divorzio e, a volte, allo smembramento di altre relazioni intime». Il Dr. Doidge ha annotato: «I pornografi promettono un piacere sano e una liberazione dalla tensione sessuale, ma quello che spesso offrono è la dipendenza, e un eventuale calo del piacere. Paradossalmente, i pazienti di sesso maschile con cui ho lavorato desideravano consumare materiale pornografico, anche se ne provavano disgusto». Nel libro Pornified («Pornificato»), Pamela Paul fornisce numerosi esempi di questo atteggiamento, e descrive una persona che ha deciso di limitare il suo uso di pornografia non per questioni morali o per il senso di colpa, ma per rivivere il piacere di reali rapporti fisici con le donne.

 

   
Victor Cline Pamela Paul Pornified

 

«L'impotenza da porno» nella quale l'uomo sperimenta sessualmente la preferenza del porno piuttosto che di una donna è un fenomeno reale e in crescita. Quando la pulsione sessuale dell'uomo viene deviata in questa direzione, rispetto alla preferenza della sua partner, il Dr. Cline scrive che la moglie «può sentirsi molto sola e rifiutata». Un articolo pubblicato sul Journal of Sex and Marital Therapy, ha descritto uno studio che mostra come molte donne vedano le attività pornografiche del loro partner come «una forma di infedeltà»: il tema che attraversa le loro lettere è che l'uomo ha preso l'aspetto più intimo della relazione, la sessualità, che dovrebbe esprimere il legame d'amore tra la coppia ed essere limitata esclusivamente alla relazione, condividendolo invece con innumerevoli donne di fantasia. La stragrande maggioranza delle donne in questo studio ha utilizzato parole come «tradimento», «inganno» e «relazione» per descrivere ciò che il loro partner provava nei confronti della pornografia.
 

l Un triplice amo

 

Permettemi di usare un'analogia con la pesca per illustrare alcuni concetti. Ogni anno in agosto, se possibile, cerco di recarmi sul fiume Unalakleet, in Alaska, per la pesca del salmone d'argento. Usiamo un richiamo particolare, un triplice amo chiamato Pixie Blue Fox. Come ogni pescatore sa, è importante mantenere la resistenza in modo sciolto solo dopo avere agganciato il pesce, quando ancora ha un sacco di forza. Appena il pesce inizia a tirare stringiamo la canna e aumentiamo la resistenza. In questo modo, il pesce può essere recuperato. Allo stesso modo, la pornografia è un triplice gancio, composto da una ipofrontalità corticale, dalla retrocessione dopaminergica e dal coinvolgimento dell'ossitocina e della vasopressina. Ognuno di questi ami è potente, ed essi sono sinergici. La pornografia piazza i suoi ami molto rapidamente e profondamente, e mano a mano che la dipendenza progredisce, si stringe rapidamente il nodo della dopamina finché non esiste più via di fuga. La persona è sempre più stretta nella barca, in attesa della rete.
 

l Disastro demografico

 

Perché è così essenziale comprendere la natura della pornografia come qualcosa che può dare dipendenza? Perché se la consideriamo semplicemente come una cattiva abitudine, e non troviamo il pieno supporto necessario per superare ogni vera dipendenza, continueremo ad essere delusi, sia come individui che come società. La pornografia è il tessuto utilizzato per tessere un arazzo di permissivismo sessuale, che mina le fondamenta stesse della società. Biologicamente parlando, essa distrugge la capacità di una popolazione di sostenersi. Si tratta di una catastrofe demografica. Lo scrittore Tom Wolfe ha detto: «Più la pornografia diventa grande, minore è il tasso di natalità». Questa affermazione ha una una validità? Nel 1950, ogni Paese dell'attuale Unione Europea aveva un tasso di fecondità superiore al 2.1, necessario a sostenere una popolazione. Ai nostri giorni, nessuno di questi Paesi arriva a questo tasso, e molti di essi sono in prossimità dell'1.3, definito «il più basso tasso di fertilità», dal quale è virtualmente impossibile risollevarsi. è stato alla fine degli anni '60 e ai primi '70 che questo declino è iniziato, e questo periodo corrisponde proprio all'avvento della rivoluzione sessuale. Esiste una correlazione diretta tra il crescente dominio culturale della rivoluzione sessuale e il tasso di natalità in diminuzione, e mentre un nesso di casualità non può essere provato, si può fortemente temere che ciò sia stato - almeno in parte - indotto dall'effetto feromonico della pornografia. Naturalmente, il declino demografico è multi-fattoriale 4. L'urbanizzazione, le donne sul posto di lavoro, l'adattamento del ruolo e le aspettative di vita sempre maggiori sono fattori importanti nell'inversione della piramide della popolazione. Ma i fattori primordiali o biologici della sessualità umana e la stabilità della famiglia sono primari e, a mio parere, non sono stati adeguatamente ponderati. Nel 1934, l'antropologo di Cambridge J. D. Unwin pubblicò il libro Sex and Culture («Sesso e Cultura»). In esso, Unwin ha esaminato ottantasei culture abbracciando 5.000 anni per quanto riguarda gli effetti della promiscuità sessuale e della selettività sessuale. La sua prospettiva è rigorosamente laica, e le sue conclusioni non sono ubicate nel dogma moralistico. Egli ha dimostrato, senza eccezioni, che le culture che hanno praticato una monogamia stretta in vincoli coniugali hanno saputo tirar fuori quelle che lui chiama le «energie creative sociali», e hanno raggiunto lo zenit della produttività. Al contrario, le culture che non avevano alcun sistema di controllo sulla sessualità, sono state, senza eccezione, deteriorate dalla mediocrità e dal caos. In Houposia, The Sexual and Economic Foundation of a New Society, pubblicato postumo, Unwin sintetizza il suo pensiero in queste parole: «Nella storia umana, non c'è un solo esempio di società che abbia conservato le sue energie dopo una generazione completamente nuova che ha ereditato la tradizione di non insistere nella continenza pre e post-nuziale [...]. La prova è che in passato una classe sociale che aveva raggiunto una posizione di predominio politico a causa della sua grande energia e che, nel periodo della sua crescita, aveva regole sessuali molto severe. Mantenendo la sua energia, essa ha dominato la società nella misura in cui ha mantenuto la continenza pre e post-matrimoniale». Non conosco eccezioni a queste regole.
 

l La pornografia come un lanciafiamme

 

Unwin ha anche descritto ciò che può essere chiamato la «distrazione dopaminergica», nella quale domina la ricerca del piacere e la produttività viene diminuita. Will Durant (1885-1981), in The Lessons of History («Le lezioni di Storia»), ha scritto che «il sesso è un fiume di fuoco che dev'essere deviato e raffreddato da un centinaio di restrizioni, altrimenti porta al caos sia l'individuo che il gruppo». Se «il sesso è un fiume di fuoco», la dopamina e le altre droghe sono il carburante del cervello. Come gli astronauti dell'Apollo 11, siamo in gradi di cavalcare questa energia fino ai cieli, oppure esserne consumati fino all'esaurimento, a seconda che siamo sopra i motori nel modulo di comando o sotto di essi, essendo esposti al calore. Il Dr. Henry A. Bowman ha affermato: «Nessuna persona davvero intelligente brucerà una cattedrale per friggere un uovo, anche solo per soddisfare un appetito vorace». Eppure, oggi il lanciafiamme della pornografia sta incendiando molte cattedrali d'amore coniugale e familiare. Plaudo gli sforzi in corso per rafforzare le leggi, ma nel nostro ambiente giuridico e sociale non possiamo dipendere dal governo della moderazione. Dobbiamo affrontare la realtà secondo cui in un modo o nell'altra la pornografia finirà per colpire praticamente ogni famiglia. Il Dr. Jason Carroll e i suoi colleghi hanno pubblicato un documento ampiamente citato nel Journal of Adolescent Research che mette in luce la portata di questo problema. Secondo questo documento, che ha esaminato i dati provenienti da cinque Università, l'87% dei maschi e il 31% delle femmine consuma pornografia. Questo dato supera tutte le barriere religiose, educative e sociali. Per la maggior parte della nuova generazione, la pornografia è diventata il punto di riferimento per l'educazione sessuale, come un negozio di caramelle in internet, che insegna che il sesso è fisicamente ed emotivamente innocuo, privo di conseguenze negative. Uomini e donne sono soltanto droghe visive da utilizzare e gettare, e il sesso solo un piacere personale. La verità, naturalmente, è che coloro che effettivamente recitano nella pornografia vengono spremuti e buttati dagli stessi pornografi, sono la «gente usa e getta», come li ha definiti il Dr. Charles Everett Koop.

 

   
Will Durant Lessons of History Charles Everett Koop

 

l Aiuto per la guarigione

 

La descrizione del Dr. John Mark Chaney riguardante la dipendenza da pornografia degli adolescenti è altrettanto adeguata per gli adulti: «A volte, i professionisti non riescono a capire il potere della compulsione che la gioventù si trova a dover affrontare, e non è raro che la scuola, la religione o i professionisti del settore privato sostengano un semplice piano di trattamento basato sulla forza di volontà o di carattere morale. Dal momento che la pornografia può essere una dipendenza, certi approcci come "basta dire no" rischiano di creare soltanto più frustrazione e una controproducente immaginazione [...]. Le modalità di intervento e il trattamento devono riconoscere il problema come una dipendenza completa, e trattarlo con le stesse considerazioni riservate alle sostanze chimiche oppure all'alcool». Per quanto riguarda la guarigione, il Dr. Victor Cline sostiene: «Ho scoperto che ci sono quattro fattori principali che devono essere presi in considerazione per il successo nel recupero. In primo luogo, l'individuo deve essere personalmente motivato ad essere liberato dalla sua dipendenza e possedere una certa volontà per fare tutto il necessario per raggiungere il successo. Non si può mai costringere una persona a guarire se essa non lo vuole [...]. In secondo luogo, è necessario creare un ambiente sicuro, che riduca drasticamente l'accesso alla pornografia o ad altro materiale connesso ad essa [...]. In terzo luogo, egli dovrebbe affiliarsi ad un gruppo di supporto delle dodici tappe [...]. In quarto luogo, l'individuo deve necessariamente contattare un consulente/terapeuta che ha avuto una formazione specifica e di successo nel trattamento della dipendenza sessuale». Cerchiamo di mostrare comprensione per quelli già «catturati», che vivono nella vergogna e nel segreto. Svergognarli non li guarirà mai. Ecco il pensiero di Jeffrey R. Holland quando era presidente della Brigham Young University: «Quando un malconcio nuotatore tenta coraggiosamente di tornare a riva, dopo aver combattuto forti venti e onde altissime che non ha mai affrontato prima, quelli che di noi avrebbero maggior giudizio, o forse maggior fortuna, non dovrebbero andare verso di lui, percuoterlo con i remi e spingere la sua testa sott'acqua». L'antica filosofia non li guarirà e lo stesso governo non li salverà. La fase nº 2 del programma in dodici tappe per i dipendenti dal sesso dice che quelli guariti «sono giunti a credere che un Potere più grande possa ristabilire la loro sanità mentale». è interessante il fatto che molti studi sostengono che il successo dei programmi in dodici tappe si basi sull'aiuto di un Potere Superiore. Infatti, le ricerche di Unwin, condotte da una prospettiva laica, hanno dimostrato che tutte le società avanzate, giunte al loro apice culturale e produttivo, hanno costruito templi alle divinità che adoravano. Fu in questa sottomissione del profano al sacro, del sistema limbico al lobo temporale, che hanno raggiunto il loro picco di auto-controllo e, quindi, della loro auto-determinazione. Will Durant, che si è descritto come un agnostico, ha anche affermato che «non vi è alcun sostituto morale» alla religione nella fornitura di questo attenuazione del sistema limbico.

 

l La battaglia è iniziata

 

La pornografia è una droga che produce una trappola neurochimica di dipendenza: Così William Shakespeare (1564-1616) descrive la lussuria nel Sonetto 129: «Sciupio dello spirito nello sperpero della vergogna è la lussuria in atto, e nel suo attuarsi essa è spergiura, assassina, spregevole, sanguinaria, selvaggia, sfrenata, brutale, impietosa, infida. Non appena sazia essa è disprezzata: è perseguita irrazionalmente e, non appena avuta, è irrazionalmente odiata, come esca ficcata nella strozza per far impazzire il malcapitato. Insana nella ricerca e nel possesso, sfrenata nel suo prima-durante-dopo: una beatitudine nel goderla e, goduta, una dannazione; prima una gioia offerta, poi solo un sogno. Tutto ciò sa bene il mondo, ma nessuno sa bene come scansare il paradiso che porta a tale inferno». Come abbiamo visto, il gelato e la sessualità possono diventare pericolosi come il crack o la cocaina. Anche se dobbiamo continuare a combattere la buona battaglia legale e sociale, non possiamo pensare che queste misure possano essere l'unica nostra difesa. La pornografia vuole te, vuole tuo marito o tua moglie, vuole tuo figlio e tua figlia, vuole i tuoi nipoti. Si tratta di un padrone crudele sempre in cerca di nuovi schiavi. Quando Abraham Lincoln (1809-1865) ha dovuto affrontare la guerra per la libertà, ha detto: «Se ora non ci uniamo tutti per salvare la buona vecchia nave dell'Unione in questo viaggio, nessuno avrà la probabilità di pilotarla in un'altro». Tutti in coperta. La battaglia è per la nostra salute mentale, per la nostra serenità, per la pace e la prosperità di oggi, e per il nostro futuro.




 

Note

 

1 Traduzione dall'originale inglese Slave Master: How Pornography Drugs & Changes Your Brain («Il padrone dello schiavo: Come la pornografia droga e altera il tuo cervello»), a cura di Paul. L'articolo originale è stato pubblicato sulla rivista Salvo (nº 13, Estate 2010), ed è reperibile alla pagina web

http://www.salvomag.com/new/articles/salvo13/13hilton.php

2 Cfr. B. I. Koerner, «A Lust for Profits» («Una lussuria per guadagnare»), in U.S. News & World Report, del 27 marzo 2000, pag. 44.

3 è incoraggiante il fatto che due studi, uno sulle tossicodipendenze (metamfetamina) e uno sulla dipendenza naturale (obesità), abbiano dimostrato anche un ritorno alla normalità del volume del lobo frontale dopo un periodo di recupero.

4 In effetti, l'attuale crollo delle nascite è dovuto a diverse cause (aborto, contraccezione, ecc...), e in particolare alla propaganda malthusiana ed edonistica che a partire dagli anni '60 ha martellato le menti del''Occidente grazie alla complicità dei media e all'impegno delle forze politiche più progressiste (N.d.R.). 
 




 

Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 11, 2013, 21:12:05 pm
Fonte : http://www.centrosangiorgio.com/

IL VELENO DELLA PORNOGRAFIA .

Fin dalla sua comparsa sul mercato alla fine degli anni Quaranta negli Stati Uniti, la pornografia è stata oggetto di un vivace scambio di opinioni. Secondo i suoi sostenitori, essa sarebbe una forma d'arte e una manifestazione di progresso e di maturità, mentre secondo i suoi detrattori essa costituirebbe una scurrile esaltazione dell'oscenità. Giocando sull'ambiguità dell'erotismo, incentrato sul nudo e sull'immaginazione, è stato inoculato un veleno mortale. La visione reiterata di certe immagini induce nel consumatore di pornografia - softcore e hardcore - alcuni stati d'animo alterati che distorcono non solo l'idea del ruolo naturale della sessualità all'interno della coppia, ma deturpano anche l'immagine femminile trasformandola da quella di madre e di sposa in quella di un irreale animale perennemente disponibile, una coniglietta destinata a soddisfare i desideri più perversi del maschio. Ma la pornografia non è solo questo: essa è anche indissolubilmente legata ad altre piaghe sociali come la pornopedofilia, la prostituzione, il turismo sessuale, la violenza carnale, e tutte le forme più aberranti e più squallide di mercificazione del sesso.
 

 

 

l Prefazione

 

- Considerazioni preliminari

La marea montante della pornografia è certamente uno dei fenomeni più visibili della nostra epoca permissiva, ma è certamente anche una delle manifestazioni meno prese in considerazione e sulle quali i media chiudono il più delle volte entrambi gli occhi per non apparire retrogradi o antilibertari. Eppure, nonostante i collegamenti sempre più lampanti tra questo genere di «passatempo» e gli effetti psicologici e sociali sui suoi consumatori denunciati da una folta schiera di studiosi, ci si aspetterebbe una maggiore attenzione da parte dell'informazione pubblica... Approfittando della grande avanzata tecnologica degli strumenti di comunicazione avvenuta in questi ultimi decenni - soprattutto dell'enorme sviluppo della rete internet e della TV via satellite - la pornografia è penetrata ovunque. Se fino ad una decina di anni fa la merce a luci rosse era reperibile solo presso le edicole, le videoteche o i pochi sexy shop, l'avvento del computer e della possibilità di visitare un numero sterminato di siti erotici ha amplificato la potenza suggestiva di questa controversa forma di espressione. Con un semplice clic del mouse e un modem è possibile accedere (in un attimo e in qualsiasi momento della giornata standosene comodamente seduti in casa propria) ad una quantità fino a poco fa impensabile di immagini e filmati per adulti, ed entrare in un universo dove la censura non ha alcun potere. Com'era facilmente prevedibile, il fenomeno sta assumendo proporzioni sempre più imponenti. Negli Stati Uniti, Paese puritano in cui scoppiano i sex-gate, ma allo stesso tempo culla della pornografia 2 e maggior esportatore di materiale per adulti in tutto il mondo, sono già sorti alcuni centri di disintossicazione per sex addict («dipendenti da sesso»), persone che finiscono per perdere il contatto con la realtà quotidiana e passano intere giornate davanti al PC visitando siti osceni. A dire il vero, ce n'è proprio per tutti i gusti. Come un enorme plateau de fromages, i pornografi offrono ai loro assetati clienti una vasta gamma di fanghiglia comprendente diverse forme di perversione al limite della paranoia. Si arriva persino all'esaltazione dello stupro (il genere rape), alla profanazione della maternità e dell'allattamento (il genere pregnant)..., al sadomasochismo (il genere fetish), al sesso con donne anziane (il genere mature), rapporti tra familiari (genere incest), per non parlare della pornopedofilia, promossa ed esaltata praticamente ovunque dal genere teen (da teenager, ossia «adolescente»). Il leitmotiv intrinseco a questa nauseante subcultura è sempre lo stesso: il sesso dev'essere separato dall'idea oppressiva di famiglia, di matrimonio e di procreazione, e vissuto finalmente in maniera «liberata»... tranne poi diventare dei poveri alienati e schiavi di questa droga che inquina le menti e gli spiriti.

 

- Cenni storici

Storicamente parlando, la pornografia - dal greco pòrnè («meretrice») graphìa («descrizione») - è nata con la fotografia, ma è rimasta nella semi-clandestinità almeno fino agli anni Sessanta, gli anni cruciali del cambiamento sociale. La sua legalizzazione, e la conseguente espansione a macchia d'olio, si devono, almeno in Europa, all'italiano Lasse Braun (vero nome Alberto Ferro), regista, sceneggiatore e scrittore, definito il «padre della pornografia moderna» e il «re del porno» 3. Nato ad Algeri nel 1936, Braun, iscrittosi in Italia ad una Facoltà di Legge nel 1955 e superati tutti gli esami, stava da mesi preparando la sua tesi di laurea dal titolo «La censura giudiziaria nel mondo occidentale». Un tema del quale aveva sviscerato sia le origini che il «danno sociale» attuale e quantificabile da essa provocato, ma che suscitò le ire del corpo accademico, tanto che infine venne censurata. Nel 1961, Braun iniziò ad interessarsi alla cosiddetta rivoluzione sessuale (cavallo di battaglia della sinistra e di tutti i nemici della famiglia) fino a divenirne uno dei più accaniti sostenitori. A quei tempi, la pornografia - ovvero l'esplicita rappresentazione del comportamento erotico di uomini e donne - era severamente proibita in ogni nazione, incluse la Svezia, la Danimarca, l'Olanda, la Germania, la Francia, l'Italia, il Canada, gli Stati Uniti, ecc... Essendo figlio di un diplomatico, era anch'egli membro del Corpo Diplomatico accreditato in Austria. Era abbastanza ricco e possedeva una Mercedes del consolato. Viaggiava dunque con facilità e soprattutto con la più totale immunità. Nessun doganiere dell'epoca avrebbe mai osato controllare il suo bagaglio. Questa situazione privilegiata lo aiutò a diventare una sorta di «missionario del porno», e dal 1962 al 1967 Braun girò in lungo e in largo l'Europa e l'America con valigie colme di filmini in 8mm, romanzi e riviste porno di produzione «artigianale». Nel 1965, un suo avvocato di Copenaghen, al quale aveva confidato i suoi propositi rivoluzionari, lo mise in contatto con un giovane deputato socialdemocratico del Parlamento danese. Costui fece tradurre in danese la tesi di laurea che Lasse si era visto censurare in Italia e discusse con lui il problema del «danno sociale» causato dalla censura in materia sessuale. Un danno che, secondo Braun, provoca violenza, nevrosi varie, malattie somatiche, litigi familiari e generalizzata infelicità. In uno stato di mentalità aperta come la Danimarca (primo Paese al mondo a legalizzare la pornografia) apparve evidente (!?) che la proibizione di scritti ed immagini sessualmente esplicite, era «un retaggio ottocentesco della repressione sulla quale basavano ancora il loro potere i regimi polizieschi instauratisi in Europa, con il sostegno del clero». I risultati non tardarono. Nel 1966, il Parlamento danese legalizzò gli scritti pornografici, ma non si decise a legalizzare le immagini. Per dare nuovi spunti al deputato danese affinché finalizzasse l'operazione di legalizzazione, nel 1967, Lasse fondò a Stoccolma una società cinematografica che chiamò AB Beta Film e iniziò a produrre lui stesso i primi film hard a colori mai apparsi sul mercato mondiale. Acquistati i macchinari necessari, Braun organizzò il primo cinelaboratorio hardcore della storia alla periferia di Stoccolma. Nel frattempo, diede vita alla prima vendita diretta per corrispondenza. Riuscì a fare pubblicità all'AB Beta su varie riviste europee e nel 1968 invase il mercato con diversi prodotti pornografici. Forte dei notevoli guadagni realizzati dall'AB Beta con la vendita di pornografia ai privati, che tra l'inizio del 1968 e la fine del 1969 raggiunsero la cifra record di 50.000 clienti (tra i quali 35.000 solo in Italia...), Braun intuì che la rivoluzione del porno doveva raggiungere al più presto anche il resto d’Europa e gli Stati Uniti. Viaggiò e produsse senza tregua finché, anche se gradualmente, la vendita di prodotti pornografici venne legalizzata in tutto l'Occidente, grazie anche alla complicità di imprenditori, artisti, psicologi, giornalisti, magistrati e politici di varie nazioni che offrivano finanziamenti a chiunque si adoperasse per far trionfare la «libertà di espressione» . Ma la diffusione della pornografia è legata anche ad un altro personaggio d'oltre oceano: lo statunitense Hugh M. Hefner, il fondatore del principale mito pansessuale moderno. Nel 1948, ben prima quindi della comparsa sulla scena di Lasse Braun, Hefner inventò la rivista softcore Playboy. Ma non fu solo la creazione di una rivista di enorme successo. Hefner è stato l'artefice, tra gli anni Cinquanta e Settanta, di un universo parallelo. Egli intuì che la spinta consumistica americana non si arrestava ai frigoriferi e alle automobili, ma anche al sesso. La società puritana statunitense si trasformò in un gigantesco paradiso artificiale edonistico. L'immortale logo della coniglietta di Playboy (oggi di proprietà dello stilista Fiorucci) divenne il simbolo del sesso vissuto come relax e intrattenimento, privo di mistero e di prurigini peccaminose. Hefner bandì la perversione ed esaltò il momento ludico. L'ideale femminile della società affluente americana è artificioso e caricaturale, e le donne di Hefner sono giulive e inebetite, come la coniglietta, d'altronde, un animale non troppo intelligente, ma molto prolifico (e quindi disponibile). Il regno dell'ex miliardario Hefner è tramontato negli anni '80 con l'avvento massiccio delle riviste di sesso esplicito e delle videocassette a luci rosse. Un altro personaggio chiave della storia della letteratura pornografica è lo statunitense Larry Flynt, il creatore della rivista Hustler. Nato povero, è diventato ricco, anzi ricchissimo, nei liberi anni '70 facendo l'editore di riviste porno. Qualcuno che non apprezzava lo stile di Hustler - la testata capofila del gruppo - gli ha sparato, costringendolo su di una sedia a rotelle. Incarcerato più volte e portato in tribunale nel 1988 con l'accusa di oscenità, si è trasformato in un paladino del Primo Emendamento della Costituzione americana (che tutela la libertà di espressione). «Se proteggono uno schifo come me - ha dichiarato Flint - proteggeranno tutti voi». Ed è uscito vittorioso dallo scontro. La sua storia è stata oggetto di una pellicola diretta dal regista Milos Forman e intitolata Larry Flynt. Oltre lo scandalo (1996), sulla cui locandina l'attore che interpreta Flynt appare crocifisso («martire» della pornografia) sul pube di una donna... Altro personaggio di spicco nel mondo del porno è stato Bob Guccione (1930-2010),  è stato un disegnatore, editore e produttore cinematografico statunitense, ma soprattutto fondatore della rivista per adulti Penthouse, di cui è stato editore fino alle sue dimissioni nel novembre 2003. Per finire, citiamo Al Goldstein, pioniere del porno e portavoce del movimento gay americano. Nel 1968, Goldstein fondò Screw, una pubblicazione che presto divenne un punto fisso nell'universo dell'hardcore cartaceo con 150.000 copie a settimana.

 

   
Hugh M. Hefner Larry Flynt Al Goldstein

 

Ma Goldstein non è famoso solo per le sue discutibili riviste, presto trasformate in film o in spettacoli via cavo come Midnight Blue, ma anche per una vita all'insegna degli eccessi. Chi lo conosce lo descrive come «pazzo, blasfemo e crudele con la gente che lavora con lui». Goldstein è stato arrestato diciannove volte per oscenità. Nel 1983, è stato messo al fresco per essersi introdotto nella Cattedrale di San Patrizio, a New York, con una croce a forma di vagina. In un'intervista apparsa sul periodico Media Life, dell'8 agosto 2003, Goldstein ha affermato: «Io sono un crociato. Credo realmente nel Primo Emendamento e lo metto pienamente in pratica. Continuo ad attaccare i bricconi, i nonsonulla e le persone che vogliono privarci delle nostre libertà». Caduto in rovina dopo il crollo delle vendite di Screw, Goldstein lavora attualmente in un negozio ebraico che vende cibi kosher («puri»).

 



 

- Chi c'è dietro la pornografia?

Fin qui gli attori principali della commedia. Ma chi si cela veramente dietro il mercato del sesso. Qual'è il vero volto dei signori del porno? Nel 1979, uscì in Italia un libro intitolato I padrini della pornografia 4. L'opera di Stefano Surace, curata dal gesuita Padre Arturo Dallavedova s.j., quasi immediatamente irreperibile nelle librerie, faceva nome e cognome dei vari produttori e delle loro ramificate amicizie politiche (quasi tutte appartenenti all'allora PSI), senza tuttavia elencare i mandanti. Lo studioso di mondialismo francese Yann Moncomble, morto nel 1997 a soli trentasette anni, nella sua opera La politique, le sexe et la finance («La politica, il sesso e la finanza») 5 sostiene che la pornografia viene dagli Stati Uniti e in particolare da Playboy, la raffinata rivista di erotismo che ha provocato l'ondata pornografica che ha successivamente invaso l'Europa. Dietro ad un erotismo ricercato, in realtà Playboy attaccava la famiglia e i valori tradizionali. Ecco che cosa rivela in proposito Epiphanius: «Dietro “Playboy” si muove una Fondazione omonima che negli USA ha giocato un ruolo significativo nella campagna per il diritto d'aborto, per i "diritti degli omosessuali" o per il "diritto a drogarsi" 6. "Playboy" difende apertamente anche persone che dichiarano di avere rapporti sessuali con gli animali [...]. In Francia, ad esempio, è edita dal Gruppo Filipacchi dietro cui si profilano personaggi di spicco dell'Alta Finanza internazionale quali Edmund de Rothschild (esponente di spicco dell'Alleanza Israelita Universale e della Commissione Trilaterale 7) e Rupert Murdoch, uno dei magnati della stampa mondiale (ora anche della TV; N.d.R.) con un giro d'affari di tre miliardi di dollari esteso su tre continenti e ottanta testate giornalistiche 8. Il patron e direttore di "Playboy" è l'israelita Hugh Hefner. Premio 1980 dell'Anti Defamation League (ADL), un'associazione nata nel 1913 allo scopo ufficiale di difendere gli ebrei dall'antisemitismo degli altri popoli, capillarmente presente a livello internazionale come braccio operativo dell'alta Massoneria ebraica del "B'nai B'rith" [...]. Il nome di Hugh Hefner compare nel Consiglio direttivo della NORML, l'"Organizzazione Nazionale Americana per la Riforma delle Leggi sulla Marijuana" [...]. La Fondazione Playboy, dopo aver stanziato diverse decine di migliaia di dollari per organizzazioni come la "National Gay & Lesbian Task Force" ("Forza di Intervento Nazionale in favore degli Omosessuali"), ha sovvenzionato anche il "National College of Criminal Defense Lawyers and Public Defenders" per una raccolta di studi il cui titolo era "Cocaina: difese legali e tecniche contro i procedimenti giudiziari in rapporto alla cocaina"» 9.

 

   
Stefano Surace Rupert Murdoch Edmund de Rothschild

 

Ecco dunque profilarsi un orizzonte più complesso. Dietro al businness della pornografia, si cela una mentalità libertaria, una filosofia di vita, una vera e propria ideologia incoraggiata e foraggiata da personaggi legati al mondo dell'Alta Finanza, della Massoneria e dei circoli mondialisti, che oltre al «sesso per tutti» vogliono introdurre la liberalizzazione della droga, dell'aborto, il riconoscimento dei diritti dei pederasti e chissà quant'altro... Si tratta di un progetto che viene da lontano. In un carteggio massonico del lontano 3 aprile 1824, finito nelle mani di Papa Pio IX (1792-1878), e reso pubblico per sua volontà, si dice: «Il cattolicesimo, meno ancora della monarchia, non teme la punta di un pugnale ben affilato; ma queste due basi dell'ordine sociale possono cadere sotto il peso della corruzione. Non stanchiamoci dunque mai di corrompere. Tertulliano diceva con ragione che il sangue dei martiri è il seme dei cristiani. Ora, è deciso nei nostri consigli, che noi non vogliamo più cristiani; non facciamo dunque dei martiri, ma rendiamo popolare il vizio nelle moltitudini. Occorre che lo respirino con i cinque sensi, che lo bevano, che ne siano sature. Fate dei cuori viziosi e voi non avrete più cattolici [...]. Ma perché sia profonda, tenace e generale, la corruzione delle idee deve cominciare fin dalla fanciullezza, nell'educazione. Schiacciate il nemico, qualunque esso sia [...], ma soprattutto, schiacciatelo quando è ancora nell'uovo. Alla gioventù infatti bisogna mirare: bisogna sedurre i giovani, attirarli, senza che se accorgano. Andate alla gioventù e, se è possibile, fin dall'infanzia» 10. Come altrettanti Prometei, i grandi burattinai che da dietro le quinte del teatrino della politica tirano i fili della nostra società - che si definisce orgogliosamente laica, democratica e pluralista, ma che in realtà è massonica e anticristiana - hanno voluto che l'uomo potesse liberamente impugnare il fuoco delle sue passioni più laide, ben conoscendo la sua estrema debolezza, la sua fragilità di fronte alla tentazione e la sua innata tendenza al male. Per portare a compimento il loro ambizioso disegno di edificare una nuova società (la cosiddetta «Grande Opera») sulle rovine della civiltà cristiana senza incontrare ostacoli, i padroni del vapore hanno bisogno di esseri umani ridotti ad automi svuotati, privi di volontà e in balia dei loro sensi, ma al tempo stesso pienamente convinti di essere liberi e padroni del proprio futuro. Quale migliore strumento del vizio generalizzato? Non c'è che un rimedio a questo male dilagante: riappropriarsi della propria libertà sapendo che essa non può che venire dalla verità sull'uomo e sul suo fine soprannaturale, perché, come ha detto Gesù Cristo, solo la verità ci rende veramente liberi (Gv 8, 32).

 

  Paolo Baroni
 

 

l La falsa e disastrosa teoria della «catarsi» degli anni Sessanta-Settanta

 

  «Si assoggettano meglio i popoli con la pornografia che con i campi di concentramento».

 

Alexandr Solzenicyn
 

 

Negli anni Settanta, negli Stati Uniti, un Rapporto della Commission on Pornography and Obscenity («Commissione sulla Pornografia e sull'Oscenità») aveva concluso non solo che la pornografia non è pericolosa, ma che ha anche un ruolo positivo, come sfogo alle fantasticherie dell'aggressività sessuale. «Essa può decolpevolizzare la sessualità - diceva il Rapporto - e svolgere un ruolo educativo». Più dettagliatamente, le conclusioni erano le seguenti:

Dalla pornografia non può derivare nessun problema sociale;

La produzione e la distribuzione della pornografia per adulti dovrebbero essere depenalizzate;

Non è utile vietare ai bambini l'approccio alla pornografia;

La pornografia può costituire un ottimo materiale per l'educazione sessuale;

La pornografia ha un effetto «catartico» 11 sul guardone e può, dunque, servire a fini terapeutici per i criminali sessuali.

La teoria pseudo-scientifica della «catarsi» venne lanciata negli Stati Uniti da Seymour Feshbach 12 fin dal 1955. Oggi, questa tesi è stata totalmente abbandonata dall'insieme dei sociologi, e anche dal suo autore (Feshbach la rinnegò nel 1967). Malgrado il fatto che il Senato americano abbia rigettato come insufficientemente fondato il Rapporto stilato da questa Commissione (sessanta voti contro, cinque a favore), esso è stato costantemente citato in ogni occasione, sia dai media che dagli avvocati difensori dei pornografi. Bisogna notare che, nel 1970, la pornografia si limitava al cosiddetto softcore, che rappresentava soprattutto dei nudi di donna, e non dei veri e proprî atti sessuali. Sul mercato, l'hardcore era ancora difficilmente reperibile. Tuttavia, grazie a questo compiacente Rapporto, negli anni '70, negli Stati Uniti ci fu una vera esplosione dell'oscenità. Alcune cifre ci aiuteranno a cogliere l'ampiezza del fenomeno. Nel 1983, si contavano già un'ottantina di riviste del genere di Playboy o di Penthouse; i punti di vendita per le pubblicazioni oscene erano circa 18.000; i teatri per adulti erano all'incirca 800 e dodici erano le catene televisive pornografiche. Quale fu l'esito, negli Stati Uniti, di questa massificazione della pornografia? Il primo risultato fu una rapidissima scalata verso la deviazione e la perversione sessuale. Infatti, il nudo integrale è divenuto velocemente insignificante. In seguito, anche la rappresentazione degli accoppiamenti sessuali è divenuta inconsistente e banale. Per continuare a suscitare eccitazione e turbamento nel consumatore, divenne necessario offrirgli una rappresentazione più cruda possibile delle fantasie sessuali più oscure: sesso di gruppo, sadomasochismo, sodomia, pedofilia, zoofilia (relazione sessuale con gli animali), per non citare che le più diffuse. Attraverso grida e smorfie che esprimono un piacere venereo estremo, gli «attori» hanno fatto rapidamente svalutare, agli occhi del consumatore, la normale sessualità. Una prima semplicissima analisi permette immediatamente di comprendere la grossolana disonestà dell'argomentazione secondo cui le immagini pornografiche non hanno un'influenza negativa sui comportamenti. Si può riportare l'osservazione piena di buon senso che ha fatto il critico cinematografico Michael Medved nella sua opera Hollywood versus America («Hollywood contro l'America»), dove denuncia le malefatte della violenza e del sesso nel cinema.

 

   
Seymour Feshbach Michael Medved Hollywood vs America

 

Ai produttori e ai distributori di film che persistono nel negare l'effetto delle loro morbose immagini sui comportamenti, Medved risponde giustamente: «Ipocrisia! Com'è possibile che persone che investono a buon diritto somme considerevoli e molto talento negli spot pubblicitari da trenta a sessanta secondi, persuasi del loro impatto sulle masse, per lanciare un politico o una nuova marca di birra, possano affermare di non poter esercitare alcuna influenza su questo stesso pubblico con un film di due ore»? 13. Infatti, tutti i professionisti dell'immagine conoscono il potere suggestivo di quest'ultima. Forse che mostrare una bella automobile ha un effetto catartico che libera lo spettatore dal desiderio di acquistarne una dandogli una soddisfazione mentale sufficiente? No. Al contrario, questa visione lo incita ad acquistare, a passare all'atto. Se no, i pubblicisti si guarderebbero bene dall'utilizzare questi metodi. D'altra parte, il sesso e l'erotismo, che fanno appello alle emozioni più forti e meno controllate dell'uomo, hanno il potere di istigazione più intenso. Ecco perché i pubblicisti se ne servono abbondantemente per vendere qualsiasi cosa. Oggi, l'immagine erotica e pornografica sono onnipresenti. I media, i pubblicisti e i produttori di audiovisivi ricorrono continuamente a questo genere di immagini perché sono il mezzo più sicuro per vendere. Nessuno può sfuggire al suo spettacolo giornaliero, nemmeno i bambini. Non fosse che per il suo potere subliminale, un'immagine può influenzare durevolmente la psiche anche se non è memorizzata consapevolmente. Che cosa dire, dunque, dell'influenza esercitata dalle migliaia di immagini e di messaggi sessuali che ognuno di noi percepisce nel corso di una giornata? Che cosa dire dell'influenza di queste immagini sui nostri figli, di cui si conosce la permeabilità psichica? Non solo l'erotismo, ma la pornografia stessa è sempre più banalizzata, anche nelle sue forme più perverse, come il sadomasochismo. Le pornostar vengono intervistate alla televisione; scrivono dei libri, come Brigitte Lahaye che ha pubblicato le sue memorie intitolate Moi, la scandaleuse («Io, la scandalosa»), ed è stata invitata a questo titolo alla trasmissione televisiva di carattere letterario Apostrophe; esse si fanno eleggere anche deputate, come Moana Pozzi (1961-1994) e Ilona Staller in Italia 14. Se si glorificano le attrici e gli attori porno, perché non esaltare anche i produttori di film hard, che ne sono i magnaccia mafiosi?

 

   
Brigitte Lahaye Moana Pozzi Ilona Staller

 

Che cosa pensare di una società che dà la parola ai promotori del vizio? Sembra che nei media l'indecenza non abbia più limiti. La confusione dei valori è tale che si vedono persino uomini di Chiesa, come Mons. Jacques Gaillot, Vescovo di Evreux, difendere i valori morali e il rispetto della dignità umana, e concedere interviste a riviste come Lui, Playboy, Penthouse e la rivista omosessuale Gai Pied Hebdo, o schierarsi in favore del gay pride... L'ex Ministro socialista della Cultura francese Jack Lang viene regolarmente intervistato da Gai Pied Hebdo, una rivista omosex che si trova costantemente al limite dell'illegalità a causa della promozione continua che fà della pedofilia. A proposito della pornografia, l'ex Ministro Lang ha dichiarato sulla rivista Europe: «È una forma d'arte come un'altra, e occorrerebbe svilupparla» 15.

 

 
Mons. Jacques Gaillot Jack Lang

 

l Il bilancio degli anni Novanta

 

Venti o trent'anni dopo la legalizzazione della pornografia, sostenuta dai profeti della «rivoluzione sessuale» e dagli «esperti» in sessuologia, la pornografia ha preso un'ampiezza straordinaria. Poche persone non ne hanno subito in un modo o nell'altro gli effetti, e una clientela assai numerosa la consuma a dosi elevate. I fatturati del mercato del sesso non ingannano. Un'inchiesta riportata nel Rapporto ufficiale del 1993 su Les comportements sexuels en France («I comportamenti sessuali in Francia»), rivela che il 47% degli uomini ha confessato di aver visto almeno un film pornografico, il 47% ha ammesso di avere già letto un giornale pornografico, e il 10% ha raccontato di avere utilizzato il minitel rosa. Le percentuali per le donne sono rispettivamente del 23%, del 19% e del 3%. Per i diciottenni, le percentuali sono del 57%, del 46% e del 17% 16. La domanda non è stata posta ai minori, e tuttavia sarebbe interessante sapere quanti bambini o adolescenti hanno già sfogliato una rivista pornografica, o guardato i video porno dei loro genitori. Ogni adulto conosce la persistenza delle immagini sessuali nella psiche, vale a dire la loro tendenza a radicarsi profondamente nella memoria; ma questo impatto è ancora più grande nei bambini, ed è risaputo che le scene sessuali hanno sui piccoli un effetto traumatico. Ai nostri giorni, tutti gli esperti presentano un bilancio più che negativo della pornografia. In particolare, ci riferiamo a due rapporti importanti: uno americano degli anni '80, il Rapporto Meese, e l'altro del 1994, curato dal Parlamento Europeo. Purtroppo, malgrado questi rapporti, non è stato fatto nulla per bloccare questo male, che prolifera in modo esponenziale. Una delle ragioni è che la pornografia è divenuta un fiorente mercato e che sono in ballo interessi miliardari. La pornografia è un mercato molto lucrativo. Nel 1992, in Germania, il fatturato globale per il commercio delle videocassette pornografiche ammontava a quasi un miliardo di marchi 17. Oggi, nessun negozio che noleggia videocassette o DVD può sopravvivere senza proporre la pornografia, poiché quest'ultima rappresenta quasi il 40% del mercato dei video. E, dopo il sesso, i film più noleggiati sono quelli horror e quelli violenti. Ogni anno, in Francia, si stima che vengano venduti circa un milione e mezzo di video porno 18. Ora, è noto che il mercato della pornografia sia controllato dagli stessi criminali che gestiscono il mercato della prostituzione e della schiavitù sessuale. Come potrebbe essere diversamente? Del resto, questi gruppi sono spesso gli stessi che controllano il mercato della droga. Oggi, questo businness è totalmente ritenuto normale e conforme alla legge. Ad esempio, a Copenaghen, un salone della pornografia - il salone Erotica 2000 - attira migliaia di persone. Esso riceve persino alcune sovvenzioni da parte del Ministero della Salute, a condizione che si incoraggino i metodi di prevenzione (il condom) contro l'AIDS 19.

 

l La pornografia è una droga

 

- L'intossicazione pornografica

La sessualità è qualcosa che tocca gli strati più profondi della personalità. Dunque, non si può trattarla come un semplice e innocuo divertimento. Numerosi studi hanno dimostrato che la pornografia agisce sugli uomini come una droga molto potente. Durante un incontro mandato in onda nel corso della trasmissione televisiva France-Soir, il Dr. René Salinger, un neuropsichiatra, ha spiegato l'influenza della pornografia in questi termini: «Su alcune personalità fragili, la violenza e la pornografia possono servire da modelli di comportamento [...], poiché il potere dell'immagine viene a sostituirsi al pensiero [...]. In tutto ciò che è strettamente visivo, non si devono immaginare le cose: esse scivolano in noi per funzionare come modello». Il primo risultato dell'ideologia pornografica è la graduale destabilizzazione dei rapporti naturali dell'uomo con la propria sessualità. Quest'ultima finisce per diventare fine a sé stessa, come la droga; essa fagocita lentamente il consumatore nella spirale della dipendenza. La pornografia crea nuovi bisogni, nuove curiosità e, ciò facendo, incita i suoi adepti ad abbandonare una sessualità normale. Patrick Carnes, fondatore dell'associazione Sex Addicts Anonymous («Anonima dei Dipendenti del Sesso»), afferma che da sette a quattordici milioni di americani soffrono della sindrome della dipendenza da sesso. Nella maggioranza dei casi, si tratta di consumatori di pornografia che diventano progressivamente clienti della prostituzione. Numerosi mariti e padri di famiglia contattano questa associazione dopo aver preso coscienza che il loro vizio distrugge i rapporti con le loro mogli e i loro figli. In effetti, questi uomini sono talmente condizionati mentalmente dall'iconografia pornografica che le loro fantasie di violenza sessuale invadono i loro rapporti familiari. In altri casi, essi perdono, al contrario, ogni interesse affettivo per le loro mogli e per i loro figli.

 

- Droga pesante? Droga leggera?

Poiché la pornografia è una droga, la differenza tra la pornografia softcore e la pornografia hardcore è simile alla diversità tra le droghe leggere e le droghe pesanti. In molti casi, la droga leggera è la porta che apre la strada alla droga pesante. Allo stesso modo, la pornografia softcore (Playboy, Penthouse, Hustler, ecc...) è la porta che conduce alla pornografia hardcore, che a sua volta può indurre alla criminalità sessuale. Del resto, la differenza tra la pornografia softcore e quella hardcore tende lentamente a scomparire poiché anche certe riviste softcore in vendita nelle edicole, come Penthouse, mostrano scene hard con primi piani di organi sessuali, e appartengono, dunque, a ciò che un tempo era (solamente per alcuni anni) riservato ai negozi specializzati. Anche la pornografia sadomasochistica (fetish) è ormai banalizzata e messa in mostra sulle copertine di riviste e sui cartelloni pubblicitari. Quanto alla pornografia softcore, un tempo una specialità di riviste di una certa raffinatezza come Playboy, è oggi onnipresente nel cinema e nella pubblicità. Nelle grandi città, tutti ne consumano dosi non trascurabili ogni giorno, a meno che si faccia a meno della televisione, del cinema e... si cammini per le strade guardando costantemente le proprie scarpe.

 

l La pornografia distrugge le famiglie

 

La sessualità è una cosa molto seria. Essa tocca i livelli più profondi dell'essere umano. Di conseguenza, tutto ciò che riguarda la sessualità non può mai essere trattato con leggerezza. L'idea che la sessualità possa essere oggetto di un inoffensivo divertimento è un grave errore. La caratteristica propria di ogni passatempo, è di non avere profonde ripercussioni sulla psiche. Ora, ogni attività sessuale, anche puramente mentale, colpisce profondamente la psiche, e questo in modo duraturo. Per comprendere il motivo per cui la pornografia contribuisce pesantemente alla distruzione delle coppie e delle famiglie, non basta constatare i suoi danni, come abbiamo appena fatto. Bisogna spingersi oltre nella comprensione dei meccanismi psichici legati alla pornografia.

 

- La pornografia ipererotizza le relazioni coniugali e anche quelle genitoriali (l'incesto)

Difatti, l'assuefazione all'erotismo e alla pornografia tendono a ipertrofizzare la pulsione sessuale, che diventa allora costantemente suscettibile ad essere risvegliata. L'uomo dipendente dalla pornografia, soft o hard, proietta le sue fantasie sessuali su tutto ciò che incontra. Più grave è il caso dei padri di famiglia. Non solo essi proiettano le loro fantasie sulla propria moglie, ma molto spesso il loro attaccamento affettivo verso i loro figli viene erotizzato. Ecco perché numerosi padri di famiglia, che consumano pornografia, arrivano ad abusare sessualmente dei loro figli.

 

- Creando una vita sessuale puramente mentale, fantastica e surrealistica, la pornografia distrugge la vocazione relazionale della sessualità

La sessualità è essenzialmente un'attività relazionale. È sempre una relazione tra una persona e un'altra. La pornografia, come l'erotismo in generale, è una relazione tra l'io e persone immaginarie, una persona di carta, sullo schermo televisivo o sul monitor del computer. È, dunque, una sessualità fantastica, ovvero una relazione puramente mentale con un fantasma. Si può anche dire che è una sessualità narcisistica o anche masturbatoria, ossia una relazione sessuale con sé stessi. La pornografia accentua questo fenomeno perché è la rappresentazione di un piacere sessuale totalmente irreale che non esiste nella realtà, e che l'uomo non può soddisfare in modo reale. Ci si isola, dunque, dalla realtà e si vive solamente a livello della fantasia. Quando una persona sviluppa un'assuefazione alla pornografia, tutta la sua vita sessuale si trasforma: da relazionale, essa diventa fantasmatica. Un uomo del genere diventa incapace di vivere la propria sessualità come un atto d'amore tra lui e la moglie. Questo perché perde ogni desiderio nei confronti della moglie, distruggendo gradualmente il suo matrimonio. Se non ha ancora una famiglia, egli distrugge il suo potenziale di marito. Numerose testimonianze citate dal Rapporto Meese confermano che la pornografia conduce il consumatore ad una disgregazione quasi schizoide della sessualità: tetanizzato dalle letture e dagli spettacoli pornografici, l'uomo, chiuso sempre di più in un universo masturbatorio, perde ogni interesse per la propria moglie, per i suoi figli, per le responsabilità della vita familiare e affettiva. Direttamente o indirettamente, la pornografia è all’origine di numerosi divorzi. Essa favorisce la crescita dell'omosessualità, della bisessualità, della sodomia, della prostituzione, e contribuisce, quindi, alla diffusione dell'AIDS.

 

- Mettendo in mostra una sessualità anonima, la pornografia incoraggia l'adulterio e il tradimento

In effetti, le fantasticherie nutrite dalla pornografia sono fantasie di relazioni sessuali extraconiugali. Peggio; il desiderio che vi viene esasperato è quello dell'anonimato completo: avere una relazione sessuale con una o parecchie partner totalmente sconosciute, senza nessun rispetto per queste donne come persone, ma con il piacere perverso di trattarle come un oggetto. Questa illusione, che non può essere soddisfatta con la propria moglie che si conosce bene, porta alcuni mariti a ricercare relazioni extraconiugali. Più frequentemente, essi si rivolgono al mercato della prostituzione, aggiungendo al fatto di tradire la propria consorte, lo sperperamento delle risorse economiche del loro focolare. Lo sviluppo, in questi ultimi anni, della pornografia omosessuale, è direttamente collegato allo sviluppo della prostituzione omosessuale, o semplicemente dell'omosessualità. Il Dr. Roger Henrion, specialista dell'AIDS, ha rivelato in un'intervista: «Ci sono voluti quarant'anni di carriera e sessant'anni di età per realizzare, con la comparsa dell'AIDS, il numero stupefacente di uomini sposati che avevano avuto delle relazioni omosessuali [...]. Evidentemente, questi uomini, che hanno una vita sociale apparentemente normale, sono insospettabili» 20.

 

- La pornografia incoraggia una sessualità violenta che va ad esprimersi nella coppia

Ogni esperienza sessuale, anche mentale, lascia un'impronta psichica molto forte. Questo perché i ricordi di immagini sessuali sono estremamente persistenti. Nel caso della vita sessuale con la persona con cui si divide la propria vita, questa fortissima memorizzazione delle emozioni legate alla sessualità contribuisce a consolidare l'amore e l'attaccamento affettivo tra gli sposi. Tuttavia, nel caso dell'erotismo e della pornografia, i ricordi tendono ad interferire con la propria vita sessuale, elemento che ha come conseguenza che la relazione con la persona con cui si scelto di condividere la propria vita verrà influenzata da queste immagini e da queste fantasie: inconsapevolmente e irresistibilmente, queste immagini e queste fantasie verranno proiettate su di essa. Il problema è ancora più grave se sono state immagazzinate delle immagini pornografiche che implicano la violenza e l'umiliazione sessuale. Tuttavia, ogni forma di erotismo, anche softcore, ha il medesimo effetto. In questi ultimi tempi, si parla molto di «prostituzione coniugale», vale a dire di relazioni tra mariti e mogli in cui il sesso è uno strumento di potere. Recentemente, la vicenda di Lorena Bobbitt ha sollevato molto scalpore negli Stati Uniti. Questa giovane donna, umiliata regolarmente e aggredita sessualmente dal marito, in un gesto di follia, lo ha evirato. Riconoscendo le circostanze attenuanti, i giudici l'hanno assolta, e anche l'opinione pubblica l'ha ampiamente sostenuta. La ragione è che la violenza e l'abuso sessuale nei matrimoni sono divenuti una cosa ricorrente 21. Numerosi mariti, intossicati alla pornografia, proiettano sulle loro mogli le fantasie di cui sono avvelenati.

 

l La pornografia è un'incitazione alla violenza sessuale allo stupro

 

-  Il Rapporto Meese

Nel 1986, il Rapporto del Commissione Meese sulla Pornografia, voluto dal Governo americano e pubblicato dal Dipartimento Federale della Giustizia degli Stati Uniti, fece il punto sull'influenza della legalizzazione della pornografia sulla criminalità sessuale negli Stati Uniti. Questo Rapporto dimostrò il ruolo centrale della pornografia nello sviluppo della violenza sessuale 22. Alcune statistiche hanno dimostrato un netto aumento degli stupri negli Stati dell'Unione in cui la pornografia è più tollerata e più diffusa. Secondo un'inchiesta condotta nelle carceri, il 77% dei pedofili che avevano molestato dei ragazzini e l'87% di quelli che avevano adescato delle ragazzine, hanno confessato il ruolo determinante esercitato dalla letteratura pornografica sui loro pensieri e sui loro comportamenti. D'altra parte, Kenneth Lanning, specialista della pornografia all'FBI, ha rivelato davanti alla Commissione Meese che quando i poliziotti perquisiscono l'abitazione di un delinquente sessuale, trovano quasi sempre materiale pornografico in abbondanza. Un rapporto della polizia del Michigan mostra che nel 40% dei crimini sessuali, il reo ha confessato di avere utilizzato del materiale pornografico poco prima di passare all’atto. Alcune inchieste effettuate su gruppi di studenti dalla Commissione Meese hanno dimostrato che un consumo massiccio di materiale pornografico modifica l'immagine che si ha della donna e rende indulgenti nei confronti dello stupro. Ma abbiamo probabilmente la prova più definitiva, e più terribile, della concatenazione che conduce ineluttabilmente dal sesso alla violenza in ciò che, oltre Atlantico, prende il nome di snuff movie. Questo vocabolo designa quei film pornografici in cui le attrici, dopo essere state umiliate nei modi più abietti, vengono letteralmente assassinate in diretta. Parecchi scandali sono già scoppiati dopo la scoperta di cadaveri sepolti vicino ai luoghi in cui questi orribili massacri erano stati filmati. Sapendo tutto ciò, come negare il ruolo preponderante della pornografia nel vertiginoso aumento della criminalità sessuale nei Paesi evoluti? Ricordiamo che in Francia, tra il 1985 e il 1990, il numero delle denunce per stupro è aumentato del 62%, il che rappresenta un tasso di crescita annua del 9%. Secondo il Rapporto Les comportements sexuels en France, del 1993, circa una donna su venti (il 5%) dice di essere stata vittima di rapporti sotto costrizione. Per le donne tra i venti e i trentaquattro anni, il tasso è del 7%. Nel 77% dei casi, questa aggressione sessuale ha avuto luogo prima dei diciott'anni; nel 67% dei casi prima dei quindici anni; nel 25% dei casi prima dei dodici anni. Nel giro di vent'anni, tutte queste cifre sono raddoppiate 23. Un altro Rapporto specializzato intitolato Les enfants victimes d'abus sexuels («I bambini vittime di abusi sessuali»), fornisce delle percentuali ancora più elevate: secondo questo Rapporto, in Francia, il 7,8% delle donne e il 4,6% degli uomini hanno dichiarato di avere subito uno o più abusi sessuali prima dell'età di diciott'anni 24. Negli Stati Uniti, tra il 1960 e il 1986, c'è stato un incremento degli stupri del 526%. Elisabeth Holzman, Procuratore Generale di Brooklyn, scriveva nel maggio del 1989 sul New York Times: «La violenza sessuale contro le donne imperversa. Quest'anno, a New York, più di 3.400 donne sporgeranno querela per stupro, e diverse migliaia di altre verranno stuprate senza sporgere denuncia. Secondo l'FBI, negli Stati Uniti, una donna viene violentata ogni sei minuti. Una donna su dieci viene stuprata nella sua vita» 25. Essa aggiungeva che un'inchiesta ha dimostrato che un uomo su dodici ha confessato la sua implicazione in uno stupro, senza per questo considerarsi un violentatore.

 

 
Kenneth Lanning Elisabeth Holzman

 

- Rapporto del Parlamento Europeo sulla pornografia

Il 23 settembre 1993, nel Parlamento Europeo si è tenuta una seduta straordinaria sul problema della pornografia, seguita dalla comunicazione del Rapporto della Commissione delle Libertà Pubbliche e degli Affari Interni sulla Pornografia. Esattamente come il Rapporto Meese, la Commissione del Parlamento Europeo ha riconosciuto che «il consumo massiccio di pornografia detta "senza violenza" influenza, a detta delle persone interrogate, il loro atteggiamento a riguardo dello stupro nella misura in cui questo reato è considerato come meno grave» 26. Il Rapporto della Commissione del Parlamento Europeo ha concluso: «La pornografia è una forma di violenza sessuale esercitata contro le donne poiché veicola un'immagine della donna stereotipata, che esalta la violenza ed è avvilente, e reca così offesa alle condizioni e alla qualità di vita delle donne, disprezzando addirittura i loro diritti più elementari». La rivista Le Point, del 24 ottobre 1988, ha riportato la testimonianza di un poliziotto della Squadra antidroga e antiprostituzione (BSP), la vecchia Squadra del buoncostume: «Le scene di violenza sessuale viste alla televisione possono condurre ad una banalizzazione dello stupro. Oggi, capita spesso che un violentatore si stupisca, durante un interrogatorio, del fatto che lo stupro venga ancora punito dalla Legge. In un certo qual modo, la televisione innesca una banalizzazione che passa attraverso la morte del proibito» 27. In conclusione, è stato chiaramente stabilito che l'aumento delle aggressioni sessuali è legato in modo complesso all'incremento della pornografia. L'impiego di donne giovani nelle pose più umilianti per il piacere maschile è un fattore che induce al tempo stesso ad una maggiore accettazione della violenza sessuale e ad un'insensibilità verso le conseguenze che provoca.

 

- Testimonianza di Ted Bundy, violentatore e omicida di ventotto ragazze

La testimonianza di un grande criminale, Ted Bundy (1946-1989), giustiziato sulla sedia elettrica, a Starks, nello stato della Florida, il 24 gennaio 1989, per lo stupro e l'assassinio di ventotto giovani donne, illumina in modo sorprendente i danni irreparabili causati dall'assuefazione pornografica. In un'intervista filmata alla vigilia della sua esecuzione, quest'uomo dall'atteggiamento affabile ha descritto la spirale fatale nella quale è stato trascinato: «Ciò è avvenuto a tappe, gradatamente. Dapprima sono divenuto un ardente appassionato della pornografia e l'ho considerata come un tipo di inclinazione; volevo vedere materiale di tipo sempre più violento, più esplicito e più descrittivo. Come per la droga, si conserva un'eccitazione insaziabile finché si raggiunge un punto in cui la pornografia non può più andare oltre. Si raggiunge il punto in cui si supera l'ostacolo quando ci si chiede se il fatto di passare all’atto in quel momento vi darà qualcosa di più che leggere e guardarlo solamente compiere» 28. «Tutti i criminali sessuali che ho incontrato in prigione - ha detto Bundy - erano stati profondamente influenzati e condizionati dall’assuefazione alla pornografia».

 

 
Esempi di produzioni cinematografiche, girate soprattutto in Giappone o ad Honk Kong, che ritraggono lo stupro e la violenza carnale.
 

 

- L'aumento del numero di violentatori minorenni

L'effetto della pornografia è molto più forte sui bambini e sugli adolescenti, perché sono più ricettivi alle immagini. Ecco perché oggi si osserva, in tutti i Paesi d'Europa, un netto aumento del numero di violentatori minorenni. Nella sola città di New York, in un anno c'è stato un aumento del 27% degli arresti di violentatori di età inferiore ai diciott'anni, e un aumento del 200% degli arresti di violentatori di età inferiore ai quindici anni 29. Durante la trasmissione televisiva La marche du siècle («Il cammino del secolo»), andata in onda mercoledì 22 settembre 1993, una ragazza ha detto di essere stata violata da quattro adolescenti di sedici anni. Nessuno però ha sollevato la domanda: perché certi adolescenti arrivano a questi estremi? In Bretagna, durante l'estate del 1991, una ragazzina di quattordici anni è stata violentata, ripetutamente e per due mesi, da un gruppo di undici ragazzi di cui otto erano minorenni. Questi ragazzi non erano dei giovani abbandonati a sé stessi. Molti di loro provenivano da buone famiglie. Come hanno potuto, giorno dopo giorno, stuprare questa ragazzina minacciandola di morte se parlava, finché è scappata per sfuggire a questo incubo, e, ritrovata dalla polizia, si è decisa a parlare? Semplicemente perché alcuni di questi ragazzi possedevano delle videocassette porno che guardavano in continuazione. In conclusione, è importante mettere in evidenza il rapporto che esiste tra la vendita di riviste pornografiche nelle edicole e nei supermercati, e lo sviluppo della criminalità più barbara. La pornografia è legata al crimine alle sue due estremità: da parte dei venditori che non sono altro che papponi e violentatori di bambini, e da parte dei consumatori che sono attratti, prima mentalmente poi fisicamente, nel ciclo infernale della sessualità violenta e omicida.

 

l La pornografia attacca i bambini

 

- Perché la pornografia infantile (kiddy-porn) è il prodotto di lusso della pornografia

Il Rapporto Meese ha dimostrato che la pornografia non è un problema che riguarda unicamente gli adulti, giacché negli Stati Uniti esistono 260 pubblicazioni di pornografia infantile. La Commissione Meese riporta che la strategia usuale per utilizzare i bambini come materiale pornografico consiste prima di tutto nel costringerli a guardare dosi elevate di film a luci rosse prima di metterli davanti alla cinepresa e imitare ciò che hanno visto. Nella maggioranza dei casi, i genitori sono complici di queste pratiche. La Commissione Meese ha ascoltato la testimonianza di alcune vittime della pornografia. Ad esempio, quella di Mary Steinman: «Ho iniziato a subire abusi all'età di tre anni. Mio padre aveva alcune valigie piene di riviste pornografiche [...] e le utilizzava per avere delle idee [...]. Mi legava mani e piedi con del nastro adesivo, e mi imbavagliava la bocca. Ciò è continuato finché ho compiuto quindici anni». Un'altra donna ha spiegato che suo marito aveva perso ogni interesse per lei, e aveva finito per distruggere il suo matrimonio perché frequentava i peep show 30. I seguenti dati sono stati riportati e confermati dalla Commissione del Parlamento Europeo sulla pornografia. Gli esperti della polizia criminale stimano che nella Germania dell'Ovest, 130.000 bambini sono costretti ogni anno dai loro genitori o dai loro parenti più stretti a partecipare alla produzione di materiale o di spettacoli pornografici 31. La pornografia infantile rappresenta circa l'1% dell'insieme del mercato pornografico. Per la sola Germania, questa cifra corrisponde a 10-20.000.000 di riviste o di videocassette. Il materiale e gli spettacoli pornografici omosessuali o eterosessuali che utilizzano dei bambini e che ritraggono dei rapporti sessuali genitali, orali o anali tra bambini, o tra adulti e bambini, può giungere fino alla sodomia 32. La pornografia infantile che mette in scena dei bambini, è particolarmente lucrativa perché questi prodotti si vendono molto cari. Secondo il Rapporto del Parlamento Europeo sulla pornografia, «lo sviluppo dell'attività commerciale legata alla pornografia infantile è considerevole e va dagli annunci codificati o meno nelle riviste specializzate, alla stampa quotidiana o su videotex [...]. Secondo certe fonti, nella Repubblica Federale Tedesca esiste anche una rete di scambio di videocassette che raggruppa circa 30.000 membri, che tra la tante cose diffonde certi film pornografici che utilizzano dei bambini» 33.

 

- Perché i bambini sono le vittime privilegiate degli abusatori sessuali intossicati dalla pornografia

Secondo il Rapporto Les enfants victimes d'abus sexuels, realizzato nel 1992, in Francia, il 7,8% delle donne e il 4,6% degli uomini ha dichiarato di aver subito uno o più abusi sessuali prima dell'età di diciott'anni 34. In questo stesso Rapporto, si legge che «l'età in cui il bambino è più a rischio è tra i nove e i dodici anni», e che il 6% dei bambini ricoverati all'ospedale per abusi sessuali ha meno di sei anni 35. La cosa più grave è che i bambini che subiscono un abuso sessuale rimangono spesso emotivamente segnati per tutta la vita, al punto che una volta divenuti adulti perpetuano sui loro figli o su altri bambini i crimini che hanno subito. Così, l'80% dei genitori maltrattati sono stati dei figli maltrattati, e l'80% dei bambini maltrattati diventano dei genitori violenti. Un'inchiesta ha dimostrato che, su sei soggetti che avevano subito un'aggressione sessuale nella loro infanzia, cinque sono diventati pedofili. Due prostitute su tre dicono di essere state vittime di sevizie sessuali nella loro infanzia. Nel marzo del 1991, un Magistrato del Parquet de Langon ha dichiarato in occasione dell'arresto di un uomo che aveva rapito e stuprato una bambina: «In questo genere di vicende, si fà sempre la stessa constatazione: i colpevoli collezionano riviste pornografiche e video porno in commercio o registrati dalla TV via satellite. Inoltre, sono tutti dei frenetici adepti del minitel rosa» 36. Quell'anno vennero assassinati Jérémie (sei anni), Miguel (undici anni), Sarah (sei anni), Anaïs (dieci anni), Laurence (quattordici anni e mezzo), Sylvie (diciassette anni), Marie-Angel (tredici anni e mezzo), Ingrid e Muriel (dieci anni). Secondo uno studio citato dal Rapporto del Parlamento Europeo, «il 21-23% degli uomini è stimolato sessualmente dai bambini. Quindi, numerosi sono gli uomini che non escludono totalmente la possibilità di avere dei contatti sessuali con dei fanciulli, ma una certa inibizione li trattiene. La pornografia infantile neutralizza questa inibizione e scatena la violenza sessuale verso i bambini» 37. Qualunque sia la veridicità di queste cifre, è certo che, quando la pulsione sessuale viene stimolata artificialmente dalla pornografia, essa diventa molto sensibile e stimolata facilmente in ogni occasione. Un uomo nutrito di immagini pornografiche viene spesso stimolato sessualmente dai bambini, e soprattutto dai suoi figli, con cui ha già una relazione affettiva molto forte. D'altra parte, i bambini sono le vittime fantasticate dagli aggressori sessuali drogati dalla pornografia, perché sono deboli e tendono a fidarsi dell'adulto. Ecco la ragione per cui numerose persone, rispettabili sotto ogni aspetto, in seguito a consumazione massiccia di pornografia, giungono abusare sessualmente dei bambini. Vorrei citare il caso di Alessandro Moncini, un industriale italiano che venne fermato dalle autorità californiane il 18 marzo 1988 e accusato di importazione di materiale kiddy-porn. All'epoca del suo processo, il giudice chiese che venissero ascoltate le intercettazioni telefoniche registrate dall'FBI, e in particolare il seguente dialogo:

Moncini: «Cosa posso fare a questo piccolo animale»? (si trattava di una bambina originaria del Messico).

Interlocutore: «Tutto».

Moncini: «Posso incatenarlo»?

Interlocutore: «Certamente».

Moncini: «Frustarlo»?

Interlocutore: «Sì...».

Moncini: «Posso fargli mangiare delle feci»?

Interlocutore: «Non so...».

Moncini: «Posso pisciargli in bocca»?

Interlocutore: «Sì, penso...».

Moncini: «Piantargli degli aghi nei capezzoli»?

Interlocutore: «Sì...».

Moncini: «E se il piccolo animale si rompe... voglio dire rimane ferito...»?

Interlocutore: «Faccia sparire il corpo...».

Moncini: «E quanto mi costerà»?

Interlocutore: «5.000 dollari».

Alessandro Moncini, che rischiava una pena pari a trent'anni di carcere e un milione di dollari di multa, venne condannato a tre mesi di detenzione 38.

 

- Perché i bambini sono profondamente turbati dalle immagini sessuali che incontrano nella vita di tutti i giorni e alla televisione

Infine, bisogna insistere sul fatto che l'erotismo e la pornografia hanno un effetto particolarmente nefasto sui bambini, soprattutto oggi che vengono costantemente esposti a questo spettacolo degradante. I bambini e gli adolescenti non hanno ancora acquisito la padronanza del loro carattere e delle loro pulsioni sessuali, essendo i due strettamente collegati. Dunque, essi sono fortemente influenzabili, e tutte le immagini sessuali che vedono condizionano la direzione che daranno alle loro pulsioni sessuali, e dunque alla loro affettività. Ad esempio, l'esposizione ripetitiva ad immagini di sessualità omosessuale o violenta in un adolescente, può spingerlo a diventare omosessuale o ad imbarcarsi in un'eccessiva ricerca di esperienze sessuali. Sui bambini, l'effetto è ancora peggiore, perché l'erotismo e la pornografia distruggono completamente il loro senso del sacro legato alle relazioni tra uomo e donna, il cui fulgido esempio è rappresentato dalla relazione tra il loro padre e la loro madre. Questo spettacolo viola il loro pudore naturale e il senso del proibito che è indispensabile per il loro sviluppo affettivo. La pornografia distrugge la loro fiducia nel mondo adulto, che percepiscono come un mondo spaventoso.

 

l La pornografia alimenta la schiavitù sessuale

 

- La prostituzione

Uno degli effetti della pornografia è di aumentare l'ampiezza della schiavitù sessuale nel mondo. Innanzi tutto, le donne, le ragazze e i bambini utilizzati per produrre materiale pornografico sono veramente delle prostitute manipolate da protettori che controllano l'intero mercato. D'altra parte, tutte le reti di prostituzione fanno apertamente la loro pubblicità sulle riviste pornografiche. In effetti, si può dire che la pornografia è solamente la vetrina di un mercato ancora più sordido: il commercio non dell'immagine, ma della carne. Numerose riviste pornografiche, soprattutto omosessuali, forniscono notizie su alcune reti di pedofili. Si potrebbe dunque dire che la pornografia è legata alla prostituzione dal lato dell'offerta. Ma la pornografia è legata anche alla domanda, vale a dire all'aumento dei consumatori. Contrariamente a ciò che affermava la falsa teoria della catarsi, la pornografia non dispensa il consumatore dal passare all'atto, ma ipertrofizza la sua libidine e aumenta il suo desiderio di mettere in pratica in prima persona le immagini che l'assillano. È di un'evidenza che balza agli occhi il fatto che tutti i clienti della prostituzione siano anche degli assidui consumatori di pornografia. Ora, il mondo della prostituzione è un vero inferno le cui vittime sono in maggioranza minorenni. Secondo una Commissione che lavora sotto l'egida dell'ONU, solamente a Parigi ci sarebbero 8.000 prostitute minorenni, di cui 3.000 sono ragazze 39. Secondo le cifre pubblicate dal Nouvel Observateur del 28 giugno 1990, il fatturato della prostituzione in Francia è di 20-22.000.000.000 di franchi, ossia più di 1.000 franchi per ogni uomo di un’età compresa tra i venti e i sessantaquattro anni. Sempre in Francia, ci sarebbero 10.000-12.000 papponi. Ma, come ha fatto notare il Nouvel Observateur, con una media di multe di oltre 1.000 franchi ogni tre giorni per prostituta, lo Stato è «il più grande magnaccia della Francia» 40. Il 25 novembre 1993, in un articolo intitolato «Prostitution: les nouvelles filières de l'esclavage» («Prostituzione: le nuove trafile della schiavitù»), il Nouvel Observateur ha pubblicato un dossier che rivela i retroscena del traffico mafioso della prostituzione. Si tratta di un vero e proprio mercato internazionale di schiavi. Approfittando della miseria di certi Paesi dell'America Latina o dell'Asia, e più recentemente di molti Paesi dell'Est, alcuni protettori attirano delle ragazze per mezzo di falsi annunci di lavoro in Europa. Le sequestrano, le privano dei loro passaporti, le stuprano, le terrorizzano e le costringono a prostituirsi negli Eros Center di Amsterdam o altrove. Quelle che scappano da quest'inferno, lo fanno rischiando la loro vita. Ma la maggior parte di esse, terrorizzate, condizionate, picchiate e umiliate, non parlando nemmeno la lingua del Paese che le ospita e non avendo più il passaporto, perdono ogni volontà di uscirne. In Francia, la maggior parte delle prostitute straniere sono state importate usando queste modalità. Un giornalista belga, Chris De Stoop, ha condotto un'inchiesta sotto copertura, a rischio della propria vita, in questi ambienti, e ha fotografato la squallida realtà di questo traffico nella sua opera Elles sont si gentilles, Monsieur: les trafiquants de femmes en Europe («Sono così carine, signore: i trafficanti di donne in Europa») 41. Con lo sviluppo della pornografia omosex si irradia anche la prostituzione omosessuale. Alcuni adolescenti vengono consegnati a questo inferno, e in seguito un gran numero di essi diventano anche dei travestiti transessuali per aumentare le entrate. Philippe, un sieropositivo che ha iniziato la sua carriera di prostituto omosessuale a sedici anni - poi di travestito - racconta il lurido universo della prostituzione in Francia nel suo racconto intitolato L'Enfer est à vos portes («L'inferno è alle vostre porte») 42.

 

   
Da sinistra: il giornalista belga Chris De Stoop, il suo libro Elles sont si gentilles, Monsieur e la copertina di L'Enfer est à vos portes.
 

 

- Il turismo sessuale

Una delle forme più rivoltanti della prostituzione è il turismo sessuale. In Tailandia, nelle Filippine, in Brasile, nella Malesia, nello Zaire, nel Ghana e nel Vietnam, il turismo sessuale è un'attività fiorente e lucrativa. Decine di milioni di turisti si recano ogni anno in questi Paesi con l'unico scopo di approfittare della miseria che imperversa tra la popolazione per dedicarsi impunemente a tutte le perversioni sessuali, in particolare sui bambini. Sono principalmente le riviste pornografiche che fanno un'aperta pubblicità a questa ripugnante forma di sfruttamento dei Paesi più poveri. Il turismo sessuale rappresenta il 60% dell'insieme degli incassi turistici in Tailandia, e il 50% in Kenya, nelle Filippine e nella Corea del Sud 43. Questa forma di turismo porta 3.000.000.000 di dollari nelle casse della Tailandia, e costituisce la sua prima fonte di reddito, il che naturalmente spiega il lassismo del Governo 44. Secondo certe fonti, la metà delle prostitute è infetta dal virus HIV. Ciò che attira particolarmente la clientela dei Paesi evoluti, è la carne fresca a basso prezzo. Questi Paesi sono i paradisi dei pedofili. In Tailandia, si stima che 200.000 bambini vengano strappati alla loro famiglia o rapiti nei campi profughi da reti mafiose, e avviati alla prostituzione. Negli alberghi di Bangkok e di Pattaya, essi vengono sequestrati, picchiati e stuprati 45. La maggioranza rimane vittima dell'AIDS. Marie-France Botte, un'assistente sociale, e Jean-Paul Mari, raccontano l'inferno di questi bambini in un libro Le Prix d'un enfant («Il prezzo di un bambino») 46. Come negare la stretta connessione tra il mercato della pornografia e quello della prostituzione e del turismo sessuale? Come negare che la pornografia è, essenzialmente, un mezzo di pubblicità per tutti i papponi? Come negare che lo Stato, tollerando e tassando questa pubblicità, come fà con il minitel rosa, si rende colpevole di favoreggiamento?

 

   
Marie-France Botte Jean-Paul Mari Le Prix d'un enfant

 

l La complicità e l'ipocrisia dei media

 

- La torta alla crema della libertà d'espressione

Che siano di destra o di sinistra, la grande maggioranza dei media è segnata ideologicamente da una filosofia generata dalla rivoluzione sessuale degli anni Sessanta. La parola d'ordine di questa rivoluzione è la seguente: «Il massimo di sessualità con il minimo di procreazione». È un'evidenza che i media sono largamente responsabili dello sviluppo della pornografia. In nome della sacrosanta libertà d'espressione, essi insorgono contro ogni tentativo di applicare le leggi che condannano «gli oltraggi al pudore» e contro l'applicazione della censura. Sarebbe bene ricordare che la libertà d'espressione non include quella di degradare e di umiliare la donna rappresentandola come un oggetto sessuale o una bestia da usare per il proprio piacere. Bisogna notare che nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, la libertà d'espressione non occupa una posizione prioritaria; essa figura solamente all'articolo nº 19 di un testo che, prima dell'enumerazione di tutti i diritti, pone nel suo articolo nº 1 la dignità umana. Inoltre, il Patto sui Diritti Civili e Politici (art. nº 19, § 3), ha cura di precisare che l'esercizio della libertà d'espressione può «essere sottomesso a delle restrizioni» necessarie, «al rispetto dei diritti o della reputazione altrui, o alla salvaguardia della sicurezza nazionale, de
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Alberto86 - Luglio 11, 2013, 21:31:19 pm
Standarte dì la tua senza questi continui mega post copia-incollati, che appesantiscono il topic e lo rendono difficile da leggere.

Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: kautostar - Luglio 11, 2013, 22:32:03 pm
Standarte dì la tua senza questi continui mega post copia-incollati, che appesantiscono il topic e lo rendono difficile da leggere.
Ma poi il CENTRO CULTURALE SAN GIORGIO, è una manica di fanatica imbecilli che vedono messaggi subliminali satanici ovunque, pure nei cartoni animati più innocui :muro:
http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Centro_Culturale_San_Giorgio

Se proprio dovete linkare qualcosa, meglio affidarsi a fonti più attendibili
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Mercimonio - Luglio 12, 2013, 10:08:35 am
Standarte dì la tua senza questi continui mega post copia-incollati, che appesantiscono il topic e lo rendono difficile da leggere.

tra l'altro e' una misera traduzione malfatta di un articolo francese scritto da un gruppo FEMMINISTA ... "FÉDÉRATION DES FEMMES
POUR LA PAIX MONDIALE" che l'ha scritto negli anni '90 ! (e la pagina web e' del 2003).

quindi roba di 20 anni fa trita e ritrita e piena di grossolani errori ma STANDARTE ora bollera' tutte le critiche come opera di SOMARI e IGNORANTI come fa di solito :)

Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Mercimonio - Luglio 12, 2013, 10:22:23 am
"- Il turismo sessuale

Una delle forme più rivoltanti della prostituzione è il turismo sessuale. In Tailandia, nelle Filippine, in Brasile, nella Malesia, nello Zaire, nel Ghana e nel Vietnam, il turismo sessuale è un'attività fiorente e lucrativa. Decine di milioni di turisti si recano ogni anno in questi Paesi con l'unico scopo di approfittare della miseria che imperversa tra la popolazione per dedicarsi impunemente a tutte le perversioni sessuali, in particolare sui bambini. Sono principalmente le riviste pornografiche che fanno un'aperta pubblicità a questa ripugnante forma di sfruttamento dei Paesi più poveri. Il turismo sessuale rappresenta il 60% dell'insieme degli incassi turistici in Tailandia, e il 50% in Kenya, nelle Filippine e nella Corea del Sud 43. Questa forma di turismo porta 3.000.000.000 di dollari nelle casse della Tailandia, e costituisce la sua prima fonte di reddito, il che naturalmente spiega il lassismo del Governo 44. Secondo certe fonti, la metà delle prostitute è infetta dal virus HIV. Ciò che attira particolarmente la clientela dei Paesi evoluti, è la carne fresca a basso prezzo. Questi Paesi sono i paradisi dei pedofili. In Tailandia, si stima che 200.000 bambini vengano strappati alla loro famiglia o rapiti nei campi profughi da reti mafiose, e avviati alla prostituzione. Negli alberghi di Bangkok e di Pattaya, essi vengono sequestrati, picchiati e stuprati 45. La maggioranza rimane vittima dell'AIDS. Marie-France Botte, un'assistente sociale, e Jean-Paul Mari, raccontano l'inferno di questi bambini in un libro Le Prix d'un enfant («Il prezzo di un bambino») 46. Come negare la stretta connessione tra il mercato della pornografia e quello della prostituzione e del turismo sessuale? Come negare che la pornografia è, essenzialmente, un mezzo di pubblicità per tutti i papponi? Come negare che lo Stato, tollerando e tassando questa pubblicità, come fà con il minitel rosa, si rende colpevole di favoreggiamento?"


Spiacente ma se si fa una analisi deve essere anche accurata e veritiera o si sputtana l'intero articolo !

A parte il traduttore che manco sa scrivere correttamente il nome Thailand (Thai - Land ... terra dei THAI e non "tailandia"), si arriva addirittura a cifre tipo il 60% di turisti tutti puttaniere E pedofili in posti come il Vietnam poi dove e' notoriamente molto difficile e caro trombare e si puo' venire pure arrestati se ti porti la tipa in camera in hotel (dove e' severamente proibito con tanto di cartelli sulle porte).

Non viene neppure citata la Cambogia addirittura, ma d'altronde l'articolo e' dei primi anni '90.

Turismo sessuale PRIMA fonte di reddito in Thailandia ? peccato che i dati attuali del TAT (tourism ass thailand, governativa) parlano del turismo come il 5-6% del PIL thailandese ! di questa piccola fetta il turismo sessuale sara' non piu' del 20-30% visto che ormai il turismo da loro e' in buona parte famiglie e tour groups asiatici.

50% di puttane con HIV ? altra follia, persino in cambogia le NGO sostengono che non piu' del 10% delle mignotte sia sieropositiva.

bambini strappati dalle famiglie ? altra favola che fa comodo alle NGO, e ovviamente "tutti HIV+", e ci mancherebbe.

pornografia e turismo : peccato che la pornografia sia vietatissima in tutto il sud-est asiatico salvo qualche bancarella CINESE (e son sempre loro!) che vende VCD soft core e hard core sottobanco, ecco quello e' l'unico tipo di porno che ho mai visto in anni di oriente, anche se ora con internet chiunque puo' accedere a siti gratuiti ma e' sempre porno di roba koreana e japponese non a caso, c'e' pochissimo prodotto in thailandia e ogni tanto ingabbiano qualcuno anche solo per le webcam o foto spinte.

pornografia e papponi : si certo ma la gente andrebbe a mignotta lo stesso come ci e' sempre andata prima, casomai la pornografia e' un freno per la prostituzione perche' la gente poi si fa troppe seghe anziche' fare sesso vero con le puttane ! sono le stesse puttane a dirlo eh ...

ricordiamoci che in oriente i tre paesi piu' noti per il turismo sessuale (thailand, cambogia, filippine) sono paesi dove la pornografia e' vietata e non troverete nulla in edicole o altro, il poco che c'e' e' online e si tratta di qualche decina di siti porno con mignotte Thai e ladyboys e filippine quindi ben poca roba rispetto alla valanga di porno japponese e koreano.

che si citi poi la Malaysia come paese sessuale siamo al ridicolo visto che li' la scelta e' microscopica e costa piu' che in europa e son tutte straniere, inoltre non citano Singapore che invece ha una grossa offerta anche se carissima, idem per HongKong e ovviamente non si dice nulla sull'Indonesia che in certe zone e' un puttanaio.

bell'articolo di merda ma sarebbe una cagata anche se scritto ai giorni nostri.


Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: TheDarkSider - Luglio 12, 2013, 11:33:03 am
Straquoto mercimonio, quell'articolo è un immondezzaio di vaginate femministe.

Poi hai scelto proprio i paesi sbagliati per criticare la pornografia, visto che in Thailandia è vietatissima e anche su Internet la maggior parte dei siti sono censurati ( certo non tutti: è davvero un'opera impossibile oscurare tutti gli indirizzi web di siti porno! ).

Ad ogni modo il punto fondamentale è che esagerare la portata di certi fenomeni ( pedofilia, diffusione dell'HIV ) è una tecnica tipica delle femministe, per cui riportare quell'articolo in un forum di QM è davvero oltraggioso.

Ha ragione mercimonio, la battaglia contro la prostituzione non è altro che una copertura per la battaglia contro gli uomini :mad:

Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Mercimonio - Luglio 12, 2013, 17:15:40 pm
io articoli di merda come questo ne avro' letti un milione, tutti sempre scritti dalle NGO e ripresi dai giornali perche' anche l'ultima delle NGO composta da due coglioni in un garage che spacciano per ufficio viene presa come fonte attendibile pure dal New York Times e da li' ripresa a valanga da blogs e forum e agenzie in tutto il mondo ...

sulla Thailand in particolare escono ogni settimana articoletti catastrofisti alcuni con cifre del tipo "il 20% della provincia di Chon Buri e' HIV+" ... ma dico io .. l'italiota che poi si legge sta roba cosa deve pensare ? che altri dati ha alla mano ? e' un circolo vizioso purtroppo.

e appunto e' una copertura per la battaglia anti -uomo perche' poi da qui nascono stereotipi che dureranno per i decenni a venire .. se io dico che vado in thailandia vengo sempre sommerso di battutine a sfondo sessuale .. ma c'e' anche il minchione che tira in ballo punzecchiature piu' infami su pedofilia e altro perche' "ha visto un documentario in TV" e bla bla bla ...

e vagli tu a dire il contrario, la TV e' sacra per l'italiani, e' la loro Bibbia.
e se io vivo in thailandia e sostengo tesi opposte beh sara' colpa mia perche' sono cieco no ? e se nego a oltranza vorra' dire che sono pure pedofilo e picchio mia moglie e i miei figli  e gia' che ci sono contrabbando in oppio e armi, ovvio no ?

questa ormai e' la logica e c'e' ben poco da discutere, perche' appunto se gia' ti dici a favore della prostituzione in europa c'e' anche qualcuno che ti da' ragione ma se ne parli riguardo l'asia tirano sempre e comunque fuori la manfrina dei pedo e della droga e del traffico e della schivitu' e della tratta delle vergini.

si sentiranno queste storie anche tra 50 anni, perche' tanto alla gente fotte un cazzo e se non te lo dice in faccia te lo dice alle spalle, le donne in primis si intende, per loro qualunque uomo che va in thailandia e' per definizione un puttaniere fino a prova contraria.

e nella loro logica puttaniere e' giusto un gradino sopra lo stupratore e comunque e' per definizione un potenziale stupratore in quanto uomo e puttaniere !

stesse stronzate con cui stanno incolpando berlusconi eh, mica le riservano solo per la plebe e anzi Clinton fu rovinato per un pompino in ufficio, manco per una scopata !

Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 15, 2013, 15:23:58 pm
Fonte : http://www.femmespourlapaix.org/fplp/index.php/2013-05-29-15-50-52/famille/121-pourquoi-un-enfant-a-t-il-besoin-d-un-pere-et-d-une-mere

Perché un bambino ha bisogno di un padre e una madre?

 
 


 Scritto da SWOT Francia

Creato Giovedi, June 20, 2013 01:55

Pubblicato il Giovedi, June 20, 2013 13:55

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Perché un bambino ha bisogno di un padre e una madre?
 
I ruoli complementari di padre e di madre incoraggiare lo sviluppo del bambino, sia nella sua personalità e nel suo cuore. Come espresso lo psichiatra Carl Gustav Jung, siamo tutti fatti di un centro psichico "maschile" e "femminile" che è dentro di noi, inconscio. Non siamo in grado di sviluppare nel bambino la metà di questa polarità in riferimento a due genitori dello stesso sesso, senza destabilizzante: tra principio di realtà (simboleggiata dal padre) e il principio di piacere (simboleggiata dalla madre), il bambino genitori single necessariamente tagliare di un insieme di realtà, come lo psicotico ...
 
Come è possibile nell'attuale dibattito sul matrimonio gay a ignorare questa verità fondamentale e innegabile che il bambino ha bisogno di un padre e di una madre per costruire?
 
Per alimentare la tavola rotonda che guardiamo una conferenza del Dr. Maurice Berger, uno psichiatra infantile che aveva dato il 26 gennaio a Lione, dal titolo " Homoparentalité e lo sviluppo emotivo del bambino " . Poi la signora Hanna Lotteria, Presidente delle famiglie e dei valori Orsay Les Ulis portato le sue argomentazioni sul tema . Tra i partecipanti erano educatori, insegnanti, dirigenti e associazioni genitori.
 
Clicca qui per il discorso signora Lotteria .
 
Clicca qui per il discorso tenuto dal Dr. Maurice Berger 26 Gennaio 2013 a Lione " Homoparentalité e lo sviluppo emotivo del bambino " .
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 15, 2013, 15:25:24 pm
http://www.femmespourlapaix.org/fplp/index.php/2013-05-29-15-50-52/famille/121-pourquoi-un-enfant-a-t-il-besoin-d-un-pere-et-d-une-mere

Famiglia: unità fondamentale della società

 
 


 Scritto da SWOT Francia

Creato Lunedi, May 27, 2013 09:01

Pubblicato Lunedi, May 27, 2013 09:01

Visite: 37





E 'nella famiglia che i bambini sono socializzati e imparare a individuare i propri bisogni in un contesto sociale più ampio.
 
Come famiglia di relazioni che contribuiscono al buon funzionamento della società?
 
La prima presentazione " crocevia della storia di famiglia " è stato dato dalla signora Marie-Chrisitne Odent, il matrimonio e consulente familiare e il secondo " il ruolo dei nonni nella famiglia " di Sabine Bourgeat, scrittore e filosofo. Questa è stata seguita da una discussione interattiva tra i relatori e partecipanti .
 
Clicca sotto per vedere le presentazioni:

 
Crocevia famiglia di storia di Marie-Christine Odent
 

Il ruolo dei nonni nella famiglia di Sabine Bourgeat
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 15, 2013, 15:29:16 pm
Secondo il mio punto di vista personale :
Il martellamento esagerato di immagini e di eccitamenti sessuali in ogni dove contribuisce a fissare la mente degli uomini su fantasie sessuali rendendo gli uomini schiavi del dio vagina e quindi della femminista , che in tal modo può agire tranquillamente con il coltello dalla parte del manico . Al contrario gli uomini che si impongono delle regole di comportamento ferree contribuiscono a rafforzare le difese del proprio corpo e del proprio spirito cedendo molto meno facilmente all’idolatria della vagina rispetto all’uomo che si nutre continuamente di cibi sessuali .
A mio parere quando si parla di pornografia non si può prescindere da simili deduzioni .
La pornografia viene usata dalle femministe come una droga per rendere gli uomini fica dipendenti .
Vedasi l’articolo in allegato di Donald L. Hilton Jr. “Come la pornografia droga ed altera il tuo cervello” http://www.questionemaschile.org/forum/index.php?topic=8008.30
La sociologa femminista della Northwestern University di Chicago Laura Kipnis , considera la pornografia un aspetto positivo e cruciale della rivoluzione sessuale che ha portato alla “liberazione della donna” .
Sulla diffusione della pornografia ad opera del marxismo ed del femminismo rimando all’allegato intitolato : “Il marxismo , la donna e la famiglia” con particolare riferimento al ruolo avuto dalla femminista marxista Alexandra Kollontaj nella diffusione della pornografia . http://www.centrosangiorgio.com/
Senza parlare che ci sono registe dichiaratamente femministe come Erika Lust che pubblicizzano il cosiddetto “porno femminista” tenuto conto che la pornografia , a detta di molte femministe , riveste un ruolo cruciale nella cosiddetta “rivoluzione sessuale” femminista .
Ed è per questi motivi che gli uomini dovrebbero impiegare il loro tempo libero ad un rafforzamento fisico e spirituale del proprio essere . Inoltre , anziché perdere inutilmente il loro tempo prezioso davanti a youporn , gli uomini dovrebbero impiegare più proficuamente il loro tempo libero conducendo uno stile di vita sano ed equilibrato , coltivando le virtù dello spirito e rafforzando le proprie difese in modo tale da non risultare troppo deboli di fronte alle concupiscenze della carne .
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: raniran - Luglio 16, 2013, 15:57:04 pm
Ma guarda che anche io credo che la pornografia faccia molto più bene che male, leggi anche gli altri miei commenti!

Kauto...cazzodici!!
La pornografia è da sempre uno strumento apparentemente ad uso dei "maschi"
 ma è femminile in tuttopertutto: divenuto femminista soprattutto grazie alla rete...(le inquadrature esaltano il corpo femminile e pure il rispettivo volto, dell'uomo anzi maschietto di turno si inquadrano i soliti ultimi centimetri...)
che poi lo utilizziamo me & Co .........è la NOSTRA debolezza indi SCONFITTA!!
ALe
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: raniran - Luglio 16, 2013, 15:59:10 pm
Quoto.
Preferirei sapere di più uomini "bisognosi" che possono accedere ad una prostituzione legale, regolamentale, controllata e sicura.
Ma dato che la situazione è quella che è, lasciate agli uomini almeno quello.



Esatto. Per me è proprio questo il punto.
Ognuno dev'essere libero di decidere se, quando e come vederli. LIBERTA'!!!
Nessuno deve imporre nulla, sopratutto le blatte femministe.

Ps: personalmente preferisco nettamente un certo tipo di erotismo al porno tipicamente commerciale di stampo americano.
Ma questo è un mio punto di vista.

Questa tua LIBERTA' come concetto fa danno:
questo il tarlo maggiore in una società in cui la parola "libertà"  HA PERSO PESO E SIGNIFICATO,
anzi è stata inflazionata causa la disperazione che aleggia...
ALe
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stealth - Luglio 16, 2013, 16:23:37 pm
No alla pornografia, che serve solo ad aggiungere frustrazioni a chi è già frustrato, e sì ai bordelli, meglio se diffusi capillarmente sul territorio e a prezzi popolari.

Quoto!
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Jason - Luglio 16, 2013, 16:27:35 pm
Secondo il mio punto di vista personale :
Il martellamento esagerato di immagini e di eccitamenti sessuali in ogni dove contribuisce a fissare la mente degli uomini su fantasie sessuali rendendo gli uomini schiavi del dio vagina e quindi della femminista , che in tal modo può agire tranquillamente con il coltello dalla parte del manico . Al contrario gli uomini che si impongono delle regole di comportamento ferree contribuiscono a rafforzare le difese del proprio corpo e del proprio spirito cedendo molto meno facilmente all’idolatria della vagina rispetto all’uomo che si nutre continuamente di cibi sessuali .
A mio parere quando si parla di pornografia non si può prescindere da simili deduzioni .
La pornografia viene usata dalle femministe come una droga per rendere gli uomini fica dipendenti .
Vedasi l’articolo in allegato di Donald L. Hilton Jr. “Come la pornografia droga ed altera il tuo cervello” http://www.questionemaschile.org/forum/index.php?topic=8008.30
La sociologa femminista della Northwestern University di Chicago Laura Kipnis , considera la pornografia un aspetto positivo e cruciale della rivoluzione sessuale che ha portato alla “liberazione della donna” .
Sulla diffusione della pornografia ad opera del marxismo ed del femminismo rimando all’allegato intitolato : “Il marxismo , la donna e la famiglia” con particolare riferimento al ruolo avuto dalla femminista marxista Alexandra Kollontaj nella diffusione della pornografia . http://www.centrosangiorgio.com/
Senza parlare che ci sono registe dichiaratamente femministe come Erika Lust che pubblicizzano il cosiddetto “porno femminista” tenuto conto che la pornografia , a detta di molte femministe , riveste un ruolo cruciale nella cosiddetta “rivoluzione sessuale” femminista .
Ed è per questi motivi che gli uomini dovrebbero impiegare il loro tempo libero ad un rafforzamento fisico e spirituale del proprio essere . Inoltre , anziché perdere inutilmente il loro tempo prezioso davanti a youporn , gli uomini dovrebbero impiegare più proficuamente il loro tempo libero conducendo uno stile di vita sano ed equilibrato , coltivando le virtù dello spirito e rafforzando le proprie difese in modo tale da non risultare troppo deboli di fronte alle concupiscenze della carne .

Concordo . La pornografia è una invenzione femminista, non a caso .
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: kautostar - Luglio 16, 2013, 17:50:06 pm
.(le inquadrature esaltano il corpo femminile e pure il rispettivo volto, dell'uomo anzi maschietto di turno si inquadrano i soliti ultimi centimetri...)
ALe

Il 95% dell'umanità è etero, preferisce nettamente il corpo femminile, quindi è ovvio che ti fanno vedere quello. Ma nei porno per gay non c'è traccia di corpo femminile! Anche il porno gay è una diabolica invenzione femminista? ma andiamo, non esageriamo!

Tutti i più grandi pornografi(registi, produttori, scenografi, ecc..ecc..) sono UOMINI, e le femministe(eccezioni a parte) hanno sempre contrastato, condannato e cercato di vietare la pornografia. Quindi è evidente che il porno  è agli antipodi del femminismo, e se fosse per le femministe sarebbe censurato e vietato in tutto il mondo, e i produttori sarebbero trattati peggio dei trafficanti di droga!

Poi sul fatto che il porno sia dannoso o meno se ne può discutere, ma dire che è femminista è la più grande stronzata che abbia mai sentito in tutta la mia vita!
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Dottor Zero - Luglio 16, 2013, 18:03:47 pm
Poi sul fatto che il porno sia dannoso o meno se ne può discutere, ma dire che è femminista è la più grande stronzata che abbia mai sentito in tutta la mia vita!

 :lol: Sono assolutamente d'accordo.  :)

Semmai è tutto il contrario! Io ti do la possibilità di placare la tua fame sessuale senza che tu debba per forza cercare donne! Non è la stessa cosa, ma è comunque un ottimo surrogato. Se io ho fame e non ho a disposizione un piatto di spaghetti, posso benissimo mangiare un panino, anche vuoto. Non sarà come il piatto di spaghetti ma comunque placa la fame.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: kautostar - Luglio 16, 2013, 18:12:12 pm
:lol: Sono assolutamente d'accordo.  :)

Semmai è tutto il contrario! Io ti do la possibilità di placare la tua fame sessuale senza che tu debba per forza cercare donne! Non è la stessa cosa, ma è comunque un ottimo surrogato. Se io ho fame e non ho a disposizione un piatto di spaghetti, posso benissimo mangiare un panino, anche vuoto. Non sarà come il piatto di spaghetti ma comunque placa la fame.
Il lato negativo è che comunque non da mai piena soddisfazione, ma essendo un piacere immediato, di breve durata, e che lascia spesso un po' insoddisfatti, può dare dipendenza. E se se ne abusa, può anche portare all'assuefazione . Insomma se uno si abitua troppo a certe immagini e fantasie un po' estreme, poi potrebbe non riuscire più ad eccitarsi in un normale rapporto vaginale
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: controcorrente - Luglio 16, 2013, 21:34:47 pm
Sulla pornografia ritengo si possa contrapporre la celebre frase di Dante: "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza".
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: raniran - Luglio 17, 2013, 16:19:23 pm
Kauto mi stupisci in negativo per questa affermazione , non me l'aspettavo
95 %  non so da dove lo cavi...vabbè se mi dai dei Dati sicuri...
La visione di troppi porno gay  può cambiare la percezione...
Alessandro

Il 95% dell'umanità è etero, preferisce nettamente il corpo femminile, quindi è ovvio che ti fanno vedere quello. Ma nei porno per gay non c'è traccia di corpo femminile! Anche il porno gay è una diabolica invenzione femminista? ma andiamo, non esageriamo!

Tutti i più grandi pornografi(registi, produttori, scenografi, ecc..ecc..) sono UOMINI, e le femministe(eccezioni a parte) hanno sempre contrastato, condannato e cercato di vietare la pornografia. Quindi è evidente che il porno  è agli antipodi del femminismo, e se fosse per le femministe sarebbe censurato e vietato in tutto il mondo, e i produttori sarebbero trattati peggio dei trafficanti di droga!

Poi sul fatto che il porno sia dannoso o meno se ne può discutere, ma dire che è femminista è la più grande stronzata che abbia mai sentito in tutta la mia vita!
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: raniran - Luglio 17, 2013, 16:36:11 pm
Cydon....dovremmo parlarne
raniran@libero.it
Non è per niente un surrogato...
non sono cattolico e mi masturbo
però certe affermazioni non le accetto.
ALe

:lol: Sono assolutamente d'accordo.  :)

Semmai è tutto il contrario! Io ti do la possibilità di placare la tua fame sessuale senza che tu debba per forza cercare donne! Non è la stessa cosa, ma è comunque un ottimo surrogato. Se io ho fame e non ho a disposizione un piatto di spaghetti, posso benissimo mangiare un panino, anche vuoto. Non sarà come il piatto di spaghetti ma comunque placa la fame.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Dottor Zero - Luglio 17, 2013, 17:02:47 pm
Hai ragione scusami! Ho sbagliato!

A volte è la donna ad essere un eccellente surrogato della masturbazione. Certo, occorre un sacco di fantasia*.  :D

* così scriveva Karl Kraus.

p.s. E calmati. Non succede nulla se non accetti le mie affermazioni.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: kautostar - Luglio 17, 2013, 17:20:31 pm
Kauto mi stupisci in negativo per questa affermazione , non me l'aspettavo
95 %  non so da dove lo cavi...vabbè se mi dai dei Dati sicuri...
La visione di troppi porno gay  può cambiare la percezione...
Alessandro
Su cos'è che non sei d'accordo?sul fatto che la maggior parte degli uomini sono eterosessuali e preferiscono vedere donne nude, anziché uomini?
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: raniran - Luglio 17, 2013, 18:23:35 pm
Il fatto di seguire in rete  (in primis)  la pornografia non fa che alimentare NON le nostre Nemiche (femminismo) ma il disegno che LE  MUOVE
ALe
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: raniran - Luglio 17, 2013, 18:26:11 pm
Su cos'è che non sei d'accordo?sul fatto che la maggior parte degli uomini sono eterosessuali e preferiscono vedere donne nude, anziché uomini?

.. non sono d'accordo sul vederLi/e nudi/e...
quindi cosa mi rispondi?
ALe
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: raniran - Luglio 17, 2013, 18:34:08 pm
Su cos'è che non sei d'accordo?sul fatto che la maggior parte degli uomini sono eterosessuali e preferiscono vedere donne nude, anziché uomini?

Vedere e non toccare le "tue donne nude" significa violenza visiva, uno stupro psicologico ben accettato;
 non mi tocca il concetto di etero MA di persona senziente ed adulta
sono Sposato e mi basta,
 ma non rompete i cog.lioni se siete e/o vi ritenete insoddisfatti
La pornografia è una invenzione liberista neocapitalista e non femminista, ma che fa perfetto gioco alle nostre nemiche...
per questo la perseguito
ALe
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: kautostar - Luglio 17, 2013, 18:41:45 pm
.. non sono d'accordo sul vederLi/e nudi/e...
quindi cosa mi rispondi?
ALe
SEMPLICEMENTE CHE NESSUNO TI OBBLIGA AD ANDARE SUI SITI PORNO, O TANTO MENO A SCARICARE O NOLEGGIARE DVD DEL GENERE.

Insomma ognuno guarda ciò che vuole, anche il nudo e l'erotismo in tv si possono evitare semplicemente cambiando canale!
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: raniran - Luglio 17, 2013, 18:44:56 pm
Kauto calma
io come te fruisco dei siti porno...
l'importante è il risultato che ne otteniamo:
io sono tranquillo, tu no a quanto pare.
ALe

SEMPLICEMENTE CHE NESSUNO TI OBBLIGA AD ANDARE SUI SITI PORNO, O TANTO MENO A SCARICARE O NOLEGGIARE DVD DEL GENERE.

Insomma ognuno guarda ciò che vuole, anche il nudo e l'erotismo in tv si possono evitare semplicemente cambiando canale!
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Dottor Zero - Luglio 17, 2013, 18:46:20 pm
sono Sposato e mi basta

Ottimo, sono contento per te.  :)

ma non rompete i cog.lioni se siete e/o vi ritenete insoddisfatti

Nessuno ha detto di essere insoddisfatto. Io non sono insoddisfatto al momento. Lo ero quando stavo in compagnia di certe donne che, grazie a Dio, poi ho mollato.

La pornografia è una invenzione liberista neocapitalista e non femminista, ma che fa perfetto gioco alle nostre nemiche...

Saranno le tue nemiche. Io non ho nemici. La pornografia è un prodotto della tecnologia. Così come altri prodotti della tecnologia che solo 50 anni fa non esistevano.
Guardare un nudo in televisione non causa danni, né a te né ad altri che stanno con te. Quindi non diciamo fesserie. Può causare danni, invece, un rapporto sessuale occasionale (ma anche non) senza adeguata protezione. La pornografia non ha assolutamente controindicazioni, il rapporto sessuale invece ne ha.

Poi, sono d'accordo che in un mondo normale la pornografia non dovrebbe neanche esistere.
Ma questo non è un mondo normale. Per cui finiamola.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: kautostar - Luglio 17, 2013, 18:57:00 pm
Kauto calma
io come te fruisco dei siti porno...
l'importante è il risultato che ne otteniamo:
io sono tranquillo, tu no a quanto pare.
ALe
:), io sono tranquillissimo, tu invece mi sa che hai qualche problemino di coerenza...prima ti scagli contro il porno, e poi mi vieni a dire che sei un fruitore di siti porno? :lol:
Sei come un fumatore che combatte contro l'industria del tabacco! :rofl1:

Ti consiglio di fare un po' di chiarezza nelle tue idee(mi sembra che hai molta confusione in testa), e se davvero sei contro il porno, SMETTI DI GUARDARLO! e se pensi di aver sviluppato una dipendenza dannosa, fatti aiutare da qualche esperto!
Ma non prendertela con le femministe(che con l'industria del porno non c'entrano veramente nulla), o con chi ha un'opinione diversa dalla tua, e pensa che l'abuso può far male, ma un uso moderato del porno non sia per forza dannoso o negativo
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: kautostar - Luglio 17, 2013, 19:05:51 pm
. La pornografia non ha assolutamente controindicazioni, il rapporto sessuale invece ne ha.
Purtroppo qualche effetto collaterale ci può essere, se si esagera può creare dipendenza, e può far perdere interesse per il sesso "normale"!
Però un uso moderato, credo che non abbia mai danneggiato nessuno
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 17, 2013, 20:42:35 pm
Ma poi il CENTRO CULTURALE SAN GIORGIO, è una manica di fanatica imbecilli che vedono messaggi subliminali satanici ovunque, pure nei cartoni animati più innocui :muro:
http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Centro_Culturale_San_Giorgio

Se proprio dovete linkare qualcosa, meglio affidarsi a fonti più attendibili

Lo sai come dice un detto ?

 "Il bue dice cornuto all'asino..."
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 17, 2013, 20:45:52 pm
Il 95% dell'umanità è etero, preferisce nettamente il corpo femminile, quindi è ovvio che ti fanno vedere quello. Ma nei porno per gay non c'è traccia di corpo femminile! Anche il porno gay è una diabolica invenzione femminista? ma andiamo, non esageriamo!

Tutti i più grandi pornografi(registi, produttori, scenografi, ecc..ecc..) sono UOMINI, e le femministe(eccezioni a parte) hanno sempre contrastato, condannato e cercato di vietare la pornografia. Quindi è evidente che il porno  è agli antipodi del femminismo, e se fosse per le femministe sarebbe censurato e vietato in tutto il mondo, e i produttori sarebbero trattati peggio dei trafficanti di droga!

Poi sul fatto che il porno sia dannoso o meno se ne può discutere, ma dire che è femminista è la più grande stronzata che abbia mai sentito in tutta la mia vita!

Evidentemente sei un assiduo fruitore di siti porno ma ciò non vuol dire che tu conosca cosa ci sia dietro l'industria del porno e del ruolo che hanno avuto e che hanno tutt'ora le femministe nella diffusione della pornografia .
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: kautostar - Luglio 17, 2013, 21:10:14 pm
Evidentemente sei un assiduo fruitore di siti porno
Probabilmente non più di te! :rolleyes:
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 17, 2013, 21:15:38 pm
La pornografia non ha altra funzione se non quella di un continuo incitamento dell'uomo ad immagini e desideri sessuali in tal modo si fa si che i pensieri degli uomini siano dominati sempre e soltanto dalla fica in un meccanismo di circolo vizioso fino a diventare una vera e propria ossessione .
Tale "ossessione" pornografica come può comportare negli uomini la nascita di tendenze omosessuali per "mancata conversione reale" di tale ossessione , è il caso dello stesso kautostar che ha ammesso lui stesso di essere diventato mezzo frocio perchè non trova adeguati "sfoghi" alla sue "voglie" sessuali nei confronti delle donne , l'altro caso è che questa "ossessione" può tramutarsi in violenza sessuale nei confronti delle donne :
l'83% degli stupratori ha dichiarato di fare uso di materiali pornografici , mentre tra gli uomini che non hanno mai stuprato la percentuale dell'uso della pornografia scende al 29% .
C'è ancora da stupirsi che avvengano simili accadimenti dato l'incessante martellamento sessuale cui sono sottoposti in ogni dove e per 24 ore su 24 gli uomini di oggi ?
Nessuno riesce a rendersi conto di come tutto ciò rovini l'animo ed il corpo degli uomini e conseguentemente provochi anche la rottura di matrimoni e la distruzione di tante famiglie tenuto conto anche delle sottospecie di donne con le quali oggi gli uomini hanno a che fare  ?   
 
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: kautostar - Luglio 17, 2013, 21:48:36 pm
è il caso dello stesso kautostar che ha ammesso lui stesso di essere diventato mezzo frocio perchè non trova adeguati "sfoghi" alla sue "voglie" sessuali nei confronti delle donne , l'altro caso è che questa "ossessione" può tramutarsi in violenza sessuale nei confronti delle donne :

A parte che non sono diventato "mezzo frocio"(si dice bisex), ho sempre avuto e continuo tuttora ad avere una netta preferenza per il corpo femminile, ma visto che non mi è facile trovare il sesso ludico(le prostitute non le considero sesso ludico, ma casomai SESSO MECCANICO, e il sesso meccanico l'ho sperimentato, ma non mi interessa molto) con le ragazze, ho avuto anche qualche esperienza gay(da attivo). Tanti altri etero hanno avuto ed hanno esperienze occasionali del genere, ma per  ipocrisia e paura di apparire meno virili non lo dicono, mentre io sono semplicemente più sincero della media, non me ne vergogno, e non credo di aver fatto nulla di male. Ma non sono un "caso umano" come credi tu, la mia è un'esperienza più comune di quanto si creda!

Ma tornando in topic, si può sapere cosa cavolo c'entra con il discorso su pornografia e femminismo?



Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: kautostar - Luglio 17, 2013, 21:54:17 pm
questa "ossessione" può tramutarsi in violenza sessuale nei confronti delle donne :
l'83% degli stupratori ha dichiarato di fare uso di materiali pornografici , mentre tra gli uomini che non hanno mai stuprato la percentuale dell'uso della pornografia scende al 29% .
C'è ancora da stupirsi che avvengano simili accadimenti dato l'incessante martellamento sessuale cui sono sottoposti in ogni dove e per 24 ore su 24 gli uomini di oggi ?

Questo è il tipo cavallo di battaglia delle femministe anti-porno!
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 17, 2013, 22:07:06 pm

In primo luogo io il porno non lo guardo proprio per non diventare come te che da assiduo fruitore della pornografia sei diventato un lurido schiavo della vagina che si lagna in continuazione del fatto che le donne ti schifano e non te la danno . E le tue idee MERDOSE delineano perfettamente la sottospecie di uomo che sei  .   

In secondo luogo sono le tue idee che sono vera e propria IMMONDIZIA per ogni uomo che si professi autenticamente antifemminista .  Hai detto che la pornografia fa "bene" , mi vorresti spiegare a cosa dovrebbe fare bene agli uomini la pornografia in rapporto al pericolo femminista ?
Dai rispondi in modo tale da darci sollazzo con le tue risposte allietando in tal modo le nostre serate...

Ho già scritto DIECIMILA volte che gli obiettivi del femminismo SONO GLI STESSI ED IDENTICI di quelli della Scuola di Francoforte , che il femminismo è stato uno strumento usato sia dal marxismo e poi dal capitalismo per corrompere sessualmente gli uomini e distruggere la famiglie ed in  questa corruzione sessuale rientra anche la diffusione della pornografia nell'ambito della Rivoluzione Sessuale che è il perno attorno al quale ruota il femminismo stesso .
Ho citato il ruolo avuto dalla Kollontaj nella diffusione della pornografia nella Russia comunista , dell'opera di sostegno alla diffusione della pornografia di femministe molto influenti come la Kipnis negli Stati Uniti d'America , patria del capitalismo , oppura  la femminista Nadine Strossen che pubblica libri a "difesa della pornografia" , Slavina Perez che diffonde il cosiddetto post porno femminista o la regista femminista Erika Lust che produce porno femministi oppure la pornostar femminista Ovidie che va affermando che il "nuovo femminismo è la pornografia" .
Se vuoi entro meglio nello specifico di ogni singolo argomento .
Ti posto un'articolo di Repubblica non del Centro San Giorgio dove , ovviemente , si scrivono i FALSI motivi per cui le femministe sarebbero a favore della pornografia .

fonte : http://www.fondfranceschi.it/cogito-ergo-sum/perche-le-post-femministe-rivendicano-il-diritto-al-porno


Perché le post-femministe rivendicano il diritto al porno
 





Perché le post-femministe rivendicano il diritto al porno

di Michela Marzano • 29-Mag-10

La pornografia : strumento di libertà o rappresentazione degradante della femminilità?


 
 
 
 
Soft, hard, XXX... Viviamo in un mondo in cui la pornografia è divenuta ormai onnipresente e accessibile a tutti. In parte sdoganato dal femminismo pro-sex, il porno viene oggi considerato come un "raffinato divertissement ", un' espressione della cultura pop capace di "rompere i tabù", "esplorare il proibito" e, addirittura, contribuire all' emancipazione femminile. Proprio mentre il linguaggio si trasforma e vengono coniate parole nuove per qualificare non solo le donne, ma anche le competenza femminili: "escort", "ragazze-immagine", "casting", "book"...
 
Che cosa pensare allora della pornografia? Strumento di libertà o rappresentazione degradante della femminilità? Possibilità offerta alla donna per arrivare all' "appagamento sessuale" o semplice strumento per mostrare scene in cui "dei maschi si accaniscono su un pezzo di carne femminile", come rivendica John B. Root, celebre regista francese di film pornografici? Nato in America all' inizio degli anni Novanta, il femminismo pro-sex considera la pornografia come uno spazio di libertà: un modo come un altro per permettere alla donna di entrare in contatto con il proprio corpo, la propria intimità, il proprio piacere. Il porno viene scandagliato, definito e ridefinito per cercare di capire non solo i messaggi che comunica, ma anche le "cose che fa".
 
Utilizzando la teoria performativa del linguaggio, secondo la quale il discorso non ha nessuna essenza particolaree assume un significato diverso a seconda del contesto in cui viene utilizzato, alcune femministe sostengono che la pornografia non sia, per essenza, sessista. Sarebbe, anzi, un modo per ribellarsi all' atavico patriarcato. A loro avviso, basta ricontestualizzare il linguaggio pornografico per cambiarne il senso, farne uno strumento di libertà e trasformarlo in un' arma efficace per combattere il maschilismo. Per le femministe pro-sex, la pornografia può addirittura avere una funzione educativa: dare informazioni sulla sessualità e sul piacere; mostrare gesti e attività alternative; permettere alla donna di prendere coscienza del proprio potere di seduzione. Nel porno, infatti, la donna non sarebbe un mero oggetto sessuale. Al contrario, avrebbe finalmente la possibilità di esprimersi in prima persona e rivendicare pienamente il soddisfacimento del proprio piacere, anche laddove il desiderio la porti a una consensuale sottomissione all' uomo.
 
La pornografia sarebbe quindi un modo per dare libertà alle proprie pulsioni, realizzare concretamente il proprio immaginario sessuale, la possibilità, insomma, per la donna di affermare la propria soggettività nel rapporto sessuale. Le femministe pro-sex difendono il porno anche come uno strumento di visibilità e di ripensamento delle identità gay, lesbica e transessuale. Per alcune di loro, riappropriarsi dei codici pornografici significa decostruire la norma eterosessuale che, per secoli, ha definito in maniera rigida il maschile e il femminile.
 
Ma che cosa resta, oggi, di questa visione emancipatrice della pornografia? Che rapporto esiste tra la libertà sessuale e gli stereotipi pornografici che continuano a ridurre la sessualità a ripetizione, accumulazione e performance? "Io sono mia", "L' utero è mio e lo gestisco io" proclamavano le femministe negli anni Sessanta e Settanta, rivendicando la possibilità, per ogni donna, di giustificare il proprio desiderio sessuale indipendentemente dalla "pulsione a essere fecondata". La rivoluzione sessuale era al proprio apogeo. Per la prima volta nella storia, le donne avevano la possibilità di "fare l' amore" senza "fare figli", di scegliere con chi e come vivere la propria sessualità. In quegli anni di lotta, tuttavia, le femministe non si facevano alcuna illusione rispetto al potere liberatorio della pornografia.
 
Rivendicavano, certo, libertà e uguaglianza. Ma erano convinte che la pornografia non fosse altro che l' espressione della dominazione maschile, un mezzo efficace per rappresentare la donna come un semplice oggetto alla libera disposizione dell' uomo. Si può dar loro torto? Quando si analizza il campo semantico utilizzato dalla pornografia e ci si rende conto che, per illustrare l' attività sessuale delle donne, si parla di "smontare", "soffocare" e "sfondare", sembra piuttosto difficile immaginare che la riappropriazione dei codici pornografici sia realmente al servizio della libertà sessuale e dell' uguaglianza delle donne.
 
Quando si leggono le testimonianze di alcune ex attrici porno, come Raphaëla Anderson, che spiegano di aver terminato alcune scene in un bagno di lacrime e piene di sangue, pare difficile difendere ideologicamente la pornografia come un esercizio di libertà. Certo, in un' epoca in cui si assiste al ritorno di un' ideologia retrograda che vorrebbe spostare l' orologio indietro e rimettere in discussione le conquiste femminili degli anni Sessanta e Settanta, la strada da percorrere per permettere alle donne di vivere liberamente la propria sessualità è ancora lunga. Difendendo la pornografia nel nome delle libertà, però, non si corre forse il rischio di sottoscrivere l' idea che, per natura, la donna ami essere "dominata" dall' uomo?

Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 17, 2013, 22:09:17 pm
Probabilmente non più di te! :rolleyes:

Forse perchè pensi che dato che sei una merda tutti gli altri uomini debbano essere merdosi come te .

Mi spiace ma io se proprio mi devo fare una sega non sento affatto il bisogno di guardare un film porno .
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 17, 2013, 22:12:40 pm
A parte che non sono diventato "mezzo frocio"(si dice bisex), ho sempre avuto e continuo tuttora ad avere una netta preferenza per il corpo femminile, ma visto che non mi è facile trovare il sesso ludico(le prostitute non le considero sesso ludico, ma casomai SESSO MECCANICO, e il sesso meccanico l'ho sperimentato, ma non mi interessa molto) con le ragazze, ho avuto anche qualche esperienza gay(da attivo). Tanti altri etero hanno avuto ed hanno esperienze occasionali del genere, ma per  ipocrisia e paura di apparire meno virili non lo dicono, mentre io sono semplicemente più sincero della media, non me ne vergogno, e non credo di aver fatto nulla di male. Ma non sono un "caso umano" come credi tu, la mia è un'esperienza più comune di quanto si creda!

Ma tornando in topic, si può sapere cosa cavolo c'entra con il discorso su pornografia e femminismo?

Ma sei imbecille o fai soltanto finta .?

E' proprio questa tua dipendenza dal sesso , l'uso ossessivo della pornografia unito al fatto che le donne ti schifano che ti ha portato a metterlo nel culo a qualche povero cristo...
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Vicus - Luglio 17, 2013, 22:25:32 pm
Per favore moderiamo turpiloqui e insulti :timeout: :timeout:
Non ci lamentiamo se poi si ricorre a indebite censure :lol:
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 17, 2013, 22:34:16 pm
Per favore moderiamo turpiloqui e insulti :timeout: :timeout:
Non ci lamentiamo se poi si ricorre a indebite censure :lol:

Abbi pazienza Vicus ma sono diecimila post che scrivo argomentando sugli effetti nocivi della pornografia per gli uomini e sul perchè si producono questi effetti , che vado citando nomi , cognomi ,  fatti , accadimenti , statistiche etc.

Se poi uno non legge non solo ciò che scrivo ma anche tutti gli altri documenti comprovanti le mie tesi non portando nulla a discarico di esse e limitandosi per giunta a rispondere come un ebete , capirai bene che dopo un pò ad uno gli possono anche girare le palle .
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: kautostar - Luglio 17, 2013, 22:35:03 pm
Per favore moderiamo turpiloqui e insulti :timeout: :timeout:
Non ci lamentiamo se poi si ricorre a indebite censure :lol:
Purtroppo con certa gente "poco intelligente"(per usare un eufemismo! uno che crede al CENTRO CULTURALE SAN GIORGIO, non saprei come altro definirlo) che insulta gratuitamente(io mi sono sempre limitato a dire la mia, cercando di non offendere nessuno) e non è in grado di usare la logica, è impossibile discutere tranquillamente.
Io lascio la discussione!

Buona serata!
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 17, 2013, 22:42:42 pm
Purtroppo con certa gente "poco intelligente"(per usare un eufemismo! uno che crede al CENTRO CULTURALE SAN GIORGIO, non saprei come altro definirlo) che insulta gratuitamente(io mi sono sempre limitato a dire la mia, cercando di non offendere nessuno) e non è in grado di usare la logica, è impossibile discutere tranquillamente.
Io lascio la discussione!

Buona serata!

Ti riposto la mia risposta dove ho citato un articolo di Repubblica e non del Centro San Giorgio !

Domanda : per quale buon motivo non dovrei credere al Centro San Giorgio ? Oppure pensi che io sia uno di quei tanti creduloni che si beve tutto ciò che scrivono i maggiori quotidiani che (guarda caso) sono TUTTI PROFEMMINISMO E PROGAY E CONTRO LA FAMIGLIA ?

In primo luogo io il porno non lo guardo proprio per non diventare come te che da assiduo fruitore della pornografia sei diventato un lurido schiavo della vagina che si lagna in continuazione del fatto che le donne ti schifano e non te la danno . E le tue idee MERDOSE delineano perfettamente la sottospecie di uomo che sei  .   

In secondo luogo sono le tue idee che sono vera e propria IMMONDIZIA per ogni uomo che si professi autenticamente antifemminista .  Hai detto che la pornografia fa "bene" , mi vorresti spiegare a cosa dovrebbe fare bene agli uomini la pornografia in rapporto al pericolo femminista ?
Dai rispondi in modo tale da darci sollazzo con le tue risposte allietando in tal modo le nostre serate...

Ho già scritto DIECIMILA volte che gli obiettivi del femminismo SONO GLI STESSI ED IDENTICI di quelli della Scuola di Francoforte , che il femminismo è stato uno strumento usato sia dal marxismo e poi dal capitalismo per corrompere sessualmente gli uomini e distruggere la famiglie ed in  questa corruzione sessuale rientra anche la diffusione della pornografia nell'ambito della Rivoluzione Sessuale che è il perno attorno al quale ruota il femminismo stesso .
Ho citato il ruolo avuto dalla Kollontaj nella diffusione della pornografia nella Russia comunista , dell'opera di sostegno alla diffusione della pornografia di femministe molto influenti come la Kipnis negli Stati Uniti d'America , patria del capitalismo , oppura  la femminista Nadine Strossen che pubblica libri a "difesa della pornografia" , Slavina Perez che diffonde il cosiddetto post porno femminista o la regista femminista Erika Lust che produce porno femministi oppure la pornostar femminista Ovidie che va affermando che il "nuovo femminismo è la pornografia" .
Se vuoi entro meglio nello specifico di ogni singolo argomento .
Ti posto un'articolo di Repubblica non del Centro San Giorgio dove , ovviemente , si scrivono i FALSI motivi per cui le femministe sarebbero a favore della pornografia .

fonte : http://www.fondfranceschi.it/cogito-ergo-sum/perche-le-post-femministe-rivendicano-il-diritto-al-porno


Perché le post-femministe rivendicano il diritto al porno
 





Perché le post-femministe rivendicano il diritto al porno

di Michela Marzano • 29-Mag-10

La pornografia : strumento di libertà o rappresentazione degradante della femminilità?


 
 
 
 
Soft, hard, XXX... Viviamo in un mondo in cui la pornografia è divenuta ormai onnipresente e accessibile a tutti. In parte sdoganato dal femminismo pro-sex, il porno viene oggi considerato come un "raffinato divertissement ", un' espressione della cultura pop capace di "rompere i tabù", "esplorare il proibito" e, addirittura, contribuire all' emancipazione femminile. Proprio mentre il linguaggio si trasforma e vengono coniate parole nuove per qualificare non solo le donne, ma anche le competenza femminili: "escort", "ragazze-immagine", "casting", "book"...
 
Che cosa pensare allora della pornografia? Strumento di libertà o rappresentazione degradante della femminilità? Possibilità offerta alla donna per arrivare all' "appagamento sessuale" o semplice strumento per mostrare scene in cui "dei maschi si accaniscono su un pezzo di carne femminile", come rivendica John B. Root, celebre regista francese di film pornografici? Nato in America all' inizio degli anni Novanta, il femminismo pro-sex considera la pornografia come uno spazio di libertà: un modo come un altro per permettere alla donna di entrare in contatto con il proprio corpo, la propria intimità, il proprio piacere. Il porno viene scandagliato, definito e ridefinito per cercare di capire non solo i messaggi che comunica, ma anche le "cose che fa".
 
Utilizzando la teoria performativa del linguaggio, secondo la quale il discorso non ha nessuna essenza particolaree assume un significato diverso a seconda del contesto in cui viene utilizzato, alcune femministe sostengono che la pornografia non sia, per essenza, sessista. Sarebbe, anzi, un modo per ribellarsi all' atavico patriarcato. A loro avviso, basta ricontestualizzare il linguaggio pornografico per cambiarne il senso, farne uno strumento di libertà e trasformarlo in un' arma efficace per combattere il maschilismo. Per le femministe pro-sex, la pornografia può addirittura avere una funzione educativa: dare informazioni sulla sessualità e sul piacere; mostrare gesti e attività alternative; permettere alla donna di prendere coscienza del proprio potere di seduzione. Nel porno, infatti, la donna non sarebbe un mero oggetto sessuale. Al contrario, avrebbe finalmente la possibilità di esprimersi in prima persona e rivendicare pienamente il soddisfacimento del proprio piacere, anche laddove il desiderio la porti a una consensuale sottomissione all' uomo.
 
La pornografia sarebbe quindi un modo per dare libertà alle proprie pulsioni, realizzare concretamente il proprio immaginario sessuale, la possibilità, insomma, per la donna di affermare la propria soggettività nel rapporto sessuale. Le femministe pro-sex difendono il porno anche come uno strumento di visibilità e di ripensamento delle identità gay, lesbica e transessuale. Per alcune di loro, riappropriarsi dei codici pornografici significa decostruire la norma eterosessuale che, per secoli, ha definito in maniera rigida il maschile e il femminile.
 
Ma che cosa resta, oggi, di questa visione emancipatrice della pornografia? Che rapporto esiste tra la libertà sessuale e gli stereotipi pornografici che continuano a ridurre la sessualità a ripetizione, accumulazione e performance? "Io sono mia", "L' utero è mio e lo gestisco io" proclamavano le femministe negli anni Sessanta e Settanta, rivendicando la possibilità, per ogni donna, di giustificare il proprio desiderio sessuale indipendentemente dalla "pulsione a essere fecondata". La rivoluzione sessuale era al proprio apogeo. Per la prima volta nella storia, le donne avevano la possibilità di "fare l' amore" senza "fare figli", di scegliere con chi e come vivere la propria sessualità. In quegli anni di lotta, tuttavia, le femministe non si facevano alcuna illusione rispetto al potere liberatorio della pornografia.
 
Rivendicavano, certo, libertà e uguaglianza. Ma erano convinte che la pornografia non fosse altro che l' espressione della dominazione maschile, un mezzo efficace per rappresentare la donna come un semplice oggetto alla libera disposizione dell' uomo. Si può dar loro torto? Quando si analizza il campo semantico utilizzato dalla pornografia e ci si rende conto che, per illustrare l' attività sessuale delle donne, si parla di "smontare", "soffocare" e "sfondare", sembra piuttosto difficile immaginare che la riappropriazione dei codici pornografici sia realmente al servizio della libertà sessuale e dell' uguaglianza delle donne.
 
Quando si leggono le testimonianze di alcune ex attrici porno, come Raphaëla Anderson, che spiegano di aver terminato alcune scene in un bagno di lacrime e piene di sangue, pare difficile difendere ideologicamente la pornografia come un esercizio di libertà. Certo, in un' epoca in cui si assiste al ritorno di un' ideologia retrograda che vorrebbe spostare l' orologio indietro e rimettere in discussione le conquiste femminili degli anni Sessanta e Settanta, la strada da percorrere per permettere alle donne di vivere liberamente la propria sessualità è ancora lunga. Difendendo la pornografia nel nome delle libertà, però, non si corre forse il rischio di sottoscrivere l' idea che, per natura, la donna ami essere "dominata" dall' uomo?
 
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Angelo - Luglio 17, 2013, 23:09:23 pm
Standà, ma perchè non ti calmi?
Le tue opinioni non hanno bisogno degli insulti per risultare più valide.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: kautostar - Luglio 17, 2013, 23:16:42 pm
Ma lo sai almeno chi è Michela Marzano?

Dai un'occhiata a quello che scrive: http://it.wikiquote.org/wiki/Michela_Marzano
e al suo curriculum :    http://it.wikipedia.org/wiki/Michela_Marzano

Una parlamentare PDina, femminista fanatica, arrabbiata contro il genere maschile,  anti porno e PRO-ABORTO. Citando la Marzano direi che ti sei dato la zappa sui piedi, e hai confermato la mia teoria(cioè che porno e femminismo sono agli antipodi, non hanno proprio niente in comune)!

Per il resto se vuoi continuare a discutere civilmente, ti prego di smetterla con i tuoi insulti gratuiti: non è facendomi passare per una merda umana, che puoi rafforzare le tue argomentazioni.Anzi comportandoti così, ottieni l'effetto contrario, e dimostri di non avere argomenti per controbattere alle mie parole!
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 17, 2013, 23:27:57 pm
Ma lo sai almeno chi è Michela Marzano?

Dai un'occhiata a quello che scrive: http://it.wikiquote.org/wiki/Michela_Marzano
e al suo curriculum :    http://it.wikipedia.org/wiki/Michela_Marzano

Un parlamentare PDina, femminista fanatica, arrabbiata contro il genere maschile,  anti porno e PRO-ABORTO. Citando la Marzano direi che ti sei dato la zappa sui piedi, e hai confermato la mia teoria(cioè che porno e femminismo sono agli antipodi, non hanno proprio niente in comune)!

Per il resto se vuoi continuare a discutere civilmente, ti prego di smetterla con i tuoi insulti gratuiti: non è facendomi passare per una merda umana, che puoi rafforzare le tue argomentazioni.Anzi comportandoti così, ottieni l'effetto contrario, e dimostri di non avere argomenti per controbattere alle mie parole!

Ripeto .

Io di argomenti te ne ho portati fin TROPPI mentre TU NON HAI PORTATO NULLA !

Non importa che la Marzano  sia o non sia a favore del porno . L'importante è che lei da femminista , buttando giù in parte la maschera , afferma che c'è un'intima assonanza tra femminismo e pornografia !

Le tue parole non hanno senso e sono soltanto il frutto di una profonda ignoranza .

Se tiu coscessi di più l'ideologia femminista che è la figlia della Scuola di Francoforte , del marxismo e dell'alta finanza massonica di certo non parleresti in questo modo . 
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 17, 2013, 23:36:57 pm
Standà, ma perchè non ti calmi?
Le tue opinioni non hanno bisogno degli insulti per risultare più valide.

Credimi Sandokan

Io , francamente , una persona che osanna la pornografia che "fa bene" (a cosa ?) , che si lagna dalla mattina alla sera che le donne lo schifano (senza minimamente chiedersi il perchè) , che non si sa bene in cosa consiste il suo antifemminismo se non quello di costringere qualche donna a farsi insozzare da tipi come lui e non riuscendoci passano il tempo a metterglielo nel culo a qualche poveraccio senza neanche fargli il favore di menarglielo da dietro per sdebitarsi , in non so proprio come definirlo . 
E qui mi trattengo...
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: kautostar - Luglio 17, 2013, 23:37:12 pm

Non importa che la Marzano  sia o non sia a favore del porno . L'importante è che lei da femminista , buttando giù in parte la maschera , afferma che c'è un'intima assonanza tra femminismo e pornografia !


Veramente la Marzano ha affermato ben altro:
Citazione
Rivendicavano, certo, libertà e uguaglianza. Ma erano convinte che la pornografia non fosse altro che l' espressione della dominazione maschile, un mezzo efficace per rappresentare la donna come un semplice oggetto alla libera disposizione dell' uomo. Si può dar loro torto? Quando si analizza il campo semantico utilizzato dalla pornografia e ci si rende conto che, per illustrare l' attività sessuale delle donne, si parla di "smontare", "soffocare" e "sfondare", sembra piuttosto difficile immaginare che la riappropriazione dei codici pornografici sia realmente al servizio della libertà sessuale e dell' uguaglianza delle donne.
Cioè che le femministe degli anni '70 erano ANTI-PORNO, e che secondo lei il porno è "l'espressione della dominazione maschile".
Quindi ha scritto tutto il contrario di quello che hai capito tu!(sai leggere?)

Citazione
Io di argomenti te ne ho portati fin TROPPI mentre TU NON HAI PORTATO NULLA !
Io ho appena portato il "tuo" articolo della Marzano, che dimostra che le femministe sono sempre state ANTI-PORNO, e solo in tempi moderni è venuto fuori qualche movimento femminista favorevole al porno. Ma comunque il porno che piace alle femministe, non ha nulla a che vedere con il porno classico, ma è sempre in versione anti-maschile(tipo con donne "mistress" che dominano e maltrattano gli uomini, e roba del genere)
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 17, 2013, 23:51:14 pm
Veramente la Marzano ha affermato ben altro: Cioè che le femministe degli anni '70 erano ANTI-PORNO, e che secondo lei il porno è "l'espressione della dominazione maschile".
Quindi ha scritto tutto il contrario di quello che hai capito tu!(sai leggere?)
Io ho appena portato il "tuo" articolo della Marzano, che dimostra che le femministe sono sempre state ANTI-PORNO, e solo in tempi moderni è venuto fuori qualche movimento femminista favorevole al porno. Ma comunque il porno che piace alle femministe, non ha nulla a che vedere con il porno classico, ma è sempre in versione anti-maschile(tipo con donne "mistress" che dominano e maltrattano gli uomini, e roba del genere)


Ripeto la Marzano che è antiporno afferma che il femminismo è favorevole al porno , quale miglior prova dell'ammissione di una femminista !

La kollontaj , la kipnis e tante altre hanno tutte contribuito alla diffusione del porno !

Negli anni 70 soltanto una piccola minoranza facente capo alla McKinnon ed alla grassona erano "contrarie" non al porno ma SOLTANTO ad un certo TIPO di porno ! TUTTE LE FEMMINISTE hanno SEMPRE PREDICATO il cd "AMORE E SESSO LIBERO COME STRUMENTO DI EMANCIPAZIONE DELLA DONNA E DI LIBERAZIONE DALL'OPPRESSIONE PATRIARCALE "

La Rivoluzione Sessuale (di cui la pornografia è una componente) è il perno attorno al quale ruota TUTTO il femminismo .

Leggiti la Storia della Rivoluzione Sessuale tratta da Wikipedia e vedrai che è tutto COLLEGATO !

Questo articolo, preso da Wikipedia, seppur limitato, ha il pregio di presentare a grandi linee la storia della Rivoluzione Sessuale. Naturalmente, i singoli elementi che la compongono (aborto, divorzio, contraccezione, ecc..) meriterebbero approfondimenti a parte, ma abbiamo ritenuto utile riportarlo in questo contesto per poter cogliere le radici filosofiche e culturali del fenomeno pornografico. La pornografia è figlia della Rivoluzione Sessuale degli anni '60. A sua volta, la Rivoluzione Sessuale è una propaggine della Rivoluzione Culturale, un movimento preparato a tavolino fin dagli anni '30 dalla Scuola di Francoforte prima in Germania e in seguito oltre Oceano. Loschi figuri come Adorno e Marcuse, che applicarono il freudismo in chiave marxista, sparsero il loro veleno nelle Università e alimentarono quel fermento che più tardi sfociò nella contestazione giovanile, che in Europa ebbe il suo culmine nel Sessantotto. Anche quel formidabile strumento propagandistico che è la cinematografia hollywoodiana e le opere sulla sessualità degli americani del Dr. Kinsey (pedofilo e seguace del mago nero Aleister Crowley) prepararono il terreno ideale alla Rivoluzione Sessuale. Lo stesso devesi dire dell'avvento di una musica dionisiaca come il rock'n'roll e di gruppi come i Doors o i Rolling Stones, di concerti come Woodstock o Monterey, o della massiccia diffusione delle droghe psichedeliche. In definitiva, la pornografia non è che uno degli aspetti della multiforme controcultura degli anni Sessanta, il cui scopo complessivo è lo sradicamento della cultura occidentale e cristiana. Tale processo può essere riassunto da questa frase del romanziere tedesco Artur Landsberger (1876-1933): «Un Paese non è altro che un corpo gigantesco: chi regola le sue funzioni genitali, influenza tutto il corpo e lo riduce in suo potere. Si prende un Paese attraverso il suo istinto più sviluppato, allora, quella generazione, senza più ritegno, perderà le sue forze e sarà in preda a un'ebbrezza di cui noi potremo regolarne la durata. Creando sempre nuovi stimoli, sapremo rendere permanete quell'ebbrezza e fare del Paese un'isola di ossessi».
 

 

Con il termine «Rivoluzione Sessuale» si designa un sostanziale cambiamento nella moralità riguardo alla sessualità nei Paesi occidentali, che ebbe luogo tra i tardi anni Sessanta e i primi anni Settanta del XX secolo.
 

l Introduzione

 

Secondo alcuni storici, la Rivoluzione Sessuale non rappresenterebbe una vera e propria rottura rispetto ai costumi occidentali in fatto di sesso degli anni precedenti. Si tratterebbe invece di una liberalizzazione, dopo un periodo di chiusura nei confronti della sessualità tra gli anni Trenta e Cinquanta. Si fà al riguardo osservare che la Guerra Fredda avrebbe favorito gli atteggiamenti conformisti nel sociale. Negli Stati Uniti, il conformismo prese toni puritani che si scontravano con comportamenti sessuali naturali o addirittura, ironicamente, caratteristici della cultura. Questo periodo di puritanesimo da Guerra Fredda sarebbe sfociato, in seguito, nella ribellione culturale che prese le forme della Rivoluzione Sessuale. È d'altra parte discutibile la misura in cui la Rivoluzione Sessuale portò a significativi cambiamenti nel comportamento sessuale. Secondo diverse testimonianze, il principale cambiamento non consistette nel fatto che la gente praticasse con maggiore frequenza il sesso o diverse forme di sesso; semplicemente, se ne parlava più apertamente di quanto non facessero le precedenti generazioni. Lo storico David Allyn lo definisce un periodo di coming out riguardo a rapporti sessuali prematrimoniali, alla masturbazione, alle fantasie erotiche, all'uso della pornografia, e all'omosessualità. Detto questo, è altrettanto vero che il comportamento sessuale effettivamente cambiò per la maggioranza delle donne, ma soltanto una generazione dopo che la cosiddetta Rivoluzione aveva avuto inizio. Il comportamento delle donne che raggiunsero la maturità sessuale dopo la metà degli anni Ottanta ha numerosi tratti in comune con quello degli uomini della generazione precedente: ebbero più partner (da due a tre volte tanti) e cominciarono ad avere rapporti sessuali in età più giovane (da tre a cinque anni prima) delle donne della generazione degli anni Settanta. La poesia Annus Mirabilis (1974) dello scrittore britannico Philip Larkin (1922-1985) coglie lo spirito della Rivoluzione Sessuale. La prima strofa recita:

 

«Sexual intercourse began
in nineteen sixty-three
(which was rather late for me)
between the end of the "Chatterley" ban
and the Beatles' first LP».
 Il rapporto sessuale cominciò
nel millenovecentosessantatré
(assai tardi per me)

tra la fine della proibizione de «L'amante di Lady Chatterley»
e il primo LP dei Beatles.
 

 

 
David Allyn Philip Larkin

 

Larkin non menziona l'avvento della contraccezione orale nel 1960, ma avrebbe potuto. La possibilità di avere rapporti sessuali senza correre il rischio di avere dei figli sancì secondo alcuni la nascita della Rivoluzione Sessuale, e l'inizio di una svolta verso la libertà sessuale. A detta di molti, questo trend si è invertito a partire dagli anni Ottanta, in cui l'atteggiamento nei confronti del sesso si fece più conservatore, almeno in parte a causa della paura dell'AIDS.

 

l Sviluppo storico

 

La Rivoluzione Sessuale è il prodotto dell'evoluzione della società occidentale nella storia recente. Lo sviluppo dell'Età moderna assistette alla graduale erosione del potere dei valori e della morale radicati nella tradizione cristiana, e all'affermazione di una cultura maggiormente permissiva nei confronti della libertà sessuale e della sperimentazione che si diffuse in tutto il mondo e che può essere riassunta nell'espressione «amore libero».

 

l Rapporto con gli sviluppi culturali dell'età moderna

 

Nel XIX secolo, la Rivoluzione Industriale, e con essa lo sviluppo della scienza, della tecnologia, della medicina e una maggiore attenzione alla salute, portarono allo sviluppo di migliori contraccettivi. Progressi nella manifattura e nella produzione della gomma resero possibile la produzione di massa di preservativi, che divennero accessibili a un gran numero di persone, con la possibilità di evitare le gravidanze indesiderate sostenendo un costo modesto. Progressi nell'immunologia resero inoltre l'aborto meno rischioso per la salute della donna. A partire dal secondo dopoguerra, sviluppi nella chimica, nella farmacologia, nella biologia e nella fisiologia umana resero disponibili nuovi farmaci, portando alla scoperta e al perfezionamento dei contraccettivi orali (la «Pillola») nel 1960. Nuovi medicinali, come il Viagra, consentirono agli uomini impotenti di avere un'erezione, e aumentarono la potenza di altri. L'acquisto di un afrodisiaco, come di vari giocattoli sessuali divenne un fatto normale; crebbe la popolarità del sadomasochismo. Nel corso degli anni Sessanta e Settanta, il divorzio unilaterale divenne una concreta possibilità legale in diversi Paesi. Tali sviluppi ebbero luogo al contempo, e in combinazione con, un aumento dell'alfabetismo a livello mondiale, e con il progressivo declino dell'osservanza religiosa. Antichi valori, quali la nozione del «crescete e moltiplicatevi» biblico, ad esempio, vennero abbandonati; si diffusero gli stili di vita delle culture occidentali. Gli scritti di autori come Herbert Marcuse (1898-1979) e Wilhelm Reich (1897-1957), inoltre, contribuirono allo sviluppo della libertà sessuale.

 

 
Herbert Marcuse Wilhelm Reich

 

l Sviluppo tecnologico

 

Gli sviluppi nel campo della fotografia e della cinematografia, in particolare i miglioramenti nella tecnologia delle apparecchiature per riprendere immagini ferme e in movimento della gente, accelerò la diffusione di film e fotografie. Studi sulla psicologia dei consumatori e nuove tecniche di marketing e pubblicità aiutarono la crescita dell'industria cinematografica a Hollywood, creando un mercato di massa per immagini attraenti, prima in bianco e nero e successivamente a colori e in Technicolor.

 

l La scuola freudiana

 

Sigmund Freud (1856-1939) credeva che le radici del comportamento umano risiedessero nella libido. La nuova «scienza» moderna della psicanalisi rivoluzionò l'immagine di sé di un'intera cultura. La pruderie vittoriana venne messa da parte da una nuova consapevolezza del desiderio sessuale. Secondo Freud, gli uomini avevano il complesso di Edipo e le donne l'invidia del pene. Gli studiosi anarchici di Freud, Otto Gross (1877-1920) e specialmente Wilhelm Reich, che coniò la frase «Rivoluzione Sessuale», svilupparono una sociologia del sesso negli anni Venti e Trenta.

 

 
Sigmund Freud Otto Gross

 

l Nascita delle stelle del cinema

 

Bellissime donne e uomini estremamente affascinanti vennero selezionati rigorosamente per diventare stelle del cinema, e quando venivano scritturati in film con romantiche scene d'amore, baci, abbracci e flirt, un'intera cultura venne trasformata, essendo diventato più accettabile mostrare segni d'affetto in pubblico. L'umore molto conservatore che aveva portato al XX secolo fece strada a un crescente milieu erotico, che venne reso popolare dall'industria del cinema. La nudità sullo schermo fu inizialmente rara. Ma con il passare del tempo la gente divenne più tollerante della nudità parziale per gli uomini e per l'esibizione dei seni delle attrici; inizialmente per il pubblico adulto e successivamente per quello generale. L'invenzione della televisione rese possibile trasmettere scene d'amore o romantiche in qualsiasi casa con una TV. Nacque un intero genere di attori che erano particolarmente dotati di carisma e sex appeal. Nacque quindi un'intera cultura che era immersa e eroticizzata da film e televisione, distante dai decenni passati, di più rigida e tradizionale morale sessuale. I nomi famosi del mondo dello spettacolo non divennero solo «stelle», ma anche «dee» o «icone». Donne attraenti come Mae West (1893-1980), Marilyn Monroe (1926-1962), Raquel Welch, Brigitte Bardot, Jane Fonda, Sophia Loren, Madonna e le sue più giovani imitatrici, furono esplicite nell'emanare un'aura sessuale rispetto al loro essere attrici e verso i mass media affamati di celebrità. Una scena d'amore in ogni film venne accettata come la norma.

 

l Kinsey e Masters & Johnson

 

Alla fine degli anni Quaranta e nei primi anni Cinquanta, Alfred C. Kinsey (1894-1956) pubblicò due sondaggi sui comportamenti sessuali moderni. Nel 1948, Alfred C. Kinsey e i suoi collaboratori, rispondendo alle richieste avanzate dalle studentesse della Indiana University per maggiori informazioni sul comportamento sessuale umani, pubblicarono il libro Sexual Behavior in the Human Male, cui fece seguito cinque anni dopo Sexual Behavior in the Human Female. Questi libri diedero il via ad una rivoluzione della consapevolezza sociale della sessualità umana e la portarono all'attenzione del pubblico. Si dice che all'epoca, la morale pubblica limitasse notevolmente la discussione libera sulla sessualità come caratteristica umana, e in particolare le pratiche sessuali, specialmente quelle che non portavano alla procreazione. I libri di Kinsey, che tra le altre cose riportavano scoperte sulla frequenza di diverse pratiche sessuali compresa l'omosessualità, provocarono scalpore. Molte persone ritenevano che lo studio del comportamento sessuale avrebbe minato la struttura della famiglia e danneggiato la società statunitense. Questi libri gettarono le basi per il lavoro di William Howell Masters e Virginia Eshelman Johnson. Nel 1966 il loro saggio dirompente, intitolato La risposta sessuale umana, rivelò la natura e l'estensione delle pratiche sessuali dei giovani statunitensi.

 



 

l L'amante di Lady Chatterley, Tropico del Cancro e Fanny Hill

 

Negli anni tra il 1959 e il 1966, negli Stati Uniti venne rimosso il bando su tre libri dall'esplicito contenuto erotico: L'amante di Lady Chatterley (1928), Tropico del Cancro (1934) e Fanny Hill (1748). Precedentemente erano stati attuati controlli su ciò che si poteva o non si poteva pubblicare. Ad esempio negli Stati Uniti d'America venne vietata l'importazione dell'Ulysses (1922) di James Joyce (1882-1941); nella Chiesa cattolica venne pubblicato l'Index Librorum Prohibitorum e a Boston la Watch and Ward Society, di derivazione protestante fondata da Anthony Comstock (1844-1915), rese la frase banned in Boston un detto popolare. Nel 1959, la Grove Press pubblicò un'edizione censurata de L'amante di Lady Chatterley di David Herbert Lawrence (1885-1930), ma le Poste inglesi confiscarono le copie che venivano spedite per posta. L'avvocato Charles Rembar (1915-2000) citò in giudizio il direttore delle Poste di New York e vinse la causa davanti alla corte federale.

 

   
Da sinistra: L'amante di Lady Chatterley, Tropico del Cancro e Fanny Hill.

 

Nel 1965, Tom Lehrer celebrò la carica erotica del romanzo nella canzone satirica Smut:

 

«Who needs a hobby like tennis or philately?
I've got a hobby: rereading Lady Chatterley».
 Che bisogno c'è di un hobby come il tennis o la filatelia?

Io ho un hobby: rileggere Lady Chatterley.
 

 

Il romanzo di Henry Miller (1891-1980) Tropico del Cancro, a causa degli espliciti brani sessuali non poté essere pubblicato negli Stati Uniti (ma un'edizione del romanzo, pubblicata dalla Obelisk Press di Parigi, arrivò in America di contrabbando). Nel 1961, la Grove Press pubblicò una copia del romanzo e in vari Stati furono intentate numerose azioni legali contro dozzine di librai per permetterne la vendita. La pubblicazione venne definitivamente consentita dalla decisione del 1973 della Corte Suprema degli Stati Uniti in Miller vs. California. Nella sentenza, la Corte definì l'«oscenità» secondo quello che viene oggi chiamato «testo di Miller» 2. Nel 1965, la Putnam pubblicò il romanzo Fanny Hill, scritto nel da John Cleland (1709-1789). Questo fu un punto di svolta perché Charles Rembar fece ricorso contro un ordine restrittivo che portò fino alla Corte Suprema e vinse. In Memoirs vs. Massachusetts, 383 U.S. 413, la Corte sentenziò che il sesso era «una grande e misteriosa forza motivatrice nella vita umana», e che la sua espressione nella letteratura era protetta dal Primo Emendamento. Solo i libri che facevano appello principalmente a «interessi osceni» potevano essere messi al bando. In una frase celebre, la Corte disse che l'oscenità è «interamente priva di un'importanza sociale redimente», volendo dire con ciò che, al contrario, qualsiasi opera con una importanza sociale redimente non era oscena, anche se conteneva passaggi isolati che potevano «depravare o corrompere» alcuni lettori. Questa decisione fu di particolare importanza, poiché, dei tre libri menzionati, Fanny Hill ha di gran lunga la maggior quantità di contenuto che sembra appellarsi a interessi osceni, e la più piccola parte di merito letterario e di «importanza sociale redimente». Mentre una versione censurata de L'amante di Lady Chatterley è stata una volta pubblicata, nessuna operazione simile è stata mai compiuta per Fanny Hill (ed è difficile persino immaginare di cosa potrebbe consistere un tale lavoro). Permettendo la pubblicazione di Fanny Hill, la Corte Suprema pose il limite per un qualsiasi bando così in alto che lo stesso Rembar definì la decisione del 1966 come «la fine dell'oscenità».

 

l Manuali sul sesso (saggistica)

 

La decisione della Corte che legalizzò la pubblicazione di Fanny Hill ebbe un effetto ancor più importante: liberò dalla paura di azioni legali, e opere saggistiche riguardanti il sesso e la sessualità iniziarono ad apparire. Nel 1962, Helen Gurley Brown pubblicò Sex and the Single Girl: The Unmarried Woman's Guide to Men, Careers, the Apartment, Diet, Fashion, Money and Men («Il sesso e la ragazza single: guida per la donna non sposata agli uomini, alla carriera, all'appartamento, alla dieta, al fascino, ai soldi e agli uomini»). Già solo il titolo sarebbe stato impensabile un decennio prima 3. Nel 1969, Joan Garrity, usando lo pseudonimo «J.», pubblicò The Way to Become the Sensuous Woman («Il modo di diventare la donna sensuale»), completo di cose come gli esercizi per migliorare la destrezza della lingua. Lo stesso anno vide la comparsa del libro del Dr. David Reuben, intitolato Everything You Always Wanted to Know About Sex (But Were Afraid to Ask) («Tutto ciò che avresti sempre voluto sapere sul sesso, ma che hai avuto paura di chiederlo»). Nonostante la dignità delle credenziali mediche di Reuben, il libro aveva un tono leggero e, per molti lettori, mantenne abbastanza fedelmente le promesse. Una signora di mezza età di un paesino del Wisconsin venne udita esclamare: «Prima di leggere questo libro, non sapevo con precisione cosa fosse ciò che gli omosessuali fanno». Nel 1970, il Boston Women's Health Collective pubblicò Women and their Bodies (che divenne meglio noto in seguito con il nuovo titolo Our Bodies, Ourselves). Pur non essendo un trattato sull'erotismo o un manuale sessuale, il libro includeva comunque delle descrizioni franche della sessualità e conteneva illustrazioni che avrebbero potuto causare problemi legali solo pochi anni prima. Nel 1972 arrivò il libro di Alex Comfort (1920-2000), The Joy of Sex: A Gourmet Guide to Love Making («La gioia del sesso: una guida buongustaia all'atto sessuale»).

 

   
Da sinistra: Sex and the Single Girl, The Way to Become the Sensuous Woman e Everything You Always Wanted to Know About Sex.

 

Nel 1975, Zeig Mal! (Mostrami!), di Will McBride, scritto con la psicologa Helga Fleichhauer-Hardt, per i bambini e i loro genitori, apparve nelle librerie su entrambe le sponde dell'Atlantico. Apprezzato da molti genitori per la sua descrizione esplicita delle/dei preadolescenti alla scoperta e all'esplorazione della loro sessualità, il libro scandalizzò altri e alla fine venne tolto dalla circolazione negli Stati Uniti e in alcune altre nazioni. Ebbe un seguito nel 1989 con Zeig Mal Mehr! (Mostrami di più!). Questi libri avevano molte cose in comune. Mostravano fatti ed erano di fatto educativi. Erano disponibili al pubblico generalizzato. Erano impilati sui banconi delle librerie scontate, erano tra quelli selezionati dai club librari e i loro autori erano ospiti dei talk show di tarda serata. La gente li leggeva in pubblico. In una rispettabile casa della classe media, Playboy e Fanny Hill possono essere presenti, ma tenuti solitamente fuori vista. Ma alcuni di questi libri potrebbero trovarsi tranquillamente sul tavolino del soggiorno. Soprattutto, tutti questi libri riconoscevano e celebravano la coltivazione del piacere erotico. Il contributo di tali libri alla Rivoluzione Sessuale non dev'essere esagerato. Libri precedenti, come What Every Girl Should Know («Quello che ogni ragazza dovrebbe sapere»; 1920), di Margaret Sanger (1879-1966) e A Marriage Manual («Un manuale di matrimonio»; 1939), di Hannah ed Abraham Stone (1890-1959), avevano rotto il completo silenzio nel quale la gente, le donne in particolare, era cresciuta. Negli anni Cinquanta, negli Stati Uniti, era diventato finalmente raro che una donna arrivasse alla prima notte di nozze senza sapere letteralmente cosa aspettarsi. Ma la discussione aperta sul sesso come piacere, e le descrizioni di pratiche e tecniche sessuali, fu veramente rivoluzionaria. C'erano pratiche di cui, forse, qualcuno aveva sentito parlare. Ma molti adulti non erano certi se fossero realtà, o fantasie che si trovavano solo nei libri pornografici. Erano cose «normali», o erano esempi di psicopatologia? 4. Le donne sposate facevano queste cose, o solo le prostitute? Il Rapporto Kinsey rivelò che queste pratiche erano, alla fine dei conti, sorprendentemente frequenti.

 

   
Will McBride Margaret Sanger Abraham Stone

 

l Elvis Presley

 

Durante gli anni Cinquanta, un cantante e attore in particolare, Elvis Presley (1935-1977), introdusse uno stile di danzare ed esibirsi molto veloce, usando i contorcimenti del suo corpo in modo sessualmente suggestivo. Venne soprannominato Elvis the Pelvis («Elvis il bacino») per i suoi tipici ancheggiamenti. Milioni di giovani donne divennero sue ammiratrici ed egli divenne il loro «idolo». Sul palco e in concerto, migliaia di ragazze strillavano e piangevano durante la sua esibizione. Presley è stato indicato come un fattore principale della «perdita di inibizioni» e nella «ribellione giovanile» degli anni Cinquanta e Sessanta.

 

l Medicina e sesso

 

Lo sviluppo degli antibiotici negli anni Quaranta rese possibile una cura per la maggior parte delle malattie veneree dell'epoca, rimuovendo la minaccia di malattie sessualmente trasmissibili come la sifilide. Nei primi anni Sessanta divenne disponibile la pillola anticoncezionale. Con la rimozione del rischio di malattie e gravidanza, molte delle limitazioni tradizionali ai comportamenti sessuali sembrarono ingiustificate. Con la nozione che le malattie trasmesse sessualmente erano facilmente curabili, parte della generazione del baby boom sperimentò il sesso al di fuori del matrimonio. L'avvento dell'herpes genitale e dell'AIDS ha fatto oscillare il pendolo in direzione opposta, ma le tendenze moderne vanno verso la riduzione del rischio, attraverso l'educazione e il sesso sicuro, piuttosto che verso il ritorno alla monogamia e a norme sessuali più tradizionali.

 

l Contraccezione

 

Nuovi metodi di contraccezione permisero a uomini e donne di prendere il controllo della propria riproduzione. La disponibilità a basso prezzo di preservativi in gomma per gli uomini e della spirale intrauterina e dei contraccettivi orali per le donne, diede un senso di affrancamento dal rischio di gravidanza a seguito del rapporto sessuale.

 

l La Rivoluzione Sessuale nel Regno Unito

 

In Gran Bretagna, la nuova generazione cresciuta dopo la Seconda Guerra Mondiale si era stancata dei razionamenti e dell'austerità degli anni Quaranta e Cinquanta e dei valori vittoriani dell'epoca precedente. Così gli anni Sessanta furono un periodo di ribellione le tristi mode e norme sociali della generazione precedente. I primi indizi di cambiamento si videro nel 1960, quando il governo dell'epoca cercò senza successo di perseguire per oscenità la Penguin Books, per la pubblicazione del romanzo L'amante di Lady Chatterley che era stato messo al bando fin dagli anni Venti, per il suo contenuto (per l'epoca) piccante. Come prova di quanto l'atteggiamento dell'establishment fosse «vecchio stile», l'avvocato dell'accusa Mervyn Griffith-Jones, passò alla storia per essersi posto davanti alla giuria durante la sua arringa finale e aver chiesto: «È questo un libro che desiderereste fosse letto da vostra moglie o dalla vostra servitù»? Quando il caso fu chiuso, il romanzo divenne un best seller, con due milioni di copie vendute. La pillola anticoncezionale divenne disponibile presso il National Health Service negli anni Sessanta, prima limitatamente alle donne sposate, ma più tardi in quel decennio la disponibilità venne estesa a tutte le donne.

 

l Libero amore

 

Nata a San Francisco a metà degli anni 1960, la nuova cultura dell'«amore libero», vide decine di migliaia di giovani che divennero hippy e predicavano il potere dell'amore e la bellezza del sesso, come componente della vita quotidiana. Ciò era parte di una controcultura che esiste ancora oggi. All'inizio degli anni Settanta era accettabile per le Università di permettere alloggi studenteschi in cui uomini e donne si mischiavano liberamente. L'«amore libero» continuò in forme diverse per tutti gli anni Settanta e finì improvvisamente quando l'opinione pubblica iniziò ad essere conscia dell'AIDS, a metà degli anni Ottanta.

 

l Sesso esplicito sullo schermo

 

Il sesso esplicito sullo schermo, e con esso l'accettazione del nudo da parte di uomini e donne sulla scena, divenne la norma in diversi Paesi europei e nordamericani verso la fine del XX secolo. Locali specializzati nello spogliarello e nella lap dance si diffusero rapidamente; le famose conigliette di Playboy iniziarono questo trend.

 

l Rapporti sessuali prematrimoniali

 

Gli aderenti alla controcultura praticavano apertamente il sesso prematrimoniale; nel corso degli anni Settanta ciò divenne un fatto comune tra i giovani. Sempre negli anni Settanta, la possibilità di abortire legalmente si diffuse in diversi Paesi. Questi fatti portarono alla percezione di quegli anni, da parte di alcuni, come un'epoca di promiscuità, decadenza ed edonismo; in epoca recente la tendenza sembra inoltre essersi invertita negli Stati uniti, dove si assiste a un ritorno ai valori tradizionali, attraverso campagne propagandistiche relative al valore della verginità prematrimoniale.

 






 

Note

 

1 Scritto reperibile alla pagina web

http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_sessuale

2 L'articolo di Wikipedia in lingua inglese sulla pornografia nota che «Negli Stati Uniti, la pornografia è legale se non corrisponde al testo di Miller sulle oscenità, cosa che non si verifica quasi mai».

3 Nel 1965, la stessa autrice avrebbe trasformato la rivista Cosmopolitan in un manuale di vita per giovani donne in carriera.

4 Quando usiamo parole come fellatio stiamo ancora usando la terminologia usata da Krafft-Ebing in Psychopathia Sexualis.

 

Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 17, 2013, 23:58:13 pm
Non hai ancora risposto alla mia domanda :

In cosa a me , uomo , dovrebbe giovarmi la pornografia , come tu affermi ?
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: kautostar - Luglio 18, 2013, 00:00:32 am
Senza dubbio esiste un porno femminista, ma non tutto il porno è femminista, l'equazione PORNOGRAFIA=FEMMINISMO mi sembra semplicistica e priva di senso!
http://www.giornalettismo.com/archives/268912/il-porno-femminista/

Citazione
PORNO PER DONNE - Il porno femminista è un genere di film erotici che sono pensati per un pubblico che non apprezza la tradizionale iconografia dei film a luci rosse. Niente attrici con seni enormi e con visi da Barbie, ma donne di ogni forma ed orientamento sessuale, e con un aspetto più da donna che va al supermercato a comprare il cibo che da modella. Il documentario sulle trans è uno dei 41 film che sono stati celebrati nel tradizionale evento che si svolge a Toronto. I premi sono assegnati per categorie quali “Scena lesbica più eccitante”, “Film etero più sexy”, “Insegnante zozzona per l’educazione sessuale”.
 
LUCI ROSSE DIVERSO - Alcuni film sono realizzati quasi come degli homevideo, e al di là di scene erotiche molto esplicite come da tradizione pornografica, contengono molti più dialoghi rispetto al classico film tutto incentrato sulla ripresa dell’atto sessuale nelle varie posizioni. Ovviamente molto presente è il cinema lesbo, realizzato con molto più tatto e sensibilità rispetto alle scene tra donne che vengono prodotte per un pubblico maschile. I Feminist Porn Awards sono giunti alla loro settima edizione, e sono stati creati da Carlyle Jansen, che a Toronto possiede un negozio di giochi sessuali per donne. La partecipazione è volontaria, anche se c’è uno screening dei selezionati a presentare le loro opere da parte di una giuria composta di sole donne. Quest’anno tra le giurate c’erano scrittrici di libri erotici, una performer di burlesque e anche una professoressa della locale Università che insegna generi e studi sessuali.  Jansen sostiene che il suo festival vuole riconoscere, celebrare e sostenere autori cinematrografici che stanno ridefinendo il concetto di porno.

L’HARD EMANCIPA LA DONNA - I film accettati devono vedere un ruolo preminente della donna nella storia, oppure nell’ideazione dell’opera. Sono banditi gli stereotipi femminili presenti nei normali film hard. Il porno femminista è nato intorno agli anni ottanta, e da allora si è sviluppato in maniera piuttosto costante. Sopratutto grazie alla rete si è creata una nicchia di mercato nel gigantesco businesse del film a luci rosse. Ci sono più citta in America dove le donne possono acquistare video hard più adatti alla loro sensibilità, anche se le scene sono molto forti e per nulla romantiche. “Ci sono molte donne alle quali piace essere sottomesse, questo le eccita e il porno femminista deve rappresentare anche questi sentimenti”. Più di un’autrice sostiene che l’iconografia del luci rosse sia incompatibile con l’idea di emancipazione della donna tipica del movimento femminista, ma a Toronto la pensano in maniera diametramelmente opposta.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: kautostar - Luglio 18, 2013, 00:08:51 am
Non hai ancora risposto alla mia domanda :

In cosa a me , uomo , dovrebbe giovarmi la pornografia , come tu affermi ?
Ma io non ho detto che il porno giova agli uomini(se l'ho scritto mi sono espresso male), ma solo che non credo che sia così tanto dannoso( se non se ne abusa) come sostieni tu(e le femministe). Se ti piace lo guardi, se non ti piace metti un bel programma di parental control, così non rischi di guardarlo neanche per sbaglio. Ma non vedo cosa c'entri con il femminismo, che è agli antipodi della pornografia classica!

Piuttosto se il porno non lo guardi e non ne sei dipendente, che male può farti? perché ce l'hai così tanto con la pornografia?Io trovo più sgradevole e fastidioso il nudo e l'erotismo nella pubblicità, che ci viene sbattuto in faccia contro la nostra volontà, solo per finalità puramente mercantili.
Il porno almeno puoi sceglierlo, il nudo nella pubblicità no!
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Angelo - Luglio 18, 2013, 00:14:31 am



Forse perchè lo collega con alcune idee di stampo massonico?
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Mercimonio - Luglio 18, 2013, 06:28:36 am
Se tiu coscessi di più l'ideologia femminista che è la figlia della Scuola di Francoforte , del marxismo e dell'alta finanza massonica di certo non parleresti in questo modo .

in un ultima istanza solo della finanza internazionale che fu creata con l'usura, il contrabbando, il traffico di armi e droghe e di schiavi.

sia il socialismo che il capitalismo moderno sono un modo per costringere le donne a lavorare e far si' che si possano quindi dimezzare i salari agli uomini oltre poi a distruggere la famiglia tradizionale e tutto il resto, due piccioni con una fava.


Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Vicus - Luglio 18, 2013, 12:08:37 pm
Citazione
sia il socialismo che il capitalismo moderno sono un modo per costringere le donne a lavorare e far si' che si possano quindi dimezzare i salari agli uomini oltre poi a distruggere la famiglia tradizionale e tutto il resto, due piccioni con una fava.
Altro che dimezzare, ormai si danno i posti degli uomini alle donne a 1/4 dello stipendio di 50 anni fa e gli uomini restano a casa.
Le donne non l'hanno ancora capito e ancora cercano un 'uomo in carriera' come loro, incapaci di rendersi conto che i pochi rimasti vanno con le dipendenti ventenni. Mezza Europa è in bancarotta ma proprio non riescono ad aggiornare il loro panorama mentale.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: kautostar - Luglio 18, 2013, 12:56:12 pm
Ma siete tutti complottisti su questo forum? :blink: 
Se è così diventa impossibile(e inutile) qualunque tentativo di dialogo razionale! :(
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Lucia - Luglio 18, 2013, 13:34:38 pm
Altro che dimezzare, ormai si danno i posti degli uomini alle donne a 1/4 dello stipendio di 50 anni fa e gli uomini restano a casa.

50 anni fa eravate uno dei paesi piu poveri del mondo.



Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Vicus - Luglio 18, 2013, 13:39:49 pm
Abbi pazienza Vicus ma sono diecimila post che scrivo argomentando sugli effetti nocivi della pornografia per gli uomini e sul perchè si producono questi effetti , che vado citando nomi , cognomi ,  fatti , accadimenti , statistiche etc.
Se poi uno non legge non solo ciò che scrivo ma anche tutti gli altri documenti comprovanti le mie tesi non portando nulla a discarico di esse e limitandosi per giunta a rispondere come un ebete , capirai bene che dopo un pò ad uno gli possono anche girare le palle .
Non bisogna per forza convincere, e il topic è letto anche da gente che non vi partecipa. Ciascuno legge le varie opinioni e decide a quale credere. Non si è più persuasivi urlando più forte, semmai il contrario ;)
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Vicus - Luglio 18, 2013, 13:41:46 pm
50 anni fa eravate uno dei paesi piu poveri del mondo.
Ma dove l'uomo poteva mantenere una famiglia stabile di cui la donna poteva occuparsi.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 18, 2013, 13:47:41 pm
Senza dubbio esiste un porno femminista, ma non tutto il porno è femminista, l'equazione PORNOGRAFIA=FEMMINISMO mi sembra semplicistica e priva di senso!
http://www.giornalettismo.com/archives/268912/il-porno-femminista/

Il porno non è il femminismo come il femminismo non è il marxismo o come il marxismo non è la massoneria ma TUTTI perseguono i MEDESIMI FINI e sono figli legittimi di un unico albero.
Soltanto i poveri creduloni che credono alle favole ormai non riescono a rendersi conto di ciò che è in atto qui in Occidente da più di un secolo .

Esiste una intellighenzia più o meno segreta che dirige la sorti del mondo e che ha utilizzato in passato il comunismo e che oggi continua ad utilizzare la massoneria ed il femminismo , impadronendosi di tutti i principali organi di comunicazione di massa , per dirigere tutto dalla vita economica fino ai minimi particolari della vita familiare dettando l'agenda politica di ogni Stato come i matrimoni gay , le quote rosa etc. allo scopo di distruggere la cellula fondamentale della società : la famiglia , che confonde l'opinione pubblica sviandola da nobili ideali che sono gli unici che possono modificare questo stato di cose indirizzandola al contempo verso futilità come il grande fratello , la pornografia e stupidate alla Maria De Filippi , l'obiettivo finale è quello di distruggere la civiltà cristiana in Europa e nel mondo allo scopo di instaturare un governo mondiale dispotico , folle ed autodistruttivo che dirige non più esseri umani ma automi e numeri .

Per quanto concerne nello specifico la pornografia essa viene utilizzata da questa intellighenzia per corrompere i popoli con l'immoralità per poterli conquistare e dal femminismo per rendere gli uomini dipendenti dal dio vagina . Diceva Lenin : "Se intendiamo  distruggere una Nazione, dobbiamo, in primo luogo, distruggerne la morale. Allora la Nazione cadrà nelle nostre mani come un frutto maturo. Svegliate l’interesse della gioventù per il sesso e sarà vostra». La prima ambasciatrice russa in Scandinavia, la Sig.a Aleksandra Michajlovna Kollontaj (1872-1952), nota in Russia per aver cercato di conciliare le istanze dei nascenti movimenti femministi con i principi socialisti, aveva la consegna di non parlare di comunismo, ma di propagare, in un crescendo l'amore libero tra la gioventù accademica. Un comunista americano ha confessato, ultimamente, di avere diffuso la letteratura pornografica, per 27 anni, al fine di corrompere la gioventù americana . Scriveva Arthur Landsberg nel suo libro Asiatici, scritto nel 1925: «Un Paese non è altro che un corpo gigantesco. Chi regola le sue funzioni genitali, influenza tutto il corpo e lo riduce in suo potere. Si conquista il Paese mediante il suo istinto più sviluppato; allora, quella generazione senza più ritegno, perderà le sue forze, in preda ad un’ebbrezza di cui noi potremo regolarne la durata. Creando sempre nuovi stimolanti, sapremo renderla permanente e fare del Paese un’isola di ossessi» . La totale spregiudicatezza sessuale della classe lavoratrice, come presupposto della Rivoluzione comunista, costituiva, già negli anni venti, il programma del membro del partito comunista tedesco Wilhelm Reich (1897-1957) , discepolo di Freud, fondatore a Berlino dei cosiddetti «Gruppi Sexpol». Oggi egli è il «profeta degli studenti dell’estrema sinistra. Ecco una delle istruzioni diramate dal Partito Comunista della Florida nel 1970: «Corrompi la gioventù; allontanala dalla religione; desta l’interesse per il sesso; rendila superficiale; distruggi il suo slancio giovanile; soffoca il suo interesse per lo Stato, distraendola con lo sport, con il sesso e con qualsiasi trivialità! Spingila con ogni mezzo a perdere tutte le virtù morali, l’onestà, il pudore, la moderazione e la fede alla parola data»! Diceva Mao Tse-tung (1893-1976): «Faremo penetrare la nostra ideologia attraverso le debolezze morali dei nostri avversari». Da un'istruzione interna del Partito Comunista Italiano del 1970: «Perché dovremo opporci, in nome della morale, alla crescente corruzione della borghesia? Il nostro compito sta nel dare l’appoggio tattico a questo irresponsabile affare pornografico e nel dichiarare, come altissimo fine, l’assoluta libertà artistica. In tal modo, acceleriamo effettivamente la decomposizione della borghesia». Su Il Tempo, del 3 giugno 1984, si poteva leggere: «Un incredibile progetto finanziato dal Comune. Quest'estate avremo pure un posto per «imparare» a fare l’amore, ossia una «Love city». Era il progetto dell’A.R.C.I., l’organizzazione paracomunista di ricreazione per animare la seconda metà di luglio nel quadro dell’Estate Romana, patrocinata dall’assessore alla Cultura, l’on. comunista Renato Nicolini. La «Love city» fu organizzata in un’area di accesso, in un punto «test» incentrato sul «Dimmi come ami e ti dirò chi sei», in una mostra «photo love», una discoteca, uno spazio di conversazione, un «single bar» e naturalmente un «post love». Fu fatta «una gara del bacio più sensuale e travolgente con assegnazione di premi» e anche «una dimostrazione di tecniche di seduzione». La «città dell’amore» si concludeva con «uno spazio per parlare d’amore» e da un «single bar», inteso come «il luogo dell’approccio vero e proprio» dove «trovare un possibile partner». La «Love City» era ambientata, in modo di galvanizzare i partecipanti, tra i nudi monumentali del Foro Italico e costò la somma di 95 milioni, contro i 40 di probabili entrate. La differenza per cinquanta milioni fu coperta dal Comune. A tal fine, i vari partiti in combutta con gli altri laicisti hanno prodotto quell’oceano di pornofilms e di riviste pornografiche che hanno infradicito il mondo occidentale con utili astronomici di migliaia di miliardi di lire. Solo in Italia si stampano ogni settimana 8 milioni di copie di riveste pornografiche. «Corrompere, corrompere, corrompere»! è il motto di Underground, un foglio tedesco porno-politico diffuso fra gli studenti . Ecco quanto affermava l’ex-presidente federale del S.D.S.: «I problemi della sessualità sono stati la nostra via per politicizzare la scolaresca». Così il Segretario del Partito Comunista di Hong-Kong: «Pechino ha investito circa un miliardo di dollari nell’esportazione clandestina della droga nell’Europa. In questo modo, spera di liquidare l’Europa entro una quindicina di anni» . Questa è la tesi sostenuta nel film di Jens Jôrge Thorsen Giornate calme a Clichy, (dove ci si burla di Cristo dal lato sessuale): «La gente deve vivere senza Dio e senza patria. Allora, tutto andrà meglio». L'editrice amburghese Auer stampa, ogni settimana, un milione di copie dedicate al sesso, tra cui St. Porno, Sex-Report, St. Pauli Nachrchten, ecc... II ricavato va a finire nelle casse del Partito Socialista Tedesco . Ecco quanto affermava un libro di testo russo di psico-politica: «L’uomo non è che un animale da gregge con un aspetto esteriore civile. Ma chi desidera tenere unito il gregge e controllarlo, deve saper disporre di tecniche speciali, per calcolare i capricci e le energie di quell’animale-uomo, ai fini dello Stato» .
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Vicus - Luglio 18, 2013, 13:52:25 pm
Sulla pornografia, vedete anche qui:
http://www.questionemaschile.org/forum/index.php?topic=6733.msg77666#msg77666
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: kautostar - Luglio 18, 2013, 14:21:02 pm
Il porno non è il femminismo come il femminismo non è il marxismo o come il marxismo non è la massoneria ma TUTTI perseguono i MEDESIMI FINI e sono figli legittimi di un unico albero.
Soltanto i poveri creduloni che credono alle favole ormai non riescono a rendersi conto di ciò che è in atto qui in Occidente da più di un secolo .

Esiste una intellighenzia più o meno segreta che dirige la sorti del mondo e che ha utilizzato in passato il comunismo e che oggi continua ad utilizzare la massoneria ed il femminismo , impadronendosi di tutti i principali organi di comunicazione di massa , per dirigere tutto dalla vita economica fino ai minimi particolari della vita familiare dettando l'agenda politica di ogni Stato come i matrimoni gay , le quote rosa etc. allo scopo di distruggere la cellula fondamentale della società : la famiglia , che confonde l'opinione pubblica sviandola da nobili ideali che sono gli unici che possono modificare questo stato di cose indirizzandola al contempo verso futilità come il grande fratello , la pornografia e stupidate alla Maria De Filippi , l'obiettivo finale è quello di distruggere la civiltà cristiana in Europa e nel mondo allo scopo di instaturare un governo mondiale dispotico , folle ed autodistruttivo che dirige non più esseri umani ma automi e numeri .

Per quanto concerne nello specifico la pornografia essa viene utilizzata da questa intellighenzia per corrompere i popoli con l'immoralità per poterli conquistare e dal femminismo per rendere gli uomini dipendenti dal dio vagina . Diceva Lenin : "Se intendiamo  distruggere una Nazione, dobbiamo, in primo luogo, distruggerne la morale. Allora la Nazione cadrà nelle nostre mani come un frutto maturo. Svegliate l’interesse della gioventù per il sesso e sarà vostra». La prima ambasciatrice russa in Scandinavia, la Sig.a Aleksandra Michajlovna Kollontaj (1872-1952), nota in Russia per aver cercato di conciliare le istanze dei nascenti movimenti femministi con i principi socialisti, aveva la consegna di non parlare di comunismo, ma di propagare, in un crescendo l'amore libero tra la gioventù accademica. Un comunista americano ha confessato, ultimamente, di avere diffuso la letteratura pornografica, per 27 anni, al fine di corrompere la gioventù americana . Scriveva Arthur Landsberg nel suo libro Asiatici, scritto nel 1925: «Un Paese non è altro che un corpo gigantesco. Chi regola le sue funzioni genitali, influenza tutto il corpo e lo riduce in suo potere. Si conquista il Paese mediante il suo istinto più sviluppato; allora, quella generazione senza più ritegno, perderà le sue forze, in preda ad un’ebbrezza di cui noi potremo regolarne la durata. Creando sempre nuovi stimolanti, sapremo renderla permanente e fare del Paese un’isola di ossessi» . La totale spregiudicatezza sessuale della classe lavoratrice, come presupposto della Rivoluzione comunista, costituiva, già negli anni venti, il programma del membro del partito comunista tedesco Wilhelm Reich (1897-1957) , discepolo di Freud, fondatore a Berlino dei cosiddetti «Gruppi Sexpol». Oggi egli è il «profeta degli studenti dell’estrema sinistra. Ecco una delle istruzioni diramate dal Partito Comunista della Florida nel 1970: «Corrompi la gioventù; allontanala dalla religione; desta l’interesse per il sesso; rendila superficiale; distruggi il suo slancio giovanile; soffoca il suo interesse per lo Stato, distraendola con lo sport, con il sesso e con qualsiasi trivialità! Spingila con ogni mezzo a perdere tutte le virtù morali, l’onestà, il pudore, la moderazione e la fede alla parola data»! Diceva Mao Tse-tung (1893-1976): «Faremo penetrare la nostra ideologia attraverso le debolezze morali dei nostri avversari». Da un'istruzione interna del Partito Comunista Italiano del 1970: «Perché dovremo opporci, in nome della morale, alla crescente corruzione della borghesia? Il nostro compito sta nel dare l’appoggio tattico a questo irresponsabile affare pornografico e nel dichiarare, come altissimo fine, l’assoluta libertà artistica. In tal modo, acceleriamo effettivamente la decomposizione della borghesia». Su Il Tempo, del 3 giugno 1984, si poteva leggere: «Un incredibile progetto finanziato dal Comune. Quest'estate avremo pure un posto per «imparare» a fare l’amore, ossia una «Love city». Era il progetto dell’A.R.C.I., l’organizzazione paracomunista di ricreazione per animare la seconda metà di luglio nel quadro dell’Estate Romana, patrocinata dall’assessore alla Cultura, l’on. comunista Renato Nicolini. La «Love city» fu organizzata in un’area di accesso, in un punto «test» incentrato sul «Dimmi come ami e ti dirò chi sei», in una mostra «photo love», una discoteca, uno spazio di conversazione, un «single bar» e naturalmente un «post love». Fu fatta «una gara del bacio più sensuale e travolgente con assegnazione di premi» e anche «una dimostrazione di tecniche di seduzione». La «città dell’amore» si concludeva con «uno spazio per parlare d’amore» e da un «single bar», inteso come «il luogo dell’approccio vero e proprio» dove «trovare un possibile partner». La «Love City» era ambientata, in modo di galvanizzare i partecipanti, tra i nudi monumentali del Foro Italico e costò la somma di 95 milioni, contro i 40 di probabili entrate. La differenza per cinquanta milioni fu coperta dal Comune. A tal fine, i vari partiti in combutta con gli altri laicisti hanno prodotto quell’oceano di pornofilms e di riviste pornografiche che hanno infradicito il mondo occidentale con utili astronomici di migliaia di miliardi di lire. Solo in Italia si stampano ogni settimana 8 milioni di copie di riveste pornografiche. «Corrompere, corrompere, corrompere»! è il motto di Underground, un foglio tedesco porno-politico diffuso fra gli studenti . Ecco quanto affermava l’ex-presidente federale del S.D.S.: «I problemi della sessualità sono stati la nostra via per politicizzare la scolaresca». Così il Segretario del Partito Comunista di Hong-Kong: «Pechino ha investito circa un miliardo di dollari nell’esportazione clandestina della droga nell’Europa. In questo modo, spera di liquidare l’Europa entro una quindicina di anni» . Questa è la tesi sostenuta nel film di Jens Jôrge Thorsen Giornate calme a Clichy, (dove ci si burla di Cristo dal lato sessuale): «La gente deve vivere senza Dio e senza patria. Allora, tutto andrà meglio». L'editrice amburghese Auer stampa, ogni settimana, un milione di copie dedicate al sesso, tra cui St. Porno, Sex-Report, St. Pauli Nachrchten, ecc... II ricavato va a finire nelle casse del Partito Socialista Tedesco . Ecco quanto affermava un libro di testo russo di psico-politica: «L’uomo non è che un animale da gregge con un aspetto esteriore civile. Ma chi desidera tenere unito il gregge e controllarlo, deve saper disporre di tecniche speciali, per calcolare i capricci e le energie di quell’animale-uomo, ai fini dello Stato» .
Ok, adesso capisco meglio il tuo punto di vista, ma non lo condivido!
O meglio, al massimo posso condividerlo solo in parte, e dopo cercherò di spiegare meglio cosa intendo
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 18, 2013, 14:28:52 pm
La pornografia a lungo andare provoca dipendenza e diventa un'ossessione della psiche umana purtroppo la maggior parte degli uomini che ne diventa dipendente , dopo aver cercato di fare qualche piccolo sforzo per uscirne , vi ricade tristemente e vi resta , vittima di questa ossessione fino alla morte .
La maggior parte degli uomini preferisce rinunciare a una battaglia che si presenta ardua e richiede una forza d'animo granitica , essi , al contrario , acquetano la propria coscienza con la scusa che lottare contro la pornografia e contro gli altri vizi che impestano fisicamente e moralmente gli uomini non ha senso , perchè "non c'è nulla di male"...
Viviamo in tempi dove regna sovrana l'ipocrisia : per evitare di combattere il male , si nega che il male sia male . Così abbiamo la coscienza o meglio quel che ne rimane "a posto" . Invece di modellare la propria vita in base a criteri morali , si modellano , al contrario , i criteri morali in base ai vizi della vita .
I pensieri degli uomini sono stati indirizzati da un martellamento senza precedenti nella storia dell'umanità  verso il vaginismo fino ad assumere comportamenti indice di personalità ossessivo-complusiva .
Cristoforo Colombo è vissuto per mesi nella sua nave in mezzo all'Oceano Atlantico eppure ha scoperto l'America , idem Napoleone Bonaparte che è stato in giro per tutta Europa ha costruito un impero , Mozart ha consegnato all'umanità opere immortali mentre Van Gogh ha consacrato il suo genio nella pittura . Evidentemente la loro vita non ruotava attorno ad un buco attorniato da peli .   
Cosa invece ricorderanno i posteri di questa nostra epoca fra 500 anni ? Youporn o il Grande Fratello ? 
Chi vuole sradicare la pornografia e gli altri turpi vizi che impestano l'animo degli uomini deve in primo luogo eliminare le cause morali .
E' necassario che si faccia piazza pulita senza alcuna pietà di tutto il sudiciume che ci circonda e senza curarci delle proteste di tutti quegli uomini che , vittime di queste dipendenze , non capirebbero la portata del nostro gesto .
L'uomo non ha il diritto di ridursi a passare la propria vita come un automa trastullandosi davanti ad un pc , ma deve impiegare più utilmente il proprio tempo rafforzando il proprio corpo e temprando la propria anima di modo che non crolli di fronte al primo ricatto sessuale femmil-femminista .
Che tipo di uomo vogliamo forgiare ?
Se non riusciamo a liberare gli uomini da questa schiavitù vaginale , essi ne rimarranno per sempre schiavi . E coloro i quali non ammettono l'esistenza di questa situazione così perniciosa si fanno complici di questo processo di prostituzione morale dell'amore in atto ogni sua forma sia esso il matrimonio così come è inteso oggi dal nostro ordinamento giuridico piuttosto che forme surrogative dell'amore come la prostituzione o la pornografia .   
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Lucia - Luglio 18, 2013, 16:12:38 pm
Ma dove l'uomo poteva mantenere una famiglia stabile di cui la donna poteva occuparsi.
se avete tanta nostalgia tornerete allo stesso tenore di vita, nn temere

@Standarte
nei ex paesi communisti non c'era traccia di pornografia
anch eil dipinto della rivoluzione francese la ragazza nuda nel dipinto aveva una cmaicetta adosso.

Tutto cio che rimandava al piacere inutile era vietato e considerato borghese.
Questo lo devi spiegare se vuoi per forza sostenere origini comuniste nella pornografia.
(non è che io voglio diffendere il communismo, solo che questa pecca non ce l'aveva,, era sobrio e pudico)

Secondo me fa parte del consumismo, anzi della stessa mentalita pubblicistica che aumenta i desideri crea ambalaggi belli, per venderti un sacco di mosche.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: controcorrente - Luglio 18, 2013, 17:55:16 pm
La pornografia a lungo andare provoca dipendenza e diventa un'ossessione della psiche umana purtroppo la maggior parte degli uomini che ne diventa dipendente , dopo aver cercato di fare qualche piccolo sforzo per uscirne , vi ricade tristemente e vi resta , vittima di questa ossessione fino alla morte .
La maggior parte degli uomini preferisce rinunciare a una battaglia che si presenta ardua e richiede una forza d'animo granitica , essi , al contrario , acquetano la propria coscienza con la scusa che lottare contro la pornografia e contro gli altri vizi che impestano fisicamente e moralmente gli uomini non ha senso , perchè "non c'è nulla di male"...
Viviamo in tempi dove regna sovrana l'ipocrisia : per evitare di combattere il male , si nega che il male sia male . Così abbiamo la coscienza o meglio quel che ne rimane "a posto" . Invece di modellare la propria vita in base a criteri morali , si modellano , al contrario , i criteri morali in base ai vizi della vita .
I pensieri degli uomini sono stati indirizzati da un martellamento senza precedenti nella storia dell'umanità  verso il vaginismo fino ad assumere comportamenti indice di personalità ossessivo-complusiva .
Cristoforo Colombo è vissuto per mesi nella sua nave in mezzo all'Oceano Atlantico eppure ha scoperto l'America , idem Napoleone Bonaparte che è stato in giro per tutta Europa ha costruito un impero , Mozart ha consegnato all'umanità opere immortali mentre Van Gogh ha consacrato il suo genio nella pittura . Evidentemente la loro vita non ruotava attorno ad un buco attorniato da peli .   
Cosa invece ricorderanno i posteri di questa nostra epoca fra 500 anni ? Youporn o il Grande Fratello ? 
Chi vuole sradicare la pornografia e gli altri turpi vizi che impestano l'animo degli uomini deve in primo luogo eliminare le cause morali .
E' necassario che si faccia piazza pulita senza alcuna pietà di tutto il sudiciume che ci circonda e senza curarci delle proteste di tutti quegli uomini che , vittime di queste dipendenze , non capirebbero la portata del nostro gesto .
L'uomo non ha il diritto di ridursi a passare la propria vita come un automa trastullandosi davanti ad un pc , ma deve impiegare più utilmente il proprio tempo rafforzando il proprio corpo e temprando la propria anima di modo che non crolli di fronte al primo ricatto sessuale femmil-femminista .
Che tipo di uomo vogliamo forgiare ?
Se non riusciamo a liberare gli uomini da questa schiavitù vaginale , essi ne rimarranno per sempre schiavi . E coloro i quali non ammettono l'esistenza di questa situazione così perniciosa si fanno complici di questo processo di prostituzione morale dell'amore in atto ogni sua forma sia esso il matrimonio così come è inteso oggi dal nostro ordinamento giuridico piuttosto che forme surrogative dell'amore come la prostituzione o la pornografia .

Eccellente 11 e lode!  :ok:
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 18, 2013, 18:01:08 pm
se avete tanta nostalgia tornerete allo stesso tenore di vita, nn temere

@Standarte
nei ex paesi communisti non c'era traccia di pornografia
anch eil dipinto della rivoluzione francese la ragazza nuda nel dipinto aveva una cmaicetta adosso.

Tutto cio che rimandava al piacere inutile era vietato e considerato borghese.
Questo lo devi spiegare se vuoi per forza sostenere origini comuniste nella pornografia.
(non è che io voglio diffendere il communismo, solo che questa pecca non ce l'aveva,, era sobrio e pudico)

Secondo me fa parte del consumismo, anzi della stessa mentalita pubblicistica che aumenta i desideri crea ambalaggi belli, per venderti un sacco di mosche.

Lenin , Kollontaj , Landsberg , Reich , I Gruppo Sexpol , Mao Tse Tung , l'A.R.C.I. , Thorsen , la Scuola di Francoforte ed i parititi comunisti di tutto l'Occidente , della Cina e di Honk Kong erano appunto TUTTI COMUNISTI .
Su questo credo che non ci sia alcun dubbio , come anche credo che non ci sia alcun dubbio su quanto da loro detto e fatto .
Io mi sono limitato solo a RIPORTARE le loro stesse DICHIARAZIONI . 
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: controcorrente - Luglio 18, 2013, 18:09:07 pm
Kautostar, io non voglio giudicarti, ognuno fa della sua vita quel che vuole, basta che non commetta reati.
Quello che fai non è reato, ci mancherebbe, però scusami tanto, ma quante risate fanno le femministe sapendo che altri uomini vanno coi gay perchè nessuna gliela da? Quanta soddisfazione diamo a queste perfide senza ritegno?
Ripeto, ti stò parlando in buona, senza alcun tono polemico.
Hai mai sentito parlare di fortezza interiore, di temperanza?

Se nessuna te la da amen! Vuol dire che nessuna ti merita. Non sei unico al mondo, ci sono moltissime altre cose, anche più belle e piacevoli di una donna.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: controcorrente - Luglio 18, 2013, 23:49:08 pm
Kautostar, io non voglio giudicarti, ognuno fa della sua vita quel che vuole, basta che non commetta reati.
Quello che fai non è reato, ci mancherebbe, però scusami tanto, ma quante risate fanno le femministe sapendo che altri uomini vanno coi gay perchè nessuna gliela da? Quanta soddisfazione diamo a queste perfide senza ritegno?
Ripeto, ti stò parlando in buona, senza alcun tono polemico.
Hai mai sentito parlare di fortezza interiore, di temperanza?

Se nessuna te la da amen! Vuol dire che nessuna ti merita. Non sei unico al mondo, tanti uomini sono soli, ci sono moltissime altre cose, anche più belle e piacevoli di una donna.
Ma non risolvi il problema andando coi gay. Cosi' lo peggiori.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Mercimonio - Luglio 19, 2013, 05:51:03 am
Lenin , Kollontaj , Landsberg , Reich , I Gruppo Sexpol , Mao Tse Tung , l'A.R.C.I. , Thorsen , la Scuola di Francoforte ed i parititi comunisti di tutto l'Occidente , della Cina e di Honk Kong erano appunto TUTTI COMUNISTI .
Su questo credo che non ci sia alcun dubbio , come anche credo che non ci sia alcun dubbio su quanto da loro detto e fatto .
Io mi sono limitato solo a RIPORTARE le loro stesse DICHIARAZIONI .

e' assurdo, i maoisti non hanno mai fatto alcuna politica femminista, per "liberazione delle donne" si intende solo insegnargli a leggere e scrivere e a mandarle a sgobbare nelle comuni agricole, dovevano chiedere perfino permesso al partito per fare un figlio, e potevano venire obbligate ad abortire o pure venire sterilizzate.

si certo non erano piu' proprieta' privata dei mariti ma in quanto dopo il 1951 erano proprieta' privata del partito comunista !
occhio a non prendere fischi per fiaschi.

non c'entra il riportare dichiarazioni, questo e' quello che fa la propaganda con le solite frasi fuori dal contesto, il femminismo in asia non esiste e non e' mai esistito, son solo i comunisti europei che lo hanno applicato nella forma attuale ma specie dopo il 1989 pero', quando cioe' son rimasti col cazzo in mano e senza il backing dell'URSS e di colpo sono diventati atlantisti.

Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Vicus - Luglio 19, 2013, 08:46:44 am
se avete tanta nostalgia tornerete allo stesso tenore di vita, nn temere
Allo stesso tenore di vita quasi ci siamo, ma le donne da madri di famiglia sono diventate (anche loro) lavoratrici sfruttate e senza tutele.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 19, 2013, 09:07:56 am
e' assurdo, i maoisti non hanno mai fatto alcuna politica femminista, per "liberazione delle donne" si intende solo insegnargli a leggere e scrivere e a mandarle a sgobbare nelle comuni agricole, dovevano chiedere perfino permesso al partito per fare un figlio, e potevano venire obbligate ad abortire o pure venire sterilizzate.

si certo non erano piu' proprieta' privata dei mariti ma in quanto dopo il 1951 erano proprieta' privata del partito comunista !
occhio a non prendere fischi per fiaschi.

non c'entra il riportare dichiarazioni, questo e' quello che fa la propaganda con le solite frasi fuori dal contesto, il femminismo in asia non esiste e non e' mai esistito, son solo i comunisti europei che lo hanno applicato nella forma attuale ma specie dopo il 1989 pero', quando cioe' son rimasti col cazzo in mano e senza il backing dell'URSS e di colpo sono diventati atlantisti.

Evidentemente non hai letto ciò che ho scritto in quello stesso post . Non ho scritto che il maoismo ed il femminismo sono la stessa cosa , anche se è senza'altro vero che gran parte dell'ideologia femminista affonda le sue radici nel fondatore nel marxismo con Friedrich Engels , nei primi socialisti utopisti con Cherles Fourier , Robert Owen , Flora Tristan , Désirée Gay , Marie Reine Guindorf , Suzanne Voilquin, Pauline Roland, Jeanne Deroin , nella comunista rivoluzionaria Jeanne Marie Poinsard etc.
Il punto quindi che mi interessava evidenziare non era la presenza o meno del femminismo in Asia .

Non voglio citare il solito Centro Studi San Giorgio ma un documento degli stessi rossi che dimostra l'esistenza del femminismo e di politiche femministe ben precise , non solo di mere asserzioni ,  anche nei paesi comunisti compresa l'Unione Sovietica e quindi non solo l'Europa , negarlo significa negare ciò che è evidente anche ad un bambino delle scuole elementari :
 
Fonte : http://www.alternativacomunista.it/dmdocuments/Sulla%20questione%20femminile.pdf





Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 19, 2013, 09:23:23 am
Allo stesso tenore di vita quasi ci siamo, ma le donne da madri di famiglia sono diventate (anche loro) lavoratrici sfruttate e senza tutele.

Quoto al 100% .

Prima le donne si dedicavano soltanto alla casa . Adesso devono fare comunque le stesse cose che facevano prima in casa  ed in più devono anche lavorare , dove per "lavorare" si intende essere sfruttate per una vita intera con uno stipendio miserando , con orari di lavoro massacranti e con contratti lavorativi che non danno alcuna garanzia per il proprio futuro .
Direi che i plutocrati occidentali , in questo caso , hanno preso 2 piccioni con una fava . 
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Mercimonio - Luglio 19, 2013, 11:00:39 am
Allo stesso tenore di vita quasi ci siamo, ma le donne da madri di famiglia sono diventate (anche loro) lavoratrici sfruttate e senza tutele.

in compenso pero' ora hanno lavatrici, lavastoviglie, aspirapolvere, etc etc ma nonostante questo sembra che loro a casa debbano fare lavori pesanti che manco in miniera ... tanto piu' le tante che hanno un figlio unico che esce dall'asilo al pomeriggio e poi le vedi sul divano a guardarsi la telenovela tutto il giorno .. e' esattamente quello che fanno qua in oriente ma guai a farlo notare o ti dicono che loro fan le 12 fatiche di Ercole .. non a caso vanno anche al mercato tutti i giorni per comprare 2-3 cazzate che potrebbero comprare in blocco una volta a settimana ma allora cascherebbe l'asino.

Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Mercimonio - Luglio 19, 2013, 11:09:04 am
Evidentemente non hai letto ciò che ho scritto in quello stesso post . Non ho scritto che il maoismo ed il femminismo sono la stessa cosa , anche se è senza'altro vero che gran parte dell'ideologia femminista affonda le sue radici nel fondatore nel marxismo con Friedrich Engels , nei primi socialisti utopisti con Cherles Fourier , Robert Owen , Flora Tristan , Désirée Gay , Marie Reine Guindorf , Suzanne Voilquin, Pauline Roland, Jeanne Deroin , nella comunista rivoluzionaria Jeanne Marie Poinsard etc.
Il punto quindi che mi interessava evidenziare non era la presenza o meno del femminismo in Asia .

Non voglio citare il solito Centro Studi San Giorgio ma un documento degli stessi rossi che dimostra l'esistenza del femminismo e di politiche femministe ben precise , non solo di mere asserzioni ,  anche nei paesi comunisti compresa l'Unione Sovietica e quindi non solo l'Europa , negarlo significa negare ciò che è evidente anche ad un bambino delle scuole elementari :
 
Fonte : http://www.alternativacomunista.it/dmdocuments/Sulla%20questione%20femminile.pdf

ci sono differenze enormi tra il comunismo europeo, asiatico, e sud/centro americano.

e anche tra europei c'e' chi e' piu' spinto verso il trotskysmo come i francesi e chi invece guardava all'urss come l'italia.
il loro modello erano le pasionarie in politica come quella bertuccia di Nilde Iotti.

la svolta frocista attuale e' roba molto recente, solo dai primi anni 90 in poi e' diventata mainstream come pure le politiche apertamente pro-immigrazione, tutta roba che non esiste nei comunismi extra-europei !

tra l'altro il femminismo delle radicali ha poco a che fare col comunismo tout court, ma tanto gli danno mani libera nella speranza di prender voti femminili, non penso fotta un cazzo a nessuno delle tesi piu' estremiste, se mai prendessero il potere il futuro sarebbe di comuni agricoli, fabbriche autogestite, case popolari da fogna con letti a castello nelle stesse fabbriche .. e' quel che han fatto in europa, russia, e cina ! altro che liberazione femminile .. non troverai nessuna russa o cinese nostalgica dei tempi piu' duri .. come pure gli stessi kibbutz sono miseramente falliti perche' LE DONNE hanno boicottato il sistema stesso e sono tornate all'antico infatti oggi sono delle normali comuni agricole semi-private con finanziatori esterni e i kibbutzim come piccoli azionisti ma che si sposano e hanno casa loro e tutto privato, non piu' figli in comune, ne' cessi in comune, ne' mense in comune, ne' il libertinaggio sessuale di prima e in primis ora sono gli uomini che fanno lavori pesanti e zappano le donne stanno nelle mense o nelle scuole o altri lavori non pesanti .. ma guarda un po' !








Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Mercimonio - Luglio 19, 2013, 11:14:08 am
Quoto al 100% .

Prima le donne si dedicavano soltanto alla casa . Adesso devono fare comunque le stesse cose che facevano prima in casa  ed in più devono anche lavorare , dove per "lavorare" si intende essere sfruttate per una vita intera con uno stipendio miserando , con orari di lavoro massacranti e con contratti lavorativi che non danno alcuna garanzia per il proprio futuro .
Direi che i plutocrati occidentali , in questo caso , hanno preso 2 piccioni con una fava .

io conosco ragazze che in una citta' costosa come Milano hanno sgobbato per 2-3 anni con contratti precari da 6-700 euro al mese e sono laureate a pieni voti in materie economiche, mi chiedo chi cazzo glielo fa fare e ora mi sembra siano pure disoccupate e vivano dai genitori !

Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 19, 2013, 11:38:43 am
ci sono differenze enormi tra il comunismo europeo, asiatico, e sud/centro americano.

e anche tra europei c'e' chi e' piu' spinto verso il trotskysmo come i francesi e chi invece guardava all'urss come l'italia.
il loro modello erano le pasionarie in politica come quella bertuccia di Nilde Iotti.

la svolta frocista attuale e' roba molto recente, solo dai primi anni 90 in poi e' diventata mainstream come pure le politiche apertamente pro-immigrazione, tutta roba che non esiste nei comunismi extra-europei !

tra l'altro il femminismo delle radicali ha poco a che fare col comunismo tout court, ma tanto gli danno mani libera nella speranza di prender voti femminili, non penso fotta un cazzo a nessuno delle tesi piu' estremiste, se mai prendessero il potere il futuro sarebbe di comuni agricoli, fabbriche autogestite, case popolari da fogna con letti a castello nelle stesse fabbriche .. e' quel che han fatto in europa, russia, e cina ! altro che liberazione femminile .. non troverai nessuna russa o cinese nostalgica dei tempi piu' duri .. come pure gli stessi kibbutz sono miseramente falliti perche' LE DONNE hanno boicottato il sistema stesso e sono tornate all'antico infatti oggi sono delle normali comuni agricole semi-private con finanziatori esterni e i kibbutzim come piccoli azionisti ma che si sposano e hanno casa loro e tutto privato, non piu' figli in comune, ne' cessi in comune, ne' mense in comune, ne' il libertinaggio sessuale di prima e in primis ora sono gli uomini che fanno lavori pesanti e zappano le donne stanno nelle mense o nelle scuole o altri lavori non pesanti .. ma guarda un po' !

1)Mercimonio , ho forse affermato che non esistono differenze tra il comunismo sovietico e quello europeo ? Chi ha parlato di questo ?

Ma riesci a capire quando parlo o devo fare lo spelling di ogni singola parola ?

2)Chi ha parlato di frocismo e di immigrazione presente nei comunismo extra europei ?

Perchè mi metti in bocca parole che non ho mai pronunciato ?

3)Assolutamente falso .Ribadisco nella maniera più ASSOLUTA CHE POLITICHE FEMMINISTE SONO STATE ADOTTATE IN UNIONE SOVIETICA !
CHE POI IL FEMMINISMO PRODUCE DANNI ALLE DONNE STESSE , questo lo so anche io , ma ciò NON SIGNIFICA CHE POLITICHE FEMMINISTE NON SIANO STATE APPLICATE IN UNIONE SOVIETICA !

Io affermo MOLTO SINTETICAMENTE CHE :
1)Gran parte dell'ideologia femminista si basa sulle teorie di COMUNISTI ;
2)Non solo in Europa anche in paesi extra comunisti extra europei sono state avviate politiche FEMMINISTE . Il fatto poi che il femminismo danneggi alla fin fine le donne stesse non solo nei paesi comunisti dove è stato applicato ma anche nell'Europa capitalista sono il primo ad affermarlo , ma ciò non toglie che anche in paesi extra europei come l'Unione Sovietica sono sate applicate politiche femministe !

Hai capito cosa voglio dire oppure ti devo fare il disegnino ?

Una persona dotata di un pò di cervello o dice che non sono vere queste 2 mie AFFERMAZIONI oppure tace .

E' sempre esistito il femminismo marxista che si rifà ideologicamente alle teorie di marxisti , ora a me delle beghe interne tra rossi e femministe  non me ne può fregar di meno , mi preme porre l'attenzione che sono due fenomeni interconnessi e che anche in Unione Sovietica sono state avviate politiche femministe .

1)Se vuoi ti parlo sia delle femministe marxiste sia di Engels , Fourier e di tanti altri , il materiale da cui attingere è immenso . L'idea stessa di "Patriarcato" su cui si fonda la dottrina di TUTTO il femminismo non solo di quello marxista si basa sulle teorie di Engels .

2)Sulle politiche femministe adottate in Unione Sovietica riporto quanto segue :


"La rivoluzione socialista in Russia significò contemporaneamente una rivoluzione nella situazione della donna in tutto il mondo. Per la prima volta, un paese adottava delle misure concrete per raggiungere l’uguaglianza tra uomini e donne.
La donna russa prese parte attivamente all’intero processo rivoluzionario, malgrado (o, chissà, forse a causa di) l’enorme peso della secolare e brutale oppressione che pesava sulle sue spalle, in particolare tra le contadine. Ma il vortice rivoluzionario spinse l’operaia russa in prima linea; già all’epoca rivestiva un ruolo decisivo nella produzione, concentrata nelle grandi fabbriche.
Benché non sia sempre facile trovare delle citazioni, la storia della rivoluzione è piena di esempi dell’abnegazione, della tenacia e della rabbia dimostrate dalle lavoratrici russe nel corso di quelle giornate terribili e decisive.
La rivoluzione di febbraio del 1917 (antefatto di quella decisiva di ottobre) iniziò nella Giornata Internazionale della Donna, con manifestazioni femminili di massa a Pietrogrado contro la miseria provocata dalla partecipazione della Russia alla Prima Guerra Mondiale. La guerra aveva spinto la donna russa sul mercato del lavoro e, nel 1917, un terzo della manodopera industriale di Pietrogrado era costituita da donne. Nel settore tessile della regione industriale centrale, questa percentuale si elevava al 50%, se non di più.
Le diverse tendenze politiche si disputavano assiduamente la militanza femminile. Sia i bolscevichi che i menscevichi stampavano dei giornali speciali per le lavoratrici, come Rabotnista, dei bolscevichi e Golos Rabotnitsy dei menscevichi. I “socialrivoluzionari” (Sr), che combattevano per una democrazia borghese in Russia, proposero da parte loro la creazione di una “unione delle organizzazioni democratiche di donne”, che avrebbero dovuto unire sindacati e partiti sotto la bandiera di una repubblica democratica. Fu durante questo periodo che apparve la Lega per i Pari Diritti della Donna, che esigeva il diritto di voto per le donne e accompagnava la battaglia che queste conducevano in tutto il mondo per ottenere i loro diritti civili.
Ma in Russia, con la rivoluzione socialista, le donne conquistarono molti più diritti democratici. Per la prima volta, un paese legiferò a favore dell’uguaglianza di salario femminile e maschile a parità di lavoro. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, contrariamente a quanto successe nei paesi capitalisti, nell’Urss la manodopera femminile fu conservata e si ricercarono i mezzi per permettere alle donne di raggiungere delle qualifiche maggiori. C’erano donne in tutti i settori produttivi: nelle miniere, nell’edilizia civile, nei porti, brevemente, in tutte le branche della produzione industriale ed intellettuale.
Tuttavia, all’indomani della presa di potere dei soviet, la questione della donna si dovette confrontare duramente con la realtà. Nei fatti, fu la prima volta nella storia in cui questa questione passò dalla teoria alla pratica.
In un paese come la Russia, arretrato dal punto di vista delle questioni morali e culturali, con un enorme carico di preconcetti radicati da secoli (cosa che caratterizza, in genere, i paesi principalmente agricoli), la questione della donna assunse, in questi difficili momenti per il giovane Stato Operaio, delle caratteristiche più complesse rispetto a molti altri aspetti relativi alla trasformazione verso il socialismo.
Perciò Lenin e Trotsky, insieme a molti dirigenti donna, si consacrarono a “spiegare pazientemente” alle masse, soprattutto alle donne, quali erano i compiti generali del movimento operaio femminile della Repubblica sovietica, ma non attesero oltre a prendere le prime misure su questo terreno e modificare la situazione umiliante alla quale le donne russe erano sottoposte da secoli.
Questi compiti rivestivano un duplice aspetto:
1. L’abolizione delle vecchie logiche che mettevano la donna in una situazione di ineguaglianza rispetto all’uomo.
2. La liberazione della donna dai compiti domestici, liberazione necessaria per un’economia collettiva alla quale avrebbe preso parte alle stesse condizioni degli uomini.
Per quanto concerne il primo aspetto, lo Stato Operaio concretizzò, fin dai suoi primi mesi di esistenza, il cambiamento più radicale nella legislazione relativa alla donna. Furono abolite tutte le leggi che ponevano la donna in una situazione di ineguaglianza rispetto all’uomo, tra cui quelle relative al divorzio, ai figli naturali e alla corresponsione degli alimenti. Furono ugualmente aboliti tutti i privilegi legati alla proprietà, mantenuti nel diritto familiare a beneficio dell’uomo. La Russia sovietica nei suoi primi mesi d’esistenza fece per l’emancipazione della donna molto più che il più avanzato paese capitalista nel corso di ogni tempo.
Furono introdotti dei decreti che sancivano la protezione legale per le donne e i bambini che lavoravano, l’assicurazione sociale e la parificazione dei diritti all’interno del matrimonio.
Grazie all’azione politica dello Zhenodtel, il dipartimento femminile del Partito Bolscevico, le donne conquistarono il diritto all’aborto legale e gratuito negli ospedali statali. Ma la pratica dell’aborto non era incentivata, e chi percepiva del denaro per praticarlo veniva punito. La prostituzione e il suo sfruttamento furono descritti come “un crimine contro i legami tra compagni e contro la solidarietà”, ma lo Zhenodtel propose che non fossero previste pene legali per questo crimine. Si tentò di attaccare le cause della prostituzione migliorando le condizioni di vita e di lavoro delle donne ed ebbe luogo una vasta campagna contro i “residui della morale borghese”.
La prima Costituzione della Repubblica sovietica, promulgata nel luglio del 1918, diede alla donna il diritto di votare e di essere votata per incarichi pubblici. Tuttavia l’uguaglianza davanti alla legge non corrispondeva ancora all’uguaglianza di fatto. Per la piena emancipazione della donna, per la sua effettiva uguaglianza con l’uomo, c’era bisogno di un’economia che la liberasse dal lavoro domestico e alla quale potesse prendere parte allo stesso modo dell’uomo.
L’essenza del programma bolscevico per l’emancipazione della donna consisteva nella sua liberazione dal lavoro domestico, per mezzo della socializzazione dei compiti da lei svolti all’interno di casa e famiglia. Nel luglio del 1919, Lenin insisteva sul fatto che il ruolo della donna all’interno della famiglia costituiva la chiave di volta della sua oppressione:
“Indipendentemente da tutte le leggi che emancipano la donna, ella continua ad essere una schiava, perché il lavoro domestico la opprime, la strangola, la degrada e la limita alla cucina e alla cura dei figli; ella spreca la sua forza in lavori improduttivi, senza prospettiva, che distruggono i nervi e la rendono idiota. E’ per questo motivo che l’emancipazione della donna, il vero comunismo, inizierà solamente quando sarà intrapresa una lotta senza quartiere, diretta dal proletariato, possessore del potere dello Stato, contro questa natura del lavoro domestico o, meglio, quando avrà luogo la totale trasformazione di questo lavoro in un’economia di grande scala.”
Nel contesto russo dell’epoca, questa era la parte più difficile della costruzione del socialismo e che richiedeva più tempo per concretizzarsi. Lo Stato Operaio iniziò creando istituzioni quali mense e asili per liberare la donna dai gravami domestici. E furono giustamente le donne ad impegnarsi di più nell’organizzazione di tali istituti. Questi, strumenti per la liberazione della donna dalla sua condizione di schiavitù domestica, comparvero in tutti gli ambiti possibili. Malgrado ciò, il loro numero era insufficiente per rispondere a tutti i bisogni.
In Russia c’era la guerra civile, lo Stato Operaio era attaccato dai suoi nemici, e le donne dovettero assumere insieme agli uomini i compiti di guerra a sua difesa.
Molte di queste istituzioni funzionavano alla perfezione, ottenendo successo e dimostrando la necessità del loro mantenimento ed espansione.
D’altro lato, i dirigenti sovietici, Lenin per primo, esortarono le donne a prendere parte sempre più alla gestione delle imprese pubbliche e all’amministrazione dello Stato. Ci furono esortazioni anche alla candidatura di donne a delegate dei soviet. Nel marzo del 1920, in un discorso in omaggio della Giornata Internazionale della Donna, Lenin si rivolse così alle donne russe:
“Il capitalismo coniuga l’uguaglianza di pura facciata all’ineguaglianza economica e, di conseguenza, sociale. (…) e una delle più scioccanti manifestazioni di questa incongruenza (del capitalismo) è l’ineguaglianza tra donna e uomo. Nessuno Stato borghese, per quanto progressista, repubblicano, democratico sia, ha riconosciuto l’intera uguaglianza di diritti tra uomo e donna. La Repubblica Sovietica russa, per contro, ha cancellato in un colpo solo e senza eccezione alcuna tutte le tracce giuridiche dell’inferiorità della donna, e del pari ha assicurato in un colpo solo la parità completa della donna a livello di leggi . Lenin ricorda che c’è l’abitudine di dire che il livello raggiunto da un popolo è caratterizzato dalla situazione giuridica della donna. Sotto questo punto di vista, solo la dittatura del proletariato, solo lo Stato socialista, possono raggiungere e raggiungono il più alto grado di cultura. Tuttavia ciò non è sufficiente. Il movimento operaio femminile russo non si accontentò di un’uguaglianza puramente formale e si assunse un compito lungo e difficile, perché l’uguaglianza esige una trasformazione radicale della tecnica e dei costumi sociali, e necessita di una battaglia per l’uguaglianza economica e sociale della donna, che si può raggiungere solo facendole prendere parte al lavoro sociale produttivo, liberandola dalla schiavitù domestica che è sempre improduttiva e la abbruttisce. "

Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Lucia - Luglio 19, 2013, 11:59:52 am
Evidentemente non hai letto ciò che ho scritto in quello stesso post . Non ho scritto che il maoismo ed il femminismo sono la stessa cosa , anche se è senza'altro vero che gran parte dell'ideologia femminista affonda le sue radici nel fondatore nel marxismo con Friedrich Engels , nei primi socialisti utopisti con Cherles Fourier , Robert Owen , Flora Tristan , Désirée Gay , Marie Reine Guindorf , Suzanne Voilquin, Pauline Roland, Jeanne Deroin , nella comunista rivoluzionaria Jeanne Marie Poinsard etc.
Il punto quindi che mi interessava evidenziare non era la presenza o meno del femminismo in Asia .

Non voglio citare il solito Centro Studi San Giorgio ma un documento degli stessi rossi che dimostra l'esistenza del femminismo e di politiche femministe ben precise , non solo di mere asserzioni ,  anche nei paesi comunisti compresa l'Unione Sovietica e quindi non solo l'Europa , negarlo significa negare ciò che è evidente anche ad un bambino delle scuole elementari :
 
Fonte : http://www.alternativacomunista.it/dmdocuments/Sulla%20questione%20femminile.pdf


è un programma di distruggere la famiglia
cacciano le donne dai fornelli e li mandano in fabbrica poi dicono che mo siete libere e obbligate di essere felici
ma pornografia non c'è.

Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 19, 2013, 12:22:10 pm

è un programma di distruggere la famiglia
cacciano le donne dai fornelli e li mandano in fabbrica poi dicono che mo siete libere e obbligate di essere felici
ma pornografia non c'è.

Non io , ma Lenin ha affermato testualmente che : "Se intendiamo  distruggere una Nazione, dobbiamo, in primo luogo, distruggerne la morale. Allora la Nazione cadrà nelle nostre mani come un frutto maturo. Svegliate l’interesse della gioventù per il sesso e sarà vostra».
L'Unione Sovietica fu la prima nazione al mondo che per la prima volta fece diventare una donna ambasciatore di Stato , la Sig.a Aleksandra Michajlovna Kollontaj (1872-1952), ambasciatrice dell'Unione Sovietica in Svezia , aveva avuto precise direttive dal Partito Comunista dell'Unione Sovietica P.C.U.S.  di non parlare di comunismo, ma di propagare, in un crescendo il cd. "amore libero" tra la gioventù accademica svedese . 
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: kautostar - Luglio 19, 2013, 13:57:05 pm
Non mi risulta che nei regimi comunisti ci fosse tutta questa gran libertà sessuale:
http://www.storico.org/La%20Russia%20comunista/gay-urss.htm
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Lucia - Luglio 19, 2013, 14:35:30 pm
si, infatti amore libero di che?
tanto dovevi chiedere permesso dal partito per sposarti.
Anche se poteva essere una libertà sessuale nel senso che bambini nati in matrimonio o fuori matrimoio erano equiparati che non è male per il bambino, da punto di vista del look, dell'immagine femminile essere piu belle di altre o provocanti era considerato da rimprovare. Perché bisognava essere uguali.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: Stendardo - Luglio 20, 2013, 01:21:56 am
Non mi risulta che nei regimi comunisti ci fosse tutta questa gran libertà sessuale:
http://www.storico.org/La%20Russia%20comunista/gay-urss.htm

kautostar , forse hai frainteso il senso delle mie parole .

Sia per i comunisti che per le femministe la distruzione della morale e la diffusione della pornografia hanno come UNICO scopo quello di distruggere le Nazioni non comuniste o non femministe e di assoggettare gli uomini . 
Come affermò lo stesso Lenin , la corruzione sessuale ("amore libero") così come la intendono sia i rossi che le femministe , in realtà non è altro che un MEZZO e non FINE , tanto è vero che , per quanto ne sappiamo , una volta che è stata instaurata la dittatura comunista in Russia , la Kollontaj ha avuto precise disposizioni di diffondere la pornografia in uno stato estero : la Svezia .
E , tenuto conto anche del fatto che per una donna il sesso non ha molta importanza e che la maggior parte delle femministe è tendezialmente lesbica , se i folli progetti delle femministe dovessero andare in porto con l'instaurazione di una dittatura femminista , esse butterebbero giù repentinamente la maschera per mostrare il loro vero volto tirannico e dispotico e tutta la civiltà umana frutto unicamente del genio , del lavoro e dell'inventiva degli Uomini correrebbe il serio pericolo di precipitare nell'abisso e di estinguersi per sempre .

Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: TheDarkSider - Luglio 21, 2013, 10:46:54 am
50 anni fa eravate uno dei paesi piu poveri del mondo.
Neanche per sogno.
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: raniran - Agosto 02, 2013, 20:52:35 pm
Il porno non è il femminismo come il femminismo non è il marxismo o come il marxismo non è la massoneria ma TUTTI perseguono i MEDESIMI FINI e sono figli legittimi di un unico albero.
Soltanto i poveri creduloni che credono alle favole ormai non riescono a rendersi conto di ciò che è in atto qui in Occidente da più di un secolo .

Esiste una intellighenzia più o meno segreta che dirige la sorti del mondo e che ha utilizzato in passato il comunismo e che oggi continua ad utilizzare la massoneria ed il femminismo , impadronendosi di tutti i principali organi di comunicazione di massa , per dirigere tutto dalla vita economica fino ai minimi particolari della vita familiare dettando l'agenda politica di ogni Stato come i matrimoni gay , le quote rosa etc. allo scopo di distruggere la cellula fondamentale della società : la famiglia , che confonde l'opinione pubblica sviandola da nobili ideali che sono gli unici che possono modificare questo stato di cose indirizzandola al contempo verso futilità come il grande fratello , la pornografia e stupidate alla Maria De Filippi , l'obiettivo finale è quello di distruggere la civiltà cristiana in Europa e nel mondo allo scopo di instaturare un governo mondiale dispotico , folle ed autodistruttivo che dirige non più esseri umani ma automi e numeri .

Per quanto concerne nello specifico la pornografia essa viene utilizzata da questa intellighenzia per corrompere i popoli con l'immoralità per poterli conquistare e dal femminismo per rendere gli uomini dipendenti dal dio vagina . Diceva Lenin : "Se intendiamo  distruggere una Nazione, dobbiamo, in primo luogo, distruggerne la morale. Allora la Nazione cadrà nelle nostre mani come un frutto maturo. Svegliate l’interesse della gioventù per il sesso e sarà vostra». La prima ambasciatrice russa in Scandinavia, la Sig.a Aleksandra Michajlovna Kollontaj (1872-1952), nota in Russia per aver cercato di conciliare le istanze dei nascenti movimenti femministi con i principi socialisti, aveva la consegna di non parlare di comunismo, ma di propagare, in un crescendo l'amore libero tra la gioventù accademica. Un comunista americano ha confessato, ultimamente, di avere diffuso la letteratura pornografica, per 27 anni, al fine di corrompere la gioventù americana . Scriveva Arthur Landsberg nel suo libro Asiatici, scritto nel 1925: «Un Paese non è altro che un corpo gigantesco. Chi regola le sue funzioni genitali, influenza tutto il corpo e lo riduce in suo potere. Si conquista il Paese mediante il suo istinto più sviluppato; allora, quella generazione senza più ritegno, perderà le sue forze, in preda ad un’ebbrezza di cui noi potremo regolarne la durata. Creando sempre nuovi stimolanti, sapremo renderla permanente e fare del Paese un’isola di ossessi» . La totale spregiudicatezza sessuale della classe lavoratrice, come presupposto della Rivoluzione comunista, costituiva, già negli anni venti, il programma del membro del partito comunista tedesco Wilhelm Reich (1897-1957) , discepolo di Freud, fondatore a Berlino dei cosiddetti «Gruppi Sexpol». Oggi egli è il «profeta degli studenti dell’estrema sinistra. Ecco una delle istruzioni diramate dal Partito Comunista della Florida nel 1970: «Corrompi la gioventù; allontanala dalla religione; desta l’interesse per il sesso; rendila superficiale; distruggi il suo slancio giovanile; soffoca il suo interesse per lo Stato, distraendola con lo sport, con il sesso e con qualsiasi trivialità! Spingila con ogni mezzo a perdere tutte le virtù morali, l’onestà, il pudore, la moderazione e la fede alla parola data»! Diceva Mao Tse-tung (1893-1976): «Faremo penetrare la nostra ideologia attraverso le debolezze morali dei nostri avversari». Da un'istruzione interna del Partito Comunista Italiano del 1970: «Perché dovremo opporci, in nome della morale, alla crescente corruzione della borghesia? Il nostro compito sta nel dare l’appoggio tattico a questo irresponsabile affare pornografico e nel dichiarare, come altissimo fine, l’assoluta libertà artistica. In tal modo, acceleriamo effettivamente la decomposizione della borghesia». Su Il Tempo, del 3 giugno 1984, si poteva leggere: «Un incredibile progetto finanziato dal Comune. Quest'estate avremo pure un posto per «imparare» a fare l’amore, ossia una «Love city». Era il progetto dell’A.R.C.I., l’organizzazione paracomunista di ricreazione per animare la seconda metà di luglio nel quadro dell’Estate Romana, patrocinata dall’assessore alla Cultura, l’on. comunista Renato Nicolini. La «Love city» fu organizzata in un’area di accesso, in un punto «test» incentrato sul «Dimmi come ami e ti dirò chi sei», in una mostra «photo love», una discoteca, uno spazio di conversazione, un «single bar» e naturalmente un «post love». Fu fatta «una gara del bacio più sensuale e travolgente con assegnazione di premi» e anche «una dimostrazione di tecniche di seduzione». La «città dell’amore» si concludeva con «uno spazio per parlare d’amore» e da un «single bar», inteso come «il luogo dell’approccio vero e proprio» dove «trovare un possibile partner». La «Love City» era ambientata, in modo di galvanizzare i partecipanti, tra i nudi monumentali del Foro Italico e costò la somma di 95 milioni, contro i 40 di probabili entrate. La differenza per cinquanta milioni fu coperta dal Comune. A tal fine, i vari partiti in combutta con gli altri laicisti hanno prodotto quell’oceano di pornofilms e di riviste pornografiche che hanno infradicito il mondo occidentale con utili astronomici di migliaia di miliardi di lire. Solo in Italia si stampano ogni settimana 8 milioni di copie di riveste pornografiche. «Corrompere, corrompere, corrompere»! è il motto di Underground, un foglio tedesco porno-politico diffuso fra gli studenti . Ecco quanto affermava l’ex-presidente federale del S.D.S.: «I problemi della sessualità sono stati la nostra via per politicizzare la scolaresca». Così il Segretario del Partito Comunista di Hong-Kong: «Pechino ha investito circa un miliardo di dollari nell’esportazione clandestina della droga nell’Europa. In questo modo, spera di liquidare l’Europa entro una quindicina di anni» . Questa è la tesi sostenuta nel film di Jens Jôrge Thorsen Giornate calme a Clichy, (dove ci si burla di Cristo dal lato sessuale): «La gente deve vivere senza Dio e senza patria. Allora, tutto andrà meglio». L'editrice amburghese Auer stampa, ogni settimana, un milione di copie dedicate al sesso, tra cui St. Porno, Sex-Report, St. Pauli Nachrchten, ecc... II ricavato va a finire nelle casse del Partito Socialista Tedesco . Ecco quanto affermava un libro di testo russo di psico-politica: «L’uomo non è che un animale da gregge con un aspetto esteriore civile. Ma chi desidera tenere unito il gregge e controllarlo, deve saper disporre di tecniche speciali, per calcolare i capricci e le energie di quell’animale-uomo, ai fini dello Stato» .

OTTIMO Standarte
Titolo: Re:Ravasio: "le devastanti coseguenze della pornografia"
Inserito da: raniran - Agosto 02, 2013, 20:58:32 pm
:), io sono tranquillissimo, tu invece mi sa che hai qualche problemino di coerenza...prima ti scagli contro il porno, e poi mi vieni a dire che sei un fruitore di siti porno? :lol:
Sei come un fumatore che combatte contro l'industria del tabacco! :rofl1:

Ti consiglio di fare un po' di chiarezza nelle tue idee(mi sembra che hai molta confusione in testa), e se davvero sei contro il porno, SMETTI DI GUARDARLO! e se pensi di aver sviluppato una dipendenza dannosa, fatti aiutare da qualche esperto!
Ma non prendertela con le femministe(che con l'industria del porno non c'entrano veramente nulla), o con chi ha un'opinione diversa dalla tua, e pensa che l'abuso può far male, ma un uso moderato del porno non sia per forza dannoso o negativo

esiste  una parola in psicopatologia: DIPENDENZA

Che poi le femministe non c'entrino nulla con il porno sbagli
in quanto tallone d'achille maschile (nella tradizione s'intende...)
ne cavalcano gli effetti.....indi...
C'ENTRANO ECCOME
anzi la alimentano
Ciao
Alessandro